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Posts Tagged ‘Obama’

La volpe e il tè

30 agosto 2010

“L’ottimo post di Alberto Mingardi da Washington sulla giornata Restoring Honor ha suscitato molti commenti. Luca Fusari torna qui con le sue opinioni sulla peculiaritĂ  liberataria dei Tea Parties rispetto allo show Dio-Patria-Famiglia messo in piedi dalla Fox e rispetto alla tendenza GOP di ‘riprendere il controllo’ del movimento in vista del midterm. Ma Luca affronta anche il tema della possibilitĂ  e opportunitĂ  di qualcosa di simile in Italia, come aveva chiesto rilanciando ieri Mingardi su Facebook. Spero che altri vorranno contribuire con le loro opinioni. E’ venuto il momento, di dare all’iniziativa libertaria-liberista un fremito di energico attivismo, fuori dai partiti per me, nella societĂ  italiana?”  O.F.Giannino Prosegui la lettura…

admin Diritti individuali, Stati Uniti, liberismo , , , ,

La pianta del tè

29 agosto 2010

Oggi Washington è stata letteralmente invasa dagli ammiratori di Glenn Beck, per una manifestazione enfaticamente intitolata “Restoring Honor”, pensata a sostegno delle forze armate Usa ma anche dei valori di “fede, speranza e caritĂ ” incarnati da figure esemplari della societĂ  civile. L’evento è stato in prima battuta un fund raiser per la Special Operations Warrior Foundation – e poi un test per la popolaritĂ  del conduttore radiofonico. In diversi hanno associato questa manifestazione ai “Tea Party” ma effettivamente si è trattato di un evento molto diverso da quello che lo scorso 12 settembre ha visto un numero straordinario di americani correre nella capitale per dire il loro “no” alla cultura dei bail-out.

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Alberto Mingardi Diritti individuali, Stati Uniti, liberismo , , , , , , , , , ,

Bankitalia avverte Usa e Ue: serve meno deficit

10 agosto 2010

Mentre il day by day conferma la decelerazione della crescita americana – il dato di oggi sulla diminuita produttivitĂ  si aggiunge alle delusioni sull’occupazione - e la Cina ha segnato un allentamento della crescita delle importazioni dai Paesi avanzati e una ripresa dell’export al piĂą 38% su base annua, tornando ad alimentare i timori su una ripresa troppo accentuata sulla sola costa asiatica del Pacifico, quanto possiamo stare sicuri che non si riproponga il problema dei debiti sovrani? La risposta che viene da due giovani e brillanti economisti della Banca d’Italia è di quelle che fanno riflettere. No, non possiamo essere affatto certi che la grana dei debiti sovrani sia alle nostre spalle. Al contrario, l’instabilitĂ  finanziaria complessiva resta il segno dominante nel medio periodo, e non c’è bisogno di un vero e proprio default di uno Stato per accenderne la miccia. A scriverlo in una recente ricerca sono Fabio Panetta, capo del Dipartimento addetto alle previsioni economiche e monetarie di Bankitalia, e il suo vice Giuseppe Grande. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Stati Uniti, credito, finanza, macroeconomia, monete, ue , , , , ,

Clima: te l’avevo detto, io

23 luglio 2010

Autocitarsi è sempre un po’ antipatico e va fatto con moderazione e ironia, ma a volte ci vuole. Leggere che i Democratici hanno rinunciato al climate bill, che avrebbe allineato (seppure in modo molto graduale e con le dovute calma e cautela) gli Usa alle politiche energetiche europee, non solo mi riempie di speranza. Non solo automaticamente paralizza tutti i negoziati globali sul tema, visto che è assai improbabile che gli Usa, non potendo raggiungere un compromesso interno, si facciano promotori di un compromesso internazionale. Non solo desta qualche preoccupazione e attenzione per la possibile scelta della Casa bianca di premere il pedale sulla regolazione della CO2 come un inquinante – una follia che nessun economista, che io sappia, considera sensata, ma con la politica non si sa mai. Soprattutto, provo una certa soddisfazione sapendo che – mentre tutti in Europa si sbracciavano per l’elezione di Obama e l’europeizzazione degli States – come Puffo Quattrocchi, l’avevo detto, io – in tempi non sospetti.

