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Operazione Cortina: il lusso alla berlina, lo Stato in portantina

Mi spiace che il mio amico Michele Boldrin scriva e pensi che a protestare per l’operazione antievasione a Cortina siano i “liberali alle vongole”. Le vongole, mai piaciute. Ma nemmeno mi può piacere il pescecane pubblico italiano. E se lo difendi, amico mio, puoi dire tutto ma non di essere un liberale. In sintesi, ecco 7 punti a proposito di “Operazione Cortina”: l’ennesima ottima trovata di comunicazione di chi sa fare il suo mestiere, alla testa dell’Agenzia delle Entrate. L’operazione è stata un successo mediatico clamoroso, infatti. Come molte operazioni “a effetto” contro ricchi e vip dello sport, cinema belcanto et similia, che di quando in quando centrano rumorosamente l’obiettivo di consensi che è compito sacrosanto conseguire se siete alla testa dell’apparato pubblico antievasione. Detto questo, i liberali veri e sinceri servono proprio a vedere oltre il fumo mediatico. E il fumo qui è proprio una grande cortina fumogena, che serve e riesce a far dimenticare a tutti qual è lo sacandalo vero numero uno, in materia di fisco. Lusso alla berlina e Stato in portantina? No grazie, da parte mia. Ecco perché.

A) personalmente ero a Cortina ieri per un dibattito con Ennio Doris e altri, e per scatenare un finimondo in sala è bastato leggere a voce alta brani del pezzo sul  Gazzettino in cui l’ufficiale della Finanza competente per territorio si dissocia e afferma che loro non utilizzerebero mai i sistemi adottati su indagini delegate da Agenzia Entrate: assistere ai primi incroci di accuse tra apparati dello Stato impegnati nella sacra crociata antievasione ha dell’esilarante…

B) stamane alla mia trasmissione su Radio24 ho letto pressoché integralmente l’editoriale  sulla Stampa odierna di Luca  Ricolfi: reazioni del pubblico da entusiasmo puro, il vero problema numero uno è la pressione fiscale reale intorno a 60% di Pil, e total tax rate su imprese al 68%;

C) rispetto le idee di tutti, ma il sacro mantra della lotta all’evasione NON è credibile a mio giudizio finché non si assisterà a governi capaci di aggredire lo scandalo numero uno di cui l’evasione è figlia e non viceversa: lo scandalo numero uno è l’aumento di quasi 25 punti di Pil di pressione fiscale inseguendo il continuo aumento della spesa corrente avutosi in 25 anni, cioè nell’arco di una sola generazione. Siamo ai record mondiali. Mentre i Paesi ad alto prelievo hanno modulato aumenti in un secolo da Bismarck in poi, in cambio di un’efficienza pubblica che da noi manca, e con assai minori fenomeni di nicchie di impresa e mercato protette, che vivono al riparo di prezzi e tariffe e aste falsate governate dal pubblico, il che spiega la dinamica pazzesca dei beni e consumi intermedi della PA nel nostro Paese, solo scalfiti da meccanismi di acquisizione centralizzata tipo Consip, e che regolarmente invece vengono confusi con servizi finali da tagliare al pubblico quando lo Stato centrale impugna la scure lineare come ha fatto quel buontempone di Tremonti. In altre parole BASTA CHIACCHIERE ETERNE SULLE SPENDING REVIEW DA ELABORARE DOMANI: SAPPIAMO BENISSIMO DA ANNI che cosa va tagliato e quanto, il problema è credere di avere consenso politico, capacità tecnica e coraggio leonino necessari PER FARLO! Altro che il disgusto dei signori parlamentari che dicono di essere pagati poco, e degli stenografi parlemantari che guadagnano più del presidente della FED. AGGIUNGO CHE ABBATTERE DI 20 PUNTI di Pil almeno IL  DEBITO PUBBLICO TRAMITE DISMISSIONE DI MATTONE DI STATO E’ POSSIBILE E NECESSARIO, E RESTITUISCE FIDUCIA NELL’ITALIA SENZA AMMAZZARE ULTERIORMENTE LA CRESCITA CON TASSE SCHIANTA-PAESE!;

