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Archivio per la categoria ‘credito’

Ipertrofia della Finanza o Problema di Misurazione?

28 novembre 2011

Uno degli argomenti preferiti dai benpensanti moralizzatori dell’ordine economico – a partire dal popolo di Seattle fino agli attuali Indignados e Draghi Ribelli, passando per le voci dell’ultimo esaltato quindicenne in piazza, del politico anti-politico emergente, e dell’economista (o sedicente tale) santificato dai giornalisti – è quello dell’ipertrofia della finanza, ormai diventata un terribile multiplo del PIL mondiale.

Non è contestabile l’affermazione in sé (la confermo) quanto l’analisi delle cause, dal vulgo rintracciate semplicisticamente nell’avidità e nello strapotere della finanza ma austriacamente riconducibili all’inflazionismo delle Banche Centrali in quanto agenti monetari degli Stati; l’errore di analisi fa pensare che questo rapporto Finanza/PIL possa venir ridotto all’unità se non addirittura a meno… Ma ha senso? Che aspetto ha un mondo “equilibrato”? Prosegui la lettura…

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Eurobang, ragioni tedesche e letture “austriache”

22 novembre 2011

Sul prossimo Panorama Economy

Considerazioni al volo in giorni difficili, dopo il Libro Bianco della Commissione Europea che – ne ignoriamo il testo, lo abbiamo solo appreso da “spifferate” a giornali britannici e tedeschi, naturalmente – tenta un’impervia ripresa di autorevolezza e credibilità sul punto più delicato dacché esiste l’euro, cioè le misure straordinarie da assumere prima che il rapidissimo deterioramento di fiducia verso l’euroarea in quanto tale sfoci in una crisi epocale. Tentativo impervio per il semplice fatto che la Commissione Barroso conta pochissimo in questi anni di leadership germanica travestita da finzione di co-leadership franco-tedesca. Dipendesse da me formulare una scelta sulla base delle minori improbabilità, direi che delle tre ipotesi avanzate dalla Commissione quella forse meno impossibile coniuga insieme la persistente responsabilità solo nazionale di ciascun euromembro verso il proprio debito pubblico, con l’intervento congiunto di Efsf – una mascherata, viste le sue residue scarne munizioni -  e FMI – preponderante – a garanzia e sostegno di un conferimento di quote di debito pubblico di ciascun euromembro eccedente una certa – elevata, ben superiore al 60% indicato come obiettivo – quota di sicurezza. Anche tale soluzione appare tuttavia ben lungi dalla portata attuale delle intenzioni reali della politica europea. Il tempo incalza, però.  Occore augurarsi che il ritorno di Roma all’eurotavolo dal quale Berlino e Parigi l’avevano esclusa   spinga verso una soluzione comunque condivisa. Altrimenti, a questi ritmo di drenaggio dei capitali  dall’euroarea e di totale inaridimento dell’interbancario, il big bang è certo. ed è a breve. Al di là di tale funebri considerazioni, un’osservazione e un consiglio. Prosegui la lettura…

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“De-coupling” banche-debito sovrano – di Davide Grignani

19 ottobre 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Grignani.

Partiamo da alcuni dati di fatto: 1. I titoli pubblici emessi da stati sovrani non più in grado di rassicurare gli investitori su piani credibili di sviluppo economico e rientro dall’eccesso di debito sovrano sono oggi ritenuti una nuova classe di “attività finanziarie tossiche” (così era accaduto ai “subprime mortgages” americani nella prima metà del 2007 che condussero poi al contagio di tutti i mercati finanziari a livello globale); Prosegui la lettura…

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Gli indignados hanno ragione?

15 ottobre 2011

Oggi la città in cui Nicolò vive è stata teatro di una grande manifestazione di giovani indignados. Sono successi gravi incidenti, proprio nella zona dove Nicolò vive. L’odore dei lacrimogeni e della gomma bruciata gli è entrato fin dentro casa. Nicolò ne è rimasto colpito. Ha visto in TV ragazzi con caschi e passamontagna sfasciare tutto. Li ha considerati delinquenti, e di loro non ha null’altro da dire. Ma non lo hanno affatto convinto neanche gli altri manifestanti. Hanno sì il merito – ma è poi un merito? – di manifestare pacificamente. Ma in nome di idee in larga misura sbagliate.

