Un interessante articolo dell’Economist sulla realtà agricola dell’India mostra quanto gli investimenti privati volti a soddisfare esigenze reali del mercato siano molto più utili allo sviluppo dell’agricoltura di quanto non siano gli aiuti di Stato e il protezionismo. Le ricette nostrane, invece, hanno sempre quel buon sapore familiare di socialismo reale, se possiamo leggere su Lazio Informazione, il mensile dell’assessorato all’agricoltura della regione Lazio, la seguente definizione dei contratti di filiera, sostenuti con denaro pubblico nell’ultimo Piano di Sviluppo Rurale:
stabiliscono nel dettaglio tutte le condizioni tra i contraenti (durata, dinamiche di mercato, sbocchi commerciali, sicurezza degli approvvigionamenti e fluttuazioni dei prezzi). Inoltre l’adesione agli accordi costituisce criterio di preferenza per l’accesso a finanziamenti, azioni e servizi della Regione in favore delle imprese agricole ed agroalimentari.
Giordano Masini mercato agricoltura, contratti di filiera, india, regione lazio
Nel suo ultimo articolo, scritto per Project Syndicate, Dani Rodrik (economista eterodosso come può esserlo chi si discosta dai precetti di assoluta libertà dei movimenti di capitale) segnala un importante mutamento di rotta da parte del Fondo Monetario Internazionale, che lo scorso 19 febbraio ha pubblicato una nota di policy in cui si sostiene che tassazione e restrizioni sugli afflussi di capitale possono essere utili, oltre a rappresentare uno strumento “legittimo” dell’armamentario dei policymaker.
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Mario Seminerio finanza, macroeconomia, mercato FMI
La buona notizia è questa: stando ai dati forniti da Cinetel, dal primo di gennaio al 7 marzo 2010 sono stati staccati 10,3 milioni di biglietti per i film italiani. Se la quota di mercato conquistata dalle pellicole italiane nel 2009 è stata del 24,4%, nei primi due mesi del 2010 ha toccato quota 33,5%. Ben 5 film hanno incassato più di 5 milioni di euro: “Io, loro e Lara” di Verdone, “Baciamo ancora” di Muccino, “Scusa ma ti voglio sposare” di Moccia, “La prima cosa bella” di Virzì e “Genitori & figli” di Veronesi. Prosegui la lettura…
Filippo Cavazzoni mercato Balducci, cinema, cultura, finanziamenti pubblici
Negli scorsi giorni, ha provocato un certo rumore la decisione del supermercato più famoso al mondo, Wal-Mart, che in un suo negozio della Louisiana ha abbassato a 3 dollari il prezzo di Theresa, la versione afro-americana della Barbie, che costa invece 5,93 dollari. L’eco della notizia è rimbalzato fino al nostro paese, trovando spazio anche sul Corriere e su La Stampa, la quale lascia che siano le parole di una attivista a spiegare le – o meglio la – ragione dello scontento di alcuni. Così facendo, si sostiene, Wal-Mart sminuirebbe il valore delle “persone di colore”. È veramente questo il caso? Parrebbe davvero strano che un grande supermercato “calmierasse” i propri prezzi, per esprimere un (di per sé, inopportuno e insostenibile) giudizio di carattere razziale. Prosegui la lettura…
Marco Mura Diritti individuali, Senza categoria, Stati Uniti, mercato, pensiero barbie, razzismo, Stati Uniti, theresa, USA, wal-mart
Cosa c’è di meglio, per la classe politica, che trovare un capro espiatorio eclatante come la speculazione? E’ perfetta, si porta in tutte le stagioni, crea un discreto ricompattamento del campo domestico, anche in caso di adozione di misure impopolari. Ecco spiegato il motivo della caccia alle streghe nei confronti dei Credit Default Swap (CDS), lo strumento più citato (e meno capito) da media ed eletti, in questo periodo.