D) ricordo a tutti che il mantra della lotta all’evasione ci ha spinto ormai a misure che non hanno eguali in ALCUN paese avanzato: il limite al contante a 1000 euro non c’è in Germania come non c’è in Uk, in Francia c’è un limite mensile alle operazioni in contanti oltre il quale scatta la segnalazione. Da noi, passando in questo 2012 dalla fotografia statica di conti e saldi bancari alla condivisione in banche dati publiche dell’intera dinamica quotidiana di OGNI OPERAZIONE BANCARIA, consentiamo ad Agenzia delle Entrate e pm il controllo comportamentale profilato di ciascuno di noi. Per dire: un pm sulla successione temporale di operazioni bancarie potrà disporre l’apertura di fascicoli in cui il mero determinarsi di flussi può costituire ipotesi di reato. Se alcuni o molti di voi sono convinti che tutto ciò è utile e giustificabile in nome della lotta all’evasione e al riciclaggio, cioè se pensate come Michele Boldrin che ad avere dubbi e contrarietà fortissime su questa batteria di misure si sia amici di evasori e “liberali alle viongole”, secondo me siete invece o vittime in buona fede della campagna di balle di Stato, oppure siete passati consapevolmente o meno armi e bagagli in campo statal-populista.  Personalmente mi ha dato molto da riflettere il libro ultimo del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che vi invito a leggere - Soldi Sporchi. Mi hanno provocato forti maldistomaco cifre  citate da fonti assolutamente non credibili tipo la Loretta Napoleoni che va tanto per la maggiore in Italia (esempio: “le oltre 200 filiali di banche italiane all’estero hanno riciclato 5000 miliardi di dollari” Bum! un terzo del gdp USA? In quanti anni? da dove si prende il dato? chi lo dice? su quali basi? è l’Ocse? è il FMI? è la BCE? E’ bankitalia? ma no, ah beh allora scatta la risata…. a Grasso glie l’ho chiesto in trasmissione, la sua risposta è che a difendere il sistema della libertà assoluta del capitale transnazionale si difende la possibilità della mafia di nascondersi, e che questo è lo stesso scopo delle imprese, nascondere i proventi agli Stati e al fisco, frase che trovate anch’essa testuale nel libro pregevolissimo del signor procuratore… al che ho doppiamente rabbrividito, perché se imprese private uguale mafia allora viva il comunismo e la facciamo finita con le chiacchiere

E) ricordo inoltre a tutti che l’esperienza di questi anni ci dovrebbe aver dimostrato a che cosa porta la sin qui verificata impossibilità di limitare e controllare l’infinito numero di punti di accesso a banche dati unificate tributarie catastali e bancarie e contributive. Il mio povero ex professore di diritto costituzionale Pizzetti, garante della Privacy, può a quattr’occhi chiarirvi quando volete l’impossibilità che egli e la sua esilissima struttura possano svuotare l’oceano con un cucchiaino, per limitare gli abusi. Cinque anni fa i soli punti d’accesso nei Comuni italiani risultavano essere oltre 90mila, e oggi ne restano oltre 20mila, la promessa tracciabilità degli ingressi per effettuare controlli resta sulla carta, perché le password sono condivise. A tali accessi se ne sommano migliaia di altri nell’intero sistema periferico delle quattro agenzie tributarie, Gdf, forze di polizia, polizia giudiziaria  etc etc, nei quali la tracciabilità è ancor più sulla carta che nei Comuni, dove un giro di vite venne effettuato dopo lo scandalo relativo agli accessi – centinaia, erano – per controllare Prodi e sua moglie oltre a Berlusconi e famiglia…  Dovremmo inoltre tutti ricordare che il mercato nero opaco e parallelo delle security private – di solito funzione affidata nelle imprese italiane non a caso ad ex appartenenti dei corpi dello Stato, vedi Tavaroli – prospera esattamente su dati ricavati illecitamente da punti d’accesso alle banche dati sensibili pubbliche, accessi effettuati da ex colleghi e amici in cambio di piaceri e denaro. Se anche qui mi dite che chi non ha nulla da nascondere non ha niente da preoccuparsi allora è certificato, siete statalisti orwelliani, piantatela di dirvi o pensarvi liberali e iniziate a cantare che l’ignoranza è forza e la privacy l’ombra dietro la quale si nascondono i nemici dello Stato;

F) sempre in materia di lotta all’evasione e di arcifamoso e plurinvocato contrasto d’interessi in materia di scarico dell’Iva, purtroppo si commenta da sola la figura penosa sul Corriere di ieri e autocorrezione di oggi di Giavazzi e di Alesina, trascinato temo dal primo non per la prima volta in argomenti di cui evidentemente sa poco e me ne dispiace, perché ne ho una stima assoluta come stimo l’a volte però troppo acceso Giavazzi. Finché a invoncare la detrazione per tutti sono lettori e ascoltatori che ignorano il diritto tributario, o politici demagoghi, va bene. Altrimenti l’abc del diritto tributario italiano dovrebbe ricordarci  due cosette basilari: il divino contrasto d’interessi invocato da anni per far emergere nero fiscale fa dimenticare a molti che IVA NON è imposta generale sui consumi ma appunto sul valore aggiunto, ergo HA PIENA COERENZA che a detrarre siano solo i soggetti – fisici e giuridici – per i quali l’acquisto di beni e servizi intermedi costituisce input rispetto al quale c’è output di beni e servizi offerti a terzi con proprio valore aggiunto. ERGO ANCORA E’ certo ovvio che potremmo – dietro complesso negoziato con Europa, per evitare asimmetrie comunitarie, e la materia posso garantire che è assai spinosa – cambiare natura all’imposta e a quel punto estendere a tutti sia pur diversamente graduate  detrazioni, MA A QUEL PUNTO dovremmo abbassare energicamente il prelievo sui redditi  perché in caso contrario accresceremmo ulteriormente gli effetti della mancata neutralità del prelievo complessivo;

