Il sisma e il nucleare
Quando ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nordorientale del Giappone, ecco che i siti e le agenzie italiane hanno iniziato a diffondere notizie sull’allarme nucleare. Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l’impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello verificatosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche. Eppure, in Italia la speculazione è partita subito.
Il Giappone ha 54 centrali in esercizio secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, centrali che coprono un quarto del fabbisogno elettrico del Paese. Come si può regolarmente verificare dai report del sito dell’Agenzia stessa, il Giappone è uno dei Paesi da sempre più impegnato nella piena trasparenza di quanto avviene nei suoi impianti. Proprio per l’elevatissimo rischio sismico di una parte rilevante de suo territorio, prossimo o attraversato da linee di faglia di zolle tettoniche oceaniche e continentali, ha realizzato i suoi impianti adottando criteri antisismici sempre più alti nei decenni.
Ed è questo il motivo per il quale le procedure automatiche di arresto dei reattori si sono subitaneamente attivate in quattro centrali nell’area nordorientale colpita dal sisma a epicentro oceanico, in altre due più distanti comunque entro 7 minuti è stato disposto il blocco, e in altre cinque ancora più lontane comunque entro 20 minuti le autorità giapponesi hanno disposto il fermo di sicurezza, per una completa verifica della tenuta di ogni parte degli impianti. Nella centrale di Onagawa, tra le quattro in cui il fermo è stato automatico, è stato subito estinto un incendio dovuto a cortocircuiti elettrici in una turbina non interna al circuito di raffreddamento del materiale fissile, e dunque senza nessun rilascio di scorie pericolose. Per un’altra centrale, quella di Fukushima, la più vicina a Sendai su cui si è abbattuto lo tsunami, è stata comunque disposta l’evacuazione della popolazione entro i due chilometri di raggio, come previsto dalle procedure nel caso in cui sia consigliabile prima pensare alla piena incolumità dei residenti e poi raddoppiare la piena verifica dell’assoluta tenuta degli impianti. Fino a ieri sera, i giapponesi hanno continuato a confermare all’AIEA che nessun rilascio di materiale pericoloso radioattività risultava segnalato
I media internazionali hanno, in altre parole, amplificato senza troppo comprendere la prima notizia rilanciata da Tokyo, relativa allo stato di emergenza nucleare proclamato dal governo di Tokyo prima che fosse trascorsa un’ora dall’evento. E’ una procedura standard di sicurezza, per eventi sismici superiori all’intensità 5 della scala Richter, e qui siamo in presenza di un’intensità 8,9, di energia letteralmente spaventosa come documentano le immagini che tutti abbiamo visto.
Stiamo parlando del settimo evento tellurico che mai abbia colpito il mondo dacché abbiamo strumenti e serie storiche per rilevarli, eppure le centrali hanno tenuto. Si sono rivelate molto utili le lezioni apprese alla maggiore centrale atomica operante al mondo, quella di Kashiwazaki-Karima che ha una potenza superiore agli 8 mila Mw, che il 16 luglio 2007 venne colpita da un sisma di magnitudo 6,6. L’impianto tenne, ma in quel caso furono i violentissimi movimenti oscillatori a determinare lo sversamento di 1,2 metri cubi di acqua da una piscina per il combustibile esausto di uno dei reattori. Il rilascio di radioattività per questo evento, e per il rilascio di alcuni radioisotopi dall’impianto di ventilazione, fu rilevato subito e monitorato nel tempo delle autorità giapponesi, ed è documentato nel sito AIEA come corrispondente a 10 milionesimi della dose ammessa in Giappone. Per conseguenza, l’incidente con nessun danno ambientale e sanitario venne classificato al livello zero della scala INES, che misura la gravità degli imprevisti atomici.
Possiamo trarre tre prime conclusioni. Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza,: ma come si vede sono soldi ben spesi. Secondo: le norme di sicurezza vigenti in Europa sono altrettanto ferree di quelle giapponesi. Terzo, l’Italia ha vaste zone sismiche ma i fenomeni non sono della magnitudo di quelli giapponesi. Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica..



sono un “crasso ignorante tecnologico”,da sempre antinuclearista,ma non mi sono permesso ,nell’immediatezza del disastro di formulare previsioni sulla tenuta delle centrali.E comunque sarei sempre rimasto un NO NUCLEARE a prescindere dalla sicurezza.
Lei,Giannino,ha avuto dei riflessi incondizionati,quindi non frutto di analisi ma di pregiudizi nuclearisti,è stato superato e smentito dagli eventi,abbia l’onestà di ammetterlo e di fare dei passi indietro sui giudizi in merito alla presunta sicurezza delle centrali.Non è un politico che deve negare anche l’evidenza,come spesso capita ai politici di casa nostra.Non condivido quasi mai le cose che dice in TV ma riconosco che è un professionista serio e onesto intellettualmente.
