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Archivio per la categoria ‘Acqua’

Acqua. Ora si balla

27 giugno 2011

Un gruppo di deputati del Terzo polo – Benedetto Della Vedova, Linda Lanzillotta e altri – ha fatto propria la proposta del Pd sull’acqua, presentandola come emendamento alla legge comunitaria. La logica è ineccepibile: visto che il referendum ha travolto la legge Ronchi-Fitto, che faceva parte della comunitaria scorsa per adeguare la gestione dei servizi idrici alla cornice europea, occorre dare adeguata copertura normativa al settore. Usare la proposta del Pd come alternativa al vuoto referendario è un’idea che, qui, abbiamo lanciato fin da subito. Ora ci divertiamo.

Cominciamo con tre domande (abbastanza retoriche, ma le facciamo lo stesso) nella speranza che qualcuno ci dia una risposta: cosa ne pensa il Pdl? Cosa ne pensa il Pd? Cosa ne pensa il movimento referendario? Confidiamo in una risposta.

Carlo Stagnaro Acqua , , , , , , , ,

Acqua. Attenti a giocare col fuoco referendario

25 giugno 2011

Continuano gli assestamenti post-referendari. Se a destra non s’ode alcuno squillo di tromba – infatti il governo e la maggioranza, troppo impegnati nella propria stessa sopravvivenza, hanno come rimosso il fatto che i servizi pubblici locali sono improvvisamente privi di una decente normativa di riferimento – a sinistra ne se sentono fin troppi. Al punto che, in alcuni casi, si arriva – virtualmente – alle mani.

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Carlo Stagnaro Acqua , , , , ,

Il Popolo Referendario in Cammino. Di M. Verda

24 giugno 2011

Riceviamo da Matteo Verda e volentieri pubblichiamo.

Passato il clamore dei festeggiamenti (serviva un pretesto?) per la vittoria referendaria, si può provare a fare qualche ragionamento un po’ più a freddo.

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Guest Acqua, energia , , ,

Dentro i partiti nell’acqua!

17 giugno 2011

Mentre il risultato del referendum sull’acqua è ancora caldo, cominciano a emergere i problemi creati dal voto referendario. A partire dalle difficoltà di garantire al settore una governance che sia, contemporaneamente, efficace, efficiente e coerente col risultato delle urne. Purtroppo, infatti, la vittoria dei “sì” apre una serie di problemi che sarà difficile tappare. Non mi riferisco solo alla frenata nei programmi di investimento di molte utility o all’incertezza che si è venuta a creare. Penso anche ai due grandi inconvenienti che la consultazione ha creato.

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Carlo Stagnaro Acqua , , , , ,

Referendum. La parola ai (veri) vincitori

15 giugno 2011

Grazie ai potenti mezzi dell’Istituto Bruno Leoni, abbiamo intercettato alcuni scambi epistolari. Li pubblichiamo. Forse sono veri.

UPDATE: Continuiamo a ricevere segnalazioni.

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Carlo Stagnaro Acqua , ,

La bruciante sconfitta è di chi legifera e sparisce

13 giugno 2011

Non ho sbagliato il pronostico sul referendum, come non l’avevo sbagliato da mesi sulle amministrative.  Gli evidenti segni di crisi di consenso nelPaese al governo Berlusconi hanno portato prima alla sconfitta in città simbolo come Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Novara e via continuando, e ora hanno riportato dopo 26 anni il quorum referendario di molto oltre il 50%. Non aver capito da mesi e mesi che questa era l’aria che tirava nel Paese verso il governo e il suo leader, oppure – ciò che è peggio – averlo capito ma non esser riusciti ad articolare un minimo di reazione politica per timore delle sue reazioni, è il segno ormai conclamato di una gravissima crisi politica del centrodestra e innanzitutto del suo leader. Per conto mio, qualunque sia la – ovvia – volontà di sopravvivenza del governo,  mi riesce assai difficile immaginare atti politici di portata tale da invertire il segno e risalire la china. Vedremo la Lega che deciderà, vista la protesta da mesi montante nella sua base. Di fatto, la mia sintesi a oggi è questa: Berlusconi è politicamente ferito a morte perché privo di reazione, e al suo fianco – come si vede dai quesiti e come si è visto nella campagna referendaria – la sinistra riformista di governo è politicamente sconfitta.  Il principio delle gare di evidenza pubblica nell’affidamento dei servizi locali – il primo quesito sull’acqua indebitamente e vergognosamente gabellato per privatizzazione – è entrato nella legislazione e nel dibattito italiano grazie ai riformisti del Pd, fin dai tempi di Giorgio Napolitano ministro dell’Interno. Ma il Pd su questo – come sul ripensamento in materia di no al nucleare che aveva avviato in primis lo stesso Bersani – è stato letteralmente travolto.  In nome del no a un  Berlusconi minaccia per la democrazia e soprattutto ridotto – autoridotto, verrebbe da dire – a barzelletta di sesso-dipendenza, e alla semplifgicazione radicale e antagonista di ogni scelta concreta, sintetizzata in parola d’ordine ideologica. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Acqua, Libertà, ambiente, energia, liberalizzazioni, liberismo, mercato, nucleare, referendum , , , ,

Il buco nell’acqua (con una proposta per uscire dal guado)

13 giugno 2011

Non c’è dubbio: per chi crede nel mercato, il voto di ieri e oggi è una cattiva notizia. Il raggiungimento del quorum, con l’ovvia vittoria dei “sìâ€, ai due referendum sull’acqua ci riporta indietro di molti anni, e da molti punti di vista. Anzitutto riporta indietro il settore dei servizi pubblici locali: con quali possibili conseguenze, lo abbiamo discusso qui assieme a Serena Sileoni (ci tornerò alla fine di questo post, con una proposta). Riporta indietro la discussione su concorrenza e mercato, visto che, per la prima volta da molti anni, ci siamo trovati di fronte a un’opinione pubblica che ha esplicitamente preferito l’inefficienza del pubblico ai profitti del privato (il che è vero soprattutto sul piano dei simboli e della comunicazione politica). Riporta indietro la qualità del dibattito pubblico, perché abbiamo affrontato una campagna elettorale brutta, alimentata da slogan ultrasemplificati, e dove per giunta il contenuto tecnico dei quesiti è stato sacrificato al messaggio politico che tramite essi si voleva mandare al Cav. Ma questa è una scusa molto parziale e non cancella il danno.

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Carlo Stagnaro Acqua , ,

Il buco nell’acqua / SPECIALE REFERENDUM 2

13 giugno 2011

Il buco nell’acqua / SPECIALE REFERENDUM

12 giugno 2011

Quand‘ie gratìs: iungeme tutt’! Di A. Sileo

12 giugno 2011

Riceviamo da Antonio Sileo e volentieri pubblichiamo.

Come rispondere ad una domanda secca? Be’, come tutti dovrebbero sapere, le risposte possibili sono (solo) tre:  sì, no e non so. Poi, si può essere d’accordo o meno sulla domanda in quanto tale e quindi non dare risposta alcuna. Ecco, secondo me, i due quesiti referendari sull’acqua chiamano in causa l’intera gamma delle risposte.  Perché i soli due quesiti dell’acqua? Perché nella demagogica “semplificazione†che ne è stata fatta credo ci si sia distaccati davvero troppo dalle norme che si vorrebbero abrogare.

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