G) solo che NESSUNO qui parla più di riequilibrare il sistema per abbassare di molto il prelievo su redditi e impresa a fronte di VERE compressioni di spesa: nell’ambito quantitativo di riferimento di quei quasi meno 7 punti di Pil di spesa pubblica e prelievo che la Germania ha totalizzato dai primi anni 2000 al precrisi. Certo, i tedeschi hanno cambiato il welfare e realizzato grandi contratti aziendali di produttività in tutte le grandi imprese, per accompagnare un simile turnaround pubblico con più produttività privata. E’ quel che si dovrebbe fare. Obiettare alle verità taglienti di Ricolfi accusandole di stantia polemica antimeridionale, inoltre con il mantra della lotta all’evasione,  per me equivale a negare che da quelle priorità sacrosante discendono conseguenze politico-economico-fiscali altrettanto sacrosante. Ed è di questa negazione costante, che vive la difesa di un prelievo fiscale rapinoso che cresce cresce cresce, e la difesa di una spesa pubblica vergognosa che si riesce al massimo – nei punti di maggior crisi nazionale come il 2010-2011 e sotto Amato – a fermare per pochissimo nella sua dinamica di costante crescita, ma MAI A invertirne stabilmente il segno per un decennio a venire con misure strutturali. Lo hanno fatto negli ultimi decenni Paesi come Canada e Germania, Australia e Nuova Zelanda, e cito apposta queste democrazie welfariste per evitare di farmi dire che sono solo thatcheriano. Ma viva la Thatcher tutta la vita, per quello che mi riguarda, e vergogna a chi si fa cameriere della rapina di Stato.

5 gennaio 2012 evasione, fisco, spesa pubblica , ,

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  1. Raffaele Fiume
    9 gennaio 2012 a 8:19 | #1

    Caro Giannino,

    mi sento indignato dalla compressione delle liberta’ individuali, cosi’ come dalla sistematica applicazione dell’intelletto degli italiani a frodare il fisco.

    Mi secca molto che i miei movimenti finanziari siano scrutati dal Grande fratello, ma mi secca pure che i miei compensi siano tutti tracciati con il sistema delle ritenute, a differenza di altri.
    Il primo “grande fratello” contro cui un’impostazione liberale dovrebbe scagliarsi è proprio il regime del sostituto d’imposta che discrimina oggettivamente tra redditi e redditi e tra percettori e percettori. O per tutti, o per nessuno.

    In un altro post precedente lei chiedeva piu’ o meno che iniziative prendere. Io suggerisco alcune campagne mirate (come fu quella sull’acqua) e/o provocatorie:
    1) giustifichiamo tutti i prelievi bancari con “per mantenere l’amante”
    2) cancelliamo il meccanismo del sostituto d’imposta o estendiamolo a tutti
    3) aboliamo per intero la deducibilita’ fiscale dei costi dei beni ad uso promiscuo

    Raffaele Fiume

    PS:
    Sul “blitz” di Cortina, le dico la mia: lascia il tempo che trova sul piano dei controlli, ma ha avuto un grande effetto mediatico e forse questo basta. I controlli fiscali, in un sistema maturo, hanno prevalentemente una funzione dissuasiva e non pervasiva.

  2. Serena
    9 gennaio 2012 a 11:06 | #2

    Buon giorno Oscar,
    sono stata a Napoli per alcuni giorni durante il periodo natalizio, su cinque acquisti, ho ricevuto uno scontrino di media. Lì i controlli non li fa nessuno. Oltre che più scenografico, è anche più facile andare a Cortina, no?
    Sereba

  3. Mente debole
    9 gennaio 2012 a 11:13 | #3

    Le menti deboli credono a qualsiasi cosa. Io sono una di quelle, ma mi hanno spiegato che acquistare un’auto di lusso che costa nuova oltre 150.000 € i soldi li devi avere, ma se dopo 4 anni ne costa 35.000 non vuol dire che devi guadagnarne 200.000 € all’anno. Mi hanno spiegato che se una panetteria ha 1.000 clienti al giorno e la media per ciascun cliente è di 5 €, l’incasso medio al giorno è di 5.000 €; se il panetteria con i controlli incassa il 300% in più rispetto il giorno prima c’è puzza di mancata emissione di scontrini; ma se una gioielleria ha 10 clienti al giorno è impossibile stabilire una media giornaliera attendibile; potresti vendere 10 orologi un giorno e incassare 1.000 € e il giorno dopo venderne 8 ma 2 collane da 2.000 cadauna con incasso di 4.800 €. La statistica usata male crea diffamazione e questo l’ho capito perfino io: quindi evito di condannare a priori. Poi mi hanno spiegato che se lo stato deve 1.000 € ad un contribuente ma non lo paga perché non ha soldi ma ne chiede 700 allo stesso, magari come acconto di proventi futuri, e non li paga perché anche lui, come lo stato, non ha i soldi diventa un evasore da combattere con buona pace tra chi non paga per dolo o perché è nell’impossibilità di farlo. Mi hanno spiegato che combattere chi non contribuisce alle risorse dello stato, l’evasore con dolo, è sacrosanto come lo sarebbe ridurre i lauti stipendi pagati dai contribuenti onesti a persone che percepiscono, come Befera, oltre 45.000 € al mese o sbaglio ?

