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Posts Tagged ‘Italia’

Spesa e tasse: tetto in Costituzione, alla tedesca

31 agosto 2010

L’Europa continua a interrogarsi sul doppio binario che la Germania ha di fatto imposto sin dall’inizio della crisi a ogni tentativo continentale di affrontarne le conseguenze con strumenti comuni. Forse è venuto il momento, ai fini dell’exit strategy innanzitutto del nostro Paese e dunque delle sue scelte politiche piĂą di fondo, di affrontare il nodo delineandolo con chiarezza. Quando dico con chiarezza, significa evitando accuratamente ogni atteggiamento retorico: sia esso ispirato alla retorica federalista-europea, sia alla retorica istituzionalista-europea, sia a quella antieuropeista per fede e professione. Lo dico perchĂ©, nella mia esperienza, trovo che la maggior parte dei richiami dell’Europa sui media italiani continui ad essere viziata da questo errore di fondo. Si parla di un’Europa che si vuole o si teme, comunque sempre di una diversa da quella che c’è davvero, e prescindendo da come davvero funziona e concretamente può realisticamente cambiare, non seguendo impossibili balzi in avanti. Veniamo invece al punto. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino fisco, spesa pubblica, ue , , , ,

Crescere di piĂą, non frottole politiche

9 agosto 2010

Le prossime settimane di agosto saranno decisive, per capire se il governo riuscirà  davvero stringere un patto di legislatura con la neonata componente guidata dall’onorevole Fini. In queste settimane, bisogna augurarsi che gli organi d’informazione e la maggioranza degli osservatori economici del nostro Paese sappiano levare una voce decisa, una voce che richiami la politica alla responsabilitĂ .  C’è una prioritĂ , che non è né  l’incomprensione personale tra Fini e Berlusconi.  NĂ© la volontĂ  del  premier  di un’intesa che non faccia sconti, e che comprenda innanzitutto la sempiterna giustizia: dove tanto per cambiare l’errore è stato di non occuparsi della riforma dell’ordinamento ma di ciò che serviva nei processi. E’ l’economia, la grande dimenticata. L’attenzione va richiamata sulla necessitĂ  di consolidare la ripresa. Spero che media e osservartori lo capiscano. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Mercato del lavoro, commercio mondiale, macroeconomia , , ,

Tirrenia, finta privatizzazione ko: buffonata doppia

4 agosto 2010

La notizia è stata appena battuta. «Con riferimento alla procedura di privatizzazione della Tirrenia, Fintecna comunica che non essendo intervenuta la sottoscrizione del contratto da parte di Mediterranea Holding, all’uopo convocata in data odierna, viene conseguentemente dichiarata la chiusura senza esito della procedura di dismissione». Il Consiglio dei ministri oggi pomeriggio ha dovuto varare d’urgenza un decreto legge per stanziare nuovi denari per la conitnuitĂ  aziendale Tirrenia-Siremar. Era una semplice buffonata, che la cosiddetta privatizzazione esitasse in una compagine in cui la quota maggiore annunciata era quella della Regione Sicilia. Evidentemente, i soci privati annunciati, dal gruppo Lauro alla percentuale poco piĂą che simboloica dell’ex presidente di Confitarma, alla fine non se la sono sentita visto che per domani era annunciatio un incontro tra la Regione Sicilia e le banche creditrici del gruppo e finanziatrici dell’operazione. La doppia buffonata è aver dovuto attendere anche la mancata firma dell’unica cordata dopo che altre 16 si erano liquefatte constatando quanto cattivo odore emanasse dagli attivi patrimoniali della societĂ , e quanti denari occorressero per tenerla in piedi malgrado l’unica cosa certa  che ci si aggiudicava con la gara, e cioè pingui contriobuti naturalmente ancora pubblici per gli anni a venire. Da ieri, era ufficiale che la Mediterranea Holding risultata aggiudicataria non avrebbe mai avuto un capitale tale – al momento: 120mila europ versati – per sostenere i 560 milioni di debito da accollarsi per Tirrenia-Siremar. ma regione Sicilia era senmpre stata convinta che sarebbero state le banche, a garantire i debiti, e non si capisce su che basi, visto che poi a decidere e gestire sarebbe stata la politica siciliana. Che si debbano chiedere denari a noi contribuenti per queste prese in giro è semplicemente vergognoso. Gli armatori italiani da anni avevano chiesto la fine del carrozzone pubblico, e un’asta separata per le rotte. La politica di tutti i colori  ha preferito dar retta ai sidnacati. Ecco il risultato. Continueremo a pagare noi.