Buonasera Oscar,
quando sento parlare di nucleare sicuro mi si accapona la pelle. Tutti parlate ci Chernobyl come di un episodio chiuso, passato. Forse non sapete che all’interno dei 4 sarcofaghi costati il sacrificio delle vite di migliaia di persone le barre hanno, a distanza di anni una temperatura elevatissima ed è in pericolo il pavimento sul quale poggiano. Si rischia che escano nel sottosuolo e che intacchino ulteriormente le falde acquifere. Quando nel vostro documento LBS a riguardo delle centrali nucleari, parlate di smaltimento a fine vita della centrale mi viene semplicemente da sorridere poichè ilnucleo rimarrà sempre là . O qalcuno entra a smantellarlo? Basta vedere i lavori di smantellamento della centrale di Caorso e del loro progresso. Gi acciai delle tubature altamente contaminati dove li mettiamo? Ci facciamo le pentole? magari il cibo cuoce prima. Ma supponiamo per un attimo che il vostro nucleare sia sicuro al 100%, già questa affermazione stride con la realtà poichè è intrinseco nell’uomo l’errore, cosa facciamo delle scorie atomiche conosciute meglio come uranio impoverito? Lo useremo per produrre armi, come fanno gli americani (grande la trovata di spararlo sugli scenari di guerra per disfarsene e far morire più gente), come contrappeso sugli aerei o ce lo metteremo nelle nostre cantine con relativo incentivo statale? Vi ricordo che il ciclo di tossicità e di pericolositò del nuclere non si conclude con gli eveti o accadimenti in centrale ma prosegue con la vita della produzione delle sue scorie. Ricordo a tutti che per ogni 1000 Kg di uranio arricchito si ottengono 6000Kg di uranio impoverito. Vi esorto a ricercare su google uranio impoverito e a documentarvi sul suo utilizzo, sugli effetti e sulla tossicità .
Grazie per l’attenzione.
Nicola
se iniziamo adesso l’iter nucleare saranno operative tra 20 anni quando tutto il mondo sarà indirizzato su altre fonti
@Paolo Tofani
Certo nel ’69 quelle misure di sicurezza sembravano sensazionali, come potevano sembrare 200 Gbyte di memoria o un computer meno grande di una stanza. In quasi 50 anni qualche progresso è stato fatto, La sicurezza è aumentata notevolmente così come il design dei reattori. Certo c’è il fatto che un motore diesel non funziona se sta “sotto” l’acqua, non so come funzionino gli impianti di sicurezza delle centrali della generazione III + ma credo che abbiano risolto questo inconveniente (forse).
Comunque, concordo che niente è scontato se c’è la natura (ed il caso) di mezzo: un meteorite che colpisse una centrale nucleare causerebbe un disastro (difficile ma non impossibile), oppure un terremoto, localizzato sotto o quanto meno a pochi km dalla centrale potrebbe fare ancora più danni. Prevedere tutto è impossibile.
chiedo scusa a giannino ma proporrei una regola al forum:
chiunque insulti o muova attacchi o considerazioni personali all autore dell articolo o chi interviene venga cancellato ed escluso per sei mesi.
Sinceramente alcuni interventi non servono a nulla e fanno veramente pena
In termini economici ci costa assai meno acquistare l’energia in eccesso prodotta dai Francesi che costruire centrali.
Sono davvero mortificato di aver turbato i sonni di Alberto P.
Sa com’è, noi “giovani” abbiamo il difetto di utilizzare il cervello. E di stare svegli.
Trovo curioso che qui si sia gente come lei e come il da lei lodato MauroLib che si sentato infastiditi da chi non la pensa come loro (“Se lo legga e non mi secchi oltre. Grazie”, “Mi ero infatti assai seccato di dovermi leggere l’intervento dell’utente JN” )… ma non sareste tutti liberali, qui dentro?
E che dire di quelli che invocano interventi da parte dei moderatori? Forse vorrebbero invocare la censura, ma “they don’t have the guts”, come si dice dalle mie parti.
Trovo tutto questo molto triste.
Come trovo infinitamente triste il silenzio tombale di Giannino, che fino all’altro ieri reputavo una persona degna di rispetto, per quanto non condividessi il suo approccio un tanto al chilo all’economia, tipico dei neoliberisti più sfrenati
Due paroline di scuse sarebbero dovute direi, non è che si chieda molto.
Non a noi, ma a chi in questo momento in Giappone soffre e rischia seriamente di veder compromessa la propria esistenza a causa dell’incidente di Fukushima.
Nel mio armadio ho una vecchia reflex Petri degli anni ’70. Basta una pellicola e quella scatta foto che è una meraviglia, gli obiettivi sono pure meglio di quelli attuali.
La mia nuova fiammante Canon con badilata di megapixel come sarà tra 40 anni?
