7
Giu
2012

A Pontinvrea non si paga l’IMU – di Cristiano Bosco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Cristiano Bosco.

“A Pontinvrea ci si sta bene”.

È questo lo slogan che, disseminato su diversi cartelloni al termine di una lunga serie di salite e tornanti, accoglie i visitatori nel piccolo comune di Pontinvrea, paese di circa ottocento anime a nord di Savona, sul versante settentrionale dell’Appennino Ligure. Una realtà circondata da boschi, a poca distanza dal Piemonte, nelle ultime settimane clamorosamente balzata agli onori delle cronache nazionali per la singolare crociata anti-Imu del suo primo cittadino Matteo Camiciottoli. Il quale, sorretto dal suo consiglio comunale compatto come un sol uomo, ha deciso di fare di Pontinvrea il primo comune d’Italia a liberarsi dall’odiata imposta municipale sulla prima casa.

All’inizio, ai più maligni sembrava si trattasse di una trovata mediatica di un sindaco in cerca di notorietà, una bizzarra uscita anti-governativa per guadagnare le attenzioni delle agenzie di stampa di tutto lo stivale. Gli scettici si sono poi però dovuti ricredere, perché Matteo Camiciottoli, capo della lista civica “Ripartiamo Insieme”, liberale doc in passato vicino al Popolo della Libertà ed oggi deluso dai partiti e dagli scandali, fa sul serio, e non è minimamente intenzionato a fare marcia indietro.

La conferma è giunta lunedì sera, quando, nel prestigioso palazzo marchionale oggi sede del Municipio, in una sala del consiglio comunale gremita, tutti i consiglieri, maggioranza e minoranza – gli stessi che, ad aprile, dichiararono incostituzionale la tassa sulla casa – hanno approvato senza battere ciglio una delibera che riduce l’aliquota per l’abitazione principale e proprie pertinenze “al minimo consentito dalla legge”, elevando altresì l’importo della detrazione “fino a concorrenza dell’imposta dovuta”. Un provvedimento, accolto da un applauso scrosciante in consiglio, che non bandisce l’Imu ma, di fatto, la azzera, dribblando quanto previsto dalla normativa nazionale.

“È stata una scelta dettata dalla necessità”, ammette Camiciottoli. “Avevamo sollevato l’ipotesi di incostituzionalità, ma i tempi burocratici e tecnici sono troppo lunghi: in questo modo, abbiamo voluto tutelare i nostri cittadini subito, senza aspettare lo Stato”. Non nasconde un po’ di rammarico, il sindaco, per essere rimasto solo sul campo di battaglia: “Dove sono, oggi,  tutti gli oltre seicento sindaci della Lega Nord che promettevano di ribellarsi? Dove sono i segretari di partito, l’ABC Alfano-Bersani-Casini, che si schieravano contro la tassa solo sotto elezioni?”.

Con un pizzico di – sana – spavalderia, non si aspetta ripercussioni dai palazzi governativi: “Da Roma ancora nessuno si è fatto sentire, nemmeno per il nostro ricorso sull’incostituzionalità: non vorrei che tra qualche giorno mi chiamassero per dire che a Pontinvrea avevamo ragione”, scherza. “Non so se vorranno prendere misure contro di noi, ma ho già dichiarato di essere pronto a mettere mandato e fascia tricolore nelle mani di Sua Eccellenza il Prefetto: che vengano i politici nazionali a governare Pontinvrea, io mi rifiuto di applicare questa tassa iniqua, che colpisce le famiglie”. I pontesini esultano, per il primato nazionale stabilito dal proprio comune.

A Pontinvrea ci si sta bene. E non si paga neppure l’Imu.

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19 Responses

  1. Francescopd

    ABC parlano parlano, ma alla fine sanno che l’IMU è la loro assicurazione sulla vita e auspicano che tutti la paghino per garantire loro le solite ed immutate prebende da parassiti incalliti.
    Il cane si gratta in continuazione ma le zecche rimangono, per questo mi auguro che gli italiani smettano di grattarsi e uccidano la bestia che li opprime.
    Mi auguro, spero, mi aspetto una evasione massiccia con un ravvedimento operoro per il prossimo anno, sarà un modo come un’altro per affamare “la Bestia”.

