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Attenti a ciò che rischiamo! Già 50 miliardi di oneri e sarà peggio

Gli spread stanno impazzendo, tra poche ore rischiamo di essere a quota 600, l’intera curva dei rendimenti per ogni scadenza è sopra il 7%. L’Italia rischia non la misisone ordinaria di monitoraggio del Fmi entro fine mese, ma dopodomani una squadra speciale del Fondo che sbarchi dagli elicotteri e ci imponga la secessione temporanea dai mercati, vincoli di capitale obbligatori e sanguinose manovre di ripresa di contatto con la realtà reale: il mondo non intende farsi coinvolgere nella follia di un’Italia che non è la Grecia ma non per quello che crede la sua classe politica, cioè troppo grande per fallire, ma non lo è appunto perché siccome siamo una fonte di contagio enorme il mondo interverrà con la cavalleria aerea per sbatterci alle corde, finché cambiamo marcia e disinnestiamo il pedale dell’irresponsabilità. Forse è bene porsi una domanda precisa. Quanto costa all’Italia, la drastica accelerazione del rischio di insolvenza pubblica che i mercati hanno iniziato a stimare da luglio ad oggi? E’ un esercizio contabile che vale la pena di fare, anche se pone rilevanti problemi economico-statistici, visto che le cifre su cui si può lavorare sono per lo più da stimare per approssimazione. Tuttavia dovrebbe rappresentare un esercizio obbligato per tutti i cittadini italiani, lavoratori e imprenditori, risparmiatori e contribuenti, in modo da sottoporre a un preciso rendiconto le responsabilità politiche di ieri, oggi e domani. E’ comprensibile che vasta parte degli italiani tenda a graduare le proprie valutazioni riferendosi al tradizionale asse valoriale destra-centro-sinistra. Ma non è male tentare anche di appoggiare il proprio ragionamento a qualche numero che si riferisca anche ai valori economici. Ieri sera  ci ho provato, quando lo spread era a 495 e non a 563 dove svetta ora che posto.

Cominciamo dal contribuente. Il voto di ieri a Montecitorio è stato letto dai mercati come un aggravamento ulteriore dell’instabilità politica italiana, e della distanza da ciò che i mercati, Europa e Fondo Monetario ci chiedono per abbattere il debito pubblico più rapidamente che con il solo avanzo primario, per crescere di più, per mettere in ulteriore sicurezza spesa pubblica e pressione fiscale troppo alte per un’economia sana. Per questo abbiamo toccato quota 500 di spread tra Btp e Bund. Oltre 300 punti base in più rispetto a dove eravamo partiti a fine giugno, quando il differenziale era inferiore ai 200 punti.

Per calcolarne l’onere sui più alti interessi pubblici da pagare, bisogna ricordare che il debito di Stato attuale è oltre i 1900 miliardi di euro, ha una quota nel 2012 in scadenza compreso il disavanzo pari a circa il 23,5% dell’ammontare, superiore a quella di ogni altro Paese dell’euroarea (Grecia 16,5%, Spagna 20,6%, Portogallo 22,3%). La durata media del nostro debito è però la più alta e questo riequilibra, è pari a 7,2 anni rispetto ai 6,9 della Grecia. E la quota detenuta da stranieri è la più bassa, solo al 42%. (Grecia 55%). Tenuto conto di ciò, cento punti base di rendimenti in più significano nei tre anni successivi maggiori interessi sul debito pubblico pari a 1,2 punti di Pil, se incorporati per tre trimestri come media. Nell’ultimo quadrimestre, bisogna contare non tutti i 300 punti base in più a ieri, ma la media della maggiorazione rispetto alle aste di titoli effettivamente svolte. Siamo a circa 200 punti base in più nella media del quadrimestre. L’effetto di maggior spesa pubblica per interessi è pari a circa 2,7 punti di Pil nel triennio, circa 47 miliardi di euro. Ma poiché non voglio fare il menagramo, e mi auguro che per miracoloso sussulto di responsabilità questo o qualunque altro governo riesca in due settimane a varare tutti i provvedimenti necessari a riportare lo spread dov’era – non ci credo, ma formulo questo auspicio – allora ecco il conto di ciò che è intanto avvenuto nei 4 mesi alle nostre spalle: cioè un aggravio già determinatosi e certo intanto pari a 1 punto di Pil, pari cioè a circa 15 miliardi in più. Se li dividiamo per tre anni, ecco che l’intero piano di dismissioni pubbliche – miserello a mio giudizio – presentato dal governo nella lettera al Consiglio europeo della settimana scorsa è già andato in fumo, mangiato dagli accresciuti interessi.

