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Il bestiario delle tasse e l’avvelenata fiscale

“Le tasse sono come la droga, ne paghi una e alla fine non smetti piĂą. Ti sembra sempre piĂą bello, fino a che muori”. Il copy è di Antonio Albanese, ma a riderci sopra si finisce con l’amaro in bocca. Da una parte c’è il fiorire rigoglioso delle proposte di imposta patrimoniale hanno clamorosamente confermato una solida tradizione: la sinistra politica e intellettuale, accademica e mediatica, pensa che il problema del’Italia si risolva con piĂą tasse, addirittura con una bella potata straordinaria di 20 o 30 punti di Pil dalle tasche degli italiani e dei proprietari di case. Dall’altra, però, c’è la presa per i fondelli di 16 anni passati solo a parlarne, di energico abbattimento di spesa e imposte. La spesa è cresciuta,la pressione fiscale pure. Vedremo che cosa ci riserva la svolta liberalizzatrice annunciata per venerdì al Consiglio dei ministri. Ma lo sappiamo tutti benissimo, che per Tremonti non si può e forse non si deve, abbassare spesa e tasse come per noi è giusto e possibile – basta leggere un terzo dei post di questo blog per averne dimostrazione. E allora dico io leggete questo meraviglioso documento, e ditemi se non siete d’accordo sulla proposta che lancerò in trasmissione venerdì mattina: distribuirlo in tutte le scuole, volantinarlo fuori le fabbriche ai cambi turno, regalarlo nelle corsie degli ospedali e a chi è in fila agli uffici postali, affiggerlo nelle bacheche dele universitĂ , ingrandirlo e tappezzarci le mura perimetrali di ogni ufficio pubblico a cominciare dalle sedi dell’Agenzia delle entrate e di quella macchina del terrore chiamata aulicamene Equitalia. E soprattutto: violare con un elicotero noleggiato lo spazio aereo proibito sopra Camera e Senato e palazzo Chigi, e lanciare tonnellate di queste apparentemente inoffensive 24 cartelle foglio per foglio, ciascuna delle quali anche da sola fa rivoltare l’anima a chiunque  ne abbia ancora una e mantenga un senso di dignitĂ  e libertĂ , nei confront di questa follia divoratrice di risorse appellata Stato italiano.

Leggetele, le cento tasse del bestiario italiano. La tassa sulle fogne, la tassa sulle botole, la tassa sui gradini, la tassa sui disoccupati, la tassa sulle paludi, la tassa sulle tasse, la tassa sull’ombra, la tassa su matrimoni come sui defunti, tumli e incinerazioni, la doppia tassa sul televisore come sulla musica,  la tassa sull’aria e la raffica di tasse sull’energia come sull’auto, sul tubo come sui lampioni, sui tralicci come sulle gru, sugli ascensori come su ballatoi. Leggetele tutte di fila, non tirate il fiato. Fate salire gradualmente l’indignazione – ma quella vera, perchĂ© questo è sangue cavato dalle nostre vene, non dalle tasche di Berlusconi per pagare la sua tribĂą festante – e coltivatevela come una ferita devastante che vi lacera gli atrii cardiaci. Siate capaci di produrre tutta la bile che è necessaria, di fronte a uno Stato che a fronte di questa vergogna lancia campagne settimanali contro gli italiani che non pagherebbero le tasse, e che spaccia l’aumento del contestato da parte della Guardia di Finanza come aumento netto dell’evasione al 46%, facendo perdere la parola a chiunque abbia anche un’elementare nozione di inferenze statistiche inappropriate e truffaldine, ma non all’intera stampa italiana che allo Stato  ladro e illusionista gli va naturalmente dietro e se la beve, la sua pozione di veleno che puntualmene rinferocisce gli italiani tra lavoratori dipendenti e tutti gli altri presiunti evasori, col risultato che lo Stato divide i suoi schiavi e se ne fa beffe.

So quel che alcuni mi diranno.   Che Tremonti va comunque elogiato, perchĂ© se oggi Fitch dice che ildebito pubblico italiano forse vedrĂ  un upgrading del suo rating è merito del fatto che ha tenuto botta a opposizione e colleghi, e ha contenuto il deficit. Sono d’accordo, l’ho scritto sempre. Chi lo nega, viva viva e meno male.

Ma parliamoci chiaro. Per noi convinti che spesa a tasse si possono e si debbono tagliare, per noi persuasi che come lo hanno fatto tedeschi e inglesi anche noi a maggior ragione visto il pes che abamo slle salle e a crescita ridicola da 15 annia questa parte, per noi minoritari antistatalisti un centrodestra che in 16 anni ha atto il contrario è un osaclo ancor peggiore dela sinistra tassaiola. perchè la sinistra in questo va combattuta per quel che ha fatto, ma la destra ci leva credibilità di fronte alla gente, ai lavoratori e agli imprenditori,  per quel che non ha fatto.

Lo so benissimo  che la condizione di agibilitĂ  politica è quella che è. So bene anche che Tremonti la riforma fiscale l’ha avviata, aprendo quattro tavoli tecnici. Bilancio e patrimonio pubblico, guidato da Piero Giarda. L’economia in nero, guidato dal presidente dell’Istat Enrico Govannini. L’erosione fiscale, con Vieri Ceriani di Bankitalia. E i problemi che il fisco esercita sull’evoluzione sociale e demografica deprimendo il privato sociale, con Mauro Marè. Acquisire dati, confrontare pareri, sentire tutti gli attori sociali. Questo pensa Tremonti, con l’idea di tirarne le fila tra fine 2011 e inizio 2012, una volta acquisito l’ampio arco temporale di inizio della transizione al federalismo, che dal 2014 andrĂ  al 2019 secondo i decreti al voto in Parlamento.

