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Né condono, né patrimoniale

Dal prossimo numero di Tempi

E’ ufficiale, il direttore di Tempi ormai si diverte a utilizzarmi come le mitiche rubriche della Settimana Enigmistica, tipo “gianni te lo dice” o “lo sai che?”. Questa volta il quesito impossibile che mi prega di affrontare è il seguente. Ma siamo proprio sicuri che il condono tombale edilizio e fiscale non sia meglio della patrimoniale alla quale Confindustria, banche, assicurazioni, cooperative, artigiani e commercianti hanno aperto nel loro manifesto in cinque punti per salvare l’Italia? Devo premettere un’osservazione. A mio giudizio, trattasi di alternativa capziosa. Io dico no e poi no.

Per due ordini di motivi. Il primo è che le due misure vengono avanzate dai proponenti per fini tra loro diversi. Il che le rende non omogenee, come dovrebbero invece essere due proposte alternative. Il secondo è che a me personalmente, poi, non convince né l’una né l’altra. Nel senso che i fini dichiarati dai proponenti io li perseguirei in modo diverso. Abbiate pazienza, non conto nulla, non sono né l’onorevole Cicchitto che ha difeso il condono né Emma Marcegaglia, ma dovrò pur tenere conto di quello che penso visto che a scrivere sono io.

Vediamo perché è una falsa alternativa. Cicchitto, e chi come lui la pensa nel Pdl, ha difeso il condono tombale – rispetto a Tremonti che ha già detto no – ma al fine di destinarne i proventi all’abbattimento del debito pubblico. E’ la logica dell’one off, un colpo e via e più ricco è il gettito più scende il debito. Le imprese, a sorpresa, hanno invece aperto alla patrimoniale – una patrimoniale per altro modesta, cifrata in 6 miliardi di gettito, per patrimoni sopra il milione e mezzo e con soglie di esenzione – ma come imposta ordinaria, destinata a coprire fin dall’anno prossimo l’equivalente in sgravi fiscali al lavoro e all’impresa, per crescere di più. Le due misure dunque non sono affatto alternative, visto che che una riguarda il conto patrimoniale e l’altro il conto economico cioè il bilancio annuale, e potrebbero paradossalmente benissimo convivere.

Ora veniamo a quel che penso io. A mio avviso entrambe le proposte sono figlie della disillusione, cioè di un amaro realismo rispetto alle difficoltà di riforme vere, serie e impegnative. Cicchitto e il partito del condono pensano che chi propone – come me – di ridurre lo stock di debito sovrano con massicce dismissioni di immobili pubblici sia un illuso, perché tra dire e il fare c’è di mezzo il mare, perché vattelapesca quanto ci si mette per aggiornare i valori catastali dei beni pubblici, dioguardi che poi si debba mettere la cessione in mano a consorzi di banche e soggetti di mercato, e alla fine non esiti tutto in bei favori sottocosto a interessi privati. Meglio un bel condonazzo tombale dunque, ché almeno è volontario e rapido, e più definitivo e vantaggioso è – cioè ad aliquote di sanatoria bassissime rispetto a quanto si sarebbe dovuto ordinariamente pagare – più incassa, meglio è.

Dall’altra parte, anche la proposta del fronte delle imprese nasce dalla demotivazione. Respinge l’idea che serva una botta di patrimoniale allo scopo di abbattere il debito pubblico pescando dalle tasche degli italiani, come proposto da Giuliano Amato, carlo de benedetti, Alessandro Profumo eccetera. E propone invece una patrimonialina solo perché si è perso ogni illusione nella possibilità di un’organica riforma fiscale, che tassi meno le persone e più le cose, e che si affianchi a una riduzione strutturale della spesa pubblica attraverso riforme radicali come l’azzeramento delle pensioni d anzianità.

Spero ora sia più chiaro, perché il sottoscritto respinge entrambe le proposte. Un condono tombale frutterebbe al massimo, ma proprio se si propongono sanatorie a prezzi di realizzo secolare, quattro o cinque punti di Pil in meno, dei 120 di debito pubblico. In cambio dei quali torneremmo a dare a tutti i contribuenti italiani l’idea che la riforma fiscale non arriverà mai, ma intanto per chi può la cosa migliore è sottrarsi al dovere fiscale, perché tanto lo Stato è puntualmente costretto a pagare il prezzo della sua ipocrita pretesa offrendoti di rimettere tutti a posto con quattro soldi. Un disastro.

