Home > Senza categoria > L’elefante Italia e il suo baldacchino

L’elefante Italia e il suo baldacchino

Prima della serie di manovre estive di finanza pubblica la nostra economia era nei guai, dopo lo è molto di più:

  1. A seguito della crisi di fiducia sul debito pubblico il governo si è impegnato a conseguire il pareggio di bilancio nel 2013, colmando in un biennio circa quattro punti di Pil di disavanzo pubblico;
  2. L’operazione si verifica quasi integralmente attraverso aumenti di tasse.
  3. Conteggiando solo gli incrementi palesi delle imposte (e lasciando fuori gli aumenti dei tributi locali che saranno attuati per compensare i tagli nei trasferimenti dal governo centrale) la pressione fiscale, calcolata come rapporto tra il gettito atteso e il Pil, aumenterebbe di due punti percentuali.
  4. Calcolata invece come rapporto tra il gettito atteso e il solo Pil emerso, che il Centro Studi Confindustria stima nell’80% del Pil totale, aumenterebbe di due punti percentuali e mezzo passando dal 53% al 55,5%.
  5. Nessun paese al mondo ha una pressione fiscale così elevata, neppure i paesi scandinavi caratterizzati dai sistemi di welfare più estesi.
  6. Le entrate totali del settore pubblico arriverebbero, secondo le stime di Tito Boeri, al 49% del Pil nel 2014. Se rapportate al solo Pil emerso arriverebbero invece al 61% (sempre ipotizzando, irrealisticamente, che gli enti territoriali facciano fronte ai tagli dal governo centrale senza alcun incremento dei tributi locali).

Non servono grandi riflessioni aggiuntive per dimostrare che si sta andando nella direzione opposta a quella corretta. Il nostro paese era all’ottavo posto per pressione fiscale tra i paesi dell’attuale UE all’inizio del decennio 2000. Da allora tutti gli altri sette la hanno ridotta, alcuni anche in misura consistente, e cinque di essi sono scesi sotto quella italiana (con le eccezioni di Danimarca e Svezia). Questo processo si è ovviamente accentuato nel periodo della recessione. L’Italia è invece l’unico paese ad aver accresciuto la pressione fiscale, sia prima che durante la recessione (e ora, grazie alla serie estiva di manovre, anche dopo).

Per far comprendere l’insostenibilità della situazione anche ai non esperti di questioni economiche si può utilizzare una metafora ispirata da una vecchia canzone dello Zecchino d’Oro: l’ “elefante indiano con tutto il baldacchino” che la bimba che voleva un gatto nero era disponibile a scambiare è una buona rappresentazione del nostro affaticato paese: al livello inferiore il sistema produttivo, l’elefante stanco, sfiancato dal peso crescente e insostenibile del sovrastante settore pubblico, un baldacchino sovraffollato all’inverosimile da distributori di rendite (la classe politica) e cacciatori di rendite (i suoi clientes): corporazioni, portatori organizzati di interessi particolari, imprenditori di stato (ma anche caste e cricche).

Se utilizziamo questa metafora per svolgere confronti internazionali possiamo osservare tre differenti casi: 1) baldacchini grandi su elefanti grandi; 2) baldacchini piccoli su elefanti grandi; 3) baldacchini piccoli su elefanti piccoli. Il caso residuale di baldacchini grandi su elefanti piccoli non sembra proponibile e infatti è il modello (in crisi) adottato dall’Italia. Il primo caso (elefanti grandi e robusti che amano caricarsi baldacchini di grosse dimensioni) identifica i sistemi pubblici ‘pesanti’ che poggiano tuttavia su mercati sviluppati, come nell’area franco-tedesca e scandinava (che ha anche mercati molto liberalizzati); il secondo caso identifica paesi caratterizzati da stati snelli su mercati (almeno prima della crisi) robusti (Stati Uniti, UK e paesi sviluppati anglofoni in generale); il terzo caso paesi di taglia più ridotta (come nell’area est europea) che hanno preferito stati leggeri per non ostacolare il processo di crescita. L’Italia, infine, è l’unico caso tra i paesi maggiori di baldacchino grande su elefante piccolo, di settore pubblico con peso rilevante e crescente che grava su un sistema economico gravemente indebolito. Non è però sempre stato così: negli anni della ricostruzione e del boom economico l’elefante si è accresciuto più rapidamente del baldacchino; dopo, tuttavia, il nostro paese non ha adottato né il modello liberista (stato snello su economia di mercato sviluppata) né quello socialdemocratico (stato ampio su economia di mercato robusta) ed è l’unico ad aver creduto, erroneamente, che un settore pubblico di dimensioni tendenzialmente crescenti fosse praticabile indipendentemente dalle caratteristiche e dalle performance della sottostante economia di mercato: è il modello del baldacchino come variabile indipendente!

