Possiamo permetterci di continuare a non avere un servizio di recapito di livello europeo? Possiamo continuare a permettere a Poste Italiane, di proprietà dei contribuenti, di ostacolare i competitori in modo che i contribuenti-consumatori non possano scegliere il loro fornitore di recapiti e debbano continuare a subire un monopolista inefficiente?
Che meriti ha Poste Italiane per figurare tra i padri fondatori della nuova Banca del mezzogiorno e fare concorrenza in casa altrui (le banche) se non accetta la concorrenza in casa propria?
]]>Non fa eccezione la recente istruttoria aperta da Piazza Verdi nei confronti di Poste Italiane (comunicato; provvedimento) per abuso di posizione dominante nel mercato dei pagamenti con bollettino postale e strumenti assimilati.
Che il business dei bollettini sia per Poste un’autentica roccaforte è, del resto, reso evidente tanto dai pezzi lavorati, quanto dai prezzi praticati. Il tutto a dispetto delle gravose condizioni d’accesso e della discutibile qualità del servizio.
Come ha dichiarato la senatrice Maura Leddi,
ci troviamo in una situazione al limite del paradosso in cui un’azienda, in regime di monopolio, fornisce un servizio a pagamento scadente che crea enormi disagi ai cittadini, nonostante l’era di internet offra valide alternative.
Ci pare che il provvedimento dell’AGCM costituisca un importante primo passo per arginare lo strapotere della nuova IRI.
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