Liberalizzazione dei taxi: la proposta IBL in Parlamento
Taxi liberi? Gianni Vernetti, deputato dell’Api, ha presentato una proposta di legge che riprende una vecchia idea dell’IBL (illustrata qui da Mauro Gilli e Daniele Sfregola): regalare una licenza a ogni tassista che ne abbia già una.Nel passato un simile progetto, che venne per la prima volta suggerito dallo scomparso Franco Romani, fu avanzato da Giancarlo Pagliarini, all’epoca assessore al Demanio della giunta Albertini a Milano, ma venne respinto a causa delle resistenze di una corporazione che oggi non ha più motivo di esistere: se, infatti, la ratio (almeno in teoria) degli albi professionali è quella di rimediare alle asimmetrie informative tra cliente e professionista, il possesso di una licenza non serve a dimostrare che il taxista conosce le strade della città (ormai chiunque può avere un navigatore), né tanto meno può garantire sulla sua onestà (cioè non gli impedisce di portare i turisti “a spasso” anziché direttamente a destinazione attraverso la via più breve). I controlli davvero necessari, piuttosto, sono quelli sulla sicurezza delle auto e sulla capacità di guida dei tassisti, ma non possono essere verificati né dimostrati dal mero possesso di una licenza.
L’unico ostacolo (pratico) all’apertura del mercato è rappresentato da una questione di “equità”: i disagi creati a coloro che possiedono già queste autorizzazioni che, nel momento in cui aumentassero, perderebbero valore. Essi, infatti, avranno alla fine del periodo lavorativo una licenza con un valore minore rispetto a quello che aveva al momento dell’acquisto; mentre l’incremento del loro numero implica una riduzione del flusso di profitti, causando problemi di ammortamento dell’investimento iniziale. Con le licenze gratuite aggiuntive è comunque possibile compensare tale perdita, dal momento che i tassisti avrebbero la possibilità di sfruttarle in almeno due modi: potranno infatti venderle, coprendo così l’eventuale perdita con il guadagno aggiuntivo; oppure potrebbero decidere di cedere la seconda licenza in modo gratuito, avviando un’attività in proprio con la persona a cui la regalano. Nel caso in cui poi non ci fossero limiti relativi al numero, potrebbero essere ulteriormente incentivati a creare delle vere e proprie imprese estendendo in modo molto più ampio e capillare il mercato di riferimento.
Gli unici soggetti che ci rimetterebbero sarebbero i comuni, che vedrebbero ridotte le loro possibilità di fare cassa: tuttavia, non si tratterebbe di una diminuzione delle entrate, dal momento che le prime licenze vengono comunque pagate. D’altra parte stimolando la concorrenza nel settore è probabile che nel medio-lungo periodo si creino condizioni per la riduzione dei prezzi. Tale evenienza è tanto maggiore quanto più si amplia l’offerta, tramite ad esempio servizi differenziati – per un numero maggiore o più limitato di passeggeri – o diverse auto. In quest’ultimo caso, si potrebbe davvero pagare per il servizio: chi necessita di un modello più veloce, recente e sicuro, pagherebbe più di chi si accontenta di uno più vecchio e meno celere. Così facendo aumenterebbero i consumatori disposti ad usufruire di tale servizio. A fronte, quindi, di un’eventuale riduzione dei guadagni associato alla diminuzione dei prezzi, si avrebbe una compensazione grazie all’incremento della domanda, come confermano anche i numerosi studi che mostrano che l’elasticità al prezzo della domanda di taxi è molto elevata (e, quindi, riducendo la tariffa media si potrebbero più che compensare le perdite dei ricavi dei tassisti).
È dunque possibile liberalizzare il settore non solo senza danneggiare chi già opera su tale mercato – che sarebbe compensato sia per la riduzione degli introiti, sia per la diminuzione del valore della licenza – ma anche a vantaggio dei consumatori grazie alla diversificazione dell’offerta e della riduzione dei prezzi.
23 dicembre 2011 liberalizzazioni








claudio: Lei e’ in una condizione di vantaggio, perche’ sa che mestiere faccio io mentre non dice qual e’ il suo : ci sara’ sicuramente qualche sindacato o qualche corporazione che rappresenta il suo settore professionale e la tutela. Comunque proponiamo di indennizzare chi ha investito somme importanti, prima di espropriare , chiediamo di proibire la circolazione del traffico privato nelle citta’ per rendere un minimo remunerativo il business e poi cominciamo a riparlarne della liceita’ della manovra.
Sì ALLE LIBERALIZZAZIONI
SOLO SE CHI GESTIRà QUESTI SERVIZI
SIA PUBLIC COMPANY AL 100%
QUOTATA IN BORSA
E DOVE TUTTI I CITTADINI POSSANO PARTECIPARE
E DECIDERE CHI DEVE GESTIRLA
IN CASO CONTRARIO MEGLIO LE CORPORAZIONI
CHE FANNO GIRARE L’ECONOMIA MEGLIO DELLE CONCENTRAZIONI
CHE RASTRELLANO LA MONETA IN ITALIA
LA INVESTONO FUORI DALL’ITALIA
DISTRUGGONO L’ITALIA
Ma non era più corretto, in una trasmissione in cui si parla di taxi, fare intervenire un rappresentante di categoria? Un riassunto di ciò che i tassisti sostengono: http://www.uritaxi.it/portaltest/?q=system/files/volantino%20nazionale_0.pdf
@claudio
Il danno , purtroppo, lo fa chi prende uno stipendio garantito, che nessuno gli può togliere , e magari si gira i pollici dietro una scrivania incurante delle lunghe file di cittadini che sitrova davanti e, magari, per completare l’opera fa un secondo lavoro in nero…..Io penso che il danno in italia più che poche migliaia di tassisti , lo abbiano fatto i miglioni di dipendenti pubblici e non che hanno acquisito il bel posto grazie ai politici e certo non grazie al merito…..
Waldimiro: Chi le scrive é proprio il figlio di due operai che si sono sacrifati per farmi studiare. Purtroppo i loro sacrifici non sono serviti ha garantirmi un lavoro con le gambe sotto la scrivania, ferie, malattia pagata e tutte le tutele sindacali, ho dovuto (come é giusto che sia) sacrificarmi trascorrendo ore in auto senza differenza tra festivo feriale, tra giorno e notte per poter portare a casa la pagnotta, in maniera onesta così come mi hanno insegnato i miei genitori. Questo a dimostrare che non esiste tutto questo nepotismo come Lei sostiene. Si é mai chiesto per quale motivo non si può avendo un furgone occupare il posto di un mercato e mettersi a fare l’ambulante? La risposta mi sembra semplice! Passo tutt’ora intere giornate in auto per saldare il debito contratto con la banca, inserendo una seconda ipoteca sulla casa e continuo a sentire persone che non conoscendo la materia si inventano proposte bizzarre!