Dall’altra parte, la ptrimonialina senza riforma fiscale aprirebbe solo un nuovo rubinetto a discrezione della politica, senza obbligarla a cambiare radicalmente perimetro di spesa e di entrate, e una volta che alla politica dai un rubinetto nuovo senza costringerla a bere meno l’unica cosa che puoi aspettarti è che beva di più.

Dice: ma Giannino è il solito illuso rompiscatole. Propone di cedere 150 miliardi di euro di patrimonio immobiliare pubblico e di varare con questi chiari di luna una riforma fiscale organica e in più pure l’azzeramento delle pensioni di anzianità. Ebbene sì. Ma per funzionare meglio come Paese occorrono misure strutturali. Con delusione e disillusione non si sposta la barra che ci porta dritti sull’iceberg.

 

10 ottobre 2011 confindustria, debito pubblico, evasione, fisco, patrimoniale ,

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  1. Amgelo
    15 ottobre 2011 a 15:09 | #1

    Ringrazio Alberto per avermi segnalato chicago blog.

    Ovviamente conosco ed apprezzo Giannino, ma, da una prima sommaria lettura di post, riesco ad intuire più che a dedurre – considerando le mie superficiali conoscenze di economia- che qui c’è molto da imparare da persone competenti.

  2. mirko
    15 ottobre 2011 a 16:18 | #2

    Come sempre, caro Dr. Giannino lei è chiaro, semplice ed efficace.
    Ma dal momento che certe cose sembrano talmente ovvie e di buon senso, mi domando non c’è un sistema per cercare di dare un colpo forte a chi ci governa per forzare certe scelte. Non so esiste la possibilità, per esempio, di una sorta di referendum abrogativo per il governo o per alcune leggi, tipo la legge fiscale vigente?
    Se così fosse credo che non ci sarebbe difficoltà a raggiungere il quorum in fretta.

  3. Massimo74
    15 ottobre 2011 a 16:35 | #3

    @DANIELE FERAZZA

    Su quale base affermi che se le aliquote fossere più basse si dichiarerebbe di meno?Fino a prova contraria dove si è applicata una politica fiscale basata sulla sensibile riduzione delle aliquote (sopratutto le aliquote più alte) si è sempre avuto un aumento della base imponibile,sia per effetto dell’aumento degli investimenti (e quindi della crescita del PIL), sia per l’emersione dell’economia sommersa.Prova a guardare ad esempio cosa è accaduto in Russia, dove a partire dal 2001, il governo di Putin ha sostituito il sistema a tre scaglioni (con aliquote che arrivavano fino al 30%) con una “flat tax” del 13%.
    I risultati in Russia (così come negli altri paesi che hanno adottato l’aliquota unica), sono stati clamorosi: un notevole aumento di entrate per l’erario (in soli quattro anni sono raddoppiate), la diminuzione dell’economia sommersa, dell’elusione e dell’erosione (metodi legali anche se costosi per evitare di pagare imposte, che consistono in un gran numero di espedienti, dall’aumento delle detrazioni alla riduzione della base imponibile, per esempio attraverso la creazione di persone giuridiche fittizie non soggette ad imposizione).Non c’è motivo pertanto di dubitare che se anche in italia seguissimo la stessa strada percorsa dai paesi dell’est che già da anni utilizzano questo sistema fiscale (che tra le alte cose ha il non trascurabile vantaggio di semplificare drasticamente la normativa fiscale, consentendo di fare a meno del commercialista), non potremmo ottenere gli stessi soddisfacenti risultati che hanno ottenuto loro.

  4. Alberto
    16 ottobre 2011 a 0:23 | #4

    Demythologizing the Russian Flat Tax
    Taxes, BRICs

    Clifford G. Gaddy, Senior Fellow, Foreign Policy, Global Economy and Development, Center on the United States and Europe
    William G. Gale, Vice President and Director, Economic Studies

    Tax Notes International

    March 14, 2005 —

    On January 1, 2001, Russia introduced what has frequently been called a flat tax. Over the next several years, the country’s tax revenue and GDP grew dramatically. Some commentators claim those two sets of events were causally related (Mitchell, 2003). Others just link the two repeatedly, being careful never to explicitly assert causation (Rabushka, 2002, for example). In the United States, supporters of the Hall-Rabushka (1995) flat tax often refer to the Russian example as evidence in their favor.