Viene poi il conto per le banche. I 300 punti di spread vengono integralmente inglobati nel maggior costo a carico delle banche per la provvista di capitale a breve liquida, e su quella obbligazionaria nel mercato all’ingrosso. L’aumento del rischio sovrano genera perdite sul portafoglio finanziario, indebolendone i bilanci e aumentandone la rischiosità. Inoltre i titoli pubblici utilizzati dalle banche perdono valore come collaterale per le operazioni pronti contro termine o presso la BCE. In più, diminuiscono le garanzie pubbliche sulle passività bancarie. Infine, l’abbassamento del rating pubblico determina un abbattimento del rating delle stesse banche. E’ per questo che nei Paesi sin qui più colpiti dalla crisi, Grecia Irlanda e Portogallo, i depositi in conto corrente di famiglie e imprese sono in forte calo, mentre la remunerazione media sui depositi è aumentata dall’inizio della loro crisi, un anno e mezzo fa, di un punto mezzo percentuale, cosa che per le banche è una ulteriore compressione del margine di intermediazione.

Sommando tutte queste componenti, per le banche italiane direi che siamo nell’ordine di grandezza tra 4 e 5 punti di Pil nel biennio, cioè tra 60 e 75 miliardi di maggiori oneri e minori utili e dividendi a tutti gli effetti, se i 300 punti di spread dovessero confermarsi nel tempo diciamo per un altro quadrimestre. Intanto, un punto di Pil in più di maggior capitalizzazione è stato appena comminato dall’EBA, l’autorità bancaria europea. Tra giugno e settembre sono venuto meno con certezza già 48 miliardi di raccolta complessiva effettuata attraverso certificati di deposito e carta commerciale dagli intermediari bancari nei Paesi avanzati, siamo in presenza di un vero e  proprio inaridimento dei mercati all’ingrosso, simile a quello post Lehman.

Per finire il conto approssimativo, bisogna stimare infine il costo per i prenditori a cui i maggiori interessi e la restrizione degli impieghi viene naturalmente traslata dalle banche. Cioè sui bilanci delle famiglie, per i mutui e prestiti al consumo,e su quelli delle imprese. E infine ancora aggiungere l’abbattimento che lo spread esercita sui titolari di redditi immobiliari, visto che più lo spread sale più indici e capitalizzazione della Borsa scendono. Troppo lungo spiegare le metodologie per un calcolo approssimativo. Diciamo che per l’ultimo quadrimestre c’è da aggiungere un altro punto di Pil almeno, nell’anno a venire, e che l’elasticità è ben superiore all’unità se la cosa perdura, cioè il punto si raddoppia se dal quadrimestre giungiamo al semestre.

Come si vede, lo spread non riguarda solo le aste pubbliche ma colpisce tutti, e in tempo reale. Se sommiamo gli effetti del solo quadrimestre ultimo per i contribuenti, per le banche e i loro clienti e su chi ha investito in Borsa, siamo già ben oltre i 3 punti pieni di Pil nel 2012, intorno a 50 miliardi di euro. Tutto ciò avviene in un contesto economico complessivo di forte rallentamento delle economie reali. Ieri il centro Studi di Banca Intesa ha stimato che per questo solo effetto reale nei mesi tra giugno e settembre il fatturato delle imprese italiane perde 94 miliardi di euro nel prossimo biennio. E attenti che il conto sale ogni giorno. Ce n’è abbastanza, per chiedere alla politica un sussulto di responsabilità? E agli italiani per aprire gli occhi, e per un po’ smetterla di dividersi in tribù pensando invece a come evitare di finire ancor più sputtanati e impoveriti ora che siamo alle corde? O no?