@marco
Niente da obbiettare, gli stipendi garantiti sono un flagello per l’intera società.
Ad Alessandro rispondo che ho due negozi di alimentari, che non sono iscritto a confcommercio e che non mi identifico in nessuna categoria, men che meno quella degli alimentaristi.
Sono sempre pronto a cambiare mestiere e anche continente se necessario, ma continuo a vendere alimentari perché i miei clienti mi danno parecchia soddisfazione, economica e non solo.
Neppure per essere giornalisti serve granché in Italia. Basta saper fare del gran copia/incolla e leccare il culo a qualche vero lobbysta (Confindustria ne ha in abbondanza, vero Giannino?). Se si parla poi di corporativismo i giornalisti in Italia fanno letteralmente schifo. Basta guardare l’indice di libertà di stampa nel nostro paese (come mai non lo pubblicate mai?). Siamo credo al 73^ posto insieme a paesi dove c’è la dittatura. Aboliamo subito l’Ordine. La verità è che siamo in democrazia sospesa con un Presidente della Repubblica che dopo essere stato 60 anni nei banchi Pc (esultando all’invasione sovietica dei carri armati in Ungheria) oggi ha fatto un golpe appoggiato dai pagliacci di Confindustria, dai centri ricerca alla Bruno Leoni (di De Benedetti con economisti ridicoli) e un terzo polo vomitevole (il suocero di Casini é il signor Caltagirone; tralasciamo ogni commento su conflitti di interessi), il tutto condito da un opinione pubblica letteralmente anestetizzata. Altro che prepotenti, vi faremo vedere cosa significa combattere per qualcosa che si è ottenuto con sacrifici. I progressisti da salotto!!!! Decidono loro qual’è il mio giusto compenso. Figuriamoci. Questo blog vale l’istituto e il suo nome mi aiuta a dire in tranquillità che qui: CHI..CAGO!!!! Giannino, guarda che avanti così le si felpa la bocca in modo imbarazzante
Rettifico indice libertà di stampa in Italia 49^ posto a pari merito con il Burkina Faso. Mai così male da sempre. Nascondetevi, non siete Montanelli o Bocca. Siete figli della vostra generazione di giornalisti, dei mediocri. Non avete nulla da insegnare e camminate ormai prostrati da tempo. Tanta frustrazione la scaricate su obiettivi che ritenete facili da colpire. Bene, vi dimostreremo che non lo siamo affatto. Che abbiamo acquistato un’attività come centinaia di migliaia di persone in Italia e non solo, e non faremo da capro espiatorio a un governo Goldman Sachs (neppure votato). Voi intanto tornate ai telefoni e ai copia/incolla. Si sa mai che oggi la Emma o Montezemolino (che ha appena avuto le concessioni per i suoi treni dall’amico Passera, oops non si può dire; Passera è super partes) vi debbano dettare l’ennesimo articolo o sondaggio taroccato. Viva l’obbedienza e soprattutto spalle diritte e obiettività. Che giornalismo!!!!!
Claudio credo non meriti neppure risposta. Non raggiunge la soglia minima di funzionalità cerebrale. Chissà cosa si dovrebbe dire di Fiat che da 40 anni manteniamo a suon di soldi pubblici (per tacere di moltissimi altri imprenditori italiani da strapazzo)
caro waldimiro io sono tassista da 11 anni figlio di operai che a 40 si e ritrovato senza lavoro mi sono rimboccato le maniche ho fatto i debiti e mi sono comperato un lavoro senza pesare sulle spalle di nessuno, quindi si rimbocchi le maniche anche lei se e figlio di operaio, contadino o precario e vedra che si sistemera
saluti
Proviamo a ragionare col lavoro dipendente, come coi taxi.
Dal 2012 sono cancellati tutti i contratti di lavoro nazionali e si dà piena libertà di licenziamento (finalmente, come a New York!!!). I sindacati restano per garantire da eventuali soprusi, ma ognuno si contratta la sua busta paga e le ferie. Avete qualche brivido? Andiamo avanti: la malattia diventa a carico del dipendente: niente lavoro, niente paga. Il datore di lavoro paga lo stipendio lordo e poi ognuno si arrangia con le imposte e i contributi: se non è capace, ci sono i commercialisti. Adesso chiudete gli occhi e fate un attimo il conto di quanto chiedereste per lavorare dove siete ora. Però, non dimenticate che avete la concorrenza di chi oggi è collaboratore, assunto a termine o partita IVA. Stiamo parlando comunque di liberalizzazioni, neh!
trovo la discussione interessante soprattutto leggendo i commenti di alcuni tassisti penso che più che lobbies o clan si possa dire di dilettanti allo sbaraglio. Una categoria che si rispetti parla come Marco e accetta il confronto senza isterie.
Se voglaimo parlare di liberalizzazioni come dice la parola non devono esserci limitazioni se non quelle di regole europee uguali per tutti i settori, se venaiamo alla discussione di stamani di O. Giannino si è capito che in altri paesi e in altre città i tassisti non hanno tutto quel potere di veto di cui si sono appropriati in Italia. Possono avere anche ragione in alcuni punti come per il rimborso delle licenze pagate, ma per le liberalizzazioni o tutti o nessuno, il liberismo non accetta roccheforti di nessun genere, altrimenti come dice qualcuno di voi, es. Alessandro, le leggi buone sono solo quelle che interessano l’individuo di volta in volta e non la collettività.
Il momento economico è grave e non ci devono essere figli e figliastri ma tutti rimboccarsi le maniche e accettare anche la divisione del lavoro.
@ claudio: Lei sta vaneggiando, probabilmente non ha la minima idea di cosa voglia dire stare 10 ore seduto in macchina (negli anni andiamo dallo spostamento di asse del bacino a danni irreversibili all’udito al cancro alla prostata) Lei è proprietario di due negozi di alimentari che probabilmente gestisce, probabilmente con dipendenti pagati quanto non si sà (sà, c’è la crisi). I suoi ragionamenti sul traffico sono vaneggiamenti puri, il mestiere di tassista o si ama o non si regge perchè non basta solo la patente e una macchina decente come lei sostiene, Lei parla senza cognizione di causa e spara a zero su una categoria di lavoratori onesti che a malapena riescono a coprire gli altissimi costi di gestione (carburante a 1,70, assicurazione veicolo € 2500/anno – slo per fare due esempi)…. carissimo Claudio, se lei si rompe una gamba o va a Santo Domingo 15 giorni i suoi negozi lavorano ugualmente, per noi non è così. Noi nn siamo un peso per il Paese, non abbiamo sgravi sul carburante, non abbiamo finanziamenti pubblici, nulla di nulla e non chiediamo nulla …. le tariffe vengono stabilite dalla Regione, non dal tassista, e l’ultimo aumento, prima di quello di luglio 2011 risale a cinque anni prima …… si è mai chiesto quanto è aumentato il carburante dal 2005 ad oggi??? Tanti auguri di un 2012 sereno signor Claudio.
