Manovra Monti: non mi piace quel che non c’è, e molto di quel che c’è è raffica statalista, rapina di libertà e crescita
La manovra varata dal governo Monti trova la sua giustificazione nella formidabile pressione alla quale è sottoposta l’Italia. Una pressione che il premier ha fatto bene a sottolineare ancora una volta, evocando la necessità he l’Italia non sia mai più il detonatore del possibile inabissamento dell’euro: la politica queste parole dolorose continua a non volerle sentire, perché coincidono con l’ammissione del proprio fallimento, scaricando su altri le proprie responsabilità. Non è passato giorno dacché il professor Monti ha ricevuto l’incarico, che Angela Merkel da Berlino non abbia ripetuto, esplicitamente e ancor più chiaramente in via riservata, che solo se l’Italia assumeva decisioni durissime rispetto alle misure troppo a lungo rinviate e troppo insufficienti nel merito prese a luglio e agosto, solo in quel caso Berlino il prossimo 9 dicembre dirà sì a ciò che serve per difendere l’euro: procedure di bilancio blindate ex ante, e ampio margine agli interventi illimitati della Bce a sostegno dell’euroarea. Questo spiega perché la manovra contiene misure che al lordo pesano per 30 miliardi, due punti di Pil. E ha fatto ancora bene Monti a far capire chiaramente ieri che non è affatto detto che basti. Probabilmente, infatti, non basterà. Ma la botta dura con la nuova manovra c’è. C’è eccome. E questo è un bene. Come che scontenti un po’ tutti, così che nessuno possa cantar vittoria sugli altri. Venendo al merito, però, è piena di cose che non piacciono al mio palato.Una raffica statalista rapinatrice di libertà e crescita.
Cominciamo dalla crescita. Nella manovra c’è un blocco di misure importanti, dal rilancio delle liberalizzazioni – per i farmaci C non è male – alla volontà seria di sbloccare gli investimenti in infrastrutture per 40 miliardi, agevolando il capitale privato che oggi resta lontano da opere e cantieri i cui progetti sono impugnabili a ripetizione. Sul ritorno della Dit, sono contrario perché in passato è stata più un’agevolazione ai grandi gruppi – che se la sono vista poi sottrarre – che un incentivo ai piccoli, che pagano 30 punti di tax rate in più sul reddito lordo. E’ un bene invece il rifinanziamento del fondi di garanzia per le Pmi. Comprensibile la garanzia data ai bonds bancari, e che la Cdp diventi prestatrice di ultima istanza per le fondazioni, perché tra poco qualche banca italian potrebbe saltare eccome. Tuttavia manca ASSOLUTAMENTE quel cambio di passo drastico a favore della crescita, che sarebbe potuto avvenire rimodulando da subito energicamente il prelievo oggi troppo asfissiante per lavoro e impresa, puntando invece a più imposte indirette o anche alla patrimoniale ordinaria che aveva richiesto l’intero fronte delle imprese italiane. Su questo, il governo non ha osato. Ma così la crescita resterà troppo asfittica. A maggior ragione per gli aggravi fiscali contenuti nella manovra. Una diminuzione dell’Irap alle imprese per la componente lavoro tradotta in deducibilità per chi non ha Ires negativa non appare come una vera priorità.
Seconda delusione per me assoluta:l’abbattimento del debito pubblico. Non c’è. Non siamo mai stati tra coloro che a questo scopo indicano una superpatrimoniale, che si tradurrebbe in fuga di capitali ed effetti iper recessivi. Ma non si compie invece la scelta di drastiche cessioni del patrimonio immobiliare pubblico, affidandone valori per almeno 20 punti di Pil a un fondo immobiliare chiuso, volto a cessioni vincolate all’abbattimento del debito. E’ una questione molto seria, perché di soli avanzi primari fatti da strette fiscali depressive il debito non scenderà abbastanza, e resteremo esposti alla speculazione. Se neanche i governi d’emergenza di professori e banchieri fanno dimagrire lo Stato, chi ci deve pensare? Noi, impugnando libri inascoltati e fucili scarichi?
Veniamo ai punti positivi.
Primo, i costi della poltica. E’ positivo il cambio di passo su questa materia, il no alle doppie retribuzioni del personale di governo, lo sfoltimento radicale dei membri delle Autorità indipendenti, la riconduzione all’Inps di Inpdap ed Enpals, la misura assunta nei confronti delle Province. Quest’ultima risponde a una generale propensione maturata tra gli italiani, e smentita dai passi del gambero degli ultimi mesi. Se le Province ricorreranno alla Corte costituzionale si renderanno ancora più impopolari, mentre il trasferimento a unioni di Comuni e Regioni delle loro funzioni è ormai necessario. Al contempo, i tagli dei costi alla politica sono troppo pochi. I professori devono affondare il coltello. Il mancato stipendio di Monti ministro è polvere negli occhi: ha due laute pensioni e un vitalizio.