Ma per chi la pensa come me, questo è un arco temporale troppo esteso.  E troppo viziato dal consociativismo, che come vedete ha appesantito  decreti sul federalismo fiscale fino a renderli un pachiderma che molto difficilmente  abbatte spesa e tasse.

I pazzi come me credono che una riforma decisa di spesa e tasse si possa e si debba fare in pochi mesi, sia pure poi attuata in un orizzonte temporale di anni. PerchĂ© non è vero, che non sappiamo quel che bisogna fare. Lo abbiamo scritto mille volte come, con tetti alla spesa e alle tasse in Costituzione, alla tedesca, un patto chiaro con i contribuenti perchĂ© a fianco dell’emersione da una sola bassa aliquota ci sia estensione della base imponibile per salvaguardare i saldi, basta con la barbarie dell’inversione dell’onere della prova nel contenzioso, basta con Equitalia che prende subito per sè e no ripaga quel che ha preso impropriamente, e basta con tutte queste cento schifezze a conminciare dall’Irap che pesa per 28 miliardi da sola.  Ci aggiungo che, personalmente, per rendere credibile l’impegno, da politico accetterei che due terzi del compenso e degli emolumenti – anch’essi da tagliare selvaggiamente, a una media europea e non da satrapìa – fosse riscuotibile solo a riforma realizzata, altrimenti ciccia e calci in culo.

Nei prossimi giorni vedremo.  Per caritĂ , ben venga la riforma dell’articolo 41 e 118 della Costituzione, un po’ di meno Irap al Sud pagato coi Fas, e speriamo che il governo ritocchi e confermi la legge Ronchi per le gare di evidenza pubblica nelle utilities locali, e ci risparmi così  i demagogici referendum della sinistra contro l’inesistente – purtroppo – privatizzazione dell’acqua.  Se ci sarĂ  di piĂą, lo risconoscerò felice.

Ma bisogna che chi la pensa come noi lo dica e lo gridi, che abbiamo il fegato a pezzi e il cuore affogato nella bile. Il tempo che manca non è quello della legislatura, di cui a dire il vero m’importa poco. E’ quello dei mercati e della concorrenza su di essi per dare un  futuro ai nostri, anzi ai vostri figli, cari miei. Abbiamo perso 16 anni. E vivaviva viva Confesercenti, che ha curato il bestiario fiscale che mi ha rifatto sentire pulsare il sangue della libertĂ  alle tempie.

2 febbraio 2011 Diritti individuali, LibertĂ , fisco , , ,

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  1. Daouda
    2 febbraio 2011 a 20:25 | #1

    Parlano di patrimoniali camuffate.

    Che dire sull’I.V.A. che è chiaramente una tassa sul reddito?

    Sti infami…attendiamo con ansia Amato, Visco e compagnia.

  2. spaziamente
    2 febbraio 2011 a 20:41 | #2

    Caro Giannini hai ragione, ragione e ancora ragione…Ma purtroppo nulla cambierĂ , lo sai meglio di me: ci mangeremo una bella patrimoniale, continueremo ad essere schiavi e, se nella migliore/peggiore delle ipotesi qualcuno cominciasse ad andare per strada con i “forconi ed i bastoni”, finirebbe all’italiana: una bella macelleria messicana di Guareschiana memoria e tutto come prima, (la storia d’Italia credo insegni).

  3. Fabrizio Manso
    2 febbraio 2011 a 22:15 | #3

    Cara Giannino, se non le dispiace, le faccio compagnia nel club dei pazzi che credono possibile una riforma decisa della spesa, nel club di chi ha il fegato a pezzi e il cuore che annega nella bile.
    La prego di insistere più che può con questa battaglia; il nostro manicomio nonè così vuoto come crede, gli manca solo qualcuno che lo rappresenti. Speriamo.

  4. 2 febbraio 2011 a 23:40 | #4

    D’accordo, Oscar, d’accordo: come sarebbe possibile non esserlo, se non foderandosi gli occhi del proverbiale prosciutto, quello velenosamente statalista?
    E sì, assolutamente sì, bisogna sia combattere questi approcci ideologici che rimarcare le menzogne che ci vengono propinate. Con la rabbia e la perseveranza di cui siamo capaci.

    Un particolare, della tua appassionata disamina, vorrei porre sotto la luce dei riflettori. Queste le parole:

    “uno Stato che a fronte di questa vergogna lancia campagne settimanali contro gli italiani che non pagherebbero le tasse, e che spaccia l’aumento del contestato da parte della Guardia di Finanza come aumento netto dell’evasione al 46%, facendo perdere la parola a chiunque abbia anche un’elementare nozione di inferenze statistiche inappropriate e truffaldine, ma non all’intera stampa italiana che allo Stato  ladro e illusionista gli va naturalmente dietro e se la beve, la sua pozione di veleno che puntualmene rinferocisce gli italiani tra lavoratori dipendenti e tutti gli altri presiunti evasori, col risultato che lo Stato divide i suoi schiavi e se ne fa beffe.”

    Questa truffaldina informazione di regime, da sempre, costituisce per me una spina nel fianco. Ogni volta che un quotidiano – od un telegiornale – si presta a simili operazioni di propaganda, ad esempio spacciando il richiesto dagli organismi di controllo per l’incassato al termine dell’iter – giocando sulla furbata del termine “accertamento” – oppure ogni volta che un operatore dell’informazione riprende ed amplifica numeri sparati alla “membrum canis” da fonti ufficiali, suggerendo od anche solo lasciando intendere che i problemi magicamente si dissolverebbero con un’efficace lotta all’evasione fiscale – sempre quella degli altri, s’intende … – mi coglie un rabbioso raptus omicida …..

