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Fisco: lo Stato di Monti non mi piace, l’ignoranza è schiavitù

L’aliquota maggiorata sugli immobili detenuti all’estero, evidentemnte in spregio all’autarchia restaurata mentre dormivo, l’aumento ulteriore della tassa sui conti correnti: le trovata da supermarket dell’eterna abilità statale a mettere le mani nelle tasche più facili mi rendono sempre più difficile comprendere il governo di emergenza. Nessuna visione di riordino sistemico del prelievo fiscale, per levare peso dai redditi in nome della crescita. Nessuna proposta su ciò da cui occorreva partire, la delega fiscale su deduzioni e detrazioni, per dire chiaro dove tagliare risorse e dove concentrarle. Nessuna dismissione pubblica, né di mattone né di altro. In più, esteso peggioramento delle norme in violazione della libertà del contribuente. E per fortuna a Montecitorio i relatori Pd e Pdl della manovra hanno pensato bene di riscrivere la norma secondo la quale bastava sbagliare a dare una risposta alla Guardia di Finanza o all’Agenzia delle Entrate per commettere automaticamente un reato penale. Se il Parlamento terrà duro resterà reato solo il produrre documenti falsi, non incorrere in mere risposte sbagliate, come il governo si era originariamente vantato indicando nell’imbarbarimento della norma una delle grandi svolte per rendere finalmente più efficace la lotta all’evasione fiscale. Uso il termine imbarbarimento non perché mi scappi la penna. Non m’interessano polemiche politiche. Qui si tratta di difesa della libertà e di filosofia del diritto, non di aride norme tributarie.

Come è questione di libertà e difesa del diritto, la ragione che mi ha visto tra i pochi a levare la voce sin dalla prima lettura della manovra apprendendo che  si disponeva il dovere per banche e intermediari finanziari di comunicare all’amministrazione tributaria no  sollo i saldi dei conti bancari, di deposito e titoli, ma il dettaglio di qualunque operazione superiore ai 1500 euro, cosa che sommata alla tracciabilità piena oltre i mille euro rende l’amministrazione tributaria finalmente edotta di qualunque nostro atto  e decisione. Siamo stati in pochi a reagire, insieme a Piero Ostellino che più volte è tornato sulla questione. In pochi a reagire al luogocomunismo che ormai su tali questioni impera sovrano, battendo le mani al rimedio delle manette agli evasori e all’orwelliana spoliazione di ogni ambito di libertà personale all’occhiuta onnipresenza e onniscienza dello Stato. Su questa norma, le modifiche parlamentari non sono andate oltre l’indicazione che l’attuazione della nuova norma dovrà essere predisposta sentendo l’Abi – visto che alle banche costerà, dunque costerà a noi clienti la perdita della nostra libertà, per doppio paradosso. E il Garante della Privacy, che a questo punto diventa unico eroe al quale chiedere istituzionalmente di alzare lo scudo liberale  a tutela della libertà di noi cittadini. Povero il Paese però che chiede al solo professor Pizzetti, mio ex maestro di diritto costituzionale a Torino, di combattere per la libertà Orazio sol contro l’Etruria tutta.

C’è una terza norma, nel decreto, ispirata allo stesso presupposto di queste due. E’ l’introduzione di un regime di favore fiscale nei confronti di autonomi e microimprese che scelgano non la contabilità semplificata – il forfait del 20% per microimprese è stato praticamente già abolito o quasi da Tremonti, con la giustificazione che tropi cvi avevano fatto ricorso  che lo Stato ci rimetteva troppo – bensì in tutto e per tutto l’affidamento allo Stato. Girate direttamente all’amministrazione tributaria fatture emesse e fatture da pagare su cui scalare l’Iva, ed ecco che lo Stato da oggi si trasformerà nel vostro commercialista e vi farà la sconto. Quando l’ho illustrata in radio, non è mancato chi ha osservato “conveniente, finalmente potrò abolire il costo del commercialista”. Al che ho dovuto amaramente osservare che lo Stato è temibilmente abile, nel sedurre con le sue trappole il cittadino. Prima accumula una legislazione tributaria incomprensibile, farraginosa, e continuamente mutevole per mezzo di norme d’attuazione ballerine e circolari a getto continuo. Dopo di che, avendo lo Stato con la sua opacità impedito al contribuente di assolvere da solo al proprio dovere tributario se non al prezzo di incorrere in violazioni gravi dovute a incomprensioni e dunque a successive sanzioni spoliatrici, ecco che lo Stato se ne inventa un’altra e ti promette un favore se lo eleggi tuo commercialista e amico del cuore.