    In this paper, we examine the limited research and information available on the effects of Russia’s personal income tax reform and reach five principal conclusions:

    (1) The change in the personal income tax was not a stand-alone reform. Rather, it was part of a comprehensive set of fiscal reforms undertaken after the country’s debt crisis of 1998 — a crisis caused in significant part by Russia’s inability to run its tax system.

    (2) The personal income tax component of the reform package bears little resemblance to a Hall- Rabushka flat tax. Rather, it looks more like the changes enacted in the United States in the Tax Reform Act of 1986, which retained the income tax, broadened the base by closing capital income loopholes, and reduced rates at the top. In the Russian case, changes in tax administration and enforcement, and other structural changes, appear to be significantly more fundamental and sweeping than the changes in income tax rates.

    (3) Economic growth had begun well before the reforms were introduced. GDP grew twice as fast before the income tax reform as it did after.

    (4) Microeconomic data suggest that the tax rate reductions had little if any effect on labor supply, which undercuts the notion of a large supply-side response.

    (5) Although there was a significant increase in compliance following the 2001 reform, it is more likely attributable to changes in the administration and enforcement of tax laws and to other structural changes than it is to lower rates.

    /2011/10/10/ne-condono-ne-patrimoniale/comment-page-1/#comment-23382

  5. Alberto
    16 ottobre 2011 a 15:47 | #5

    Grazie e benvenuto da parte mia, caro Amgelo.@Amgelo

  6. Alberto
    16 ottobre 2011 a 16:05 | #6

    Vedo che molti parlano di immobili demaniali da alienare, probabilmente solo come idea e per sentito dire. Qui troverete tutta la questione, ben descritta da Edoardo Reviglio, e qui la disamina delle possibili strategie di utilizzo; credo sia importante leggere i documenti.

  7. Marco M.
    16 ottobre 2011 a 17:27 | #7

    Eccellente proposta. Semplice e per tale motivo non verrà attuata.
    Purtroppo siamo in due a sostenerla Oscar Giannino e il sottoscritto e quindi non andrà lontano.
    Rassegnamoci a schiantarci contro l’iceberg.
    Tranquilli, non sarà la fine del mondo ma un nuovo inizio.

  8. filippo
    17 ottobre 2011 a 12:23 | #8

    La patrimoniale è un furtooooooooooooooooooo , la Camusso, Vendola , il pd , i banchieri alla Profumo (che hanno ottenuto 40 milioni di liquidazione pagando due lire di tasse), i vari capitalisti con il patrimonio all’estero vogliono espropriare i risparmi degli italiani ……………INDIGNAMOCI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. filippo
    17 ottobre 2011 a 17:01 | #9

    la patrimoniale è incostituzionale se colpisce beni non produttivi di un reddito reale perchè è assente la capacità contributiva : i beni immobili non affittati infatti sono già gravati da tasse e spese insopportabili che colpiscono redditi solo teorici (ici all’aliquota massima, irpef su rendita catastale aumentata del 5% e moltiplicata per il 30 % , tarsu non correalata all’effetiva produzione dei rifiuti ma solo al metri quadri, condominio, spese di ristrutturazione , assicurazione immobile etc) : quindi non sussiste la capacità contributiva da giustificare una patrimoniale sul piano costituzionale,; i risparmi (btp. azioni, obbligazioni) a lora volta hanno un rendimento annuo che va dal 2 al 4% lordo tassato al 20% (a partire dal 2012) quindi del tutto insufficente a coprire l’inflazione attualmente al 3% (che è una perdita reale)..quindi anche in questo caso non c’è una capacità contributivaanche perchè tremonti ha già inserito una patrimoniale e cioè la famigerata imposta del deposito pari a 780 euro per un deposito di 150.000,00 anche se sei in perdita………e poi i rischi dell’investimento chi li sopporta ?????????? lo stato forse???????? nooooooooooooooooooooooil povero risparmiatore

  10. CLAUDIO DI CROCE
    17 ottobre 2011 a 19:58 | #10

    @filippo
    Lei argomenta in modo serio circa l’idea della patrimoniale , ma non tiene presente che a quelli che vogliono la patrimoniale non interessano un bel nulla le argomentazioni :a loro interessano solo i soldi che vogliono rubare per credere di continuare la pacchia del welfare – cioè vivere senza lavorare – come hanno fatto fino ad adesso . E ci sono dei politici criminali – che sperano nel loro voto per andare alla greppia del potere politico- amministrativo – che glielo fanno credere .

