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Operazione Cortina: il lusso alla berlina, lo Stato in portantina

Mi spiace che il mio amico Michele Boldrin scriva e pensi che a protestare per l’operazione antievasione a Cortina siano i “liberali alle vongole”. Le vongole, mai piaciute. Ma nemmeno mi può piacere il pescecane pubblico italiano. E se lo difendi, amico mio, puoi dire tutto ma non di essere un liberale. In sintesi, ecco 7 punti a proposito di “Operazione Cortina”: l’ennesima ottima trovata di comunicazione di chi sa fare il suo mestiere, alla testa dell’Agenzia delle Entrate. L’operazione è stata un successo mediatico clamoroso, infatti. Come molte operazioni “a effetto” contro ricchi e vip dello sport, cinema belcanto et similia, che di quando in quando centrano rumorosamente l’obiettivo di consensi che è compito sacrosanto conseguire se siete alla testa dell’apparato pubblico antievasione. Detto questo, i liberali veri e sinceri servono proprio a vedere oltre il fumo mediatico. E il fumo qui è proprio una grande cortina fumogena, che serve e riesce a far dimenticare a tutti qual è lo sacandalo vero numero uno, in materia di fisco. Lusso alla berlina e Stato in portantina? No grazie, da parte mia. Ecco perché.

A) personalmente ero a Cortina ieri per un dibattito con Ennio Doris e altri, e per scatenare un finimondo in sala è bastato leggere a voce alta brani del pezzo sul  Gazzettino in cui l’ufficiale della Finanza competente per territorio si dissocia e afferma che loro non utilizzerebero mai i sistemi adottati su indagini delegate da Agenzia Entrate: assistere ai primi incroci di accuse tra apparati dello Stato impegnati nella sacra crociata antievasione ha dell’esilarante…

B) stamane alla mia trasmissione su Radio24 ho letto pressoché integralmente l’editoriale  sulla Stampa odierna di Luca  Ricolfi: reazioni del pubblico da entusiasmo puro, il vero problema numero uno è la pressione fiscale reale intorno a 60% di Pil, e total tax rate su imprese al 68%;

C) rispetto le idee di tutti, ma il sacro mantra della lotta all’evasione NON è credibile a mio giudizio finché non si assisterà a governi capaci di aggredire lo scandalo numero uno di cui l’evasione è figlia e non viceversa: lo scandalo numero uno è l’aumento di quasi 25 punti di Pil di pressione fiscale inseguendo il continuo aumento della spesa corrente avutosi in 25 anni, cioè nell’arco di una sola generazione. Siamo ai record mondiali. Mentre i Paesi ad alto prelievo hanno modulato aumenti in un secolo da Bismarck in poi, in cambio di un’efficienza pubblica che da noi manca, e con assai minori fenomeni di nicchie di impresa e mercato protette, che vivono al riparo di prezzi e tariffe e aste falsate governate dal pubblico, il che spiega la dinamica pazzesca dei beni e consumi intermedi della PA nel nostro Paese, solo scalfiti da meccanismi di acquisizione centralizzata tipo Consip, e che regolarmente invece vengono confusi con servizi finali da tagliare al pubblico quando lo Stato centrale impugna la scure lineare come ha fatto quel buontempone di Tremonti. In altre parole BASTA CHIACCHIERE ETERNE SULLE SPENDING REVIEW DA ELABORARE DOMANI: SAPPIAMO BENISSIMO DA ANNI che cosa va tagliato e quanto, il problema è credere di avere consenso politico, capacità tecnica e coraggio leonino necessari PER FARLO! Altro che il disgusto dei signori parlamentari che dicono di essere pagati poco, e degli stenografi parlemantari che guadagnano più del presidente della FED. AGGIUNGO CHE ABBATTERE DI 20 PUNTI di Pil almeno IL  DEBITO PUBBLICO TRAMITE DISMISSIONE DI MATTONE DI STATO E’ POSSIBILE E NECESSARIO, E RESTITUISCE FIDUCIA NELL’ITALIA SENZA AMMAZZARE ULTERIORMENTE LA CRESCITA CON TASSE SCHIANTA-PAESE!;

D) ricordo a tutti che il mantra della lotta all’evasione ci ha spinto ormai a misure che non hanno eguali in ALCUN paese avanzato: il limite al contante a 1000 euro non c’è in Germania come non c’è in Uk, in Francia c’è un limite mensile alle operazioni in contanti oltre il quale scatta la segnalazione. Da noi, passando in questo 2012 dalla fotografia statica di conti e saldi bancari alla condivisione in banche dati publiche dell’intera dinamica quotidiana di OGNI OPERAZIONE BANCARIA, consentiamo ad Agenzia delle Entrate e pm il controllo comportamentale profilato di ciascuno di noi. Per dire: un pm sulla successione temporale di operazioni bancarie potrà disporre l’apertura di fascicoli in cui il mero determinarsi di flussi può costituire ipotesi di reato. Se alcuni o molti di voi sono convinti che tutto ciò è utile e giustificabile in nome della lotta all’evasione e al riciclaggio, cioè se pensate come Michele Boldrin che ad avere dubbi e contrarietà fortissime su questa batteria di misure si sia amici di evasori e “liberali alle viongole”, secondo me siete invece o vittime in buona fede della campagna di balle di Stato, oppure siete passati consapevolmente o meno armi e bagagli in campo statal-populista.  Personalmente mi ha dato molto da riflettere il libro ultimo del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che vi invito a leggere - Soldi Sporchi. Mi hanno provocato forti maldistomaco cifre  citate da fonti assolutamente non credibili tipo la Loretta Napoleoni che va tanto per la maggiore in Italia (esempio: “le oltre 200 filiali di banche italiane all’estero hanno riciclato 5000 miliardi di dollari” Bum! un terzo del gdp USA? In quanti anni? da dove si prende il dato? chi lo dice? su quali basi? è l’Ocse? è il FMI? è la BCE? E’ bankitalia? ma no, ah beh allora scatta la risata…. a Grasso glie l’ho chiesto in trasmissione, la sua risposta è che a difendere il sistema della libertà assoluta del capitale transnazionale si difende la possibilità della mafia di nascondersi, e che questo è lo stesso scopo delle imprese, nascondere i proventi agli Stati e al fisco, frase che trovate anch’essa testuale nel libro pregevolissimo del signor procuratore… al che ho doppiamente rabbrividito, perché se imprese private uguale mafia allora viva il comunismo e la facciamo finita con le chiacchiere