A causa di questo errore, che si manifesta attraverso una pressione fiscale crescente trainata da una crescente spesa pubblica, si è pervenuti in due occasioni, nei primi anni ’90 ed ora, a preoccupanti scricchiolii del sistema. Ora il baldacchino, il settore pubblico e la politica che lo amministra, scricchiola come nel 1993 ma per le conseguenze della grave recessione internazionale il sistema produttivo, l’elefante sottostante, scricchiola molto più di allora. La molteplice manovra estiva di Tremonti non fa che confermare il modello del baldacchino come variabile indipendente (che ricorda molto da vicino i privilegi delle classi non produttive prima della rivoluzione francese): se servono più risorse per le esigenze di chi sta sul baldacchino, è l’elefante che deve procurarle, indipendentemente da quale possa essere la sua robustezza e stato di salute.

E’ evidente che, in assenza di rapide correzioni di rotta, l’intero sistema è destinato a crollare. Serve allora un governo che sappia dire a tutti coloro che stanno sul baldacchino e non sono poveri e bisognosi: “signori, siamo arrivati alla fine della corsa, bisogna scendere”. E un governo di questo tipo non può, ovviamente, essere fatto da politici nati e cresciuti sul baldacchino e da esso mai scesi.

Postilla sulla patrimoniale. Mi è stato fatto notare come l’ipotesi della patrimoniale si inquadri perfettamente nella mia analisi: tagliare in un colpo solo un pezzo dell’elefante per darlo in pasto a chi sta sul baldacchino.

11 settembre 2011 Senza categoria , , ,

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (27 voti, media: 4,00 su 5)
Loading ... Loading ...
  1. Alberto
    15 settembre 2011 a 9:40 | #1

    Dimenticavo di inserire i riferimenti precisi che ribadisco anche per Carlo Grezio, sarebbe opportuno inserire sempre per verifica:

    http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-e-do/La-spesa-dello-stato/La_spesa_dello_Stato_dall_unit_d_Italia.pdf

    http://www.oecd.org/document/39/0,3746,en_2649_201185_46462759_1_1_1_1,00.html

    @Alberto

  2. lalia
    15 settembre 2011 a 10:50 | #2

    i primi a scendere da questo baldacchino dovranno essere le larghe concessioni clientelari del meridione, vera palla al piede del paese.
    consumano risorse pubbliche e non producono nulla.
    A loro piace cosi.

  3. martian
    15 settembre 2011 a 12:54 | #3

    @Massimo74

    @ massimo grazie, esatto è quello che ho cercato di dire con parole poverissime scrivendo “oppure parametrarli (anche se ex post) a quanto effettivamente versato (e nulla più)”.

  4. carlo grezio
    15 settembre 2011 a 16:53 | #4

    @ALBERTO E MARTIAN

    vedo ora i vs post e noto alcune differenze di dati e richieste di chiarimenti.

    Io utilizzo il sito di BANCA D’ITALIA/STATISTICHE
    BASE INFORMATIVA PUBBLICA ON LINE
    per i dati di finanza pubblica/fabbisogno/debito utilizzo
    TCCE0175 – DEBITO AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE, ANALISI PER STRUMENTI
    per le statistiche di finanza pubblica in rapporto al pil nei paesi dell’unione
    utilizzo
    TUEE140 – DEBITO LORDO
    TUEE 150-160 – ENTRATE
    TUEE 170 – PRESSIONE FISCALE
    TUEE 240-250-260-270-280-290 X COMPONENTI SPESA PUBBLICA.
    avvertenza
    i dati di contabilità nazionale non sono bilanci certificati e definitivi, ma dati di statistica rilevate e più volte corretti successivamente alla prima versione.
    L’ufficio studi di bancaItalia manutiene, aggiorna e corregge i DATA BASE che vi ho indicato, poi dovete estrarre i dati e elaborarli.
    Se confrontate i dati statici riportati in altri siti (istat, ministero economia) noterete spesso un disallineamento e differenze, ma ciò è dovuto alla dinamica del sito bancaitalia.
    i riferimenti che avete indicato infatti sono un pò “stagionati”; per questo motivo preferisco la base dati informativa pubblica di banca italia che però costringe di tanto in tanto ad aggiornare i dati precedenti.
    Nella sostanza non sono differenze esorbitanti, se non che i dati del minist economia nelle gestioni tremonti sono sempre un pò più ottimisti…
    saluti

