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Posts Tagged ‘Berlusconi’

La bruciante sconfitta è di chi legifera e sparisce

13 giugno 2011

Non ho sbagliato il pronostico sul referendum, come non l’avevo sbagliato da mesi sulle amministrative.  Gli evidenti segni di crisi di consenso nelPaese al governo Berlusconi hanno portato prima alla sconfitta in città simbolo come Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Novara e via continuando, e ora hanno riportato dopo 26 anni il quorum referendario di molto oltre il 50%. Non aver capito da mesi e mesi che questa era l’aria che tirava nel Paese verso il governo e il suo leader, oppure – ciò che è peggio – averlo capito ma non esser riusciti ad articolare un minimo di reazione politica per timore delle sue reazioni, è il segno ormai conclamato di una gravissima crisi politica del centrodestra e innanzitutto del suo leader. Per conto mio, qualunque sia la – ovvia – volontà di sopravvivenza del governo,  mi riesce assai difficile immaginare atti politici di portata tale da invertire il segno e risalire la china. Vedremo la Lega che deciderà, vista la protesta da mesi montante nella sua base. Di fatto, la mia sintesi a oggi è questa: Berlusconi è politicamente ferito a morte perché privo di reazione, e al suo fianco – come si vede dai quesiti e come si è visto nella campagna referendaria – la sinistra riformista di governo è politicamente sconfitta.  Il principio delle gare di evidenza pubblica nell’affidamento dei servizi locali – il primo quesito sull’acqua indebitamente e vergognosamente gabellato per privatizzazione – è entrato nella legislazione e nel dibattito italiano grazie ai riformisti del Pd, fin dai tempi di Giorgio Napolitano ministro dell’Interno. Ma il Pd su questo – come sul ripensamento in materia di no al nucleare che aveva avviato in primis lo stesso Bersani – è stato letteralmente travolto.  In nome del no a un  Berlusconi minaccia per la democrazia e soprattutto ridotto – autoridotto, verrebbe da dire – a barzelletta di sesso-dipendenza, e alla semplifgicazione radicale e antagonista di ogni scelta concreta, sintetizzata in parola d’ordine ideologica. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Acqua, Libertà, ambiente, energia, liberalizzazioni, liberismo, mercato, nucleare, referendum , , , ,

Nucleare: grande confusione sotto il cielo

18 maggio 2011

A pochi giorni dai referendum del 12 e 13 giugno, si attende ancora la pronuncia da parte della Corte di Cassazione sul quesito n.2, inerente l’energia nucleare (qui, testo quesito). Fine delle certezze. Ciò che non è chiaro, è cosa stia succedendo alle normativa riferita al nucleare in Italia.

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Luciano Lavecchia ambiente, energia, nucleare , , ,

La triste realtà della sferzata

11 febbraio 2011

Sul fronte economico la notizia positiva di ieri è che la produzione industriale italiana nel 2010 è salita del 5,5%, dopo il crollo del 2009. Ma è inutile illudersi. Di questo passo, per molti comparti dell’economia nazionale per tornare ai livelli precrisi bisogna aspettare un periodo che va dal 2013, per i settori più agganciati alla ripresa del commercio mondiale rispetto alle specializzazioni italiane, come le macchine e l’automazione industriale, al 2015 e oltre, per i settori più appesantiti dal persistente ritardo della domanda interna. E’ questo, il quadro realistico dell’economia italiana. Un quadro di persistente fragilità rispetto al nostro diretto concorrente che dovrebbe costituire il nostro costante punto di paragone e riferimento, la Germania che è prima potenza industriale ed esportatrice d’Europa, con l’Italia a seguirla in seconda posizione. E’ un quadro di fragilità confermato in pieno anche dall’ultima rilevazione della Fondazione Nordest, che solo poche settimane fa tra oltre 250 imprese venete rilevava come i saldi d’opinione positivi nel primo trimestre 2011 quanto a produzione, ordini export e utilizzo degli impianti restavano arretrati, rispetto a quelli rilevati a giugno 2010. Proprio laddove si concentra in Italia la maggior densità di piccole e medie imprese industriali esportatrici, in Veneto dove il prodotto industriale procapite supera quello della media nazionale tedesca, si legge meglio che altrove in Italia la vera emergenza che andrebbe posta in cima a tutti gli altri temi dell’agenda politica. Solo mettendo mano a interventi rapidi e immediatamente operativi, si può infatti pensare di dare una mano alla componente dell’economia nazionale che è responsabile del 70% della crescita a breve dell’intero nostro paese, visto che è questo il peso attuale sulla crescita del Pil delle esportazioni manifatturiere. E invece? E’ questa forse davvero, la priorità della politica? Sappiamo tutti quale sia l’amara risposta. La risposta è no. L’agenda di governo italiana da metà dell’anno scorso si è prima progressivamente incartata per la secessione di un pezzo di centrodestra dalla maggioranza. Poi è arrivata in questi ultimi mesi la paralisi piena, per effetto delle nuove indagini della procura di Milano sulle notti di Arcore. Ora, con ogni probabilità da quel che si vede, siamo ormai prossimi a un’esplosione di tensioni senza precedenti. Perché Berlusconi non ci pensa nemmeno a farsi da parte sotto i colpi di quella che considera pura diffamazione sediziosa. La magistratura non arretrerà di un millimetro neanch’essa. Tra poco il premier si troverà esposto alla riapertura e all’avio di ben cinque processi, senza più scudi. E nel frattempo la maggioranza non controlla più alcune decisive commissioni alla Camera, senza le quali può resistere anche bene ai voti di fiducia sin qui susseguitisi, ma di fatto non può legiferare. E’ in questo quadro oggettivo, che è difficile se non impossibile nutrire ottimismo sulla famosa “sferzata all’economia†che Berlusconi aveva preannunciato dieci giorni fa sul Corriere della sera. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino export, liberalizzazioni, macroeconomia , , , , ,

