Tony Blair sulla crisi

Dopo che altri hanno già insistito sul monito al Partito Laburista contenuto nell’autobiografia di Tony Blair, A Journey, oggi il Wall Street Journal riporta alcuni passi del libro dedicati alla crisi finanziaria che ha contribuito prima a una straordinaria risalita di Gordon Brown nei sondaggi (sembrava “un keynesiano al posto giusto e al momento giusto”) e poi invece alla sua sconfitta elettorale.

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Due citazioni valgono piĂą di mille parole

Breve appendice ai post sulla Scuola austriaca. Una differenza di mentalitĂ  di cui non ho parlato viene fuori da due semplici citazioni.

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3 settembre 2010
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La tassa sui voli tedeschi: l’ennesimo errore statalista

Il Governo tedesco, guidato da Angela Merkel, ha confermato pochi giorni fa la manovra finanziaria di rigore che porterĂ  80 miliardi di euro nelle casse dello Stato Teutonico in 4 anni. Questa manovra è fatta sia di tagli alla spesa sociale, che di nuove tasse. E una di queste nuove entrate è al centro delle polemiche: la tassa sui biglietti aerei. Il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble ha confermato che l’introito di questa imposta sarĂ  di circa un miliardo di euro l’anno ed entrerĂ  in vigore dal prossimo anno. La strutturazione della tassa sui biglietti aerei prevede un sovrapprezzo di 8 euro per le tratte di breve distanza, 25 euro per il medio raggio e 45 euro per le rotte a lunga percorrenza. Se questa nuova imposta, che pesa il 5 per cento della manovra finanziaria quadriennale, dovesse entrare realmente in vigore, sarebbe un grave colpo per l’aviazione tedesca che vedrebbe la propria competitivitĂ  diminuire. Prosegui la lettura…

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Houston qui Fiom: abbiamo un problema

Maurizio Landini è il capo della Fiom Cgil, e ha un problema. Non è quello dei tre licenziati alla Fiat di Melfi e reintegrati dal giudice. Quell’operazione che alla Fiom è riuscita benissimo. Lo dico con il massimo rispetto per i tre lavoratori e le loro famiglie. A essere riuscita – grazie a un’informazione un po’ troppo sprovvista delle fondamentali nozioni tecniche in materia di reintegri disposti dal giudice – è la manovra per la quale si è deliberatamente confusa un’ordinanza emessa ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori con una ex articolo 18. Decenni di giurisprudenza abbastanza consolidata comprovano che quando il giudice non ravvisa la giusta causa per un licenziamento, il reintegro è non solo retributivo e contributivo ma anche sul posto di lavoro. Quando invece – come a Melfi – l’ordinanza d’urgenza avviene ex articolo 28, cioè contro un provvedimento disciplinare verso il quale può sussistere il fumus persecutionis antisindacale, in realtĂ  un precedente in giurisprudenza non c’è. Per questo, la stampa nazionale avrebbe dovuto bocciare l’atteggiamento Fiom, e spiegare che – a impugnative simmetricamente pendenti tanto dell’azienda quanto dei lavoratori – era inoltre del tutto singolare un intervento come quello del Quirinale, e di esponenti della gerarchia ecclesiastica italiana. Quindi è vero: nella battaglia mediatica, la Fiom se l’è cavata bene. E’ in concreto, che ora Landini ha un problema serio. Ce l’ha con tutti gli altri sindacati. Ce l’ha, ovviamente, con la Fiat. E con l’intera Federmeccanica. Se capisco quel che sta avvenendo, il problema è serio davvero. Prosegui la lettura…

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Neofeudalesimo e Decrescita Infelice

Riceviamo da Silvano Fait (IHC) e volentieri pubblichiamo

La politica del grande interventismo ha dato vita ad un qualcosa di nuovo, innestando una potenziale mutazione genetica del sistema attuale in una direzione tutt’altro che capitalistica (a questo proposito sarebbe opportuno specificare che l’Occidente ha giĂ  raggiunto da tempo una sorta di stasi socialdemocratica caratterizzata da bassa crescita ed indebitamenti crescenti – l’argomento però merita una trattazione a sĂ© stante). L’idea che stia prendendo corpo una stagione neofeudale è al centro di diversi dibattiti culturali negli Stati Uniti. A seconda della prospettiva, o dell’oggetto della discussione il termine “neofeudalesimo” assume significati e sfumature diverse. Utilizzerò questo termine declinato in senso, per quanto possibile, “austriaco”: ovvero facendo riferimento ad una riduzione degli spazi della libertĂ  individuale in cui i vincoli di carattere contrattuale cedono il passo a quelli di carattere egemonico (basati ovvero su forza e arbitrio politico). Prosegui la lettura…