  5. assunta normale
    15 settembre 2011 a 19:30 | #5

    I commenti suscitati dall’articolo di Ugo Arrigo sono molto infuocati. Scusate se mi intrometto nel dibattito con questo esempio : devo assumere un farmaco per la tiroide, ne acquisto una confezione ogni due mesi al prezzo di € 2,90. E’ un costo bassissimo, trattandosi di un ormone di sintesi che sostituisce quello che la tiroide non produce più. Ovviamente il costo di questo farmaco è molto più alto, la differenza viene pagata dall’erario statale e viene pagata all’industria che lo produce. Sono sicura che anche chi mi sta leggendo ha un’esperienza simile da raccontare. Domando : ci è piaciuto, a noi tutti, acquistare i farmaci a prezzi più bassi del loro prezzo di mercato ? Se ci è piaciuto, allora adesso dobbiamo pagare più imposte. Se non riteniamo giusto pagare un prezzo così basso, perchè poi la differenza verrebbe caricata all’erario, allora dovremmo rinunciare a curarci !
    Assunta Normale

  6. Alberto
    15 settembre 2011 a 20:59 | #6

    Si siamo d’ accordo, che ci possano essere piccole differenze, ma i miei calcoli dimostrano che certe analisi che ho esposto, rendono una diversa realtà, che appunto dimostra, cose diverse dalle sue, e che tiene conto anche dell’ andamento dell’ economia.
    Ripeto, le responsabilità del duo Tremonti Berlusconi sono enormi, ma i tagli hanno avuto un certo effetto sulla dinamica della spesa; mi riprometto di analizzare ed esporre i risultati del 2010 sul 2009, non appena avrò dati certi, ma posso fin d’ ora prevedere che la dinamica della spesa al netto degli interessi, in valore assoluto, ha prodotto una sua ulteriore diminuzione nello scorso anno, probabilmente non secondo gli obiettivi della manovra approvata a luglio 2010, ma consistenti.
    @carlo grezio

  7. 15 settembre 2011 a 22:13 | #7

    Ringrazio per i numerosissimi commenti ai quali non riesco a rispondere distintamente. Mi limito ad alcune considerazioni sparse:
    1. Con un pò di buona volontà e con un’analisi accurata si possono individuare, settore per settore (di spesa e di entrate), i fattori critici e definire rimedi (politiche economiche). Questo metodo va sotto il nome di riforme. Le manovre d’urgenza si fanno perchè non si son fatte a tempo debito le riforme e poichè ora si fanno le maximanovre d’urgenza si continueranno a non fare le riforme.
    2. Come in medicina anche in finanza pubblica terapie adeguate richiedono diagnosi preventive accurate. Qualcuno si è accorto dell’esistenza di diagnosi dietro i provvedimenti del manovratore?
    3. Così come il malato prende le medicine per curarsi anche gli stati problematici dovrebbero adottare i provvedimenti per porre rimedio ai loro problemi, non per compiacere i desideri dei medici. Chi si comporta così non sembra effettivamente desideroso di mutare le sue condizioni.
    4. Riguardo al dibattito che ha seguito il mio post: le idee sbagliate vanno combattute con enfasi e con rigore logico ma sempre col massimo rispetto verso i portatori delle idee, sia che sembrino corrette sia, a maggior ragione, che sembrino errate. E’ davvero un criterio liberale minimale. Karl Popper sempre ricordava come il metodo critico/razionale consista nel far morire le ipotesi al posto delle persone.
    5. L’Italia e i paesi della ‘primavera’ al di là del Mediterraneo sono differenti in un punto fondamentale: qui abbiamo un governo legittimamente scelto dagli elettori tre anni fa. I governi sbagliano, gli elettori pure ma il rimedio in democrazia, l’occasione per correggere gli errori da parte degli elettori, è dato dalle elezioni successive.

  8. 15 settembre 2011 a 22:25 | #8

    @assunta normale
    Grazie dell’esempio, che è molto utile. Sono d’accordissimo sul fatto che il costo dei farmaci importanti sia prevalentemente (o anche totalmente) a carico della finanza pubblica. Ma il prezzo riconosciuto dal SSN non deve includere extraprofitti per i produttori (salvo nel caso di farmaci innovativi) e per i distributori e vantaggi collaterali per i medici superprescrittori. Non è nell’interesse dei pazienti affidare la scelta dei fornitori ospedalieri di protesi ortopediche agli assessori regionali alla sanità! Quando questo si verifica credo sia legittimo dubitare che la qualità e il prezzo siano quelli adeguati e che le protesi vengano innestate solo ai pazienti che ne hanno effettiva necessità. Vi sono quindi ampi spazi di manovra e di risparmio senza dover tagliare le prestazioni ai pazienti.

  9. Alberto
    16 settembre 2011 a 8:55 | #9

    OT. Molti già lo sapranno; questo sito:

    http://www.bloomberg.com/quote/!ITGERSP:IND

    fornisce informazioni in tempo reale sullo spread btp/bund.