Secondo, la previdenza. Il governo Berlusconi non potè intervenire per via del veto della Lega a favore dei trattamenti di anzianità. E’ positiva oggi invece la sparizione delle anzianità, con il contributivo per tutti che a distanza di troppi anni diminuisce il privilegio degli “esentati” dalla riforma Dini, e che è una misura di equità intergenerazionale. Come lo è anche la fortissima accelerazione della parità di vecchiaia per le donne tra settore pubblico e privato, mentre l’aumento di fatto dei requisiti anagrafici di vecchiaia per gli uomini risponde alle aumentate attese di vita prima del meccanismo automatico varato dal precedente governo. Non mi persuade invece la sospensione dell’indicizzazione per le pensioni tranne le minime – resta al 100% – e quelle entro il doppio delle minime – al 50% – perché in un’economia che entra in recessione, anche se l’ha chiesto l’Europa, resta una carognata, se mi si passa il termine un po’ forte. Io avrei esentato solo i trattamenti da 2000 euro in su, accelerando ulteriormente l’innalzamento dei requisiti pensionabili. Capisco che dunque Elsa Fornero abbia versato lacrime. Tra parentesi, ricorrere a una sovratassazione dei capitali scudati per finanziare l’indicizzazione residua è una furbata politica – sono misure chieste dalla sinistra – ma non cancella il vulnus.
Terzo, il ritorno dell’Ici. Visto che qui di tagli incisivi alla spesa non se ne parla se non per sopressione di enti inutuili – vedremo la lista completa, ancora manca dal provvedimento, e vedremo soprattutto chi sopravviverà grazie alla difesa più che prevedibile in Parlamento, come sempre – è positivo anche se a molti non piacerà che l’Imu entri in vigore subito con un’aliquota dello 0,4 % per la prima casa e dello 0,7% per la seconda con facoltà dei Comuni di abbassare o alzare l’aliquota entro una forbice contenuta, e con una rivalutazione delle rendite catastali contenuta nel 5% come precedentemente stabilito per la prima casa, ma un aumento da 100 a 160 del coefficiente per calcolare l’imponibile UIci. Anche se è una misura che genererà forte scontento sociale, l’abrogazione dell’Ici sulla prima casa in questa legislatura è risultato sia un lusso che non potevamo più permetterci, sia una ferita aperta per i Comuni che restavano scoperti di risorse proprie per troppi anni, col federalismo. Certo, la botta sulla casa frutta 11 miliardi, gli italiani spero vengano disincentivati all’eccesso di mattone che si mettono in pancia, ma la botta è clamorosa.
Quarto, no a più Iperf. E’ positivo che il governo non abbia aumentato le aliquote sul reddito personale, visto che si sarebbe risolto nel far pagare di più chi già strapaga, mentre è bene assumere sovrattasse su beni di iperlusso che, effettivamente, non riguardano il ceto medio. E’ un bene anche che i limiti alla tracciabilità non siano scesi sotto i mille euro. Scendere sotto, è solo compiacere una facile demagogia. Resta sospeso invece il giudizio sull’aumento di due punti dell’aliquota generale IVA dal 21 al 23% entro il 2012, annunciato a copertura dei 4 miliardi appostati dal governo precedente in caso di mancato esercizio della delega in materia di riduzioni delle deduzioni e detrazioni fiscali del nostro ordinamento. In questo modo, infatti, si procede con più IVA meramente a copertura dei saldi. Mentre, al contrario, alzare l’Iva può servire energicamente se lo si fa in una strategia concertata di sostegno alle aziende che esportano, ma a quel punto rimodulando energicamente al ribasso il prelievo sui reddito delle persone fisiche e giuridiche. Resto invece deluso e scandalizzato, alla nuova batteria di aggravi su bolli e conti bancari – l’estensione della minipatrimoniale-titlio di Tremonti - accise e addizionali per le autonomie. Una raffica statalista e rapinatrice di libertà e crescita.
In intesi: il decreto è una botta forte, per esser nato in 18 giorni. E’ abbastanza perché i tedeschi non abbiano alibi. Ma su crescita e debito ancora non ci siamo. Mentre la protesta sociale sarà forte. Facile prevedere che la politica non ingoierà la pillola molto facilmente. Se poi il 9 dicembre l’eurovertice dovesse andar male, Dio ci salvi tutti perché entriamo in un mare ignoto.
