Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Antonio Masala.
Una delle caratteristiche della presente ossessione riguardo la crisi economica è la fissazione per i numeri. Intendiamoci, un po’ è logico essere ossessionati dalla crisi, e certamente i numeri sono imprescindibili per capirla e risolverla. Tuttavia concentrarsi solo sugli indicatori numerici, sulle macro analisi, sullo spread e i punti di Pil ci fa correre il rischio di pensare che l’economia si risolva nella finanza, e che i debiti degli stati siano gli unici componenti rilevanti per l’economia. Rischia insomma di farci dimenticare una verità semplice che gli economisti del passato sapevano, ma che oggi molti sembrano aver dimenticato: l’economia reale, la crescita economica, la fanno le persone. E l’essere umano, per definizione, è una creatura che sa reagire e adattarsi alle opportunità come alle difficoltà. Ecco perché non è inutile guardare all’aspetto umano per leggere le cause e le possibili vie d’uscita dalla crisi.
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Guest finanza, teoria Crisi, debito pubblico, economia, finanza, individualismo metodologico, statalismo
Il presidente Sarkozy, in vista delle imminenti elezioni ha deciso di introdurre la “famosa” e fumosa Tobin Tax o tassa sulle transazioni finanziarie.
E proprio ieri sul primo quotidiano economico italiano, il Sole 24 Ore è uscito un articolo a firma del Commissario Europeo alla Finanza, Algirdas Semeta a favore di questa nuova tassa che avrebbe, a suo dire, degli effetti miracolosi per la crescita.
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Andrea Giuricin euro, ue Europa, finanza, libero scambio, tasse, tobin tax, ue
In una nota dell’interessante volume di Glauco Maggi e Maria Teresa Cometto sulla politica americana contemporanea, Obama dimezzato. L’America verso il 2012 (edito da Boroli editore e che sarà al centro di una presentazione pubblica a Milano presso l’IBL, giovedì 12 maggio, con inizio alle ore 18.30), trovo un passo tanto acuto quanto divertente di John H. Cochrane. Prosegui la lettura…
Carlo Lottieri banche, Borsa, credito, debito pubblico, finanza Bernard Madoff, debito pubblico, finanza, John C. Cochrane, John Maynard Keynes, Paul Krugman
di Oscar Giannino e Camilla Conti
Il futuro di Pioneer, il maggior gestore di risparmio gestito con passaporto italiano messo in vendita da Unicredit, ormai è diventata una questione “di sistema”, come si suol dire in Italia quando s’intende che entrano in gioco fattori preminenti non di schietta natura economica dal punto di vista della massimizzazione del vantaggio per gli azionisti . Essendo tre operatori stranieri (i francesi Amundi e Natixis e la britannica Resolution) in short list per rilevare la società di gestione di Piazza Cordusio, la valorizzazione di Pioneer potrebbe concludersi con la migrazione all’estero di una parte consistente del risparmio degli italiani. Ipotesi che ha suscitato timori e mobilitato reazioni di peso e sostanza.
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Oscar Giannino Antitrust, liberismo, mercato finanza, mercato, Unicredit
Riceviamo e pubblichiamo da Galeazzo Scarampi del Cairo, Board member dell’Istituto Bruno Leoni.
Scomparso giovedì scorso a ottantacinque anni, Benoît Mandelbrot è stato un importante matematico che ha conservato la capacità “artistica” di visualizzare problemi astratti e la curiosità di cercare reppresentazioni matematiche di forme apparentemente non regolari. Mandelbrot preferiva parlare di “roughness”, intendendo rough come il contrario di regolare, ed ha saputo esprimere la (mancanza di) regolarità in un semplice numero, così come semplice è l’equazione (z–> z^2 +c) sottostante al famoso “Mandelbrot set”
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Guest liberismo, teoria conoscenza, crisi finanziaria, epistemologia, finanza, mandelbrot, matematica, mercato, sistemi non lineari
Riceviamo da Andrea Gilli e volentieri pubblichiamo:
Ho letto con interesse l’articolo del prof. Lottieri sull’ontologia degli oggetti sociali. L’analisi merita attenzione per due motivi. In primo luogo, in un periodo nel quale attaccare la finanza porta consensi, Lottieri va coraggiosamente contro corrente, e offre una difesa non convenzionale degli strumenti finanziari incriminati. In secondo luogo, in un dibattito politico e culturale – quello italiano – atrofizzato da schemi concettuali vecchi di settant’anni, Lottieri porta una ventata di novità discutendo di ontologia nelle scienze sociali.
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Sia concessa un piccola divagazione, che forse a qualcuno apparirà astrusa, in merito a taluni presupposti teoretici, sociali e psicologici che stanno alla base del diffuso rigetto del capitalismo finanziario. Prosegui la lettura…
Carlo Lottieri credito, liberismo, mercato, pensiero cultura antimercato, derivati, finanza, oggetti sociali
Non è solo il dibattito pubblico sul dissesto degli “anelli più deboli” dell’euro a lasciare sorpresi: sono anche e soprattutto le interpretazioni che i governi e le istituzioni comunitarie ne danno che lasciano davvero basiti.
Oggi il Corriere della sera apre con un articolo di Federico Fubini intitolato “Il piano della Banca centrale per fermare la speculazione”. Nel pezzo viene spiegato che la Bce intende agire, d’ora in poi, come una sorta di settimo cavalleggeri finanziario, “disposto a comprare sui mercati i titoli di Stato sotto attacco”. Se i Pigs spendono e spandono, in altre parole, ci sarà sempre l’Europa – tramite i propri apparati – a usare i nostri soldi per andare in soccorso di falsificatori di bilanci e demagoghi di ogni risma. Prosegui la lettura…
Carlo Lottieri finanza, liberismo, pensiero euro, finanza, imprenditore, Israel Kirzner, speculazione, unificazione politica
Da quando la scelta di “andare in borsa” (diciamolo meglio: di offrire a potenziali acquirenti quote della propria attività) può diventare motivo di polemica? Eppure su due quotidiani è uscito un appello dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti, l’Ucid, che invita a fermare la scelta della Kos, intenzionata a trovare nuove risorse attraverso il mercato azionario. La Kos è una società che fa capo alla Cir di Carlo De Benedetti e che possiede centri di assistenza e riabilitazione per anziani. Prosegui la lettura…
Carlo Lottieri finanza, liberismo, welfare economia sociale di mercato, finanza, profitto, sanità
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo alla discussione da Davide Grignani
Il sistema economico e finanziario rischia oggi una seconda crisi provocata dalla nuova bolla di statalismo e “over-regulation” innescata dalla scossa dell’estate del 2007. Sinora il complesso sistema di interazioni tra regolatori e norme ha dimostrato di non tener conto né della ciclicità degli impatti da essi provocate, né delle specificità di funzionamento dell’istituzioni finanziarie, siano esse banche, assicurazioni o non-banche (società finanziarie specializzate) operanti nelle diverse realtà geografiche, macro e microeconomiche.
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