  4. Jpaul
    9 gennaio 2012 a 11:35 | #4

    @alex60

    La ringrazio dei suggerimenti. Mi impegnerò a trovare i testi suggeriti, perlomeno quelli in italiano e inglese, perchè, come dice lei, gli stimoli sono sempre benvenuti.

    Non è nemmeno scontato che mi trovi in disaccordo con le tesi espresse, in quanto il mio punto, per ora, non riguarda né la cultura liberale né i sistemi fiscali, ma molto più modestamente l’ipocrisia assolutoria/giustificatoria ed il diritto di combattere per i propri convincimenti da dentro la legalità (rispetto delle leggi vigenti, per quanto inique e/o complicate) anzichè nell’illegalità (evasione).

    Ricambio volentieri i cordiali saluti

  5. gianni elia
    9 gennaio 2012 a 11:35 | #5

    JPaul :

    gianni elia :

    JPaul :“Considerare l’evasione un furto” vuol solo aderire acriticamente alla neo-lingua dello statalismo: chi si tiene quello che si è guadagnato con il proprio impegno e sudore non commette certo un furto.Semmai lo è sottrarre a mano armata e con il ricatto si impossessa del frutto del lavoro altrui offrendo servizi e beni non richiesti in genere a prezzi d’affezione. Se vuoi si tratta di estorsioneEgregio Elia,poche storie: chi evade è un ladro, uno sporco e vigliacco ladro che scarica sulle spalle della comunità tutti gli oneri del vivere civile ed in comunità, la qual cosa – insegna la storia – avrà certamente i suoi vantaggi, senza voler negare sprechi ed aberrazioni.L’alternativa è la legge della jungla, dove sopravvive il più forte, ma attento (!), non è detto sia lei e notoriamente non si tratta di una condizione permanente e stabile.Vada pure in Svizzera a curarsi (spero non ne abbia bisogno), ma se per caso necessitasse di un intervento di emergenza (che certo non le auguro), mi piacerebbe che alla chiamata di soccorso le rispondessero: si tratta di servizio fra quelli da lei non richiesti.Almeno una volta l’evasore (ladro) esercitava in silenzio – non certo di vergogna, ma almeno di pudore – adesso si ammanta di giustificazioni etico-sociologico-economiche.Ma per piacere….

    @JPaul Caro Paulla neo-lingua è davvero una brutta bestia:-)Chi si tiene quello per cui ha lavorato non è un ladro. Chi vive di tasse cioè di soldi sottratti con la forza a altri lo è. La legge della jungla poi è quella in cui il piu’ forte (nel caso provvisto di legge) preleva quello che vuole dalle tasche di chi preferisce.Non certo quella di chi lavora e producePer il resto mi sa che lei confonde l’esistenza di ospedali, cure mediche, pronto soccorso, etc con il modo in cui si finanziano. Tenga presente in ogni caso che le cose di cui parla non piovono dal cielo, nè ci sono regalate

    Egregio Elia,
    Chi si tiene, e si gode aggiungo, quello per cui ha lavorato, avendo adempiuto ai propri doveri di contribuente, non è un ladro.Chi si tiene quello per cui ha lavorato frodando i cittadini e lo Stato, e magari godendo di alcuni “servizi aggiuntivi” (libri ai figli gratis, esenzioni varie) è un ladro vigliacco, la cui pena prima consiste proprio nell’essere quello che è.
    Appunto, poichè nulla ci viene regalato tutti dobbiamo contribuire. Le alternative sono emigrare in paesi più civili e meno individualisti, dove forse la pressione fiscale sarà inferiore, ma chi evade saggia senza sconti le galere, oppure emigrare in paesi con meno presenza dello Stato (che sò, Sud-Sudan, Somaliland ed affini) dove effettivamente si risparmia su contributi diretti ed indiretti, magari guardandosi un po’ le spalle…

    @JPaul

    Paul
    non è così. Lei assume ingenuamente e per definizione che chi viola la legge commette necessariamente un delitto. Ma violavano la legge anche gli ebrei nella Germania nazista per il semplice fatto di essere ebrei

    Una legge è tale se rispetta i diritti individuali non se rispetta un processo formale

