Agricoltura paesaggistica
Il forum Agricoltura del Partito Democratico ha votato un documento in cui si dichiara la contrarietĂ del partito all’uso di Ogm in Italia. Il testo, che dovrĂ essere ratificato dall’Assemblea Nazionale di ottobre, è seguito ad un lungo dibattito al quale avrebbero partecipato per mesi scienziati (non troppi) ed esponenti del PD. Oggi viene sancito, oltre alla preferenza per la tutela della biodiversitĂ rispetto alla necessitĂ di rispondere alle esigenze quantitative dell’agricoltura moderna, il principio che le scelte di un imprenditore possono essere guidate e indirizzate dall’alto, non solo attraverso misure di stimolo, ma anche e soprattutto attraverso la mortificazione di libertĂ essenziali quali quella di scegliere autonomamente cosa e come produrre. Il PD, infatti, non si oppone agli Ogm perchĂ© li ritiene dannosi per la salute o per l’ambiente, ma semplicemente perchĂ© non li ritiene necessari alla nostra agricoltura. Un po’ come proibire la fabbricazione di auto di grossa cilindrata perchĂ© non le si ritiene compatibili con la nostra rete stradale… Il commento migliore sulla vicenda è quello apparso su salmone.org, il blog del biotecnologo Roberto Defez:
Il PD ci pensa bene, sente gli scienziati e poi decide per l’agricoltura paesaggistica, dove gli agricoltori sono parte dell’arredo rurale. Ecco come si rottama una attività imprenditoriale per poi versarci sopra tra qualche anno lacrime di coccodrillo.


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Che poca lungimiranza e conoscenza del settore agricolo che hanno questi “politici” italiani.
Qui in UK il futuro dell’agricoltura si gioca su scienza e tecnologia. Dalle nanotecnologie passando per l’ingegneria genetica e biotecnologie fino all’uso di satelliti per guidare un’agricoltura sempre piu’ di precisione.
Neanche a farlo apposta domani il mio dipartimanto ospiterĂ un seminario dall’eloquente titolo: New Concepts for the Future of Agricultural Engineering. Un saluto dal futuro.