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Posts Tagged ‘Tremonti’

Il rischio Italia, la colpa della politica e chi ci guadagna

19 luglio 2011

Dal prossimo numero di Panorama Economy

Domanda delle mille pistole, per alcuni. Dei mille “pistolaâ€, alla milanese, per altri. Ma qualcuno ci crede davvero, all’ipotesi concreta di un default italiano? La mia risposta è secca: no. Con un ma e tanti puntini che seguono, e che ai miei occhi spiegano quel che sta avvenendo sui mercati. Un’ultima premessa: non sono un complottista, derido ed esecro chi descrive i mercati come un cieco strumento nelle mani di cupole di gnomi irresponsabili dediti solo al greed, e a mettere nel mirino oggi un Paese domani una corporation ordendo oscure trame di potere. I mercati sono “fatti†letteralmente dalla scelta quotidiana di milioni di operatori, ed effettivamente seguono la logica del bandwagoning, ma si comportano così  laddove intravvedano delle concrete finestre di opportunità per far soldi. E i soldi, in tempi di crisi, si fanno al ribasso e su botte di volatilità, cioè di realizzo, quando dal ribasso per un giorno o un’ora un prezzo o un premio al rischio torna a guadagnare qualche punto, prima di risprofondare. Prosegui la lettura…

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Dopo la bocciatura di oggi, che cosa aspetta l’Italia?

18 luglio 2011

E’ terribile dirlo. Ma è anche inutile usare mezze misure, nascondere la verità ed eludere il problema. Purtroppo, abbiamo vinto la scommessa, dopo aver giudicato con la massima delusione che avete visto la manovra varata dal governo. Ieri, nel primo giorno di contrattazioni successivo al varo della manovra correttiva triennale della finanza pubblica, i mercati l’hanno bocciata. Il premio al rischio dei titoli pubblici italiani, il differenziale dei tassi d’interesse dei BTp italiani sui Bund tedeschi, è tornato a salire con una fiammata fino a quota 337 punti, per poi scendere ma solo alla soglia di 329. La Borsa italiana è stata di nuovo la peggiore europea, con un meno 3% e nuove discese dei titoli bancari.Che cosa possiamo attenderci nei prossimi giorni? Quali le conseguenze per l’economia italiana? E che cosa può fare, da parte sua, la politica? Prosegui la lettura…

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Le infrastrutture no pasaran

15 luglio 2011

Il governo del fare, il governo che “noi faremo le infrastrutture“, è riuscito a inserire, nella manovra, una norma che è il sogno proibito di qualunque comitato del no. C’è chi dice sia stato fatto per raccogliere qualche euro di gettito addizionale; c’è invece chi sostiene sia stato un dispetto a persone non gradite. Non so chi abbia ragione. Le intenzioni non mi interessano. Mi interessano gli effetti.

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260 soffertissime parole. Di F. Pontoni

15 luglio 2011

Riceviamo da Federico Pontoni e volentieri pubblichiamo.

Mi ero impegnato a scrivere un breve e sarcastico commento alla manovra finanziaria per il 4 luglio; l’inaspettata (?) burrasca sui nostri titoli di Stato e la corsa alla definizione di interventi correttivi mi avevano fatto desistere. Fino ad oggi.

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Dice Der Spiegel: punire l’Italia è del tutto ragionevole

13 luglio 2011

Istruttiva intervista dello Spiegel a Hans-Peter Burghof. I politici italiani farebbero bene a leggerla. La tesi è chiara: punire l’Italia è del tutto ragionevole. Il premier? E’ lui il primo a indebolire l’Italia con le sue “reckless chatters”. Tremonti? Convincente quando parla incessentamente per primo di tagli alla spesa e riforme, un po’ melodrammatico quando identifica il suo destino personale con la solidità dell’Italia, ma…

It doesn’t make Italy any more credible when Berlusconi cracks jokes about him.

Aiutare la Grecia sì e l’Italia no? Ha senso, proprio perché l’Italia è un’economia grande e forte di un proprio solido apparato industriale. Ma anche Schauble dice che non è come la Grecia? Ha torto il superministro tedesco, perché l’Italia ha un debito pubblico al 120% e ora il mercato fa bene a chiedersi se prestare soldi alla Repubblica Italiana abbia senso. Ma non è tutta colpa della speculazione? Niente affatto, sono i politici a cedere che il mercato sia fatto da bambini capricciosi che qualche parolina basta a sedare, ma sbagliano i politici perché il mercato evidenzia ragionevolmente le sue preoccupazioni, come fanno le persone adulte. Ma l’euroarea non va difesa in quanto tale? No, ogni Pasese risponde del suo debito, e finché sarà così tutto il mondo fa bene a distingere ogni singolo Paese dell’euro dall’altro. Semplice, lineare, e tagliente come un coltello. Non so dirvi se il rafforzamento della manovra in corso, con le annunciate liberalizzazioni e privatizzazioni che giudicheremo solo quando ci saranno note, sia da considerare davvero adeguato. Né come vada letta politicamente l’espressione usata usata da Tremonti, quando ha detto di una manovra rafforzata “accompagnata da chi l’ha varata”, parole ben diverse da quelle di Berlusconi che vuol restare in sella fino al 2013.  Ma il giudizio dello Spiegel dovrebbe essere scolpito nella testa dei politici italiani, in queste ore decisive. Altrimenti ogni persona ragionevole non potrà avere dubbi. Tra la continuità del governo e un governo diverso, se i mercati bocceranno clamorosamente la neomanovra, bisogna preferire un governo diverso, se naturalmente nascesse sulla base di misure più adeguate di ciò che non fosse bastato.