Siamo proprio sicuri che la tecnologia degli anni 70 fosse così scarsa e quella di adesso sia più sicura?
Forse aveva meno fronzoli ma in quegli anni si è andati sulla Luna, sono stati lanciati i Voyager che ancora oggi stanno viaggiando e trasmettendo informazioni nello spazio interstellare, è stata avviata quella rete che tutti noi usiamo (allora si chiamava Arpanet ma il principio è quello). Tutti noi ci ricordiamo di lavatrici e frigoriferi praticamente eterni, spesso cambiati più per moda che per altro.
Ci andrei piano a dire che le tecnologie odierne sono più sicure di quelle di allora, anche perché, in quegli anni, gli stessi che oggi ci vendono i nuovi reattori ci dicevano che quelli di allora erano strasicuri.
mi spiace molto vedere come ancora si strumentalizzano certi fatti!
partiamo da una analisi di fondo: utilità del nucleare, di fatto la produzione di energia elettrica dal nucleare è antieconomica dato l’elevatissimo costo di produzione delle centrali, ammortizzare il costo di produzione di una singola centrale richiede circa 15 anni, la produzione di energia dalla stessa può andare avanti per non più di 25 salvo forzature dei sistemi di sicurezza e contenimento( come avviene con assoluta regolarità in tutto il mondo) che compromettono la sicurezza nei perimetri esterni alle centrali stesse come dimostrano tutti gli studi epidemiologici indipendenti; di fatto la produzione di energia a basso costo non può venire dal nucleare poichè la restante parte di guadagno non è neppure sufficente a coprire i costi dello stoccaggio delle scorie; oggi l’italia paga ancora salatissima la gestione delle scorie nucleari già presenti sul territorio che devono essere spostate con costi elevatissimi ogni pochi anni.
Questo solo per iniziare, tuttavia non si considera un punto fondamentale, l’italia importa ad alto costo energia dalla francia prodotta fondamentalmente dal nucleare, necessità ? palesemente falso, lo dimostra il fatto che in sardegna viene prodotta molta più energia di quanta se ne consuma e tutto il surplus viene venduta alla francia tramite cavi sommersi, a costi molto al di sotto di quelli del mercato corrente; cosa dimostra questo? il consumo energetico così elevato è solo mercato tra grandi ditte che speculano sulla popolazione facendo salire i prezzi dell’energia, di fatto prodotta a costi nettamente inferiori al passato data la diffusione pur minima di eolico e fotovoltaico e lo sviluppo delle nuove tecnologie dei superconduttori prodotti a costi inferiori al caro vecchio filo di rame.
pur essendo notevolmente più numerosi gli apparecchi elettrici ed elettronici , gli stessi consumano decine, a volte centinaia di volte meno che in passato, basti pensare ad una casa media di 70mq con quattro vani in tutto, prima necessitava di lampadine di almeno 60w l’una per un totale di 240w oggi la stessa si può illuminare( e di fatto lo si fa) con 40w, i televisori di nuova generazione(presenti nel 80% delle case) consumano dalle 10 alle 40 volte meno, non parliamo poi di frigoriferi, lavatrici, etc.
la vera ignoranza è di chi continua a gettare fumo negli occhi alla gente sbandierando le grandi necessità energetiche e ancora di più è ignoranza crederci senza prima documentarsi adeguatamente.
Le grandi manovre economiche impoveriscono sempre i cittadini e spostano l’asse dell’economia a favore di pochi.
ho ascoltato le sue argomentazioni al tg3 della notte; se è vero che gli economisti sono chiamati ad esprimersi con immediatezza( lo dice lei ed io ci credo) è altrettanto vero che lei sul messaggero ha scritto come opinionista che deve, al contrario, assumere le necessarie informazioni prima di esprimere un’opinione nella speranza che la stessa sia sensata
lei dice di essere stato l’unico ad esprimersi nell’immediato e lo accampa come scusa quando invece è stata proprio la sua colpa; forse il fatto che il suo editore abbia interessi nel proliferare delle centrali ha un peso nella gaffe
le ricordo altresì che ricordare solo i morti come danni degli incidenti nucleari , dimenticando quindi le migliaia di bambini nati con malformazioni o abortiti è , da persona colta come lei, un qualcosa che ……… lascio alla sua dotta dialettica definire ,certo che non sarà tenero
@armando
Fanno pena proprio come il tuo
A Gianni scusa la sfacciataggine ma la prova del nove te sta bene a te a me no!
Facciamo una cosa… fammo a votazione per questo nucleare perchè sinceramente sono stanco di quelli che al governo di giorno in giorno si inventano cose nuove che: SI DEVONO FARE!
Ah quasi dimenticavo a te il nucleare piace giusto? Allora le scorie della Francia prese per vendergli un pezzo del nostro debito perchè non te le metti nel tuo garage???
