L’Italia ha ripreso a ballare sul debito, ed è giusto così

Lo spread BTp -Bund è tornato a sfiorare quota 300. Ed è giusto così. Andrà peggio, nel prossimo futuro, anche se il Tesoro ha annullato oggi le aste previste per agosto, quando occorreva rifinanziare una trentina di miliardi di BTp in scadenza ( e a settembre ce ne sono altri 36).  Non faccio il gufo. E’ OVVIO che i mercati si comportino così. E se la politica italiana vuole illudersi del contrario, o sperare che l’accordo sul debito federale USA la notte del primo agosto allenterà le nostre e solo nostre tensioni, allora vuol dire che la politica italiana è completamente fuori di testa. E i fuori di testa vanno messi in condizione di non nuocere, se è possibile. La terza ondata di misure assunte per il salvataggio greco fa ammontare il totale di prestiti e garanzie europee ad Atene a una cifra superiore al suo intero debito pubblico, cioè a circa 380 miliardi di euro rispetto ai 355 di titoli pubblici in essere. Temo che questa cifra da sola dia l’idea di quanto sia risultato oneroso rinviare il più possibile una soluzione giudicabile dal mercato come adeguata al problema. Naturalmente, è una proporzione alla quale si è giunti non per totale inadeguatezza dei politici europei, ma perché così ha voluto chi tira davvero il carro, cioè i tedeschi coi loro alleati olandesi, austriaci e finlandesi, e la Polonia fuori dall’euro ma unico Paese la cui crescita economica non ha mai registrato un segno meno per un solo trimestre nella Ue.

In altre parole, il round finale di aiuti alla Grecia dà ai mercati l’esatta misura che si possono salvare  in questo modo le economie piccole, come quella greca, portoghese e irlandese. Ma che in nessun caso è pensabile di adottare misure analoghe per le economie grandi, a cominciare da quella spagnola e soprattutto continuando con la nostra.

Da venti mesi Berlino ha precisamente indicato ai mercati che occorreva finalmente distinguere il premio al rischio dei diversi Paesi dell’euroarea, e cioè che per chi tra loro aveva problemi era impensabile continuare nella pacchia di limitarsi a incamerare con l’euro minori oneri sul proprio debito pubblico grazie ai più bassi tassi d’interesse comuni, continuando ad evitare di mettere mano energicamente ai correttivi più adeguati ai guai di ciascuno.

Ed è esattamente questo, l’effetto che mi aspetto delle nuove misure. Duque a mio giudizio sbaglia chi in Italia si aspetta che non riprendano a salire gli spreads tra Btp e Bund, e che alle prossime aste pubbliche non si incorporino nuovi elevati aumenti dei rendimenti rispetto a quelli degli analoghi titoli in scadenza che occorre rimpiazzare. Per questa stessa ragione, del resto, in assenza dell’accordo europeo che doveva ancora maturare ma evidentemente non sbagliando nel calcolo che i tedeschi avrebbero tenuto duro, la settimana precedente mi auguravo che il governo italiano approfittasse al massimo di poter contare su una manovra approvanda nel giro di 72 ore senza ulteriori mercanteggiamenti, inserendovi l’innalzamento a 70 anni dell’età pensionabile in cinque anni e non entro il 2050 come capiterà per l’effetto gradualissimo del meccanismo adottato, e varando privatizzazioni immobiliari per 3-4 punti di Pil nel prossimo triennio, al posto della disordinata batterie di aggravi di entrata e della traslazione in decreto a copertura dei saldi – cioè di spesa – del taglio lineare per 20 miliardi di detrazioni e deduzioni fiscali. Quest’ultima soluzione, non a caso forsennatamente battuta e ribattuta sulle pagine di Repubblica guardandosi bene dal dire che è prevista come soluzione di emergenza in caso di mancata adozione della riforma fiscale al 2013, costituirà senz’altro un bel regalo all’opposizione in caso di voto politico anticipato. Basterà a Pd e alleati dire che votando per loro non si tagliano deduzioni a famiglie e imprese per 20 miliardi, ed ecco come persino la patrimoniale sembrerà agli italiani più giusta e preferibile.

