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Posts Tagged ‘fisco’

Contro i demagoghi delle “liste fiscali”: viva la Svizzera e il Liechtenstein

11 agosto 2010

Questo post farà girare le scatole a molti. A tutti coloro che invocano le manette agli evasori, cioè alla nettissima maggioranza, tra gli italiani. So di essere assolutamente minoritario io, a sdegnarmi tutti i giorni della propaganda messa in atto abilmente dall’Agenzia delle Entrate per creare consenso di massa alle pretese rapinatrici del fisco statale. Propaganda alla quale tutti i media – tutti, di qualunque orientamento – cedono volentieri, perché è ovvio che aumentano i lettori e gli ascoltatori, se li si pettina per il verso più facile, quello di presentare ogni giorno scandalosi dati e casi di evasori fiscali. Così è più facile ottenere l’obiettivo di far dimenticare a tutti il vero enorme e intollerabile scandalo: quanto e come lo Stato distrugga ricchezza, attraverso l’astronomico 48% di Pil a cui ammonta il totale delle sue entrate a vario e diverso titolo. per questo vi faccio una domanda fuori dai denti. Ma a voi stanno simpatici, Heinrich Kieber ed Hervé Falciani, i presunti erori che hanno girato ai grandi paesi europei le liste di presunti evasori annidati in banche di Paesi come Svizzera e Liechtenstein? A me, per niente. Per quanto mi riguarda,  il loro posto è la galera. Non la bella vita che stanno conducendo protetti da servizi segreti e polizia  in amene località marine e montane. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Senza categoria, fisco , , , ,

Più privati e meno Stato nella cultura: 4 proposte

22 luglio 2010

Ieri, all’Assemblea di Civita, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha lanciato quattro proposte in materia di tutela, valorizzazione  e messa a reddito del patrimonio culturale, artistico e museale del nostro Paese. Poiché ho collaborato alla loro individuazione le rilancio qui, per consentire a tutti di riflettere su come debba prender forza una linea alternativa, rispetto alle giaculatorie degli statalisti-conservatori che, ogni volta si tenti di aprire al privato, invocano il classico argomento alla Stefano Settis “giù le mani dei profittatori dal Colosseo”. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino beni culturali , , , , ,

Prima pagare e poi discutere: emendamenti in vista alla manovra finanziaria

8 luglio 2010

Nel focus del primo luglio n. 164 Solve et repete: Verso lo Stato di polizia tributaria, abbiamo segnalato il pericolo che la manovra finanziaria reintroduca l’ingiusto e incostituzionale principio del “prima paghi e poi contesti”, che obbligherebbe i contribuenti a pagare debiti provenienti da contributi previdenziali, imposta sui redditi e IVA prima che siano verificati e che si possano contestare, sulla base della notifica dell’avviso di accertamento. Rispetto alla situazione attuale (avviso di accertamento – possibilità per il cittadino di contestazione – iscrizione a ruolo esaurita la possibilità di ricorso – emissione della cartella esattoriale – valore esecutivo della cartella), la manovra salta i passaggi intermedi e rende immediatamente esecutivo l’avviso di accertamento, che, come spiegato nel focus, non è un “reale” accertamento, ma solo una valutazione dell’amministrazione che i conti non tornano, valutazione che il contribuente ha il sacrosanto diritto di contestare davanti all’autorità giudiziaria (art. 24 Cost: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”). Prosegui la lettura…

Serena Sileoni Diritti individuali, diritto, fisco , ,

Liberalizzazioni: bene anche i Radicali e bentornata Emma

23 giugno 2010

Dopo le sei proposte di Pierluigi Bersani, oggi sono venuti allo scoperto i Radicali. I leader del partito – Emma Bonino, Mario Staderini, Michele De Lucia e Marco Beltrandi – hanno illustrato un pacchetto di emendamenti alla manovra finanziaria. Il senso generale delle proposte è quello di “raddrizzare” le storture dell’intervento tremontiano, giudicato molto duramente:

misura strutturale, tagli lineari, interventi emergenziali, settoriali o a colpi di “una tantum”. Misure inique, dunque, dall’efficacia limitata, ma soprattutto senza alcuna prospettiva, per il nostro Paese, di riforme, crescita, sviluppo. Per distribuire ricchezza, bisogna prima produrla; in caso contrario, si distribuisce solo povertà, se non – addirittura – miseria.

