Assai meno lusinghiere sono le prestazioni registrate dal nostro paese nel settore del fisso – e particolarmente in quello della banda larga fissa, che ci vede all’ultimo posto tra i principali paesi europei.
Queste conclusioni ambivalenti confermano l’attualità di uno studio condotto con Andrea Giuricin, in cui abbiamo cercato di dimostrare – dati alla mano – come il fondamento di questo vistoso gap di efficienza vada individuato nel robusto competition divide esistente tra i due settori.
È una lezione da tenere a mente alla vigilia della definizione delle regole per la rete di nuova generazione. Se il caso della telefonia mobile può insegnare qualcosa, è auspicabile che il regolatore resista alla tentazione di strafare e dia alla concorrenza una possibilità.
]]>Gli ultimi interventi di Mister Prezzi in effetti provocano molte preoccupazioni, perché non solo si vuole imporre un prezzo massimo, ma non sembra tenere conto del ricavo medio degli SMS.
Non sono state pubblicate molte ricerche circa questo tema, se non quelle di alcune associazioni consumatori; in tutti i casi, populisticamente, si afferma che il prezzo dei messaggi è troppo elevato.
Il tema tuttavia non deve essere legato al prezzo massimo, che in un’economia di mercato dovrebbe essere lasciato libero; è importante analizzare il ricavo medio per gli SMS italiani e confrontarli con quelli degli altri Paesi.
Andando ad analizzare dati ufficiali dell’AGCOM (non certo di parte) e delle altre autorità indipendenti del settore nei maggiori Stati Europei, si ricava che il ricavo medio per messaggio in Italia è il più basso dopo la Gran Bretagna, che non a caso, da una nostra ricerca, risultava il mercato più liberalizzato in Europa.
| Mercato SMS Anno 2007 | ||||
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Paese |
Numero (mld) |
Revenue (mld) |
Rev/SMS |
Prezzo Prepagato Minimo senza offerte (1) |
| Italia |
28,6 |
2,49 |
€ 0,0871 |
€ 0,12 |
| Francia (2) |
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€ 0,0871 |
€ 0,10 |
| UK (3) |
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€ 0,06 |
€ 0,04 |
| Germania (3) |
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€ 0,16 |
€ 0,05 |
| Spagna (3) |
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€ 0,13 |
€ 0,10 |
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| (1) Dati ARCEP | ||||
| (2) Dati ARCEP Sett 06-Sett 07 | ||||
| (3) Dati OFCOM | ||||
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| Fonte: Elaborazione dati ARCEP, IDATE, OFCOM e AGCOM | ||||
Questi dati evidenziano che la situazione italiana non è cosi pessima come vogliono fare intendere gli interventi populisti di Mister Prezzi. Certo l’Italia non è “il migliore dei mondi possibili”, ma si comporta meglio di tanti altri Paesi.
Il ricavo medio per SMS è inferiore sia a quello tedesco che a quello spagnolo, risulta essere uguale a quello francese ed è superiore solo a quello registrato in Gran Bretagna. Non è forse un caso che l’indice di concentrazione (HH Index) invece evidenzia che la Gran Bretagna è il paese più liberalizzato.
Cosa si può apprendere dai dati?
In primo luogo che in tempo di crisi un’azione populista serve a ben poco, perché difficilmente, come segnalato dallo stesso Luca Mazzone, un intervento di Mister Prezzi potrà modificare la situazione, così come è già successo in passato.
L’unica lezione che deve essere presa è che è meglio liberalizzare, come è stato fatto in maniera più spinta in Gran Bretagna, con l’entrata di operatori “virtuali” che vadano a cercare nuovi clienti nei target meno elevati del mercato.
Questo in Italia sta accadendo e nel corso dei prossimi anni gli operatori virtuali prenderanno quote di mercato sempre più consistenti con una tendenza di diminuzione dei prezzi.
Liberalizzare insomma è molto più difficile che dichiarare o riunire, ma certamente permette di ottenere risultati migliori.
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