9 novembre 2011 debito pubblico , , , ,

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  1. FEDE
    14 novembre 2011 a 12:22 | #1

    a volte ..ritornano….
    ARIECCOLI PER DIRLA ALLA ROMANA.
    prodi,amato,visco,bersani,l’emerikano a roma e ex sindaco della capitale o uomo di celluloide,nonche’ tuttologo….!!!tutti in fila ad aspettare una poltrona da ministro etc….tutte vecchie cariatidi che,come avvoltoi si fiondano sul piatto ricco alla corte del sig MONTI IL TECNOCRATE PAPABILE COME FUTURO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.CARI SIGNORI DA 3-4 PENSIONI/MESE,DOVETE ANDARE VIA,SIETE VOI I PARASSITI CHE AVETE CONTRIBUITO A ROVINARE L’ITALIA,SONO 30 ANNI CHE IL POPOLO VI SOPPORTA,AVETE MASSACRATO GIOVANI E EX GIOVANI E ORA SI VOGLIONO PUNIRE ANCHE GLI ANZIANI CON LA FAMOSA RIFORMA DELLE PENSIONI,SIETE SEMPRE VOI, POLITICI E MANAGER CORROTTI E TUTTE LE CASTE INAMOVIBILI CHE ORA,VI RIEMPITE LA BOCCA CON LA FRASE “SALVIAMO I NOSTRI GIOVANI”…..!!!!NON VE NE’ E’ MAI FREGATO NIENTE DEI GIOVANI…!!
    NE’ PRIMA NE’ ORA,TANT’E’ CHE LE MIGLIORI TESTE SONO STATE COSTRETTE DA VOI AD EMIGRARE ALL’ESTERO E PARLO DI INSIGNI RICERCATORI ETC..ETC…,CHE SE RESTAVANO NEL BEL PAESE MORIVANO DI FAME COL MISERO STIPENDIUCCIO DI 1500 EURO AL MESE. ED ORA VOLETE SALVARE I GIOVANI????? MA BASTA….CON QUESTE MENZOGNE….!!VOLTE SALVARE I GIOVANI BUTTANDO A MARE GLI ANZIANI CHE SI SONO SEMPRE SACRIFICATI PER I GIOVANI,LORO E SEMPRE GLI ANZIANI AIUTANDOLI CON LE LORO MISERE PENSIONI,MANTENENDOLI AGLI STUDI…..PRENDENDOSI CURA DEI NIPOTI PERCHE’ IN ITALIA MANCA LO STATO SOCIALE..ASILI NIDO ETC…

    ORAMAI GLI ITALIANI VI HANNO TANATO,AMATO…IL DOTT. SOTTILE SE NON ANDIAMO ERRATI HA UNA PENSIONE MENSILE DI 31.000 EURO,HA LETTERALMENTE RUBATO SOLDI NEI CONTI CORRENTI DELLE FAMIGLIE MA TRALASCIANDO PATRIMONI DEI RICCHI BEN INVESTITI E AL SICURO DEL SACCHEGGIO.SIETE SEMPRE VOI POLITICI CHE CONTINUATE A SACCHEGGIARE I PIU’ DEBOLI TRAMITE “EQUITALIA” CHE STA’ ROVINANDO MIGLIAIA E MIGLIAIA DI PICCOLE AZIENDE E DISTRUGGENDO INTERE FAMIGLIE CHE NON CE LA FANNO PIU’ A PAGARE NULLA,NEMMENO UNA MULTARELLA A GOGO’,MENTRE SI FANNO RIENTRARE I VERI EVASORI STRAMILIONARI FACENDOGLI PAGARE UNA AMMENDA RIDICOLA DEL 5%…IL RESTO TUTTO CONDONATO.INVECE IL VERO CONDONO SAREBBE QUELLO DI SALVARE COLORO CHE NON HANNO EVASO MA CHE NON HANNO POTUTO FAR FRONTE AD UN FISCO SEMPRE PIU’ VORACE.

    QUESTA’ E’ LA VERITA’ ED E’ PER QUESTO MOTIVO,PER FAR RIPARTIRE LA LOCOMOTIVA ITALIA CHE SAREBBE GIUSTO UN CONDONO TOMBALE ANCHE PER I DISPERATI IN FILA ALL’EQUITALIA,PERSEGUITATI E VESSATI IN MANIERA VERGOGNOSA.
    POSSIBILE,CARO OSCAR CHE NON SI RIESCA A FARE UNA RIFORMA FISCALE EQUA PER TUTTI CON ALIQUOTE RAGIONEVOLI COME IN ALTRI STATI EUROPEI.

    SE LE COSE RESTANO COSI’ ALLORA…SIAMO TUTTI EVASORI,PERCHE’ ANCHE VOLENDO ESSERE SUPER ONESTI E’ LO STESSO FISCO TALMENTE INGARBUGLIATO CON NORME FEUDALI CHE TI COSTRINGE ALL’ERRORE.SALUTI A TUTTI.UNO MOLTO INDIGNATO.