La fregatura c’è tutta, ovviamente. Rinunci non al commercialista, ma al fatto di poter opporre qualunque controdeduzione allo Stato che, tue fatture alla mano, ti calcola esso unilateralmente cifra d’affari, imponibile e imposta. Lo Stato non potrà mai stare dalla tua parte, a quello ci devi pensare tu. Lo Stato affamato ed esoso mira solo al tuo portafoglio.

Personalmente, ho grande stima e ammirazione di Attilio Befera e della sua squadra, l’uomo e l’apparato che con grande dedizione e lucidità hanno cambiato dalle fondamenta i connotati organizzativi e strumentali dell’amministrazione tributaria  e della gestione della riscossione pubblica, non più appaltata concessionari esterni. Ho pochi dubbi che le tre norme in questione derivino, come sempre o quasi sotto destra e sinistra da parecchi anni a questa parte, esattamente   dal vertice dell’Agenzia delle Entrate, e dalla sua collaborazione ed esperienza con Procure e Guardia di Finanza. Befera ha difeso a spada tratta in interviste la nuova svolta antievasione, e in questo gli do volentieri e pienamente ancora una volta atto che fa per intero il suo mestiere. A maggior ragione glie ne va dato atto quando dei delinquenti imbecilli si fanno venire in mente di mandare pacchi bomba ad Equitalia, con il validissimo direttore generale Marco Cuccagna che ci rimette un pezzo di mano e per questo merita ogni solidarietà, encomio e riconoscenza civile. Aggiungo naturalmente che apprendere che migliaia di vetture potenti sono intestate a contribuenti sotto i 20 mila euro l’anno di reddito, e idem dicasi per elicotteri ed aerei, non può che far prudere le mani (anche se su questo io ragiono coerente ai miei princìpi, e invece di liste di proscrizione pubbliche spaccaPaese credo che all’amministrazione spetti accertare caso per caso in silenzio, e con tenacia unita al rispetto).

Non è ai vertici amministrativi della lotta antievasione che va mossa l’obiezione. E’ ai politici che presentano le norme. Ieri politici di centrodestra, prima di centrosinistra, oggi professori e tecnici. Tutt’e tre le categorie hanno evidentemente abdicato all’elementare difesa liberale del cittadino contribuente insegnataci da secoli di lotta dell’individuo contro le pretese eccessive dello Stato. Non c’è più, la sensibilità di Luigi Einaudi. La si addita e scambia pubblicamente per riprovevole e stomachevole fiancheggiamento dei nefandi evasori.

E invece no, non è così. La testa del primo re a cadere per una Rivoluzione contro la sua pretesa di tassare a discrezione fu quella di Carlo I.  La Grande Rivoluzione liberale britannica del 1688  pose le basi delle moderne costituzioni, e nacque sulla difesa contro le tasse esose. La Rivoluzione americana vide le Tredici Colonie americane spezzare gloriosamente nel fango le pretese tributarie della Corona Britannica.