  5. M.
    2 febbraio 2011 a 23:50 | #5

    Grazie Dott.Giannino,
    essendo io uno schiavo iscritto alla gestione separata da oramai dieci anni, sono sempre piĂą terrorizzato, HO PAURA!!!!! Quando ho cominciato la mia avventura lavorativa, facendo il lavoro che piĂą amavo, per cui ho studiato una vita acquisendo piĂą titoli accademici e corsi di perfezionamento che se mettiamo insieme tutti quelli della metĂ  dei parlamentari rimangono comunque indietro…volevo essere un uomo libero, invece mi sento come un topo in gabbia, schiavo di questi vecchi bavosi, senza pietĂ , senza vergogna, senza umanitĂ , senza empatia verso il prossimo, mostri extraterrestri; rapinatori in nome dello stato, ma lo stato non sono piĂą i cittadini onesti, lo stato sono solo loro, parassiti infernali.
    Intanto scarichiamo questo documento, facciamolo girare via e-mail, stampiamolo e facciamolo girare il piĂą possibile, cerchiamo di fare bollire la bile anche ad altre persone anche se aimè….
    credo che questi abominevoli esseri abbiano messo così bene appunto la macchina dell’oppressione che noi cittadini onesti non riusciremo a uscirne vivi, probabilmente ci rimarranno due sole alternative, stare qui sputare sangue e piangere, magari farsi portare via la casa per una multa non pagata perchĂ© ritenuta ingiusta quindi finire in strada, a chiedere l’elemosina in una ricca localitĂ  di villeggiatura, di quelle che si possono permettere solo loro, i ricchi di stato, quelli che fanno i nababbi con il nostro sangue, con il frutto del nostro lavoro, semplicemente non producendo come un buon imprenditore ma rapinando con i mezzi che autonomamente si sono dati.
    Oppure…potremmo essere egoisti e chi riesce prima che sia troppo tardi, scappare andare via da questa vergogna, andare all’estero dove il mondo è un pochino piĂą civile.

    Vorrei condividere con questo blog una cosa che mi dice sempre un mio amico senegalese:
    lui è un eccezionale professionista con una cultura e una sensibilitĂ  fuori misura, si è sposato con una donna italiana e hanno deciso di creare la loro famiglia quì in Italia; ogni volta che ci vediamo mi dice sempre questa frase: COME FATE VOI ITALIANI A DIRE CHE NOI AFRICANI VENIAMO DAL TERZO MONDO? NEL TERZO MONDO CI SIETE VOI, IN SENEGAL LO STATO TI AIUTA A VIVERE SENZA ESSERE ASSISTENZIALISTA, QUA’ TI RENDE SCHIAVO E TI RUBA TUTTO, NON E’ POSSIBILE VIVERE LAVORARE QUA’! QUANDO SMETTERETE DI ELARGIRE FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE, NESSUNA IMPRESA STRANIERA VORRA MAI PIU’ VENIRE A INSEDIARSI IN ITALIA. CHE NOSTALGIA CHE HO.

    Questo è quello che pensano di noi nel terzo mondo.

  6. robespierre
    3 febbraio 2011 a 3:57 | #6

    libertè,egalitè,fraternitè

  7. Anton
    3 febbraio 2011 a 5:01 | #7

    Caro Giannino non riesco a capacitarmi del fatto che moltissimi connazionali non comprendano che chiedere allo Stato di erogare piu’ servizi, di introdurre piu’ regole, di effettuare piu’ controlli, di aumentare i diritti, di ridurre i doveri , in sintesi di occuparsi di tutto e controllare tutto, significa “abnegare alla propria vita, alle proprie liberta’ carnali e spirituali e divenire i mandanti di coloro che sovra-legiferano, sovra-tassano e sovra-affollano gli uffici pubblici per aumentare il proprio potere” ( da “Se Gesu’ fosse Tremonti…” disponibile e commentabile in internet)

    Non capiscono che cosi facendo la SPESA PUBBLICA non puo’ che aumentare e di conseguenza il DEBITO PUBBLICO, a parita’ di pressione fiscale, gia’ troppo alta (ne consegue evasione) e che, cosa altrettanto grave, ridurre la base realmente produttiva del Paese (quelli che definisco “ i controllati”) ed aumentare la quota improduttiva ( “i controllori”) vuol dire togliere al Paese ogni speranza di ripresa economica, oltre che culturale e quindi avviarlo al declino ed alla poverta’?

    Come Lei dice, saremo dei pazzi od una minoranza ma dobbiamo insistere ed io insisto in modo ancor piu’ pazzo invitando i connazionali “RICCHI E POTENTI’ a fare un gesto di fiducia ed a dare un segno di speranza al Paese mediante il versamento spontaneo nelle casse dello Stato di una minima parte della propria ricchezza superflua da destinare alla RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO a fronte di contropartite per la RIDUZIONE DELLA SPESA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ; per i dettagli di questa proposta e per avanzare altre idee vi invito all’ASSEMBLEA proposta nel pamphlet “ Se Gesu’ fosse Tremonti …” sul blog: http://www.segesufossetremonti.blogspot.com
    Date anche una occhiata a “ Dialoghi al caminetto con il Sig. Ennio” sempre in internet.

