Manovra Monti: non mi piace quel che non c’è, e molto di quel che c’è è raffica statalista, rapina di libertà e crescita
La manovra varata dal governo Monti trova la sua giustificazione nella formidabile pressione alla quale è sottoposta l’Italia. Una pressione che il premier ha fatto bene a sottolineare ancora una volta, evocando la necessità he l’Italia non sia mai più il detonatore del possibile inabissamento dell’euro: la politica queste parole dolorose continua a non volerle sentire, perché coincidono con l’ammissione del proprio fallimento, scaricando su altri le proprie responsabilità. Non è passato giorno dacché il professor Monti ha ricevuto l’incarico, che Angela Merkel da Berlino non abbia ripetuto, esplicitamente e ancor più chiaramente in via riservata, che solo se l’Italia assumeva decisioni durissime rispetto alle misure troppo a lungo rinviate e troppo insufficienti nel merito prese a luglio e agosto, solo in quel caso Berlino il prossimo 9 dicembre dirà sì a ciò che serve per difendere l’euro: procedure di bilancio blindate ex ante, e ampio margine agli interventi illimitati della Bce a sostegno dell’euroarea. Questo spiega perché la manovra contiene misure che al lordo pesano per 30 miliardi, due punti di Pil. E ha fatto ancora bene Monti a far capire chiaramente ieri che non è affatto detto che basti. Probabilmente, infatti, non basterà. Ma la botta dura con la nuova manovra c’è. C’è eccome. E questo è un bene. Come che scontenti un po’ tutti, così che nessuno possa cantar vittoria sugli altri. Venendo al merito, però, è piena di cose che non piacciono al mio palato.Una raffica statalista rapinatrice di libertà e crescita.
Cominciamo dalla crescita. Nella manovra c’è un blocco di misure importanti, dal rilancio delle liberalizzazioni – per i farmaci C non è male – alla volontà seria di sbloccare gli investimenti in infrastrutture per 40 miliardi, agevolando il capitale privato che oggi resta lontano da opere e cantieri i cui progetti sono impugnabili a ripetizione. Sul ritorno della Dit, sono contrario perché in passato è stata più un’agevolazione ai grandi gruppi – che se la sono vista poi sottrarre – che un incentivo ai piccoli, che pagano 30 punti di tax rate in più sul reddito lordo. E’ un bene invece il rifinanziamento del fondi di garanzia per le Pmi. Comprensibile la garanzia data ai bonds bancari, e che la Cdp diventi prestatrice di ultima istanza per le fondazioni, perché tra poco qualche banca italian potrebbe saltare eccome. Tuttavia manca ASSOLUTAMENTE quel cambio di passo drastico a favore della crescita, che sarebbe potuto avvenire rimodulando da subito energicamente il prelievo oggi troppo asfissiante per lavoro e impresa, puntando invece a più imposte indirette o anche alla patrimoniale ordinaria che aveva richiesto l’intero fronte delle imprese italiane. Su questo, il governo non ha osato. Ma così la crescita resterà troppo asfittica. A maggior ragione per gli aggravi fiscali contenuti nella manovra. Una diminuzione dell’Irap alle imprese per la componente lavoro tradotta in deducibilità per chi non ha Ires negativa non appare come una vera priorità.
Seconda delusione per me assoluta:l’abbattimento del debito pubblico. Non c’è. Non siamo mai stati tra coloro che a questo scopo indicano una superpatrimoniale, che si tradurrebbe in fuga di capitali ed effetti iper recessivi. Ma non si compie invece la scelta di drastiche cessioni del patrimonio immobiliare pubblico, affidandone valori per almeno 20 punti di Pil a un fondo immobiliare chiuso, volto a cessioni vincolate all’abbattimento del debito. E’ una questione molto seria, perché di soli avanzi primari fatti da strette fiscali depressive il debito non scenderà abbastanza, e resteremo esposti alla speculazione. Se neanche i governi d’emergenza di professori e banchieri fanno dimagrire lo Stato, chi ci deve pensare? Noi, impugnando libri inascoltati e fucili scarichi?
Veniamo ai punti positivi.
Primo, i costi della poltica. E’ positivo il cambio di passo su questa materia, il no alle doppie retribuzioni del personale di governo, lo sfoltimento radicale dei membri delle Autorità indipendenti, la riconduzione all’Inps di Inpdap ed Enpals, la misura assunta nei confronti delle Province. Quest’ultima risponde a una generale propensione maturata tra gli italiani, e smentita dai passi del gambero degli ultimi mesi. Se le Province ricorreranno alla Corte costituzionale si renderanno ancora più impopolari, mentre il trasferimento a unioni di Comuni e Regioni delle loro funzioni è ormai necessario. Al contempo, i tagli dei costi alla politica sono troppo pochi. I professori devono affondare il coltello. Il mancato stipendio di Monti ministro è polvere negli occhi: ha due laute pensioni e un vitalizio.
Secondo, la previdenza. Il governo Berlusconi non potè intervenire per via del veto della Lega a favore dei trattamenti di anzianità. E’ positiva oggi invece la sparizione delle anzianità, con il contributivo per tutti che a distanza di troppi anni diminuisce il privilegio degli “esentati” dalla riforma Dini, e che è una misura di equità intergenerazionale. Come lo è anche la fortissima accelerazione della parità di vecchiaia per le donne tra settore pubblico e privato, mentre l’aumento di fatto dei requisiti anagrafici di vecchiaia per gli uomini risponde alle aumentate attese di vita prima del meccanismo automatico varato dal precedente governo. Non mi persuade invece la sospensione dell’indicizzazione per le pensioni tranne le minime – resta al 100% – e quelle entro il doppio delle minime – al 50% – perché in un’economia che entra in recessione, anche se l’ha chiesto l’Europa, resta una carognata, se mi si passa il termine un po’ forte. Io avrei esentato solo i trattamenti da 2000 euro in su, accelerando ulteriormente l’innalzamento dei requisiti pensionabili. Capisco che dunque Elsa Fornero abbia versato lacrime. Tra parentesi, ricorrere a una sovratassazione dei capitali scudati per finanziare l’indicizzazione residua è una furbata politica – sono misure chieste dalla sinistra – ma non cancella il vulnus.
Terzo, il ritorno dell’Ici. Visto che qui di tagli incisivi alla spesa non se ne parla se non per sopressione di enti inutuili – vedremo la lista completa, ancora manca dal provvedimento, e vedremo soprattutto chi sopravviverà grazie alla difesa più che prevedibile in Parlamento, come sempre – è positivo anche se a molti non piacerà che l’Imu entri in vigore subito con un’aliquota dello 0,4 % per la prima casa e dello 0,7% per la seconda con facoltà dei Comuni di abbassare o alzare l’aliquota entro una forbice contenuta, e con una rivalutazione delle rendite catastali contenuta nel 5% come precedentemente stabilito per la prima casa, ma un aumento da 100 a 160 del coefficiente per calcolare l’imponibile UIci. Anche se è una misura che genererà forte scontento sociale, l’abrogazione dell’Ici sulla prima casa in questa legislatura è risultato sia un lusso che non potevamo più permetterci, sia una ferita aperta per i Comuni che restavano scoperti di risorse proprie per troppi anni, col federalismo. Certo, la botta sulla casa frutta 11 miliardi, gli italiani spero vengano disincentivati all’eccesso di mattone che si mettono in pancia, ma la botta è clamorosa.