  10. Massimo74
    16 settembre 2011 a 8:59 | #10

    @assunta normale

    O forse dovremmo semplicemente dire basta al welfare e lasciare che ognuno si paghi le cure mediche e i medicinali di tasca propria senza pretendere di gravare sulla collettività.

  11. Alberto
    16 settembre 2011 a 10:17 | #11

    Massimo, spero che lei abbia modo di pentirsi su questa terra. @Massimo74

  12. assunta normale
    16 settembre 2011 a 12:15 | #12

    @Massimo74
    Ciao Massimo,
    grazie dell’ intervento. Anch’io credo che non si possa socializzare tutto e per sempre. Credo che non sia ragionevole socializzare il costo d’acquisto dei farmaci, il farmaco è un prodotto come lo è la pasta, come lo sono le scarpe, come lo sono gli occhiali, ecc. Tutti questi prodotti ci servono per vivere, al pari dei farmaci; non è che possiamo fare a meno di acquistare scarpe e vestiti, così come non si può fare a meno di acquistare il farmaco se si è affetti da una patologia. Il punto è : è necessario che il farmaco che ci occorre costi così poco ? Se lo paghiamo di più, si riduce il prelievo fiscale.
    Cordiali saluti
    Assunta

  13. Massimo74
    16 settembre 2011 a 12:19 | #13

    @Alberto

    Pentirmi?E di cosa?Io non voglio rubare niente a nessuno,voglio solo vivere del mio lavoro,mentre sono altri che ritengono legittimo vivere a spese del prossimo.
    Vorrei ricordarle che la ricchezza non esiste in natura, va prodotta. Non si capisce su quali basi etiche si possa affermare che chi non produce debba poter godere dei beni di chi produce, ne come si possa affermare che una societa’ che impone questo con la violenza si debba considerare “giusta”.
    No,mi dispiace ma non ho proprio nulla di cui pentirmi,chieda ad altri di fare penitenza.

  14. Massimo74
    16 settembre 2011 a 12:55 | #14

    @assunta normale

    Per me è molto semplice,il costo dei farmaci deve essere deciso dal mercato,coiè dalla legge della domanda e dell’offerta e non ci devono essere interventi della politica volti a provocare distorsione nel sistema dei prezzi.Quello che la politica dovrebbe fare semmai è una vera liberalizzazione del settore a cominciare dalla deregulation relativa alla vendita di farmaci di fascia c.In questo modo ci sarebbe maggiore concorrenza e i prezzi calerebbero a tutto vantaggio dei cittadini che dispongono di redditi medio/bassi.

  15. Alberto
    16 settembre 2011 a 14:10 | #15

    Quando arriverà quel momento e spero per lei che ciò non accada, allora lo capirà senza tante chiacchiere.@Massimo74

  16. Alberto
    16 settembre 2011 a 15:20 | #16

    Si ricordi che sul né congiunzione negativa ci vuole l’ accento.@Massimo74

  17. assunta normale
    16 settembre 2011 a 15:49 | #17

    @Ugo Arrigo
    Gentile Ugo Arrigo,
    ho apprezzato molto la sua cortese risposta. Io penso che tutti noi facciamo delle scelte, consapevolmente e inconsapevolmente. Io abito in Campania, regione con forte debito nel settore della sanità. Ma la Campania è la stessa regione in cui il mercato dei tabacchi è florido, è la stessa regione in cui le importazioni di merci dall’estero superano le esportazioni, è la stessa regione in cui le famiglie spendono in cosmetici, è la stessa regione in cui le famiglie possiedono un’automobile per ciascuno dei loro componenti, e così via. A me personalmente pare chiaro che i cittadini campani abbiano fatto una scelta, inconsapevolmente o a ragion veduta : hanno cioè dirottato i loro soldi sui consumi individuali, facendo finta che le cure mediche non còstino nulla. Ora ognuno di noi deve abituarsi a dirigere un flusso più consistente di denaro verso la spesa sanitaria, ogni volta che ne abbia necessità, sottraendo tale flusso all’acquisto delle sigarette, delle creme rigeneranti, del secondo o terzo telefono cellulare, del decimo o undicesimo paio di scarpe, e così via. Ognuno di noi campani, visto che il debito ce l’abbiamo noi. Non possiamo presentarci allo sportello dell’azienda sanitaria con la ricettina in mano, per pagare meno e poi una volta usciti da lì correre a fare shopping di merci superflue. Io credo che la mia regione debba aumentare il prezzo delle prestazioni sanitarie che èroga. Qui non si tratta di punire nessuno, non si tratta di fare del male a qualcuno, si tratta di chiedere ai campani : come mai ogni anno spendete tot milioni di euro per acquistare le sigarette ? Noi campani dobbiamo comportarci in modo più responsabile, non possiamo avere lo stesso tenore di vita, anzi non possiamo scimmiottare il tenore di vita dei lombardi o dei veneti, che hanno una ricchezza maggiore senza avere il debito sanitario della Campania.
    Grazie ancora per la cortese attenzione.
    Assunta