Il bestiario delle tasse e l’avvelenata fiscale

2 febbraio 2011

“Le tasse sono come la droga, ne paghi una e alla fine non smetti più. Ti sembra sempre più bello, fino a che muoriâ€. Il copy è di Antonio Albanese, ma a riderci sopra si finisce con l’amaro in bocca. Da una parte c’è il fiorire rigoglioso delle proposte di imposta patrimoniale hanno clamorosamente confermato una solida tradizione: la sinistra politica e intellettuale, accademica e mediatica, pensa che il problema del’Italia si risolva con più tasse, addirittura con una bella potata straordinaria di 20 o 30 punti di Pil dalle tasche degli italiani e dei proprietari di case. Dall’altra, però, c’è la presa per i fondelli di 16 anni passati solo a parlarne, di energico abbattimento di spesa e imposte. La spesa è cresciuta,la pressione fiscale pure. Vedremo che cosa ci riserva la svolta liberalizzatrice annunciata per venerdì al Consiglio dei ministri. Ma lo sappiamo tutti benissimo, che per Tremonti non si può e forse non si deve, abbassare spesa e tasse come per noi è giusto e possibile – basta leggere un terzo dei post di questo blog per averne dimostrazione. E allora dico io leggete questo meraviglioso documento, e ditemi se non siete d’accordo sulla proposta che lancerò in trasmissione venerdì mattina: distribuirlo in tutte le scuole, volantinarlo fuori le fabbriche ai cambi turno, regalarlo nelle corsie degli ospedali e a chi è in fila agli uffici postali, affiggerlo nelle bacheche dele università, ingrandirlo e tappezzarci le mura perimetrali di ogni ufficio pubblico a cominciare dalle sedi dell’Agenzia delle entrate e di quella macchina del terrore chiamata aulicamene Equitalia. E soprattutto: violare con un elicotero noleggiato lo spazio aereo proibito sopra Camera e Senato e palazzo Chigi, e lanciare tonnellate di queste apparentemente inoffensive 24 cartelle foglio per foglio, ciascuna delle quali anche da sola fa rivoltare l’anima a chiunque  ne abbia ancora una e mantenga un senso di dignità e libertà, nei confront di questa follia divoratrice di risorse appellata Stato italiano. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Diritti individuali, Libertà, fisco , , ,

L’eleganza del Rizzo

29 gennaio 2011

Sul Corriere della sera di oggi, Sergio Rizzo dedica un puntuto articolo a “quegli strani intrecci tra Lady Podestà e Nicolazzi juniorâ€. Sesso? Soldi? Sangue? Macché. Mezze verità innocue e qualche colpevole errore che sarebbe stato facile evitare verificando informazioni e collegamenti. Senza particolare sforzo. Bastava Google.

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Carlo Stagnaro energia , , , , , , , , ,

Eni, Russia, Berlusconi. Dove stanno i soldi?

15 dicembre 2010

Il tornado di piombo sulla “torbida relazione†tra il Cav. e Vlad ha impedito a molti di porsi la domanda più scontata: perché l’Eni vuole il gasdotto russofilo South Stream, anziché quello atlantista Nabucco? Come spesso accade, si è trascurata la risposta più semplice: perché lì stanno i soldi.