Quarto, no a più Iperf. E’ positivo che il governo non abbia aumentato le aliquote sul reddito personale, visto che si sarebbe risolto nel far pagare di più chi già strapaga, mentre è bene assumere sovrattasse su beni di iperlusso che, effettivamente, non riguardano il ceto medio. E’ un bene anche che i limiti alla tracciabilità non siano scesi sotto i mille euro. Scendere sotto, è solo compiacere una facile demagogia. Resta sospeso invece il giudizio sull’aumento di due punti dell’aliquota generale IVA dal 21 al 23% entro il 2012, annunciato a copertura dei 4 miliardi appostati dal governo precedente in caso di mancato esercizio della delega in materia di riduzioni delle deduzioni e detrazioni fiscali del nostro ordinamento. In questo modo, infatti, si procede con più IVA meramente a copertura dei saldi. Mentre, al contrario, alzare l’Iva può servire energicamente se lo si fa in una strategia concertata di sostegno alle aziende che esportano, ma a quel punto rimodulando energicamente al ribasso il prelievo sui reddito delle persone fisiche e giuridiche. Resto invece deluso e scandalizzato, alla nuova batteria di aggravi su bolli e conti bancari – l’estensione della minipatrimoniale-titlio di Tremonti - accise e addizionali per le autonomie. Una raffica statalista e rapinatrice di libertà e crescita.
In intesi: il decreto è una botta forte, per esser nato in 18 giorni. E’ abbastanza perché i tedeschi non abbiano alibi. Ma su crescita e debito ancora non ci siamo. Mentre la protesta sociale sarà forte. Facile prevedere che la politica non ingoierà la pillola molto facilmente. Se poi il 9 dicembre l’eurovertice dovesse andar male, Dio ci salvi tutti perché entriamo in un mare ignoto.
5 dicembre 2011 debito pubblico, spesa pubblica, ue

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“E’ un bene anche che i limiti alla tracciabilità non siano scesi sotto i mille euro. Scendere sotto, è solo compiacere una facile demagogia.”
Scusi, ma mi può spiegare meglio perché?
Non si lotta efficacemente l’evasione in quanto si impedisce anche piccoli pagamenti a rate a professionisti (dentisti, avvocati, medici) che sono ancora nella condizione di non fatturare? Certo, non sostituisce un giusto controllo (magari incrociato) delle contabilità e della fatturazione, ma – più che demagico – lo definirei “giusto” (detto da chi le tasse le paga in anticipo – leggi: dipendente privato).
Non ci sono i tagli, drastici, alla politica: solo intervenendo a fondo sulla pletora di personale inutile, parassitario e superpagato che costituisce la casta, perché la casta esiste e non bisogna avere paura di denunciarla, il popolo italiano potrà ingoiare l’amara pillola.
Ah , la reintroduzione dell’ICI va bene? Mi sembra una posizione più Lamalfiana che liberale e moralmente ed economicamente ingiustificabile ( come tutti gli altri balzelli).
Caro Giannino,
e’ una manovra aberrante, punto. Lo so che lei parzialmente la condivide, ho sentito il suo commento a Radio 24. Non sono d’accordo se mi permette.
Sono sempre piu’ convinto, da NON dietrologo, che Monti serva altri interessi.
Un liceale capirebbe che uccidendo il mulo non si fa ripartire un bel niente, da cui arguisco che lo scopo e’ di uccidere il mulo (le nazioni nella mia allegoria) per creare gli stati uniti collassati d’europa (minuscolo).
Avere un continente come questo alla merce’ di chi conta e’ il sogno delle Goldman di questo mondo.
Non scordiamoci di quali organizzazioni Monti e’ stato stimatissimo (e’?) “advisor”.
Per me l’obiettivo e’ chiaro: la fine degli stati nazionali attraverso l’impoverimento dei popoli (che diventano molto piu’ malleabili quando perdono la loro indipendenza finanziaria).
Non condivido NIENTE di questa riforma degna di Dracula.
Niente taglio agli sprechi dello stato, niente tagli alle immense (si, immense) spese militari!! Ma ci rendiamo conto?
Abbiamo ancora regioni a statuto speciale, a 60 anni dalla fine della guerra!
Ma qualcuno si rende conto che questa e’ una manovra miserabile, nei contenuti e nel totale, che trova nelle “saccocce vuote” dei cittadini 20B Euro, quando all’Italia nel 2012 ne serviranno 150 (B) per sopravvivere????? 7 volte di piu’?
Quindi, domanda da ignorante totale: come intenderebbe Monti & la frignona & la passerina TROVARE una somma 7 volte superiore, visto che gli “amici” yankees e “europei” si sono gia’ liberati della zavorra BTP???
Qualcuno che e’ piu’ saggio e “well-educated” di me, me lo spiega per favore?
Dottor Giannino, lei era scontento di Berlusconi che non faceva macelleria sociale, checche’ se ne dica, ed e’ contento di una manovra sconcia come questa che aumenta il carico sul mulo? E crede veramente che il Moloch dei mercati sara’ soddisfatto di questo sangue? E crede veramente che l’economia sara’ STIMOLATA da questa immondizia?
Mi viene da piangere.
Da un governo di dipendenti pubblici non ci si poteva certo aspettare un taglio dei costi dell’apparato pubblico. E l’intervento sulle province – che tecnicamente non ho capito – mi è sembrato uno specchietto per le allodole , in questo caso i ” liberisti “.
Per aumentare le imposte e le tasse a tutto campo non era necessario un governo dei ” tecnici , dei saggi , degli illuminati ” qualunque funzionario dell’Agenzia delle Entrate lo avrebbe saputo fare. Il difficile è favorire il passaggio da uno stato invadente, costosissimo, corrotto, a uno leggero , non sprecone, più efficente , meno corrotto . E non so se , ripeto , in governo di dipendenti pubblici lo saprà e lo vorrà fare.
La Manovra darà un’accelerazione alla recessione è folle,deleteria se non serve alle banche per fare cassa: c’è totale assenza di misure per la crescita e di quel segnale forte e vigoroso che ci si attendeva dal lato degli sprechi della politica.Non vedo poi traccia sul lavoro per i giovani,e o corsi,iniziative per rilanciare i 40/50/60enni che oggi non sono preparati alle esigenze di mercato.Si parla del Nero,Evasione per molti un secondo Lavoro è mandare i figlia scuola,almeno un 50% delle attività chiuderebbe e poi per dare a uno Stato che chiede,niente da e è in mano solo alla Finanza.Fa ridere che Monti rinunci al Compenso,lo stesso faceva Berlusconi,o se lo fa Passera è tutto sbagliato e solo per chiedere di più,ma non risolverà nulla(anzi)e lo vedrete.Sinceramente non mi sembra una manovra da Tecnici,ritengo che la poteva fare un buon Commercialista è solo che la Politica mai avrebbe potuto(perdeva voti)e mettere solo tasse(ti fa perdere).Il ritorno di una tassazione sui capitali all’estero che capisco possa far felice una parte della sinistra,mette fine alla serietà dei patti con lo Stato,giusti o sbagliati che siano e poi chi fa Economia più investirà,farà in Italia perchè non conviene,se non per venire come turista Il mio giudizio è assolutamente negativo per non dire folle.Bisogna vendere in 50% delle Riserve Aurifere,Beni dello Stato,uscire dall’Euro e a chi prende 1000 € al mese non chiedere niente di tasse,ma chi frega(galera e sequestro di tutto).Nessuna tracciabilità,ma solo 3 aliquote e chi ruba,aggira,sbaglia(ribadisco Galera e sequestro dei beni).Altro del Programma IDF è scritto e ora mai alle cronache.Se ci sono errori Grammaticali,di punteggiatura il Presidente mi da il testo,gli do una guardata e lo metto in rete,dove mi scuso(l’importante)che sia compreso il punto di vista. Un pensiero del Presidente IDF 80 mila amicizie in Facebook http://idfcambiareinsieme.blogspot.com/ Manager Personal Digital Dott Cristina Malavasi Gg
Domanda da ignorante: ma fatta questa manovra, e constatata ahinoi l’assenza (quasi) assoluta di tagli, dismissione del patrimonio pubblico e serie iniziative per il rilancio dell’economia… vuol dire che chiuso questo capitolo “d’emergenza”, non c’è ALCUNA speranza che fino al 2013 possano fare niente altro di buono (vedi sopra)…?