  6. Carlo
    9 gennaio 2012 a 11:52 | #6

    Gent.mo dott. Oscar Giannino,

    ho letto le sue conclusioni di quest’articolo. Vorrei chiederLe in proposito se ha avuto modo di ascoltare l’intervista di Fabio Fazio al Presidente Monti di ieri sera a Che tempo che fa. Il pensiero del professore dedito alla materia della concorrenza per buona parte della sua carriera politica ed accademica non ha invece concluso con un viva la Thatcher per tutta la vita. Lei non crede quindi che alcuni sviluppi mercatisti di quegli anni hanno avuto delle influenze sulla evoluzione della crisi di sistema che ci accompagna dal 2007?
    La ringrazio in anticipo per il suo parere,

    Carlo

  7. Miklibertario
    9 gennaio 2012 a 13:51 | #7

    @Raffaele Fiume
    No! Questa volta non sto con Monti. Lo appoggio perché qualsiasi cosa e’ comunque e sempre meglio dei politicanti che ( e non mi importa di essere accusato di qualunquismo) da troppo tempo si preoccupano piu’ delle prossime elezioni che del bene del paese! Pero’, pero’ quello che ho sentito dire ieri a Monti da Fazio era troppo simile a quello che avrebbe detto un suo, ormai lo posso dire, collega della prima,seconda o ennesima repubblica. Questa farsa dei controlli a Cortina e,’ oltre che perniciosa come penso io, anche una palese offesa all’intelligenza della maggioranza degli italiani.
    Infatti se  ai giorni nostri bisognasse ricorre VERAMENTE  a questi metodi stalinisti o, per par condicio, fascisti per rintracciare 30 o 40 evasori  allora avrebbe davvero ragione lei Dr Giannino : saremmo alla fine. Sono sempre stato una voce fuori dal coro e anche questa volta non posso smentirmi: L’ evasore fiscale potrebbe anche non essere il più acerrimo nemico del paese: inconsapevolmente forse ha piu’ senso civico di chi ,pur potendo,  continua a sfamare questa belva affamata chiamata STATO. Forse e’ un po’ esagerato pensare all’evasore come ad una figura romantica e senza macchia che a suo rischio e pericolo lotta per il bene del Paese (oltretutto puo’  praticare tariffe inarrivabili per chi volente o nolente si trova ad essere socio della belva famelica esprimendo cosi’ il lato piu’ negativo dell’evasione cioè la concorrenza sleale) Ma io ho pensato a una maniera no profit di combattere la belva:l’evasione passiva.
    Tutti possono praticarla basta insistere per NON avere lo scontrino fiscale o la fattura perché sia no profit NON bisogna ovviamente chiedere sconti di nessun tipo.
    Buona protesta a tutti
    P.S . Sono pronto alla gogna ….
    P.S Eppur si muove
    Miklibertario

  8. Francesco
    9 gennaio 2012 a 15:26 | #8

    Caro Stracquadanio,
    ti capisco benissimo nelle tue esternazioni.
    Hai un tuo elettorato da difendere, un elettorato molto numeroso.

  9. Nico
    9 gennaio 2012 a 16:05 | #9

    Benvenuto incommensurabile Giannino fra la folta tribù dei benaltristri, per i quali, di qualsasi cosa si tratti, il problema vero è sempre ben altro.

    Chi è intervenuto a Cortina agiva nell’ambito delle proprie funzioni?
    Sono state rilevate posizioni irregolari?
    Sono state sanzionate ?

    Beh, allora cosa centrano i massimi sistemi, fiscali o no, il debito pubblico, la credibilità, gli stati di polizia, il liberismo e la libertinaggine?
    Ma quando le fanno una multa li stende con tutta questa prosopopea?

  10. Michele Sidoti
    9 gennaio 2012 a 17:15 | #10

    Carrissimo Giannino nel porgerle i miei ossequi chiedo, a Lei o al moderatore del blog se il commento da me lasciato oggi intorno alle 13 e 55 a proposito dei controlli a Cortina fosse in qualche modo censurabile (visto che non è stato pubblicato). Non sono molto avvezzo a qusto tipp di tecnologia e magari non ho inviato il commento….Ora vi chiedo: se fosse stato offensivo o per quache motivo non pubblicabile sarei stato avvisato via mail?
    Ringrazio Buon Lavoro
    Miklibertario

