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Posts Tagged ‘germania’

Spesa e tasse: tetto in Costituzione, alla tedesca

31 agosto 2010

L’Europa continua a interrogarsi sul doppio binario che la Germania ha di fatto imposto sin dall’inizio della crisi a ogni tentativo continentale di affrontarne le conseguenze con strumenti comuni. Forse è venuto il momento, ai fini dell’exit strategy innanzitutto del nostro Paese e dunque delle sue scelte politiche piĂą di fondo, di affrontare il nodo delineandolo con chiarezza. Quando dico con chiarezza, significa evitando accuratamente ogni atteggiamento retorico: sia esso ispirato alla retorica federalista-europea, sia alla retorica istituzionalista-europea, sia a quella antieuropeista per fede e professione. Lo dico perchĂ©, nella mia esperienza, trovo che la maggior parte dei richiami dell’Europa sui media italiani continui ad essere viziata da questo errore di fondo. Si parla di un’Europa che si vuole o si teme, comunque sempre di una diversa da quella che c’è davvero, e prescindendo da come davvero funziona e concretamente può realisticamente cambiare, non seguendo impossibili balzi in avanti. Veniamo invece al punto. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino fisco, spesa pubblica, ue , , , ,

Credito P2P, la situazione in Germania

15 agosto 2010

Sulla situazione di Zopa in Italia hanno giĂ  ampiamente parlato su questo blog Carlo Lottieri e Massimiliano Trovato. Non meno interessante è osservare come abbia reagito al fenomeno del credito peer-to-peer la Germania, gelosa custode della posizione dominante delle proprie banche, pubbliche o private che siano. Al proposito giova innanzitutto ricordare che nella Repubblica federale operano da ormai tre anni abbondanti due soggetti, Smava.de e Auxmoney.com, mentre Zopa, pioniere del settore nel Regno Unito, non è presente sul mercato teutonico. Qui le principali differenze in merito alle offerte dei due operatori, che finora pare abbiano soddisfatto, con successo e senza inghippi, quella fetta di mercato non altrimenti in grado di ottenere un prestito- con un tetto massimo di 25.000 euro alla volta- dalle istituzioni tradizionali. Prosegui la lettura…

Giovanni Boggero credito , , , , , ,

La Germania fa boom e rotea lo scettro… da noi invece

13 agosto 2010

La crescita record tedesca nel secondo trimestre annunciata oggi alza di un gradino ulteriore la primazia tedesca sull’intera euroarea. Per almeno tre ragioni. Mostra a tutti gli altri Paesi su quali margini d’intervento rapido di fronte alla piĂą grave crisi del dopoguerra poteva contare chi avesse tenuto in ordine la propria finanza pubblica negli anni migliori precedenti. Stacca tutti – e noi per primi italiani, i diretti concorrenti in questa partita – nell’ammontare, intensitĂ  e qualitĂ  della domanda estera che Berlino si sta assicurando sui mercati mondiali che piĂą tirano. Nanizza ogni pretesa di una politica comune europea, della domanda e dell’offerta, visto che il gap tra il passo germanico e quello del resto d’Europa si fa piĂą ampio. C’è da riflettere parecchio, venendo alle vicende di casa nostra. Soprattuitto se si pensa che alle elezioni di maggio inNord  Renania Westphalia la Merkel ha perso, perdendo insieme la maggioranza al Bundesrat: epppure nessuno, sia pure nel precipitare dei sondaggi e nella malmostositĂ  del suo stesso partito su cui piĂą volte ha qui scritto Giovani Boggero, si èmesso a pensare a crisi di governo, elezioni, e tanto meno dossier. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino commercio mondiale, macroeconomia, ue , , ,

Se (anche) in Germania la CDU è pronta alla scissione

1 agosto 2010

In queste ore in cui il centrodestra italiano sprofonda nella crisi e, checchĂ© se ne dica, le possibilitĂ  di vedere una formazione politica liberale apparire all’orizzonte si affievoliscono di minuto in minuto, qui in Germania i quotidiani discutono di un nuovo partito che potrebbe presto nascere alla destra della CDU. Come è noto, la presenza di Angela Merkel alla Cancelleria ha ormai sbilanciato i cristianodemocratici verso sinistra, inibendo ogni prospettiva di un connubio genuinamente liberalconservatore. Prosegui la lettura…

Giovanni Boggero Senza categoria , , ,

Colpa del mercato, anche quando non c’è

17 luglio 2010

C’è qualcosa di grottesco nella serie di accuse che ha fatto seguito all’increscioso black-out dell’aria condizionata su molti treni ICE (gli equivalenti dei nostri Eurostar) facenti capo alla Deutsche Bahn. Stando alle informazioni della stampa tedesca, gli impianti di un quinto dei treni non sarebbero tarati per un calore esterno superiore ai 32 gradi. Superata quella soglia, il condizionamento andrebbe automaticamente in tilt, come abbiamo osservato nella settimana passata, quando decine di persone sono state ricoverate negli ospedali di diverse cittĂ  della Germania, perchĂ© i locali di alcuni vagoni avevano raggiunto temperature che rasentavano i 50 gradi. Prosegui la lettura…

Giovanni Boggero liberalizzazioni, mercato, trasporti , , , , ,

Spesa e tasse da paura: e in cambio?