  2. adriano
    14 novembre 2011 a 13:50 | #2

    @Simona Sì.

  3. fabi0
    14 novembre 2011 a 14:07 | #3

    Leggo nei commenti che, oltre all’ottimo curatore di questo blog, molti sono ancora nettamente contrari all’ipotesi di patrimoniale, persino al punto in cui siamo arrivati. Però chiedo che senso abbia sventilare al globo terracqueo che il debito privato italiano è basso se non si può fare la patrimoniale. E’ come se chiedessi un prestito ad un amico asicurandogli che mio fratello è ricco, e poi, quando non riesco a ripagarlo, lo informo che non posso chiedere nulla a mio fratello. Il privato (il cittadino italiano) è garante o no del debito pubblico? Se no, è inutile fare discorsi su debito complessivo e tenere le due voci (pubblico e privato) distinte, se sì, arrivati a questo punto, bisogna fare una patrimoniale, magari minima, ma che almeno dia un certo tipo di segnale.

  4. italiano
    14 novembre 2011 a 18:00 | #4

    caro oscar,ma e’ mai possibile che queste,cosidette agenzie di rating,possano mettere in ginocchio una nazione?ho saputo che sono agenzie private guidate dal mondo dell’alta finanza e da banchieri senza scrupoli a livello mondiale.ma in europa non ci sono organi di controllo che possano al limite mettere sotto processo queste agenzie o fare dei controlli per verificarne la veridicita’??
    se un tal de’ tali,un fenomeno della finanza o banchiere volesse fare speculazione per arricchirsi potrebbe fondare una di queste agenzie e il giorno dopo dire che la nazione x…….rischia il default se non si fanno provvedimenti drastici del tipo di grecia o italia.ma come mai spagna,irlanda e’ portogallo compresa la francia che non sta’ meglio di noi, non vengono piu’ prese di mira?sono diventate all’improvviso tutte virtuose?l’ironico sarcosi’e la merkel dovrebbero resettare il cervello prima di fare dell’ironia sul nostro paese,noi siamo sul titanic,se e’ vero che ci siamo…,e se affonda affondiamo tutti.il fatto e’ che l’europa non e’ mai stata unita politicamente,ma a unirla c’e’ solo l’euro che tra l’altro e’ stato gestito molto male sempre dai nostri governanti che hanno arricchito pochi e impoverito tanti,mentre la francia e la germania sono state nazioni piu’ attente per il bene comune.

  5. Roberto 51
    15 novembre 2011 a 9:39 | #5

    Per la precisione:
    Le mitiche baby pensioni furono varate, a fini puramente elettorali, dal governo Rumor nel 1973, ministro di “lavoro e previdenza sociale” il socialista Luigi Bertoldi.
    Trattavasi di governo composto da: DC-PSI-PSDI-PRI.
    Prego notare che la composizione è molto simile a quella dell’ultimo governo Berlusconi, con la differenza che ai tempi il governo era guidato dalla DC, mentre l’ultimo governo B. era guidato dalla componente PSI (Brunetta, Tremonti, Frattini, Sacconi, Cicchitto e lo stesso B.).
    Dare le colpe non serve a nulla, però bisogna essere precisi, prima di dire che le pb sono state messe in piedi dai comunisti e dai sindacati.

  6. gioT
    15 novembre 2011 a 11:31 | #6

    volevo complimentarmi con il sig. Giannino per l’onestà intellettuale con cui ieri sera (la7) ha analizzato le cause della attuale situazione economica.
    di fronte al polverone che molti a destra tendono ad alzare per mimetizzare le responsabilità, lei è stato efficacissimo nell’inchiodare chi ha avuto la responsabilità di governare negli ultimi 11 anni e nel dire chiaramente che c’è stata anche una crisi di credibilità dell’italia causata da chi la rappresentava.
    mi sembra l’atteggiamento migliore, lo stesso che molti hanno adottato, a sinistra, all’indomani della caduta di prodi nel 2008.
    si fa autocritica per non commettere più gli stessi errori, al di sopra della logica faziosissima degli ultrà da stadio.
    grazie