  11. Michele Sidoti
    9 gennaio 2012 a 17:19 | #11

    ops capito tutto ho risposto a sig Raffaele Fiume :sono un imbranato

  12. Marco Ammannato
    9 gennaio 2012 a 19:18 | #12

    Caro Oscar,
    Leggo sempre volentieri i suoi commenti, e oggi ho ascoltato con interesse Radio24. Ora Le faccio un accorato appello.
    L’Italia caro Oscar è ormai un morto che cammina, non so chi se ne sia reso conto. Sognavo la liberazione con Silvio, niente, e poi speravo in qualche forma di protesta “forte” (rifiuto per es. da parte del Nord di non pagare le tasse) da parte della Lega o di qualche associazione. Niente. Ora che addirittura limitano la libertà personale, spero in lei, e quei pochi liberali rimasti. La scongiuro provi lei con una iniziativa, non so, con Ostellino, Martino, Ricolfi, qualche testata che la possa seguire,
    imprenditori, sono sicuro che in questo moment molti la seguiranno, tra cui io. Altrimenti, e glielo assicuro non immagina quanti la pensano come me, lascerò questo Paese e andrò via con la mia famiglia, rotta verso gli States dove tra difetti e pregi lo Stato è al servizio dei cittadini e non il contrario, dove la libertà è un valore vero, dove puoi girare con la Bentley o possedere uno yacht e nessuno ti odia, dove se diventi Steve Jobs, ti vengono a stringere la mano. La prego faccia qualcosa prima che sia troppo tardi.
    Saluti
    Marco

  13. buffet warren
    9 gennaio 2012 a 19:30 | #13

    Massimo74 :@buffet warren
    Che lo stato otterrà un aumento del gettito è una tua supposizione e nulla più.Intanto quello che si è visto è che le prenotazioni a Cortina dopo questa pagliacciata mediatica (perchè di ciò si tratta visto che i dati che si sono cercati erano disponibili semplicemente accedendo al PRA) sono crollate e questo ovviamente non influisce in modo positivo sulla crescita dell’economia.Inoltre non passa giorno che non si sentano notizie relative alla fuga di migliaia di aziende da questo inferno fiscale e burocratico per trasferirsi in paesei come austria svizzera o addirittura in germania (che non’è propriamente un paradiso fiscale ma le imprese hanno comunque una tassazione di circa 20 punti più bassa della nostra) e comunque in tutti quei paesi dove la proprietà privata è tutelata e chi investe i propri capitali non viene considerato come una vacca da mungere ma come una risorsa in grado di creare nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro.Tanto per farti un idea leggiti l’articolo postato a questo link:
    http://www.giornalettismo.com/archives/186153/la-grande-fuga-dei-soldi-italiani-in-svizzera/

    massimo74
    nei paesi in cui la proprietà privata è difesa
    e il popolo non viene munto come una vacca (come dici tu)
    queste cose che dici te sono vere
    ma l’altra faccia della medaglia (che tu fai finta di non capire)
    è una concorrenza spaventosa, una aggressività fortissima, una competizione sociale senza sconti…le aziende sono public company, esiste la compartecipazione dei dipendenti…le banche falliscono, la gente viene licenziata di colpo…se non raggiungi gli obiettivi sei fuori….poi si ricomincia e si ricresce…da noi questi rimescolamenti concorrenziali non li vuole nessuno né i ricchi né i poveri….

    chi nega questo nega l’evidenza….

  14. Nico
    9 gennaio 2012 a 21:46 | #14

    @gianni elia
    Egregio Elia,
    la ringrazio per l’ingenuo, lo considero un gradito complimento fra tanta ipocrisia (non mi riferisco a lei, parlo in generale).

    Il suo paragone non regge. Le leggi razziali erano promulgate da dittature, le leggi odierne seguono un percorso democratico e come ha detto qualcuno “di peso”, la democrazia è il sistema peggiore, poco efficiente e per niente funzionale, esclusi, al momento, tutti gli altri sistemi fin qui provati.

    Non perdiamo l’origine del discorso e, come dice Nico nel suo commento, ricordiamoci che tanta “indignazione” scaturisce da funzionari che hanno espletato il loro compito e sanzionato, eventualmente, posizioni illegali. A Cortina non si può fare? In tutto il mondo sarebbe parso tanto normale da essere banale. Qui no. Ci sentiamo unici, non c’è dubbio.

  15. JPaul
    9 gennaio 2012 a 21:49 | #15

    @gianni elia
    Egregio Elia,
    la ringrazio per l’ingenuo, lo considero un gradito complimento fra tanta ipocrisia (non mi riferisco a lei, parlo in generale).

    Il suo paragone non regge. Le leggi razziali erano promulgate da dittature, le leggi odierne seguono un percorso democratico e come ha detto qualcuno “di peso”, la democrazia è il sistema peggiore, poco efficiente e per niente funzionale, esclusi, al momento, tutti gli altri sistemi fin qui provati.

    Non perdiamo l’origine del discorso e, come dice Nico nel suo commento, ricordiamoci che tanta “indignazione” scaturisce da funzionari che hanno espletato il loro compito e sanzionato, eventualmente, posizioni illegali. A Cortina non si può fare? In tutto il mondo sarebbe parso tanto normale da essere banale. Qui no. Ci sentiamo unici, non c’è dubbio.