28 giugno 2010

L’aggiornamento dei dati di contabilitĂ  nazionale pubblica 2009 reso noto oggi dall’Istat fa una certa impressione. E’ vero, nel 2009 con i suoi 5,3 punti di Pil di deficit pubblico l’Italia è rimasta abbondantemente sotto la media dell’Europa a 27, che ha registrato un deficit del 6,8%, con punte come l’Irlanda al 14,3%, la Spagna all’ 11,2%, il Regno Unito all’11,5%, la Francia al 7,5%. Ma quel che deve farci riflettere piĂą di tutto sono tre fattori. Il primo riguarda il totale della spesa pubblica. Il secondo, la pressione fiscale. Il terzo, che cosa otteniamo in cambio dalle amministrazioni pubbliche – Stato e Autonomie – come cittadini e contribuenti, rispetto agli altri Paesi avanzati, paragonando livelli di spesa, d’imposta e contributi, alla qualitĂ  e agli effetti concreti dei servizi offerti al pubblico. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino fisco, macroeconomia, spesa pubblica, ue, welfare , , , , , ,

I dissensi nel G20 sono oggettivi

26 giugno 2010

Al G8 concluso da qualche ora, e al G20 in corso fino a domani  in Canada, le tre macroaree mondiali sono arrivate divise. Il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato venerdì un ultimo appello affinchĂ© le divisioni fossero superate, lanciando l’allarme emotivo su ben 30 milioni di posti di lavoro che sarebbero a rischio. Ma le divisioni non dipendono da scarsa buona volontĂ . Stati Uniti, Europa e Cina alla testa dei Paesi emergenti, a 22 mesi di distanza dal fallimento di Lehman Brothers e a 9 mesi dai primi segni di ripresa, hanno oggettivamente tra loro interessi diversi. Come del resto si comprende ricordando che i Paesi emergenti sono il vero motore della crescita mondiale – quest’anno sarĂ  superiore al 4% – poichĂ© crescono del 7% nel 2010 (la Cina intorno al 10%, e nel 2009 è diventata la potenza leader con il 22% del prodotto industriale mondiale rispetto agli Usa che dal 25% del 2001 sono calati di 10 punti). Senza scendere nel dettaglio, e al prezzo di inevitabili approssimazioni, cerchiamo di capire i punti di maggiore divergenza, per leggeremeglio  il comunicato del G20 che sarĂ  diramat doomani pomeriggio. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Stati Uniti, commercio mondiale, euro, finanza, fisco, macroeconomia, monete, ue , , , , , , , , ,

La Cina, la Germania, l’Est e Pomigliano

23 giugno 2010

Il mondo s’interroga sulla riduzione del surplus cinese a seguito anche del ritorno al regime di fluttuazione amministrata del renminmbi, giĂ  in opera tra 2005 e 2008. La Cina si presenta al G20 canadese avendo sostanzialmente annullato il surplus sull’euroarea, mentre resta forte verso gli USA, ma di fatto bisogna dare atto che lo spazio dato alla sua domanda interna è molto forte, come meccanismo acceleratore della crescita dei Paesi meno forti. Lo stesso non si può dire della Germania nell’euroarea, che pensa però l’indebolimento dell’euro sul dollaro espanda piĂą che ragionevolmente l’export di paesi come l’Italia, senza che essi debbano dunque rompere le scatole in sede europea rimproverando Berlino di non fare in Europa come invece la Cina fa verso tutti i Paesi esportatori del Pacific Ring. Eppure, ai fini dell’exit strategy italiana, c’è un particolare sul quale avrebbero dovuto riflettere tutti, nelle ore immeduiatamente successive al referendum dei lavoratori Fiat a Pomigliano. La questione è: che cosa produce, la delocalizzazione? Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Mercato del lavoro, auto, commercio mondiale, liberismo, macroeconomia, mercato, ue , , , , ,

Ue: microleader, micropolitiche, Deutschland ĂĽber alles

15 giugno 2010

Ha ragione o torto Wolfgang Munchau, il prestigioso editorialista del Financial Times, che all’indomani dell’ultima bombastica uscita di Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo, ha perso la pazienza e scritto nero su bianco che a furia di avere leader espressi da piccoli Paesi, l’Unione Europea non può che avere piccole politiche? Temo abbia ragione da vendere, e non per pregiudizio nei confronti dei piccoli Paesi. Anche perchĂ© alcuni di essi, come il Belgio di cui Van Rompuy è stato primo ministro, hanno in effetti dato tanto all’Europa, all’affermarsio originario della sua idea e poi al suo progresso istituzionale e politico. Ma la realtĂ  dell’Europa odierna è quella che è. Nessuno regge ai tedeschi. Se fossi tedesco, me ne compiacerei. Ma non sono tedesco. NĂ© europeista all’italiana, quella peculiare versione del federalismo irreale, invocato per non affrontare intanto la nostra realtĂ , di ritardi e inefficienze.  Prosegui la lettura…

Oscar Giannino euro, macroeconomia, ue , , ,

Di Stipendi e Bilancia dei Pagamenti

8 giugno 2010

Riceviamo da Leonardo Baggiani (IHC)  e volentieri pubblichiamo.

Prendendo le mosse dall’articolo di Monsurrò sulla volontĂ  di Hu Jintao di ridurre la dipendenza della crescita cinese dal suo export, è possibile intrecciare la vicenda cinese, quella tedesca, e le relative problematiche salariali. Prosegui la lettura…

Guest commercio mondiale, macroeconomia , , , , , ,