5 dicembre 2011 debito pubblico, spesa pubblica, ue

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Ciao Oscar, la banca d’italia a stimato le riserve d’oro a 132 miliardi al prezzo attuale.Siamo la 3 o 4 nazione come riserve d’oro(la cina ne ha pochissimo) cosa ne facciamo in cassaforte se il malato stà morendo? A questi livelli l’oro per me sarebbe da vendere(50 miliardi?) fare cassa dare ossigeno un pò a tutti e prendere per le orecchie varie amministrazioni che sprecano spesso aiutate anche da leggi molto contorte che non aiutano nessuno.Se la cosa si stabilizza tra 1 anno o 2 ci ricompriamo l’oro a un prezzo migliore, se le cose vanno male e rompe i livelli 1800/1900 vuol dire che tutto stà andando a rotoli veramente. L’oro lo vedo come la valvola di una pentola a pressione, quando sale la pressione e il vapore inizia ad uscire il valore dell’oro sale e le cose vanno male.
noi popolo italiano perchè non protestiamo contro l’aumento delle tasse che non genera sviluppo e perchè non ci battiamo per diminuire le spese?!? … forse perchè abbiamo bisogno di un leader che guidi il popolo!!! Oramai i leader dei partiti non sono più visti come guida del popolo…perchè non ci guida lei: Oscar Giannino?
Reputo che questa situazione assolutamente inaccettabile sia dovuta, in parte, alla realtà europea burocratica e mittente costante di pezzi di carta e poco altro.
A ciò si deve aggiungere l’ignavia di un paese l’italia, dove la dignità personale, l’etica è pochissimo percepita. Monti non ha titolarità con il suo governo, non è stato delegato dal popolo x la costituzione SOVRANO, inoltre ha fatto ciò che avrebbero potuto fare sia PD che PDL esseri senza nessuna dignita!, ha aumentato le tasse agendo sui soggetti più deboli che sono anche meno consapevoli dei loro diritti.
Chi riceve una pensione di c-.a mille euro è già stato penalizzato negli anni e non tutti hanno percepito la pensione approffitando di leggi da governanti da ‘animal farm’ alcuni hanno combattuto con poco risultato per molti e molti anni e4 se i loro soldi fossero stati investiti regolamente sarebbero ora milionari!
Mi ricordo una volta alla Lukoil a Ekaterimburg, mi chiesero se fossi sola a condurre la trattativa, mi voltai e dissi ‘ con me c’è la mia ombra’.
Se mi ricordo bene, Dante pose gli ignavi nel profondo dell’inferno.
PERCHE’ NON SI PARLA PIU’ DELLA FLAT TAX?
Caro Oscar, a parte le pensioni, nella manovra non mi sembra vi sia un rigo sulla riduzione effettiva e concreta della spesa pubblica (52% del PIL contro il 30% nel 2000 o giù di li); cosa serve tassare case, automobili, posti barche (vedremo quanti stranieri verranno ad ormeggiare nei porti turistici itaiani la prossima estate – V. Legge Regione Sardegna 11 maggio 2006, n. 4 – incostituzionale) se non si riduce drasticammente la spesa, ma non con tagli orrizontali che non servono a NULLA (Tramoni docet) ma riqualificandola, ad es. quella dal well fare; faccio un esempio, a chi possiede un consistente “patrimonio” immobiliare, aerei, elicotteri, imbarcazioni oltre una certa stazza; a chi, mi spiego meglio, può permettersi una serata al Billionare, invece di tassargli i beni si dovrebbero far pagare PER INTERO i servizi, ad esempio le prestazioni sanitarie senza possibilità di dedurre fiscalmente i costi; insomma perché non viene presa in considerazione la FLAT TAX proposta dal Prof. Martino? Auspico che questo Governo sia in grado di riformare dalle fondamenta le leggi fiscali e tributarie.
Buongiorno Oscar,
Riguardo la manovra nutro anche io dei forti dubbi che sia sufficiente quello che è stato fatto ma sia solo un buon passo d’inizio; ritengo che il punto 4 cioè l’aumento dell’irpef non sia stato intaccato unicamente perchè il governo non ha dati certi su quello che potrà essere il gettito 2012 dell’IRPEF e attenderà quindi le prossime dichiarazioni dei redditi per decidere se e come muoversi. Per il resto la vedo “triste” la classe politica europea non vuole una unione politica che gli toglie spazi di potere all’interno del prorio “orticello stato” e sempre e solo in concomitanza di spinte esterne quali quelle imposte dai mercati concedono o concertano qualcosa ma sempre in forma ridotta e mai sufficente a dare forza e vigore al progetto di Satiti Uniti d’Europa. Il resto del mondo non aspetta certo noi, lo snellimento dello Stato in Italia e in Europa e della sua presenza con la conseguente diminuzione del debito pubblico e della spesa corrente sono l’unica via percorribile per una crescita dell’economia e per un futuro dignitoso per la mia generazione (47 anni) e soprattutto per quelle future.