La diagnosi è, sostanzialmente, condivisibile, al netto della polemica politica. E la terapia?

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Carlo Stagnaro mercato , , , , , , , , , ,

E’ pronta la Lega all’ammutinamento fiscale? Di Mario Unnia

5 giugno 2010

Riceviamo da Mario Unnia e volentieri pubblichiamo.

Il dilemma della Lega l’ha descritto molto bene Luca  Ricolfi su ‘La Stampa’ di lunedì 31 maggio. Qualora il bravo commercialista Tremonti non riuscisse a quadrare i conti dell’azienda Italia, e l’amara realtà imponesse una lenta evaporazione del federalismo fiscale, che direbbe la Lega ai suoi appassionati sostenitori? La delusione dei fedeli comunisti, ricorda il professore, è stata fatale al Pci, che non s’è ripreso pur cambiando nome e bandiera: ma siamo sicuri che la fede verde sia più salda di quella rossa?

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Guest fisco , , ,

Piccolo Guinness dell’oppressione fiscale

3 giugno 2010

Ecco come 100 euro spesi da un’impresa per un lavoratore con remunerazione pari alla media si ripartiscono tra prelievo fiscale e ‘residuo’ a favore del lavoratore:

   100,0      Valore aggiunto d’impresa destinato al fattore lavoro

-     4,8      Irap

-   22,7      Oneri sociali a carico del datore

-     6,7      Oneri sociali a carico del lavoratore

=  65,8      Remunerazione lorda

-   13,3      Irpef

-     1,4      Addizionali Irpef

=  51,0      Reddito disponibile

-   11,0     Imposte sui consumi (con aliquote legali e ipotizzando che tutto il reddito disp. sia speso)

40,0     ’Residuo’ per il lavoratore

    60,0      Pressione fiscale complessiva

Note: (1) Il calcolo precedente include aliquote Irap e addizionali Irpef massime. Nell’ipotesi di aliquote Irap e addizionali Irpef minime la ripartizione dei 100 euro iniziali tra fisco e lavoratore diventa la seguente: Fisco 58,7, lavoratore 41,3. (2) Il calcolo precedente ipotizza che tutto il reddito sia consumato. Per ogni 10% di reddito  risparmiato la voce ‘imposte sui consumi’ di riduce di 1,1. (3) La pressione fiscale calcolata nella tabella è il valore ex ante atteso applicando la legislazione fiscale e non considera pertanto il fenomeno dell’evasione fiscale. Per contro i dati sulla pressione fiscale di fonte Istat ed Eurostat mettono a rapporto il gettito effettivo delle imposte col Pil (e, nel caso di Eurostat, anche il gettito delle imposte che gravano sul lavoro rispetto ai redditi totali da lavoro risultanti dalla contabilità nazionale). In questi casi il numeratore dei rapporti si abbassa per il fenomeno dell’evasione.

Ugo Arrigo Senza categoria , , ,

Evasione ed illusione

1 giugno 2010

Il duro richiamo sull’evasione fiscale lanciato da Mario Draghi nelle sue Considerazioni finali – già opportunamente commentate da Carlo Stagnaro – sancisce il consolidamento ultimo d’un mantra oramai condiviso senza esitazioni dall’intera classe politica italiana, e cioè anche da quei settori che avevano fondato su un certo lassismo tributario una parte non trascurabile del proprio consenso elettorale.

Prescindendo da questioni morali che richiederebbero una troppo ampia trattazione, mi pare che la versione accreditata come dominante presenti debolezze sul piano della logica economica e della conseguente azione politica.

In primo luogo, le stime sull’evasione assumono una condizione di business as usual che appare evidentemente fallace, perché  trascura che l’economia sommersa trova la propria ragione di profittabilità proprio nella possibilità di sfuggire all’occhio dell’erario. Pertanto appare più realistico pensare che il recupero a gettito di quelle attività ne determini, in larga parte, il venir meno.