    Talitha kum – Alzati agnellino

  8. davide sacco
    3 febbraio 2011 a 5:40 | #8

    Caro Giannino,
    l’idea di sorvolare lo spazio aereo con un elicottero tra Camera e Senato lanciando volantini la trovo una genialata che ricorda D’Annunzio sopra i cieli di Vienna del 1918. Mi unisco virtualmente a voi…

  9. mason antonio
    3 febbraio 2011 a 6:36 | #9

    Mi domando: di cosa vi lamentate? Dico lamentate voi italiani percè io che pure sono italiano nato in italia non mi sento tale . Veramente la, confusione l’ inefficienza , il ladrocinio ,lo sperpero,l’arroganza,la malafede, la faziosita’ della pubblica amministrazione italiana mi fanno schifo. Ho due nipoti ma le ho fatte nascere entrambe in austria tanto è lo schifo per questo popolo di cialtroni. E’ dal 1500 che questo popolo meglio dire, massa di servi, è dominata dagli stranieri. Vivo nella zona di Padova esattamente nel reticolato romano.Strade rettiline perfettamente ortogonali a scacchiera , tracciate dai romani 2000 anni fa , una meraviglia ! E dopo i romani ? il nulla !! Strade tutte curve arzigolate senza un progetto senza un quadro d’ insieme, in pratica una confusione totale e questo da 2000 anni . In Italia manca una classe dominante preparata manca un elite scientifico intellettuale che diriga questo gregge.I piu’ svogliati, i piu’ inetti, i meno adatti, in numero circa dieci volte superiore al bisogno, sono nella pubblica amministrazione, o in politica,e fanno danni ,solo guai combinano ovvio.

  10. Daniele Zanoni
    3 febbraio 2011 a 10:25 | #10

    Grazie Giannino per le cose che ha il coraggio di affermare e per le sue idee che, spero, verranno condivise da molti!!!

  11. Roberto Savastano
    3 febbraio 2011 a 12:15 | #11

    @robespierre
    Libertè, Fraternitè ed Egalitè sono proprio alla base del cancro statalista, vampiro e ladro.
    Se si fossero fermati alla sola Libertè, come hanni fatto gli illuministi scozzesi ci saremmo evitati -molto probabilmente- George Sorel in prima battuta e poi i vari movimenti socialisti, nazifascismo compreso. Oggi, se la rivoluzione avesse promossa sola la Libertè, non saremmo così alla canna del gas, avremmo meno disoccupazione, maggiore ricchezza pro-capite ed uno stato decisamente meno invasivo e perciò molto più moderno.

  12. marziano
    3 febbraio 2011 a 13:16 | #12

    due cose mi colpiscono i) ma se ogni ente periferico statale richiede una tassa per tutte le attivitĂ  che “compie” (si fa per dire) che senso ha pagare le altre tasse, quelle “generali”? ii) sommando tutte le imposta e tasse che ogni anno mediamente ciascun cittadino deve pagare, quale è la vera aliquota fiscale e contributiva? secondo me siamo al 70% del reddito.

  13. Maria Sole
    3 febbraio 2011 a 13:44 | #13

    Dott. Giannino, ho fatto come ha detto Lei, ho letto il documento tutto d’un fiato e… mi è venuta la nausea.
    Noi italiani però meriteremmo un’altra tassa: quella sulla stupiditĂ  quando ci rechiamo a votare.Perchè chi ha fatto tutto quanto in suo potere per distruggere l’economia italiana in fondo lo abbiamo votato noi in 40 anni e oltre.
    Che fare? quello che fa Lei, non rassegnarsi MAI!

  14. Alessandro
    3 febbraio 2011 a 14:44 | #14

    Le tasse sulle centrali nucleari inesistenti e la tassa sul divertimento sono da Premio Nobel, manco Toto`avrebbe potuto far di meglio.

    1000 volantini li stampo io!!

  15. stefano
    3 febbraio 2011 a 15:26 | #15

    Nuova marcia dei 40’000? Cosa dite, la famo? Se sì, eccomi.

  16. Piero
    3 febbraio 2011 a 17:14 | #16

    la differenza tra VampirVisco+Padoa e Silviuccio Tuo non stĂ  nella spesa pubblica… entrambi la aumentano…
    la differenza stĂ  nelle entrate fiscali (non solo aumento tasse ma pure recupero evasione aumentata troppo velocemente)…
    il saldo finale della partita doppia è che Silviuccio Tuo distrugge il Debito Pubblico (e meno male che Tremonti negli ultimi due anno sè trovato paura e lo ha mezzo bloccato minacciando tutti i dì dimissioni) con conseguenze da rischio Default ancor peggiori della Recessione che le Restrizioni Fiscali accelerano…

    about svolta Liberale.. ma dove vivi.. sulla luna.. come pensi che un tizio che è entrato in politica x difendersi “direttamente” un Oligopolio Privato (costruito precedentemente grazie agli aiuti sempre della politica leggasi Craxi) possa davvero pensare alle Liberalizzazioni.. ha persino cancellato quel Poco di buono che fece Bersani da Ministro…

    non posso crederci che tu ci creda x davvero… stai bluffando :)

    PS sul VORREI : sul taglio spesa + taglio tasse son daccordo.. ma Rischio Default è tale che Sorry la TEMPISTICA è INDEROGABILE => PRIMA tagli spesa e recuperi evasione.. poi tagli tasse partendo da chi (numeri alla mano) ne paga di piĂą cioè i lavoratori dipendenti col cuneo fiscale…

  17. Fabrizio Manso
    3 febbraio 2011 a 17:57 | #17

    @stefano
    vengo anch’io. Ne mancano 39998…

  18. luigi
    3 febbraio 2011 a 18:24 | #18

    Leggete come stanno le cose in America, anche qui siamo alle prese con il deficit e la crisi economica,
    ma la fiscalitĂ  viene abilmente adoperata dalle aziende per reinvestire, creare occupazione e non evadere. Inutile continuare ad alimentare la macchina statale italiana che divora e nulla da in cambio se non assistenzialismo clientelare:
    http://luigiboschin.wordpress.com/2011/02/03/come-non-pagare-legalmente-liva-sales-tax-negli-usa/