Egr. dott. Giannino, l’ho ascoltata (per caso) stasera da Mannoni e appreso delle scomposte reazioni al suo articolo sul sisma e il nucleare comparso sul Messaggero, cui sempre stasera si è aggiunta quella del sig. Finardi, francamente incomprensibile per la virulenza con cui si è scagliato su di lei (divenuto il rappresentante dei cinici economisti che avrebbero a cuore solo il denaro. Ma questo signore sa cosa fa un economista?) se non fosse risultato ad un certo punto chiaro che lei non c’entrava un bel nulla e che si trattava di sua questione personale. Possibile che non si riesca (quasi) mai a trattare le questioni importanti con un briciolo di razionalità ? E’ davvero disperante. Fortuna che esistono ancora menti libere come la sua. E grazie anche per il modo in cui ha risposto alle esternazioni mantenendo lo stile che la contraddistingue. Con stima. Mariella Ciambelli
Io sono ingegnere e conosco il tema. Non scherziamo: il nucleare è SICURISSIMO e l’energia prodotta è la più PULITA in assoluto. E questa è l’opinione della stragrande maggioranza di tecnici e scienziati (ovvero di coloro che CONOSCONO il tema nel dettaglio) nella comunità scientifica internazionale.
Giannino ha fatto benissimo a scrivere quell’articolo sul Messaggero anche se non è tanto la magnitudo del terremoto ad essere rilevante, quanto piuttosto l’accelerazione al suolo subita dalla centrale che bisognerebbe indagare.
Smettiamola di comportarci da stupidi, con questo provincialismo e catastrofismo che ci porta a rimanere continuamente arretrati rispetto ai nostri concorrenti. Gli unici ragionamenti che ha senso effettuare parlando di nucleare sono di carattere economico dato che oggi la sicurezza non è in discussione (soprattutto paragonata al rischio probabilistico di danno provocato dall’inquinamento delle altre fonti energetiche).
Io non so come faccia Giannino a continuare a dare seguito a questa orda di ignoranti grillini e seguaci di Travaglio che violentemente infestano la rete ormai da anni. Sono solo una chiassosa minoranza, capaci di insultare ma che nel merito hanno ben pochi argomenti: non vanno minimamente considerati. “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”.
Perchè nessuno risponde alla mia semplicissima domanda?
Senza nucleare, come produciamo 30 GW di potenza he ci servono per passare la notte in Italia?
ho appreso ieri in televisione su rai 3 quanta strumentalizzazione è stata fatta del tuo articolo che per altro in linea di principio non condivido perchè sono contrario al nucleare. sono contrario perchè l’opera dell’uomo,secondo me non è mai perfetta e il rischio è troppo pesante rispetto ai benefici ( ma questo è solo un parere da incompetente).
ad ogni modo trovo ingiusti tutti i commenti fatti sulla pagina fb del fatto quotidiano nel quale ho lasciato il mio evidenziando che tutta la tua lettura dello stato delle cose era vincolata ad un semplice fattore temporale:” allo stato delle cose” quindi una interpretazione vincolata al tempo e agli eventi! travaglio è abile a cambiare le carte in tavola ; è un baro per natura e non si ci può mai fidare! hai la mia piena solidarietà e comprensione. ciao oscar!
Sa com’è Giannino… si fanno le cose “queste SI che sono sicure” e poi scatta il solito “eh ma, questo non potevamo prevederlo”.
Oltre a tutte le considerazioni che smontano facilmente ogni intervento teso a rendere il nucleare sano e bello, ricordo a Giannino che l’Italia è il paese a più alta infiltrazione mafiosa esistente (forse la Russia) e la mafia, oltre a fregarsi le mani per il federalismo, non aspetta altro di poterci mettere sopra la mano. Sulla costruzione come dello stoccaggio delle scorie. La nostra storia nemmeno troppo recente ci ha abbondantemente insegnato di non fidarci., sopratutto quando girano così tanti soldi.
All’ansioso dei 30gw riporto questo stralcio di articolo:
“Secondo le prime stime relative alla fine del 2010, i cui dati non sono ancora consolidati, la potenza totale installata delle energie rinnovabili in Italia ha superato i 30 GW con incrementi per le singole tecnologie che vanno da oltre il 160% per il fotovoltaico a circa il 20% per l’eolico. Si mantengono invece stabili le potenze degli impianti idroelettrici e geotermoelettrici â€
ricordati che il nucleare è una “pecetta” per il presente che ci lascia un problema letale (scorie) per più di 20.000 anni e destinato fra qualche decennio ad essere abbandonato, probabilmente quando noi cominceremo ad usarla. Tra parentesi non risolve che una piccola percentuale della nostra dipendenza dai combustibili fossili, consegnandoci ad un’altra dipendenza, questa volta da uranio (tutte materie che non abbiamo), fonte costosissima e in esaurimento. Il futuro è l’energia rinnovabile, ora essere “avanti” è lì, essere indipendenti è lì.