Carlo Stagnaro energia , , ,

Degli errori della storia davanti alle crisi, inflazione e politica

5 luglio 2010

Post a integrazione degli ultimi due di Pietro Monsurrò – veramente ottimi, a mio avviso, consentono anche a chi non sia tecnicamente esperto di farsi un’idea non solo del nostro punto di vista, ma della pluralitĂ  di orientamenti nella letteratura economica su cause e risposte alla grande crisi del ‘29, rispetto alla crisi attuale (e cioè per come lavediamo noi al  riallineamento dei grandi debiti indotti da prezzi sopravvalutati di asset effetto della politica monetaeria lasca seguita dagli USA con Greenspan). E’ verissimo, che chi non mpara le lezioni della storia  è talvolta o spesso condannato a ripeterne errori. Ma è anche vero che confondere storie diverse – quella del ‘29 e quella attuale – credendo si debba oggi applicare le ricette di allora significa candidarsi a errori ancora peggiori. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Stati Uniti, credito, finanza, macroeconomia, mercato, ue , , , , ,

Le Banche, Obama e i falsi miti

22 giugno 2010

Riceviamo da Leonardo Baggiani  (IHC) e Silvano Fait e volentieri pubblichiamo

Il 21 gennaio scorso il presidente USA Obama tenne un discorso sulla sua idea di riforma del sistema bancario. Prosegui la lettura…

Guest Stati Uniti, finanza , , , ,

Le luci americane si affievoliscono, ma le forze dell’oscuritĂ  no pasaran

11 giugno 2010

Ieri il Senato americano ha respinto di stretta misura (47-53) una mozione della senatrice Lisa Murkowski (repubblicana dell’Alaska) che avrebbe fermato il tentativo della Epa (Agenzia di protezione ambientale Usa) di regolamentare le emissioni di gas serra. La notizia non è buona, perchĂ© lascia aperta una via d’uscita all’amministrazione nel caso non fosse possibile raccogliere la maggioranza necessaria per approvare il “climate bill” voluto dal presidente. Ma nel male c’è un grano di bene.

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Carlo Stagnaro ambiente, energia , , , ,

Ecco perché il petrolio della Louisiana rompe le uova nel paniere climatico di Obama

27 maggio 2010

Il presidente americano, Barack Obama, ha piĂą di una ragione per mettere il broncio alla Bp, la compagnia responsabile del disastro alla piattaforma Deepwater Horizon. C’è, ovviamente, la faccenda rognosa dell’impatto ambientale. C’è una battaglia legale e politica che si preannuncia lunga e tormentata per vedere chi pagherĂ  cosa e quanto. C’è che Bp è stata a lungo la compagnia simbolo del “petroliere buono”, che si sporca le mani col greggio ma si lava la coscienza con gli investimenti verdi. C’è che Bp fa un casino dietro l’altro e l’altro ancora, e questo non aiuta la sua immagine. C’è che Bp è tradizionalmente in prima fila, coi suoi lobbisti, a spingere per il cap and trade. Proprio il cap and trade potrebbe essere una vittima eccellente dell’incidente nel Golfo del Messico.

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Carlo Stagnaro energia , , , ,

Il presidente perforatore

1 aprile 2010

L’inattesa apertura del presidente americano, Barack Obama, alla ricerca petrolifera e di gas al largo delle coste atlantiche e dell’Alaska ha spiazzato molti tra i suoi sostenitori e avversari. La sinistra ecologista denuncia il tradimento della battaglia no-triv; la destra petrolifera rilancia perchĂ© la Casa Bianca non ha fatto abbastanza. In realtĂ , gli uni e gli altri rischiano di sottovalutare la portata di questa mossa (le cui implicazioni sono invece colte con attenzione in prima pagina sul Foglio).

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Carlo Stagnaro energia , , , , ,

L’America su Obama. Che grande Paese

11 febbraio 2010

Desidero solo segnalare questo nuovo sondaggio fresco fresco dell’ABC. Gli americani che si dichiarano insoddisfatti dell’operato dell’Amministrazione Obama sono arrivati al record del 67%, e il 19% si dichiarano addirittura “infuriati”. L’opinione degli americani oggi è che per ogni dollaro in tasse dato al governo, 53 centesimi rappresentino “sprechi” allo stato puro. Sarah Palin non catalizza affatto i dissensi di massa verso Obama. La Palin non regge alla prova-qualitĂ : è passata dal 52% di favore popolare e 37% contrari, al 55% di sfavorevoli contro il 37% a favore oggi. Il movimento degli autoconvocati antitasse – il Tea Party che tra noi miete simpatie, anche se parlo a titolo personale e senza impegnare nessuno – stenta a farsi conoscere, visto che un americano su quattro ignora che cosa sia, e per il resto i favorevoli salgono al 35% ma contro un 40% che resta contrario. In sintesi: America grande Paese, gli americani mostrano di saper usare la testa.

Oscar Giannino Stati Uniti ,