E) ricordo inoltre a tutti che l’esperienza di questi anni ci dovrebbe aver dimostrato a che cosa porta la sin qui verificata impossibilità di limitare e controllare l’infinito numero di punti di accesso a banche dati unificate tributarie catastali e bancarie e contributive. Il mio povero ex professore di diritto costituzionale Pizzetti, garante della Privacy, può a quattr’occhi chiarirvi quando volete l’impossibilità che egli e la sua esilissima struttura possano svuotare l’oceano con un cucchiaino, per limitare gli abusi. Cinque anni fa i soli punti d’accesso nei Comuni italiani risultavano essere oltre 90mila, e oggi ne restano oltre 20mila, la promessa tracciabilità degli ingressi per effettuare controlli resta sulla carta, perché le password sono condivise. A tali accessi se ne sommano migliaia di altri nell’intero sistema periferico delle quattro agenzie tributarie, Gdf, forze di polizia, polizia giudiziaria  etc etc, nei quali la tracciabilità è ancor più sulla carta che nei Comuni, dove un giro di vite venne effettuato dopo lo scandalo relativo agli accessi – centinaia, erano – per controllare Prodi e sua moglie oltre a Berlusconi e famiglia…  Dovremmo inoltre tutti ricordare che il mercato nero opaco e parallelo delle security private – di solito funzione affidata nelle imprese italiane non a caso ad ex appartenenti dei corpi dello Stato, vedi Tavaroli – prospera esattamente su dati ricavati illecitamente da punti d’accesso alle banche dati sensibili pubbliche, accessi effettuati da ex colleghi e amici in cambio di piaceri e denaro. Se anche qui mi dite che chi non ha nulla da nascondere non ha niente da preoccuparsi allora è certificato, siete statalisti orwelliani, piantatela di dirvi o pensarvi liberali e iniziate a cantare che l’ignoranza è forza e la privacy l’ombra dietro la quale si nascondono i nemici dello Stato;

F) sempre in materia di lotta all’evasione e di arcifamoso e plurinvocato contrasto d’interessi in materia di scarico dell’Iva, purtroppo si commenta da sola la figura penosa sul Corriere di ieri e autocorrezione di oggi di Giavazzi e di Alesina, trascinato temo dal primo non per la prima volta in argomenti di cui evidentemente sa poco e me ne dispiace, perché ne ho una stima assoluta come stimo l’a volte però troppo acceso Giavazzi. Finché a invoncare la detrazione per tutti sono lettori e ascoltatori che ignorano il diritto tributario, o politici demagoghi, va bene. Altrimenti l’abc del diritto tributario italiano dovrebbe ricordarci  due cosette basilari: il divino contrasto d’interessi invocato da anni per far emergere nero fiscale fa dimenticare a molti che IVA NON è imposta generale sui consumi ma appunto sul valore aggiunto, ergo HA PIENA COERENZA che a detrarre siano solo i soggetti – fisici e giuridici – per i quali l’acquisto di beni e servizi intermedi costituisce input rispetto al quale c’è output di beni e servizi offerti a terzi con proprio valore aggiunto. ERGO ANCORA E’ certo ovvio che potremmo – dietro complesso negoziato con Europa, per evitare asimmetrie comunitarie, e la materia posso garantire che è assai spinosa – cambiare natura all’imposta e a quel punto estendere a tutti sia pur diversamente graduate  detrazioni, MA A QUEL PUNTO dovremmo abbassare energicamente il prelievo sui redditi  perché in caso contrario accresceremmo ulteriormente gli effetti della mancata neutralità del prelievo complessivo;

G) solo che NESSUNO qui parla più di riequilibrare il sistema per abbassare di molto il prelievo su redditi e impresa a fronte di VERE compressioni di spesa: nell’ambito quantitativo di riferimento di quei quasi meno 7 punti di Pil di spesa pubblica e prelievo che la Germania ha totalizzato dai primi anni 2000 al precrisi. Certo, i tedeschi hanno cambiato il welfare e realizzato grandi contratti aziendali di produttività in tutte le grandi imprese, per accompagnare un simile turnaround pubblico con più produttività privata. E’ quel che si dovrebbe fare. Obiettare alle verità taglienti di Ricolfi accusandole di stantia polemica antimeridionale, inoltre con il mantra della lotta all’evasione,  per me equivale a negare che da quelle priorità sacrosante discendono conseguenze politico-economico-fiscali altrettanto sacrosante. Ed è di questa negazione costante, che vive la difesa di un prelievo fiscale rapinoso che cresce cresce cresce, e la difesa di una spesa pubblica vergognosa che si riesce al massimo – nei punti di maggior crisi nazionale come il 2010-2011 e sotto Amato – a fermare per pochissimo nella sua dinamica di costante crescita, ma MAI A invertirne stabilmente il segno per un decennio a venire con misure strutturali. Lo hanno fatto negli ultimi decenni Paesi come Canada e Germania, Australia e Nuova Zelanda, e cito apposta queste democrazie welfariste per evitare di farmi dire che sono solo thatcheriano. Ma viva la Thatcher tutta la vita, per quello che mi riguarda, e vergogna a chi si fa cameriere della rapina di Stato.

5 gennaio 2012 evasione, fisco, spesa pubblica , ,

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  1. giancarlo
    5 gennaio 2012 a 14:20 | #1

    conclusione?
    non bisogna lottare contro l’evasione fiscale, perchè PRIMA lo stato deve ridurre il suo bilancio?
    per me si deve andare avanti su entrambi i fronti.
    Non su uno solo, come dice il ns carissimo dott. Giannino.

  2. Alessandro Monguzi
    5 gennaio 2012 a 14:28 | #2

    Sig. Giannino, sono totalmente d’accordo con lei! La prego ci rappresenti lei! (no taxation without representation!)