  11. Alberto Biancheri
    17 ottobre 2011 a 20:58 | #11

    Caro Giannino, ma di un governo con Mario Monti Lei cosa ne pensa. Il migliore dei mali, meglio di noi, che paura. Ci faccia sapere

  12. Matteo Lorenzi
    18 ottobre 2011 a 13:11 | #12

    100% d’accordo con Dr Giannino !
    Triste NON avere una classe politica di destra liberale degna di questo nome per tradurre in decisioni e azioni coerenti …
    Matteo Lorenzi
    (liberale “senza rappresentanza” politica in un parlamento ingolfato di ex-DC, ex-PCI, ex-PSI e mestieranti vari….)

  13. teddy
    19 ottobre 2011 a 9:59 | #13

    D’accordo su tutto, ma dove sono finiti i propositi di ridurre drasticamente i costi seri della politica, come le “pensioni” a deputati e senatori che non sanno neanche che vuol dire lavorare?
    O vogliamo parlare dei soldi pubblici “buttati” per finanziare i giornali che ormai nessuno legge più? Ecc….

  14. FEDE
    20 ottobre 2011 a 11:49 | #14

    sulla patrimoniale sono d’accordo,ma il condono e’ necessario per tutte quelle famiglie,pensionati e piccole imprese che sono state derubate da EQUITALIA,ENTE STATALE DELLA RISCOSSIONE,NON E’ EVASORE CHI NON HA POTUTO PAGARE UNA CARTELLA ESATTORIALE O UNA MULTA FATTA PER SCADENZA DISCO ORARIO E DOPO 10 MINUTI ARRIVA IL SOLERTE AUSILIARO DEL TRAFFICO CHE TI SPIACCICA UNA MULTA,GENTE DERUBATA PER AUTOVELOX NON SEGNALATI O PEGGIO I FAMOSI SEMAFORI TRUCCATI E CHI NE HA DI PIU’ CE NE METTA .TUTTO QUESTO SEMPRE GABBANDO IL CITTADINO E NON L’EVASORE .GLI EVASORI,I GRANDI EVASORI NON SI AUTODENUNCIANO MA PORTANO MIGLIAIA DI MILIARDI ALL’ESTERO E ALCUNI SONO STATI FATTI RIENTRARE CON UNA MULTINA DA ELEMOSINA RISPETTO ALL’EVASO.TUTTO QUESTO STA’ FACENDO CRESCERE UN ODIO PROFONDO DEI CITTADINI VERSO LE ISTITUZIONI CHE LO OPPRIMONO E LO PERSEGUITANO CON MULTE E SANZIONI STRATOSFERICHE CHE SI RADDOPPIANO,SI DECUPLICANO FINO A PIGNORARTI CASA,AUTO E CONTI CORRENTI.EQUITALIA INSOMMA TI ROVINA E MIGLIAIAI DI PICCOLISSIME AZIENDE STANNO PER CHIUDERE E LE FAMIGLIE NON HANNO PIU’ RISPARMI.E’ UNA VERGOGNA CARO OSCAR .IL CONDONO,COME DICE QUALCHE SOLONE NELLE SUE TRASMISSIONI,NON E’ FATTO PER I FURBETTI,CHE CI SARANNO PURE,MA CI VUOLE PER RIDARE RESPIRO ALLE AZIENDE E A TUTTI I DERUBATI D’ITALIA CON TROVATE DAVVERO SCANDALOSE PUR DI RIEMPIRE LE CASSE VUOTE,SEMPRE VUOTE DI UNO STATO VORACE DA SEMPRE CHE SI MANGIA I SOLDI ANCORA PRIMA DI INCASSARLI.BASTA COL TERRORISMO TRIBUTARIO….!!!LE TASSE VANNO PAGATE DA TUTTI MA SINCERAMENTE IN ITALIA LA PRESSIONE DIVENTA OPPRESSIONE E LO SA BENE ANCHE LEI CARO GIANNINO CHE C’E’ QUALCHE COSA CHE NON VA’ SUL FISCO E LE ALIQUOTE CHE IN ITALIA HA RAGGIUNTO OGNI LIMITE IMMAGINABILE.SI AL CONDONO PER FAR RIPARTIRE L’ITALIA E SUBITO DOPO LA RIFORMA FISCALE PIU’ EQUA PER TUTTI.W LA GIUSTIZIA CHE PRIMA O POI TRIONFERA’.