  7. Roberto
    15 novembre 2011 a 14:34 | #7

    Opinione:
    1 – qualcuno avrà il coraggio di spiegare a tutti noi che non stiamo semplicemente vivendo un periodo di crisi (2008-2011 e oltre?), bensì un nuovo status quo? Vuole qualcuno ammettere che un piccolo spostamento della ricchezza su scala mondiale verso paesi terzi (BRIC) significa che molto probabilemente l’occidente per come lo abbiamo conosciuto nel corso del XX secolo non sarà più tale (a scanso di eventi bellici o anacronistici protezionismi commerciali).
    2 – qualcuno vorrà spiegare agli italiani che i dorati anni 70-80 avevano semplicemente originato illusioni e aspettative di crescita continua assolutamente improponibile? Vorrei semplicemente ricordare che il boom dell’immediato dopoguerra era frutto di poco welfare e molto lavoro (10-12 ore al giorno talvolta sabato e domenica inclusi). Vogliamo paragonare la produttività cinese (per carità sicuramente eccessiva) con le 40 ore, ferie pagate, 15/16 mensilità e pensioni? La mia esperienza é quella che per fare tanto occorre lavoraqare tanto.
    3 – qualcuno vuole testimoniare che l’Italia (paese relativamente giovane in quanto nazione) ha fatto passi da gigante nei suoi primi 150 anni, ma forse non basta. Certo pensare ancora oggi a cose come le ‘regioni a statuto speciale’ o la previlegiata tassazione delle ‘cooperative’ mi aiutano a capire molte delle cause effettive che ci hanno condotto in coda al gruppo dei paesi Eur….
    Grazie per la possibilità di riflessione.

  8. Mario
    15 novembre 2011 a 17:49 | #8

    sempre per amor di precisione, teniamo presente che, benché il pci non fosse nella compagine di governo nel 1973, era dal 1950 che tutte le leggi di spesa passavano solo se con il suo appoggio (il 97% delle leggi di spesa). E’ assolutamente inutile ormai polemizzare sulle responsabilità, che sono di tutti, noi compresi che non ci siamo ribellati né ci ribelliamo o ci ribelleremo mai. Tuttavia non è corretto chiamarsi fuori.

  9. bruno
    16 novembre 2011 a 7:50 | #9

    Salve volevo complimentarmi per i suoi interventi di ieri sera a Matrix..lei rideva per quello che dicevano Chiesa, Barnard etc ma sinceramente io trovavo molto più esilarante lei! Complimenti, La prego di presenziare in più trasmissioni così almeno più persone posso credere a cappuccetto rosso e alla fatina buona!

  10. Giorgio Gavinel
    16 novembre 2011 a 10:17 | #10

    La prendo un pò più ampia, le Nostre (italiana) responsabilità sono enormi ma purtroppo siamo in buona compagnia e il peso dello Spread sulle nostre finanze diventa sempre più determinante (300 punti circa da maggio sono una follia).
    Fior fior di eminenze stanno cercando soluzioni per la situazione ma gli effetti sono quantomeno discutibili. La stetta sulle banche è probabilmente all’origine di questa ondata di panico sul debito pubblico dei Piigs -> ormai Piis perchè continuare a parlare della grecia non ha molto senso, ai quali si aggiunge la Francia (a maggio l’italia aveva spred inferiori). Ieri ho sentito che RBS ha ridotto l’esposizione sui titoli di stato italiani del 90% da inizio giugno e qualcosa di simile hanno fatto CS, UBS, HSBC e via
    dicendo per qui di cosa ci meravigliamo? Bund alle stelle Yen alle stelle (Chf congelato dalla banca centale) di fatto basilea 2 & 3 nel medio/lungo dovrebbero portare benefici ma nel breve hanno alimentato la speculazione.
    O mi sbaglio?
    Unicredit inserita nella lista too big to fail è stata costretta a misure eccezionali che nel tempo dovrebbero portare benefici (5200 esuberi) boh!
    Devo ammettere che mi sento preoccupato perchè tutte queste azioni che dovrebbero stabilizzare i mercati di fatto provocano l’effetto contrario.
    Spero tanto di sbagliarmi.
    Ma le valute difficilmente sbagliano … e l’impostazione dell’euro non mi piace proprio.