Oscar Giannino privatizzazioni , ,

Bassa produttivitĂ , lo schiaffo che ci affoga

3 agosto 2010

Devono fare riflettere, i dati sulla bassa produttivitĂ  italiana resi noti oggi dall’Istat. Tra il 2007 e il 2009 è scesa del 2,7%. Ma nopn è questione di cruisi, è un problema che viene da lontano. Nell’intero arco trentennale tra il 1980 e il 2009 è cresciuta solo dell’1,2% annuo. La Banca d’Italia evidenzia che nei 10 anni precedenti la crisi, la produttivitĂ  per ora lavorata è salita del 3% in Italia contro il 14% dell’area euro. Confindustria, alla sua assemblea nazionale di maggio, ha ricordato che, nell’industria manifatturiera, tra l’avvio dell’euro e il 2007, il costo del lavoro per unitĂ  di prodotto è cresciuto in Italia del 19%, mentre si è ridotto del 7,5% in Francia e del 9,8% in Germania. Abbiamo ceduto ai tedeschi ben 32 punti di competitivitĂ . Le ragioni di questa bassa produttivitĂ  sono molteplici. Ma una strada per uscirne ci sarebbe, a volerla percorrere. Cioè cambiando la testa. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Mercato del lavoro, macroeconomia , ,

Agenzia nucleare: Gabanelli, Veronesi e le cose serie

27 luglio 2010

Premessa: non avrei indicato Umberto Veronesi, alla guida dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Seguito: che il Corriere della sera stronchi oggi Veronesi, dopo averlo ospitato, pubblicando come alfiere della competenza in materia Milena Gabanelli, io lo trovo abbastanza ri-di-co-lo. Conclusione amara: il nucleare sta tornando a essere mera occasione di scontro ideologico, quel che hanno sempre voluto i suoi interessati nemici, sapendo che è la loro solita ma vera e temibile arma segreta per non farlo fare. Prosegui la lettura…

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L’Italia “riti e miti” non ha il passo di Marchionne

22 luglio 2010

L’Italia stenta a reggere il passo di Sergio Marchionne. E non ne ha ancora capito davvero e fino i fondo intendimenti strategici, decisione tattica, modalitĂ  di lavoro e tempi serrati: le quattro categorie fondamentali che compongono il diamante del successo del manager che dal quasi fallimento ha portato Fiat in cinque anni prima al ritorno all’utile e poi, nella crisi mondiale del settore, ad agganciare il treno americano con Chrysler per candidarsi insieme ad un ruolo di primo piano del consolidamento mondiale. E’ questo persistente non aver preso le misure con gli scenari che pure Marchionne descrive apertamente, a spiegare le reazioni che ieri si sono prodotte alla decisione annunciata dal manager ad Auburn Hills, contestualmente alla scissione tra Auto e Fiat industriale decisa ieri da John Elkann e dagli azionisti di controllo. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Mercato del lavoro, auto , , ,

Crisi economica e anomal-Italy

19 luglio 2010

Ho appena finito di leggere un paper benemerito che consente di spiegare in due parole la persistente anomalia politica italiana. Anche se naturalmente ciascuno è libera di pensarla  liberi come volete, senza ricorrere alla consueta categoria “B come Berlusconi”  (per inciso: il presidente Fini a Palermo ha appena finito di dire alla commemorazione di Borsellino che alle istituzioni bisogna portare rispetto anche se chi se le incarna talora non è all’altezza, e secondo me non si riferiva a se stesso: che circo Barnum ormai, questo Pdl, rispetto al mandato che aveva ottenuto! ). No, parlo di amomalia politica alla luce dei comportamenti e delle proposte concrete della destra e della sinistra, di fronte alla crisi economica, e in chiave comparata cioè rispetto alla media  degli altri Paesi Ocse. Di questo tratta lo studio del professor Vincenzo Galasso, dell’IGIER Bocconi. Vale i 5 dollari che vi sono necessari a scaricarlo, se non siete abbonati al SSRN. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino liberalizzazioni, liberismo, macroeconomia, mercato, welfare , , ,

Dedicato ai veneti. Nooo, anche la Lega fa le ronde antievasione…

17 luglio 2010

Letto stamane che la Lega farĂ  ronde antievasione, ho mandato questo scorato editoriale al Gazzettino, che lo pubblicherĂ  domani. Ronde anti-spesa e anti-Stato, altro che anti-evasori, questa è la nostra sempre piĂą solitaria proposta. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino fisco, spesa pubblica , , , , ,

Il mercato dice: probabilitĂ  di default Italia a 5 anni 15,5%!