  15. claudio55
    21 ottobre 2011 a 8:55 | #15

    Qualcuno mi sa spiegare come mai nessun giornalista abbia mai chiesto alla Marcegaglia, che propone di alzare l’età pensionabile a 70 anni, se assumerebbe nelle SUE AZIENDE un 55enne operiao/impiegato disoccupato a seguito delle ristrutturazioni-delocalizzazioni dei suoi accoliti confindustriali?

  16. fede
    21 ottobre 2011 a 12:22 | #16

    questi soloni politici che ogni tanto sono intervistati da radio,televisioni e giornali,
    e che gia’ prendono pensioni e vitalizi da favola dopo 5 anni di mandato,ma non fanno schifo?non si vergognano?questi disonesti sono gli stessi che vorrebbero aumentare ancora l’eta’ pensionabile agli altri ma non A LORO….!!VORREBBERO ANCORA MANTENERE I LORO PRIVILEGI CON I NOSTRI SOLDI…CHE NOI VERSIAMO OGNI MESE IN ANTICIPO ALL’INPS PER ANDARE DOPO 30 -40 ANNI A PRENDERE UNA MISERA PENSIONE…DOPO 30-40 ANNI ……….CAPITE??????QUESTI FURBETTI DEL QUARTIERINO,QUESTE CRICCHE E QUESTA CASTA DEVO ANDARSENE MA A CALCI NEL SEDERE,DEVONO SPARIRE….I VERI PARASSITI SONO LOROOOOOOOO,IN POCHI ANNI SI SONO MANGIATI L’ITALIA E CONTINUANO TUTT’ORA E A NOI SCHIAVI DELLA GLEBA CI STANNO SCIPPANDO IL FUTURO,PRIMA SI POTEVANO AIUTARE I FIGLI MA ADESSO DOVE LI PRENDIAMO I DENARI PER DARE UNA MANO A QUESTI RAGAZZI?LE FAMIGLIE ITALIANE,INDICATE COME RISPARMIATRICI ORA NON HANNO PIU’ SOLDI E SE A QUALCUNO RESTA ANCORA QUALCHE COSA NON SARA’ PER MOLTO.STAMANE,SENTIVO UNO DEI SOLONI DA OSCAR GIANNINO CHE DICEVA CHE IN INGHILTERRA IL FISCO FUNZIONE BENISSIMO E SE SBAGLI E PAGHI DI PIU’ TI ARRIVA DIRETTAMENTE L’ASSEGNO A CASA E SE NON PAGHI PERO’ VIENI PUNITO…MA QUESTO EGREGIO SIGNORE E CHIUNQUE SENTO IO E’ UNO DI QUELLI CHE SI RIEMPIE LA BOCCA PORTANDO COME ESEMPIO IL FISCO AMERICANO,L’INGLESE ETC………MA STRANAMENTE TUTTI SI DIMENTICANO DI DIRE CHE LE ALIQUOTE CHE PAGANO IN QUESTI PAESI MOLTO PIU’ CIVILI DI NOI
    SONO DECISAMENTE PIU’ BASSE DELLE NOSTRE E LA DENUNCIA DEI REDDITI E’ TALMENTE SEMPLIFICATA CHE TUTTI POSSONO RIEMPIRSELA DA SOLI,POI SI DIMENTICANO DI DIRE… CHE IN QUEI PAESI SI PUO’ SCARICARE TUTTO E QUINDI TUTTI SONO COSTRETTI A PAGARE.NOI,IN ITALIA DOBBIAMO RICORRERE AI COMMERCIALISTI CHE DIVENTANO UN’ALTRA TASSA PER I CONTRIBUENTI ITALIANI E NONOSTANTE TUTTO E COMPLICE UNA SPAVENTOSA BUROCRAZIA E UNA INFINITA’ DI LEGGI E LEGGINE SI RISCHIA SEMPRE DI SBAGLIARE MA SECONDO MOLTI I NOSTRI ECONOMISTI LO FANNO APPOSTA PER FAR INTERVENIRE EQUITALIA CHE DOPO 4 ANNI TI MANDA LA CARTELLA DECUPLICATA,E SE NON PUOI PAGARE…TI PIGNORA LA CASA,LA MACCHINA E I CONTI CORRENTI O QUANTO ALTRO ……PRATICAMENTE DIVENTI OSTAGGIO DI QUESTE PRATICHE MOSTRUOSE E PERSECUTORIE CHE EQUITALIA CI RISERVA.IL POPOLO ITALIANO VUOLE RITROVARE FIDUCIA E CERTEZZE PER ANDARE AVANTI,MA PER FARE QUESTO BISOGNA RICOMINCIARE DA CAPO,SERVE SUBITO UN CONDONO ECCEZIONALE PER UNA CRISI ECCEZIONALE,POI RIFORMA DEL FISCO CHE TORNI AL DIALOGO CON I CONTRIBUENTI E NON CHE SIA OPPRESSIVO E SCANDALOSAMENTE DISONESTO.POI CI SARA’ LA CRESCITA MA DOBBIAMO CAMBIARE,COME PRIMA DEVONO CAMBIARE I NOSTRI GOVERNANTI,CON I TAGLI PROMESSI E TOGLIENDO QUEI BALZELLI CHE STANNO IMPOVERENDO TUTTI.