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Mario Seminerio credito, finanza, macroeconomia, mercato credit default swap, Grecia, speculazione
Sul tema Street-View, di cui abbiamo discusso di recente, mi piace segnalare due contributi di notevole interesse, entrambi pubblicati sulla rivista libertaria “Eigentümlich Frei”, quest’anno al secondo lustro di attività (auguri!). Il primo riecheggia sostanzialmente il nostro modo di vedere le cose ed è stato scritto da Gérard Bökenkamp, vincitore nel 2009 del premio per l’articolo liberale dell’anno istituito dalla Friedrich Naumann Stiftung, fondazione vicina all’FDP. Il secondo, invece, a firma dell’amico Dirk Friedrich, è estremamente originale e distingue tra la soluzione del problema nell’ambito di una società di proprietari e la soluzione in un quadro giuridico, dove esiste la proprietà pubblica (nella fattispecie quella delle strade). Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero liberismo, mercato Dirk Friedrich, Google, liberalismo, privacy, proprietà privata, Street-View
Non so quanti tra i nostri lettori “traffichino” come trader sui mercati di oil e commodities. Io lo faccio, e non solo su quelli. Non sono di quelli che pensano che i mercati si conoscano solo con teoria e dottrina, senza frequentarli. Anche se, per partecipare, bisogna essere in pool a meno di essere molto ma molto ricchi. In ogni caso, ecco qui un paper per voi che “sistematizza” una regola ben nota a chi gioca sul prezzo del barile, e di conseguenza sui sottoindici delle società quotate di settore. Esiste una relazione bidirezionale tra prezzo del barile e indici delle Borse dei paesi del Golfo, in particolare dell’Arabia Saudita, e i due economisti dell’università di Orleans e di Paris X Nanterre ne danno una lettura “storica” molto utile. In parole semplici: barile e indici locali sono elementi anticipatori l’uno dell’altro, a seconda dei diversi cicli economici.
Oscar Giannino energia, mercato petrolio
La prima scossa si è avvertita sabato in Via Solferino, a Milano. Sul Corriere della sera un breve articolo di Gabriele Dossena spiegava che “sembrano stringersi i tempi per una progressiva uscita dell’Eni dal controllo di Snam Rete Gas“. Ieri una nuova scossa, dalle colonne romane della Staffetta Quotidiana, che ha confermato le indiscrezioni parlando di un obiettivo di riduzione del pacchetto azionario detenuto direttamente da Piazzale Mattei al di sotto del 20-30 per cento. Inoltre, Corriere e Staffetta alimentano la voce sull’intenzione di Snam di dismettere alcuni campi di stoccaggio – probabilmente quelli più prossimi alla scadenza delle concessioni – anche se quest’ultima notizia è stata smentita da una nota dell’azienda. Che sta succedendo?
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Carlo Stagnaro energia, mercato autorità per l'energia, Commissione Europea, Eni, knight-vinke, Scaroni
Mi scuso con tutti se nelle ultime settimane sono stato meno assiduo, ma un’operazione a un rene ha influito sulla mia efficienza. Ne approfitto per recuperare un post dal blog di John Taylor. È di una certa ruvida efficacia, nel dare risposta a coloro che sostengono che le politiche di regolazione finanziaria e monetaria USA dalle quali è scaturita la crisi sarebbero responsabilità dei famigerati “mercatisti” e “neoliberisti”, cioè i seguaci della scuola di Chicago alla quale qui ci ispiriamo. È esattamente vero il contrario. Guardate qua. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Stati Uniti, liberismo, macroeconomia, mercato statalismo, USA
L’attesa sentenza sul caso Google-Vividown è arrivata ed ha un sapore agrodolce. Con l’usuale caveat – per leggere la motivazione sarà necessario attendere tre mesi – è possibile esprimere un primo giudizio.
Che il giudice abbia assolto gli imputati per l’accusa di diffamazione è senz’altro significativo: tanto perché si trattava del capo d’imputazione centrale nella ricostruzione del PM, quanto perché era quello di più spiccata offensività. Non è, però, rassicurante la valutazione alternativa accolta nel dispositivo, che condanna tre dirigenti di Google per illecito trattamento dei dati personali.
La decisione sembra implicare, grottescamente, un onere amministrativo addirittura superiore al filtraggio preventivo dei contenuti: quello di ottenere da ogni soggetto coinvolto l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini.
Se è vero che solo le motivazioni potranno chiarire il percorso argomentativo del giudice Oscar Magi, è pur certo che siamo di fronte ad un precedente assai pericoloso per l’evoluzione dei servizi basati su user generated content. Mi pare che le avvisaglie siano chiare: basti pensare al caso dei giorni scorsi in cui Wordpress.com ha censurato un intero blog per la presenza di un commento potenzialmente lesivo dell’immagine di un’azienda d’abbigliamento.
Massimiliano Trovato mercato, telecomunicazioni direttiva e-commerce, Google, internet, john ashfield, libertà d'espressione, responsabilità degli intermediari, sybelle, vividown, wordpress