Mario (tassista per sempre)
Come al soliuto parlano sempre coloro che non conoscono il settore. E poi sentire che i tassisti guadagnano troppo in virtù della loro instruzione e una affermazione anti democratica. A dimenticavo sono un tassista Romano e laureato in scienze politi al’università di RTomaTre con 110/110 e solo questo mestiere mi ha dato ila possibilità di riscartammi
Non per fare la vittima, ma la maggior parte degli italiani pensa male di una categoria perchè non conosce il settore ed alimentato anche attraverso i giornali come il sole 24ore e il messaggero di Roma l’astio verso i tassisti giornalai e farmacisti. Poi io personalmente sono contro le liberalizzazioni ed il mercato libero per un semplice fatto : la situazione che oggi viviamo e proprio frutto di un mercato de regolarizzato, basta pensare alle merci cinesi o asiatiche che hanno invaso i nostri mercati creando nell’occidente un processo inverso alla rivoluzione industriale ovvero la deindustrializzazione. Un’altro fallimento del mercato libero, è la crisi del debito pubblico, infatti l’U.E invasata dalle teorie neoliberiste ha fatto si che la BCE sia una istituzione privata che presta soldi alle banche e non agli stati che non hanno strumenti importanti come la politica monetaria per poter sviluppare l’economia ,come fanno i c.d. paesi BRIC dove c’è un forte Stato che interviene nell’economia. LA vicenda della liberalizzazione ripeto sui taxi e farmacie e giornalai ed dimenticavo anche la liberalizzazione degli orai di apertura dei negozi, a mio avviso non è altro la distruzione del tessuto “imprenditoriale della piccola- media impresa”, a favore dei grandi gruppi con l’effetto di creare con il tempo dei grandi monopoli privati. Infine sulla dinamicità di Roma dove il turismo è in calo, 3000 attività economiche hanno chiuso (dati confcommercio) e ciò e indice di meno di meno reddito una liberalizzazione dei settori indicati avrebbe un solo effetto far diminuire i guadagni di tutti e per il comune e stato meno gettito fiscali e ci sarebbero anche meno consumi.
Dimenticavo il discorso infrastrutture per taxi come piazzole ampie di posteggio e corsie preferenziali ( di difficili realizzazioni in alcuni punti di Roma), che mancano, renderebbero la città un caos e con l’iniezione di un numero imprecisato di licenze, porterebbe gravi conseguenze per l’utenza e per i cittadini.
Per chi dici che la stiamo tirando per le lunghe o che siamo isterici (voglio vedfere loro a perdere 120.000 euro e pagare le rate del mutuo), io penso solo che questo sia un modo di discutere ed informaci l’uno con l’altro e spero che ci porta prima o poi a scendere in piazza contro questo governo e tutta la casta politica, il nemico non il tassista o il farmacista sono LORO.
Le liberalizzazioni sono il trasferimento di richezza da A a B.
Nel caso delle farmacie il trasferimento di richezza avviene in favore della grande distribuzione, nel caso dei taxisti in favore di quella lobby industriale che ha tutto l’interesse a privatizzare l’intero trasporto pubblico di linea, non di linea e ferroviario(Credo che non serva fare nomi).Detto questo si vuole la liberalizzazione dei taxi? Ok. Chi sono gli azionisti del settore? i titolari di licenza.Cosa dice il libero mercato?
Massimizzare i profitti degli azionisti. Quindi 5 licenze a titolare(possono bastare 35.000 taxi a Milano?), nessun controllo qualità autovetture(saranno i consumatori a decidere), nessun particolare esame per guidare un taxi(Patente e permesso di soggiorno), licenze quotate in borsa, tariffe decise annualmente dalle compagnie taxi sotto vigilanza dell’antitrust e ovviamente TURNI LIBERI. Sfruttare i poveri è il privilegio dei soli ricchi o lo possono fare anche i taxisti? I titolari affitteranno giornalmente il taxi per un costo che verrà deciso in base al mercato, i nuovi autisti vivranno della differenza degli incassi e delle manche che saranno rese obbligatorie.
Detto questo il dramma dell’Europa dell’euro e dell’OCCIDENTE non si risolve con riforme microeconomiche.Studiate il Modern Money Theory e denuciate i terroristi del deficit! Prof.Randall Wray, Bill Mitchell, Warren Mosler, William Black ecc.
Salve, sono un tassista di Roma da 25 anni.
Certo è che con una concessione in “regalo” potrei limitare forse la perdita di valore sulla prima, ma avrei nel “medio-lungo periodo” difficoltà nel fare la spesa per mangiare!!!!
Già perchè il doppio delle licenze inplicherebbe la metà degli incassi….correggetemi se sbaglio…se in un lago ci sono tanti pesci e tanti pescatori…..
No un momento scusate…ho dimenticato di tener presente che come per incanto la velocità commerciale nelle grandi città aumenterebbe e darebbe la possibilità di trasportare più clienti….come in Belgio, Olanda, Irlanda e il Regno Unito e abbasserebbe
anche le tariffe per giunta!!!!!
Certo si dovrà aspettare che l’italiano medio acquisisca la cultura dei paesi sopracitati,
che le nostre amministrazioni diventino serie ed oneste almeno la metà di quelle, e se tutto fila liscio tra 10 anni vedremo tutti i frutti di una liberalizzazione che rischia di finire come è finita in Spagna e Portogallo che guardacaso non viene mai nominata.
Signori belli!!!!!!! Quando un padre di famiglia non arriva a fine mese, non moltiplica i figli per avere più forza lavoro in casa TAGLIA LE SPESEEEEEE!!!!!!!!
A proposito della trasmissione su radio 24 di questa mattina
Perchè non è stato invitato un rappresentante della categoria taxi ?
e sempre sulla trasmissione potete leggere questo commento dal blog taxistory
Ciao a tutti,ho appena ascoltato la tramissione dal blog su indicazione dei colleghi che mi hanno inviato sms per informarmi delle sparate di codesti Signori.
Premetto che sono a Dublino in questo momento, e non perche’ sono ricco e quindi sono qui a fare vacanze dispendiose in hotel ecc,ma solo perche’ ben 21 anni fa’ quando ancora non facevo parte della categoria,mi sposai qui da queste parti,quindi a parte il costo del biglietto aereo,tra laltro low cost prenotato per tempo ancora il luglio scorso, non ho altri costi visto che sono in casa con i suoceri.