Tornando all’euroaccordo sulla Grecia, vediamo in sintesi chi vince e chi perde. La Bce ha in parte riequilibrato i ceffoni che da un anno e mezzo prendeva da Berlino, che l’aveva obbligata a essere l’unico soggetto chiamato a sostenere sul mercato secondario i titoli dei Paesi a rischio. Una soluzione inadeguata, che inquinava uil meccanismo di creazione della base monetaria e ledeva l’indipendenza Bce. Ora sarà “anche” l’Efsf a poterlo fare, con proprie emissioni in garanzia al mercato. Ma così congegnate le obbligazioni Egfsf non sono eurobonds e non costituiscono dunque la nascita di un vero e proprio debito pubblico europeo, sono il corrispettivo della collateralizzazione sul mercato di debito a bassa solvibilità: sono insomma un CDO di quelli che avevamo imparato tre anni fa a esecrare, visto che dopo annui di ricorso massiccio a questi veicoli speciali l’effeto0 generale fu scoprire semplicemente da un giorno all’altro montagne di debito a cui il mercato rifiutava di attribuire più un qualunque prezzo rispetto al nomimale.

Berlino ha vinto sulla compartecipazione “volontaria” – si fa per dire – delle banche all’allungamento della durata e all’abbassamento dei rendimenti dei titoli greci, ed è un altro punto essenziale della strategia tedesca perché il segnale che si dà alle banche italiane  spagnole è di stare leggere innanzitutto sul proprio debito pubblico, all’opposto di quanto avvenuto in tutti questi anni. Se si tiene conto che dei 355 miliardi di debito pubblico greco circa 160 risultavano alcuni mesi fa nelle mani delle banche, e che due terzi di questi 160 – circa 100 miliardi – sono in carico alle sole banche tedesche e francesi, è una dimostrazione che i tedeschi pur di tenere il punto non escludono  colpi anche alle proprie, di banche. Trentasette miliardi su 160 sono una bella tosata, pari al 23% del capitale. In cambio, è passata la richiesta francese sostenuta anche dalla Bce, e cioè che alle banche esposte sui titoli a rischio si garantisse però il sostegno europeo per le necessarie ricapitalizzazioni in caso di perdite. Perchè altrimenti il blocco del mercato a breve interbancario sarebbe proseguito, e in verità le sue difficoltà nell’ultimo mese sono state in tutto e per tutto paragonabili in Europa a quello degli ultimi giorni precedenti e di quelli successivi al crac di  Lehman Brothers. Su tutto il resto, a  cominciare dall’eurotassa sulle banche che Sarkozy chiedeva come simulacro di una prima fiscalità europea visto che gli eurobond non passavano, Parigi ha letteralmente raccolto cicche.

Se la politica italiana non capisce tutto questo, oppure crede che si sia trattato solo di nubi temibili ma passeggere e che alloro posto risplenderà il sole, allora si condanna con le sue mani. E’ già molto avanti, in questo esercizio di masochismo. Se procede ulteriormente, potrà prendersela solo con se stessa.

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70 risposte a L’Italia ha ripreso a ballare sul debito, ed è giusto così

  1. Piero scrive:

    adriano :Come al solito l’analisi è condivisibile,le soluzioni no.PRIMA di tagliare alcunchè ,occorrono leggi ……. .

    sostituirei la parola PRIMA con la parola CONTEMPORANEAMENTE..
    x ragioni di urgenza economica..
    purtroppo ormai c’è un vincolo ESTERNO al campo delle NOSTRE libertà..

  2. andrea scrive:

    Caro Erasmo
    forse lei non ha capito che tutti quelli che in questo blog non la pensano come lei non vorrebbero mai uno stato assente che lascia spazio unicamente alla selvaggia competizione tra cittadini (abitanti della giungla), ma troppi agitano il vessillo della re-distribuzione senza spiegare quanto questa debba essere ampia, perchè come qualcuno diceva e, modestissimamente, anche io dico, spesso la quantità in economia è tutto; poichè vede se l’essere umano è biologicamente egoista (tutto l’ambiente scientifico ne è assolutamente essenzialmente persuaso, per altro l’etologia dimostra che le specie più simili a noi lo sono) la società dovrebbe occuparsi solamente di limitare questo egoismo naturale attraverso le regole, infatti se quella stessa società sceglie di usare (oltre misura come da noi in itaGlia) la fiscalità ottiene il mirabile risultato di far convergere verso il basso il livello culturale e produttivo dei suoi componenti ed innescato questo circolo vizioso la media si abbassa via-via inesorabilmente anche se lentamente ed in un clima di pace sociale, quella pace che immediatamente scompare alle prime avvisaglie di carestia.
    Io vorrei,con me molti, uno stato povero di patrimonio(pubblico) e reddito ma ricchissimo di potere regolatorio e sanzionatorio, uno stato giusto e lungimirante che non incentiva ma facilita che non sovvenziona ma sostiene ed incoraggia.
    Scuastemi per le solite imprecisioni e saluti ad erasmo per la sua sincerità.