Manca un commento sulla mancata introduzione dell’ICI per la Chiesa Cattolica Cristiana (si potrebbe evitare l’aumento dell’ICI), del CARCERE per chi evade le tasse, dei tagli delle numerosissimi enti locali o a partecipazione pubblica che lavorano poco e spendono troppi soldi.
noi italiani abbiamo il vizietto del ‘patto d’acciaio’. dolorosi e sanguinosi risorgimenti e resistenze non ci hanno guarito, anzi: a ogni celebrazione del 25 aprile ho la sensazione che chi celebra provi il brivido, segreto e inconfessabile, di trovarsi ancora una volta di fronte allo stesso nemico, di subire ancora una volta le stesse violenze. ed eccoci alla replica: un nuovo patto d’acciaio, sempre con lo stesso “alleato”, e poi scopriremo che il gioco è a distruggerci, allora diserteremo, e finiremo di nuovo sotto la “giusta” punizione – finché gli odiati inglesi ecc. taglieranno un’altra volta la testa del drago. non mi meraviglio che il popolino sia masochista, mi meraviglio che ci ricaschino dei conclamati ‘anglosassoni’ come lei, dr. giannino.
gentilissimo dr Giannino,
concordo con la sua critica al dr Befera sulle dichiarazioni di ieri al Corsera. Ed aggiungo sulla scorta della precedente esperienza lavorativa con la soc. informatica delle Camere di Commercio che la tecnologia per avere la lista delle aziende dell’edilizia (che Befera nell’intervista citata addita come tra i maggiori evasori) che sono ‘cessate’ e vengono ‘riaperte’ con nuove ragioni sociali, esiste da tanti e tanti anni, si fornivano con gli storici nastri magnetici; mentre dal 1996 si ottengono queste liste in pochissimo tempo ben prima dell’avvento di google, interner, ecc.. Quindi non opponiamo problemi tecnologici alla lotta all’evasione su scala massiccia, sono scelte che competono alla politica fiscale ed alla politica in generale, mica siamo degli allocchi qui:-), cordialmente, marco leofrigio, roma
Egregio dottor Giannino,
da un po’ di tempo non mi trovo molto in sintonia con lei. Chissà chi ha cambiato posizione? Credo sia il classico esempio della bottiglia mezza piena e mezza vuota. E’ anche da aggiungere che scrivo dopo la riunione di Berlino del 9 dicembre e, quindi, sono in possesso di alcuni dati non noti all’atto della stesura del suo scritto.
1) come era presumibile a Berlino non si è concluso nulla, rimandando tutto ad una futura modifica dei trattati che, in realtà, chissà quando sarà compiuta, dovendosi mettere d’accordo 26 paesi on economie, necessità, storia, usi e costumi assai diversi, per non dire contrastanti (a riprova è di ieri la notizia che Moody’s prevede di abbassare il rating dell’eurozona, proprio perché a Berlino è andato in onda solo un inconcludente teatrino).
L’unica cosa che traspare è la volontà di una riduzione della sovranità nazionale. Il popolo sovrano (secondo comma dell’articolo 1 della nostra costituzione, quella definita “la più bella del mondo”) potrà avere il diritto di decidere o dovrà subire passivamente come per l’introduzione dell’euro? Non è accettabile che decidano per me la Merkel (che, come tutti gli ex comunisti di qualunque nazione, ha idee molto confuse sui valori del mondo occidentale) o il novello sedicente Napoleone, tale solo per statura.
Di fatto, con l’uscita dell’Inghilterra, si è fatto un ulteriore passo verso la sperata disgregazione dell’euro. Non sono un economista, ma non capisco la sua elezione ad idolo. Si sostiene che ha prodotto grandi benefici, compreso un contenimento dell’inflazione. ma, al di là di affermazioni apodittiche, prove documentali zero. Per contro chiunque, esclusi pochi superbenestanti, ha facilmente potuto notare e subire la drastica riduzione del proprio potere d’acquisto, tanto è vero che si è dovuta introdurre la barzelletta dell’inflazione reale e di quella percepita. Piccolo aneddoto. Il figlio di un amico ha acquistato una “licenza taxi” per 140 milioni di lire. Circa 4 anni dopo, a scempio provocato dall’euro avvenuto, la ha rivenduta a 140 mila euro. I conti sono banali.