Ditemi che non è così, illudetemi…
Ciao!
Marco
Buongiorno, sentendo oggi qualche notizia della “Manovra” mi gira in testa un dubbio: ma è giusto far pagare una tassa come l’ICI anche a chi sta ancora pagando il mutuo, e quindi non è in realtà pieno possessore della propria casa (cavilli giuridici a parte)? Io credo che come “immobili di proprietà” andrebbero considerati solo quelli non gravati da ipoteca.
Si potrebbe poi parlare dell’ICI sulla terza, quarta, quinta casa…. ma questo è un discorso lungo, e triste.
“Cambiare tutto, perchè nulla cambi”…
Ieri Monti ha espressamente risposto ad una giornalista che il lavoro di questo governo non è finito per quanto riguarda i tagli alla politica. Queste sono misure dettate dalla fretta che L’Europa giustamente richiedeva. Spero vivamente che nn siano le solite parole al vento ma da quanto posso capire è una caratteristica che nn riguarda il governo tecnico. Mi è piaciuto moltissimo invece, il metodo del libretto verde elettronico di cui parlava Monti da sostituire alla concertazione. La manovra è dura e cruda ma l’Italia ha un debito pubblico devastante. Diamo il tempo al tempo. Sono sinceramente fiduciosa.
sono tutte balle, Il sistema pensionistico era già in equilibrio. Qui invece si tagliano le pensioni per fare cassa, realizzando cioè un avanzo sui contributi pensionistici che verrà versato alla fiscalità generale. Infatti le pensioni verranno tagliate senza una corrispondente diminuzione dei contributi da versare.
Dobbiamo fare subito un referendum per decidere se rimanere in europa,o tornare a fare noi i cinesi con la nostra liretta
@ivano
in equilibrio?
Con la gente che va in pensione a 54 anni prendendo il doppio del montante versato
e con gente come i co-co-pro che hanno il contributivo puro integrale che oltre a prendere la metà devono anche con le tasse finanziare i privilegiati.
Con le professioni che versano la metà ma prendono tutto con casse che sono finanziate dalla fiscalità generale?
Ci voleva Monti per ridurre i privilegi!
Sulla riforma delle pensioni non poteva fare meglio, soprattutto se sistemerà anche le pensioni degli ordini
@ivano
vorrei chiarire che si passa al contributivo:
si prende quello che si versa (se si vogliono pensioni più alte bisogna alzarli i contributi non ridurli)
qua non è che si riducono le pensioni tenendosi i contributi, qua si danno esattamente le pensioni maturate bilanciando contributi e vita attesa.
Purtroppo ci sono i “diritti acquisiti”, conosco un mucchio di gente in pensione da quando aveva 40 anni e che prende 800 euro al mese – di questi 800 euro il 20% sono i contributi versati e l’80% glieli paghiamo noi (che avremo pensioni da fame)
Oggi dopo che la manovra è arrivata alle borse debbo dare ragione alle persona e giornalisti che davano per scontato che il Prof.Monti era la mano delle banche e dei banchieri e questo si è visto stamattina…chi è salito in Borsa con percentuali altissime oltre 12/13 % solo le banche inoltre nelle altre borse cè stata più razionalità.
Perchè abbiamo dovuto sopportare che il vecchio governo dicesse quanto l,italia fosse sicura e che ora in pochi giorni siamo in bancarotta????cosa dire di chi ha sputato in faccia alla povera gente con sprechi di soldi (anche se personali).chi ci fa pagare Milioni di Euro un Multe della Comunità Europea e poi ci chiede di tirare la cinghia … chi nasconde i soldi che la comunità ci dà per aiutare le Piccole aziende circa 50 Milioni di Euro e che grazie a striscia solo 8 sono Stati rimessi in giorco??fatemi sapere come hanno fruttato e dove questi Milioni di Euro che I politici avevano In cassa??
Per favore Giannino almeno lei che stimo per le sue idee ponga questi quesiti
anche se non servirà ma almeno la nostra piccolissima voce sia sentita.
Ancora per il dottor Giannino.
Ecco la fine che si fara’ con Monty Python:
http://www.rischiocalcolato.it/2011/12/adesso-abbiamo-2-macchine-del-tempo-scrutare-il-futuro-dopo-la-grecia-salutiamo-il-portogallo.html
Leggete Italia al posto di Portogallo.
L’Italia di Monti é una continuazione della presa in giro di lavoratori, pensionati, precari tale a ieri.
La presa in giro di rinunciare a 12.000 €. e intascarne 60.000 é ridicola, siamo stufi di venire presi per i fondelli.
Sindacati facciano il loro mestiere e si oppongano a questa ennesima farsa contro le fascie sociali più deboli.
ICI sulla 1a casa é aberrante: in Italia non é un lusso ma la 1a forma di RISPARMIO!!!
Torniamo SUBITO alla liretta e facciamo gli italiani furbi, non i cinesi pirla, per favore
Condivido quasi totalmente il giudizio di Oscar Giannino sulla manovra. Purtroppo 18 giorni hanno partorito una serie di provvedimenti che solo parzialmente affrontano i nostri problemi. Provo a dare una interpretazione a questo: l’obiettivo della manovra è stato quello di agire sul deficit cercando di raggiungere il pareggio di bilancio nei tempi previsti per tranquillizzare Europa e mercati. In un secondo momento ci si concentrerà sui provvedimenti per la riduzione del debito, vera palla al piede della nostra economia.
Tra ciò che è positivo io metterei anche altre due cose: la prima è il fatto che il Presidente Monti abbia detto chiaramente che certe materie (ad esempio le pensioni) non ci sarà concertazione con le parti sociali (sindacati ma anche Confindustria; e difatti il timore di perdere il potere di interdizione ha fatto sollevare i sindicati che chiedono una trattativa…); il secondo è il fatto che sia stato detto che il debito pubblico non l’ha prodotto l’Europa ma l’Italia e quindi spetta all’Italia intervenire per porvi rimedio.
