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Posts Tagged ‘unione europea’

Otto buone ragioni contro la Tobin all’italiana

22 ottobre 2012

Otto buone ragioni contro la Tobin Tax all’italiana istituita dal governo Monti. La tassa sulle transazioni finanziarie è un mantra invocato sia storicamente dalla sinistra sia da tanti in buona fede, contro i tanto deprecati eccessi della finanza a scapito dell’economia reale. Vediamo perché a mio modo di vedere la tassa istituita dal governo Monti è sbagliata, e avrà effetti negativi dovuti a come è stata congegnata. Prosegui la lettura…

finanza, fisco, Monti , , ,

Hayek, il clima e l’Unione europea

23 marzo 2012

20 anni dopo la sua scomparsa, la cosa più semplice che si possa dire di Friedrich Hayek è che c’è ancora bisogno di Hayek (qui il ricordo di Lorenzo Infantino e qui Alberto Mingardi). Non solo per la sua lezione generale su come funziona il mercato (e perché la pianificazione non può funzionare) ma anche e soprattutto perché il suo insegnamento, applicato alla regolazione di settori specifici, obbliga a un cambiamento di paradigma rispetto a quelle che sono le tendenze in atto. Come nel caso delle politiche del clima.

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Gestione pubblica dell’acqua, tra slogan politici e regole di diritto

22 marzo 2012

Il 4 agosto 2011 abbiamo segnalato il ricorso dello Stato contro una legge che la regione Puglia aveva appena approvato per pubblicizzare il servizio idrico, col chiaro intento di sfidare il governo statale sul campo ancora caldo della battaglia referendaria. Prosegui la lettura…

Acqua, ambiente, referendum , , ,

Perché vendere Alfa a VW sarebbe buona cosa

16 marzo 2012

Se fossi a Palazzo Chigi all’incontro tra governo Monti e Fiat, chiederei se non  fose il caso che Torino vendesse prima che sia tropo tardi Alfa Romeo a Vw. Perché la sovraccapaità europea non dà scampo agli stabilimenti italiani del gruppo. Perché Chrysler-Fiat è giustamente di chi ha messo i soldi, cioè americana. Perché Alfa non ha possibilità di salire a 300mila unità vendute come da sempre vanamente promesso da Fiat che non vi ha investito né può. Perché a Chrysler i denari servon o per crescere in Cina, India e Russia, dove non c’è.-E perché l’Italia deve aprirsi prima che mai a stabilimenti di montaggio di altri gruppi, meglio se leader mondiali ncome VW. Questi sono i n umeri alla base del ragionamento. Altro che polemiche sulla Fiom. Prosegui la lettura…

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Ryanair e Alitalia. La compagnia low cost rimarrà leader?

9 marzo 2012

È certamente bello santificare Ryanair, ma questa volta i mezzi stampa hanno davvero esagerato. Non che Ryanair non abbia sorpassato Alitalia per numero di passeggeri nel 2011. 28 milioni di passeggeri contro i 25 della compagnia italiana dimostrano l’effervescenza del mercato aereo e del vettore irlandese; quanto per il fatto che si sono riportati i dati della compagnia guidata da O’Leary senza guardare neanche il sito inglese del vettore.

Nei giorni scorsi, durante la conferenza stampa della compagnia irlandese ha annunciato lo storico sorpasso. Questo in realtà era atteso da tempo e se non era avvenuto nel 2010 era stato per poco. Si parlava già allora infatti di qualche centinaia di migliaia di passeggeri di differenza.

Molto più importante, ma ha fatto molto meno notizia, è stato il sorpasso di Ryanair nei confronti di AirFrance – KLM nel mercato europeo avvenuto proprio nel 2011. Oltre 76 milioni di passeggeri hanno scelto la compagnia irlandese contro i 75 milioni del colosso franco-olandese. Prosegui la lettura…

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Ryanair, l’Unione Europea e le tasse italiane

10 febbraio 2012

Quale è la seconda compagnia italiana, ormai grande quasi quanto Alitalia? L’irlandese Ryanair. Che sia irlandese vi sono pochi dubbi, dato che la società ha la propria sede in Irlanda, a Dublino precisamente.