  3. alessandro
    5 gennaio 2012 a 15:06 | #3

    Sono d’accordo con le sue annotazioni, e soprattutto la spesa pubblica e la pressione fiscale (C e D).
    Tuttavia non vedo nessun commento sulla “sfacciataggine” del comportamento del contribuente. Prendendo il comunicato dell’agenzia delle entrate (http://veneto.agenziaentrate.it/sites/veneto/files/public/File/ContenitoreCartelle/LaDirezione/LaDirezioneComunica/Anno2012/com_st_operazione_cortina_30122011.pdf) vedo che il 45% dei possessori di auto di lusso controllate a Cortina (114 su 251) ha molto probabilmente esagerato troppo la propria posizione, dichiarando redditi (o fatturati) inferiori a 50.000 euro lordi…
    Sia la diffusione sia il (presunto) sconto sulle dichiarazioni dei sono preoccupanti: decisamente esagerati.

  4. Antonio Conati Barbaro
    5 gennaio 2012 a 15:13 | #4

    Certo, può esserci una strategia di far passare l’equivalenza ‘i ricchi sono evasori’ … ma sicuramente chi la applica con interventi ‘stile Cortina’ gioca sul sicuro (infatti, vedi i risultati) ! Per quanto riguarda poi il procuratore Grasso (estendibile a molti altri ‘rappresentanti dello Stato’ – GdF, AE etc.) loro vedono un lato dei problemi, che siano evasione fiscale, riciclaggio, traffico di droga, di rifiuti, di umani, di organi, (non c’e’ limite al peggio), e cercano di risolverlo, spesso senza rendersi conto degli effetti collaterali che metodologie, leggi, decreti etc. possano avere sugli ‘onesti’ e su ‘chi produce’. Ma il problema non sono ‘loro’, è che non c’e’ nessuno (o pochi) ai livelli politici direttivi che bilancia questi interessi con quelli reali del mondo produttivo (anche perchè non ‘fa scena’ -> ricordiamo il perepè ad ogni ‘mafioso arrestato’ e ad ogni ‘miliardo di evasione recuperata’). Per questo bisogna necessariamente lavorare su entrambi i lati dei problemi, in parallelo. Pensare che solo riducendo i costi dello Stato (100% d’accordo su questo, non mi si travisi) e quindi le tasse, ‘automaticamente’ l’evasione fiscale diminuirebbe in questo Paese fortemente degenerato è pura illusione. E concordo con Michele Boldrin quando parla dei ‘liberali alle vongole’, che invece di agire sulla difesa / aiuto strutturale agli imprenditori (meno tasse, giustizia civile, pagamento dei crediti dello Stato, meno burocrazia ecc.) si lamentano delle azioni – efficaci – di controllo sull’evasione. Poi, avrei anche da dirne per i ‘progressisti alle vongole’ che prima vogliono il tracciamento ai 1000 euro, e poi si lamentano che i pensionati devono aprire il conto in banca (PS svariati pensionati che lavorano lo fanno al nero, anche loro evadono …)!

  5. Pierluca Meregalli
    5 gennaio 2012 a 15:16 | #5

    Non riesco a capire come l’attività economica riesca a proseguire in Italia.Se ai reati di associazione esterna aggiungiamo l’obbligo di giustificare ogni flusso di moneta,nel contesto Italiano in cui il giudice può emetter sentenza anche solo se si è liberamente formata una opinione,pur in assenza di prove (mi auguro almeno in presenza di consistenti indizi),sarà facilissimo finire dentro senza saper perchè

  6. Pierluca Meregalli
    5 gennaio 2012 a 15:23 | #6

    Come si fa a ridurre la spesa corrente di Stato e parastato?Mi sembra una cosa vicina all’impossibile.Bisognerebbe licenziare o non assumere o ridurre gli stipendi,eliminare le sovvenzioni alle imprese,sopprimere l’esercito.Anche solo ridurre le spese di Camera,Senato e Quirinale appare chimerico

  7. MAX
    5 gennaio 2012 a 15:48 | #7

    Tutto vero, caro Giannino, pressione fiscale altissima…politici incapaci di ridurre spese quanto meno per dare il buon esempio…
    Non dimentichiamoci, però, che a Cortina con l’Agenzia delle Entrate presenti i negozi hanno triplicato gli scontrini (vedi articolo Corriere Veneto del 5 us)…l’alta pressione fiscale NON può essere l’alibi per non pagare…Che ne pensa Giannino?

  8. Dario Civalleri
    5 gennaio 2012 a 15:58 | #8

    Sottoscrivo!
    Tuttavia, immagino che Michele, il cui articolo non sono riuscito a leggere, non potesse, grosso modo, che intendere quanto sostenuto da Giancarlo: 1) lo stato DEVE ridurre le tasse e le spese e, allo stesso tempo, 2) gli evasori al Sud e al Nord (quindi in maggior numero al Sud) DEVONO andare in galera.
    Un solo punto di dissenso: le vongole sono buonissime.

  9. Marco Tizzi
    5 gennaio 2012 a 16:06 | #9

    Sono in sincero imbarazzo: io mi trovo completamente d’accordo sui punti B-G.
    Eppure mi sembra assolutamente corretto che gli esattori delle tasse facciano i loro controlli dove e quando vogliono.
    E che dove i soldi sono tanti la possibile evasione, se la percentuale è costante, è superiore in valore assoluto, che è poi la cifra con cui si paga il debito pubblico.
    E mi pare anche una buona notizia che abbiano fatto un bel filotto di gente con le mani nella marmellata.

    Quindi che succede, sono io che sono completamente pazzo (può essere, per carità) oppure la lotta all’evasione fiscale e la diminuzione di spese ed imposte non sono in antitesi?

    Carissimo dott. Giannino, dato che da sempre Lei è uno dei miei punti di riferimento intellettuale, nonostante sia spesso in disaccordo, non è forse l’ora di una proposta che preveda insieme la lotta all’evasione, lo snellimento dello Stato e la diminuzione delle imposte?

  10. Carlo
    5 gennaio 2012 a 16:08 | #10

    Gent.mo Professore, sabato scorso mentre ascoltavo radio 24 ho sentito che Lei bocciava per il Bel Paese un accordo bilaterale con la Svizzera, dicendo di averne già parlato approfonditamente su radio 24. Può aiutare anche i ritardatari a comprendere il perchè del suo NO. Il 24 agosto, la Gran Bretagna ha firmato un accordo fiscale ispirato a Rubik. I contribuenti britannici con conti in Svizzera dovranno dichiarare i loro averi al fisco inglese o accettare un’imposta sui redditi e utili da capitali che oscillerà tra il 27% e il 48%. I proventi saranno versati alle autorità britanniche. Con la Germania, l’accordo è stato concluso il 10 agosto. L’imposta sugli utili sarà del 26,375%, praticamente identica a quella prevista per gli averi depositati nello stato tedesco. Grazie all’imposta liberatoria, la Germania dovrebbe incassare un miliardo di euro l’anno. In più, riceverà una decina di miliardi a titolo di risarcimento per i casi di evasione fiscale del passato. Il 19 Agosto la brava giornalista Isabella Buffacchi del Sole 24 Ore ha scritto sul merito l’ articolo Con un accordo “alla tedesca” l’Italia incasserebbe 9 miliardi. Perchè non ritiene che il modello Rubik possa essere una riforma a costo zero anche per l’Italia? La ringrazio.