Oggi ho fatto 2 passi in citta’ ed ho intervistato vari taxisti Dublinesi,allora nella trasmissine dicono con certezza che a Dublino hanno dato la seconda licenza,BALLA bella e buona e’ stata solo una proposta poi finita nel NULLA tanto e’ che si sono suicidati in parecchi qui a Dublino,non e’ vero che le licenze stavano perdendo valore,lo hanno perso in toto al momento delle liberalizzazioni quindi altra BALLA detta in trasmissione,le tariffe sono aumentate e non diminuite,qui si parte da 4.40 noi da 3.20.
Inoltre mi hanno detto che il governo si e’ reso conto della situazione,e ha gia posto uno stop alle licenze cioe’ non ne sta rilasciando piu’,inoltre sta anche pensado di ricomprare delle licenze per toglierle dal mercato visto che sono in troppi,in trasmissine dicono che sono 11.000,invece la realta e’ che sono 14.500,per poco piu’di 1.000.000 di abitanti.
Inoltre ho potuto notare di persona,come sono combinati,hanno molti immigrati che neanche parlano la lingua,e si sono improvvisati taxisti, dando un pessimo servizio allla cittadinanza,quindi lascio a voi i commenti…a questo punto.
Il Proffesore della trasmissione dice che siamo Ignoranti???..questo non lo posso accetarlo da nessuno, tantomeno da uno che non conosco,quindi e meglio che non esprimo il mio pensiero a tale affermazione…
Lui il Professore dice che l’Italia ha bisogno di incrementare la Produttivita’,mi puo spiegare lui ( che e’ stato promosso a Professore chissa dove) come noi possiamo farlo se i Clienti sono sempre di meno??? e il Traffico e sempre di PIU’..forse una risposta io l’avrei ma visto che non sono un Professore ma solo un Diplomato Perito in Elettronica,non posso esprimermi preche’secondo lui sono Ignorante….
Secondo me questi due di oggi hanno dimostrato tutta la loro Ignoranza in Materia…peccato che gli venga data la possibilita’di divulgarla via Radio…
ciao a tutti
Dario
x il problema dei tassisti io sono d’accordo sulla possibilita liberalizzare….ma che cosa che non possa influire in negativo sul servizio: si potrebbe rendere elastico il turno di lavoro (es LUN-VEN 6-16 SAB-DOM 16-02) x far ottimizzare le 10 ore di turno giornaliere, mettere delle persone adestrate in materia di taxi colletivo(tariffa in vigore sui tassametri da un decina d’anni) x informare che mettendo insieme 3 utenti che vanno nella medesima destinazione o nelle vicinanze possono pagare tutti e 3 un terzo il tassametro, creare un gruppo di consulenza nel gestire il servizio in modo dinamico costruttivo….ecc
…il servizio taxi e un servizio bubblico NON DI LINEA complementare al servizio pubblico di linea ed e garantito dal comune nel suo svolgimento e cosa ha fatto in tutti questi anni, ha solo osservato un servizio che in gestione individuale sta in piedi da solo e l’impegno del lavoratore autonomo a “guadagnare la pagnotta” non sara mai pari a un dipendente con stipendio….
…vorrei dare dei dati che non sento mai ma sono inportanti: 5000x4m(e sono scarso) fa 20 km taxi liberalizzando eccome li tieni non so 40 km di taxi gia ci lamentiamo x i giumbotram!!!….io potrei continuare ma ho paura di essere noioso
ma dico l’ultima cosa questo servizio sta in piedi perche l’utente ripone la fiducia ne servizio taxi ma se dovesse venire a mancare (es gia a Napoli sento poca fiducia con dei cambiamenti x me sara un disastro) la ditta individuale non riuscira ad avere un reddito accettabile e prima di fallire si lesinera sui costi e manutenzioni x non parlare di come si comportera il tassista con la clientela(a malpensa hanno fatto la tariffa fissa a 90 euro x tutelare l’utente non x caso) io spero che il buon senso possa prevalere….notte
Comunque esistono le roccaforti e non le roccheforti che in italiano sono come i purosangui. Giusto per precisare, visto che siamo così ignoranti da non avere il diritto di guadagnarci un salario non da fame come voi benpensanti. Siamo dilettanti allo sbaraglio in confronto a questi grandi economisti che parlandosi addosso in continuazione non si sa dove fossero negli ultimi 5 anni in cui tutto è iniziato a crollare. Impartivano lezioni di grande economia dalle solite cattedre. Il liberismo senza controlli lo vorrete forse voi e quelli che rappresentate (che detto per inciso sono per la maggior parte parassiti che quando stanno per fallire, un anno si e l’altro pure, bussano alle casse dello Stato). Non c’è e non ci sarà dialogo perché non contate nulla, non rappresentate il
Paese e come questo governo non avete il mandato degli italiani per fare alcunché (come il caro Monti). P.s. Forse che in Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Giappone, Hong Kong, Inghilterra, New York e mi fermo (l’elenco sarebbe infinito) i taxi sono liberalizzati. Liberalizzate i mezzi pubblici, le cose statali. Non il privato che ha pagato e paga di tasca sua la propria attività. Guardate che non convincete nessuno con le vostre assurde teorie. Vi parlate addosso e ve lo lasciamo fare con piacere (finchè è teoria). All’atto pratico è un esproprio camuffato che troverà un vero e proprio muro ad oltranza. Non perché siamo una lobby (le lobby che non permettevano di costruire la metropolitana a Torino sono ben altre, e voi le conoscete bene perché vi finanziano), ma semplicemente perché ingiusto e strumentale. Negli anni ’80 lo spread era in Italia a 180 punti e nessuno si sognava di toccare la proprietà privata o arrivare al golpe. Oggi si usa lo spread per terrorizzare e teorizzare fantomatiche iniziative (tra parentesi incostituzionali) per rendere il 99% della popolazione dei servi ad uso e consumo del restante 1%. Tornate sui banchi, siete superati e non ve ne rendete neppure conto. La storia economica degli ultimi 20 anni ha dimostrato quanto gli economisti non azzecchino una previsione o una qualsiasi cura credibile alle situazioni che si vengono a creare. Si limitano a constatare e sentenziare idiozie a ruota libera (in Italia neppure in buona fede). Saluti ai cervelloni. Mi chiedo come mai cotanta sapienza non trovi una giusta collocazione all’estero
Claudio Pero’ dovesse cedere l’attivita’ stabilirebbe un valore per l’avviamento o per i beni materiali, o no? Wladimiro Mi dica dove esisistono tali regole comuni in Europa ( mai sentito parlare di direttiva Bolkenstein a proposito della nostra professione)?: allora o tutti o nessuno, come dice lei.A proposito, giusto per par condicio, che attivita’ svolge? Alessandro
Scusate lo spread era a 18 punti abbondanti, non 180. I 5 di oggi sono nulla (parlo di valori percentuali). Preciso, prima che qualche bocconiano (che stranamente e non si sa per quale motivo tocca finanziare anche con soldi pubblici, a proposito di sprechi e aiutini) mi corregga tra un panettone e una chiacchierata da salotto
quindi cari amici tassisti che intervenite con tanta foga (e tanti insulti a chi non la pensa come voi), a voi piace che per accedere alla attività si debba spendere come per comprarsi una casa?
non avreste preferito poter iniziare la vostra attività senza un investimento iniziale tanto pesante, investimento che con lo svolgimento dell’attività non ha niente a che vedere (diversamente da un investimento sull’istruzione universitaria qual è ad esempio quello di un professionista)?
se voleste iniziare oggi la vostra attività, come preferireste che stessero le cose?