  11. Roberto 51
    16 novembre 2011 a 17:00 | #11

    @Mario
    Mario,
    non è per fare polemica ma, secondo me, lei ha toccato un punto che sta alla base di tutti i problemi del nostro paese, ovvero l’assunzione di responsabilità.
    Questo modo di ragionare (l’ha fatto tizio ma con la compiacenza di caio), per illazione o dietrologia, comporta che nessuno è mai responsabile di nulla e può sempre accampare scuse.
    Se io o lei firmiamo una cambiale, non possiamo poi dire che il responsabile è un terzo, a meno di citarlo per circonvenzione di incapace. Lo stesso vale per chi governa: chi fa una cosa ne è responsabile e se non può fare quello che ritiene giusto si dimette.
    Altrimenti si può dimostrare e spostenere tutto e il contrario di tutto.
    Bisogna che ci diamo un taglio: i fatti sono quello che sono, il resto sono chiacchiere e le chiacchiere stanno a zero.

  12. fede
    16 novembre 2011 a 18:23 | #12

    ma ce lo vogliamo mettere in testa,una volta per tutte,……!!!chi sta’ rovinando l’italia e’ solo la vergognosa e fraudolenta,vedi cartelle pazze,semafori truccati,e infine cartelline di multe fatte dai cosidetti ausiliari del traffico,che si divertono a fare multe a gogo’ solo per 5 minuti di ritardo degli automobilisti, che magari sono andati a fare una visita dal medico e per una fila in piu’ si sono ritrovati 35 euro di multa che poi salgono in maniera esponenziale con le sanzioni usuraie di EQUITALIA SUD S.P.A..PER POCHI DENARI TI FERMANO L’AUTO,TI PIGNORANO CASA E TI BLOCCANO I CONTI CORRENTI,MA E’ MAI POSSIBILE CHE LO STATO APPROFITTI COSI’ DEI CITTADINI?CHE CI SIA UN TERRORISMO FISCALE CHE NON PROMETTERA’ NULLA DI BUONO SE SEGUITA COSI’.SI CONTINUA A PERSEGUITARE GENTE ONESTA CHE NON PUO’ FARCELA PIU’ A PAGARE DENARI SUDATI A QUESTI STROZZINI DI EQUITALIA UN ENTE DI RISCOSSIONE STATALE,E’ UNA VERGOGNA E SE CONTINUA COSI’ SARANNO GUAI SERI,I CITTADINI,I GIOVANI INDIGNATI STANNO CRESCENDO SEMPRE DI PIU’ E SE NON SI PONE RIPARO SUBITO A QUESTO STATO DI COSE CI SARA’ L’ASSALTO AI SUPERMERCATI ETC..ETC..ETC….SI MULTANO BRAVE PERSONE E NON DELINQUENTI PER UNA BANALE INFRAZIONE O PARCHEGGIO E NULLA SI FA’ COI MAFIOSI O EVASORI TOTALI MILIARDARI CHE ESPORTANO MILIONI DI EURO ALL’ESTERO.BASTA CON LE PERSECUZIONI,IL FISCO ORAMAI E’ ARRIVATO A PRENDERSI TUTTO,E’ UNA MENZOGNA CHE LE ALIQUOTE SI MANGIANO OLTRE IL 50% DEI PROVENTI DI CHI LAVORA,SIAMO AL 67 % .BISOGNA FARE UN CONDONO PER FAR RIPARTIRE CHI NON CE LA FA’ ALTRIMENTI SARANNO GUAI SERI SIA PER LE PICCOLE AZIENDE CHE PER LE FAMIGLIE E L’OCCUPAZIONE.QUANDO UNA AZIENDA E’ IN DIFFICOLTA’ LA PRIMA COSA E’ LICENZIARE.MA LO SANNO QUESTI ECONOMISTI SOLONI D’ITALIA????????

  13. massimo
    16 novembre 2011 a 18:31 | #13

    Per Oscar Giannino: Ma ieri sera a Matrix che cazzo avevi da sorridere?! Dovresti comportarti da giornalista. Venduto di merda. Ma quelli come te, ce l’hanno un minimo di dignità?

  14. Mario
    16 novembre 2011 a 21:26 | #14

    @Roberto51
    Guardi che io condivido in toto quanto Lei dice ca l’assunzione di responsabilità e le eventuali dimissioni qualora si constati l’impossibilita di realizzare i programmi per cui si e’ stati eletti. Purtroppo pero’ i governi che si sono succeduti almeno dal ’48 al ’92 – tutti, senza eccezioni – hanno operato secondo le regole di concertazione che noi cittadini, subendo, abbiamo avallato. Questo e’ sicuramente un fatto.
    Diamoci un taglio, Lei dice: d’accordo anche su questo, benché, conoscendo bene gli italiani, non Le nascondo di essere molto scettico.