Capisco che questi precedenti dicano magari poco alla sinistra, convinta dell’organicismo etico statuale e della prevalenza sempre e comunque dello Stato sulla persona, e sulla sua libertà. Ma che siano stati sedicenti liberali, ad avere negli anni recenti alle nostre spalle introdotto nel nostro ordinamento la possibilità che lo Stato entri nei miei conti bancari e congeli subito la sua pretesa unilaterale nei miei confronti, mentre per osare entrare in contenzioso nei suoi confronti a me si chiede di pagare subito un terzo della pretesa tributaria e relativi interessi e aggi, che tale rivoltante ribaltamento di ogni elementare tutela del diritto del cittadino nei confronti del rapace fisco pubblico si debba ai governi Berlusconi, personalmente mi è sempre risultato peggio che incomprensibile. Semplicemente una dichiarazione d’ignoranza. Da sempre premessa e suggello della schiavitù.  E tale resta, anche se tutti o quasi le battono le mani.

14 dicembre 2011 fisco, Monti , ,

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  1. Fabio
    18 dicembre 2011 a 19:12 | #1

    Caro Giannino,

    sono da tempo un suo estimatore, ma in questo momento mi trovo confuso dal suo continuo attacco alla politica. Se da un lato continua a sostenere la necessità di ridurre gli spazi di autonomia della politica nei confronti dell’economia, dall’altro lato si trova a criticare le decisioni prese da questo governo che non seguono le normali regole della politica, e che quindi dovrebbe essere più corrispondente al suo ideale di governo, ma nei confronti del quale, io cittadino, mi sento assolutamente indifeso non avendo neppure la leva elettorale da poter esercitare per fare sentire la mia parola.

    Mi chiedo questo: possibile che si sia ridotto a pensare al liberalismo come ad un solo fatto tecnico, che, una volta imposto con la forza alla politica mentitrice, realizzerà automaticamente effetti positivi, invece che come un valore culturale che dovrebbe penetrare nelle menti e nei cuori dei cittadini? Ed il raggiungimento di questo risultato culturale non può essere raggiunto solo utilizzando gli strumenti della politica?

    Mi perdoni, ma ultimamente, leggendo il suo blog, sebbene mi trovi in accordo sugli aspetti tecnici delle analisi da lei proposte, mi sembra di trovarmi di fronte ad una nuova forma di antipolitica, alta se vuole, ma come qualsiasi altra forma di antipolitica ultimamente non cotruttiva.

    Con stima

  2. Claudio Di Croce
    18 dicembre 2011 a 21:52 | #2

    @Piero
    Non sono io che indico quale dato da considerare il rapporto debito/PIL ma , ripeto , tutte le istituzioni economiche mondiali , meno gli “economisti de noiatri ” di questo blog.
    Certo che questo dato è aumentato negli ultimi tre anni ma forse qualcosa è successo a livello mondiale nell’economia, ve ne siete accorti o forse credete sia successo solo in Italia per colpa di SB ?
    Questo dato è peggiorato in tutti i paesi occidentali in misura maggiore che in Italia perchè loro partivano da un dato iniziale migliore . Adesso il famoso spread è quasi sparito dalle prime pagine dei giornali perchè dopo aver detto per mesi che saliva per colpa di SB , adesso che non scende dicono che la colpa non è di MM ma della situazione economica mondiale .

  3. claudio baldini
    18 dicembre 2011 a 23:55 | #3

    Caso Dott. Giannino, generalmente sono d’accordo con lei al 99%.
    In questo caso siamo totalmente nel restante 1%.
    Inoltre, non posso fare a meno di notare che le sue reazioni risultano sempre un pò scomposte quando si toccano gli autonomi. Che ci sia nelle sue parole un lieve conflitto d’interesse??
    Se così fosse sarebbe un peccato perché renderebbe meno credibili posizioni che nella stragrande maggioranza dei casi sono assolutamente corrette.
    Rimango infatti fermamente convinto che i suoi interventi a PortaAPorta nei giorni più caldi della crisi abbiano finalmente convinto molti italiani della gravità della stessa….e forse anche qualche parlamentare. Quindi, in senso estensivo, si potrebbe dire che il governo monti è MERITO suo. Dico merito senza ironia….seppur fortemente penalizzato dalla manovra, rimango un grande sostenitore di Monti che, sono sicuro, salverà l’italia…solo che gli italiani ne riconosceranno i meriti solo fra 10 anni.