Bruno, da bravo, regalami un pezzo di Fiat (che pago da 25 anni abbondanti) o un pezzo di Alitalia o prova a comprare grossi quantitativi di cemento sul mercato senza che intervenga il signor Caltagirone e se riesci a fare anche una di queste 3 cose mi chiami e mi fai sapere come hai fatto. Se vuoi avviare un attività paghi i costi delle licenze (vale anche per i bar) altrimenti puoi fare tantissime altre cose. I prepotenti hanno pagato e le parole sono aria fresca. Quando investirai del tuo in un attività e un giorno arriverà qualcuno a dirti che i tuoi soldi e la tua attività la regaliamo ai nostri amici forse diventerai prepotente anche tu. Fino ad allora, per cortesia, parla di quello che conosci. In molti casi, tanti purtroppo se lo dimenticano, il silenzio vale oro. Non cederemo mai ai golpisti di Goldman Sachs. Abbiamo al governo gente che speculava contro il proprio paese e pensano che tutti si taccia e si accettino le loro condizioni. L’Italia non cresce perché non si liberalizzano i taxi? Andate al diavolo, congrega di pagliacci
E per chiudere, ma voi pensate che sui taxi ci sia una categoria di analfabeti. C’è gente anche laureata, ma siete talmente radical-chic da avere ancora in mente lo stereotipo del tassinaro alla Sordi. Porto fior di bocconiani che sono dei perfetti dementi. Porto persone con licenza media che potrebbero insegnare al posto degli impolverati docenti che impartiscono lezioni di pseudo economia. Già solo il concetto che chi ha un titolo di studio più alto debba guadagnare di più la dice lunga sul cervello di questi soggetti. Neppure l’ex URSS di Stalin sposava queste teorie. Siete pazzi e con argomentazioni trite e ritrite. Vi riempite la bocca con la parola liberalizzazione. Fa tanto moda e non impegna il cervello su cose ben più serie. La cosa buffa è che si cerca di convincerci, siete arrivati al patetico. La verità é che questo é un governo illegittimo, che non dovrebbe neppure esistere, stracarico di conflitti di interesse (Passera è l’emblema tanto è imbarazzante il suo incarico) appoggiato dal Presidente forse peggiore della storia della Repubblica. L’intontimento degli italiani sta per finire. Il letargo è quasi al termine. Il risveglio sarà tremendo e gli sviluppi forse inattesi. Ciao scienziati. Certo che se investire nello studio ha prodotto questi cervelli era meglio vi foste dati a qualche lavoro manuale. Avreste risparmiato tempo e denaro (anche il nostro purtroppo)
Dai microfoni di radio 24 non più di tre settimane or sono il rappresentante dei parafarmaceutici risponde alla domanda:
Quanto risparmieranno l’anno gli italiani dalle liberalizzazioni dei farmaci?
200 MILIONIIIII…
ma…solo..4 euro a testa?!?!? GRAZIE, MA NELLE FARMACIE LAVORANO TANTE PERSONE..CHE FORSE ANDREBBERO A CASA………PER 4 EURO……
NON E’ CHE POI QUELLI CHE VENGONO,…COSI’ PER CASO SO’ FORSE FRANCESI???????
ti ripeti e non hai risposto.
Bruno Certo,avremmo anche potuto preferire, ma non e’ stato cosi! Allora? Finora abbiamo scherzato , da oggi cambiamo le regole,ricominciamo da zero? Vabbe’, che sara’ mai?? Si tratta solo di buttare nel cesso anni di ONESTA FATICA e di vedere non piu’ remunerativa , affidabile ed efficiente,un’attivita’ che, invece lo e’ (con tutti i suoi limiti,trascurando i soliti superficiali luoghi comuni una volta tanto). E perche’? Perche’ i soloni (probabilmente indirizzati da interessi poco velati ma verosimili o solo perche’ incompetenti) sostengono che il libero mercato porta vantaggi all’utenza? Forse non e’ meglio la libera concorrenza regolamentata,a livello locale come dev’essere(perche’ ogni realta’ e’ a se’ stante), al riparo da mono-oligopoli? Mah! SCUSI la foga (non mi sembra di aver dispensato insulti) con la quale cerco di non farmi giustiziare da una prospettiva che si somma ad una manovra complessiva( che riguardera’ anche Lei,penso) che al confronto e’ un buffetto sulla guancia! Non comprendere e’ mera ideologia….
va be’ alessandro, allora sarebbe meglio per tutti in un altro modo, ma siccome il transitorio comporta disagi a qualcuno, allora tutti ci dobbiamo tenere un sistema peggiore.
condannati all’immobilismo per l’eternità per non dar fastidio a qualcuno una volta.
Beh , se la morte e’ un disagio, si immoli Lei,grazie!
L’immobilismo!!!! Siamo uno dei pochi servizi privati (e non dimenticate la parola privati, non siamo tram e/o autobus) attivi 24h su 24 e 365 giorni all’anno. Eh si cominciamo dai taxi, ce lo dice Bruno. Chissà lui quante ore lavora a settimana e soprattutto quanti giorni all’anno
La controproposta dei tassisti in Parlamento: Regalare un cervello a Rutelli. Ha da sempre un accanimento nei nostri confronti, è nato perdente e ha fondato più partiti di quanto dichiari la sua età anagrafica. Per vedere lo spessore culturale del suddetto (a proposito del rapporto guadagno/investimento culturale) sarebbe sufficiente guardare il video in cui promuoveva il turismo in Italia quando era Ministro. Lo si può trovare su youtube molto facilmente. È in inglese?! Forse, un marziano pare gli abbia risposto, dagli umani nessun segnale. Cosa farebbe questo signore in un altro paese?. Che investimento è per il Nostro paese? Per quale motivo un elemento del genere deve guadagnare anche solo 1500 euro al mese? Forse perché vuole liberalizzare i taxi. Il solo pensiero che un esponente del suo partito (quindi uno che teoricamente dovrebbe essere meno preparato di lui) presenta una legge per liberalizzarci lascia già intuire lo spessore della fonte. Forza, avanti così, più proseguite più si arriva al ridicolo. Chi disse: ”Una risata vi seppellirà?’