  16. setaccioli
    9 gennaio 2012 a 23:01 | #16

    Mente debole :Le menti deboli credono a qualsiasi cosa. Io sono una di quelle, ma mi hanno spiegato che acquistare un’auto di lusso che costa nuova oltre 150.000 € i soldi li devi avere, ma se dopo 4 anni ne costa 35.000 non vuol dire che devi guadagnarne 200.000 € all’anno. Mi hanno spiegato che se una panetteria ha 1.000 clienti al giorno e la media per ciascun cliente è di 5 €, l’incasso medio al giorno è di 5.000 €; se il panetteria con i controlli incassa il 300% in più rispetto il giorno prima c’è puzza di mancata emissione di scontrini; ma se una gioielleria ha 10 clienti al giorno è impossibile stabilire una media giornaliera attendibile; potresti vendere 10 orologi un giorno e incassare 1.000 € e il giorno dopo venderne 8 ma 2 collane da 2.000 cadauna con incasso di 4.800 €. La statistica usata male crea diffamazione e questo l’ho capito perfino io: quindi evito di condannare a priori. Poi mi hanno spiegato che se lo stato deve 1.000 € ad un contribuente ma non lo paga perché non ha soldi ma ne chiede 700 allo stesso, magari come acconto di proventi futuri, e non li paga perché anche lui, come lo stato, non ha i soldi diventa un evasore da combattere con buona pace tra chi non paga per dolo o perché è nell’impossibilità di farlo. Mi hanno spiegato che combattere chi non contribuisce alle risorse dello stato, l’evasore con dolo, è sacrosanto come lo sarebbe ridurre i lauti stipendi pagati dai contribuenti onesti a persone che percepiscono, come Befera, oltre 45.000 € al mese o sbaglio ?

    @Nico

  17. stufo
    10 gennaio 2012 a 0:38 | #17

    Gli articoli che lei scrive sull’argomento mi preoccupano tantissimo.
    Mi spiego. Faccio il lavoratore autonomo e mi piacerebbe tantissimo avere qualche denaro in più sul conto e dunque fare fronte alle spese e al pagamento delle tasse del prossimo giugno.
    Dovrò scegliere, non pagare e rischiare la cartella, pagare indebitandomi, oppure sacrificare un fornitore e pagare le tasse.
    Quello che mi preoccupa, anche sentendo le affermazioni di Befera è che i potentati che ci governano e ci amministrano non hanno capito che siamo in un tunnel.
    Che se la bomba scoppia (intesa come crisi finanziaria di fiducia e blocco dei pagamenti) le cose si mettono malissimo.
    Ci impediscono di usare il denaro contante, ma dimenticano che oggi l’assegno non te lo firma più nessuno (neanche post-datato), che le banche su cui abbiamo i 4 soldi rimasti possono fallire domani mattina e allora cosa inventano…. la trappola della liquidità….impedire l’uso delle banconote, bloccando di fatto il “mercato della liquidità” che manda avanti il sistema economico.
    Ci minacciano con i controlli, senza sapere che il prossimo anno i turisti di Cortina (e non sono tra quelli perchè non posso permettermelo…. al massimo Roccaraso) andranno a Gstadt e allora dovranno sopportare la responsabilità di una economia locale che soffrirà della crisi.
    Hanno contrattato con la gente che aveva i soldi all’estero lo scudo fiscale (e per i motivi sopra detti non appartengo PURTROPPO a quella categoria), salvo ora rimangiarsi la parola e chiedere nuove tasse in cambio dell’anonimato. Quei soldi, disse tremonti, servirono per aiutare il sistema bancario che fino a ieri non ha chiesto aiuti statali.
    Hanno lodato gli italiani risparmiatori salvo ora bastonare con l’IMU case comprate con il mutuo.
    Serpeggia l’odio per chi ha lo yacht, la ferrari e l’aereo, VERSO TUTTI (non solo quelli da 30 mila di reddito) senza pensare che se lei si compra la ferrari, pagherà l’IVA sul prezzo di listino, sulla benzina, etc. etc. Ma se in Italia ci sono x Ferrari intestate a nullatenenti è proprio tanto difficile individuarli senza ricorrere alle buffonate di Cortina?
    Vengo al dunque. Lei ha fatto dei ragionamenti intelligenti su quella che potrebbe essere la provenienza del nero e chi legge fa finta di non capire.
    Il lavoratore in nero è evasore come il suo datore di lavoro.Perchè non denuncia il datore di lavoro per lo stipendio versato in contanti, o per i premi e straordinari versati ahum ahum?
    Il cliente dell’idraulico che accetta di pagare 100 senza fattura anzichè 121 compresa iva non è evasore come l’idraulico stesso?
    Non prendiamoci in giro.
    Leggo che l’evasione è di 240 miliardi, 300, 260, 280.
    Ma chi la calcola? E come? Se sanno calcolarla perchè non la individuano? Non è che per caso sono compresi i trafficanti di droga, armi e prostitute? Perchè se è così lottare contro questi prendendosela con la gente comune non funziona. Non credo che il consumatore di stupefacenti pagherà la droga con carta di credito…..
    Leggo che la pressione fiscale tra il 40 e il 50% è in linea con quanto avviene nei paesi industrializzati, ma anche questa è una stronzata.
    Se le tasse sono 45 su 100 di pil, ma il pil dichiarato è 80 (visto che il nero sarebbe il 20%), be allora 45 di tasse su 80 di reddito porta la pressione fiscale reale a ben oltre il 50%.
    Befera, dall’alto dei suoi 400 mila euro di reddito, ha studiato questa cosa, quando parla di “sano timore”.
    Scusi per la lunghezza, ma mi taccio subito.
    Quello che mi preoccupa è che gente come lei questi concetti li spiegano ma la gente non soltanto non li capisce o non li vuole capire, ma spara veleno sui lavoratori autonomi, pensando che uccidendoli, giustiziandoli, impiccandoli ad un palo, questa vendetta possa sanare definitivamente la loro sete di vendetta e di invidia.
    Questo mi preoccupa, mi intimorisce, mi porta a pensare che la gente che ancora ha voglia di lavorare debba fare i bagagli e andarsene da questo schifo di paese e lasciare questa gente alla guerra civile che loro stessi, politici, nuovi politici, burocrati ed ex burocrati hanno iniziato.
    Io voglio invidiarla ……… non per il suo suv.