@Riccardo
come si faceva trent’anni fa…con le candele…
Ma OGGI o tra una ventina s’anni?
Gentile dott. Giannino, non badi alle tante offese di questi teologi oscurantisti che si nascondono sotto la bandiera dell’ambientalismo.
Io sono un ingegnere (non nucleare) e quindi sono “somaro” quanto lei, ma chi veramente in italia ha le conoscenze per fare valutazioni scientifiche di alto livello?
di certo non un geologo e sopratutto non quell’insetto esempio della più alta demagogia italiana che è marco travaglio.
Dai dati che abbiamo, da seppur scarsa dimestichezza con questioni di energia, di fisica e chimica Le assicuro che tantissime persone la pensano come Lei, io per primo.
Queste persone difficilmente si mettono sui blog come l’armata del popolo viola a cercare di perseguire i loro subdoli fini.
Quindi continui così, la sua voce Libera ed in dipendente è quanto di meglio si possa ascoltare in radio e leggere sui giornali.
Con Stima.
Opps… “D’anni”, naturalmente.
Il pretrolio da quel sangunario dittatore di gheddafi è immorale che lo usiamo.
In ogni caso il petrolio anche quello italiano inquina.
L’amico Putin è un pericoloso mandante omicida, quindi niente gas russo.
Dall’algeria non ne parliamo, non vogliamo niente.
Le pale eoliche deturpano il nostro paesaggio che ha grosse potenzialità turistiche.
L’energia nucleare altro non è che una bomba nucleare pronta a scoppiare.
… non ci resta che mettere un pannello solare sul tetto e la notte spegnere la luce e dormire
Paradossale e ridicolo.
Le esprimo la mia solidarietà per tutte le offese ricevute per la sua posizione illuminata sul nucleare. Scontato che sono favorevole, non accetto che l’Italia, che è un grande paese da secoli, possa rinunciare di nuovo ad un corretto mix energetico che ci renda poco dipendenti da tutte le fonti e riduca così rischio paese e rischio della fine di un combustibile.
E’ inutile essere a favore di una o altra fonte tutte devono diventare utili e nessuna indispensabile (massima del mio allenatore di basket). Sono dunque a favore del nucleare fatto da un grande paese che può contare su grandi aziende(ENEL) e grandissimi professionisti liberi da condizionamenti ideologici (Prof. Veronesi). Faccio presente che ho da tre mesi realizzato un impianto fotovoltaico da 9.2 kw sul mio tetto e se ne parlo a coloro che sono contrari al nucleare sembra sempre che gli altri devono fare per loro. Comunque bello il suo esempio del Titanic.
La saluto con ammirazione
Caro Giannino non si faccia intimidire da gentaglia come il pluricondannato per diffamazione Travaglio o da qualche altro sinistroide saccente alla Scalfari o Santoro. Tenga duro e’ l’unica voce libera in grado di tenere testa alla cupola mediatica-giudiziaria che soffoca il nostro Paese dal 68.
@Sergio Donato
a parte che se una centrale salta i guai maggiori li passa chi sta vicino alla centrale. Quindi una centrale a lione non mi tange, è un po’ cinico ma ‘nsomma….
Poi c’è un discorso economico di base.
Pirma di tutto non siamo nel 1915, possiamo anche contare sull’energia che ci viene venduta a prezzo di mercato da svizzera e Francia. Invocare la dipendenza energetica come un problema grave è anacronistico, in tantissimi settori pesanti l’italia non è autosufficiente. Anzi, credo in tutti dopo il crollo della siderurgia e della chimica.
A riguardo il pdf molto interessante postato da un altro utente dice che non è vero che il nucleare non conviene, ma nemmeno che è una manna dal cielo.
Piena solidarietà al Sig. Giannino per gli attacchi ignobili, ignoranti e nel disprezzo delle condizioni dei malati di cancro… Non c’è limite all’indecenza della materia grigia di taluni individui.
Volevo aggiungere una cosa… MA NON VI RENDETE CONTO CHE PARLATE DI SICUREZZA DEL NUCLEARE IN UNA SITUAZIONE STRAORDINARI DI UN TERREMOTO DI QUASI IL NONO GRADO DELLA SCALA RICHTER????? è come dire che le centrali non sono sicure perchè c’è caduto sopra un meterite!!!! Ma avete un idea di quanti terremoti avevano già sopportato senza problemi quelle centrali!!! IGNORANTI (e secondo me anche un po comunisti)!!
Infine, questa gente non si rende conto che parla parla delle contrali nucleari… io di fianco a casa ho la montedison, Ferrara, patria dei tumori all’apparato respiratorio e digerente… ed è solo in funzione!!!! avete un idea di cosa potrebbe accadere con un esplosione o meglio, per rimanere a tema, con un terremoto?? cosa facciamo? smettiamo di fare chimica perchè i terremoti e gli asteroidi potrebbero abbattere i poli chimici???
