Cosa c’è di meglio, per la classe politica, che trovare un capro espiatorio eclatante come la speculazione? E’ perfetta, si porta in tutte le stagioni, crea un discreto ricompattamento del campo domestico, anche in caso di adozione di misure impopolari. Ecco spiegato il motivo della caccia alle streghe nei confronti dei Credit Default Swap (CDS), lo strumento più citato (e meno capito) da media ed eletti, in questo periodo.
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Mario Seminerio credito, finanza, macroeconomia, mercato credit default swap, Grecia, speculazione
Sul tema Street-View, di cui abbiamo discusso di recente, mi piace segnalare due contributi di notevole interesse, entrambi pubblicati sulla rivista libertaria “Eigentümlich Frei”, quest’anno al secondo lustro di attività (auguri!). Il primo riecheggia sostanzialmente il nostro modo di vedere le cose ed è stato scritto da Gérard Bökenkamp, vincitore nel 2009 del premio per l’articolo liberale dell’anno istituito dalla Friedrich Naumann Stiftung, fondazione vicina all’FDP. Il secondo, invece, a firma dell’amico Dirk Friedrich, è estremamente originale e distingue tra la soluzione del problema nell’ambito di una società di proprietari e la soluzione in un quadro giuridico, dove esiste la proprietà pubblica (nella fattispecie quella delle strade). Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero liberismo, mercato Dirk Friedrich, Google, liberalismo, privacy, proprietà privata, Street-View
Non so quanti tra i nostri lettori “traffichino” come trader sui mercati di oil e commodities. Io lo faccio, e non solo su quelli. Non sono di quelli che pensano che i mercati si conoscano solo con teoria e dottrina, senza frequentarli. Anche se, per partecipare, bisogna essere in pool a meno di essere molto ma molto ricchi. In ogni caso, ecco qui un paper per voi che “sistematizza” una regola ben nota a chi gioca sul prezzo del barile, e di conseguenza sui sottoindici delle società quotate di settore. Esiste una relazione bidirezionale tra prezzo del barile e indici delle Borse dei paesi del Golfo, in particolare dell’Arabia Saudita, e i due economisti dell’università di Orleans e di Paris X Nanterre ne danno una lettura “storica” molto utile. In parole semplici: barile e indici locali sono elementi anticipatori l’uno dell’altro, a seconda dei diversi cicli economici.
Oscar Giannino energia, mercato petrolio
La prima scossa si è avvertita sabato in Via Solferino, a Milano. Sul Corriere della sera un breve articolo di Gabriele Dossena spiegava che “sembrano stringersi i tempi per una progressiva uscita dell’Eni dal controllo di Snam Rete Gas“. Ieri una nuova scossa, dalle colonne romane della Staffetta Quotidiana, che ha confermato le indiscrezioni parlando di un obiettivo di riduzione del pacchetto azionario detenuto direttamente da Piazzale Mattei al di sotto del 20-30 per cento. Inoltre, Corriere e Staffetta alimentano la voce sull’intenzione di Snam di dismettere alcuni campi di stoccaggio – probabilmente quelli più prossimi alla scadenza delle concessioni – anche se quest’ultima notizia è stata smentita da una nota dell’azienda. Che sta succedendo?
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Carlo Stagnaro energia, mercato autorità per l'energia, Commissione Europea, Eni, knight-vinke, Scaroni
Mi scuso con tutti se nelle ultime settimane sono stato meno assiduo, ma un’operazione a un rene ha influito sulla mia efficienza. Ne approfitto per recuperare un post dal blog di John Taylor. È di una certa ruvida efficacia, nel dare risposta a coloro che sostengono che le politiche di regolazione finanziaria e monetaria USA dalle quali è scaturita la crisi sarebbero responsabilità dei famigerati “mercatisti” e “neoliberisti”, cioè i seguaci della scuola di Chicago alla quale qui ci ispiriamo. È esattamente vero il contrario. Guardate qua. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Stati Uniti, liberismo, macroeconomia, mercato statalismo, USA
L’attesa sentenza sul caso Google-Vividown è arrivata ed ha un sapore agrodolce. Con l’usuale caveat – per leggere la motivazione sarà necessario attendere tre mesi – è possibile esprimere un primo giudizio.
Che il giudice abbia assolto gli imputati per l’accusa di diffamazione è senz’altro significativo: tanto perché si trattava del capo d’imputazione centrale nella ricostruzione del PM, quanto perché era quello di più spiccata offensività. Non è, però, rassicurante la valutazione alternativa accolta nel dispositivo, che condanna tre dirigenti di Google per illecito trattamento dei dati personali.
La decisione sembra implicare, grottescamente, un onere amministrativo addirittura superiore al filtraggio preventivo dei contenuti: quello di ottenere da ogni soggetto coinvolto l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini.