  4. Sandro
    19 dicembre 2011 a 2:00 | #4

    Concordi in tutto, si sta instaurando uno stato di polizia tributaria e questo non mi piace anche solo principio liberticida. Segnalo altresì che l’articolo 19 del testo della manovra approvato dalla Camera ,oltreché instaurare una tassa teoricamente a vita per gli ex scudati,e’ estremamente subdolo in quanto ,lo dico da intermediario finanziario che come tale ha fatto per la clientela operazioni di scudo fiscale, lascia aperta la porta all’obbligo di segnalazione del nome del contribuente anche nel caso che lo stesso, dopo aver pagato l’imposta di bollo straordinaria e quindi versata l’oblazione, estingua il conto scudato.per essere sicuri di ciò bisognerà attendere le istruzioni operative ma , se la formulazione non cambia c’e il rischio della beffa oltreché il danno per una tassa assurda in uno stato di diritto,etica a parte

  5. Dorian
    19 dicembre 2011 a 2:19 | #5

    Provo a farvi capire la situazione, perche’ sembra che la maggioranza degli italiani sia diventata il predicatore fondamentalista della lotta all’evasione fiscale. Un predicatore che giustifica tutto, disposto a rinunciare a tutte le liberta’ fin qui ottenute, un po’ come successe dopo l’11 Settembre agli americani! Solo che in America chi si azzardava a dire qualcosa era filo terrorista, mentre in Italia e’ per forza un evasore o un soggetto che giustifica l’evasione e quindi va azzittito. Detto questo vi racconto quanto segue: la settimana scorsa la mia vicina di casa di anni 78, pensionata, non evasore fiscale e con un patrimonio di circa trecentomila Euro, per inciso creato lavorando duramente, si e’ recata in banca a parlare con il direttore di fiducia. Ha chiesto giustamente notizie su quello che aveva sentito circa la manovra, in quanto era preoccupata! Le sue domande sono state: e’ vero che dal 2012 dovro’ pagare una tassa di circa 800 euro sui soldi che ho risparmiato dopo una vita di lavoro e sui cui ho gia’ pagato le tasse? E’ vero che la banca mi garantisce i miei depositi solo fino a centomila euro?E’ vero che le autorita’ monetarie europee hanno detto che le banche italiane ed europee devono patrimonializzare attraverso aumenti di capitale in quanto in questo momento si trovano in posizione di grave rischio? E’ vero che non posso piu’ pagare in contanti oltre i mille euro, nemmeno dando il codice fiscale ed accettando la segnalazione all’agenzia delle entrate, visto che non ho niente da nascondere? E’ vero che non posso piu’ prelevare dal mio conto corrente piu’ di mille euro alla volta? Ma chi mi garantisce, visto le nuove imposizioni, in caso di dissesto della banca, i miei risparmi? Se volessi chiudere il conto, perche’ ho paura per i miei risparmi, devo metterli per forza in un’altra banca? Ma da quando e’ diventato obbligatorio avere un conto in banca? Puo’ l’Italia, sola al mondo, spingere i suoi cittadini verso le banche, mentre non ci siamo ancora ripresi da una crisi provocata proprio dalle banche e soprattutto mentre il sistema bancario non e’ ancora stato messo in sicurezza? Ma che cosa ci azzecca la lotta all’evasione, con il fatto che non posso piu’ spendere i miei soldi come prima?Posso spenderli con la carta di credito?capisco, ma vede direttore, perche’ a 78 anni , pur essendo arzilla, lo Stato deve rompermi le scatole ed oltre al solito controllo che faccio sull’estratto conto, mi obbliga a tenere tutte le ricevute della carta di credito e a controllare un’altro estratto conto? Ma per la lotta, quella vera, all’evasione di voi banche e della grande industria Monti che cosa ha fatto? A quest’ultima domanda la mia vicina si e’ risposta da sola: assolutamente niente!!! Povera Italia.