Siete semplicemente RIDICOLI… ed anche un bel po ignoranti.
P.S. Chissa se ci tireremo ancora una volta la zappa sui piedi con il nucleare, visto che anche questa volta il referendum è a cavallo di una tragedia. La prima volta l’abbiamo preso in quel posto, speriamo che a questa votazione ci siano più persone “conoscenti” alle urne.
Io avvolte condivido le sue analisi e avvolte no ma la stimavo.
Continuerei a stimarla se lei oggi rileggesse l’articolo che ha scritto sul Messaggero sui terribili fatti in Giappone e chiedesse scusa ai lettori per le assurdità di quell’articolo.
Salve Oscar, mi aggiungo alla lista dei commenti inutili visto la valanga di No al Nucleare per il quale manco a dirlo sono pure io, tuttavia la cosa piu logica da proporre non è un “Niet” assoluto bensì una riflessione che anche Lei sicuramente avrà fatto su come l’Italia non abbia a tutt’oggi un VERO piano energetico nazionale . Auguri!
Fonte: Rainews24.it
Tokyo, 16-03-2011
I reattori sono ancora caldi ma è già il momento delle recriminazioni. Nel dicembre 2008 un funzionario dell’agenzia internazionale atomica disse ai giapponesi che le norme di sicurezza delle sue centrali erano superate e che un violento sisma avrebbe posto “problemi seri” agli impianti.
Un altro cable americano rivelato da Wikileaks cita la preoccupazione e i dubbi di un esperto: le procedure per proteggere le centrali dai terremoti – diceva – sono state aggoirnate solo tre volte negli ultimi 35 anni.
Già nel luglio 2007 un sisma di magnitudo 6,8 danneggiò l’impianto di Kashiwazaki-Karuwa, il più grande del mondo con i suoi sette reattori: il primo giorno la Tepco minimizzò i danni per poi ammettere 24 ore dopo che i progettisti non avevano preso in considerazione l’eventualità di un terremoto così devastante.
La gestione della crisi, secondo quanto risulta dai dispacci diplomatici statunitensi diffusi da WikiLeaks e letti da El Pais, suscitò la forte irritazione del governo di Tokyo, e l’allora premier Shinzo Abe criticò il fatto che i rapporti fossero arrivati
tardi: “Le centrali nucleari non possono funzionare senza la fiducia dei cittadini, e la rapidità e la trasparenza dell’informazione sono necessarie per ottenere tale fiducia”.
D’altra parte, scrive oggi dal Telegraph citando altri calbles di Wikileaks, le autorità giapponese si opposero con successo, nel 2009, alla sentenza emessa da una corte per chiudere una centrale, perchè ritenuta insicura in caso di sisma. “L’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale ritiene che il reattore sia sicuro e che tutti i test di sicurezza siano stati condotti in modo appropriato”,
riferirono i diplomatici Usa.
Eppure pochi mesi prima, ottobre 2008, un deputato giapponese adenunciò a diplomatici Usa pratiche di insabbiamento degli incidenti nucleari da parte del governo di Tokyo.
Sono le grandi compagnie elettriche, sosteneva Taro Kono, a nascondere i costi di trattamento del combustibile e i problemi di sicurezza del nucleare. Il ministro dell’Industria passa al Parlamento solo le informazioni che non contraddicono la politica nucleare – si legge nel cable – e non abbiamo un sito ad elevata sicurezza per lo stoiccaggio delle scorie. “Ammesso che – conlcudeva Kono – nel paese dei vulcani e dei terremoti sia davvero sicuro piazzare le scorie nel sottosuolo”
@Davide
Visto che noi siamo ignoranti e tu sei ingegnere vai ad abitare nel perimetro di 5 km dalla centrale nucleare di marsiglia poi vediamo come stà i tra 5 anni o, meglio, per dare l’esempio questa estate vai in ferie nei pressi della centrale nucleare di Fukushima.
Dimostraci così che il nucleare è sicuro.
Allora vivrai meglio anche con una centrale nucleare vicino a casa assieme alla montedison. Visto che parli di chimica parliamo allora del polo chimico di mantova al quale si rivolgono aziende di tutto il mondo per le sostanze prodotte visto che negli altri paesi non puoi creare un polo chimico di tale tossicità e pericolosità a fianco di un quartiere…In quanto al comunista detto da tè è solo un complimento.
Ciao e grazie.
Nicola
@Nicola Gent. sig Nicola, la sua è una reazione tipica e molto diffusa tra chi è convinto che il nucleare sia troppo pericoloso per essere una soluzione percorribile.
Mi lasci usare li stesso metodo.
