Un consiglio mentre l’euroarea ancora sottovaluta l’incendio al quale continua a dare vento, invece di toglierlo. Almeno questa è la mia impressione, e non per i commissariamenti in atto nei confronti dei governi con eccesso di debito pubblico e crescita bassa, come nel caso del nostro Paese. Ma per la sottovalutazione degli effetti sistemici del canale credito-crescita ancora una volta sottintesi nelle decisioni sui requisiti di capitale delle banche europee. Che, come si vede, sono al centro del meccanismo di instabilità dei mercati europei e, di rimbalzo, mondiali. Non riesco a capire, tra l’altro, come le autorità italiane abbiano potuto accettare al Consiglio europeo della settimana scorsa una decisione che indure le banche italiane a liberarsi dei titoli di debito pubblico del nostro Paese! Tranne che non lo abbiano capito, ovviamente!!! Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Senza categoria
Ieri ho seguito in modo abbastanza distratto il “big bang” organizzato da Matteo Renzi a Firenze: la domenica è il giorno del Signore e del lavoro arretrato, soprattutto del lavoro arretrato. Ci sono una serie di cose che mi rendono simpatica l’iniziativa del sindaco di Firenze: la carta generazionale giocata in modo non piagnucoloso, l’ostilità dei maggiorenti del Partito democratico, la scelta di dar voce a “persone vere” che hanno detto, spesso, “cose concrete”, la scommessa su figure di rottura (come Luigi Zingales) o politici pragmatici e coraggiosi (Sergio Chiamparino). Aggiungo che di Renzi mi parlano molto bene persone che stimo (incluse un paio che sono intervenute nel weekend), e che l’alluvione di tweet è un segno di per sé incoraggiante. Ma, al di là della simpatia generica, c’è un fatto che ha reso per me molto interessante il tutto: ossia, come ha osservato Claudio Cerasa nel suo resoconto, la centralità dell’economia e della politica economica nella proposta di Renzi. Da qui la domanda: la Leopolda è liberista?
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Carlo Stagnaro liberismo leopolda, liberalizzazioni, Mercato del lavoro, pensioni, privatizzazioni, renzi
Nicolò ha simpatia per Renato Mannheimer. Gli è capitato di vederlo assiso su un trespolo in una tramissione televisiva seriosa ma poco seria. Sembrava l’unico che non si prendeva troppo sul serio. Da allora ogni domenica Nicolò legge la sua rubrica di sondaggi sul Corriere della Sera (ovviamente su una versione on-line, perché le sue piccole braccia non gli consentono di voltare le paginone dell’edizione cartacea). Cerca così di comprendere i suoi concittadini un po’ meglio di quanto gli possa riuscire chiacchierando con il campione distorto rappresentato dai bambini e dagli anziani che incontra ogni giorno al parco durante la sua passeggiata. Il sondaggio di questa settimana lo ha lasciato molto sorpreso. Prosegui la lettura…
Nicolò D. fisco fisco, tasse
Rocco Sabelli, amministratore delegato di Alitalia, non intende chiedere «nessuna proroga sulla moratoria Antitrust», la legge «salva Alitalia». Perché ritiene di non essere in monopolio. (Rocco Sabelli intervistato da Alessandra Puato sul Corriere della Sera del 3 ottobre)
Non poteva mancare Alitalia sul podio dei nostri “Monopolisti a loro insaputa”. Il vettore di bandiera detiene in realtà una piccola quota del mercato italiano del trasporto aereo, poco meno del 21% dei passeggeri totali che hanno volato sui cieli italiani nei primi nove mesi del 2011 (18,8 milioni per AZ su 90,3 totali), un valore molto più piccolo di quello detenuto in passato dalle aziende alle quali è subentrato: nel 2007 la vecchia Alitalia, compresa la controllata Volare, più AirOne avevano trasportato 33 milioni di passeggeri, il 31% dei quasi 107 milioni del mercato italiano. Prosegui la lettura…
Ugo Arrigo Senza categoria
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Angelo Spena.
