Io poi avrei una domanda per il conduttore del blog: ma i soldi, oggi , cosa sono? cosa rappresentano? E non mi riferisco agli Euro, ma a tutte le monete: Dollari, Yen, Corone, etc.
Una volta sulle carte da diecimila c’era scritto “pagabili a vista” da parte della banca centrale con le firme del cassiere e del governatore, oggi non c’è più scritto niente.
Ripeto la domanda: a cosa corrispondono esattamente gli Euro che ho in tasca?
Dal tuo ragionamento, formalmente corretto, manca un tassello fondamentale: lo sviluppo del tessuto economico si basa sul risparmio che si tramuta – direttamente o indirettamente – in investimenti produttivi. Senza i quali l’economia si contrae e muore.
Il risparmio è uno stock o, in altri termini, capitale accumulato o reddito non consumato. Demonizzare quindi il patrimonio e, soprattutto, ritenerlo egoisticamente improduttivo è poco veritiero.
Che l’imposizione fiscale sul lavoro sia da noi eccessivo è innegabile, ma d’altra parte pensare di colpire il patrimonio perché “crea solo rendite” risulta assolutamente non vero e controproducente.
E tende a far dimenticare il tema principe del nostro Paese: la diminuzione drastica e improcrastinabile della faraonica spesa pubblica. Quella sì che crea “rendite” a non finire.