  6. Mario
    19 dicembre 2011 a 10:20 | #6

    Oscar Lei è un vero democratico liberale.
    Perchè non fonda un partito? il mio voto e solo uno ma giuro che è suo.

  7. Serena
    19 dicembre 2011 a 12:04 | #7

    Buon giorno Oscar,
    a parte la totale condivisione del suo intervento, mi viene una domanda: la soluzione dov’è, o meglio qual’è?
    Il circuito democratico spiegava che lo strumento del popolo è la cabina elettorale. Questo governo però non l’ha votato nessuno, e comunque da anni trovo che ci sia un divario abissale tra ciò che i politici dicono e ciò che concretamente fanno, vuoi perché non sapevano di cosa stessero parlando, vuoi perché non hanno una maggioranza che consente loro le manovre conseguenti ai programmi.
    I programmi di liberalizzazione ed economia reale li ha mangiati il gatto e, personalmente, non credo nella violenza e nelle battaglie sanguinose, dove alla fine si vanno a sfogare i teppisti dell’umanità.
    Insomma, che fare?

  8. carlo
    19 dicembre 2011 a 15:03 | #8

    Capisco forse colpire coloro che , dopo il primo scudo , hanno continuato a detenere illegalmente attività all’ estero ; tuttavia colpire chi alla prima occasione ( dieci anni fà ! ) si è messo in regola , venendo con ciò meno alla parola data da parte di uno Stato ( di diritto? ) che dovrebbe tutelare le sue leggi e con una norma assurdamente retroattiva ( si colpisce il possesso dieci anni fà ) vuol dire perdere per sempre di credibilità . Dove sono Tremonti e Berlusconi che queste leggi hanno promosso approvato e applicato ? Quale certezza rimane al cittadino ? quella di essere un suddito .

  9. Assicuratore
    19 dicembre 2011 a 17:21 | #9

    Buongiorno sig. Giannino
    trovo sempre interessanti spunti di riflessione leggendo i suoi post, e per questo la ringrazio, ma non le sembra di usare toni un po’duri nell’attaccare il governo attuale (che certamente non è la causa dei nostri mali)?

  10. Ruben
    19 dicembre 2011 a 19:01 | #10

    Gentile Dott. Giannino,
    Sono un giovane autonomo e comprendo pienamente la sua posizione sul governo di emergenza, sulla totale assenza di misure incentrate alla crescita e alla riduzione del carico fiscale per le fascie di reddito più colpite.
    Non capisco il perché, nonostante il 99% dei premi nobel in economia, e non solo, del mondo, stia dicendo che si sta sbagliando tutto concentrando le misure nella direzione dell’ austerity, e che non si farà altro che peggiorare le cose.
    E dire che al governo sono tutti titolati dott. e prof., ma mi sa, che come sempre, i migliori cervelli italiani sono all’estero, e a noi tocca subire le direttive dei mediocri che han deciso di mangiare ancora e ancora sulle nostre spalle…

  11. Claudio Di Croce
    19 dicembre 2011 a 21:24 | #11

    @carlo
    Quella del rimangiarsi una legge votata dal parlamento e promulgata dal compagno Napolitano è una di quelle porcate che avranno conseguenze nel tempo per la credibilità , la famosa credibilità tanto reclamata fino a poco tempo fa dello stato italiano . D’altra parte se c’è una cosa che eccita l’invidia rancorosa del poppppolo e della gggggente è il fatto che siano derubate persone che avevano denaro all’estero per diversi motivi e stupidamente fidandosi dello stato, cioè del parlamento e del Presidentissssssssimo , non hanno seguito i consigli dei più scafati che ammonivano di non fidarsi mai dell’Italia e che hanno continuato a tenere i soldi all’estero . Questi hanno evitato di pagare la tassa sul rientro e eviteranno di pagare su quanto hanno ancora all’estero . Io con rammarico devo dare loro ragione