Visto che i nuclearisti sono degli sconsiderati, e le energie rinnovabili sono la vera alternativa, invito chi ne è convinto e ha installato il fotovoltaico sul tetto, a collegare la rete di casa direttamente alla generazione fotovoltaica dei suoi pannelli.
Poi potrà riferirci le sue considerazioni ed eventualmente confermarci che il solare rappresenta una valida opzione.
mah. Quando hanno costruito le ‘vecchie’ centrali, non hanno forse sostenuto che queste erano più moderne delle precedenti, più sicure? E poi: la gravità della situazione giapponese è stata alzata ieri, su 7 gradi, dal quinto al sesto. Significa che si tratta del peggior incidente della storia (alla pari con due altri eventi). E dunque, questo progresso? Questa innalzata soglia di tollerabilità ’, di sicurezza? Chiacchiere, signor Giannino. I suoi conti sono dunque sbagliati; le sue sono iperopinioni: i fatti non possono intaccarle. Conta la convenienza di qualche grande opera, per chi costruisce, chi movimenta terra, per chi militarizza il territorio. Non potendo fare il ponte sullo stretto, si facciano 6 centrali atomiche. Anche se non servono.
@ liberale
Fai una cosa, quest’estate mandami una cartolina da Fukujima, dove immagino passerai le tue vacanze estive, respirando aria sana e pulita….attendo fiducioso!
Mi scuso per il commento di prima, molto duro e dettato da una spinta emotiva che credo chiunque abbia visto i notiziari sulla strage giapponese possa condividere, e rettifico con la seguente:
Questo articolo racconta il falso (come hanno dimostrato gli eventi) per sostenere il falso (cioè che l’energia nucleare sia sicura). Una persona onesta farebbe marcia indietro pubblicamente.
@Riccardo
Buongiorno, la sua è un ottima provocazione. Le faccio una domanda: lei sa qual è il rendimento a trerra dei pannelli fotovoltaici installati sui satelliti? 80 % per 100 di energia ricevuta. Lei sa qual è il rendimento a terra dei pannelli fotovoltaici ad uso civile ed industriale? 30% per 100 di energia ricevuta. Se ci mettono a disposizione le tecnologie usate militarmente ci staccheremo volentieri dalla rete.
Distinti saluti.
Nicola
Trovo davvero illiberali ed inaccettabili le contumelie piovute sul bravissimo Oscar Giannino per aver osato dire la sua, in base alle informazioni disponibili, su un tema per il quale la stampa si è contraddistina, per certi versi comprensibilmente, per l’aver perso, almeno nella titolazione dei pezzi, quella misura e fredezza doverosa per chi informa. Ciò che però, da liberale e direi anche liberista, mi attendo da Oscar Giannino è che dopo le considerazioni generali , approfondisca i fatti che riguardano il programma nucleare italiano. Poichè quel piano lo conosco, avendolo letto dal 2008 ad oggi, vorrei che anche lui entrasse nel merito. E ne riconoscerebbe l’insensatezza nell’iter prima ancora che nel contenuto. In un mondo normale, ed in un paese evoluto, PRIMA si valuta il fabbisogno energetico nazionale, le singole fonti (distinte sia per tipologia che per provenienza) ed rispettivo apporto attuale e potenziale, POI si valuta il territorio nazionale e si identificano i siti idonei ad ospitare ciascun tipo di fonte e di impianto. INFINE si decide SE, DOVE, COME e, non da ultimo, con quali COSTI, eventualmente realizzare e mettere in esercizio gli impianti necessari. Ebbene, caro Oscar, in Italia si fa l’esatto contrario !!! PRIMA si decide che si fa il nucleare POI si regolano le procedure (il decreto correttivo è in corso di esame) e SOLO DOPO si dice DOVE potranno farsi gli impianti, senza nessuna strategia energetica complessiva, senza nessuna certezza sul numerod egli impainti, sui costi , la remuneratività , e i mezzi di copertura : banche ? tariffa ? tasse ? garanzia dello Stato ? Insomma, da un liberale DOC, mi attendo che dopo aver sbaragliato l’ignoranza crassa di chi non vuol vedere, si dedichi all’esame vero del piano architettato dal Governo italiano. Un Governo che pure io non avverso ma che davvero mi sembra agire sempre piPoichè non i principi generali, ma QUEL piano concreto deciderà le sorti del nucleare italiano.E allora, visto che nessuno dice cosa quale pastrocchio si sta combinando, iniziando laddove si dovrebbe finire, ben venga il referendum… E lo dice una nuclearista.
Il dottor Giannino è un esperto di numeri è vero. E’ un piacere ascoltarlo a Radio 24 spiegare aspetti dell’economia, che sembrano sfuggire persino ai nostri governanti.