15 luglio 2010

Sono appena reduce da una trasmissione a Rai3 dalle 12,15 alle 13 in cui sembravo scendere da Marte. L’unico a indicare la necessitĂ  di tagli alla finanza pubblica. L’unico a indicare la necesitĂ  di prestare orecchio ai mercati, che dicono a tutti i paesi Ocse di limitare deficit e debito pubblico. Gli altri, il pm dottor Ingroia per la magistratura, un ricercatore per l’universitĂ , una precaria della scuola e via procedendo, per illustrare la totale inaccettabilitĂ  delle misure per ciascun comparto a nome del quale parlavano, usavano termini come “massacro”, “strage di legalitĂ ” et similia. Ingroia ha liquidato cortesemente  gli esempi delle circoscrizioni giudiziarie che con le attuali dotazioni, sotto la guida di magistrati capaci di dare efficienza ai colleghi, hanno abbattuto pendenze e durate dei procedimenti in Tribunali e Corti d’Appello anche del 70% in un paio d’anni, sostenendo che mica si tratta di sedi esposte alla grande criminalitĂ  come Gela e Crotone. Solo che c’è anche Torino, tra chi ha ottenuto quei risultati, mica solo piccoli centri come Bolzano. Marco Rizzo, dei Comunisti italiani, benignamente mi ha concesso che i mercati dicono proprio quel che sostengo io, ma infatti sono i mercati a sbagliare, perchĂ© espressione di una cricca di pochi grandi soggetti internazionalizzati il cui fine è abbattere i governi e affamare i popoli. Questione di punti di vista, naturalmente. Michele Mirabella, conduttore, ci ha tenuto a sottolineare molto civilmente che per questo ero stato invitato, per esporre un punto di vista diverso. Peccato che, solo contro tutti che amabilmente sorridevano scuotendo il capo, sembrassi proprio il marziano a Roma di Flaiano. Forse è il caso che ci riflettiamo allora tutti, su questi dati freschi freschi sui debiti sovrani che stamane hanno rimbalzato su tutti gli schermi. L’Italia, alla fine del secondo trimestre 2010, ha visto innalzarsi la stima delle sue probabilitĂ  di default al 15,5%, dal 9,7% di tre mesi prima. Ed è sesta nella graduatoria mondiale dei Paesi piĂą a rischio. Come si possa raccontrare alla gente, in queste condizioni, che i tagli sono cose da pazzi, è proprio cosa da pazzi. Ripeto: non sto parlando qui della logica lineare dei tagli della manovra, che ho molto criticato anch’io. Parlo dei tagli in quanto tale, quando in realtĂ  ne occorrerebbero – rectius: ne occorreranno, con certezza – tre, quattro e cinque volte di piĂą. PerchĂ© l’atmosfera di incertezza sui bond sovrani europei resta molto forte, come ammoniscono oggi il bollettino di luglio della BCE e Mario Draghi all’ABI. Ma vediamo mmeglio, ne vale la pena.     Prosegui la lettura…

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Prima pagare e poi discutere: emendamenti in vista alla manovra finanziaria

8 luglio 2010

Nel focus del primo luglio n. 164 Solve et repete: Verso lo Stato di polizia tributaria, abbiamo segnalato il pericolo che la manovra finanziaria reintroduca l’ingiusto e incostituzionale principio del “prima paghi e poi contesti”, che obbligherebbe i contribuenti a pagare debiti provenienti da contributi previdenziali, imposta sui redditi e IVA prima che siano verificati e che si possano contestare, sulla base della notifica dell’avviso di accertamento. Rispetto alla situazione attuale (avviso di accertamento – possibilitĂ  per il cittadino di contestazione – iscrizione a ruolo esaurita la possibilitĂ  di ricorso – emissione della cartella esattoriale – valore esecutivo della cartella), la manovra salta i passaggi intermedi e rende immediatamente esecutivo l’avviso di accertamento, che, come spiegato nel focus, non è un “reale” accertamento, ma solo una valutazione dell’amministrazione che i conti non tornano, valutazione che il contribuente ha il sacrosanto diritto di contestare davanti all’autoritĂ  giudiziaria (art. 24 Cost: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”). Prosegui la lettura…

Serena Sileoni Diritti individuali, diritto, fisco , ,