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Carlo Stagnaro energia , , , , , , , , ,

Silvio è vivo e Sergio lotta

14 dicembre 2010

Dedicherò solo poche righe al voto della Camera, coem avete visto cui siamo dati la regola di non fare post di politique politicienne. Silvio Berlusconi è un osso duro. Fini ha perso, Casini ha rotto politicamente e si è fatto contare alle urne, lui ha rotto personalmente e al dunque non ce l’ha fatta. Il Pd è nella palta. I problemi del Paese sono altri, e avremo altri terribili mesi di inedia. Sullo sfondo, elezioni con questa legge elettorale con Berlusconi ancora capo del centrodestra, e auguri al risultato. Per gente seria un nuovo impulso a emigrare perché non si salva praticamente nessuno, e nel pensarlo si prova autoribrezzo all’idea di diventare qualunquisti, qualunque cosa pensiate degli eccessi e delle tragiche promesse liberali mai mantenute da SB (io ne penso male e malissimo, dalle tasse alla spesa pubblica altissime alla riforma della giustizia mai varata pensando solo a sé, ma al dunque non c’è mai chi lo affronti senza scappare e lui resta in piedi ingessando sempre più tutto su se stesso, quanto alla sinistra in questi due anni l’ala liberal r firomista mi sembra travolta da posizioni neostataliste e tassaiole che mi fanno orrore, dei giustizialisti non parlo per evitare parole improprie, il neoproporzionalismo mi atterrisce per la spesa pubblica che provocherebbe con le mani libere di ogni partitino in Parlamento). Di fronte a tale scontro a coltello che fa altre macerie e avviene ignorando che tra poche settimane riparte l’euroballo del debito e noi ci finiremo dentro, dico che Dio aiuti l’Italia – e cioè i milioni di italiani che faticano seriamente senza fiatare e vengono assassinati dal fisco. Preferisco dedicarmi a una questione che considero purtroppo più seria. Anch’essa perfetta sintesi del gap italiano. Che cosa vuole Marchionne a Mirafiori? Prosegui la lettura…

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I segreti di South Stream. Di Stefano Agnoli

10 dicembre 2010

Volentieri ripubblichiamo questo articolo di Stefano Agnoli, comparso per la prima volta sul Corriere della sera di oggi.

L’agenzia del turismo del Cantone di Zug raccomanda soprattutto il tramonto sul lago, «un’esperienza da non mancare». Oppure la vista dei giochi di luce sulla facciata della stazione ferroviaria, opera del californiano James Turrell. Difficile però che qualche centinaio di grandi «corporation» di tutto il mondo e di ricchi contribuenti siano confluiti verso la campagna, i laghi e i monti della Svizzera centrale solo per le attrazioni locali. Diciamola subito: a Zug si va perché si pagano poche tasse, e le aliquote fiscali per le aziende sono tra le più basse della Svizzera, e quindi d’Europa. Tra il 9 e il 15%.

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Un’ovvietà sull’Eni e Berlusconi

4 dicembre 2010

Da quando Wikileaks ha rilanciato i dubbi dei diplomatici americani sul rapporto tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin – dubbi tanto poco riservati che l’ambasciatore Usa, David Thorne, li ha sollevati nella sua prima intervista dopo l’insediamento – tutti i quotidiani italiani fanno la gara a chi, sull’Eni, la spara più grossa. Il comune denominatore della “macchina del fango” è, grosso modo: le strategie dell’Eni in Russia sono dettate dagli interessi personali del Cav., e sono mosse dalla sua amicizia speciale con lo Zar. Credo che questa reazione corale e rabbiosa abbia un che di liberatorio: poiché dell’Eni non si poteva (fino a ieri) dir che bene, e non per nobili ragioni o per le virtù del Cane a sei zampe, adesso non si può dirne che male. Non avendo alcun complesso del genere e non avendo mai avuto atteggiamenti particolarmente teneri, credo di poter dire tranquillamente: avete letto un sacco di sciocchezze. Tutti hanno ricamato sull’inutile, e nessuno ha evidenziato l’ovvio.

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Carlo Stagnaro energia , , , , , , , , ,

Il Sud, il federalismo e le cattive abitudini PdL

18 agosto 2010

L’attacco ferragostano dell’onorevole Bossi ha avuto il merito di puntare il dito su una verità che finora raccontavano solo i giornali. La verità è che, nella frattura tra Berlusconi e PdL da una parte e Fini e la neonata Futuro e Libertà dall’altra, il Mezzogiorno è il tema decisivo e centrale. Più della giustizia, più delle tasse, più di tutto il resto. Ad alcuni poteva sembrare che fosse suggestione, che si trattasse di esagerazione. Al contrario l’accusa di Bossi – “Fini e si suoi vogliono un po’ di soldi da sprecare al Sud†– conferma che, quando si tratta di indicare alla propria base il problema numero uno della frattura nel centrodestra , è proprio al Sud che ci si riferisce. Tanto che è anche già cominciata la rituale serie di pensosi editoriali di grandi testate d’informazione, che da una parte riconoscono il problema e dall’altro invocano sia i colonnelli di Berlusconi sia quelli di Fini ad evitare una deriva pericolosa: quella, cioè, di una gara improvvisa tra chi più si posiziona davanti all’elettorato del Mezzogiorno invocando la propria primazia, nell’impedire che l’agenda del governo finisca per svantaggiare ulteriormente il Sud. E’ un rischio concreto? Sì che lo è, almeno a mio avviso. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Mezzogiorno, federalismo, spesa pubblica , , , , ,