Se è vero che solo le motivazioni potranno chiarire il percorso argomentativo del giudice Oscar Magi, è pur certo che siamo di fronte ad un precedente assai pericoloso per l’evoluzione dei servizi basati su user generated content. Mi pare che le avvisaglie siano chiare: basti pensare al caso dei giorni scorsi in cui Wordpress.com ha censurato un intero blog per la presenza di un commento potenzialmente lesivo dell’immagine di un’azienda d’abbigliamento.
Massimiliano Trovato mercato, telecomunicazioni direttiva e-commerce, Google, internet, john ashfield, libertà d'espressione, responsabilità degli intermediari, sybelle, vividown, wordpress
La scorsa settimana ho dovuto avventurarmi tra le vie di Hannover per raggiungere una conferenza stampa. Google Maps è come noto un Tuttocittà mondiale di straordinaria efficacia. A parte l’ira suscitata tempo fa in qualche cartografo, il programma non è ancora finito nel tritacarne politico anti-Google.
Si dà il caso, però, che la visione aerea delle vie non mi aiutasse un granché nel rintracciare effettivamente la destinazione. Nella mia città, Torino, ogni qual volta abbia bisogno di verificare dove si trovi quel determinato numero civico o che aspetto abbia il palazzo presso il quale devo recarmi, Google mi offre anche il servizio “Street-View”. Qui in Germania Street-View ha incontrato molti ostacoli e sta provocando ormai da qualche settimana un’ondata di polemiche, a mio avviso del tutto ingiustificate. Nell’ordine il ministro della Giustizia, la liberale (sic) Sabine Leutheusser-Schnarrenberger e la cristianosociale Ilse Aigner hanno frontalmente attaccato la società di Mountain View per la natura lesiva del programma in termini di diritto alla riservatezza: “Il privato viene trascinato in pubblico, senza alcuna possibilità di difendersi e senza che nessuno possa controllare lo sviluppo di un tale sistema”, ha commentato indignata la signora Aigner. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero liberismo, mercato germania, Google, privacy, Street-View
Nel Blog di Beppe Grillo, in un commento a un post di Eugenio Benetazzo, mi è capitato d’imbattermi in alcune considerazioni che rappresentano un concentrato delle molte banalità in tema di concorrenza e delocalizzazione. Le riassumo assai liberamente qui di seguito. Prosegui la lettura…
Carlo Lottieri Diritti individuali, commercio mondiale, mercato Cina, globalizzazione, integrazione economica, posti di lavoro
“Those who work must earn more than those who do not. I must be allowed to say that in Germany. Everything else is socialism” Guido Westerwelle German Vice-Chancellor.
Neanche a farlo apposta avevamo lambito i confini dell’argomento proprio la scorsa settimana. Nel frattempo un ottimo reportage della Wirtschaftswoche ha contribuito a far luce sull’iniquità del sussidio Hartz IV. Chi non lavora riceve più di chi lavora. Questa la sintesi. I sindacati e l’SPD sostengono che il problema risieda altrove, ovvero proprio in quei lavori scarsamente qualificati, a loro giudizio “sottopagati”. La soluzione a loro avviso è molto semplice: basta alzarli. E il “gioco economico” è fatto. Il sospetto che non sia la produttività ad essere determinata dai salari, ma i salari dalla produttività, che il sommerso possa aumentare, tornando o anche superando il 17% del Pil (livello più alto raggiunto nel 2003) e le aziende fuggire nei paesi vicini non li sfiora minimamente. La battuta del leader dell’FDP (sulla falsariga dello slogan scelto per la campagna elettorale: “Lavorare deve di nuovo valer la pena”) si lega alla recente sentenza della Corte Costituzionale di Karlsruhe, che ha giudicato incompatibile con la Legge fondamentale il metodo contabile di fissazione del sussidio sociale Hartz IV. Benché non vi sia stato alcun accenno all’opportunità di aumentare il contributo, la percezione che l’opinione pubblica ha avuto della decisione è che le aliquote Hartz IV vadano generosamente corrette verso l’alto. La discussione nella già traballante coalizione giallo-nera si è così infiammata. Staremo a vedere. In un paese in cui molti bambini, interrogati sul proprio futuro lavorativo, rispondono: “Ich will hartzen” (ovvero, “voglio hartzeggiare”), l’uscita di Westerwelle, dalla quale la Merkel ha prontamente preso le distanze, ci è parsa persino troppo morbida.
Giovanni Boggero liberismo, mercato FDP, germania, hartz iv, Westerwelle
Il lupo governativo non perde né il pelo, né il vizio. Dopo le innumerevoli sortite contro l’Autorità per l’energia (fallite). Dopo il pasticcio sul finanziamento delle autorità di regolazione (riuscito). Dopo il blitz sulla Consob (fallito). Dopo i tentativi di lottizzazione dell’Agenzia di sicurezza nucleare (vedremo). Ora l’emendamento ad personas riguarda la Commissione sul diritto agli scioperi.
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Carlo Stagnaro mercato Autorità indipendenti, commissione scioperi, politica, regolazione