  11. andrea dolci
    5 gennaio 2012 a 16:13 | #11

    Caro Giannino, proprio perché la stimo, continuo a trovare poco sensato questo suo continuo difendere l’evasione in nome del benaltrismo. Lo Stato é rapace anche per garantire i servizi a quelle tante persone che evadono per poi protestare perché non hanno l’ospedale sotto casa o, peggio ancora, se i propri clienti hanno pochi soldima spendere nel loro negozio.
    Ma vorrei spostare un pochino il focus del discorso. Lei giustamente continua rimarcare come questo paese resti ancorato ad una economia arretrata, dal poco valore aggiunto e dalla scarsa produttività. Mi pare peró che le sfugga che tale arretratezza sopravvive per non dire prospera, anche grazie alla possibilità di evadere tenendo in piedi attività altrimenti destinte a chiudere. L’evasione é anche socialmente devastante perché disincentiva il merito e lo studio. Perché mio figlio dovrebbe passare anni sui libri per trovarsi un lavoro regolarmente pagato quando l’imbianchino che mi ha ripitturato l’appartamento guadagna netto quanto l’AD di un’azienda di medie dimensioni ?
    Crediamo veramente che il paese possa avere un futuro basandosi su commercianti, artigiani, ristoratori che accumulano nero per poi investirlo nell’ unico settore adatto riciclarlo, il mattone ?
    Lo Stato sarà anche vorace e sleale, ma chi evade resta un LADRO: ladro di presente perché sfrutta i servizi pagati con i soldi altrui e ladro di futuro perché é la pietra angolare di una società basata sul demerito, sull’arretratezza e sulla furberia.

  12. sandro
    5 gennaio 2012 a 16:20 | #12

    e bravo giannino, difensore degli evasori…………….
    L’articolo da letteralmente il voltastomaco

  13. L’Olandese volante
    5 gennaio 2012 a 16:22 | #13

    Da funzionario dell’AE, domando a voi i lumi sul da farsi: che faccio, incrocio le braccia fino a che la pressione fiscale non scende sotto il 35 %?
    Smetto di fare verifiche fiscali perchè c’è crisi?
    Non notifico più avvisi di accertamento finchè lo Stato non pagherà le aziende entro 30 giorni dalla data di emissione della fattura?
    Non trasmetto più i ruoli ad equitalia perchè quella poi li incassa?
    Smetto di incassare i soldi dalle persone che li devono, perchè “ve la prendete sempre coi piccoli e mai coi grossi”, oppure “io pago, però tanto i miei soldi alla fine i politici se li rubano”, oppure “per forza che la gente evade, le tasse sono così alte”?
    Per me va bene, basta essere chiari sul punto.
    Il contrasto all’evasione fiscale è una cosa piuttosto seria.
    Io non parlo di calcio, di botanica, o di fisica quantistica perchè non ne so nulla.
    Non capisco perchè la gente che non sa nulla della materia di cui mi occupo quotidianamente (con enormi difficoltà) pretende non solo di parlarne, ma anche di avere ragione.

  14. Marco Tizzi
    5 gennaio 2012 a 16:29 | #14

    Con tutta sincerità penso che un funzionario debba solamente fare il proprio mestiere al meglio.
    Non è l’AE che decide l’ammontare delle imposte e le leggi che ne regolano riscossione e controlli.

    Per contro, penso che i cittadini tutti abbiano il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni e magari provare a convincere chi decide cosa lei debba o non debba fare di cambiare qualcosa, se è migliorabile.

    Nel mio lavoro, ascoltare gente che “non è del mestiere” è spesso fonte di idee illuminanti.

  15. Dario Civalleri
    5 gennaio 2012 a 16:30 | #15

    @andrea dolci
    Sono d’accordo anche con te (oggi sono d’accordo con tutti). Tuttavia, immagino che, nel caso in cui lo Stato (la nostra Italia, non gli USA di Michele) sprecasse gran parte del ricavato delle tasse, l’evasione fiscale di altri potrebbe essere benvenuta e, paradossalmente, vantaggiosa anche per me.

  16. Claudio Di Croce
    5 gennaio 2012 a 16:33 | #16

    @L’Olandese volante
    Io non so se lei sia veramente un funzionario dell’AE , ma mi viene spontaneo di chiederle – visto che io sono cinquantanni che sento parlare di lotta all’evasione fiscale con l’affermazione che così si sarebbe ridotta la pressione fiscale – cosa avete fatto in questi , ripeto , cinquantanni , visto che l’evasione fiscale è sempre lì e la pressione fiscale – che serve anche per pagare il suo stipendio – è sempre stata in aumento ?
    E’ una domanda fuori luogo ?

  17. Armando D
    5 gennaio 2012 a 16:33 | #17

    Balle. E’ stata una iniziativa sacrosanta e chissenefrega se simbolica o occasionale. Io pretendo una Stato che terrorizzi l’evasore, piccolo o grande, e possibilmente lo sbatta in galera. Se altrove non usano gli stessi mezzi non è certo per la pressione fiscale (del tutto paragonabile alla nostra, in quasi tutta Europa), ma semmai perchè il senso civico e il rispetto della Legge sono molto più sentiti che da noi in Italia.

  18. Armando D
    5 gennaio 2012 a 16:35 | #18

    @Marco Tizzi Bravo Marco, sottoscrivo.