  12. Carline
    19 dicembre 2011 a 22:16 | #12

    Caro Giannino, non so come raggiungerLa per cui Le scrivo qui. Ho appena finito di ascoltare la Sua trasmissione su radio 24 di oggi 19 dicembre: che delusione!! Anche Lei ha paura dei potenti? Contraddire i nuovi ‘eroi’ alla Pietro Grasso e’ cosi’ difficile? Ricorda quante volte ha chiuso la trasmissione al grido di Stat ladro? Oggi improvvisamente lo Stato controllore di ogni movimento va bene? Questa nuova Italia dove arriviamo non solo ad accettare, ma anche ad approvare la delazione, e’ proprio l’Italia che vogliamo? Giannino che Le succede?

  13. Claudio Di Croce
    20 dicembre 2011 a 15:56 | #13

    @Carline
    Magari aveva solo il timore che Grasso facesse scatenare un controllo fiscale ad oltranza e quindi , in uno stato di polizia dove noi viviamo , è comprensibile l’atteggiamento più che umile. . Il Grasso ho sentito che ha pesantemente criticato anche l’ esenzione dall’ici della prima casa e non ho capito cosa c’azzeccasse – come direbbe il bifolco – con la lotta alla mafia per la quale percepisce un lauto stipendio – con carriera automatica garantita – dai contribuenti . Ohibò , dovrò paventare un controllo da tutti i punti di vista anch’io?

  14. tom
    24 dicembre 2011 a 19:37 | #14

    Oscar,

    complimenti per la denuncia di questo stato inetto e che si stà comportando da Stato Comunista con alcune delle recenti norme fiscali.
    Personalmente non ho nulla da nascondere essendo un dipendente pubblico, ma la cosa mi ha dato tanto fastidio che sono andato in banca, ho prelevato quasi tutto ( poche migliaia di euro ) in contanti e sul fogliettino in cui si chiedeva ragione del prelievo ho scritto “cavoli miei” ma avrei potuto anche scrivere “cazzi miei”.
    I soldi sono miei e non dò la possibilità allo stato di farsi gli affari miei. Basta già la tracciabilità degli acquisti fatti al supermercato con carta credito.
    Ho amici che hanno piccole imprese e sono anni che hanno costituito il loro piccolo “fondo” nel materasso per pagare piccoli lavori per cui è assurdo pagare il 23 per cento d’iva.
    Ma i controlli sulla capacità di spesa di quelli che evadono, dove sono ??
    Ancora ieri un mio amico mi raccontava di essere andato a pagamento per un esame medico in un ambulatorio convenzionato dove un sornione medico in pensione ( ma saranno in regola o lavorano al nero ?? ) gli ha fatto la solita “proposta dell’idraulico” :
    ” Se vuole la ricevuta sono 150 euro, senza ricevuta 120″
    Ovvia la risposta del mio amico anche lui pensionato ma vero, cioè senza secondo lavoro.
    Questo approffittarsi anche su prestazioni esenti iva …
    Ma dove li metterà tutte le centinaia di euro o migliaia di euro in nero il suddetto medico-pensionato a fine anno??
    E’ nella mentalità italiana dura a morire dovuta anche ad uno stato che a fronte di una tassazione da rapina non garantisce servizi ( vedi
    esame medico per cui la lista d’attesa in struttura pubblica era di mesi ), si mangia i soldi e quelli che deve dare ai fornitori e creditori li dà a 430 giorni oppure mai ( lo stesso mio amico è stato in contenzioso con agenzia entrate dal 1990 e dopo varie sentenze tutte a lui favorevoli avrebbe dovuto avere indietro 20000 euro: ma i soldi “non ci sono” e non li vedrà mai.
    Ecco è molto semplice: UNO STATO CHE SI COMPORTA COSI’ NON E’ UNO STATO è solo un insieme di associazioni private tra partiti, sindacati, ordini professionali etc etc quindi forse 1 milione di persone che si approfittano degli altri, di quelli che non hanno santi in paradiso o in tribunale, di quelli che non conoscono nessuno.