@Alessandro
Dovete cortesemente spiegarmi come sia possibile credere che con il raddoppio delle licenze attuali ( ora 50/60mila) si possa credere che le tariffe potranno diminuire! A chi potrà giovare l’inflazione di questo lavoro? Non so quante licenze ci siano a Bari, piuttosto che a Palermo, o a Chieti, ecc. ma si crede davvero che gli attuali e i nuovi tassisti potranno sopravvivere ,tra l’altro, in questo momento di recessione? possibile che speriate davvero che oltre a far perdere il valore delle licenze, si potrà poi considerare dignitoso, nel senso economico, questo lavoro? Perchè non dobbiamo rimanere allineati ai Paesi Europei più avanti di noi? Si prende d’esempio Dublino, Barcellona, perchè non Francoforte? Vogliamo continuare a creare precari? Il mancato entroito dei Comuni, come dice l’articolo, forse non tutti immaginano che saranno i cittadini a pagarlo con altri tributi. Se si liberalizzerà questo settore, il passo successivo potrebbe esere quello di liberalizzare i posti di operai, per esempio alla Fiat…anzichè lavorare 8 ore, potranno lavorare 4 ore il doppio di operai…così in tutti i settori.La gente è davvero anestetizzata in questo periodo, sta distogliendo l’attenzione dai problemi più grandi che chi ci governa non sta risolvendo…con tutto questo battage mediatico su taxi, edicole, farmacie, operato insistentemente dai giornali, ma anche su altri temi, convincendoci che per il, bene dell’Ialia dobbiamo versare lacrime e fare sacrificdalle tv e su Internet, sembra di vivere nel Grande fratello di Orwell…come è possibile che l’opinione pubblica si concentri sui taxi e non su Assicurazioni, compagnie petrolifere, banche (che sono quelle che ci hanno rovinato)? Per me, tutta una mossa politica questa storia delle liberalizzazioni dei taxi…
professore Boitani vai a lavorare nei campi. Almeno potrai dire di avere fatto qualcosa di utile nella vita.
gentile signora, le licenze taxi al giorno d’oggi, non sono più così semplici da ottenere,mio figlio è un anno che cerca di superare l’ esame necessario CAP, a Genova, dove in motorizzazione c’è un esaminatore fiscalissimo che sembra non voler far passare l’ esame a più di un certo tot al mese….. Io, con tanti sacrifici, ho raccolto i denari x acquistare una licenza e dare a mio figlio un lavoro decoroso, lei afferma le capacità del taxista non sono certe ? Mi vuole spiegare a cosa serve sapere minuziosamente il motore a un futuro taxista ? E’ forse un modo x farti fallire l’ esame che ogni volta tra visita media 50 euro ed esame 70 euro costa una bella cifra ? Queste cose sono da riformare e regolarizzare, lasciate lavorare le persone !!!!
le doti di un buon taxista sarebbero la buona guida, l’ educazione, la puntualità , la correttezza e l’ onestà, vogliamo dare le licenze a tutti ? cosi si può speculare ancora di più su esami, visite test, esami…….. ma è mai possibile che nel nostro paese quando qualcosa funziona bisogna trovare il modo di distruggerla?
Sono d’accordo sulla libera concorrenza regolamentata come dice Alessandro, ma le regole non possono imporle i diretti interessati, al più possono concorrere al formare regole giuste e liberali a vantaggio della società tutta e non per la sola categoria di riferimento.
Detto questo al tavolo vedrei bene Marco e Alessandro come rappresentanti obbiettivi dei tassisti, scusate le provocazioni di cui sopra ma a volte fanno bene alla discussione.
Un cittadino che ama il suo grande paese: l’Italia
@lima
come avete affrontato la divisione del lavoro sporco e cattivo di edili, agricoli e dei servizi i più umilianti come la raccolta rifiuti, quando i governi hanno tollerato che i lavoratori immigrati venissero assunti in nero ad un quarto delle paghe sindacali da imprenditori senza scrupoli, vi siete arrabbiati e indignati come oggi oppure ve ne siete fregati?
oppure quanto vi importa dell’abolizione dell’art. 18? niente, tanto i vostri clienti italiani non sono i precari e gli operai licenziati, ma sono quegli imprenditori e politici che fanno scempio locale e che nei vostri taxi si compiaccioni con l’assenzo dell’autista di turno, questo spesso ho constatato.
Wladimiro: chapeu!
Io ho constatato come la liberalizzazione dei taxi in Svezia abbia portato ad un aumento vertiginoso delle tariffe pagate. Non ne conosco le ragioni ma varrebbe la pena di studiare cosa e’ successo li’ prima di muoverci.
Mi dispiace che questo blog sia assediato dai tassisti, cerchiamo di mantenere la discussione tra noi semplici cittadini, senza interferenze.
Esempio: noi cittadini contribuenti siamo disposti a pagare i vigili affinché impediscano ad alcuni tassisti di lavorare solo perché questi non hanno la licenza?
Siamo disposti a pagare i vigili affinché ci assicurino che una corsa in taxi resti fuori dalla portata delle nostre tasche?
@Dino Dariol
Quello che hai detto è interessante, infatti la liberalizzazione di un settore a volte può beffare i consumatori (in Italia è accaduto un po’ anche col mercato dell’energia elettrica).
C’è un discorso a monte di questo fenomeno. Lo Stato, quando determina le tariffe di un qualsivoglia servizio, disabitua il consumatore all’attenzione: in un contesto del genere l’improvvisa deregolamentazione dà campo libero ai fornitori di servizio più aggressivi e con meno scrupoli. Ma è una questione di tempo: quando si raggiunge un nuovo equilibrio è sempre a favore dei consumatori.
In Svezia ci sono delle piccole compagnie di taxi che “rapinano” gli utenti e hanno la legge dalla loro parte “perché i prezzi sono dichiarati”. Le grandi compagnie, che hanno prezzi più popolari, stanno cercando di porvi rimedio rendendo le loro automobili molto riconoscibili.
waldimiro lei i problemi che cita come li ha affrontati?? si rilegga il mio post sulle nostre condizioni di lavoro applicate al lavoro dipendente e mi risponda!
saluti
caro waldimiro sul tirarsi su le maniche io le ho gia risposto citando un suo post addietro (l’ha letto? quello in cui si parla di figli di operai ecc.ecc)
a proposito se mi e consentita la domanda ma lei che lavoro fa??
saluti
@stefania
già fatta la liberalizzazione degli operai, vedi contratto Marchionne, con lo stipendio di un licenziato a tempo indeterminato pagano due precari, a volte tre, che fanno lo stesso lavoro e stesso orario degli operai di prima ormai in via di estinzione. La libertà di impresa, licenziare e assumere va bene quando riguarda i dipendenti ma non per tutte le categorie dove gruppi ben coagulati e prepotenti riescono a bloccare qualsiasi riforma liberale, a cominciare dalla Casta dei politici, che pretendono di alzare steccati a protezione dei loro privilegi, e giù, dai notai ai giornalisti, ai magistrati e avvocati, ordine degli ingegneri e architetti ecc. ecc. fino ad arrivare a tassisti e farmacisti.
da dove vogliamo cominciare? io direi da tutto il sistema, ma è possibile?