  17. Franco
    21 ottobre 2011 a 14:56 | #17

    Va bene, “espropriare” i soldi dei cittadini con una patrimoniale sarà anche ingiusto, immorale, inopportuno, scandaloso!

    Qualcuno però può avere la gentilezza di spiegarmi perchè in questo cxxxo di paese gli unici a pagare sono i poveri dipendenti e pochi imprenditori onesti? Come mai l’”esproprio” mensile direttamente sulla mia busta paga non scandalizza mai nessuno?

    Inoltre scusate, ma ai miei figli io dico sempre che se sapranno impegnarsi e meritare, nella vita potranno ottenere ciò che desiderano…ma devo purtroppo confessarvi che non ci credo neppure io, a questa cosa, perchè a me risulta che l’unico modo per far soldi veri in italia sia quello di ereditare. Ma allora una società in cui il merito conta meno della fortuna di avere ereditato, può davvero andare lontano? Ma non funzionava così nel medioevo?

    Vorrei tanto poter evitare anche io di pagare le tasse, sono stufo di pagare per tutti, andate al diavolo!

    Franco

  18. riccardo
    22 ottobre 2011 a 10:12 | #18

    Come sempre più spesso succede di recente, Giannino è diventato un pò distratto. Il nostro gattaccio miagola e graffia sempre ma pare aver scordato di girare la testa. Propugnare la vendita massiccia di beni pubblici è effettivamente una delle possibili mosse nella direzione giusta, anche se molti osservano un interesse un pò particolare di Confindustria per evdenti motivi di disponibilità economica. E’ però un passo miope.
    Per due ordini di motivi, come direbbe Oscar.
    Il primo è che nel nostro sud e anche un pò più in alto, la forte disponibilità di liquidi della criminalità organizzata metterebbe una drammatica ipoteca sullo Stato e sul futuro del territorio. Il secondo è che non si butta l’acqua nella minestra perchè è troppo calda senza prima aver provato a soffiare. Ovvero: la BCE e tutti gli osservatori istituzionali ed economici sanno benissimo che prima delle pensioni, prima delle liberalizzazioni, e prima di tutte le prescrizioni così puntuali che l’Europa ha intimato all’Italia, prima di tutto questo c’è la dura, imbarazzante e pesantissima questione meridionale. Cioè basterebbe impedire che le quattro maggiori regioni del sud perpetuassero il turn-over sul loro impiego diretto e indiretto per vedere un’immediata inversione di rotta nelle dinamiche di spesa. Certo, qualcuno tirerebbe fuori il coltello ed è per questo che la politica non si muove in questo senso.
    Però, tornando a Giannino, non è spiegabile come mai fior i osservatori e giornalisti economici continuino a battere il chiodo previdenziale e delle dismissioni statali, senza ricordare il massacro del buonsenso che si compie mensilmente nei carrozzoni pubblici del nostro sud.
    Serve tutto quanto, d’accordo, ma prima di tutto serve un pò di decenza.

  19. fede
    24 ottobre 2011 a 11:15 | #19

    giu’ le mani dalle pensioni,mi sembra che dopo 35-40 di lavoro molti di noi hanno gia’ dato.per di piu’ sono soldi nostri che abbiamo versato,e non sono pochi,mese dopo mese in anticipo pagando anche tutti quei privilegi ai parlamentari etc..,la starnazzante marcegaglia,presidente di quel carrozzone confindustriale che ,tra l’altro sta’ perdendo molti pezzi importanti,per le stupidaggini che dice la starnazzante,anziche’ starnazzi ,faccia in modo che anche i 50 enni entrino a lavorare nelle varie industrie affiliate anziche’ essere cacciati via solo per avere 50 /55 anni.