  3. Giuseppe Scotti scrive:

    Sig. Giannino
    Mi perdoni l’ignoranza, ma potremmo essere in grado di comprarci il nostro debito?
    Cordialmente e grazie dei Suoi interventi.
    Giuseppe Scotti

  4. erasmo67 scrive:

    Andrea e Pietro,

    per indole e cultura sono assolutamente lontano da qualsiasi estremismo, e con molti limiti e salvaguardie , ci sono degli aspetti del liberalismo ce si devono salvare anzi promuovere.

    Ciò che mi irrita è sempre l’estemizzazione e l’ideologizzazione e qui ne trovo molta dell’una e dell’altra.
    “Ideologia liberalista2 sembra un ossimoro un paradosso ma tant’è…

    L’egoismo umano è un dato di fatto, scientifico e facilmente sperimentabile da ciascuno, che non contesto ma è un fatto anche che la percentuale di coloro che ambiscono a illimitati livelli di ricchezza e potere è molto piccola , come relativamente piccola è la percentuale di quelli , che si trovano in tutti gli ambiti, che vogliono vincere primeggiare comandare a tutti i costi.
    Purtroppo questi Leoni , privi di senso del limite , magari molto bravi, familiarmente strutturati geneticamente predisposti si trovano davanti praterie sconfinate di povere Zebre e Gazzelle da divorare e più mangiano e più hanno fame e più mangiano più sono forti e veloci ed in grado di mangiare ancora di più.
    Sono percentualmente pochi, si parla di poche decine di migliaia nel mondo, un superclub superesclusivo, ma sono diventati talmente potenti da essere in grado di creare seri scompensi a tutto il sistema.
    Al di sotto di questi vive assai bene una più ampia pletora di parassiti, mangiatori di carcasse che ben si guarda da essere ostacolo a questa situazione.
    Ci sono poi i grandi erbivori animali che si fanno gli affari loro ritenendo di poter vivere tranquilli in grandi gruppi nella savana non avendo quasi nemici naturali, purtroppo la siccità li indebolisce, non riescono più a muoversi in branco e piano piano diventano preda dei Leoni o muoiono di sete.
    Poi ci sono appunto le zebre e le gazzelle et similia.

    I Leoni sono per definizione liberalisti, posso capire i parassiti, ma gli altri ?

    La maggior parte delle persone ha bisogno di una società che sia di supporto alla vita nel senso in cui noi la intendiamo.

    Non è vero che un sistema robusto di welfare sia necessariamente generatore di sprechi e malversazioni, è vero in Italia, ma il problema non è il welfare, sono gli Italiani.

    Do un suggerimento a tutti voi , per chi non lo avesse già visto: Cipolle e Libertà monologo di Marco Paolini è un breve commuovente capolavoro ed anche una storia vera sono sicuro vi piacerà.

    Ridistribuzione vuol soprattutto dire senso del limite.

  5. alex61 scrive:

    @erasmo67
    Ancora con questa redistribuzione?
    Vedo che hai molto tempo da impegnare nelle tue battaglie.
    Comunque mi spieghi chi dovrebbe decidere come e quanto redistribuire.
    Tu? o forse un consiglio di ‘saggi’ o il ‘tribunale del popolo’ o qualche altra trombonata altisonante.
    Poi anche ammesso che questi personaggi non siano (o diventino) dei banditi e che non redistribuiscano verso amici e parenti, mi sai spiegare perché io, povero cretino, dovrei farmi un mazzo tanto ad alzarmi alle 6 del mattino e a tornare alla 8 di sera , se poi arrivano i suddetti personaggi a redistribuire il mio sudato.
    Ma me ne starei tutto il giorno sotto il pero ad aspettare la redistribuzione, od al massimo mi farei le mie trenta orette settimanali e la sera andrei al bar a parlar male del politico di turno.
    Saluti.

  6. erasmo67 scrive:

    Alex,

    se devi stare in ballo 14 ore al giorno per arrivare digniosamente a fine mese allora dovresti essere tu a pretendere una reistribuzione.

    Se lavori 14 ore algiorno per soddisfare il tuo bisogno di avere (molto) di più allora sei un poveretto.

    Il tempo è denaro ma il denaro non è tempo…

  7. Andrea bertocchi scrive:

    @erasmo67
    Durante l’estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l’inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l’inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l’estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se poteva darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «io ho lavorato duramente per ottenere questo e tu che cosa hai fatto durante l’estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica esclamò: «Allora adesso balla!»
    P.S. Ai tempi nostri la formica deve versare più della metà del suo raccolto alla cicala che continua a cantare e ballare felice.

