Tony Blair is unfit
Non ce ne vogliano gli amici de Il Foglio che hanno lanciato la campagna per la candidatura di Tony Blair alla guida del Consiglio Europeo. Chi scrive ha già espresso, mesi fa, la sua contrarietà . Se gli argomenti sul comportamento di Tony Blair durante la guerra in Iraq possono non convincere tutti i lettori, un liberale dovrebbe almeno preoccuparsi immaginando l’ex premier inglese a capo del Consiglio Europeo.
Se il record sulle politiche economiche può essere in larga parte condivisibile quello che preoccupa è la filosofia di governo che ha ispirato il partito laburista inglese durante gli anni di governo.
La Convention on Modern Liberty tenutasi a Londra lo scorso febbraio ha ampiamente dimostrato le violazioni sistematiche dei diritti civili compiute dal governo laburista durante le due legislature.
Per questo David Cameron rispondendo al report da noi redatto* (date un’occhiata ne vale la pena) dichiarò alla Convention:
When academics look back on Labour’s time in power the erosion of our historic liberties will surely be one of its most defining, and damning, aspects. Things we have long thought were part of the fabric of liberty in this country – such as trial by jury, habeas corpus with strict limits on the time that people can be held without charge, the protection of parliament against intrusion by the executive – have been whittled away.
Mentre Conor Gearty accademico vicino alle posizioni laburiste definì la Convention come un insieme di “covered right-wingersâ€, l’ Economist dedicò ampio spazio alla manifestazione.
Non siamo sorpresi dunque che statalisti del calibro di Walter Veltroni, Luciano Violante, e Andrea Romano (sul cui ruolo di direttore di Italiafutura abbiamo già riflettuto) sostengano oggi la candidatura di Tony Blair. Ah, dimenticavo Silvio Berlusconi.
No, un liberale non voterebbe mai per Tony Blair.
*Anche il programma Taking Liberties di Channel 4 ha ampiamente dimostrato le sistematiche violazioni dei diritti civili da parte del New Labour.
15 ottobre 2009 Senza categoria


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Non sono d’accordo. Se non fossimo liberisti e libertari, ti avrei cambiato quanto meno il titolo. Un conto è esprimere giudizi netti e anche taglienti. E lo dico partendo dal presupposto che la matrice culturale che ci accomuna consente sempre una forbice molto ampia di opinioni, visto che siamo abituati sanamente a diffidare di “pensieri unici”. Altro è esprimere giudizi politici dimenticando che, da minoritari quali siamo, il metro molto spesso – quasi sempre- non è il first best ma il worst to avoid. Preferisco tentare di influenzare l’opinione anche su partite in cui nessuna squadra in campo è la mia. A maggior ragione pensando che a questo blog si avvicinano molti che provengono da culture diverse dalla nostra, abituati a considerarci spesso dei simpatici lunatici velleitari e proprio per questo da non prendere quasi mai sul serio. Sotto questo criterio, Blair con tutti i sioi difetti è il miglior candidato in campo per la posizione europoea alla quale è candidato, rispetto all’eurortodosso preferito dal BeNeLux a nome dei franco-tedeschi. Infatti, mi stupirei molto se Blair ce la facesse. E sarebbe surreale che noi preferissimo che andasse così. Massime poi se pensiamo che vivremo anni di statalismo risorgente, e di debiti publici galoppanti. Altro che unfit.
Concordo sul metodo, ma ovviamente non posso concordare nel merito. Un liberale o anche un “conservatore” non accetterebbe mai nessuna restrizione rispetto a fondamentali diritti civili che, per di più, nel contesto anglosassone. Il dilemma è uno: o si è sulle posizioni di Klaus oppure si cerca un candidato che sappia davvero incarnare i (presunti) valori dell’Unione Europea.
E poi cosà è lo statalismo? Un liberale deve tener conto solo delle politiche economiche oppure i diritti civili e la violazione delle libertà personali non contano nulla? O si vuol sostenere che l’ Habeas corpus e la Magna Charta sono solo papelli cartacei?
Se il prezzo da pagare alla Terza Via del New Labour è lo Stato più intrusivo che si sia visto sulla faccia della terra rispetto alle libertà civili, io da antistatalista non ci sto. Anche quello è statalismo, non solo quello franco-tedesco. Non ce lo dimentichiamo.
….nel contesto anglosassone vantano secoli di gloriosa tradizione.
Tony Blair?
Ehm…spero di no.
La sua pomposa conversione al cattolicesimo ha fatto traboccare il (mio) vaso. Quando lo ascolto mi viene l’orticaria (too pushy & too superficial in my opinion).
Blair is unfit ma per altri motivi: http://epistemes.org/2009/10/06/leuropa-e-troppo-importante-per-essere-lasciata-a-tony-blair/