  20. filippo
    25 ottobre 2011 a 23:06 | #20

    x franco

    insegni a suoi figli che la patrimoniale è un furto…..le tasse si pagano già sui beni patrimoniali posseduti
    (che non producono redditi reali )e sono pesantissime…..

  21. domenico
    26 ottobre 2011 a 20:01 | #21

    Egregio Dott. Giannino, volevo farle una semplice domanda, non ritiene che eliminando il denaro contante dalla circolazione ed utilizzando solamente le carte di credito o similari si eliminerebbe in maniera concreta l’evasione?
    cosi facendo tutti saremo “costretti” a dover dimostrare gli acquisti effettuati, ma soprattutto a pagare realmente le tasse.
    Cosa ne pensa?
    cordialità

  22. gondo
    30 ottobre 2011 a 12:25 | #22

    personalmente ritengo, come già espresso da altri, che lei sia una persona coerente con le proprie idee e che pertanto non ” lavori per la sinistra” , la seguo sempre nella trasmissione su radio 24 alle 9,00 e devo riconoscere che la sua critica è sempre motivata
    da argomentazioni razionali!
    Sono d’accordo con il programma da lei indicato “di cedere 150 miliardi di euro di patrimonio immobiliare pubblico e di varare con questi chiari di luna una riforma fiscale organica e in più pure l’azzeramento delle pensioni di anzianità”

  23. CLAUDIO DI CROCE
    30 ottobre 2011 a 16:24 | #23

    @fede

    @domenico
    Pensione
    Io credo che si dovrebbe andare in pensione quando si vuole con la piccola avvertenza di determinare l’importo ( capitalizzazione o rendita ) in funzione di quanto pagato e della speranza di vita, cioè in funzione dell’età : più uno è giovane meno riscuote a parità di quanto versato . Se non si rispetta questa semplicissima regola si creano mantenuti a carico dei contribuenti .
    Evasione fiscale
    Mi può indicare un paese al mondo in cui non esiste il denaro contante ?
    Sono tutti stupidi ?
    L’evasione fiscale ( dei professionisti, degli artigiani, dei commercianti, dei dipendenti pubblici e privati col doppio lavoro ecc.. ecc.. ) si riduce veramente – eliminarla è inmpossibile – solo intensificandio i controlli – senza diventare uno stato di polizia -rendendo l’evasione meno conveniente , cioè abbassando le aliquote , e creando una atmosfera favorevole al mondo pubblico che non deve essere visto come un predone inefficente e corrotto ma come un dispensatore di servzi utili.

  24. Andrea
    2 novembre 2011 a 22:40 | #24

    mirko :
    Come sempre, caro Dr. Giannino lei è chiaro, semplice ed efficace.
    Ma dal momento che certe cose sembrano talmente ovvie e di buon senso, mi domando non c’è un sistema per cercare di dare un colpo forte a chi ci governa per forzare certe scelte. Non so esiste la possibilità, per esempio, di una sorta di referendum abrogativo per il governo o per alcune leggi, tipo la legge fiscale vigente?
    Se così fosse credo che non ci sarebbe difficoltà a raggiungere il quorum in fretta.

    Buongiorno io avrei pensato ad una class action contro i politici degli ultimi vent’anni……non si potrebbe fare? E’ abbastanza chiaro che oltre ad essere incompetenti hanno fatto “danni” allo stato per arricchirsi! Almeno costringerli a ridare indietro quello che si sono ingiustamente attribuiti(vedi pensioni ed emolumenti vari)!! Perchè Dott. Giannino non lancia un’idea del genere?

  25. leone
    7 novembre 2011 a 17:54 | #25

    Nei confini dello stato italiano circolano – mi risulta – circa 900 milardi di euro .
    Una patrimoniale significativa (300 miliardi), ma anche una più piccola, finirebbe col sottrarre circolante e col deprimere ancor più l’economia (o mi sbaglio ?)
    Sarkozy vorrebbe eliminare la patrimoniale in Francia poiché sono scappati oltre confine almeno 200 miliardi di euro, che vorrebbe far rientrare .
    Gran Bretagna e Germania hanno fatto un accordo con la Svizzera per l’anonimato dei cc : vuoi restare anonimo ? La banca svizzera versa – una tantum – allo stato italiano il 30% del deposito .
    Il problema è che i nostri politici e banchieri hanno più o meno tutti un conto in Svizzera e non vogliono certo farsi male .
    Proposta : li paghiamo in BTP decennali, a cominciare da Napolitano (che ci dice di prepararci ai sacrifici con il Quirinale che ci costa 5 volte la corona di Gran Bretagna)! Perché dobbiamo fare noi, obtorto collo, i patrioti e non loro ?
    Temo però che questi parassiti si vendicherebbero imponendo una patrimoniale pesante, per far recuperare valore ai titoli di debito pubblico in loro possesso, così da monetizzarli velocemente e trasferire i soldi al sicuro (come hanno sempre fatto finora) .