Da quello che ho letto nell’articolo di testa ne ricavo due o tre cosette
1) Il presupposto su cui si basa l’intera discussione è che il reddito dei tassisti è addirittura notevole (anche in relazione al grado di istruzione)
2)Il numero limitato delle vetture(riferito a cosa?) ne aumenta il valore della licenza.
Proverò a rispondere il più semplicemente possibile.
La libera concorrenza migliora il prodotto e ne abbassa il prezzo:questo semplice assunto non tiene conto,e non potrebbe essendo una regola di ordine generale,dei disastri fatti dai politici che sono soliti intervenire su settori di cui nulla conoscono
non posso parlare per tutta l’Italia,ma a Napoli la situazione è disastrosa,operiamo già in regime di esubero da oltre 15 anni
(900.000 abitanti 2500 licenze) sfido chiunque a trovare una proporzione taxi per abitante simile in Italia),si capisce benissimo
che quà questo notevole reddito pertroppo non c’è
non bastasse ciò,la tariffa in vigore ampiamente fuori dai prezzi di mercato non viene adeguata dal remoto 2005
ora considerando che un eventuale liberalizazione vedrebbe liberate anche le tariffe,la mia previsione è che nell’immediato schizzerebbero su e di parecchio,mentre per normalizzarsi impiegherebbero intorno ai 20 anni!.
dulcis in fundo sento leggo di studi fatti di quà di là di esperti professori che
puntualmente fotografano uno scenario che taxisti ed utenti stessi non vedono,ora capisco perchè lO:C:S:E giudica la formazione dei nostri ragazzi debole per usare un eufemismo con questi maestri
grazie per l’attenzione
Contro l’ideologia delle liberalizzazioni
Incurante dei referendum, il governo dei professori avanza nella battaglia contro le «lobby» che frenerebbero il libero mercato. Bisogna rompere l’egemonia di una cultura che fa presa anche a sinistra. E dire che non tutto può essere piegato alle esigenze della crescita e della produzione
Con una mancanza di fantasia e di senso della realtà davvero sconcertante, il governo tecnico dichiara di voler incardinare la fase 2 della sua azione sulle liberalizzazioni. Fra i massimi responsabili della crisi globale e del degrado italiano, ai soliti notai e taxisti romani, si aggiungono così, con Repubblica in prima fila, anche i farmacisti, gli avvocati, gli edicolanti. Incurante del senso politico del voto referendario che chiedeva di “invertire la rotta” proprio rispetto al trend neoliberale di privatizzazioni e liberalizzazioni, il governo dei professori, promette di dare battaglia alle lobby che minano la nostra capacità di “crescere e di competere” sui mercati globali. Con toni diversi sono intervenuti in questi giorni Massimo Mucchetti sul Corriere e Luigi Zingales sull’Espresso. Il primo avanza dubbi quantitativi (condivisibili) sull’urgenza e l’importanza delle liberalizzazioni nei detti settori, che riguarderebbero poche centinaia di milioni di euro, rispetto alla vera “ciccia” che sta altrove, in particolare nel mercato dell’energia e in quello dei trasporti pubblici dove “ballano” le decine di miliardi (qui per la verità balla pure l’esito formale del referendum contro il decreto Ronchi che non riguardava affatto solo l’acqua: ma di questo dopo Napolitano anche Monti pare volersene fare un baffo).
Il secondo, con il solito tono di gratitudine sconfinata per quel sistema universitario americano che lo ha salvato dal precariato accademico, racconta di un’Italia profonda in cui i “i notabili” (farmacisti, avvocati, notai e banchieri provinciali) perdono il loro tempo a prendere l’aperitivo al bar (dove non si rilascia lo scontrino) per piazzare i propri figli, invece di “produrre” facendo crescere il Pil e partecipare davvero alla competizione globale. Purtroppo anche sul nostro giornale Pitagora non era stato troppo distonico (per fortuna ci siamo riscattati con un Robecchi insolitamente amaro): di liberalizzazioni si parla tanto ma poi non si fanno, proprio come se si stesse parlando di roba per sua natura giusta e desiderabile ma che le contingenze del mondo reale (soprattutto del mondo italico) snaturano e corrompono. Mala tempora currunt se questi discorsi si sentono anche a sinistra (e non intendo il Pd che ne è brodo di coltura).
È dunque una vera e propria cultura egemonica, un’ideologia ci dice Mucchetti, quella che va superata. Un’ideologia ben più pervasiva di quella un po’ estremista e tutto sommato innocua dei Chicago Boys de’ noantri (gli stessi bocconiani al governo sanno che la politica non è una tabula rasa e in qualche modo trattano) che pervade anche chi ben sa (come lo stesso Mucchetti o come Pitagora) che l’economia politica non è un esercizio di astrazione matematica. Per essere intellettualmentre liberi e critici occorre oggi sforzarsi di superare la visione competitiva dell’esistenza, che misura la vita con parametri quantitativi, inducendo senso di colpa in chi non produce o produce meno di quanto potrebbe. Bisognerebbe finalmente rendersi conto che un mondo bello non è una miniera in cui viene premiato il compagno Stakanov ed in cui le menti migliori, come ci dice Zingales, piuttosto che fare i notai fanno gli investment bankers come i più bravi fra i suoi studenti di Chicago. Bisogna che ci si renda finalmente conto che in questo nostro mondo si produce già fin troppo e che il nostro problema non è quello di produrre di più per offrire merci e servizi a costi sempre più bassi, ma di distribuire meglio quanto prodotto, creando tutti insieme un mondo in cui l’esistenza sia per tutti libera, solidale e dignitosa.