In secondo luogo, l’intera costruzione prende a fondamento una teoria del prelievo che trova ancora accoglimento – ahinoi – nei manuali di scienza delle finanze, ma che  a ben poco a che vedere con la realtà della formazione del bilancio pubblico. Sopravvive, infatti, la persuasione naif che le attività delle amministrazioni richiedano un determinato fabbisogno di risorse, e che questo venga successivamente ripartito tra i contribuenti – secondo criteri di varia natura. È piuttosto vero, come aveva sottolineato il tremontiano Colbert, che “la tassazione è l’arte di spennare l’oca in modo tale da ottenere il massimo di piume con il minimo di starnazzi”.

In terzo luogo, condizionando la riduzione del prelievo complessivo al recupero dell’evasione fiscale, si sottovaluta l’intima connessione tra l’entità dei due fenomeni. Aliquote da record incentivano l’evasione rendendola più redditizia; ed il modo più ragionevole per aumentare la compliance fiscale consiste nel ridurre le pretese del leviatano.

Infine, tale ricostruzione delle vicende tributarie legittima l’adozione di misure che un leader ora ostaggio dei gerarchi bollava sensatamente come degne di uno stato di polizia tributaria. Se il fisco avanza pretese sul denaro dei contribuenti, è il caso che faccia almeno la fatica di guadagnarselo.

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Massimiliano Trovato fisco, liberismo , , , , , , ,

Curzon-Price: meno tasse e niente progressività

4 maggio 2010

Se fosse federalismo davvero, non ci sarebbero problemi. Ma siccome c’è da dubitare che sarà così (basti pensare alla questione dei “costi standard”), è normale che il ministro Renato Brunetta – nel corso di una recentissima intervista – rivendichi il merito di aver fatto “mettere due clausole nella legge per il federalismo: l’invarianza della pressione fiscale, che può solo diminuire, e quella per cui non può aumentare il personale. Il federalismo si deve compiere con lo stesso personale o con una sua riduzione. Il governo sarà molto vigile”.

Speriamo davvero, perché non solo è indispensabile che il prelievo non aumenti, ma pure è necessario che diminuisca. Lo sottolinea anche Victoria Curzon-Price in un IBL Occasional Paper (“Contro la tassazione progressiva  e per una riduzione delle imposte”) pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni, nel quale si richiama l’urgenza di decise sforbiciate alla spesa pubblica e all’imposizione fiscale. Prosegui la lettura…

Carlo Lottieri fisco, liberismo, pensiero , , ,

La nostra grossa grassa evasione greca

1 maggio 2010

Corruzione, clientelismo ed evasione: le radici della crisi.

Chi leggendo titoli simili a questo non ha pensato che si stesse parlando dell’Italia? Poiché anche da noi ( non solo in Grecia) corruzione, clientelismo ed evasione sono fattori in grado di spiegare una parte non trascurabile della distanza che ci separa dall’Europa, delle nostre cattive performance economiche, del  declino relativo del paese, è interessante chiederci se si tratti di fenomeni meno diffusi, altrettanto diffusi o più diffusi rispetto allo stato ellenico.  Non si tratta di un puro esercizio accademico, finalizzato a redigere una precisa ‘bottom parade’ dei paesi dell’Unione; semplicemente se questi fattori spiegano la gravità dell’attuale crisi greca e se dovessimo scoprire che siamo messi altrettanto o quasi altrettanto male forse dovremmo iniziare a preoccuparci un pò di più di quanto abbiamo fatto sinora.

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Ugo Arrigo Senza categoria , , , ,

Fidenato (per ora) non ce l’ha fatta. Eppure ha ragione

1 aprile 2010

Non è andata bene. Oggi, primo aprile, l’udienza definitiva tenutasi presso il Tribunale di Pordenone si è conclusa con un insuccesso per Giorgio Fidenato, l’imprenditore agricolo e responsabile dell’associazione di categoria Agricoltori Federati che sta conducendo la sua “buona battaglia” contro il sostituto d’imposta, ossia contro l’obbligo per ogni datore di lavoro di trattenere le imposte per conto dei dipendenti e versarle all’Erario. Prosegui la lettura…

Carlo Lottieri Senza categoria, fisco , ,