  2. Rick

    Benissimo, a questo punto a Pontinvrea sospenderei tutti quei servizi che l’IMU dovrebbe contribuire a pagare.
    Cosette come sanità, istruzione, difesa, polizia ecc…

  3. Andrea Maniero

    Rick dimentica anche: un parlamento pletorico, 20000 forestali siciliani, costi della sanità bestialmente aumentati, 15 miliardi di euro di pensioni di invalidità (triplicate in dieci anni), l’assunzione a tempo indeterminato di 10000 insegnanti (quando il tasso di natalità va scemando da molti anni), circa un centinaio di consigli provinciali, diversi dirigenti di Stato nonchè ammiragli e generali che guadagnano più di Obama, appalti affidati senza gara, agenzia delle entrate che dopo 31 (trentuno) anni ti manda una lettera avvisandoti di aver chiuso un provvedimento a tuo carico (da “Il Gazzettino” di ieri), pensioni di oltre diecimila euro al mese per le quali nessuno ha mai versato sufficienti contributi, impiegati statali che timbrano e se ne vanno (per questo basta guardare una qualunque puntata delle Iene), aziende municipalizzate che fanno il bello e il cattivo tempo con la scusa che sono pubbliche e in monopolio legale, investimenti di centinaia di miliardi buttati nel cesso (in questo caso guardi pure Striscia), ma voglio evitare di dilungarmi…
    Forse a Pontinvrea sono contenti di non dover contribuire a tutto questo.

  4. Carlo alberto

    anche il comune Villafranca di Verona ha eliminato l’Imu sulla prima casa e pertinenze..

  5. Johann Gossner

    La scelta del Comune di Pontivrea o è il frutto di protesta e basta oppure è il frutto di una struttura organizzativa e di Bilancio, equilibrata rispetto alle capacità contributive degli abitanti. Dall’articolo questo non è dato di sapere.
    Se la risposta fosse per la seconda ipotesi, sarebbe un ottimo esempio di buona amministrazione.
    Nel primo caso solo protesta e basta.

  6. Riccardo

    @Rick
    Scusami, perché tu la sanità ce l’hai gratuita? Ogni volte se ho bisogno di fare un esame devo pagare e salato! Il servizio 118 da te é gratuito? Sicuro? Pensa che dove abito io il 50% viene coperto da VOLONTARI della croce verde. Bello scoprire che non é gratuito vero?

  7. Roberto 51

    Tutte queste discussioni su IMU e tasse varie sono irrilevanti.
    Fin che non si riduce la spesa e il debito si dovranno aumentare le tasse, l’alternativa è il fallimento.
    Va benissimo che qualche comune rinunci all’IMU, basta che poi non chieda soldi allo stato.

  8. isabella

    A Genova il nuovo sindaco ha fissato le nuove aliquote imu al 5 e al 10,6 per mille; in compenso però a eliminato la colazione a spese del comune ai consiglieri comunali in riunione. Un bel passo avanti, non è vero?

  9. claudio p

    Secondo me le Amministrazioni Locali, grazie alla legge elettorale maggioritaria, si stanno lentamente spostando verso l’elettorato. Per contro il Potere centrale, tanto a Roma quanto a Bruxelles, somiglia sempre più al Soviet.
    Non è da escludere che il divario diventi esplicito e conflittuale, e che porti ad una disgregazione dell’UE e magari anche dell’Italia.
    Oltre all’ipotesi della disgregazione c’è l’ipotesi lungimirante di una grande iniezione di Federalismo e di Vera Democrazia (= possibilità di licenziare i politici).
    E infine l’ipotesi più probabile; quella di un progressivo restringimento e di una sistematica umiliazione della sfera individuale in nome di un fantomatico “Bene Comune”.

  10. Andrea

    Traspare molta ignoranza, com’e spesso purtroppo accade, sia in chi scrive il pezzo, sia nel Sindaco (forse questa è voluta x fare notizia), sia nei commenti.
    Riordiniamo le idee e ripristiniamo la verità.