  19. Sacha Busetti
    5 gennaio 2012 a 16:38 | #19

    Oscar For President
    E’ ora di cominciare a distillare una nuova classe politica in gradi di rappresentare i liberali Italiani.
    L’attuale destra non è assolutamente credibile (anzi, ormai non esiste proprio più. E meno male), tanto meno lo è il centro lecchino ed impresentabile.
    Per assurdo trovo più liberali a sinistra…. Credo che Renzi oggi sia uno dei massimi esponenti, ma se non ricordo male ha la tessera del PD…. ma come stiamo messi??
    Oggi è tutto un tripudio pro lotta all’evasione…. come se le tredicesime spolpate fossero colpa dei quattro tamarri con i macchinoni di Cortina… il dramma è che questi colpi bassi mediatico-politicanti oggi funzionano benissimo…
    Torniamo tutti a scuola e chi sa di poterlo fare, si metta in cattedra!
    (per l’amor di patria, non Monti e i suoi compari….)

  20. Walter Narduzzi
    5 gennaio 2012 a 16:53 | #20

    Ogni volta che leggo statistiche o note informative della GdF vengo sconvolto da un mucchio di risate! E’ il loro punto di vista; come è il punto di vista della pubblica accusa quando c’è un processo. Non è la verità scolpita nella roccia! Eppure c’è chi gli crede come fosse oro colato. Ma che possiamo farci?

  21. Andrea Ballarin
    5 gennaio 2012 a 17:14 | #21

    Caro Giannino,
    apoggio tutta la linea, ma perchè non ci aiuta Lei a far capire queste cose al governo Monti?
    Perchè se ne parla solo in un “illuminato Blog” come questo e le sue proposte non vengono prese in seria considerazioni dai giornalisti, riviste economiche del settore o dall’opinione pubblica.
    Spero che non abbia ragione Lei a dire che le cose cambieranno solo quando gli Italiani decideranno di prendere questa classe dirigente per “i capelli” e tirarla giù dalla scranno su cui si sono seduti con i ns. voti e la ns. apatica complicità.

  22. Lucio
    5 gennaio 2012 a 17:23 | #22

    Ma veramente Giannino ritiene che il solo problema sia quello della riduzione della spesa e non anche della lotta all’evasione? Come liberale senza vongole mi ribello. I corni del problema sono entrambi gravi ed entrambi da affrontare. Da strutture diverse, tra l’altro. Per cui non si può chiedere a Befera di non fare il suo lavoro perché qualcun altro non lo fa.
    Quello che invece trovo mostruoso nell’operazione Cortina è l’esposizione mediatica, o meglio al pubblico ludibrio, di una intera comunità, vuoto per pieno. E soprattutto che dimostra quanto facilmente queste attività si sarebbero potute svolgere in silenzio, con più continuità e maggior costrutto. Ma finora nulla, fino al blitz di Cortina. Perché?

  23. Max
    5 gennaio 2012 a 18:06 | #23

    E’ evidente, dalle Vs. reazioni, che ognuno continua a guardare al proprio orticello (N.I.M.B.). E’ conclamato che lo Stato Italiano (nome e cognome) vive di vita propria, e come un animale in lotta per la sopravvivenza cannibalizza sempre più le libertà individuali. E la crisi inesorabilmente ha messo a nudo la poca lungimiranza della nostra classe politica: sono 150 anni che festeggiamo il Dottor Azzecca-Garbugli, il Don Rodrigo, il Don Abbondio e il povero Renzo di turno, salvo poi nelle crisi dividerci in Guelfi e Ghibellini sperando che dall’esterno qualcuno ci salvi dalle nostre stesse malefatte.
    Io un’idea l’avessi: i nostri politici riprendano le redini, mostrino dignità, e dichiarino il default.
    Così finalmente possiamo trasformare l’assistenzialismo in solidarietà competitiva, i privilegi in merito e l’autopoiesi manageriale-politica in legittimazione. Sperem. :-)

  24. Niccolò Tapparo
    5 gennaio 2012 a 18:12 | #24

    La lotta all’evasione e la riduzione della pressione fiscale vanno portate avanti insieme. Non si possono difendere certi ladri che evadono di tutto di più per mantenere ville, barche e auto di lusso. Queste persone, se pagassero le tasse, sarebbero solo meno ricche, non povere. Quindi per quale motivo dovrebbero pagarle con aliquote più basse? Non stiamo parlando di persone strozzate dalle tasse, ma di ricchi.
    Premesso questo, siccome c’è una grossa fetta della popolazione, che va dai dipendenti ad una parte degli autonomi che è vessata, è necessario tagliare le tasse a tutti, anche alle imprese. Questo si ottiene dai proventi della lotta all’evasione e, come dice Giannino, dalla dismissione del mattone pubblico e dalla riduzione della spesa. Ma questi due punti devono essere fatti con un minimo di onestà, non come vien fatto ora. Altrimenti lo stato continua a sprecar soldi in opere inutili, assunzioni inutili e taglia i servizi essenziali, mentre il mattone pubblico viene dato via a prezzi ridicoli, sprecandolo.

  25. Joseph
    5 gennaio 2012 a 18:13 | #25

    Caro Oscar,
    ritengo che i due problemi (evasione fiscale e spesa pubblica) debbano restare “nettamente” separati.
    La lotta all’evasione fiscale “deve” necessariamente partire dalla rinnovata consapevolezza, da parte di tutti i cittadini, dell’importanza dell’art.53 della nostra Costituzione ed allo stesso “tempo” lotta senza esclusione di colpi agli sprechi della PP.AA. ed al contenimento della spesa pubblica.
    Se non riusciamo in questa distinzione netta, ci saranno sempre 1000 motivazioni e 1000 punti di vista per fare e non fare lotta all’evasione ed al contenimento della spesa pubblica.
    Stammi bene.

  26. Luigi Cifra
    5 gennaio 2012 a 19:08 | #26

    concordo pienamente, è in atto una vera e propria campagna di “lavaggio mentale” per far accettare ai cittadini tutto quanto viene deciso dallo stato.
    Vorrei ricordare a tutti che pagare le tasse non è giusto a priori. Se le tasse sono del 100% è giusto pagarle? Se alle tasse che pago non corrispondono servizi adeguati è giusto pagarle? Gli Stati Uniti sono nati da una rivolta contro la tassa del tè. Noi dobbiamo ribellarci a chi ci vuole spremere come limoni senza contropartita. Uno stato che spende oltre il 50% del PIL non è uno stato da difendere, è uno stato da cui difendersi!!!!