  26. ANDREA
    7 novembre 2011 a 17:56 | #26

    Qualcuno (fra i politici che la propongono) mi deve spiegare e convincere perchè, per ripianare il debito dello stato, dovrebbe venir chiamato a pagare ancora una volta chi ha sempre pagato (e tanto) nella sua vita (in tasse e imposte).
    Nella maggior parte dei casi un patrimonio (una 2a casa, un terreno, dei depositi bancari) è il frutto di una vita di risparmi, di chi ha deciso di investire quel poco che gli rimaneva dopo aver pagato le tasse, invece che di spenderlo in divertimento-macchine-vacanze, etc….
    Se il debito pubblico è stato creato dal costo eccessivo dell’amministrazione pubblica, dai “fannulloni” e dall’enorme evasione fiscale, PRIMA SI DEVE INTERVENIRE SU QUESTE VOCI, riformando il contratto pubblico e riducendo gli sprechi, vendendo gli immobili dello stato e recuperando i soldi dall’evasione.
    Se alla fine ciò non risultasse sufficiente, allora solo in quel caso sarebbe giustificabile chiedere un ulteriore contributo a chi ha già pagato tanto.

  27. Andrea Maffioletti
    8 novembre 2011 a 12:08 | #27

    Egregio dott. Giannino,
    solo ora leggo il suo articolo e mi pongo una domanda: perchè, oltre alle ipotesi di dismissione di parte del patrimonio immobiliare, non pensare alla vendita di beni non funzionali?
    L’Italia possiede circa 2400 tonnellate di oro, pari a €100 mld! Si potrebbe organizzare uno scambio con la BCE: oro in cambio dei titoli di stato italiani recentemente da loro controvoglia acquistati.
    I titoli così ottenuti verrebbero annullati. Gli eventuali problemi legati alla proprietà “formale” dell’oro potrebbero essere risolti con la dovuta determinazione.
    Cordiali saluti

  28. Carlo
    8 novembre 2011 a 13:46 | #28

    Sento quasi tutti i giorni il suo programma su Radio24 – condivido la sua idea che prima di tutto lo Stato finchè ha un patrimonio dovrebbe usarlo per ridurre i debiti , in particolare quello immobiliare che non brilla per risultati gestionali.
    Ritengo però che ciò richieda dei tempi lunghi specie con un mercato immobiliare già depresso come quello attuale .
    Da qui questa semplice proposta :
    - costituzione di un consorzio obbligatorio tra le banche operanti in Italia ;
    - accensione di un mutuo ipotecarrio sul 50 % del valore degli immobili non strumentali dello Stato e degli Enti Pubblici ( tutti ,territoriali e non , comprese anche le aziende pubbliche ) con tale consorzio, a favore del Ministero del Tesoro , per l’abbattimento immediato di una bella fetta del DEBITO ;
    - obbligo di bilancio per detti enti di restituzione delle rate del mutuo senza ricorrere all’uso delle risorse correnti, ma finanziandolo con la vendita di pezzi del restante 50%del patrimonio ( quello non ipotecato )
    Avrebbe , a mio vedere ,anche alcuni vantaggi , per così dire etici :
    - coinvolgimento di chi ha generato il debito ;
    - coinvolgimento delle banche che a mio avviso hanno contribuito con un allegra gestione di fondi a basso costo ( interessi per prestiti BCE e interessi quasi nulli sui conti correnti dei clienti,garantiti dallo Stato ) a creare questa bella situazione in cui ci troviamo.
    Dato che il valore del patrimonio degli immobili pubblici è stimato dell’ordine dimensionale del debito ( non so a quanto ammontino quelli non strumentali ) il risultato potrebbe dare una “vera botta ” alla riduzione del debito.
    A – cosa ne pensa ?
    B – qualcuno lo farà mai?
    Carlo da Milano

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