    Lo stato ha tagliato e annullato i trasferimenti ai comuni x la quota che il gov. Berlusconi aveva previsto a copertura dell’eliminazione prima casa. Contemporaneamente ha dato facoltà ai Comuni di riapplicare l’imposta sull’abitazione principale, chiamandola questa volta IMU.
    Il Comune in oggetto ha liberamente previsto di alzare le detrazioni e annullare di fatto il gettito della prima casa, ma per lo stato questa decisione è neutra, in quanto lo Stato i soldi se gli è gia presi nel momento in cui ha tagliato i trasferimenti.
    Quindi il Sindaco in questione ha provveduto a tagli di sprechi interni (che non aveva intaccato prima) o a diminuzione di servizi verso i propri cittadini, al fine di coprire il mancao introito.
    Ma quale sanità? Ma quale difesa? Ma quali strade? Lo stato ride, i soldi gli ha gia presi… Quanta ipocrisia e soprattutto quanta IGNORANZA…

  11. L’IMU va bene. Non è questa tassa (come magari anche le tasse sulle successioni) che ci allontanano dai Paesi più liberali! Sono invece le altissime tasse sul lavoro e su imprese.
    Impariamo a distinguere…

    Jack

  12. claudio p

    @Andrea
    I soggetti attivi dell’Imposta Municipale Unica, a dispetto del nome, sono sia il Comune che lo Stato, al 50% ciascuno.

  13. Cristiano Tabarelli

    Rinunciare all’IMU per un Comune vuol dire trovare altre risorse per compensare il mancato incasso che, come si sa, va totalmente allo Stato centrale. A Villafranca di Verona lo si è fatto e non è un paese leghista ed oltretutto supera i 30.000 abitanti. In altri comuni di centrosinistra o leghisti non si è fatto alcunché. Sulla seconda casa, invece, i comuni hanno quasi tutti portato l’imposta oltre lo 0,76 fino al massimo dell’1,06. In questo caso metà dell’incassato va all’ente locale che in molti casi ha approfittato, “tosando” i cittadini e scaricando le colpe al solito Monti. Partiamo dai comuni con il gestire i bilanci in maniera oculata.

  14. Rick

    Ah, dimenticavo. Esporterei anche qualche talebano a Pontinvrea, magari possono mettersi su artificieri e militari da soli per combatterli.
    E del sistema sanitario non è che abbia di che lamentarmi.

    Signori questa si chiama democrazia. Non è con la rivoluzione o con l’illegalità che si combattono i comportamenti sbagliati.
    E’ alle elezioni che scegliete da chi volete essere governati, e alle elezioni, quando votate, vi dovete ricordare di tutti i bellissimi esempi sopra riportati.

    Il sindaco di Pontinvrea è un
    (1) rivoluzionario, perchè agisce in modo contrario alle leggi dello stato per uno scopo politico
    (2) un rivoluzionario fallito perchè verrà obbligato a far rispettare la volontà dello stato
    (3) un populista perchè il sindaco, che ben conosce i punti (1) e (2) e quindi conosce l’assoluta velleitarietà del suo gesto, lo ha fatto soltanto per fini populistici e di propaganda e in questo non è diverso da Beppe Grillo.

  15. Alberto

    Ma non capisco questa campagna demagogica, la tassa sulla prima casa, ovviamente è odiosa non tanto di per se, ma quanto va a colpire in modo assolutamente iniquo il bene primario; faccio un esempio solo per capirci, a Roma si pagano circa 1000/1500 euro per 100 mq mentre a Roccacannuccia se ne pagano 300, per una abitazione se vogliamo identica o anche più lussuosa. Quindi il parametro di tassazione sulla prima casa deve prescindere dal valore di mercato e riferirsi solo a questioni omogenee sul territorio; ovviamente altro sono la tassazione in caso di trasferimento di proprietà, che invece è corretto che si basino sul valore di mercato relativo. Il problema è tutto qui, ma nessuno ne parla, e nemmeno, purtroppo l’ articolista corrente.

  16. Lorenzo

    Sono d’accordo con il commento di Johann Gossiner,un Comune come quello in cui vivo Paterno’ (CT), in cui bisogna trovare circa € 600.00 mila per chiudere il bilancio in pareggio, cosa deve fare se non aumentare le tasse, ahime.Questo ammanco e’ da imputare in parte alla revisione della spesa ,fatta dal Governo Centrale, parte dal taglio di trasferimenti agli Enti Locali e per ultimo dieci anni di cattiva gestione di un Amministrazione di centro destra. Se qualcuno ha una ricetta miracolosa senza toccare le tasse per favore la suggerisca.

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