  18. Massimo74
    16 settembre 2011 a 15:57 | #18

    Alberto :
    Quando arriverà quel momento e spero per lei che ciò non accada, allora lo capirà senza tante chiacchiere.@Massimo74

    Non so a quale momento lei si riferisce,ma le potrei dire che ad esempio quando arriverà per me il momento della pensione,molto probabilmente non vedrò il becco di un quattrino perchè nel frattempo tutti i soldi che ho versato tra tasse e contributi sono serviti per pagare i baby pensionati,pensionati d’oro,politici e burocrati con la doppia e tripla pensione e tutti coloro che hanno goduto di benefici enormi (vedere ad esempio la cosidetta legge mosca) elargiti da una classe politica corrotta e irresponsabile che ci ha regalato il terzo debito pubblico del mondo e un paese sull’orlo del default.Se queste sono le meraviglie del welfare,ne faccio volentieri a meno.

  19. carlo grezio
    16 settembre 2011 a 21:55 | #19

    caro massimo74
    non so se lei debba pentirsi come dice alberto, ma dovrebbe però cercare di contenere il numero delle sciocchezze.
    un sistema di sano welfare state è ciò che distingue una società civile da una comunità di trogloditi.
    qui non siamo in padania e non siamo leghisti e non siamo nemmeno in texas; tra gente civile il welfare è un importante conquista che deve essere protetta con grande attenzione.
    Poi non si deve scambiare un sistema di welfare all’italiana,malfatto e malgestito nell’ambito di una complessiva gestione pubblica ridicola, corrotta, inefficiente e colpevole fatta da molti decenni da un gruppo di manigoldi selezionati da un popolo di imbecilli per abbandonare una sana idea di welfare.
    Il welfare all’italiana ha costi scandinavi e prestazioni sudamericane con gestioni mafiose e truffaldine da italiani: basta guardare il caso sanraffaele-don verzè o la sanità siciliana per capire di cosa parlo.
    noi non dobbiamo smontare un sistema di welfare che porta i prezzi dei farmaci che servono ad assunta normale e tanti altri ad un livello corretto ( lasci stare il mercato…in questo caso non è il mercato a determinare il livello dei prezzi…l’economia è una cosa un pò più sofisticata), dobbiamo allontanare gli imbecilli dal potere e pretendere che ci vada qualcuno che sappia cosa vuol dire gestire il welfare in modo onesto e corretto.

  20. Alberto
    16 settembre 2011 a 22:35 | #20

    Carlo, per motivi che non sto a dirle, non ho in questo momento, la lucidità per rispondere, come altre volte alle stupidaggini che dice Massimo, anche se ha ragione su alcune enormità del passato sul rilascio di pensioni baby, ma sottoscrivo pienamente le sue parole; sagge e purtroppo veritiere.
    Carlo, per quel che può contare il mio parere, la stimo moltissimo. @carlo grezio

  21. Daniele Ghiglietti
    17 settembre 2011 a 9:59 | #21

    c’e’ poco da fare….. il capitalismo e’ zeppo di contraddizioni e gli interessi diversi di soggetti diversi non possono risolverLe…… piu’ andiamo avanti e piu’ Marx vede le sua teorie confermate….

  22. Massimo74
    17 settembre 2011 a 10:24 | #22

    @carlo grezio

    Per me il discorso è molto semplice,coloro che sono favorevoli al welfare state possono benissimo finanziarselo di tasca propria senza pretendere di coinvolgere chi vorrebbe orientarsi verso soluzioni diverse.Ad esempio Io non so cosa farmene di una sanità pubblica dove ci sono 90 morti al giorno per errori medici,dove grazie alle liste di attesa ci vogliono in media 45 giorni per un ecografia e oltre 60 giorni per una mammografia e che oltretutto ci costa ogni anno 110 miliardi di euro,cioè circa 1900 euro procapite.Pensi che Io ho una polizza sanitaria che mi garantisce una copertura totale e che mi costa circa 400 euro all’anno(circa un quinto di quanto lo stato mi chiede per finanaziare il SSN) e che oltretutto mi permette di usufuire di servizi sanitari di gran lunga più efficenti di quelli offerti dal sistema sanitario pubblico.Ora mi dica lei perchè Io devo essere costretto a pagare tasse altissime per avere come contropartita dei servizi di cui non ho alcuna necessità e che in ogni caso sono quasi sempre di qualità scadente.
    La inviterei a riflettere su un fatto:la maggioranza dei nostri politici (con qualche rarissima eccezione) difendono a spada tratta il welfare e tutti i servizi pubblici in generale.Come si spiega allora il fatto che sono loro stessi i primi a evitare questi servizi e a rivolgersi al privato quando ne hanno bisogno?Lo sapeva ad esempio che anche l’ex segretario di rifondazione comunista Fausto Bertinotti,difensore ad oltranza dell’intervento pubblico in economia e nemico dell’economia di mercato, è andato a farsi curare in una clinica privata (a spese nostre naturalmente) per un intervento alla prostata?