Non la pensa così lo Stato italiano che ha intimato la compagnia guidata da Micheal O’Leary di pagare 12 milioni di euro perché i dipendenti sarebbero a tutti gli effetti da considerarsi italiani, nonostante abbiano firmato un contratto a Dublino alle condizioni salariali irlandesi.

Era già successo in passato alla compagnia irlandese di doversi scontrare con qualche Stato. Lo scontro più famoso è quello con la Francia per l’aeroporto di Marsiglia, dove i francesi volevano che i dipendenti Ryanair avessero il contratto di lavoro ai costi e i diritti del paese transalpino.

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Il passato è il problema per il futuro dell’Euro

12 dicembre 2011

Moody’s e le Borse confermano i dubbi sull’Euro Vertice sollevati qui lo scorso fine settimana. Troppo poco è stato deciso circa il futuro dell’Unione Europea ed in particolare sull’Euro. Non è tanto la non adesione della Gran Bretagna al nuovo Trattato che non convince i mercati, quanto le mancate decisioni sul futuro dell’Europa.

I problemi dell’Euro non verranno risolti con una golden rule dello 0,5 per cento di deficit sul prodotto interno lordo o con sanzioni automatiche per i paesi che sforeranno i vincoli dei Trattati. Il problema per l’Euro è il passato ed in particolare tutte le promesse non mantenute da parte di tutti i Paesi dell’Eurozona e dell’Unione Europea.

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In ricordo dell’Euro

10 dicembre 2011

L’Euro Vertice ha partorito un accordo. Debole, come giustamente ritiene anche Oscar Giannino su queste colonne. La domanda da porsi è: perché i mercati dovrebbero credere questa volta a quegli stessi leader che da due anni fanno promesse e non le rispettano?

Se l’Unione Europea saprà rispondere con convinzione a questa domanda, l’Euro potrebbe salvarsi, altrimenti la moneta unica rischia di diventare un ricordo lungo solo dieci anni. Prosegui la lettura…

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L’euroscelta che obbliga allo scetticismo: miracoli in tre mesi dopo anni di vizi?

9 dicembre 2011

L’Unione europea distinta dall’euroarea non c’è più, dopo l’accordo della notte scorsa. Nove Paesi dell’Ue dei 10 che non aderiscono alla moneta unica hanno accolto la proposta tedesca di impegnarsi duramente insieme ai 17 dell’eurozona per far nascere insieme entro pochi mesi l’abbozzo di una vera Unione Fiscale Europea. Il Regno Unito è rimasto fuori. Non è stato l’accordo che salva l’euro una volta e per sempre. Restano delusi sia i sostenitori degli eurobond per dar corpo immediatamente a politiche comuni, sia coloro che invocavano subito una BCE pronta a monetizzare i debiti pubblici. L’accordo prevede esattamente quanto Angela Merkel aveva illustrato con chiarezza a tutti gli altri governi. La Germania non ha ceduto di un millimetro. In 10 anni di euro, troppi governi hanno approfittato dei bassi tassi garantiti dalla moneta comune per rinviare riforme incisive e necessarie, sia per mettere in equilibrio e sicurezza la finanza pubblica sia per accrescere la produttività dell’economia reale. Ora, per la Germania credibilità ed esistenza stessa dell’euro si salvaguardano solo imparando la lezione. E la lezione si impara facendo in fretta e con procedure ferree le riforme mancate da ciascuno in ambito nazionale. E’ una scelta molto rischiosa, giusta ma rischiosa. Non so quanto davvero la politica nazionale europea ne sia in grado. A me, pare di no. In quel caso l’euro salta. Prosegui la lettura…

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L’intervento del FMI aiuta l’Italia, ma non risolve i problemi europei

27 novembre 2011

Perchè l’Italia non dovrebbe accettare l’eventuale aiuto del Fondo Monetario Internazionale per 400-600 miliardi di euro, come anticipato oggi da “La Stampa”? Più di tre settimane fa, il direttore Oscar Giannino su queste colonne annunciava “arriva pure il FMI, il Governo non lo sa”.

Si parlava in quel caso del monitoraggio da parte dell’Istituzione creata a Bretton Woods, mentre oggi si parla ormai di un intervento diretto con denaro sonante.

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