L’italica sindrome Namby
Torno da un viaggio di lavoro in Danimarca. Città di Aarhus, la seconda del Paese. Nel cuore della città svettano, tra le banchine del porto, due camini di una grande centrale termoelettrica, suppongo a olio combustibile dall’adiacente parco di serbatoi. Prosegui la lettura…
Guest ambiente, energia, infrastrutture centrali elettriche, Città
Albert Dess, l’europarlamentare della CDU che ha steso la bozza il cui testo costituisce il cuore della nuova Politica Agricola Comune, è titolare di una fattoria didattica in Baviera, una di quelle attività agricole che hanno perso completamente il legame con la produzione e con il mercato diventando piuttosto uno strumento divulgativo di come è (o era, o dovrebbe essere, a seconda della propria personalissima scala di valori) la vita in campagna.
Se il perseguimento dei cosiddetti “public goods” è diventato il cardine della riforma, se l’erogazione di una bella fetta di sussidi sarà ancor più condizionata all’adozione di pratiche agricole ecosostenibili (ma sarebbe meglio dire “all’antica”, dato che non vi è nulla di sostenibile nell’agricoltura biologica, nell’agricoltura di prossimità, nella salvaguardia di un modello produttivo inefficiente) per la sua attività questo non costituirà certo un grosso problema, anzi.
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Giordano Masini ambiente, mercato, ue agricoltura, pac, produttività, sussidi
Ieri notte il gruppo francese Edf e le municipalizzate italiane A2a e Iren hanno raggiunto un accordo sul riassetto di Edison. Chi vince e chi perde?
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Carlo Stagnaro energia A2A, edison, iren, pisapia, tabacci, Tremonti, zuccoli
Il voto di 26 milioni di italiani rischia di andare in soffitta? Lo sostiene Andrea Palladino sul Fatto quotidiano, riprendendo una lettera della Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche alla Consulta dei consumatori.
di Lucia Quaglino e Carlo Stagnaro
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Carlo Stagnaro Acqua acqua, referendum, regolazione
Più sono passati i mesi, più abbiamo deciso di mantenere sul wall di Chicago-bog il video che trovate immutato praticamente dalla nostra nascita, dedicato all’illusione dell’eurosalvataggio. Non si è trattato di pigrizia, ma del fatto che fossimo ragionevolmente certi che l’euroarea si avviasse a una lunghissima serie di duifficoltà crescenti. Perché nei grandi Paesi fondatori – Germania in primis, l’euroleader, ma per ragioni diverse anche Francia e, naturalmente, Italia – la politica avrebbe stentato molto a dire la verità ai propri elettori. Sia a dire verità amare, come nel nostro caso, del tipo “abbiamo troppo debito, troppa spesa e troppe tasse, dobbiamo energicamente cambiare marcia”. Sia verità scomode, del tipo “cari tedeschi, più facciamo passare il tempo senza una decisione chiara in merito alla possibilità di insolvenza sovrana ora che sono i mercati attraverso gli spread e Cds e non più l’Ecofin a misurare il rischio-Paese di ogni euromembro, più renderemop traumatica e onerosa sia la possibilità d’insolvenza, sia quella dei salvataggi”. E’ andata puntualmente così. Le decisioni di stanotte mutano il quadro? Azzardo una prima risposta: no, comprano tempo. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino BCE, debito pubblico, Draghi, euro, ue germania, Italia, Tremonti, ue
Un paradosso. Nel mio ambiente di lavoro, l’università, quando incontro qualcuno non più giovane e con l’aria triste ci sono buone probabilità che sia lì lì per lasciare l’accademia. I ricercatori a 65 anni e i professori a 70 ormai sono costretti ad andarsene a casa, e in genere lo fanno con la morte nel cuore. Leggo sulla stampa di oggi che anche un luminare in malattie infettive dell’ospedale di Brescia, professor Giampiero Carosi, è costretto ad andare in pensione (è nato nel 1941) e ad abbandonare l’Istituto universitario che dirige.
Poi c’è il “resto del mondo”, ossia il nuovo leader del sindacalismo tricolore, Umberto Bossi, quotidianamente in trincea per difendere il diritto ad andare in pensione prima dei 65 anni, mentre l’Europa, Angela Merkel, gli opinionisti illuminati, le agenzie di rating, il Fondo monetario internazionale e – chi lo sa? – forse anche l’Uefa e i mormoni dello Utah spingono per una riforma che ritardi quanto più sia possibile l’età del pensionamento. Prosegui la lettura…
Carlo Lottieri debito pubblico, diritto, fisco, previdenza, spesa pubblica, università pianificazione sociale, Welfare State