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Spesa e tasse: tetto in Costituzione, alla tedesca

L’Europa continua a interrogarsi sul doppio binario che la Germania ha di fatto imposto sin dall’inizio della crisi a ogni tentativo continentale di affrontarne le conseguenze con strumenti comuni. Forse è venuto il momento, ai fini dell’exit strategy innanzitutto del nostro Paese e dunque delle sue scelte politiche piĂą di fondo, di affrontare il nodo delineandolo con chiarezza. Quando dico con chiarezza, significa evitando accuratamente ogni atteggiamento retorico: sia esso ispirato alla retorica federalista-europea, sia alla retorica istituzionalista-europea, sia a quella antieuropeista per fede e professione. Lo dico perchĂ©, nella mia esperienza, trovo che la maggior parte dei richiami dell’Europa sui media italiani continui ad essere viziata da questo errore di fondo. Si parla di un’Europa che si vuole o si teme, comunque sempre di una diversa da quella che c’è davvero, e prescindendo da come davvero funziona e concretamente può realisticamente cambiare, non seguendo impossibili balzi in avanti. Veniamo invece al punto. Prosegui la lettura…

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I fuochi di Profumo

Ha mai pensato di darsi alla politica? “No. Anche perchĂ© penso di avere un carattere non adeguato”. Era il 29 maggio 2008 e Unicredit era da poco inciampata sulla mina dei derivati. Ecco allora uscire sulle pagine de L’Espresso una lunga  intervista sentimentale all’amministratore delegato, Alessandro Profumo.

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31 agosto 2010
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Krugman, Keynes, e strabismo congenito

Riceviamo da Leonardo Baggiani (IHC) e volentieri pubblichiamo

Gli editoriali di Krugman sono spesso piĂą che irritanti, per lo meno dall’ottica liberalista; non potrebbe essere diverso visto che il suo faro è Keynes. Al Nobel Krugman (Nobel per aver studiato profondamente i tassi di cambio senza aver detto niente di utile ma averlo detto bene, secondo me) è stato poi ribattuto in modo efficace anche su Chicago Blog (si veda ad esempio questo pezzo, ma anche questo, di Monsurrò), peccato non aver assistito alle relative contro-repliche. In uno degli ultimi interventi, tradotto il 7 agosto sul Sole24ore (“Keynes fa bene a chi sa osare per tempo”), Krugman è riuscito a dire una cosa in qualche modo giusta ma sporcandola con una delle sue ricostruzioni “forzate”della storia economica: che il keynesianismo non comprenderebbe deficit pubblici perpetui, e che l’Asia è fiorita sulla spesa pubblica. Prosegui la lettura…

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Una fenice viennese? – 5

Concludo con tre dibattiti che non ci furono mai, e le cui conseguenze negli anni ‘50 dividevano radicalmente, e ancora oggi distinguono, gli austriaci dal mainstream: quello sul positivismo, quello sulla formalizzazione, e quello sull’uso di costrutti ideali. Prosegui la lettura…

31 agosto 2010
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Tea Party Italia risponde

Riceviamo da David Mazzerelli (coordinatore nazionale Tea Party Italia) e volentieri pubblichiamo

Approfitto di Chicago Blog e della consueta franchezza che contraddistingue il suo direttore, Oscar Giannino, per chiarire alcune questioni emerse su un articolo – qui pubblicato – in cui viene citato piĂą volte, spesso in maniera scorretta, il movimento dei Tea Party italiani. Queste erronee interpretazioni del nostro lavoro seguono le mistificazioni della stampa italiana che – in seguito al’evento “Restoring Honor”, che Glenn Beck ha promosso lo scorso sabato, portando centinaia di migliaia di persone a Washington – ha parlato di un movimento di “ultra-destra” che avrebbe niente meno che Sarah Palin come leader maximo.
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