2) “E ha fatto ancora bene Monti a far capire chiaramente ieri che non è affatto detto che basti” la manovra che ha appena varato.
Francamente mi sembra la scoperta dell’acqua calda. Se non sbaglio, questa è la terza manovra dell’anno (o la quarta? Ne ho perso il numero) e come le altre non concluderà nulla. Qualcuno dovrà dare spiegazioni attendibili di come si possa fermare la speculazione tenendo presente che, almeno pochi giorni or sono, la sola Apple possedeva una liquidità superiore a quella del tesoro USA. Del resto il giorno in cui il MIB perse il 6,8% quelle che persero di più furono le banche italiane e non quelle tedesche o francesi piene di carta straccia, le emissioni greche: qualcosa non torna.
In aggiunta esiste un precedente clamoroso. Anni or sono, quando fummo costretti ad uscire dal “serpentone monetario” un altro genio italico, mente eccelsa ed inarrivabile, fulgido esempio, ecc. ecc., bruciò inutilmente da 40 mila a 100 mila miliardi (la cifra esatta non è mai stata chiara perché, ovviamente, il contribuente, a questo punto il suddito, devo solo pagare senza null’altro sapere.
3) “Comprensibile la garanzia data ai bonds bancari e che la Cdp diventi prestatrice di ultima istanza per le fondazioni”?
Si, se non è gratis, posticipando, forse, il pagamento del servizio a tempi migliori, ma senza scappatoie. Io i servizi li devo retribuire tutti. Del resto non capisco perché debba sborsare soldi per l’allegra finanza delle banche (vedi, solo per facile esempio, liquidazione di Profumo). Incomprensibile, poi, se non per insipienza, ma di certo non mia, questi problemi delle banche, considerato l’enorme divario (mi risulta non abbia paragoni nel mondo occidentale) tra interessi attivi e passivi, tralasciando, solo per semplicità, il costo delle commissioni, altro record.
4) puntare “invece a più imposte indirette o anche alla patrimoniale ordinaria”?
Monti ha avuto pure la sfacciataggine di affermare che l’IVA italiana era inferiore a quella delle altre nazioni europee. A parte il fatto che di questo specifico argomento, non mi può importare di meno ciò che fanno gli altri (è banale l’affermazione che considerazioni sulla tassazione devono essere fatte sul globale e non su una sola voce), il Monti ha bellamente sorvolato su due punti basilari. Il primo è che il raffronto deve essere fatto sul rapporto servizi/tasse è qui si sarebbe dovuto ritirarsi con ignominia. Il secondo è che la nostra Costituzione, all’articolo 53 afferma che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” e sfido chiunque a dimostrare che qualsiasi imposta indiretta, IVA compresa, sia congrua con il dettato della Costituzione. Siamo alle solite. Tutti (in primis il signore che osannò la repressione russa in Ungheria nel 1956) si riempiono la bocca con essa, salvo il fatto di infischiarsene allegramente in base alle proprie comodità. Oltre tutto il popolo è sovrano, ma a sovranità assai limitata (vedasi, ad esempio, la dichiarazione di inammissibilità del referendum sul pagamento diretto per tutti dell’IRPEF, quando si gabellò per fatto economico una banale modalità di pagamento)
Quanto alla patrimoniale presumibilmente non mi toccherà, almeno secondo le cifre sinora girate, da cui sono assai lontano. Però, sino alla prova provata che sono frutto di evasione fiscale, i patrimoni sono da ritenersi costruiti su ciò che è avanzato da imponibili già tassati, cioè sono un risparmio. Ed allora come la mettiamo con l’articolo 47 della Costituzione che recita “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”?
4) “i costi della politica”.
Per quanto riguarda la riduzione delle prebende dei parlamentari Fini ha richiamato subito le prerogative e la dignità del Parlamento di cui, stranamente, ci si ricorda solo quando si parla di quattrini e non nel caso di crisi extraparlamentari, ultima compresa, o dei vari tavoli di concertazione che, di fatto esautorano il parlamento. Né mi paiono molto dignitose le dichiarazioni, pubbliche, di essere contrario ad una legge, ma di votarla per disciplina di partito. Visto i precedenti non è da essere ottimisti su un’autoriduzione seria.
Il Fini ha dichiarato che il decreto governativi è scritto male ed è da ritenersi che abbia ragione poiché non è stato smentito da nessuno.