In ordine al nucleare i numeri contano veramente poco. Non sono affidabili. I governi tendono a essere reticenti sugli aspetti negativi. Su Cernobyl ricordo di aver letto cifre insignificanti sulle vittime. Vengono infatti contate solo quelle direttamente coinvolte in situ. Nel bilancio non entrano i morti negli anni successivi a causa delle radiazioni. Non si parla dei nati con tare o deformazioni. Non si considera il territorio compromesso e le popolazioni, che, non avendo mezzi, si cibano di ortaggi coltivati in terreni contaminati.
Di fronte a tutto ciò le statistiche sono cieche. Allora il dottor Giannino può sostenere la sua autorevolezza nel trattare i numeri? In questi giorni ho letto due commenti che mi piace riportare:
1) no al nucleare! in un paese dove la salerno reggio calabria non vede la fine dei lavori da decenni ormai, dove il cemento armato viene “rinforzato†con la sabbia,
dove non si sa dove buttare la spazzatura, altro che scorie nuclari…..NO AL NUCLEARE.
siamo il paese del sole? ebbene pensiamo alle energie alternative!
no al nucleare, sopratutto, non con questa classe politica!
2) E’ che vonno fa li froci cor culo dell’antri…
MEDITATE GENTE . MEDITATE
Gilberto Says:
marzo 16th, 2011 at 10:19
“Caro Giannino non si faccia intimidire da gentaglia come il pluricondannato per diffamazione Travaglio o da qualche altro sinistroide saccente alla Scalfari o Santoro. Tenga duro e’ l’unica voce libera in grado di tenere testa alla cupola mediatica-giudiziaria che soffoca il nostro Paese dal 68.”
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Hahahahahaha il commento più ignorante che io abbia mai letto!!!
Le scorie radioattive le collochiamo sotto casa tua ok??? Lo sai quanti soldi hanno speso gli americano per fare un “buco” per contenere queste scorie??? Lo sai??? Bene se nn lo sai inizia a informarti un pochi prima prima di sparare commenti a dir poco imbarazzanti….
Stiamo parlando di NUCLEARE non di caramelle!!! Questo argomento va ben oltre la sinistra, la destra e le solite stronzate che dite perché non sapete tirar fuori argomentazioni!…. Che tristezza gli italiani come te…
@Davide
Scusa, ma non credo tu sia davvero un ingegnere per quello che scrivi.
Le parole non bastano, occorrono argomentazioni: fare affermazioni basandosi su propri titoli veri o presunti dimostra solo arroganza.
Tutta la mia solidarieta’, dottor Giannino, per l’alluvione di improperii che la devono avere travolto dalla pubblicazione di questo articolo ed il conseguente sangue amaro.
Come ho gia’ commentato in un altro post in questo blog, fa dispiacere leggere interventi da parte di persone sicuramente in buona fede ma altrettanto sicuramente male informate o proprio disinformate: mi chiedo come facciano esse a prendere decisioni razionali ed informate su argomenti cosi’ sensibili, che oltretutto hanno una ricaduta anche su di me e sui miei figli.
Prendo ad esempio il commento del sig. Nicola.
Sig. Nicola, i dati da lei riportati sono pura e semplice fantascienza.
I migliori pannelli fotovoltaici utilizzati su satelliti, ad oggi, hanno un rendimento inferiore al 30% (qui un esempio). Le migliori celle fotovoltaiche ancora allo stadio di ricerca non superano il 40% o lo superano di poco (fonte: univerista di Ottawa).
C’e’ un’ottima ragione fisica per cui una cella fotovoltaica non potra’ mai nemmeno avvicinarsi all’80% di efficienza (forse, meglio si potra fare sfruttando altri fenomeni fisici), ma descriverla qui sarebbe abbastanza fuori luogo (e lungo).
Il motivo per cui un pannello solare nello spazio ottiene una densita’ di potenza (che non va confusa con l’efficienza) superiore a quella di un pannello al suolo (anche del MEDESIMO) non e’ che i militari cattivi non ci mettono a disposizione la loro tecnologia, ma che la costante solare in orbita bassa vale 1,4kW/m2, mentre al suolo vale 1kW/m2.
Cio’ detto, se lei conosce un installatore che e’ in grado di venderle un impianto solare sul tetto con efficienza media del 30%, mi dica gentilmente come posso fornirle privatamente la mia email, perche’ sarei estremamente interessato a contattarlo per un preventivo.
Caro Dott. Giannino,
la seguo spesso alla radio la mattina e Le devo dire che le sue trasmissioni sono spesso molto interessanti e per questo le faccio i miei complimenti.
Per quanto riguarda le sue opinioni sul nucleare e su quanto successo in Giappone, francamente non non mi hanno convinto molto ma le dò la mia più piena solidarietà e appoggio contro tutti i quali la hanno offeso e trattato maluccio, spesso persone totalmente ignoranti sull’argomento “energia nucleare”.
Tutto qua, continui nel suo lavoro sò molto apprezzato, non dia molto peso agli “estremisti” dell’opinione, con l’occasione porgo distinti saluti.