  23. assunta normale
    17 settembre 2011 a 10:53 | #23

    @carlo grezio
    Ciao Carlo,
    non concordo con il tuo commento di ieri sera. Che i farmaci siano prodotti come altri, è dimostrato dagli scaffali delle farmacie, i quali letteralmente pullulano, straboccano dei più svariati medicamenti. Tu personalmente quanti farmaci hai usato nell’arco della tua vita ? Per quanto tempo li hai usati ? Con ciò voglio dire : a cosa servono tutti questi farmaci che si vendono in farmacia ? Quante malattie ci sono ? Quanti malati più o meno seriamente vivono tra noi ? I farmaci sono diventati a tutti gli effetti pratici, dei prodotti di largo consumo. Non pensare subito al farmaco salva-vita, pensa al collirio, allo sciroppo per la tosse, alla crema per i dolori muscolari, all’effervescente per i sintomi dell’influenza. Io non dico che questi farmaci vadano eliminati, ma chiedo a te perchè l’erario italiano debba pagarne il prezzo di vendita quasi per intero, lasciando al consumatore il pagamento del residuo. Se c’è tanta offerta di farmaci, vuol dire che c’è qualcuno che li compra, chi ? Perchè l’erario italiano deve pagare quasi per intero il prezzo dell’effervescente per i sintomi dell’influenza, e io o tu ci mettiamo di tasca nostra solo 4 o 5 euro ? Quando abbiamo bisogno di un simile effervescente, non ci possiamo permettere di pagarlo al suo prezzo effettivo, che magari sarà 10 o 15 euro ?
    Grazie per l’attenzione.
    Assunta

  24. Daniele Ghiglietti
    17 settembre 2011 a 12:23 | #24

    Massimo 74
    scusa, ma la tua polizza sanitaria ti copre anche il pronto soccorso, la rianimazione, il servizio del medico di famiglia, l’ assiestenza recupero-funzionale, ti garantisce l’ assistenza 24h su 24h, ed i tuoi familiari sono sentro alla polizza o devi pagare anche per loro?…..
    e non trovi giusto anche contribuire, in parte, per chi non ha un certo reddito?

  25. marco
    17 settembre 2011 a 15:37 | #25

    Personalmente sono molto preoccupato da quanto accade e dalla mediocrita’ dei manovratori.
    possiamo solo iniziare con molti tagli per cercare di sopravvivere, intanto per la crescita ci mancano gli attributi (scuole di eccellenza, criteri meritocratici premianti ed efficienti, una classe dirigente sana e preparata e sufficientemente lontana da collusioni). I tagli si fanno nella politica e nella pubblica amministrazione conservando le 104 citta’ sopra i 60.000 abitanti e raggruppando il resto di territorio e abitanti in 750 distretti da 60000 abitanti circa (eliminando circa 8000 comuni e tutte le province))
    Si avvia poi un programma di privatizzazioni di tutte le partecipate (stato e regioni, province e comuni) non solo a italiani ma anche a stranierisperando che loro facciano meglio di noi pulizia di clientes e politici trombati o meno. Contemporaneamente libralizzazioni di corsa sul modello almeno spagnolo. E come indirizzo agli imprenditori che si stanno accorgendo di non crescere suggeriamo un sano programma di fusioni e acquisizioni per selezionare le produiuzioni con un futuro possinile e la taglia idonea per la globalizzazione. E appena possiamo respirare un piccolo taglio delle tasse, magari una no tax area sotto i 10000 euro, Infine l’allineamento con la tassazione tedesca sperando che inizino a uscire i primi laureati di rango a cui poter delegare credito per avviare start up con buone possibilita’ di successo. Se vi sembra che 8000 consigli comunali e 100 consigli provinciali siano macelleria popliticanon e’ cosi’. Dentro quegli edifici si possono fare case per anziani, asili per bambini, prigioni ed uffici pubblici (dove mettere messi comunali invece di sindaci). QUINDI VASTE POSSIBILITA’ DI IMPIEGO in alternativa penso dovremo prepararci a vivere un episodio di APOCALIPSE NOW (altro che i videogiochi di gIULIETTO!!)