Finisco con una considerazione sul ministro Fornero: solo chi non la conosce e fa della facile demagogia può pensare che la sua commozione fosse falsa, fatta a favore di telecamere o ipocrita. La prof.ssa Fornero oltre ad essere estremamente competente (come credo l’abbia dimostrato nella conferenza stampa spiegando la ratio degli interventi sulle pensioni) è anche armata di una passione civile non comune che la rende, secondo me, la persona più adatta ad affrontare questa situazione. L’appellativo di frignona che qualcuno in questo blog le ha assegnato è la cosa più lontana dalla realtà che ci sia.
sconte
@mario
Purtoppo il problema è proprio questo: occorre comunicare il fatto che il contributivo è il sistema più equo che esista perchè lega l’ammontare delle pensioni erogate all’ammontare dei contributi versati. Quando questo non succede, si fa un regalo a qualcuno. Può essere giustificato, ma va chiamato con il suo nome.
Mi auguro che il governo riesca a trasmettere questo messaggio; la competenza e la chiarezza della prof.ssa Fornero mi fa ben sperare a questo proposito.
Mi sarei aspettata dalla manovra anche dismissioni del patrimonio pubblico e diminuizione delle spese militari. Meno male che non c’è stato l’aumento dell’IRPEF! Per quanto riguarda le pensioni, capisco la necessità di cambiare e mi adeguo.Io avrei bloccato gli adeguamenti ISTAT alle sole pensioni di anzianità, salvando chi è andato in quiescenza a tempo debito.
Non capisco Giannino che protegge chi vuole essere pagato con i contanti. Perchè dobbiamo tutti essere sottoposti ai ricatti del garagista o dell’idraulico o del dentista, che se chiediamo la fattura ci fanno un prezzo o un altro se non la vogliamo? E poi ci fregano il posto all’asilo nido perchè in graduatoria sono ai primi posti per il basso reddito. Quando stanno male vanno in ospedale pubblico e magari non pagano il ticket. Che dice Giannino di questo? Avrei spinto con la tracciabilità fino a 100 euro. Se non hai niente da temere perchè la paura della plastica?
delusa e scontenta! Ma invece di bloccare pensioni, rinviare il pensionamento, ecc. non si poteva lavorare sulle reversibilità? A partire dalla reversibilità di vitalizi e pensioni d’oro fino a quelle medio-alte: la pensione deve corrispondere al versato: chi non ha versato non ha diritti, quindi le reversibilità vanno gradualmente ma molto rapidamente abolite.
1 il tuo punto sull’indicizzazione delle pensioni sopra i 2000 euro è un bell’esempio: essere liberisti non significa essere di destra. è il contrario, e sono totalmente d’accordo con te.
2 a chi dobbiamo rivolgerci per avere questo fondo di dismissione immobiliare? dobbiamo per forza andare a prendere i 30 euro dalle tasche delle nonnine?
3 tutte queste tasse mi fanno essere ancora più arrabbiato e a pretendere tagli alla pubblica amministrazione, provvedimenti liberisti come la liberalizzazione delle professioni, apertura dei negozi, dei farmaci over the counter, delle licenze commerciali ecc. – ma il governo Monti si darà una svegliata?
4 ti candidi per il 2013? sennò dov’è che possiamo sbattere la zucca?
Arrivare al pareggio di bilancio entro il 2013 significa che nel breve volgere di 24 mesi occorre trovare i soldi per pagare quel 20% in più di debito rispetto al PIL che l’Italia ha. Vuol dire che 1 euro su cinque che abbiamo in tasca deve andarsene. In altre parole, se quello (il pareggio del bilancio) è l’obiettivo, tra due anni saremo tutti più poveri del 20%.
Tutti no, perché ci sarà qualcuno che ci guadagnerà, ovviamente: le grandi banche, i grandi capitali, tutti coloro che sono legati alla finanza, e molti altri ancora.
Quei soldi, peraltro, quel 20% del nostro PIL, non andrà distrutto: finirà semplicemente nelle tasche di altri, di stranieri. Le grandi banche d’affari, paesi come la Cina, anche qualche europeo che invece di aiutare l’Italia e l’euro stanno distruggendo l’una e l’altro. ogni riferimento alla Germania (sta accumulando i nostri soldi per pagare l’uscita dall’euro) e ad Angela Merkel (lei e Sarkozy passeranno alla storia come quelli che hanno affossato l’idea di Unione Europea) è puramente voluto.
Per quano riguarda la manovra, le misure sono semplicemente oscene: dal ritorno dell’ICI all’aumento dell’IVA.
Le liberalizzazioni? Scherziamo, quelle le ha fatte il mercato prima di Monti, sono anni che le aziende farmaceutiche lavorano alla costruzione di un nuovo tipo di mercato, ‘libero’ che loro possono fare quello che vogliono senza più agenzie del farmaco tra i piedi. Tanto lo Stato i soldi della quota dei ticket che gli spettavano glieli dava con enorme ritardo, tanto vale farsi un mercato a parte, come puntualmente hanno fatto.
Non hanno toccato i costi della politica: peccao che abbiamo migliaia di semplici direttori genrali di comuni, assessori regionali, grand commis e robacca del genere che guadagnao più di Barack Obama! E non mi parlino di responsabilità!
In conclusione, questa manovra è una oscenità dall’inizio alla fine. Porterà semplicemente all’impoverimento di milioni di persone. E presto seguirà il resto dell’Europa, che verrà infine fagocitata dall’Asia. Ma a Moni che gliene frega, lui i suoi soldi li ha lo stesso, e poi ormai non è più giovanissimo, può pensare a godersi la pensione. Lui che l’avrà e anche bella alta.
Curioso come a un osservatore scrupoloso e maniacale come Giannino sia sfuggita l’assoluta mancanza di riferimenti ai decreti attuativi in materia di federalismo che dovrebbero entrare in vigore a gennaio, decreti sui quali, come dice il prof. Ricolfi, non c’è nessun numero e nessun riferimento su quanto dovrebbero costare le siringhe siciliane, se diciassette volte quelle lombarde o un pò di meno.
Strano che il gattaccio non abbia graffiato su questo versante, visto il silenzio del nuovo esecutivo che per tutta risposta al precedente ministero per l’attuazione del federalismo ha istituito un ministero per la coesione territoriale. Potremmo aumentare i dipendenti della regione sicilia, così, per diminuire il gap territoriale nord-sud. Più coesi di così….
Concordo con te caro Giannino, solo con la vendita del patrimonio pubblico(immobili, azioni, beni artistici e storici) con un programma ventennale per almeno dimezzare il debito dello stato, questo Governo, che da noi liberalisti è stato salutato con un benvenuto, poteva dare un segnale forte di inversione della tendenza statalista.
Anche Monti vuole mantenere nelle mani dello stato sprecone la gestione di Aziende, immobili e beni artistici-storici in rovina? Perché?
Un capo Famiglia virtuoso non lascierebbe ai figli debiti superiori alle proprietà lasciate in rovina.