  27. Massimo74
    5 gennaio 2012 a 19:12 | #27

    @alessandro

    Quei dati non significano nulla e non dimostrano nulla.A parte che sarebbe interessante sapere a quali modelli si riferiscono queste “auto di lusso”,ma poi almeno sapere se sono staste acquistate nuove o usate,se sono state pagate cash o aquistate a rate?Inoltre quanti figli di papà ci sono a cortina che magari non lavorano ma hanno disponibilità economiche che gli derivano dai propri genitori e che gli permettono quindi di acquistare queste auto di grossa cilindrata?
    Tra l’altro vorrei invitarti a riflettere sul fatto che nel processo tributario due volte su tre le sentenze danno ragione ai contribuenti,non al fisco,quindi non escludo che anche nel caso in questione alla fine si risolva tutto (o in gran parte) in una bollla di sapone (naturalmente poi come sempre accade sui giornali non troveremo titoli a 9 colonne come abbiamo visto in questi giorni).
    Questo non significa che in italia non ci sia evasione (sarebbe assurdo dire il contrario) ma spesso questo fenomeno viene ingigantito ad arte per fini di propaganda politica (pensa che nelle stime sull’evasione si calcola anche il giro d’affari della criminalità organizzata,dimi tu se non ti pare assurdo).
    Come ho già spiegato più volte non dobbiamo farci abbindolare dalla propaganda mediatica che ha tutto l’interesse a deviare l’attenzione del cittadino da quelli che come dice giustamente Giannino rappresentano i veri mali del paese,vale a dire la spesa pubblica fuori controllo e una tassazione reale tra le più alte al mondo.

  28. Frank77
    5 gennaio 2012 a 19:14 | #28

    L’operazione Cortina è interessante per un motivo,perchè dimostra come la presunta onestà del nord sia una gran balla.

  29. claudio
    5 gennaio 2012 a 19:15 | #29

    Caro Giannino, se perfino in questo blog, commentato da sedicenti liberali, l’evasione fiscale è il nemico numero uno (o al massimo numero due), c’è poco da stare allegri.

  30. SydneyBlue120d
    5 gennaio 2012 a 19:26 | #30

    Segnalo questo contributo sul tema:
    http://economia.virgilio.it/notizie/economia/fisco_commercialisti_controlli_meglio_di_presunzioni_statistiche,33075544.html

    Fisco/ Commercialisti: Controlli meglio di presunzioni statistiche

    “Eccesso di spettacolarizzazione ma operazione apprezzabile”

    Inserito 4 ore fa da TMNews

    Meglio i controlli “a tappeto” del tipo di quelli effettuati dall’Agenzia delle entrate a Cortina lo scorso 30 dicembre rispetto a strumenti statistici e presuntivi di massa. E’ la posizione dei commercialisti italiani, espressa in una nota dal presidente della categoria, Claudio Siciliotti, il quale aggiunge anche che “per non incrinare la coesione sociale del paese, ad una inflessibile lotta all’evasione va al più presto affiancata un’altrettanto inflessibile lotta a sprechi e corruttele nella pubblica amministrazione”. “Al netto di qualche eccesso di spettacolarizzazione, l’azione di controllo messa in campo nei giorni scorsi a Cortina da parte dell’Agenzia delle entrate – afferma Siciliotti – è apprezzabile e legittima e può rappresentare una delle strade da percorrere per scovare l’evasione. Una via comunque preferibile rispetto ai meccanismi statistici automatici di massa che pretendono di invertire sul contribuente l’onere di provare il rispetto delle regole per non soccombere all’erario. Una situazione per la quale anche molti dei liberi professionisti e imprenditori che pagano onestamente le tasse guardano con timore a un’azione accertativa che percepiscono come un’aggressione del pubblico sul privato, prima che come un’azione di giustizia sociale”. (Segue)

  31. Gianluca
    5 gennaio 2012 a 19:30 | #31

    Caro Giannino, come sempre condivido gran parte di quanto sostiene. Stessa cosa mi accade quando leggo il bravo Michele Boldrin.

    Vi reputo i due migliori economisti o tra i migliori (sicuramente molti non ne conoscerò ed è antipatico essere così assoluto) in questo campo.

    Sullo specifico, non crede caro Giannino, che può anche esserci l’eccezione che conferma la regola? E’ vero che il popolo assetato di giustizia con questi spottoni viene tranquilizzato e reso felice, ma allo stesso tempo c’è anche da dire che nonostante lo squilibrio che correttamente ha evidenziato con numeri da far rabbrividire, riguardo la tassazione Italiana, fanno rabbrividire gli stessi numeri che i media hanno riportato sui fatturati incrementati degli esercenti.

    Anche se tale operazione va contro ogni logica liberale, va contro lo stesso mercato, visto che chi sta bene in futuro priviligerà vacanze fuori le mura nostrane, danneggiando la ns economia, una sorta di cane che si mozzica la coda, è mai possibile che in questo paese si possa fare ancora commercio con elusione ed evasione così esagerata?

    Queste sono evasioni che ammazzano i commercianti normali, di livello medio basso, che poi vengono facilmente attaccati per colpa di questi malfattori. Purtroppo di questo spottone resterà negli occhi dei ns compaesani i 50 proprietari di SUV che dichiaravano la fame (bruscolini), e poco di chi ha invece dimostrato di essere un evasore con la E maiuscola, che continuerà a farla franca.

    Purtroppo in questo paese bisognerebbe riformare tutto sul serio, altro che paese che si sta rimettendo in linea, (è brutto dirlo ma siamo ancora ridicoli), poi dire agli Italiani che hanno 1 anno per adeguarsi, dopo con le poche regole che dovrebbero governare un paese come il ns, (il contario di quanto succede oggi) chi sgarra paga in modo veloce ed equo senza eccezioni. Siamo distanti anni luce.

    Gianluca

  32. gaetano
    5 gennaio 2012 a 19:41 | #32

    Secondo questa argomentata ed indiretta arringa a difesa di chi evade, i lavoratori dipendenti saranno li unici a pagare le tasse sino a quando lo Stato non ridurrà la spesa pubblica e la pressione fiscale.
    Adesso mi risponderà che lei non difende gli evasori, che lei le tasse le paga, non ho dubbi in merito considerando la sua correttezza più volte dimostrata, e che la sua è una analisi oggettiva della realtà. La realtà che la gran parte degli evasori, o presunti tali, “pizzicati” a Cortina se ne frega altamente delle argomentazioni liberali dei suoi articoli. In essi, questi evasori, o presunti tali, trovano la conferma che in uno Stato Spendaccione ed inefficiente è giusto evadere le Tasse.
    Penso che più correttamente dovrebbe sostenere con forza che pagare le tasse è il primo dovere di un cittadino da cui possono poi discendere le pretese di eventuali diritti. La stessa forza con cui combattere l’eccesso di spesa pubblica, sono daccordo con lei, di uno stato inefficiente. Poi un consiglio, la sua intelligenza e preparazione non ha bisogno di citare nessuno e tantomeno Luca Ricolfi che parla del Sud con una acredine persino superiore ad alcuni leghisti.

