L’articolo 18 del decreto impone la separazione proprietaria di Snam Rete Gas dall’Eni, che dovrà essere disciplinata da un decreto della presidenza del consiglio dei ministri da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto liberalizzazioni. Per chi, come noi dell’Istituto Bruno Leoni, ha fatto dell’ownership unbundling nel gas una questione sia pratica sia di principio (PDF), rappresenta senza dubbio una buona notizia. Forse una tra le notizie migliori che si possono trovare all’interno del provvedimento governativo. Possiamo esultare? Prosegui la lettura…
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Alcuni giorni fa, si è svolto al ministero dell’Economia un seminario da cui, secondo il mito corrente, è uscito un grande piano di privatizzazioni. Siamo finalmente arrivati al momento in cui i colossi pubblici diventano privati?
Terzo di una serie di post: il primo sulla “privatizzazione” della CO2 è disponibile qui, il secondo sugli immobili si trova qui.
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Carlo Stagnaro privatizzazioni Concorrenza, Eni, liberalizzazioni, privatizzazioni, Tremonti
Domani, il presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, leggerà la sua prima relazione annuale. Cosa dirà?
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Can che abbia non morde. La montagna partorì il topolino. Restare con un pugno di mosche. Scegliete voi l’espressione più banale per commentare il risultato più banale e prevedibile. Dopo tanto discutere sulla possibile aggregazione tra Terna, la società indipendente che gestisce la rete di trasmissione elettrica, e Snam Rete Gas, la sussidiaria dell’Eni che ha in pancia i tubi del gas, il progetto è saltato. Nulla di nuovo sul fronte occidentale (per restare in clima di cliché), visto che da anni si cerca di implementare una vera concorrenza nel mercato del metano, senza riuscire a strappare dalle mani del monopolista lo strumento del monopolio.
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Carlo Stagnaro liberalizzazioni Eni, liberalizzazioni, privatizzazioni, snam rete gas, terna
Gli italiani non avevano ancora deposto il tricolore dopo aver festeggiato il centocinquantenario dell’unificazione che si sono risvegliati improvvisamente nazionalisti economici. A tenere banco è stata soprattutto la discussione sull’italianità del latte. Ma sullo sfondo un’altra guerra si stava consumando: il derby Roma contro Parigi sul controllo di Edison.
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La barzelletta americana sugli agenti federali mi è venuta in mente leggendo le ultime su Snam Rete Gas. La risposta in fondo al post.
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Carlo Stagnaro energia Eni, liberalizzazione, Scaroni, snam rete gas
In un precedente post ho spiegato perché il nostro approvvigionamento di petrolio non è messo a repentaglio dalla crisi libica. In questo mi occuperò del gas.
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Carlo Stagnaro energia Eni, Gheddafi, Italia, libia, sicurezza energetica
Stamane la Borsa italiana non ha avviato le sue operazioni di contrattazione. Uno scarno comunicato ha informato che sussiterebbero “problemi tecnici” non meglio identificati, e in via di accertamento. Ma è stato comunicato altresì che si ignora per quanto potrebbe durare la chiusura. Per carità, il diavolo si nasconde sempre nella complessità. Ma è molto grave che la cosa avvenga oggi, e che non se se sappia di più. Non fateci pensar male. Cioè che si tratti di un escamotage per impedire o dilazionare l’effetto sui tanti titoli – Eni, Unicredit, Impregilo, Finmeccanica - toccati e coinvolti dalle vicende libiche. ieri la Borsa italiana è quella che più ha perso, per l’esposizione nazionale al Gheddafi System. Non è che i mercati si possano tenere aperti solo i giorni in cui brilla il sole. Così, si tagliano le mani a tutti coloro che legittimamente opererebbero sui nuovi prezzi in via di formazione. Se guasto è, bisogna saperlo con precisione e con tempi affidabili di riavvio. Se guasto non dovesse essere, sarebbe uno scandalo gravissimo, una ferita alle regole elementari del mercato stesso e, prima di tutto, alla libertà senza della quale il mercato non esiste. Ogni eventuale accostamento alle interruzioni automatiche alla trattazione in caso di crollo dei prezzi per eccesso di High Frequency Trading- le vendite automatiche disposte dai computer per soglia abbattuta di prezzo di resistenza – non ha infatti alcuna logica. Ripeto: quando i regimi crollano e rischi e convenienze economiche e finanziarie si riallenano drasticamente, il mercato deve eessere lasciato proprio allora assolutamente libero di valutarle e prezzarle. Ci mancherebbe solo che lo Stato si metta di mezzo, perché sono grandi gruppi pubblici e grandi banche a esserne investite.
Oscar Giannino Borsa, mercato Eni, Gheddafi, Italia, mercato
Sulla separazione di Snam Rete Gas dall’Eni, si delinea il primo cambiamento di rotta della nuova Autorità per l’energia, se anche la Camera confermerà il “via libera” dato dal Senato alla cinquina. Una presa di distanze dalle posizioni attuali dell’Aeeg, dunque, e un segnale importante di “normalizzazione” del suo ruolo. Dobbiamo dunque attenderci un’Autorità più sensibile alle sollecitazioni del governo e degli incumbent, e meno rigorosa nella difesa delle istituzioni del mercato?
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Il tornado di piombo sulla “torbida relazione” tra il Cav. e Vlad ha impedito a molti di porsi la domanda più scontata: perché l’Eni vuole il gasdotto russofilo South Stream, anziché quello atlantista Nabucco? Come spesso accade, si è trascurata la risposta più semplice: perché lì stanno i soldi.
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