  26. Piero
    17 settembre 2011 a 20:29 | #26

    @Massimo74

    se butti via il bambino (la solidarietà x chi nonostante l’impegno non ce l’ha fatta)..
    con l’acqua sporca (sprechi, assistenzialismo, privilegi)..
    allora vuol dire che hai deciso di buttar via ciò che differenzia l’uomo dalle bestie..

  27. Heini Galimberti
    17 settembre 2011 a 23:57 | #27

    penso che l’unica cosa possibile sia emigrare.
    le 4 caste che affollano il baldacchino, i politici, i burocrati, i sindacalisti, ed i giornalisti, non avranno mai ne la forza ne la capacità ne la volontà di auto limitarsi per ridurre il loro peso.
    quindi l’elefante è destinato inesorabilmente ad una lenta e costante agonia.
    non potendo immaginare una rivoluzione o un colpo di stato non resta che emigrare.

  28. LUCIO
    18 settembre 2011 a 22:42 | #28

    é tutto vero ma tanto non cambia niente. lo sappiamo tutti anche chi ci governa di quale cura ha bisogno il nostro paese. quale interesse hanno per far risorgere il paese? il debito è nostro loro lo amministrano e basta.

  29. Piero
    19 settembre 2011 a 8:43 | #29

    Heini Galimberti :penso che l’unica cosa possibile sia emigrare.le 4 caste che affollano il baldacchino, i politici, i burocrati, i sindacalisti, ed i giornalisti, non avranno mai ne la forza ne la capacità ne la volontà di auto limitarsi per ridurre il loro peso.quindi l’elefante è destinato inesorabilmente ad una lenta e costante agonia.non potendo immaginare una rivoluzione o un colpo di stato non resta che emigrare.

    sono molte di più di 4 caste.. esempi…

    raccomandati del pubblico ma pure del privato..
    evasori…
    esportatori in nero di capitali..
    baby pensionati..
    corruttori del pubblico e del privato..
    clericali che appoggiano i privilegi della chiesa non inerenti la religiosità..
    eccetera…

  30. Massimo74
    19 settembre 2011 a 9:43 | #30

    @Daniele Ghiglietti

    A parte il medico di famiglia,il resto è tutto compreso.Devo comunque dire per onestà che la mia polizza è convenzionata con la mia carta di credito e questo mi dà diritto ad uno sconto di circa il 25% sul prezzo di acquisto,ma in ogni caso si tratta sempre di una cifra di gran lunga inferiore di quanto ci viene richiesto oggi per finanziare il SSN.
    Per quanto riguarda la copertura,ho specificato che si tratta di una polizza personale,ma volendo è possibile sottoscrivere una polizza che copra tutto il nucleo familiare e così facendo si ha anche diritto ad ottenere un ulteriore sconto(più è alto il numero dei componenti più si risparmia).

  31. Riccardo
    19 settembre 2011 a 13:26 | #31

    @lalia
    Cara Laila, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. La matrafora dell’elefante e del baldacchino è suggestiva e semplice ma non calzante per la realtà italiana.
    Il prof. Ricolfi nei suoi ultimi saggi ha provato con i numeri a far ragionare la schiera di giornalisti e politici che sfornano opinioni sulla realtà italiana. Purtroppo sono quasi tutti di formazione umanistica e hanno reazioni cutanee violente quando mostri loro qualche percentuale e azzardi una analisi.
    L’imposizione fiscale sull’emerso è abnorme e vergognosa perchè serve a sostenere il baldacchino, ma il sommerso, pur essendo in valore assoluto ovviamente concentrato al nord, incide nelle quattro grandio regioni del sud per oltre il 70% (ESCLUDENDO PENSIONI E PUBBLICO IMPIEGO per ovvi motivi), mentre nel nord del paese è tra il 15 e 20%, più o meno ai livelli del nord europa.
    Possiamo anche raccontarci che la soluzione è la lotta all’evasione ma la realtà rimane la stessa. Chi ci mandiamo a Palermo a recuperare il 70% di sommerso senza farsi aprire la pancia come un capretto?

