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Posts Tagged ‘manovra’

Il rapporto Ocse e i tagli alla scuola: una lettura critica del ruolo dell’istruzione

14 settembre 2011

Oggi la scuola è al centro del dibattito: da una parte, quella che è considerata la “bocciatura” da parte dell’Ocse, dall’altra i tagli all’istruzione previsti dalla manovra. Prosegui la lettura…

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L’elefante Italia e il suo baldacchino

11 settembre 2011

Prima della serie di manovre estive di finanza pubblica la nostra economia era nei guai, dopo lo è molto di più:

  1. A seguito della crisi di fiducia sul debito pubblico il governo si è impegnato a conseguire il pareggio di bilancio nel 2013, colmando in un biennio circa quattro punti di Pil di disavanzo pubblico;
  2. L’operazione si verifica quasi integralmente attraverso aumenti di tasse.
  3. Conteggiando solo gli incrementi palesi delle imposte (e lasciando fuori gli aumenti dei tributi locali che saranno attuati per compensare i tagli nei trasferimenti dal governo centrale) la pressione fiscale, calcolata come rapporto tra il gettito atteso e il Pil, aumenterebbe di due punti percentuali.
  4. Calcolata invece come rapporto tra il gettito atteso e il solo Pil emerso, che il Centro Studi Confindustria stima nell’80% del Pil totale, aumenterebbe di due punti percentuali e mezzo passando dal 53% al 55,5%.
  5. Nessun paese al mondo ha una pressione fiscale così elevata, neppure i paesi scandinavi caratterizzati dai sistemi di welfare più estesi.
  6. Le entrate totali del settore pubblico arriverebbero, secondo le stime di Tito Boeri, al 49% del Pil nel 2014. Se rapportate al solo Pil emerso arriverebbero invece al 61% (sempre ipotizzando, irrealisticamente, che gli enti territoriali facciano fronte ai tagli dal governo centrale senza alcun incremento dei tributi locali). Prosegui la lettura…

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Il deragliamento della manovra

9 settembre 2011

Nella versione precedente la manovra aveva fatto diverse promesse sulle liberalizzazioni (si pensi a quella delle farmacie, dei taxi, agli orari di apertura dei negozi). Nessuna di queste è stata mantenuta. In compenso il governo ha dato concreta testimonianza di come la concorrenza possa essere ostacolata. Per esempio l’articolo 8, modificando il decreto legislativo 188/2003, obbliga tutti gli operatori privati ad estendere ai loro dipendenti il contratto di Ferrovie dello Stato. É una  norma particolarmente irrazionale e completamente inutile: a chi gioverebbe infatti? Ai concorrenti, o ai dipendenti, o ai consumatori? In realtà, a nessuno di loro. Prosegui la lettura…

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Politiche verdi o grigie per le città?

3 settembre 2011

L’Urban Climate Change Research Network evidenzia come, se da una parte le città sono particolarmente sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici, dall’altra è proprio da esse che possono arrivare idee e proposte per affrontare tale sfida. Una sfida particolarmente ardua in Italia dove, secondo il VII rapporto dell’Ispra sulla Qualità dell’ambiente urbano, tra i 48 maggiori centri la metà delle città possiede meno del 5% delle aree verdi, mentre aumenta l’utilizzo del suolo e dei rifiuti. Solo in 8 città il verde supera l’20%. Prosegui la lettura…

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La crisi (italiana) spiegata 20 mesi fa

9 agosto 2011

Riordinando vecchi file ho trovato questo articolo, scritto per il Fatto Quotidiano poco più di un anno e mezzo fa (è stato pubblicato nel numero del 31 dicembre 2009 a p. 12). Lo ripropongo integralmente per i lettori di Chicago-blog poichè mi sembra una buona spiegazione del perchè ci troviamo nella situazione attuale. Mi limito ad aggiungere in calce una breve postilla sulle privatizzazioni. Prosegui la lettura…

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L’equivoco del risanamento del bilancio

5 agosto 2011

Alcune riflessioni sulla scia della conferenza stampa di poche ore fa del Presidente del Consiglio e del Ministro Tremonti:

  1. Mi pare vi sia un equivoco di fondo su quale debba essere l’oggetto del processo di risanamento: per Tremonti e il governo è il bilancio pubblico. I contenuti della manovra del 2010 da 25 miliardi, di quella di quest’anno da 48 miliardi e la decisione di anticiparne gli effetti per raggiungere il pareggio con un anno di anticipo lo dimostrano con  chiarezza. Si tratta di un approccio sbagliato: non bisogna risanare il bilancio bensì risanare il settore pubblico, del quale il bilancio si limita a rappresentare i flussi finanziari. Risanare il settore pubblico richiede di modificarne profondamente perimetro, struttura, funzioni e modalità di funzionamento. Se lo si fa si ottiene come corollario anche il risanamento del bilancio. E’ invece possibile ‘risanare’ solo il bilancio senza mettere mano al settore pubblico: è la prospettiva più probabile, dopo aver sentito la conferenza stampa, ed essa non è ovviamente in grado di portare a un risanamento vero e durevole. E’ anche la prospettiva più costosa per le tasche del contribuente. Prosegui la lettura…

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Chi fuma, non chi consuma, paga

4 agosto 2011

Sebbene l’introduzione dei ticket previsto dalla finanziaria sarebbe stato uno strumento utile per responsabilizzare gli utenti del settore sanitario e migliorare la qualità del servizio, è stato presto trovato un nuovo escamotage per evitarli e recuperare i 381 milioni previsti dalla manovra: l’ultima idea (di Bossi) è di aumentare il prezzo del tabacco, il cui costo già ora è costituito per il 60% da tasse, determinando una spesa di 6,5 euro in più al mese per i fumatori.  Tale proposta, sebbene si riconosca che colpire i fumatori sia ingiusto per questi ultimi, sarebbe motivata in quanto educativa, premiante dei comportamenti virtuosi e incentivante la prevenzione.  Prosegui la lettura…

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Un’idea per ridurre i costi della politica

1 agosto 2011

Dopo la manovra estiva sono dilagati nell’opinione pubblica i malumori legati alla contestuale mancanza di norme per ridurre i costi della politica, su cui l’Istituto Bruno Leoni ha condotto una recente indagine: come al solito, si impongono sacrifici ai cittadini, ma chi comanda non da’ mai il buon esempio! Forse è giunto il momento di rovesciare il gioco delle parti, restituendo al “popolo sovrano” qualche piccola prerogativa. Ecco come si potrebbe fare. Prosegui la lettura…

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Il regime dei minimi o il regime dei neofiti?

24 luglio 2011

Una delle poche novità interessanti ed apprezzabili introdotte dall’ultimo Governo di centro-sinistra era il regime agevolato dei Contribuenti cd. “minimi” privi di lavoratori dipendenti, con beni strumentali di modesto valore e volume d’affari annuo non superiore ad € 30.000,00 (art. 1, commi 96÷117, della L. 244/2007): il loro reddito veniva infatti assoggettato ad un imposta sostitutiva del 20% che determinava una pressione fiscale accettabile, sia pure ad un prezzo non proprio trascurabile (indetraibilità dell’IVA assolta sugli acquisti). Si trattava perciò di una misura giusta, perfettamente coerente anche con il primo principio fondamentale della nostra Costituzione in base al quale “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” (art. 1); è una proclamazione impegnativa, che impone un atteggiamento dello Stato particolarmente benevolo verso chi lavora, compresa la costruzione di un sistema fiscale misurato, equilibrato, non oppressivo né ossessivo, adatto a proteggere ed incentivare l’intraprendenza e l’operosità dei Cittadini. Prosegui la lettura…

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La manovra finanziaria e la sanità: riduzione non implica razionalizzazione

21 luglio 2011

L’articolo 17 della manovra finanziaria (“Razionalizzazione della spesa sanitaria”) prevede una riduzione della spesa sanitaria pari a 7.950 milioni di euro: il livello di finanziamento sarà incrementato dello 0,5% nel 2013 e dell’1,4% nel 2014, una misura non sufficiente a coprire l’inflazione. Per raggiungere tale obiettivo sono previsti tagli sulla spesa per farmaci, dispositivi medici e assistenza protesica; saranno ridotti i salari del personale, oltre a venire introdotti nuovi ticket (per esami e visite specialistiche), che serviranno a pagare 381 milioni. Tale riforma è stata criticata soprattutto per la riduzione della spesa, il blocco di turn over del personale, i ticket e il tetto sulla spesa farmaceutica. Prosegui la lettura…

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