Successivamente in una dichiarazione congiunta Fini e Schifani hanno affermato che affronteranno in tempi brevi la questione. Però, visti i precedenti, non è da essere ottimisti né sui tempi, né su un’autoriduzione seria
Tra l’altro Monti si è bellamente dimenticato del sottobosco politico/sindacale (portaborse, comunità montane, enti inutili sciolti solo sulla carta, distacchi sindacali retribuiti, assoluta opacità dei bilanci dei sindacati ed altre mille situazioni)
In altre parole ha tentato di colpire solo quelli più in vista e più criticati ed ha furbescamente ignorato le altre caste politiche e non (ancora i sindacati cui sei iscritto automaticamente a meno di espresso diniego – giuridicamente un orrore -, il mondo della magistratura, gli alti gradi militari, chi ha acquistato appartamenti pubblici a prezzi irrisori rispetto a quelli di mercato, i dipendenti pubblici che guadagnano più di quelli privati – fatto, pare, unico in quell’Europa cui si fa continuo riferimento, gli assurdi emolumenti stratosferici dei dipendenti di Camera e Senato – un banale commesso, cioè un porta bicchieri d’acqua, guadagna molto di più di dirigenti dell’industria o del commercio senza averne le relative responsabilità -, i pensionati dell’ex Inpdai che hanno ricevuto pensioni insostenibili, salvo farlo confluire nell’Inps quando doveva portare i libri in tribunale –cosicché l’Inps, cioè noi tutti altri ci siamo ritrovati con un debito che mi pare si aggirasse sui 500 milioni di euro, le cooperative – soprattutto quelle del campo edile e della grande distribuzione – che troppo spesso non sono altro che depositi di funzionari di partito, ecc. ecc.)
Alla faccia dei tecnici allora! Ed alla faccia di chi non deve avere timori perché non deve rispondere ad elettori.
5) “riconduzione all’Inps di Inpdap ed Enpals”.
A parte il non risibile dubbio che Inpdap fosse in attivo e che, quindi, questo accorpamento sia solo una manovra per far cassa, si è scoperto che non tutti debbono entrare nel gregge Inps, ancora una volta i dipendenti di Camera e Senato, ad esempio. Ridicolo!
6) “la misura assunta nei confronti delle Province”.
A parte l’indecoroso balletto, da scenetta dei fratelli de Rege, tra quanto annunciato e quanto scritto nel decreto, ancora una volta si è avuto il “coraggio” di colpire ciò che è da un pezzo richiesto, trascurando, tra l’altro uno studio della Bocconi (di cui non pare che Monti sia l’ultimo arrivato) che giunge alla conclusione che l’abolizione delle provincie risulta essere un aumento di costi. Non è detto che sia esatto ma un minimo di riflessione dovrebbe essere fatta da un così grande professore.
Per contro nulla si è detto, come ho già scritto su comunità montane e sulla miriade di altri enti simili.
7) “sparizione delle anzianità”.
Non mi riguarda direttamente, ma mi si vuol spiegare perché sono un obbrobrio? Basta che siano commisurate a quanto versato (compreso gli interessi composti frutto di una buona gestione) ed alle aspettative di vita, naturalmente al netto di decorosi oneri di gestione, non certo quelli attuali assurdi dell’Inps. Poi ciascuno sarà libero di decidere, senza che lo faccia per lui il primo che passa.
Non rientro nel caso, ma questo è ignobile, da repubblica delle banane o da magliari, come si preferisce. Uno stato serio non può barare sui patti sottoscritti. E la pagheremo in un’ulteriore riduzione dei già modesti investimenti esteri. Chi mai può fidarsi di uno stato del genere? Oltretutto c’è già stato un precedente, voluto da un altro incommensurabile genio, di un prelievo forzoso sui depositi bancari (a proposito oltre al governo Amato ed ai ladri chi entra nottetempo in banca per prelevare denaro non suo?). E’ notorio che a seguito di questa brillante azione gli investimenti esteri calarono non poco.
Oltretutto sia la Corte dei conti, sia la ragioneria di stato dubitano assai che questa ignobile azione si possa realmente fare. Bei tecnici al governo. Essendo un tecnico, pur in un settore assai lontano dall’economia, mi sta sorgendo il dubbio di tenere ben celato questo mio stato per non essere deriso.
9) “il ritorno dell’Ici.
A parte che evidentemente non si ha neppure il coraggio delle proprie azioni e perciò si è inventata una nuova sigla, come la mettiamo con il citato articolo 47 della Costituzione tassando la casa di abitazione?. Perché, essendo l’80% degli italiani proprietari della casa in cui dimoran, si tratta di un’evidente forma di risparmio.