  19. Alberto M.
    3 febbraio 2011 a 20:38 | #19

    Dott. Giannino, Lei è l’unica voce contro corrente, purtroppo. Spero che noi pochi che condividiamo il suo pensiero non restiamo soli. Il pensare che tutti sanno la cura per tirare fuori dai guai la nostra economia e assistere a questa immobilitĂ  mi fa crescere la bile. Ops, sbaglio! quello che fanno è attingere ancora piĂą soldi da chi giĂ  paga le tasse con la scusa dell’evasione fiscale. Infatti visto che tutti evadono tutti siamo evasori davanti al fisco, e quando cadiamo nelle loro grinfie il punto diventa non se abbiamo da pagare, ma quanto. Anch’io come gli altri predecessori sono convinto che la riduzione della spesa pubblica sia l’unica strada, ma perchè tutti chiedono a gran voce di abolire le provincie e accorpare i comuni e nessuno si muove in tal senso? Non basterebbe giĂ  questo per tagliare la spesa pubblica di diversi punti e in un arco temporale che non andrebbe oltre il decennio? Davvero non esiste un movimento politico di qualche sorta che giĂ  è in parlamento e con le idee chiare su questo punto, si batte per dare un effettivo corso a questo progetto? Oppure sono io che vedo le cose in modo distorto? Sono padre di due bambine e pur essendo piccoline ha giĂ  in animo di mandarle all’estero a studiare appena possibile. Credo che in Italia, ahi loro, non ci sia un grande futuro.

  20. 4 febbraio 2011 a 0:41 | #20

    Sono con lei al 100% e ora di dare una svolta a questo paese prendendo ad esempio la Germania per la riduzione del debito pubblico, la Svizzera per ridisegnare un nuovo sistema fiscale e Singapore per riformare la nostra pessima pubblica amministrazione.

  21. leo
    4 febbraio 2011 a 2:31 | #21

    Gentile Giannino,
    sono 17 anni che sto aspettando la “svolta liberale” e francamente, spiace dirlo, non ci credo piĂą. Aspettavo la riforma della Giustizia, le liberalizzazioni “vere”, la riforma della P.A., la diminuzione delle tasse, mah !. Ho atteso, paziente e ho fatto pazientare, ma davvero, non ci posso cereder piĂą: sono stanco di spot, di video messaggi, degli Enti locali tutti lĂ  (e lo saranno ancora), degli Albi professionali… Basta! Sono felice di leggere la Sua forza (speriamo non residuale), ma basta.
    Suo affezzionatissimo ascoltatore ( e lettore ).
    L.

  22. piermario eva
    4 febbraio 2011 a 6:48 | #22

    E poi penso con orrore al federalismo fiscale che, con queste premesse, sarĂ  un costo grande per la transizione e un incremento % che diventerĂ  strutturale. D’altronde Ă© concordato con il Sindaco piĂą indebitato (procapite) d’Italia..

  23. Roberto Bera
    4 febbraio 2011 a 8:15 | #23

    io proporrei una tassa sul goal realizzati nel campionati di calcio italiani, coppa italia.
    “Occorre portare alle estreme conseguenze le contraddizioni intrinseche del sistema”, si diceva ai tempi di quand’ero ragazzo!

  24. mason antonio
    4 febbraio 2011 a 10:51 | #24

    vengo anch’ io ne mancano 39.997

  25. Claudio
    4 febbraio 2011 a 11:14 | #25

    Stimato dr. Giannino Lei si che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo perchĂ© a differenza della maggior parte dei suoi colleghi non si limita a scrivere fiumi di parole inutili e ripetitive negli anni come l’argomento tasse, ma entra nel dettaglio in maniera comprensibile anche a chi non è addetto ai lavori e quindi rende onore alla vera informazione.
    L’argomento tasse coinvolge e attira l’attenzione perchĂ© ci riguarda tutti, però ricordo che lo stesso argomento veniva proposto negli anni 70, anni 80 anni 90 e ora. Sono 40 anni a mia memoria che si parla di tasse di cui troppe, articolate assurde eccetera eccetera e di fatto però nulla accade. Non succede nulla per un motivo molto semplice che qualsiasi ministro dell’economia siede in quel ministero non ha grandi spazi di manovra in quanto deve garantire la spesa pubblica. E’ qui che si nasconde il vero problema, a differenza di tutti noi comuni mortali e aziende che moduliamo la spesa in funzione dei ricavi e/o fatturati, li si modulano le entrate in funzione della spesa, quindi l’esatto contrario. Questo concetto dovrebbe essere ribaltato con un effetto immediato e benefico sui numeri di bilancio.

    Come? Ă abbastanza semplice.
    Lo stato ha messo assieme negli anni una struttura imponente per gestire e assicurarsi le entrare che vede nella Agenzia delle Entrate la capofila del coordinamento generale con supporti sottostanti anche militari a loro disposizione come GdF ecc. Sarebbe semplicemente funzionale a mio parere replicare questa struttura e creare l’Agenzia delle Uscite che con gli stessi metodi vedi studi di settore per fare un esempio piuttosto che incrocio di informazioni e altro entri nel merito della spesa pubblica nei dettagli come viene fatto nelle entrate.

    Nella case nelle aziende il livello di attenzione maggiore viene dedicato alle voci di ricavo, il proprio lavoro i clienti e altro, lo stato fa l’esatto contrario, stressa e opprime chi produce entrate e tollera e non entra in merito piĂą di quel tanto sulle uscite. Se una azienda o una famiglia agisse nello stesso modo è evidente che inizierebbe il declino e il conseguente fallimento. E’ un passaggio fisiologico, che nella nostra Italia è molto evidente.

