Le Associazioni dei consumatori hanno rapidamente assunto il profilo di nuovo soggetto politico che esercita un’attività di significativo rilievo sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Negli anni Ottanta e Novanta esse si contavano sulle dita di una mano. A partire dal 2000 si è assistito ad un loro rapido aumento.
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Serena Sileoni Antitrust, diritto Antitrust, liberismo, statalismo
Non potevamo fare a meno di linkarvelo. Ve lo dobbiamo. L’articolo dice una cosa molto chiara: tutto è sempre più a buon mercato in Germania. Nel solo 2009 le grandi catene di supermercati tedeschi hanno promosso ben dodici tornate di ribassi sui prezzi dei generi alimentari. E ciononostante si trovano pure in forte difficoltà. Altro che “extraprofitti”. Per dirla come Tonino: ma allora, le inchieste dell’Antitrust che c’azzeccano?
P.S.: costano meno? Male! Ecco qui la risposta dei verdi: “Cibo che costa poco danneggia l’ambiente”.
Giovanni Boggero Senza categoria Antitrust, cartelli, germania, prezzi
Prima le case dolciarie, poi i produttori di caffè, dopodiché quelli di carne e di birra, infine oggi le grandi catene di supermercati. Pare che l’Antitrust tedesco non sia affatto da meno rispetto a quello italiano e che apra inchieste, nella presunzione di conoscere quale sia il prezzo giusto di una tavoletta di cioccolato o di una busta di espresso. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero liberismo, mercato Antitrust, cartelli, Concorrenza, germania, prezzi
Rapido tentativo di baedeker liberale per il 2010, approfittando di un po’ di crestomazia tra le letture nei giorni in cui fervevano abbuffate di massa e relative pesanti digestioni. In tutto il mondo avanzato – oggi qui per poterlo domani fare anche nei Paesi emergenti tipo Cina e India, dove si rischia in concreto di eternare il ruolo preminente dello Stato - occorre serrare le file con un po’ di sano pensiero teorico che torni a ribadire i pesanti limiti della regolazione pubblica, oggi apparentemente trionfante dovunque per far fronte ai colpi dell’instabilità banco-finanziaria e della contrazione dell’economia reale. Se dovessi esprimerlo con una formula semplice, direi che occorre separare nettamente la regolazione prescrittiva da quella cooperativa. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Antitrust, liberismo, mercato Antitrust, regolazione, statalismo
Ricevo da un anonimo e ben informato amico e volentieri pubblico. (cs)
Qualche giorno fa mi sono fatto una bella risata leggendo su Chicago-blog “ma parlarsi prima, no?“. Bè oggi non è proprio la stessa questione, però ce n’è una altrettanto carina:
9 dicembre. L’Aeeg dà una schicchera da 1 milione euro a Enel Distribuzione (ostacola i produttori di rinnovabili, nonché suoi concorrenti, impedendo le connessioni alla rete).
10 dicembre. L’Antitrust, che dispone di strumenti alternativi alla multa, li usa: accetta gli impegni di Enel Distribuzione, Enel Servizio Elettrico e Enel Spa e chiude senza sanzione l’istruttoria sulla salvaguardia.
21 dicembre. I due comunicati (Aeeg e Agcm) arrivano alla stampa esattamente all’unisono, ieri all’ora di chiusura delle borse (ore 18).
E poi dici che non si parlano.
Carlo Stagnaro energia, liberismo Antitrust, autorità per l'energia
E’ finita la guerra dei browser? Giornali e siti “generalisti” sostengono che si sia finalmente chiusa la “battaglia” fra Microsoft e Commissione europea. La mega-multa del 2004 riguardava pero’ l’inserimento di Windows Media Player in Windows. Il tormentone sui browser e’ assieme piu’ antico (si tratta dell’originario problema fra Microsoft e Antitrust USA) e piu’ recente, per noi europei. Nondimeno, il prossimamente ex Commissario alla Concorrenza Neelie Kroes ci teneva a chiudere il file, prima di cedere il testimone a Joaquin Almunia. “Milioni di consumatori europei potranno beneficiare della libertà di scelta sul tipo di browser da utilizzare”, ha detto. Va bene, continuiamo a prenderci in giro. Prosegui la lettura…
Alberto Mingardi informazione, liberismo, mercato Antitrust, Commissione Europea, mario monti, microsoft, Neelie Kroes
La frittata è ormai fatta, ma sarebbe meglio non trasformarla in un menù fisso. Il nuovo sistema à la Robin Hood di finanziamento delle Authority – si ruba ai ricchi per dare ai poveri – ha probabilmente risolto i problemi quotidiani di quelle amministrazioni in endemica difficoltà finanziaria (come la Commissione per gli scioperi, l’Antitrust e il Garante per la Privacy), ma non ha certo risolto la questione strutturale: come rendere finanziariamente indipendenti tutte le autorità indipendenti, come peraltro richiesto dalle direttive europee, oltre che dal buonsenso? Prosegui la lettura…
Piercamillo Falasca mercato Antitrust, authority, Della Vedova, Garante per la Privacy, ordine del giorno, riforma
L’articolo 3, comma 10 del “decreto anticrisi” introduce maggiore trasparenza sul mercato elettrico. Secondo l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, la cui opinione era richiesta dal decreto, è cosa buona e giusta. Oggi si apprende che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha ritenuto di dover esprimere la propria opinione, non s’ha da fare. Parlarsi no, eh?
PS Prevengo un’obiezione: è positivo, entro certi limiti, che i due regolatori, ex ante ed ex post, non si coordinino. Ma, appunto, ci sono dei limiti. Se danno messaggi opposti, ditemi voi in che razza di mondo ci troviamo.
Carlo Stagnaro liberismo Antitrust, autorità per l'energia
Normalmente noi dell’IBL non guardiamo ai risultati del mercato, o ai soggetti che vi partecipano, ma agli aspetti strutturali: norme e regole. Vi sono però alcuni (rari) casi in cui dall’esito di una trattativa può dipendere molto. Sia in termini di funzionamento del mercato, sia in termini di sua evoluzione prospettiva. La gara per le reti di distribuzione del gas di E.On, qui raccontata da Jacopo Giliberto, è uno di quei casi. Noi tifiamo per Erogasmet.
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Carlo Stagnaro energia, liberismo, mercato Antitrust, autorità per l'energia, Concorrenza, erogasmet, f2i, gas, italgas, reti, snam rete gas
Le Poste entrano come socio promotore nella Banca del mezzogiorno di Giulio Tremonti, forse si trasformeranno in banca esse stesse, potrebbero gestire in futuro lotterie istantanee e persino entrare nel capitale di Telecom al posto della spagnola Telefonica.
In queste ultime settimane abbiano sentito parlare delle Poste in relazione a una molteplicità di settori imprenditoriali, escluso tuttavia quello da cui prendono il nome: la posta intesa come recapito di corrispondenze e altri oggetti postali. Ci ha pensato oggi l’Antitrust a porre rimedio a questa mancanza, comunicando che nella riunione del 15 ottobre scorso ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se l’azienda abbia abusato della sua posizione dominante proprio nel mercato del recapito, ostacolando i concorrenti nell’ormai ampio segmento dei servizi (solo) legalmente liberalizzati. Prosegui la lettura…
Ugo Arrigo liberismo, mercato Antitrust, banche, Concorrenza, Poste