  8. Piero scrive:

    @erasmo67

    fatti non fummo
    per esser come bruti
    ma per viver secondo
    virtute e conoscenza

    detta così suona meglio… pare..

  9. Piero scrive:

    @Andrea bertocchi

    il motivo per cui dobbiamo dare il 52% dei soldi allo stato (x ora: a breve saranno ancora di più) è dovuto al fato che i 3/4 della società italiana sono retti da una logica familistica/raccomdandatoria/firbesca a tutti livelli..

    la favola della formichina e della cicala presuppone due cose :

    * chi più lavora più guadagna… mentre da noi chi più è furbo (cioè non-etico) più guadagna… chi lavora tanto ma non è furbo guadagna poco e paga tanto..

    * la punizione della cicala è giusta perchè era sfaticata.. ma se non fosse stata sfaticata ma avesse avuto una gamba rotta allora la formichina l’avrebbe aiutata..
    uno stato Liberale (non statalista od etico in senso hegeliano , ma neppure Liberista) deve saper DISTINGUERE tra queste due situazioni…

    PS:
    about DISCRIMINAZIONE SALARIALE se vai in pag 1 ho lasciato un commento su cosa ne pensa (in Usa) una primaria banca d’affari.. cioè.. non Marx.. e neppure Bertinotti..

  10. erasmo67 scrive:

    @Piero

    Piero,
    se citi il sommo poeta citalo esatto..

    Considerate la vostra semenza:
    fatti non foste a viver come bruti,
    ma per seguir virtute e canoscenza”.

    Bello , ma cosa c’entra ?

  11. Piero scrive:

    @erasmo67

    vado a memoria…non amo i copia ed incolla :)
    cosa c’entra ? quando critichi “eccessi” di liberismo (uomini = animali = il più debole senza welfare può pure morire).. se lo fai con moderazione (no martellate sul cervello).. eviti di buttar via il bambino (solidarietà) con l’acqua sporca (assistenzialismo)..

  12. CLAUDIO DI CROCE scrive:

    @Andrea bertocchi
    ha ragione al 100% : le cicale sono presenti anche su questo blog e continuano a pretendere di cantare e ballare a spese degli altri , chiamando questo sfruttamento ” solidarietà “.

  13. Silvano scrive:

    @Piero
    Dal tempo libero direi che sei uno studente o uno statale, o comunque non hai molto da fare. Solamente filosofeggiare sugli altri dicendo loro come dovrebbero gestirsi il tempo libero, il lavoro e quali pretese dovrebbero vantare verso la società. Del lavoro produttivo immagino tu conosca ben poco. Unisci l’invidia sociale, al classico blaterare del sottoposto che se solo avvesse il potere lui saprebbe come governare la baracca. Invece per qualche strano complotto, dovuto a caso, fortuna o arrivismo non è così.
    Leggo solo un proliferante redristributismo da frustrati che è fondamentalmente antisociale.
    Sai nella vita a volte capita di perdere non perché nella società si aggirino i leoni, ma semplicemente perché si é stati un po’ pirla. Succede a tutti: serve a crescere. Quasi sempre. Quasi…

  14. erasmo67 scrive:

    @Silvano
    Torniamo al tema:
    L’italia ha ripreso a ballare sul debido ed è giusto così.

    Ma vi rendete conto, sig. Giannino in primis, dell’idiozia di quanto scrivete?

    Il liberalista sostiene che è tutto scontato nel prezzo e che qualsiasi intervento regolatorio sia un distorsione che genera quasti peggiori del male che vorrebbe curare.

    Ma è sufficiente un semplice ragionamento per capire che non è vero.

    Oggi la Germania dice che si deve pretendere un pagamento di interessi più elevato da quei paesi che rappresentano un rischio più alto. Ma questo è assurdo perchè non è l’alea che viene pagata in base al calcolo delle probabilità, qui l’investitore che acquista il debito può pretendere un premio più alto sulla base di un ricatto.

    La spculazione altera il prezzo

    Se questo è giusto e secondo voi non necessita di correzioni allora implicitamente dite che l’usura non è un reato e che prestare denaro al 100% di interessi ad un povero cristo che per qualsiasi ragione si trova escluso dal credito sia giusto.