    Concludo aggiungendo che l’informazione in Italia non funziona e tutti i canali televisivi principali creano delle arene dove mettono le controparti politiche a litigare tra di loro gettando benzina sul fuoco con sondaggi che lasciano il tempo che trovano. Se non c’è lite, urla e insulti probabilmente uno non viene nemmeno invitato. Questa è totale disinformazione che impedisce in una serata di 2 ore di ascoltare anche solo un concetto e una informazione corretta. Questo è un altro grosso ostacolo che vedo ancora piĂą difficile superare..
    grazie della Sua attenzione

  26. 4 febbraio 2011 a 11:15 | #26

    Grande Giannino !
    Ho appena ascoltato la sua trsmissione su Radio24 e ho deciso di sponsorizzarla sul Blog piu’ frequentato dalla tribu’ (in senso tribale) di sinistra, ovvero Piovono Rane di Giglioli.
    Ecco il testo che ho postato su tutti i forum recenti di quel Blog:

    “Cari amici della tribu’ della sinistra, vi consiglio vivamente di ascoltare questa sera alle ore 21 su RADIO24 la replica della trasmissione “Nove in Punto, la versione di Oscar”.

    Si tratta di una puntata mitica del giornalista ed economista liberale Oscar Giannino su fisco, stato e casta politica.

    Se non ce la fate ad ascoltarla stasera, potrete scaricarla in podcast da questo link :

    http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Nove%20in%20punto,%20la%20versione%20di%20Oscar

    Vi consiglio anche di scaricare il documento IL BESTIARIO DEL FISCO dal sito della Confesercenti :

    http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2011bestiariofisco.pdf

    Spero che ascoltando e leggendo tutto cio’, qualcuno di voi possa finalmente liberare il suo cervello dal canto delle sirene dei cosiddetti “Servi dello Stato” che in realta’ sono solo i servi della casta che vi opprime e che in piu’ carpisce anche il vostro consenso.”

    Suggerisco a tutti quelli che sono d’accordo con Oscar di fare altrettanto su tutti i Blog catto-comunisti e statalisti che conoscono.

  27. 4 febbraio 2011 a 11:26 | #27

    Grazie Oscar, e mi permetto il “tu” nel senso piĂą nobile della confidenza, quella della gratitudine di sentirsi esprimere per mezzo delle tue posizioni.
    Ma perchĂ© lo Stato non si limita nel fare quello che gli compete, correggere semplicemente le distorsioni prodotte dalle imperfezioni del mercato, seguendo il basilare principio dell’economicitĂ  nel rapporto costi di compliance e struttura e benefici nell’ottenimento di quei beni pubblici (stabilitĂ , uguaglianza nelle possibilitĂ  e non nei risultati, pari dignitĂ  degli individui, ecc) dai quali trarre la sua stessa ragion d’esistere. Vedi, so benissimo che le posizioni liberali da te profuse avvolte travalicano, quasi come provocazione, l’esigenza di tener conto di assiomi di base che permettono di avvalorare come realizzabili le posizioni, ad esempio, espresse da Coase nel noto teorema dei costi sociali, o sui confini dell’azione pubblica ben spiegate da Stigler. Ma se non pienamente realizzabili, queste dovrebbero essere elette ad aspirazione, e lo Stato eleggersi a potere responsabile nel definire il proprio ruolo, politico e non economico, nella continua ricerca del difficile trade-off tra libertĂ , uguaglianza e solidarietĂ , concetto mutevoli nel tempo, messe al riparo da fenomeni di cattura da parte di lobbie ed esigenze elettorali.
    Sono cose che si insegnano nelle nostre UniversitĂ , ma perchĂ© poi ci se ne dimentica? PerchĂ© chi fa “Stato” complica e travalica il suo ruolo? E’ l’individuo, ciascuno di noi, con le sue aspirazioni, i suoi sogni, le sue pene, i suoi progetti, al centro dell’evoluzione e della crescita. Lo stato deve proteggerlo e non umiliarlo, metterlo nelle condizioni di esprimersi e non soffocarlo. Nel mio caso, e credo di essere nella norma, permettermi di fare impresa e considerarmi un socio e mettermi nella posizione di considerare lui stesso come il “mio socio di riferimento”, non un antagonista da cui scappare, che mi impone di fare fatture a fine anno per servizi non fatti (in modo che risulto secondo lui congruo e coerente, a cosa poi?!), che mi fa pagare l’Iva sulle tasse (non leggo piĂą le specifiche della bolletta Enel per questo), che mi fa perdere tanto di quel tempo con delle cartelle, la maggior parte non dovute, ma costretto a pagarle, quando di importo basso, perchĂ© non posso passare mattinate intere presso le Agenzie, che per chiedere un verbale ai vigili urbani per un danno subito da una buca stradale mi chiede €30 e 25 giorni di attesa, spese per insegne minuscole …. e credimi…. potrei andare avanti all’infinito, con tanto altro.
    Voglio uno Stato che sia un “MIO SOCIO” e non un mio concorrente, politici che diventino piĂą statisti e meno professionisti…
    Utopico? Sognatore? Idealista? Certo, sono un imprenditore.
    Grazie

  28. Maurizio
    4 febbraio 2011 a 12:11 | #28

    OSCAR, OSCAR che delusione. Mi riferisco alla puntata di ieri 3 febbraio di PORTA A PORTA. Cosi’ preciso, rigoroso, determinato alla radio….. cosi titubante, impaurito, confuso davanti a una purtroppo ( meno che maestrina come la GELMINI ) e il ministro MATTEOLI.