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L’Italia è nel fuoco, rispondere si deve: su-bi-to

11 luglio 2011

Scrivo alla chiusura di Borsa di lunedì, ed è stato un nuovo bagno di sangue, con un meno 4% che è il peggio nell’eurozona. peggiore. Lo spread sui decennali pubblici tedeschi è oggi salito di 70 punti base totali rispetto a dove stava all’inizio della seduta di venerdì. Intesa e Unicredit si sono alternate tutto il giorno nella sospensione al ribasso. La Spagna ci ha risuperati nel differenziale sui Bund, zompando oltre quota 300 punti base. Ci siamo, c’è poco da fare. Per un anno e mezzo l’Italia ci era riuscita, a non entrare nella lista dei Paesi sfiduciati nell’euroarea, Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna. Tre grandi fattori internazionali, e tre circostanze italiane, in pochi giorni hanno fatto convergere i propri effetti. E’ il quadro è cambiato. Purtroppo per noi. O si risponde subito col massimod ella serietà, o è solo l’inizio di altri peggiori guai. Prosegui la lettura…

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Tasse: acqua pura, acqua chiara, voglio finalmente bere

8 luglio 2011

Il bilancio complessivo degli ultimi due giorni è disastroso, per il governo. Lo scambio di epiteti tra ministri nella confertenza stampa di presentazione della manovra, l’effetto degli atti giudiziari provenienti da Napoli sull’onorevole Milanese collaboratore di Tremonti, l’intervista odierna a Repubblica di Berlusconi nella quale Tremonti è descritto come un vero e proprio nemico interno, le dichiarazioni ai magistrati del titolare dell’Economia in merito a lotte di potere tra due cordate della Guardia di Finanza una delle quali farebbe capo a Palazzo Chigi e che alimenterebbe gli attacchi ai suoi danni, l’annuncio del premier che la norma salva-Fininvest è stata scritta dal Tesoro e dalla Giustizia e verrà ripresentata in Parlamento. Tutto ciò fa ulteriormente perdere anche la parvenza di credibilità a un esecutivo sempre più minato, nel giudizio pubblico e nei sondaggi, da una crisi che è personale del premier, politica della sua compagine, e morale dell’intero orizzonte di valori e comportamenti che vengono posti in essere dal centrodestra mentre agli italiani si chiedono nuovi sacrifici impegnativi. Per chi, come noi, crede in mercato e concorrenza, in uno Stato più agile e concentrato nel poco che dovrebbe fare meglio, in un fisco meno oppressivo e dunque in meno spesa pubblica bruciata a vanvera, non è possibile ragionare in nome del “gli altri sarebbero peggio”.  Peggio di tutto è chi rende col suo operato impresentabile per anni a venire ciò in cui noi crediamo.  E poiché non siamo fatalisti ma crediamo nella forza dell’individuo e della società, bisognerà adoperarsi perché dal basso nasca nei prosismi mesi qualcosa che risponda sul serio all’esigenza di dare rappresentanza credibile a ciò che non può e non deve essere confuso con interessi personali, meschine compromissioni ed evidenti incompetenze, quali quelle che riempiono le cronache politiche in questa fase.  Io, almeno, la penso così. Ma non impegno alcuno che scriva qui, e m’interessa capire come la pensate voi, qualunque sia il vostro giudizio: non ne faccio questione di politica, qui tentiamo di evitarlo sempre, ma di concreti spartiacque sulle misure economiche da assumere per dare solidità alla finanza pubblica e far ripartire la crescita.         Prosegui la lettura…

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Il petrolio e la speculazione pubblica

29 giugno 2011

L’Agenzia internazionale per l’energia ha autorizzato il rilascio di 60 milioni di barili di petrolio (prevalentemente di buona qualità) per controbilanciare l’interruzione della produzione libica. Questa decisione ha scatenato un interessante dibattito tra favorevoli e contrari ma, soprattutto, dà lo spunto per tornare a parlare di petrolio, speculazione, scaronate e tremontate. Ma andiamo con ordine.

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“Rendite” finanziare da tassare? Quali?

28 giugno 2011

Sul numero in uscita di Panorama Economy, il mio commento alle ipotesi di interventi fiscali in materia finanziaria

Devo ammetterlo. Tra tutte le diverse ipotesi di intervento, riforma e razionalizzazione del sistema fiscale, il capitolo che mi lascia assolutamente più freddo riguarda quello dedicato alla finanza. Si compone di due distinte parti. Io farei decisamente a meno di entrambe, per più ragioni. Prosegui la lettura…

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Draghi, credibilità e riforme inascoltate

1 giugno 2011

Sul numero di Panorama Economy in uscita domani, il mio commento a Draghi. Prosegui la lettura…

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