Né vale scrivere di “ferita aperta per i Comuni che restavano scoperti di risorse proprie per troppi anni, col federalismo”. Bastava emanare i decreti attuativi, naturalmente a imposizione totale costante e non con oneri ulteriori come è ora.
10) “sovrattasse su beni di iperlusso”
Chi l’ha detto che “effettivamente, non riguardano il ceto medio”? C’è un’automobile che costa meno di 30 mila euro eppure ha più di 185 kW. E’ un superlusso? E sono un superlusso vecchie potenti auto che non hanno più alcun valore? Oppure è molto lussuosa una vecchia barca usata del valore di circa 10 mila euro anche se più lunga di 8 metri? Per contro esistono barche di valore di 80÷100 mila euro che non subiranno nessuna tassa di stazionamento perché poco più corte della misura discriminante. E poi qual è l’acume di tassare allo stesso modo, a parità di dimensioni barche a motore ed a vela? Le prime hanno un costo fortemente superiore alle seconde.
E’ solo una manovra demagogica a fronte di un gettito risibile, meno di 300 milioni di euro.
E non ha insegnato nulla il precedente della Sardegna da cui tutti sono scappati. Così avverrà in Liguria, in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia (ammesso e non concesso che non sia interessata anche la Toscana), cosicché, in realtà, si creerà un buco dovuto ai minori introiti di tutto ciò che ruota attorno alla nautica, turismo compreso. Ancora grandissimi tecnici!
11) “limiti alla tracciabilità”
Stiamo scherzando? I grossi patrimoni sono già all’estero o stanno scappando anche per la manfrina sulla patrimoniale annunciata da tempo. Non mi sembra che chi ha grosse disponibilità e, quindi, ferrati studi professionali economici, abbia particolare problemi a trasferire il proprio patrimonio in paradisi fiscali. Se poi andasse male basta concordare con l’Agenzia delle entrate e pagare molto meno del dovuto ( i casi sono numerosi e noti a tutti).
E’ un’azione da stato di polizia e per giunta con comportamenti da bullo. poiché pretende, per le cartelle esattoriali, l’ignobile solve et repete, mentre sono notori i numerosi e macroscopici errori di Equitalia. A me è stata inviata una di queste cartelle per un presunto mancato pagamento della Tarsu. Poiché qualcosa non mi tornava, sono andato a chiedere lumi. Effettivamente c’era un errore: l’avevo già pagata non una ma due volte e mi si chiedeva che la pagassi ancora. Il problema era modesto sia per entità della somma che per la dimostrazione dello sbaglio di Equitalia e perciò è stato sanato immediatamente. Ma, se avesse riguardato una situazione più complessa e la somma richiesta fosse stata molto maggiore, che facevo? Vendevo la casa in cui abito?
12) “nuova batteria di aggravi su bolli e conti bancari”
Tutto questo, compreso qualsiasi limite di tracciabilità, è solo un regalo alle banche. Da dove arrivano Monti, Passera e accoliti sparsi?
Volevo acquistare alcuni titoli del Tesoro per contribuire con una briciola a superare i problemi, ma questo stato non lo merita. Oltretutto avrei dovuto aprire un deposito titoli ed avrei dovuto pagare un balzello per aiutare lo stato. Pazzesco!
Sono sempre più convinto a disinvestire tutto ed a tenere il minimo indispensabile sul conto corrente, facendomi dare il corrispettivo in assegni circolari da tenere ben chiusi in cassaforte.
13) “il decreto è una botta forte, per esser nato in 18 giorni. E’ abbastanza perché i tedeschi non abbiano alibi”
Non vale l’alibi dei 18 giorni, sia perché Monti si è agitato in modo scomposto, senza un briciolo di bon ton, ben prima di ricevere l’incarico per formare un governo, gabinetto Berlusconi ancora in vigore, sia perché un genio di siffatta forza ben doveva conoscere a priori tutti i problemi.
Quanto ai tedeschi è pura utopia il pensare che non abbiano alibi e debbano mutare atteggiamento. La Merkel persegue i propri interessi, non è chiaro se della Germania o se i propri elettorali.
Per altro se i governanti italiani tutti, anche quelli precedenti agli attuali, avessero un briciolo di spina dorsale, si sarebbero dovuti far valere ben di più. Nel caso attuale basterebbe far presente a tedeschi e francesi sia che hanno voluto l’euro ed ora se lo tengono con tutto ciò che è non gli torna comodo, sia che se crolliamo noi ci seguono a ruota Francia e Germania.
Trascuro poi le ridicole affermazioni dei governanti USA che hanno la faccia di bronzo di dare lezioni agli altri, facendo finta di non ricordare che l’origine di tutta la situazione attuale ha un luogo ben preciso: gli Stati Uniti d’America.