Michele Albo
Caro Giannino,
dato che la mia opinione non trova mai asilo provo in questo blog; dato che Lei è un tipo abbastanza controcorrente. Vengo al dunque: l’abbassamento della soglia del contante favorisce l’evasione, mentre il suo innalzamento la combatte. Sì avete capito bene: esattamente il contrario di ciò che tutti pensano. Se un malavitoso ha fatto dei soldi “neri” con i suoi sporchi traffici, se io gli impedisco di farci acquisti lui li userà per mandare avanti la parte illegale delle sue attività, ma se io gli consentissi di usarli per pagare un’ auto di grossa cilindrata da quel monmento in poi quei soldi pagherebbero le tasse (superbollo auto), se li usasse in parte per comprare un immobile da quel momento quei soldi pagherebbero l’ICI, se ci aprisse un’azienda quei soldi pagherebbero l’IRES. Noi dobbiamo “riconquistare” contante al sistema legale non espellerlo e relegarlo a pagare l’attività illecita. “Ma questo è riciclaggio!” dice il refrain, ebbene sì, benvenga il riciclaggio di soldi contanti che entrano nell’ufficialità, non ne possono più facilmenete uscire e pagano le tasse, anzichè lasciarli al di là della soglia della legalità, con normative assurde come quella della limitazione all’uso del contante, tanto gli evasori e i criminali sanno che farci con il contante ( le droghe non si pagano con i bonifici!). Se questo è troppo controcorrente anche per uno come Lei, pazienza, ma se l’ho convinta ne parli per favore, io non sono ascoltato.
Fabrizio
No ma davvero è tutto qui?
L’ennesima prova che in Italia di gente con le palle non si trova.
Ma dove sono i tagli, quelli veri, quelli che quando li vedi, alla mattina quando ti svegli pensi che le tue tasse non vadano in autoblu, in stipendi senza senso, in ristoranti, in opere pubbliche che finiscono nel deserto, in treni ad alta velocità che di veloce hanno solo l’aumento dei prezzi, così come la benzina….e molto altro ancora.
Vi chiediamo solo una cosa CORAGGIO, CORAGGIO e CORAGGIO e sono sicuro che se Monti dovesse chiedere un sacrificio 10 volte superiore a questo la maggioranza lo faebbe senza fiatare, purchè il segno di cambiamento sia netto, CRISTALLINO.
CORAGGIO!!!!
Sono contrario a questa manovra per tanti motivi ma sopratutto per 2 ragioni:
1) non ci sono tagli ai costi della politica(era un contentino, non la soluzione al problema,ma sarebbe stato un segnale)
2) io sono come i tedeschi: non ci sto a pagare sprechi che hanno fatto altri! vuoi 1000€ da me? mi vendi, o ipotechi a mio favore, un pezzo di terreno demaniale, un quadro degli uffizi, 1 decimetro cubo del colosseo. sono stufo di vedere che i miei soldi se li sono mangiati le banche, i politici, gli amici dei politici, le municipalizzate e intanto non ho segnaletica stradale davanti casa… vi do 2000€ e mi tengo nel giardino di casa il leone di piazza san marco di Venezia: E’ MIO finchè non mi restituiscono i soldi
Giannino,
mi spiega tecnicamente la sua avversione ai pagamenti tracciabili?
Non riesco a capire se si tratti di una posizione ideologica, da puro liberista, oppure se c’è qualche fondamentale di teoria economica che mi manca ….
Caro Giannino, purtroppo c’è eccome più Irpef: l’addizionale regionale viene alzata da 0,9 a 1,23 a decorrere dall’anno di imposta 2011, il che ovviamente vale su tutte le fasce di reddito e credo si tratti di qualcosa fra i 3 e i 5 miliardi.
DISTURBATE IL MANOVRATORE!!!
Nella migliore tradizione veterodemocristiana, è stata salvata la chiesa e puniti i cittadini. Solo tasse e niente tagli. Si perpetuano i sovvenzionanti ai giornali, i “rimborsi ai partiti”, i trasferimenti alle imprese (30 miliardi di euro, Confindustria approva e ringrazia). Si tassa la casa, ovvero il patrimonio che i cittadini hanno costruito con il loro lavoro passato, ma non le rendite di posizione che nel passato i politici e i comis di stato si sono attribuiti ingiustamente: per loro sono diritti acquisiti e intoccabili.
I professori, prima hanno preso tempo per studiare e già questo è un paradosso (dove sono stati fino adesso? vivevano su un altro pianeta?), per poi approntare una manovra che colpisce chi ha sempre pagato le tasse per mantenere i privilegi degli ultra garantiti. Altro che ora alla Patria, pretendono molto di più (Oscar Giannino, non ti indigni più?).
Il professor Monti si è messo a disposizione della politica, correndo al capezzale dei moribondi (l’Apparatik), per drenare sangue fresco dal popolo e perpetuare la sopravvivenza del sistema.
Come possiamo difenderci da chi attacca la nostra felicità costruita col sudore? Accettiamo supinamente o disturbiamo il manovratore?
so che a Lei, Giannino, questo argomento non piacerà
concordo che è meglio non avere debiti che averli sia pur in casa e che il debito italiano vada ridotto in assoluto
ma dal momento che non sarà cosa rapida perchè non affiancare agli interventi di riduzione anche quelli per riportare il debito nelle mani degli italiani? perchè la patrimoniale non può essere fatta in titoli di stato non vendibili fino a scadenza? questo è impossibile o semplicemente viola la libertà di mercato?
nel secondo caso ritengo peggio essere ricattata
E’ da un pezzo che glielo vorrei dire, caro Giannino, che la trovo spento non poco. Capita, eccome se capita. Soprattutto se si lavora per la radio di Confindustria, capofila nella lotta dura senza paura agli autonomi ed alle partite IVA, ovvero agli evasori fiscali per definizione confindustriale e di quanti hanno uffici al Lussemburgo. L’intervista della scorsa settimana all’ineffabile Casini rimarrà negli annali del giornalismo ad angolo retto. Chi l’ha commissionata, la Signora Emma in persona ?
I casi sono due: o non si è accorto che questa manovra è della stessa natura di tutte quelle che l’hanno preceduta e che, in definitiva, hanno condotto a questo stato di cose (ed è in fondo l’ipotesi piu’ benevola) o se n’è accorto ma non è piu’ in grado di richiamare la cambiale in bianco che ha aperto al governicchio del senatore dell’ultim’ora. Lascio a lei la scelta.
La ciliegina sulla torta: la reintroduzione dell’ICI a lei va bene, par di capire. Mi faccia allora anche capire che razza di liberale lei sia, visto che questa tassa servirà ai comuni per mantenere inalterati tutti i loro potentati: dalle scuole comunali, agli asili, ai nidi, ai trasporti, alle partecipazioni nelle utilities etc. etc. etc. Tutte attività cioè che l’applicazione di un sano principio di sussidiarietà potrebbe e dovrebbe condurre nelle mani di soggetti privati e che invece rimarranno nella disponibiltà della corruzione dilagante nella mano pubblica che continuerà cosi’ a macinare debiti e distribuire posti e prebende agli amici e clienti. Complimenti, Giannino, non male per un sedicente liberale !
E di quegli 8 o 9 milioni di persone che “infestano” il paese virtuoso nelle loro piccole e micro imprese che evadono il fisco, che ne facciamo ? le vogliamo far chiudere tutte una buona volta ? Par di capire che anche lei sia entrato nel club nobile degli Amato, dei Visco e dei Tremonti e dei Befera per cui di questa plebaglia, vera ed unica responsabile del disastro dell’Italia, non debba rimanere pietra su pietra. Dica che ne pensa: dopo quanto ha sostenuto in passato non ci dispiacerebbe sapere che ne pensa ora. Non è un delitto cambiare opinione, basta farlo con onestà. E, se possibile, con solidi argomenti.