  15. adriano
    17 novembre 2011 a 7:02 | #15

    Che strano il paese dove il governo eletto è usurpatore e quello imposto dalle oligarchie è legittimo.La lunga linea grigia dei gruppi parlamentari (piu’ di 30?) dal burocrate incaricato rispetto a quelli di partenza (meno di 10?) è l’immagine esplicativa dell’origine del nostro disastro.Non è vero che la classe politica rispecchia i cittadini.Noi questo parlamento lo avevamo consegnato ai politici con maggioranze chiare e semplificato.Chi doveva vigilare lo ha fatto a modo suo e con criteri soggettivi.Perchè la prima parte del secondo comma dell’articolo 1 che prevede la sovranità popolare deve essere subalterno alla seconda parte che la nega?Appena si fosse costituito il primo gruppo difforme chi poteva doveva con un messaggio alle camere avvertire che il mancato rispetto degli elettori comportava lo scioglimento delle camere.Automatico.Perchè l’articolo 67 deve prevalere sull’articolo 1?Nel nuovo progetto ,tanto per cambiare ,non si potrebbe proporre di provare il contrario?

  16. carlo
    17 novembre 2011 a 10:51 | #16

    Caro Giannino,
    puntuale come sempre l’analisi, ma ho l’impressione che lei non sia più così convinto e combattente sul versante della riduzione SERIA della spesa pubblica. Anche il buon Monti credo che farà poco visto la compagine governativa tutti uomini dell’apparato che beneficia della spesa pubblica. Lei vede l’ammiraglio, ora ministro, tagliare nell’apparato militare? Tra benefit e spesa per armamenti è come un bimbo solo in un laboratorio di pasticceria.
    L’ambasciatore, ora ministro, tagliare la casta della nostra diplomazia la meglio pagata al mondo.
    Diciamo che mi diverto nel vedere mega professori, sovente consulenti di ministeri e corte dei conti, accomodarsi alla tavola ben imbandita della spesa pubblica ora chiamati ad essere “responsabili”.
    Il prof. Monti sicuramente è persona seria ma la squadra è profondamente compromessa con l’apparato.
    Di Passera io rammento l’operazione Alitalia, dico fatta per interessi di alcova..sarà vero? e tanti conflitti d’interesse. Poi leggiamoci il bilancio di Banca Intesa…non molto distante nei goodwil da Unicredit.
    Lei caro Giannino resta il mio commentatore di riferimento, ma non abbandoni la sana strada del taglio della spesa pubblica.
    buon lavoro

  17. Claudio Di Croce
    17 novembre 2011 a 19:43 | #17

    La composizione del governo è lo specchio della burocrazia di alto livello : professori universitari , militari, alti funzionari ministeriali,, avvocati , banchieri o ex banchieri o figli di banchieri e in generale in grande maggioranza di persone che hanno tratto il loro alto livello di vita attingendo dalle risorse pubbliche e cioè dai contribuenti.
    E qualcuno crede che questa tipologia di persone taglierà i costi enormi della PA ? Faccio solo l’esempio dell’Università. Dopo il radioso ’68 sull’onda dello slogan ” un pezzo di carta a tutti ” sono proliferate le università , si sono dilatati i corsi , magari con meno di dieci studenti e con lauree sulle materie più strane e più inutili . Il numero dei professori si è moltiplicato per dieci con costi enormi . Si tratta di persone inamovibili che ” lavorano ” per qualche decina di ore all’anno e nessuno controlla mai cosa fanno . E voi credete che cambierà qualcosa ? Io credo che sotto la scusa della ” ricerca ” e dei ” cervelli “espatriati nessuna spesa sarà ridotta , anzi verranno aumentate le ” risorse ” , cioè altro denaro sottratto dalle tasche dei cittadini .

  18. tommy989
    30 novembre 2011 a 23:37 | #18

    Sono pienamente d’accordo con Oscar Giannino. Secondo me è l’aumento del costo dei prestiti per lo stato il vero problema della crisi. Oggi l’Italia deve il 7,70% di interesse sui debiti, una prezzo inconcepibile che certamente di questo passo ci porterà al default. Non so quale sia la ricetta migliore: aumento dell’età pensionabile, reintroduzione dell’ici, aumento dell’iva, o abbattimento dei costi della macchina pubblica.
    L’importante è che il governo dia una risposta incisiva, ma che non azzeri la pur bassa crescita attuale. Se volete approfondire visitate http://italianslang.blogspot.com/

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