  33. Giovanni Bravin
    5 gennaio 2012 a 19:56 | #33

    L’Olandese volante :
    Da funzionario dell’AE, domando a voi i lumi sul da farsi…..
    Non metto in dubbio le Sue credenziali, ed aborro qualsiasi forma di terrorismo, ma ci spieghi: come mai solo Equitalia è nel mirino dei contribuenti in diverse parti d’Italia? Anch’io non credo che Equitalia operi “legalmente” anzi, più di un personaggio pubblico, contattato da Equitalia, ha transato per il 10% della cifra accertata a suo tempo dalla GdF. Visto che si qualifica “Funzionario dell’AE” come mai gli incroci di dati tra intestatari di auto lussuose e le dichiarazioni dei redditi di costoro NON FUNZIONANO? Come mai si devono mandare agenti a nostre spese (soldi pubblici) per accertare dati che la P.A. possiede già nelle sue banche dati? Come mai gli agenti GdF danno la caccia ai falsi invalidi ma non a quelli che hanno convalidato che il sig. XY percepisse soldi dall’INPS? Potrei cantinuare con altri esempi ma lo spazio è tiranno…

  34. andrea dolci
    5 gennaio 2012 a 20:00 | #34

    Se considerare l’evasione un furto significa essere “sedicenti liberali” vuol dire che i danni all’immagine del liberalismo fatti da Berlusconi vanno ben oltre ogni immaginazione.

  35. bruno
    5 gennaio 2012 a 20:02 | #35

    Sono completamente d’accordo, l’unica via per salvarci è diminuire il debito pubblico e con gli interessi risparmiati ridurre le tasse. Il resto viene da solo.

  36. Massimo74
    5 gennaio 2012 a 20:09 | #36

    @Frank77

    No,non dimostra proprio nulla,si tratta solo di evasione presunta,non c’è nulla di accertato,poi si deciderà tutto attraverso i ricorsi vari nelle commissioni tributari (dove come ho scritto nel post precedente due volte su tre le sentenze sono favorevoli ai contribuenti).

  37. Andrea Chiari
    5 gennaio 2012 a 20:16 | #37

    La solita storia: il problema è sempre un altro. Certo, bisogna alleggerire lo stato e ridurre gli sprechi ma cosa c’entra questo con i ladroni che non pagano le tasse e girano in Porsche? Dobbiamo lasciarli in pace perchè lo stato è sprecone? Non capisco veramente.

  38. claudio
    5 gennaio 2012 a 21:00 | #38

    @andrea dolci

    A me interessa che lo Stato si occupi della mia incolumità e della mia proprietà, tutti gli altri servizi non li ho mai chiesti e non li voglio. Educazione compresa. Sanità compresa (pago fior fiore di assicurazioni per esser sicuro che nel momento del bisogno andrò a curarmi in Svizzera senza patemi).

    Ora, Lei vuole curarsi e educare i suoi figli a spese mie, Ok, sono disposto ad aiutarla, ma non è il caso di esagerare…

  39. giorgio69
    5 gennaio 2012 a 21:23 | #39

    @giancarlo
    La lotta all’evasione è sacrosanta se il recupero di gettito porta ad una riduzione delle tasse. Altrimenti diventa l’ultima spiaggia degli statalisti per mantenere ed estendere uno Stato dilagante, inefficiente, fonte di sprechi, di corruzione e ladronerie. Così non è mai stato e non sarà neppure nel prossimo futuro: aumentano le entrate e aumentano anche le spese di uno Stato famelico e bulimico. E il Paese va a farsi benedire…. perchè alla fine si trasferiscono risorse anche a ceti parassitari ed improduttivi.

  40. Alessandro Terracina
    5 gennaio 2012 a 22:08 | #40

    Credo che molte cose affermate da Oscar non siano in contrasto con ciò che spesso scrive il prof. Boldrin nei suoi editoriali. Oscar ha ragione sullo scandalo della pressione fiscale in Italia. Ma stavolta, sul caso Cortina, credo che il prof. Boldrin abbia ragione da vendere, e penso che Oscar non abbia capito bene il senso dell’intervento.

  41. Alberto2
    5 gennaio 2012 a 22:23 | #41

    Ma se a Napoli De Magistris ha rimosso il suo manager di punta,osannato per integrità morale e correttezza, perchè non voleva assumere altri 23 “lavoratori”? E sono anni che si ha idea dello sconcio dei costi del parlamentino siciliano (come di tutti gli altri consigli regionali)…eppure li non si tocca nulla.
    Invece le “grandi mosse” messe in campo per rilanciare il paese sono la liberalizzazione degli orari commerciali e delle licenze dei taxi.
    Siamo alla frutta.

  42. Bruno
    5 gennaio 2012 a 22:46 | #42

    Riprenderei qui la domanda: “bisogna sporcarsi le mani o limitarsi a riempire di discorsi i blog?” che Giannino rivolge in altro articolo. Ho già espresso la mia opinione in quella sede e la ribadisco: certo che bisogna sporcarsi le mani scendendo in campo con un movimento che diventi forza politica, ma qui mi sembra difficile mettersi d’accordo tra chi sono i liberali, i sedicenti e i non! Io non so che sono ma sono convinto che le tasse devono essere pagate da tutti e che la spesa pubblica deve essere ridotta subito, da domattina! La P.A. non ha un sistema di controllo reale, non esiste una controparte che rappresenti il datore di lavoro ovvero i cittadini e che giudichi con obiettività chi svolge un servizio, chi è solo un peso, che risparmi sulle spese, che valuti gli organici necessari e come si fa nelle aziende private quando si è in “rosso”, come la P.A. è in misura insopportabile, proceda a tagliare, ridimensionare, riorganizzare e così via. La classe politica che rappresenterebbe il cittadino che ha fatto ieri e che fa oggi? nulla o peggio è stata ed è connivente e consenziente e quindi deve essere licenziata altro che 16.000 euro mensili, così come il contorno di barbieri, dattilografi ecc. che percepiscono cifre che meriterebbero solo i grandi della scienza (mi perdonino costoro che spesso tirano la cinghia) così come quei corpi che hanno carriere assicurate, a volte profumatamente pagate e responsabilità fantasma. Detto questo le tasse le devono pagare tutti! Riduzione spesa pubblica, riduzione evasione fiscale, riduzione pressione fiscale, semplice no?