    Conosco uno che trovandosi in difficoltà finanziarie con il suo negozio, non trovando aiuto dalle banche si è rivolto ad un “parente” che per aiutarlo gli ha comprato la casa con un generoso sconto sul prezzo di mercato poi, sempre per aiutarlo gli ha affittato la casa, a prezzo di mercato.

    Per il liberista questa è una dinamica ineccepibile.

    A me viene un solo commento, BASTARDI !

  15. Piero scrive:

    @Silvano

    ho moltotempo libero.. ma il perchè non lo devo certo spiegare a te..
    non ho invidia sociale x chi guadagna lavorando..
    non amo chi ruba stipendi/pubblici o pensioni..
    non amo chi evade le tasse..
    non amo chi non vuol aiutare chi x ragioni oggettive non ce la fa..

    mi fanno ridere quelli che dicono che le sinistre hanno aumentato le tasse le spese (vero)

    e poi difendono le destre che hanno pure loro aumentato le tasse e le spese (altrettanto vero)..

  16. Piero scrive:

    @Silvano

    oops.. dimenticavo di rispondere ad una tua osservazione..
    come dipendente.. come consulente.. come fornitore.. e come cliente..
    avrò in vita mia conosciuto qualche centinaio di imprese produttive..
    di tutti i settori.. piccole medie e grandi.. private e pubbliche..

  17. Silvano scrive:

    @Piero
    Sorry, era un refuso. Si riferiva a erasmo67.

  18. Piero scrive:

    @Silvano

    ok.. cmq ..anche se fosse stato diretto a me no problem..
    la dialettica (no maleducazione) è la cosa bella di questo sito..

  19. dedi scrive:

    Mi sembra che con tutte queste parole ed enunciati non si vada da nessuna parte.
    Un ministro delle finanze che con una operazione CRETINA provoca un aggiunta di debito pubblico di miliardi ( +4 punti lo score versus i bund) e noi stiamo ancora a parlare di LUI invece di invocarne il licenziamento e confisca dei suoi (forse) beni.
    Un governo che ha fallito( pieno di inquisiti e incompetenti che pure ci insultano) e quindi nuove elezioni subito.
    Se poi gli italiani saranno masochisti, bene ce ne andiamo e non scriviamo neanche piu’ su questo blog.
    Nel mondo ci sono milioni di italiani qualche decina in piu’ si diluira’ facilmente e magari ci danno un passaporto di altro paese e non saremo costretti a mantenere i mafiosi nella migliore delle ipotesi.E? ora di dire basta!

  20. Massimo scrive:

    Salve a tutti,
    Penso che ci si dovrebbe concentrare più verso problemi interni che non quelli internazionali.in America si parla di default( si parlava)…pero si e’ deciso di mandare in default,se non erro, lo stato del Minesota (comunicazione di un mini trafiletto sui diversi quotidiani).
    Se il mondo e’ caratterizzato dalla definizione ed imposizione delle regole un motivo ci deve essere…beh il motivo e’ la necessita di creare un ordine telecomandato..non siamo così civili da capire l’importanza della crisi se coloro che creano le leggi/regole sono i ricchi italiani e non soffrono la fame.Avete mai sentito parlare di sciopero bianco? Beh in America così come in altri paesi europei (non ultimo incremento tasse in uk o manifestazione pacifica in Spagna) si e’ manifestato comunicato i principi che per tratti sono assimilabili agli ideali della rivoluzione francese.Finche non si entrerà nella mentalità di uguaglianza sociale non si potrà mai capire il senso di welfare.
    Qualcuno mi sa dire per esempio l’importanza delle regioni .? Siamo uno stato dove il numero degli avvocati di una città come Napoli e’ pari al totale degli avvocati della Francia, dove nessuno dichiara ma dove tutti vestono, mangiano, e si godono la vita…non parliamo della classe medica dove il numero dei dottori per abitante e’ quasi il triplo di quello della Gran Bretagna .(le attività intramoenia dichiarate sono pari a circa 6.000€ anno per dottore’ qualcuno ci crede.?).
    La cosa più grave e’ che in questa confusione Si perde di vista il driver della crescita :il consumo trainato da potere d’acquisto reale …beh qualcuno mi dice come si cresce se Telecom Italia decide di ridurre il personale, banca intesa taglia 11.000 posti entro il 2015′ banco popolare altri 1.200 posti di lavoro, tra un Po Finmeccanica fara’ lo stesso…e così Fiat e tante altre aziende.
    Tra un pompa generazione 1.000€ dovra’ dare da mangiare ai propri genitori.

    Non e’ pessimismo…ma constatazioni di eventi che da lontano e freddezza diventano nitidi.
    Saluti,
    Massimo

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