In definitiva se questi sono i tecnici, ridateci i politici. E’ una bella gara a chi vale di meno, ma alla fin fine i secondi appaiono migliori.
@Emilo46
Ottimo. Non cambierei una virgola.
@Emilio46
Sono d’accordo sulla maggior parte delle sue osservazioni . Lo Stato italiano è inaffidabile, ladro e corrotto da sempre . Mi fa piacere che Lei ricordi quella mente fulgida , grande esempio di ” servitore dello Stato “, che ha bruciato quarantamila miliardi di lire in una difesa assurda della lira . E quando funmmo costretti a svalutare il Premier dell’epoca andò in TV a dire che non era la lira che aveva svalutato ma il marco che si era rivalutato . Vogliamo ricordare i nomi di questi fulgidi esempi di ” Servitori dello Stato ” dell’epoca ancora vivi e vegeti e che hanno fatto una bellissima carriera ulteriore ?
Il governatore della Banca d’Italia di allora era Azeglio Ciampi e il premier era Giuliano Amato, quello del furto nottetempo dai c/c dei sudditi . Non so quanto prenda Ciampi di pensione o come si chiamano i soldi da lui percepiti , non so se prende più o meno di Amato che poverino si accontenta di trentamila euro netti al mese,quasi quattrocentomila euro netti all’anno.
In un altro paese questi due figuri sarebbero finiti sotto processo per manifesta incapacità .
Mi piaceva il Giannino di una volta, quello che diceva che prima di recuperare l’evasione bisognava sistemare lo stato e la politica, altrimenti si sarebbero mangiati anche quegli introiti e poi saremo stati daccapo….
Ma forse poi, al Giannino è cambiato datore di lavoro e con esso la direzione dei suoi interventi?
È forse cambiata la sua fonte di guadagno?
Abbia cambiato le sue idee?
Mhà!
Fatto è che l’impressione finale è che vada tutto bene finchè viene razzolato dai cinghiali l’orto del vicino.
Ho scoperto intanto, tornando alle cose importanti, che stanno organizzando uno sciopero dei consumi……SAI CHE BOTTA ALLE TEORIE DI GIANNINO SE DOVESSE RIUSCIRE!
Non credo che OG abbia cambiato opinione : il fatto è che da innamorato tradito ha dato tutte le colpe dei guai italiani, europei e mondiali a SB Adesso si trova con dei prof. che utilizzano la loro ssssscienza per aumentare le imposte e le tasse , cosa che qualunque ragioniere dell’ufficio delle imposte saprebbe fare e , udite udite, hanno saputo aumentare l’accisa sulla benzina , non sa bene cosa dire . L’ho sentito alle varie trasmissioni tv a cui è ormai sempre invitato ( rende bene essere contro SB ) e mi ha colpito il tono mite ,umile, riguardoso che ha avuto per esempio con Barca , parlando di tasse . Fosse stato qualche mese fa con un interlocutore del precedente governo ,il tono sarebbe stato molto più deciso per non dire aggressivo .
Si vede che, da buon italiano ,segue il vento.
Gentile Dott. Giannino,
oggetto: ici – rivalutazione rendita catastale – aumento – mutui passivi
Mi permetto una proposta: hanno (re) introdotto l’ici sulla Ià casa, hanno aumentato di fatto l’ici del 60%, ma se vogliono essere corretti riducano il tutto del mutuo che le famiglie hanno.
ps: almeno il boccone è meno amaro e più giusto (anche se ci sono altre cose che gridano allo scandalo e sono già state tutte dette)
Concordo con quasi tutte le Sue osservazioni sulla manovra del governo Monti. La stangata è veramente forte, ma va accettata. Ora noi cittadini dovremmo batterci, come dice Tiziana, per diminuire la spesa e anche i costi della politica e gli sprechi. Lo stato deve vendere buona parte dei suoi beni, bisogna liberalizzare quasi tutto. Quando i nostri politici ed amministratori hanno aumentato il nostro debito pubblico, noi cittadini abbiamo assistito inermi. E’ un errore da non ripetere. Noi cittadini possiamo “spingere” affinchè vengano prese misure incisive per ridurre il debito pubblico e rilanciare l’economia. E se molti prenderanno coscienza di tale condizione, potremmo raggiungere questo obiettivo. Altrimenti se il governo tecnico non dovesse fare queste cose, la stangata fiscale, ancora una volta, non servirà a nulla. E grazie per l’impegno profuso su queste tematiche e per la cifra del debito pubblico presente sul blog.