  43. Alessandro
    5 gennaio 2012 a 23:23 | #43

    @ Bruno: concordo pienamente con quello che lei ha scritto: il nostro paese ha tanti dipendenti della P.A. quanti quelli degli USA…vuol dire che i 4/5 della nostra P.A. sono stati creati in cambio di voti???

  44. Marco Tizzi
    5 gennaio 2012 a 23:40 | #44

    @Bruno
    Sottoscrivo in pieno.
    Mettere da una parte la lotta all’evasione e dall’altra la riduzione della spesa pubblica ha il seguente effetto: tifoseria.
    Quindi ci saranno quelli che si scannano a favore dell’una CONTRO quelli a favore dell’altra.
    Il risultato? Non si farà nulla.
    O meglio: arriverà il supermagnificorettorissimoultraprofessore bocconiano che preleverà un po’ dei nostri risparmi, li darà alle banche sotto forma di interessi sul debito e, dopo una lunga e terribile lotta, liberalizzerà i taxi di Montefalcone e privatizzerà la società dell’acqua di Canicattì utilizzate come città-prova.

    Che peccato, Giannino, era un’occasione per lanciare quel nuovo slogan: meno evasione fiscale, meno tasse, meno spesa pubblica per più lavoro per tutti.

  45. Massimo Famularo
    6 gennaio 2012 a 0:20 | #45

    Un commento sulla questione:
    http://massimofamularo.wordpress.com/2012/01/05/cortina-la-logica-e-levasione-fiscale/

  46. Massimo Famularo
    6 gennaio 2012 a 0:22 | #46

    Mettiamo che un albergo abbia prezzi molto alti e servizi molto scadenti.
    Mettiamo che ve ne accorgiate dopo aver soggiornato, cosa fate?
    Vi lamentate? Legittimo. Pretendete uno sconto? Plausibile.
    Oppure decidete arbitrariamente l’importo corretto e pagate solo quello, approfittando della distrazione e buona fede dell’albergatore?
    Perché è questo che i sedicenti “liberali”,che cercano di giustificare l’evasione con la scusa della elevata pressione fiscale, sostanzialmente argomentano.

    Signori non vi è dubbio che l’albergo Italia non abbia un rapporto prezzo qualità dei migliori, tuttavia è corretto e legittimo NON andarci, lamentarsi o chiedere uno sconto.
    Non pagare, dopo aver consumato, è un furto per quanto folle possa essere il prezzo e scadente il prodotto.

    PS
    A quelli che sono convinti di non ricevere nulla dallo stato, ricordo che il solo fatto di produrre reddito in Italia costituisce un consumo di beni pubblici quali difesa, giustizia ordine pubblico etc

  47. Claudio Maldifassi
    6 gennaio 2012 a 0:27 | #47

    LIBERO MERCATO in LIBERO STATO..un vecchi adagio recitava “No taxation without representation”..in Italia e’ solo taxation, il resto l’abbiamo delegata a un governo che non ci rappresenta e che va bene ai politicanti di qualsiasi schieramento solo perche’ si e’ preso l’onere di fare quello che andava fatto dopo decenni di inefficienza e inattivita’ totale, di centralizzazione, di pianificazione e di oppressione fiscale sui soliti noti..imprese e lavoro dipendente..renderei obbligatorio nelle scuole italiane superiori de La via della schiavitu’” di Von Hayek non tanto per prevenire quanto per uscire da quella in cui gia’ ci troviamo..
    cm

  48. David N. Welton
    6 gennaio 2012 a 0:38 | #48

    Per quanto sono sbagliate le regole, mi pare pessima l’idea di promuovere la cultura “ignoro le regole che non mi piacciono/non ritengo giuste”, che e` gia` troppo diffusa in Italia.

  49. alex60
    6 gennaio 2012 a 1:45 | #49

    La lotta all’evasione si fà in silenzio, e questa pagliacciata mediatica farà solo scappare la clientela faccoltosa a St. Moritz (dove i soldi non fanno schifo).
    Ma ormai è chiaro che stato fà solo gli interessi delle proprie caste (e non solo politiche).
    Il problema è che un buon terzo della popolazione italiana è corrotta dallo statalismo o collusa con apparati statali, e che un altro terzo della popolazione pensa che lo stato, in fondo, lavori per il bene comune.

    Passerò anche da negazionista, ma credo che buona parte dei dati sull’evasione in Italia siano falsi o esposti in manierà da falsarne il risultato, questo per giustificare l’esistenza di uno stato ladro e autoreferenziante.
    Sono intimamente convinto della bontà della teoria della Public Choice e che uno stato assolutamente sregolato stia trascinando l’Italia nel baratro del fallimento, come nel peggior avverarsi delle teorie del Buchanan.
    Signori, preparatevi ad emigrare per trovar lavoro, io mi stò già attrezzando.

  50. Francesco P
    6 gennaio 2012 a 3:37 | #50

    Il motivo per cui si vuole drasticamente ridurre l’uso delle banconote non è la lotta all’evasione. Non dispongo di dati aggiornati, ma nel novembre 2007 la Banca d’Italia iscriveva fra le sue passività 107 miliardi di banconote con un incremento 27% rispetto al 2004. Oggi dovrebbe aggirarsi attorno ai 120 miliardi o poco più, ma non posso confermarlo. E’ chiaro che riducendo il numero delle banconote (es. 20 miliardi euro) si agisce sul passivo della Banca d’Italia. Non a caso per lo stesso motivo è stata anticipata anche la fine della conversione in euro delle vecchie banconote lire.

    Insomma, si sta raschiando il fondo del barile pur di non tagliare le spese assurde dello Stato. Siamo di fronte ad una campagna di disinformazione degna del peggior stalinismo!

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