  18. Michele
    10 gennaio 2012 a 8:48 | #18

    @stufo
    Parole sante…sottoscrivo tutto quello che dice…La cosa strana è che siamo in molti a pensarla come lei (io stesso ho lasciato un commento che in massima parte è assimilabile al suo) ma, guarda caso non abbiamo nessun appeal (siscrive così). Ora l’obbiettivo è distogliere l’attenzione dai problemi veri qundi va benissimo mettere benzina sull’astio tra differenti tipologie di “sudditi” e in questo sport la maggioranza dei giornalisti ci sguazza. Io mi sto veramente guardando intorno pensavo al Brasile ….Anche perchè non sono sicuro di voler far crescere i miei figli con un fardello che sarà anche peggiore di quello attuale.
    In bocca al lupo
    Miklibertario

  19. Michele
    10 gennaio 2012 a 8:49 | #19

    (si scrive così?)

  20. Filippo
    10 gennaio 2012 a 10:35 | #20

    stufo :

    Quello che mi preoccupa è che gente come lei questi concetti li spiegano ma la gente non soltanto non li capisce o non li vuole capire, ma spara veleno sui lavoratori autonomi, pensando che uccidendoli, giustiziandoli, impiccandoli ad un palo, questa vendetta possa sanare definitivamente la loro sete di vendetta e di invidia.
    Questo mi preoccupa, mi intimorisce, mi porta a pensare che la gente che ancora ha voglia di lavorare debba fare i bagagli e andarsene da questo schifo di paese e lasciare questa gente alla guerra civile che loro stessi, politici, nuovi politici, burocrati ed ex burocrati hanno iniziato.
    Io voglio invidiarla ……… non per il suo suv.

    caro Stufo,è sempre meglio avere un nemico da additare e dopo che SB si è fatto da parte (demonizzato,a torto o a ragione con un’incredibile intensità) ecco servito il nuovo nemico,la bestia nera:L’EVASORE.
    E quale migliore palcoscenico di Cortina per fare un’azione di propaganda rivolta a chi si è visto “tartassato”nella pensione,a quanti hanno visto i costi di tutto aumentare (penso sopratutto ai carburanti).Eccoli li’,i parassiti dello Stato,a fare la bella vita a Cortina mentre tu,lavoratore dipendente,vedi la pensione allontanarsi sempre di più.Ma lo Stato è un buon padre,non solo esigente ma anche severo nei confronti di questi soggetti,e questa azione te lo dimostra!
    Cosa c’è di meglio che aizzare la differenza e la lotta tra i diversi settori della società?
    Tu imprenditore,lavoratore autonomo sei visto dal lavoratore dipendente come un evasore congenito che non vuole pagare tasse (per fare la bella vita a Cortina eh!) e che vuole l’abolizione dell’articolo 18 e la contemporanea reintroduzione della schiavitù e perchè no anhe dello ius primae noctis.Io lavoratore dipendente che mi beo della mia condizione e sono visto come un ingranaggio,a volte utile e a volte un peso da cui l’impresa viene appesantita perchè non può decidere di lasciare a casa senza troppi patemi chi non è più utile o chi batte la fiacca.E poi avanti con un altro nemico:il dipendente pubblico!Chi sta meglio di lui?illicenziabile,non sottoposto a obbiettivi di fatturato o risultati concreti da raggiungere,posto sicuro e coccolato fino alla fine della sua vita lavorativa,e ne conosco anche di alcuni che hanno anche il coraggio di lamentarsi!!!!
    Divide et impera,niente di nuovo sotto a questo bel sole.

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