Mi scuso con tutti se nelle ultime settimane sono stato meno assiduo, ma un’operazione a un rene ha influito sulla mia efficienza. Ne approfitto per recuperare un post dal blog di John Taylor. È di una certa ruvida efficacia, nel dare risposta a coloro che sostengono che le politiche di regolazione finanziaria e monetaria USA dalle quali è scaturita la crisi sarebbero responsabilità dei famigerati “mercatisti” e “neoliberisti”, cioè i seguaci della scuola di Chicago alla quale qui ci ispiriamo. È esattamente vero il contrario. Guardate qua. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Stati Uniti, liberismo, macroeconomia, mercato statalismo, USA
Le Associazioni dei consumatori hanno rapidamente assunto il profilo di nuovo soggetto politico che esercita un’attività di significativo rilievo sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Negli anni Ottanta e Novanta esse si contavano sulle dita di una mano. A partire dal 2000 si è assistito ad un loro rapido aumento.
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Serena Sileoni Antitrust, diritto Antitrust, liberismo, statalismo
Rapido tentativo di baedeker liberale per il 2010, approfittando di un po’ di crestomazia tra le letture nei giorni in cui fervevano abbuffate di massa e relative pesanti digestioni. In tutto il mondo avanzato – oggi qui per poterlo domani fare anche nei Paesi emergenti tipo Cina e India, dove si rischia in concreto di eternare il ruolo preminente dello Stato - occorre serrare le file con un po’ di sano pensiero teorico che torni a ribadire i pesanti limiti della regolazione pubblica, oggi apparentemente trionfante dovunque per far fronte ai colpi dell’instabilità banco-finanziaria e della contrazione dell’economia reale. Se dovessi esprimerlo con una formula semplice, direi che occorre separare nettamente la regolazione prescrittiva da quella cooperativa. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Antitrust, liberismo, mercato Antitrust, regolazione, statalismo
Vent’anni fa cadeva il Muro. Appena un anno dopo la Germania tornava ad essere unita. Benché l’anniversario della cosiddetta Wiedervereinigung cada il 3 ottobre del 2010, molti quotidiani tedeschi hanno dato spazio in questi giorni ad un bilancio provvisorio dell’esperienza unitaria. In particolare, è l’aspetto economico ad interessare stampa ed opinione pubblica. Per l’occasione l’Istituto dell’economia tedesca di Colonia (IW) ha presentato uno studio, che a mio modesto avviso, risulta un po’ troppo ottimista. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero liberismo, mercato DDR, germania, nuovi Laender, riunificazione, Solidarpakt, statalismo
Devo a Bryan Caplan su EconLog una fantastica citazione da “La rivoluzione tradita” di Trotsky. È uno dei modi migliori per ricordare i vent’anni della caduta del Muro a Berlino. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino liberismo, mercato comunismo, statalismo
Ogni tanto i talk-show tedeschi rischiano di essere più surreali di certi teatrini che si osservano sulla televisione italiana. Su ARD, nel corso dell’ultima puntata del popolare programma Anne Will, si è discusso di quanto “unsozial” rischia di essere il prossimo esecutivo giallo-nero. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero Senza categoria germania, imposta patrimoniale, statalismo, tasse
Già mi pare quanto meno singolare che il Sole 24 ore, quotidiano di Confindustria, mentre il ministro dell’Economia rimprovera gli industriali di volere con troppa energia il taglio dell’IRAP e delle tasse, pubblichi un giorno sì e un giorno no editoriali contrari alla richiesta stessa, tipo qualche giorno fa quello di Roberto Perotti, oggi quello di Vincenzo Visco. Ma a singolarità si aggiunge singolarità. Perché in effetti oggi Visco sul Sole finisce proprio per difendere… Tremonti. Che cosa vorrà dire? Chi dovrebbe rifletterci sopra con maggior cura: l’ex ministro dell’Economia di Prodi, oppure quello attuale di Berlusconi? In realtà, Visco ci aiuta meglio di chiunque altro a capire su che cosa si fondi la querelle pro o contro la richiesta di “meno tasse”. Perché Visco ha una qualità innegabile: nelle polemiche non tira mai indietro la mano e la gamba, non si nasconde dietro argomenti diplomatici, ma impugna spada a destra e vessillo a sinistra, dichiarando sempre le convinzioni dalle quali fa discendere le sue posizioni. Onore al merito: così si fa. Noi, naturalmente, facciamo la stessa cosa. Ma contro di lui. Perché? Prosegui la lettura…
Oscar Giannino fisco, liberismo, mercato Crisi, fisco, Keynes, offertismo, spesa pubblica, statalismo
Una delle norme che spesso e volentieri viene citata per testimoniare la bontà dell’azione di governo di Silvio Berlusconi è quella voluta dall’ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia: il divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici ed aperti al pubblico, come bar, pub, ristoranti e così via. Citando John Stuart Mill, si è tentato addirittura di ricondurre tale legge al paradigma liberale. La mia libertà finisce, dove incomincia quella altrui. Un’ottima frase ad effetto che non significa nulla, perlomeno sinché non si definisce la libertà. Qui si crede che la libertà sia innanzitutto assenza di imposizioni arbitrarie, approvate da una maggioranza contro una minoranza. Ma non solo. Il liberalismo è liberalismo del tu, non dell’io, per citare le parole del bel saggio di Carlo Lottieri pubblicato in un ampio volume sul diritto naturale; ovvero non è da principi astratti (kantiani), bensì è nella cooperazione e nel rapporto con l’alterità che si scopre e si consolida la libertà del singolo. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero Senza categoria divieto di fumo, fumo, germania, libertà di scelta, libertà economica, statalismo, tabagismo
Su tutti i quotidiani tedeschi di questa mattina campeggia la tragicomica notizia relativa ad HSH Nordbank, istituto di credito attivo nel finanziamento al settore dello shipbuilding e la cui quota azionaria di maggioranza è detenuta dai Land della città anseatica di Amburgo e dello Schleswig-Holstein. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero credito, finanza, mercato banche pubbliche, germania, HSH Nordbank, landesbanken, statalismo
Nell’autunno del 1936, la Teoria Generale di Keynes fu tradotta e pubblicata in Germania, dove Hitler era al potere da oltre tre anni. Ai discepoli e nostalgici del grande ispiratore delle manovre economiche pubbliche non piace ricordarlo, e infatti praticamente tutti i libri su Keynes si guardano bene dal ricordarlo. Ma questa, testualmente, è la frase che scrisse nella sua presentazione al lettore tedesco della sua Teoria Generale:
The theory of aggregate production, which is the point of the following book, nevertheless can be much easier adapted to the conditions of a totalitarian state [eines totalen Staates] than the theory of production and distribution of a given production put forth under conditions of free competition and a large degree of laissez-faire. This is one of the reasons that justifies the fact that I call my theory a general theory. Since it is based on fewer hypotheses than the orthodox theory, it can accommodate itself all the easier to a wider field of varying conditions.
Non credo ci sia bisogno di alcun commento. Keynes se lo diceva da solo, che lo Stato totalitario era la miglior cornice per mettere in pratica il suo modello.
Oscar Giannino liberismo, mercato Keynes, statalismo