  29. Maurizio
    4 febbraio 2011 a 12:14 | #29

    OSCAR, OSCAR che delusione.
    Mi riferisco alla puntata di ieri 3 febbraio di PORTA A PORTA. Lei di solito cosi’ preciso, rigoroso, determinato alla radio…… contro le TASSE e invece cosi titubante, impaurito, confuso davanti a una purtroppo ( meno che maestrina come la GELMINI ) e il ministro MATTEOLI che avevano appena approvato un AUMENTO delle TASSE per i dipendenti o fruitori di redditi da lavoro !!!! . un po’ di dignita’ . L’ apprezzo comunque

  30. Paolo
    4 febbraio 2011 a 12:18 | #30

    Caro Oscar, io sono diposto a “tassarmi”, e questa volta ne vale la pena, per noleggiare l’elicottero

  31. miha
    4 febbraio 2011 a 13:14 | #31

    Oscar, tu, Ricolfi e Lottieri siete dei grandi.
    Purtroppo anche a destra paiono aver tutti aderito al Pus (partito unico della spesa). Tremonti mi pare addirittura peggio (ormai) di Visco ( e ho detto tutto!).
    Fondate un Moviimento di liberazione dallo Stato di Polizia ( Giudiziaria e fiscale ) che ormai comanda in Italia. Certo però che ad andare contro alla magistratura (ordinaria e fiscale) ormai c’è da aver paura ). Propongo un nuovo nome per la magistratura: VolksGerichthof, e per Equitalia: Gestapo.

  32. Massimiliano
    4 febbraio 2011 a 14:07 | #32

    caro giannino io temo che abbiamo perso, come paese, un’occasione unica: quella dell’attuale crisi per deprimere la nostra economia in un quadro però di rivisitazione del perimetro statale. oscar (considera il mio tu come fosse uno you inglese, quindi rispettoso) chiedo a te esperto: è realmente possibile riformare profondamente uno stato (in senso liberista) senza passare prima da tante lacrime? sono un “culture” di reagan e della thatcher (in particolar modo di sir nigel lawson) e nessuno dei due, salvo che io commetta errori, ha risanato USA e GB senza prima affondare per alcuni anni la loro economia. la signora thatcher addirittura se non avesse avuto il rilancio “patriottico” con le falkland è ragionevole supporre, vista la crisi economica in cui aveva riversato il regno nei prima anni del suo mandato, l’avrebbero cacciata via alle elezioni successive! senza lacrime si può risanare? si possono responsabilizzare dei cittadini (italiani) abituati alle de-responsabilizzazione protetta dallo stato badante senza far piangere qualcuno? non lo so! temo che grandi cose, da noi, non se ne possono cavare… comunque qualcosa è meglio di niente!

    ps: come insegna einaudi la patrimoniale si può sopportare nei casi di guerre, carestie, eventi catastrofici oppure re-definizione del perimetro fiscale… bene per quel che mi riguardo sarei anche disposto a piangere per avere però, poi, uno stato diverso, piĂą libero. non sono disposto a farmi rapinare il patrimonio per non cambiare nulla. le cose gattopardesche non mi piacciono

    con stima (grande)

  33. alberto 46
    4 febbraio 2011 a 14:50 | #33

    ogni volta che qualcuno propone di abbassare le spese tagliando qua e lĂ  il parlamento affossa queste leggi…di cosa stiamo parlando? ho smesso di guardare i politici in televisione perchè parlano di cose che non conoscono e peggio sono quelli che dichiarano di essere vicini al “tessuto sociale” …spero che questo tessuto sia una bella sciarpa resistente che si avvolga intorno al loro collo e che stringa..stringaaa .stringaaaaa! dobbiamo decidere di far morire questo stato ma non c’è una testa intellettuale che possa guidare la massa a rivoltarsi davanti a queste cose invece di sbavare morbosamente davanti a RUBY e COGNE!! non serve il nuovo , non serve il liberista,non serve lo strillone delle televendite, non serve superman..serve etica ed interesse x il bene comune( e non nell’ ): noi italiani abbiamo tratto il peggio dal male minore che è la democrazia. 4 anni fa dicevo ai miei amici che la crisi era una grande opportunitĂ  per l’Italia di mettersi al passo,di ristrutturarsi,di dare un bel colpo di spugna…dopo 4 anni il nostro governo spera di aggrapparsi al treno degli altri che iniziano a correre nuovamente….che futuro abbiamo!?!?!?! mi viene da piangere…

  34. mike
    4 febbraio 2011 a 15:14 | #34

    Caro Oscar, lei, Luca Ricolfi e Carlo Lottieri siete dei grandi.
    Purtroppo siamo in pochi a pensarla così, e anche i politici della destra, Lega compresa, paiono essersi iscritti in massa al Pus (Partito Unico della Spesa). Anche Tremonti adesso mi sembra addirittura peggio di Visco (e ho detto tutto ).
    Perchè non fondate un Movimento di Liberazione dallo Stato di Polizia (giudiziaria e tributaria) che ormai comanda in Italia? Aderirei subito, anche se penso che andare contro la Magistratura adesso mette paura.
    Propongo un nuovo nome per la Magistratura: VolksGerichtHof, e per Equitalia: Gestapo.
    Tanti saluti, e continui a martellare, perchè nel giusto siamo noi.
    Michele

  35. guido c
    4 febbraio 2011 a 15:43 | #35

    Egregio Dottor Giannino,
    sono anni che La seguo e condivido pienamente le Sue disamine,e’ vero che potremmo diffondere attraverso un capillare volantinaggio le nostre idee ma non tutti capirebbero il loro significato.Secondo me Lei attraverso le ospitalita’ nei vari programmi televisivi dovrebbe portare avanti questo Credo,poi attraverso la diffusione di blog e di facebook cercare di contattare il numero piu’ alto di persone.

  36. Eduardo
    4 febbraio 2011 a 17:45 | #36

    Egr. Dott. Giannino,
    Lei ha perfettamente ragione! Non si può assolutamente dissociare dalle Sue parole. Purtroppo, la sconfortante scena politica presente nel nostro Paese non potrĂ  certo aiutare questo processo di svecchiamento delle coscienze necessario per non finire in un abisso privo di ogni forma di democrazia e di liberalitĂ . Basta prendere come esempio il Suo intervento di ieri sera a “Porta a Porta”. Provare a spiegare la follia di una patrimoniale ad un esponente politico del calibro di Donadi è soltanto tempo perso. Spero che in tanti leggano quotidianamente questo blog per capire che non tutto è ancora perduto.