Un’ultima domanda: a che cosa allude ora il richiamo a Chicago nel suo blog ?
Signor Giannino ha riletto il suo articolo stampato sul Messaggero dove i dati riguardanti la rivalutazione degli estimi catastali sono tutti sballati! Lei che vuole essere sempre super informato e preciso!
Questa volta non sono del tutto d’accordo con il mitico Oscar. E non tanto sulle argomentazioni critiche da lui portate, ma per il fatto che non si può disgiungere le scelte presentate in manovra con due fattori imprescindibili: il tempo e l’opportunità politica. Infatti é un miracolo aver redatto un testo per una manovra così dettagliata e poliedrica in solo 2 settimane e senza aver avuto tempo precedente per immaginarla. Inoltre non c’era un giorno di più a disposizione, e la reazione dei mercati l’ha dimostrato. Infine un pillolone di questa portata da far digerire alla classe politica nazionale, locale e le parti sociali era impensabile fosse perfettamente strutturato. Certi argomenti (leggi aumento IVA) lasciati in sospeso, li interpreto proprio come un affair à suivre, e cioè dobbiamo prevedere nei prossimi mesi un completamento di interventi ed iniziative che andranno meglio a drenare risorse da una parte ed alleggerire le imprese e le categorie sociali più deboli dall’altra. Diamo a questo governo i fatidici 100 gg. prima di giudicarlo.
Dott. Giannino buon giorno,
sono Giorgio Chiarva, quell’industriale che venerdì scorso Paragone nella trasmissione “l’ultima parola” non ha lasciato parlare.
Avrei voluto infatti fare un intervento incentrato su tre aspetti delle manovre prossime future.
Il primo, quella che ho accennato in trasmissione, e’ che se consideriamo lo Stato come un’azienda, il suo debito andrebbe riposizionato secondo un piano di rientro che preveda appunto il ripagamento (e non solo il rifinanziamento). Questo e’ quello che chiedono le banche alle aziende che vogliono evitare il fallimento.
Il secondo e’ relativo alla “patrimoniale”, sconsideratamente proposta dalla Marcegaglia. Se questa “patrimoniale” e’ una ICI mascherata allora la sua utilita sarebbe estremamente marginale; se invece fosse una patrimoniale importante, tipo alla francese, potrebbe metter in gravi difficoltà le aziende che sarebbero costrette addirittura ad accedere al credito bancario che, tra l’altro, in questo momento e’ di estrema difficoltà.
La mia proposta, quella che volevo proporre in trasmissione, era che, se di patrimoniale vogliamo parlare, che questa sia, anziché una tassa, un obbligo ad acquistare titoli di Stato da trattenere per un certo numero di anni che quindi restano nel patrimonio aziendale e che quindi non depauperano l’industria sottraendo pero’ una certa quota di debito statale alla proprietà estera. Non sara’ una gran cosa ma e’ meglio di niente.
Il terzo aspetto e’ relativo alle pensioni. Il vero problema delle pensioni e’ dato dal costo di struttura dell’INPS, macchina mangiasoldi molto poco efficiente. Diamo per scontato che il sistema passi dal sistema attuale al contributivo, si cancelli l’INPS e si passi tutta la gestione delle pensioni ai sindacati, così come e’ stato fatto col TFR. I lavoratori avranno così la vera percezione sull’utilità, l’efficienza e la capacita del sindacato cui sono iscritti e, se dovranno esserci modifiche sapranno a chi rivolgersi.
Ho cercato di essere quanto più sintetico possibile tralasciando particolari importanti ma, in questo momento, non indispensabili. Se le mie proposte le sembrassero interessanti sarei disponibile a discuterne con lei.
La ringrazio dell’attenzione e la saluto cordialmente.
Giorgio Chiarva
Come possiamo accettare che se un’azienda privata è in crisi ristrutturi, riorganizzi, tagli stipendi e tagli organici mentre la P.A. con la spesa pubblica che uccide il Paese, con la crisi che investe il settore produttivo continui quasi senza o con risibili conseguenze a bruciare risorse senza dare corrispondenti servizi ? Nel 1997 il ministro Bassanini avviò una riforma della P.A. al grido che il pubblico doveva diventare come il privato ed inventò le Indennità di Funzione. Queste sono tantissime e sono molto significative, sono state riconosciute senza obiettivi reali assegnati e erogati senza risultati di efficenza e risparmio raggiunti (e si vede!!), costituiscono uno stipendio aggiuntivo che fa sì che nel pubblico si guadagni più che nel privato con tutti gli altri vantaggi tipici quali posto sicuro, capi si fa per dire. Basterebbe una semplice riorganizzazione (affidata ad na società di auditing esterna) che riduca drasticamente queste figure finte e ci sarebbe un enorme risparmio sulla spesa corrente. Non si tratta di licenziamenti. Questo è solo un esempio di ciò che si potrebbe e dovrebbe fare anzichè bloccare l’indicizzazione a chi percepisce 1300 euro di pensione. Non parlaimo poi di regioni a statuto speciale e di comuni con 900 abitanti e 74 dipendenti. Che Monti non metta queste cose pubblicamente all’ordine del giorno è inaccettabile! Che i Sindacati non si pongano a difesa dei più esposti e siano per mantenere queste situazioni non stupisce ma è davvero vergognoso.
Carissimo Giannino,
avevo riposto grandi speranza nell’avvento di una persona preparata e seria come il prof. Monti.
L’inizio però non mi pare dei migliori. Mi sarei aspettato altro, visto che a mio modesto parere l’unico modo per far ripartire questo Paese era proprio rimettere un po’ di liquidità nelle tasche degli italiani.
E glielo dico dall’osservatorio di un piccolo esercizio commerciale di provincia, che sperimenta sulla propria pelle cosa significa vedere eroso (ancor prima delle norme Monti) il fatturato di percentuali a doppia cifra mese con mese mentre i costi fissi improduttivi continuano a salire; figuriamoci cosa accadrà (e già il mese di dicembre si presenta nei suoi primi giorni nefasto) nel 2012.
Siccome l’ho sentita spesso parlare anche dei famigerati studi di settore, sono arciconvinto che questa situazione porterà ad un incremento spaventoso di quanti alla fine non saranno piu’ né congrui né coerenti.
Perchè fin qui, nella marea di norme esistenti tali per cui dichiararsi non congruo e non coerente significava mettersi nei guai (perchè tanto alla fine qualcosa di fuori posto ti trovano), molti di noi già si sono dichiarati negli anni congrui e coerenti senza in realtà esserlo. Ora invece, visto che le nostre attività sono strettamente intrecciate anche economicamente alla nostra vita famigliare (quindi, nuove super-tasse sulla casa, figli da mandare a scuola o al nido, etc etc) non sarà più possibile.
Monti sostiene poi che le sue norme antievasione (ho visto solo la soglia abbassata ai 1000 € che per me non serve a nulla, se qualcuno vuol fare del nero continuerà a farlo) saranno efficaci: io credo che invece, con tutti ‘sti balzelli da pagare, aumenterà anche. Visto che tra l’altro, già da anni il risparmio nelle nostre famiglie si è azzerato.
