Ramin Bahrami è uno dei pianisti più importanti della sua generazione, ma è anche una personalità caratteristica di questo nostro tempo, segnato da intrecci e incroci. Nato a Teheran nel 1976, a otto anni è ammesso alla Hochschule für Musik di Francoforte, ma a causa della Rivoluzione khomeinista e della crisi economica che ne deriva è presto costretto a tornare in patria. Grazie all’interessamento di un console italiano, in seguito ottiene però la possibilità di venire a Milano, dove studia con Piero Rattalino e avvia una carriera che ne ha fatto, in pochi anni, uno tra i massimi interpreti di Johann Sebastian Bach.
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Spesso il nostro sguardo sull’Africa è dominato dal pessimismo: tendiamo a vedere i molti guai che affliggono il continente, alcuni dei quali sono veramente drammatici, e in questo modo rischiamo però di non avvertire con quale velocità – almeno in certe circostanze – la societĂ africana stia crescendo e sviluppandosi. Prosegui la lettura…
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Esattamente un anno fa, Zopa Italia srl. (l’impresa che ha introdotto in Italia il “social lending”, ossia la possibilitĂ di scambiarsi denaro direttamente tra privati, senza banche e finanziarie di mezzo) era stata bloccata dalle autoritĂ incaricate di vigilare sul mercato. Prosegui la lettura…
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Poche ore fa è morto in un ospedale milanese Egidio Sterpa, giornalista e uomo politico, che ha legato il suo nome soprattutto al Giornale di Indro Montanelli – insieme al quale nel 1974 lasciò il Corriere della Sera, in dissenso con la linea progressista di Piero Ottone – e al Partito liberale degli anni Ottanta. Prosegui la lettura…
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Sia concessa un piccola divagazione, che forse a qualcuno apparirĂ astrusa, in merito a taluni presupposti teoretici, sociali e psicologici che stanno alla base del diffuso rigetto del capitalismo finanziario. Prosegui la lettura…
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In queste ore i polacchi sono chiamate alle urne per eleggere il presidente che succederĂ a Lech Kaczynski, morto in occasione della sciagura aerea di Smolensk. Sono stato a Varsavia nei giorni scorsi ed è stato facile avvertire la tensione che accompagna tale decisione. Non è però di questo che intendo parlare, ma invece di un qualcosa che ho scoperto nella mia breve permanenza in Polonia e che ai miei occhi è assai piĂą interessante di un semplice voto messo entro un’urna. Prosegui la lettura…
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Nella reazione di protesta che si è levata contro l’ipotesi che la Nutella possa subire ben precise limitazioni alla sua etichettatura c’è qualcosa che induce a riflettere. Prosegui la lettura…
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Tutto è iniziato il 20 maggio scorso a Prato, la cittĂ di David Mazzerelli, che alla nascita e allo sviluppo di tale iniziativa ha dato un grande contributo di entusiasmo ed energia, e che con determinazione ha voluto il primo Tea Party italiano. Ma è sicuro che questa storia può crescere e prendere corpo, perchĂ© l’esigenza di difendere i conti pubblici (evitando catastrofi “alla greca”, o “all’argentina”) deve assolutamente unirsi a quella di ridimensionare lo Stato e ridurre la pressione tributaria che pesa sull’economia produttiva. Prosegui la lettura…
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Secondo Vito Riggio, presidente dell’Enac, nuovi aeroporti “non sono assolutamente necessari”.
Nessuno è in grado di sapere se questo sia vero o falso, ma proprio per questa ragione una simile decisione non può essere presa da una qualsivoglia autoritĂ . Può darsi che Riggio abbia ragione (improbabile, ma prendiamolo per buono), ma certo egli non deve avere la facoltĂ di impedire ad imprenditori eventualmente malaccorti, e comunque destinati a pagare di tasca loro, di sbagliare. Nessuno è in grado di dire se i panettieri in Italia sono troppi o troppo pochi, ma il problema è che in una societĂ seria nessuno si pone mai questi problemi. Prosegui la lettura…
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Nella confusione culturale del nostro tempo, ci si può aspettare ogni cosa. E così non bisogna stupirsi piĂą di tanto che vi sia qualcuno che sembra rallegrarsi dei disastri finanziari degli ultimi anni, dal momento che “la crisi economica fa bene all’Europa, CO2 in calo dell’11,6%”. E nemmeno è sorprendente leggere che per altri la perdita di valore dell’Euro farĂ bene all’economia.
Non scandalizziamoci.
Come ricorda un bel video realizzato da Tom Palmer, secondo Paul Krugman perfino l’attacco terroristico alle Torre Gemelle avrebbe potuto comportare conseguenze economiche positive (come già a suo giudizio sarebbe successo con la Seconda guerra mondiale), e qualcosa di simile aveva sostenuto Timothy Noah sul “New York Times” a proposito del terremoto di Kobe del 1995.
Ma il testo di Frédéric Bastiat su Ce qu’on voit et ce qu’on ne voit pas non l’ha proprio letto nessuno? (Qui una presentazione generale, qui la versione originale in francese, e qui la traduzione in inglese).
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