  37. paolo
    4 febbraio 2011 a 20:50 | #37

    Egregio dotto. Giannino,
    Sono d’accordo su tutto, sono purtroppo anche della stessa idea di Eduardo, il Donati di fronte alla suaesposizione di matematica elementare, ieri sera sembrava un autentico minus abens.
    Ho maturato comunque il sospetto che le cifre dell’evasione fiscale siano gonfiate ad arte per giustificare da una parte l’incapacitĂ  di gestire le ampie risorse disponibili e dall’altra perpetuare lo stato di polizia in cui stiamo vivendo.
    Altro che Robin Hood, qui siamo nelle mani dello sceriffo di Nottingham.

  38. Franco
    4 febbraio 2011 a 21:01 | #38

    Sono veramente scoraggiato. Sono trent’anni che mi arrabbio per le tasse. Ho sempre lavorato ed ora mi trovo con una pensione che non mi fa morire di fame, ma non mi fa davvero scialare. Ho fatto anni di sacrifici e rinunce per farmi una casa senza avere nulla dallo stato ma pagando per qualunque cosa mi davano (luce, acqua, ecc.): a quale titolo dovevo pagare l’ICI? Dicono che è stato un errore toglierla. Era una tassa sulla libera facoltĂ  di scegliere: se io avessi evitato le rinunce ed avessi usato i risparmi per vacanze, auto di lusso, ecc. ora potrei reclamare un aiuto per pagare il mio affitto e starei al riparo da ogni possibilitĂ  di imposte varie. Giannino, parlando di debito dello stato, e in particolare di pensioni, ma a quale titolo una persona sana che arriva alla tenera etĂ  di 60 o 65 anni e non ha mai lavorato ha diritto ad una pensione.
    Facciamolo ministro dell’economia in modo che ci possa insegnare come vivere per tanti lustri senza lavorare! E colete pure un commento! Caro Giannino, purtroppo (non immagina quanto mi ferisca doverlo dire) siamo italiani e non tedeschi. A proposito di italiani, e in particolare di siciliani, a visto che bel capolavoro di signorilitĂ  e perspicacia il comportamento del sig Lombardo con IKEA. E abbiamo ancora il coraggio di meravigliarci se gli stranieri non investono in Italia? Ma mi meraviglio che quelli che ci sono non siano ancora scappati!

  39. Mauri Milano
    4 febbraio 2011 a 21:22 | #39

    Bisogna creare un movimento con un’idea rivoluzionario…

    Io un ideuzza l’avrei…

    Togliere tutte le tasse, bolli bollini, iva,irpef ecc.ecc. e farne UNA SOLA per il momento al che ne so’ 30% da pagare SUBITO appena si acquista qualcosa una specie di super iva UNICA CHE PUO’ SOLO CALARE E DEVE CALARE NEL TEMPO scritto nella costituzione.
    A questo eliminiamo il contante et voila, non servono piu’ una grandissima fetta di parassiti tipo commercialisti,finanza,equitalia, burocrati di ogni ordine e grado.

    Se il problema e (ed e’ il VERO problema) fargli fare un finto lavoro per dargli uno stipendio, si lasciano a casa per 5 anni in mobilita a 500 euro al mese e gia’ da qui’ ne verrebbe un risparmio enorme di infrastutture che non bisogna piu’ scaldare/raffreddare corrente gas mense ecc ecc.

    Vivremmo tutti meglio ma loro perderebbero potere!

  40. Giovanni Cincinnato
    5 febbraio 2011 a 2:11 | #40

    Ho letto il rapporto sul “Bestiario Tasse”, vi ho trovato alcune cose che giĂ  conoscevo, altre che ignoravo. Comunque basterebbe dire che gli Italiani pagano lo stesso livello di tasse degli Svedesi per capire in che situazione ridicola ci troviamo: Avete mai visto che c’è in Svezia? Al confronto sembriamo l’Angola.

    Credo che necessitiamo URGENTEMENTE un super-federalismo becero, quanto meno per far “saltare il banco”, perchĂ© se la situazione non peggiora del tutto dubito che si faranno cambiamenti.

  41. pone
    5 febbraio 2011 a 7:20 | #41

    @mason antonio
    Il fatto è che ogni popolo ha il governo che si merita (o, se si preferisce, il governo è solo lo specchio del paese). In questo blog vi sono delle degnissime persone, ma, ahimè, siete (siamo, sono) una sparuta minoranza. La maggioranza si accontenta di guardare le cosce delle ballerine alla tv.

  42. stefano
    5 febbraio 2011 a 8:45 | #42

    @Maurizio
    In effetti Oscar ha deluso anche me.
    Pensa un po’, se ne va bel bello in TV e alla radio a difendere anche i nostri interessi mentre noi ce ne stiamo comodamente seduti in salotto a guardarlo quando non reagisce alle parole di Donadi sulla lotta all’evasione!
    Giannino è un vero vigliacco, mica come me che non muovo un dito e non ci metto la faccia.
    Armiamoci e facciamolo partire, perbacco!
    Purtroppo credo sia difficile mettere troppa carne al fuoco. E se sei ospite mica puoi metterti a pontificare su tutti i pendagli ornitologici (palle) che propalano i nostri cari rappresentanti.
    Ripropongo la marcia dei 40’000.
    Forza, mancano solo altri 39’997 coraggiosi che si beccheranno l’appellativo di “evasori fiscali” sul TG.

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