Mi aspettavo qualcosa, visto che è stato commissario alla concorrenza, che aiutasse a colmare il gap tra grande distribuzione e piccoli negozi (i primi oltre alla loro potenza dimensionale non hanno studi di settore, sono esentati dall’emissione degli scontrini e quindi controlli, fanno cio’ che vogliono sulla gestione dei dipendentei, e potrei continuare), invece nulla, anzi i divari aumentano visto che i tartassati sono ancora i piccoli e non i grandi.
POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA ANCORA CAPITO, TANTOMENO MONTI A QUEL CHE VEDO, CHE CHE ORMAI TASSARE CIO’ CHE NON C’E’ PIU’ (IL REDDITO DELLE FAMIGLIE E DELLE PICCOLE IMPRESE) FINISCE SOLO PER CREARE DIFFICOLTA’ INSORMONTABILI?
P.s: . mi fa ridere il Pdl (che pure ho piu’ volte votato) che si gloria perchè non è aumentata l’Irpef sopra i 75000 di reddito. Ma non si rendono conto che ci sono tantissimi italiani che si farebbero aumentare l’Irpef del 10/20% se potessero avere un reddito di quelle dimensioni???
Egregio sig. Giannino sono un libero professionista che lavora da circa 15 anni nel settore immobiliare su tutto il territorio nazionale e precisamente mi occupo di compravendita di attività e immobili commerciali nelle principali vie dei centri storici di città da 10000 ab.
fino a Via Condotti o C.so V. Emanuele.
Questo lavoro mi consente di avere una conoscenza trasversale a tutti i livelli(dal piccolo commerciante alla grande multinazionale tipo ZARA o importanti istituti di credito)dell’ esatto stato di salute della nostra economia reale credo come pochi altri oggi in Italia.
La base operativa della mia attività è situata a San Marino.
Fatta questa doverosa premessa sono a chiederLe:
Anzichè fare manovre che non avranno altro effetto di comprimere i consumi,spaventare gli investitori e aumentare il desiderio di” nero” non era meglio dare la possibilità a tutti come il modello americano e sanmarinese di detrarre,magari entro ragionevoli limiti,tutte le spese(magari in parte anche l’ iva)dalla dichiarazione dei redditi di ciascun contribuente.
Così facendo ognuno di noi diventa controllore dell’ altro e finalmente anche il povero pensionato non dovrà più sentirsi chiedere dal dentista o dall’ idraulico: ” se vuole la fattura sono……senza le posso fare uno sconticino!!!!!”.
A San Marino il “nero” lo fanno solo con gli italiani perchè fra di loro gira tutto con documento comprovante l’ avvenuta operazione in acquisto o vendita.
Dovunque io vada, al sud come al nord,qualunque sia il grado culturale del mio interlocutore e/o la relativa dichiarazione dei redditti sempre insiste la stessa domanda: perchè non possiamo detrarre i consumi e relative spese?
Le sarei grato se ne parlasse nel corso della sua trasmissione e verificasse se questa esigenza sia diffusa o soltanto frutto della mia immaginazione.
Chiudo facendole i complimenti perchè Lei è una delle poche voci fuori dal “MATRIX” in cui ci costringono a vivere.
@ Riccardo:
il precedente ministro per la coesione territoriale era Fitto…
Piccolo remind a tutti: 160 milioni di euro (circa) – ossia il totale dei bond in scadenza tra gennaio e aprile 2012. In 20 giorni scarsi sfido chiunque a trovare una soluzione equa ecc. avendo questa spada di Damocle sulla testa. Spada di Damocle che non è apparsa all’improvviso questo novembre, aggiungerei…
@ alberto
Quoto al 100 pc. Caro Giannino attenzione.la credibilita’ si acquista con anni di lavoro serio e coerente, ma si puo’ perdere in un tempo incredibilmente breve. E’ certo che ne valga la pena ?
Concordo, inoltre il benzinaio ucciso poche settimane fa durante una rapina avrebbe preferito vivere in un paese privo della circolazione del contante ma con tanta demagogia.
I tartassati da equitalia in questa condizione grazie agli studi di settore avrebbero preferito essere stati pagati negli anni incriminati esclusivamente con moneta elettronica, essere privi di debiti (per tasse non pagate e denari non incassati) ma pieni di tanta demagogia
Anch’io gradirei se possibile un approfondimento
Sarei grato a chi mi fornirà notizie su altri governi tecnici (a parte quello di Ciampi e di Dini 1993 e 1995 sempre in Italia) in un qualsiasi altro Stato, sovrano o no, in Europa, Africa, Asia, Americhe ed Australia nell’ultimo secolo, indipendentemente dai regimi vigenti negli Stati, democratici o dittatoriali, repubblicani o monarchici.
A me di governi “tecnici” per abdicazione della politica incapace di fare riforme strutturali, in altri Stati del pianeta, nell’ultimo secolo, non me ne viene in mente nemmeno uno. Per noi italiani, a partire dal primo cittadino all’ultimo, ammesso che un ultimo cittadino ci sia, il governo tecnico – sia presieduto da Ciampi governatore della B. d’Italia o da Monti professore – è considerata una istituzione salvifica e quindi da accettare e da approvare, nell’opinione pubblica come negli organismi rappresentativi più elevati quali il Parlamento e la Presidenza della Repubblica.
Per me questa singolarità è il vero motivo per cui l’Italia e gli italiani debbano essere disprezzati nel mondo
dai liberisti alle vongole che hanno sostenuto le più aberranti cialtronate leghiste e berlusconiane ci si aspetterebbe un filo di ritegno nel criticare monti…
detto questo purtroppo nella manovra non vi è una convincente riduzione della spesa pubblica e nessuno parla di abolizione delle regioni che sarebbe la misura chiave per qualsiasi risanamento.
del resto siamo in un paese popolato da italiani e quindi non si può pretendere più di tanto.
certo per ora questo popolino ha un governo migliore di quello che si meriterebbe, ma naturalmente durerà poco… appena potranno gli italiani torneranno di corsa ai beneamati bagonghi, nani , imbecilli, leghisti, ballerine, mafiosi ed evasori.
E’ l’unica via duscita.
La pretesa di unificare monetariamente gli Stati europei si sta dimostrando una idea fallimentare.
Perché la Grecia, l’Italia e la Spagna stanno patendo più di altri paesi ?
Parliamo di casa nostra. L’Italia fino alla metà degli anni 90 era la quinta potenza economica del mondo. Dal 1995 è iniziato il declino. Proprio quando la politica del nostro Paese ha iniziato le grandi manovre per rientrare nei parametri necessari ad aderire alla moneta unica. L’EURO. Ricordiamo tutti l’istituzione della tassa una tantum definita Eurotassa, proprio per le finalità che essa portava con sé. Far quadrare i conti per entrare nell’Euro. Ecco il primo passo falso. Una iniezione di denaro extra per essere in regola. Un artifizio finanziario dagli effetti temporanei. Svaniti gli effetti dopanti dell’eurotassa è iniziato inesorabilmente il nostro declino.
Nel rapporto import export del nostro paese, ha sempre prevalso l’export. Meno per il settore della produzione industriale, ma tantissimo per il settore agroalimentare, moda-design, e soprattutto turismo. Certo, non si esporta il turismo, ma si importano i turisti.
Siamo un Paese strutturato per essere economicamente e politicamente autonomo. Fino a quando è stato così abbiamo sempre brillato a livello mondiale. Dobbiamo tornare ad essere liberi di mungere le nostre mucche.
