di Andrea Boitani e Francesco Ramella
Non vi è dubbio che, in città, solo una quota parte dei costi esterni derivanti dall’utilizzo dell’auto è internalizzata tramite l’imposizione fiscale: la conseguenza è che il livello complessivo della mobilità privata motorizzata eccede quello socialmente ottimale.
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Francesco Ramella infrastrutture, trasporti auto, inquinamento atmosferico, sicurezza, tasse, tunnel stradali
Non c’è un momento migliore di oggi – sospesi tra l’incarico pieno assegnato a Enrico Letta e l’incertezza sulla possibilità per il vicesegretario Pd di coagulare una maggioranza stabile – per leggere l’ultimo libro di Luca Ricolfi, La Sfida. Ricolfi tenta un doppio sforzo: da un lato compie un esame (con molta autocritica) dell’impasse attuale. Dall’altro offre una via d’uscita ai partiti e all’opinione pubblica. Una via d’uscita che, però, convince solo in parte, perchè rischia di ricadere nello stesso tipo di sabbie mobili che Ricolfi denuncia.
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S’io fossi saggio cercherei di capire dove più declino. E anche che con troppo debito si fallisce; il che, a volte, è incompatibile col crescere.
E dunque primo punto una spending review seria, di dettaglio, e financo feroce. E lavorare ad una legge che regga al vaglio della Costituzione e ti faccia vendere un po’ di patrimonio pubblico. La Caserma Passalacqua senza certezza della volumetria utile e del cambio di destinazione d’uso non te la compra nessuno; e però se la caserma non ti serve più ed è solo un costo dovrebbe essere possibile (?) impedire che le autonomie locali ti vetino cambio e volume.
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Massimo Nicolazzi declino Burocrazia, debito pubblico, giustizia, privatizzazioni, regolamentazione, tasse
Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha proposto una “agenda di governo” in otto punti per superare l’apparente stallo parlamentare e promuovere “lo sviluppo, la crescita e il cambiamento”. Questi punti sono largamente indipendenti da quanto si poteva leggere nel programma sulla base del quale il Pd ha chiesto i voti agli elettori (qui valutato dallo staff IBL), ma si giustificano in base alla necessità di fornire una base politica alle alchimie dalle quali sortirà (?) il nuovo esecutivo. Tuttavia, questi punti sono quello che serve al paese, o almeno vanno nella direzione giusta?
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Sporchi petrolieri! Maledetti produttori elettrici! Disgraziati venditori di gas! A leggere i giornali (per esempio qui, quo e qua) sembra che lo Sceriffo di Nottigham si sia dato al commercio di energia, nell’Italia del 2013. Gli operatori del settore, infatti, sarebbero colpevoli di aver ribaltato la “Robin Hood Tax” sui consumatori, comportamento espressamente vietato dalla legge. E’ davvero così?
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Aldo Canovari.
Il (sia lodato il cielo!) caduto governo del prof. Monti, tra altri micidiali provvedimenti che hanno messo a terra la nostra già agonizzante economia, decretava norme in palese violazione dell’art.3, D.lgs. 26-01-2001, n.32 (Statuto dei contribuenti), il quale recita: “…le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono), norme che fortunosamente il Parlamento ha rigettato.
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Guest fisco diritto, Monti, rule of law, tasse
Ieri Confindustria ha messo sul piatto un documento che espone una diagnosi e una terapia per la crisi italiana. Il programma degli industriali è davvero migliore di quelli dei partiti?
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L’Agenda Monti è più di un programma, e più di una mera manifestazione dell’intento del premier nel proseguire l’attività di governo con altri mezzi: è il documento fondativo di un nuovo progetto politico. Per questo va letta con particolare attenzione e senza confondere il respiro necessariamente ampio che la pervade con un cedimento alla genericità. Vale dunque la pena chiedersi: l’Agenda Monti disegna un percorso credibile per la crescita del paese?
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Fine anno è tempo di agende, e non poteva mancare quella di Beppe Grillo. L’Agenda Grillo è un elenco di sedici proposte, tratte dal più ampio programma del Movimento 5 stelle. Il principale limite del programma è che fissa una serie di obiettivi senza fornire alcun dettaglio sugli strumenti per raggiungerli. In questo commento, tuttavia, ignorerò questo aspetto non banale, perché in realtà quasi nessuna piattaforma politica si sofferma su un dettaglio così triviale come la fattibilità delle sue promesse (…). Questo articolo, dunque, assume – salvo dove specificato diversamente – che gli obiettivi di Grillo siano realizzabili e che Grillo sappia come. Alla luce di questa ipotesi eroica la domanda è: siamo di fronte a un programma razionale e articolato, oppure a un confuso vaffanculo?
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Emmanuel Martin.
Depardieu come Galt, eroe libertario di Ayn Rand (ma sussidiato)
In questi giorni la notizia di primo piano dei giornali francesi è stata l’esilio fiscale di Gérard Depardieu a Nechin, in Belgio. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha definito “miserabile” il comportamento della stella cinematografica. Depardieu, che ha notoriamente interpretato Obelix, il grosso amico gallico di Asterix che trasportava menhir – pietre giganti – sulla schiena e che qualche volta le scagliava sui romani, ha risposto e lo ha fatto con un tono che sa di John Galt, il famoso personaggio di Ayn Rand. Gérard è in rivolta.
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Guest fisco concorrenza fiscale, EU, Europa, Francia, tasse