    BUONE FESTE GIANNINO

    e continui da questo blog e da Radio 24 a smascherare le falsità e la protervia di questo sedicente stato ( ovvio non bastino 150 anni per ottenere una cosa seria, speriamo che da ora ma ne dubito inizi a cambiare qualcosa anche e soprattuto grazie a questa congiuntura ).

    Tom

  15. Renzo
    28 dicembre 2011 a 4:03 | #15

    Sono molto d’accordo, in particolare sull’ “orwelliana spoliazione di ogni ambito di libertà personale”. La prossima “mossa” potrebbe essere l’abolizione del denaro contante. Non si può stare zitti di fronte a queste cose!

  16. mutuo
    31 dicembre 2011 a 1:00 | #16

    E’ uno stato canaglia. Il nuovo vitello d’oro da adorare: idolum tribus.
    Lavoriamo per lo stato fino al mese di agosto per la tassazione diretta.
    Dei 5 mesi che restano il venti per cento lo ridiamo indietro con IVA.
    Con quello che ci resta ci compriamo benziamo,gas,luce ed alcool e diamo anche questo allo stato. E pensare che le rivoluzioni liberali sono state fatte con regimi di tassazioni inferiori al 10 per cento.

  17. bebo 56
    4 gennaio 2012 a 15:49 | #17

    Buon anno a tutti. Ferma restando la canonica condanna dell’evasione, blablablablabla, qualcuno ha mai calcolato quanta parte dell’evasione fiscale rientra sotto forma di imposte indirette e quanta produzione di beni genera sotto forma di acquisti? Mi pongo da tempo questa domanda perché non penso che siano in molti gli evasori che evadono per avere del “nero” nel quale tuffarsi come zio Paperone.

  18. Dorian
    4 gennaio 2012 a 23:23 | #18

    @bebo 56 Buon anno. Le rispondo che sono molti gli economisti, purtroppo inascoltati, che chiedono di spostare la tassazione esclusivamente sui consumi. Non avremmo recessione e tutti pagherebbero. Una volta per esempio l’iva sui beni di lusso era al 38% e non per questo i beni restavano invenduti. Oggi si preferisce aumentare l’iva del 10%. Si e’deciso di perseguire il progressivo impoverimento della popolazione.

  19. Giuseppe Florio
    9 gennaio 2012 a 9:23 | #19

    Caro Giannino, la invio una mia riflessione scritta qualche giorno fa, anche perchè ho terminato di scrivere un mio ultimo LIBRO dal titolo: l’Italia senza Popolo. Ricordo inoltre a Bergamo che la Signora Marcegaglia a chiusura dell’Assise degli Industriale affermò: sono venti anni che continuiamo a chiedere ai Governi tre riforme strutturali e nulla è successo. La domanda spontanea sarebbe stata: perchè? Ecco la mia riflessione che contribuisce alla sua credo: Ultimamente mi sono chiesto più volte quale fosse il vero Problema Italiano , quali le radici e quali le soluzioni. Ultimamente si è formato per fortuna un nuovo governo, che per esere sincero non amo, non per le perosne che lo compngono, ma perchè è l’espressione della Sconfitta della nostra Classe Politica, che sta prendendo decisioni dure , necessarie, anche se tardive. Mi sono chiesto perchè si è arrivati a questo. La mia risposta non è la solita: i governi precedenti. Pensate che negli ultimi 50 anni ne abbiamo avuti 50, esagero, ma è solo per dire che sono troppi. La Ragione è che abbiamo creato nei 150 anni un non Stato. La radice ulteriore è legata alla cutura nella quale si è creato lo Stato: assistenza, dipendenza, scarso impegno sociale e di responsabilità. Fino a quando non si capovolge questo modello sono assolutamente inutili gli interventi per coprire i buchi, perchè non è stata eliminata la caausa e radice del Problema. Chi ha creato questa Cultura è sia legato che imbrigliato dalla stessa cultura ed è quella Classe Sociale che la dovrebbe cambiare. Grazie per l’attenzione, pippo

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