  32. CLAUDIO DI CROCE
    20 settembre 2011 a 9:48 | #32

    @Riccardo
    Il problema del Sud – corruzione, mafia e camorra, inciviltà, parassitismo ,mancanza del concetto del lavoro, familismo amorale, ecc..ecc.. – non è stato risolto in centocinquantanni di ” unità ” italiana ,anzi si è espanso al nord seguendo l’emigrazione interna , figuriamoci se lo sarà adesso in piena crisi. Scordiamoci il ricupero dell’evasione fiscale al sud, oltretutto senza dimenticare che il 90% dei dipendenti pubblici addetti al fisco sono di origine meridionale .
    Dovremmo rileggere il Gattopardo , il bellissimo libro scritto da un siciliano che spiega tutto . Ricordiamo infine che l’ineffabile Presidente della Sicilia ha assunto ora qualche migliaia di dipendenti pubblici dicendo che non si poteva tenerli ” precari “, raggiungendo una somma astronomica di persone nullafacenti mantenute dal denaro pubblico , che viene in maggioranza dal nord. E noi continuiamo a festeggiare Garibaldi !!!!!!

  33. 25 settembre 2011 a 11:13 | #33

    Io penso che gli italiani saranno costretti, volenti o nolenti, a togliersi le fette di salame dagli occhi.

    Il paese e’ alla rovina.

    Ogni 1% di spread col BUND fa aumentare di decine di miliardi di euro l’onere costituito dagli interessi sul debito e allontana sempre di piu’ gli investitori piu’ prudenti da BOT e BTP italiani.

    Il debito pubblico e’ ormai una voraggine incolmabile e risucchiera’ tutto e tutti.

    Presto assisteremo ad aste di titoli di stato che andranno deserte e allora saremo veramente alla canna del gas.

    La BCE potra’ tamponare una, due, forse tre volte ma poi ci costringera’ a scelte veramente drammatiche e impopolari che, al confronto, quelle imposte ai greci sembreranno all’acqua di rose.

    Gli italiani hanno vissuto da cicale per decenni, coccolandosi una classe politica che apriva i cordoni della borsa in cambio di voti.

    Gli italiani sono i responsabili del loro male e per questo pagheranno duro.

    Milioni di dipendenti pubblici raccomandati e fancazzisti saranno obbligati ad andare a raccogliere i pomodori e le arance, se vorranno campare.

    Lo Stato, con la sua casta di dirigenti e le sue istituzioni elefantiache, e’ il vero nemico del popolo, non gli imprenditori, gli artigiani e i loro dipendenti che producono reale ricchezza.

    Il disfacimento dell’ Italia imporra’ di smantellare grossi pezzi dello Stato, con buona pace dei nostalgici del socialismo reale.

    Solo cosi’, dopo, si potra’ ripartire.

  34. giorgio
    25 settembre 2011 a 11:50 | #34

    @Claudio Tolomeo
    Concordo con le affermazioni di Tolomeo, la sua diagnosi e corretta !

  35. 25 settembre 2011 a 15:04 | #35

    A chi usa argomenti “farmaceutici” per cercare di dimostrare l’ineluttabilita’ del welfare, vorrei ricordare che esiste l’opzione americana (perfettibile, per carita’ !), basata sull’assicurazione sanitaria.

    Invece che pagare montagne di tasse al “moloch” statale, preferirei pagare solo il 20% di Irpef e poi pagarmi una assicurazione sanitaria.

    A tutti i sostenitori del “…pagare le tasse e’ giusto e bello perche’ lo Stato ci ricambia con i servizi…” dico : provate a fare il seguente conto.

    Calcolate quante tasse dirette e indirette e contributi previdenziali pagherete allo Stato nel corso della vostra vita e vi accorgerete che si tratta di parecchie centinaia di migliaia di Euro.

    Ad esempio, un dipendente che riceve mediamente 1500 euro netti in busta paga, in trent’anni di lavoro ne versa almeno 500000 (mezzo milione !) allo Stato.

    Se quei soldi fossero lasciati nelle sue tasche e potessero sommarsi a quel misero stipendio netto che gli viene attualmente concesso, quel dipendente potrebbe tranquillamente:

    - stipulare una assicurazione sanitaria piu’ che dignitosa
    - mandare un figlio in uno dei migliori college europei
    - costituirsi nel tempo una pensione privata
    - pagare tutti gli altri servizi di cui usufruisce (trasporti, cultura ecc.)

    Per concludere : aprite la mente cari contribuenti italiani !

    Siete solo dei sudditi di un principe tiranno e vessatore che cerca di infinocchiarvi con i bei discorsi dei suoi politici sedicenti “progressisti” e difensori del “bene comune”.

    Ribellatevi anche voi e lasciate che questo Stato vada a rotoli !

    Poi ne faremo uno nuovo la cui Costituzione avra’ solo due articoli:

    art. 1 – Sono abrogate tutte le leggi del defunto Stato italiano.
    art. 2 – Vengono adottate tutte le leggi del Principato di Monaco (o della Svizzera, se preferite).

Pagine dei commenti
Login with Facebook:
Last visitors
Powered by Sociable!