La spiagge ed i campeggi pieni di operai tedeschi, francesi, olandesi, sono un ricordo. Loro ci portavano la loro valuta pregiata e ne spendevano a badilate. Eppure le nostre montagne, i nostri mari e la nostra arte continuano ad essere gli stessi. E’ cambiata la moneta. Venire in Italia in villeggiatura non conviene più. La bellezza dell’Italia non vale più il suo prezzo.
Pensiamo a quanto esportiamo nel settore agroalimentare. Molto, se pensiamo al fatto che abbiamo una moneta costosa come L’euro. Pensiamo ora a quanto esporteremmo se avessimo la Lira e questa valesse per quella che è la struttura economica reale del nostro Paese. Data anche la elevatissima qualità raggiunta dal nostro settore agroalimentare e zootecnico saremmo certamente sul tetto del mondo.
Queste due voci, turismo e agroalimentare, sono quelle che maggiormente hanno trascinato verso il basso la nostra economia.
L’Italia è storicamente, culturalmente, politicamente, economicamente, paesaggisticamente differente dalla maggior parte degli Stati d’Europa. Specialmente da Francia e Germania.
Date tutte queste difformità è impossibile concepire di avere la stessa moneta. Dobbiamo averne una libera di essere svalutata o rivalutata a seconda delle congiunture interne ed internazionali.
A chi sostiene che l’entrata in Eurolandia ci ha consentito di abbassare l’inflazione e di ottenere tassi di interesse ridicoli rispetto a quando c’era la Lira, io rispondo che l’ 87% degli italiani si è comprato casa negli anni 80 quando c’era la Lira e i tassi di interesse oscillavano intorno al 10% con una inflazione costantemente intorno al 5%.
Questo perché non so che farmene dei tassi di interesse prossimi allo zero se non riesco a mettermi da parte i soldi per l’anticipo di una casa. Non so che farmene di una inflazione al 2% se non posso comprare il pane.
E’ il fatto stesso che siano calati i consumi a causa dell’Euro, ad aver fatto calare l’inflazione.
Sleghiamoci finché siamo in tempo da questa Europa che ci ha avvinghiati nei suoi tentacoli paralizzanti. Siamo Italiani e dobbiamo poter essere liberi di agire secondo le nostre esigenze interne. Basta sottostare a regole fatte apposta per salvaguardare le economie che non hanno risentito del cambio di valuta. Mungiamo le nostre mucche, spremiamo le nostre olive, facciamo riempire le nostre spiagge ed i nostri alberghi di stranieri, torniamo ad aprire i nostri esercizi commerciali.
Non dimentichiamo il fondamentale aspetto psicologico di un nostro ritorno alla lira. Torneremmo a far girare l’economia fondata sui nostri prodotti e a dare un freno all’economia fondata sui prodotti d’importazione. Spenderemmo più volentieri 6.500 lire per un litro di olio extravergine che non 1.750.000 lire per un iphone.
Torneremmo a renderci conto di quanto guadagniamo e di quanto spendiamo così da regolare nuovamente il paniere dei prezzi alla reale economia famigliare. Siamo stati inebriati da una moneta che non abbiamo mai sentito nostra e che non abbiamo mai imparato a valutare. Spendiamo 2 euro per un giro in giostra da far fare ai nostri figli e ci pare poco. Però non avremmo mai speso 4.000 lire per la stessa cosa.
Ci siamo rovinati con le nostre mani. Possiamo rimediare. Torniamo un Paese libero, fondato su se stesso.
Il “sistema Paese” da 10 anni sta viaggiando “fuori giri” ed è prossimo a fondere. Il debito pubblico negli ultimi 10 anni è tornato a salire vorticosamente, per le stesse ragioni per cui una famiglia non ce la fa ad arrivare a fine mese e si indebita. Il nostro è uno Stato da Lira che usa l’Euro. E’ una idea sbilenca.
Come uscire dall’Euro?
Ci sarebbe nuovo interesse del mercato internazionale per le nostre aziende quotate in borsa.
1) Reintroduzione della Lira a partire dal 01-06-2012. In modo da sfruttare turisticamente l’estate.
2) Periodo di doppia valuta fino al 31-12-2012 per dare modo alla Zecca di tirare abbastanza banconote.
3) Monete da 50-100-200-500 lire, banconote da 1.000-2.000-5.000-10.000-20.000-50.000-100.000-200.000 Lire
4) Cambio 1€ 3.000 Lire per ridurre automaticamente il debito del 30%
5) Pagare il debito pubblico in Lire
6) Il cambio a 3.000 lire farebbe schizzare le esportazioni e porterebbe vantaggio alla bilancia commerciale.
7) Saremmo boicottati politicamente, ma non economicamente dal resto della UE. Non cambierebbe molto rispetto ad oggi.
9) Dato il vantaggio nel cambio, si incrementerebbero gli investimenti esteri nel nostro Paese
10) Un operaio, da 1.250 Euro al mese, passerebbe a 3.750.000 lire con un effetto psicologico evidente.
11) I prezzi in un libero mercato non si possono controllare, ma pochi spenderanno 7.000 lire per un Kg di arance ed i prezzi scenderanno da soli.
12) Tutto, in meno di un giro delle quattro stagioni, tornerà alla normalità.
13) Almeno dal punto di vista economico l’Italia ritroverà una sua stabilità.
Ecco perché è necessario ritornare ad una moneta Nazionale autonoma e gestibile indipendentemente da quanto accade al di fuori dei nostri confini.
Non siamo strutturati per avere un legame monetario con altri Paesi.
Caro Dr. Giannino, la cosa piú deludente di tutta la manovra è il giudizio che lei ha della stessa.
Lei è stato una bandiera del liberismo…che tristezza perdere un punto di riferimento così importante
Italia in recessione per 10 anni? chi può resistere senza lavoro per così tanto tempo?
qualcuno può spiegarmi i vantaggi che l’Italia ha avuto ad entrare nella zona euro. non ditemi, come Prodi, che se non ci entrava era peggio !!!! questa risposta è assurda!, voglio vedere dei dati che mostrino come i paesi fuori dalla zona euro come Polonia Svezia ecc. sono stati penalizzati rispetto all’Italia.
grazie ciao
Anche Lei Dott.r Giannino con i beni di superlusso? la mia barca costa 5omila euro e pagherò 500 euro all’anno. La barca del mio vicino è più piccola e vale il triplo ma non pagherà nulla. In compenso la mia casa costa 140mila euro e pagherò penso 129 euro l’anno . Quindi? perchè tassare un bene di “superlusso” così definito a prescindere dal suo valore reale? per accontentare la pancia degli italiani per i quali uno è ricco in base alle sue scelte di vita indipendentemente da quanto valgono?
Siamo seri suvvia e attenti ai concetti che usiamo altrimenti finiremo per tassare “giustamente” le vacanze all’estero le settimane bianche e chissà cosa altro ancora con mia grande felicità che non ne ho fruito per acquistare il bene di “superlusso” citato.
x Carlo Grezio.
Ok, tutti cialtroni berlusconiani e leghisti buffoni. Largo a Super Monti.
Domanda: anche suoi allievi come Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sono dei cialtroni berlusconiani/leghisti?
http://www.wallstreetitalia.com/article/1273956/politica/caro-monti-sei-sulla-strada-sbagliata.aspx