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Eutanasia – di Gerardo Coco

11 ottobre 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

In una situazione così incerta come l’attuale e’ difficile fare delle previsioni nei prossimi mesi sull’esito della crisi europea anche perché essa è intrecciata con la crisi americana che l’amplifica. Alcune brevi premesse. Gli Stati Uniti, fra poco, per contrastare le forze deflazionistiche che premono l’economia, opteranno per un ulteriore espansione monetaria e l’Europa, per salvare l’eurozona attuerà una politica analoga attraverso l’European Financial Stability Facility (EFSF) una specie di fondo di mutua assistenza predisposto per combattere il debito.

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Dovremmo davvero mettere al rogo gli speculatori?

10 luglio 2011

Da qualche giorno circola con sempre più insistenza la tesi secondo cui la speculazione starebbe mettendo in ginocchio le banche italiane e minaccerebbe addirittura la stabilità del bilancio statale. Se con l’espressione speculazione ci si riferisce al mercato finanziario internazionale, è sicuramente vero che nell’ultima settimana i titoli di Unicredit e di Intesa hanno ceduto molte posizioni, proprio mentre lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi (ad esempio) cresceva in maniera significativa.

Quando si usa il termine “speculazione”, però, s’intende dire assai di più. Prosegui la lettura…

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Flamenco sketches: la bolla immobiliare spagnola.

10 luglio 2011

Cartoline dalla Spagna. Bozze e quadretti iberici. Pensieri, parole, spunti per riflessioni dopo un soggiorno nei pressi di Madrid. Prosegui la lettura…

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Che Madoff sia un allievo di Keynes&Krugman?

8 maggio 2011

In una nota dell’interessante volume di Glauco Maggi e Maria Teresa Cometto sulla politica americana contemporanea, Obama dimezzato. L’America verso il 2012 (edito da Boroli editore e che sarà al centro di una presentazione pubblica a Milano presso l’IBL, giovedì 12 maggio, con inizio alle ore 18.30), trovo un passo tanto acuto quanto divertente di John H. Cochrane. Prosegui la lettura…

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Risposte sbagliata a domande sbagliate – di Andrew Lilico

12 aprile 2011

Il rapporto della commissione indipendente britannica sul settore bancario

Il fondamentale problema del settore bancario è che i creditori delle banche non sono esposti al rischio di perdite. Chi sono questi creditori? Si possono dividere in due gruppi: i detentori di obbligazioni bancarie e i titolari di depositi. Pertanto una riforma effettiva del settore deve mirare ad aumentare il rischio di perdite a carico di queste due classi di creditori (riducendo così la tentazione da parte dei governi di correre al salvataggio di una banca in cattive acque). Prosegui la lettura…

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Generali, Unicredit e Intesa

23 marzo 2011

Il focus di cronache e attenzione dei media è su vicende “mondiali”, dal Giappone prima alla Libia oggi. Nella disattenzione generale dei non addetti ai lavori, tuttavia, in poche settimane si va profilando una nuova fase degli equilibri ai piani alti del potere finanziario italiano. La polemica in Generali di Diego della Valle a Cesare Geronzi, in nome del “largo ai giovani”, ha rapidamente ceduto il passo a uno scenario ben più complessivo. Ad affrontarsi – non ho detto a scontrarsi – sono e saranno le due maggiori filiere bancarie italiane, Unicredit da una parte e Intesa dall’altra. In palio, chi giocherà a venire un maggior ruolo in Mediobanca e Generali, cioè chi influenzerà di più il rispettivo management da una parte, e chi avrà più voce in capitolo sulle controllate dall’altra, da Rcs a Telecom Italia. In bilico, la posizione francese in Mediobanca, eredità dell’ultima fase della Mediobanca di Vincenzo Maranghi, concepita come cuscinetto tra i soci privati e quelli bancari di piazzetta Cuccia, e garante in passato della lunga presidenza Bernheim a Trieste. Avvertenza: qui purtroppo non si parla di andamenti e risultati, creazione valore e strategie aziendali, come vorremmo noi con un’ottica di puro mercato. Si parla di “potere” nel mercato, la malattia relazionale tipica del quadro clinico italiano.  Prosegui la lettura…

Banca Intesa, credito, finanza, Generali, Geronzi, Mediobanca, Unicredit