Certo che il taxi può costare meno, se i taxisti invece di essere parte di un ceto medio-basso che, lavorando duramente, porta a casa uno stipendio decoroso (certo non altissimo) fossero dei lavoratori a cottimo sfruttati che dormono per strada! Ma io credo sarebbe meglio farlo crescere questo ceto medio, piuttosto che umiliarlo laddove esiste. Certo che un pallone di cuoio, cucito a mano da un bambino a Giacarta, può costare anche molto meno al supermercato… ma che criterio di valutazione sociale è mai quello della soddisfazione del consumatore? E poi, al di là della questione etica, oggi sappiamo bene che i beneficiari storici delle liberalizzazioni sono da sempre i grandi oligopoli. Un oligopolio di grandi compagnie con centinaia di taxisti dipendenti, di grandi studi professionali, di banche e assicurazioni o di grande distribuzione colma gli spazi di mercato che le liberalizzazioni aprono. Sappiamo anche bene che i prezzi diminuiscono (forse) in un primo momento ma poi aumentano a dismisura, così come a dismisura aumentano sfruttamento dei lavoratori, stress e dipendenza degli utenti, proprio come avvenuto con il mercato della telefonia mobile. E allora, investire su una riconversione sociale che mette al centro la qualità e la giusta distribuzione significa apprezzare la pace di spirito che deriva dall’acquistare un immobile sapendo che non verrai truffato dalla banca che ti presta i soldi (a questo serve da noi il controllo notarile ed è una fortuna che giovani e bravi giuristi si avvicinino a quella professione), pagare tasse sufficienti a che un trasporto pubblico a buon prezzo (non liberalizzato) possa raggiungere tutti gli angoli delle città, garantendo mobilità diffusa ecologica e accessibile a tutti; apprezzare il variopinto colore delle edicole nel cuore delle città e la dignità degli edicolanti che vogliamo parte del ceto medio (possibilmente che vendano anche giornali che non resisterebbero alle pressioni del mercato ma che fanno informazione di qualità); godere di dieci minuti di conversazione col farmacista, sapendo che costui ha sufficiente tempo per studiare ed aggiornarsi e non è un povero commesso sfruttato.
Insomma respingere le liberalizzazioni come ideologia significa apprezzare un mondo slow in cui si è contenti che le banche italiane, per incapacità dei loro managers, non si fossero avventurate di più nella competizione globale (anche se non mi piace vedere al governo manager incapaci nel loro campo), o in cui non si è contenti che un governo, fintamente tecnico, sia un migliore esecutore degli ordini odiosi della Bce. Preferisco prendere il taxi sapendo che chi guida ha la pancia piena e non è alla diciottesima ora di lavoro, ma ancora di più preferirei poter prendere un autobus elettrico, guidato da un dipendente pagato il giusto, che mi porta dove devo andare. Quest’ultimo servizio il privato, con la sua logica del profitto, non potrà mai darmelo. Per costruire un mondo migliore non è necessario distruggere quanto funziona di quello che abitiamo. L’ideologia della liberalizzazione non riconosce questa massima di buon senso.
Credo che vada detto una volta per tutte. Non possiamo oggi parlare di liberalizzazioni senza tener conto dell’esito del referendum del giugno scorso in cui gli italiani hanno detto di preferire la logica dei beni comuni rispetto a quella della concorrenza. Inoltre, dobbiamo smettere di ritenere che si possa essere di sinistra auspicando un mondo in cui ogni spazio di vita si piega alle esigenze del mercato, della crescita e della produzione.
Ugo Mattei
Fonte: http://www.ilmanifesto.it
30.12.2011
Tutto molto semplice.Più(anzi,molti più)taxi significa più traffico congestionato, tassametro(garanzia per il consumatore)che diventa un soprammobile e gettito fiscale ridotto quasi a 0 (con moglie e figlio a carico anzi andrò a credito). il servizio? nelle periferie scadrà quasi a zero perchè molti rinunceranno al radiotaxi con conseguente perdita di posti di lavoro dipendenti.Dimenticato qualcosa? Ah sì, anche i tassisti scrupolosi e onesti come me saliranno sul taxi col passamontagna
Per fare un lavoro ci vogliono delle competenze.Per fare l’idraulico devi aver fatto questo lavoro.Cosi’ un pittore edile,non si apre una pasticceria se non sei pasticcere,anche un ciabattino deve capire di colla e suole.Per fare i tassisti non e’ cosi’;basta avere la patente e comprare un’auto bianca ,anche usata,e si comincia.Addirittura si puo’ verniciare anche la propria,ma si puo’ fare di meglio.Nelle marche vi e’ un’azienda che ti applica decalcomanie che fanno diventare un’auto verde pisello di un bel bianco perla,per la modica di 700 euro.E’ per questo che non si puo’ liberalizzare .Per impedire ad un esercito di disoccupati di invadere una citta con macchine verniciate.Un esercito di disperati convinti ,a forza di sentir parlare di casta,di aver risolto il problema lavoro con .Certo il tur-over sara’pazzesco, faremo trasmissioni dove si parlera’ di precariato e di persone senza speranza,ci strapperemo i capelli ma poi ognuno a nanna con i propri problemi.Il paradosso si raggiunge con le edicole.Con i taxi dicono lo fanno per i prezzi ;per le edicole ,dove i prezzi sono uguali per tutti i punti vendita,per cosa lo fanno?Se un’edicola si trova davanti ad un supermercato e allo stesso gli si da la possibilita’ di vendere quotidiani cosa deve fare l’edicola?Forse puo’ vendere carne o mortadella?Se questo sfigato ha una famiglia forse gli pagheremo la cassa integrazione?saluti
certamente in una politica governata dalla finanza lei fa il suo lavoro e se non riuscira’ ad ottenere dei risultati la prossima volta chiameranno un’altro.Sono un ex alimentarista
al quale avevate detto che con le liberalizzazioni i giovani avrebbero trovato posti di lavoro e i prezzi sarebbero calati ,mi sento di poter dire che nulla di tutto cio’ e’ successo.Al posto delle nostre piccole attivita’ sono sorti i vostri supermercati (sporchi ,cari e senza concorrenza se non quella delle cosche).
Parlano di liberalizzare ma qual’è il progetto? almeno per i farmacisti si sa cosa e come vogliono farlo, ma per noi tassisti?Ma quello che fece veltroni non fu una sorta di liberalizzazione? mettere il 30% di licenze in più e finite in mano agente che ci ha fatto un businnes creando una concorrenza sleale con gli altri tassisti i quali, specie per chi aveva comprato, non poteva permettersi la macchina da 50.000 euro o almeno una machina nuova per lavorare ma rabattarsi con quello che aveva.Inoltre, tutti gli ncc di fuori Roma ,che lavorano a Roma , per poi pagare le tasse nei comuni dove gli è stata rilasciata la licenza, non è una liberalizzazione? un altra concorrenza sleale verso i tassisti e i noleggiatori di Roma.
Ricordo a tutti che il Sindaco di Bolohna nel 2009 fece pagare ai vincitori del concorso per il rilascio delle licenze taxi, 150.000 euro, così che ne vennero in possesso solo chi ne aveva veramente bisogno e non gente che ne ha fatto una rendita mensile.Prima di tutto dovrebbero organizzare il settore, togliere tutte le mele marce che infangano la nostra professione, mettere delle rfegole che chi sbaglia paga , ma paga veramente e poi si può potrà parlare di un progetto di liberalizzare…..ma anche il carburante….ai pescatori e agli agricoltori, che non svolgono servizio pubblico, gli viene erogato alla metà del prezzo e durante il fermo pesca vengono pagati, noi invece per quanti siamo andiamo in ” riduzione organico ” acasa a spese nostre!