Il caporalato agisce con due strumenti: violenza e ricatto.
Nel primo caso (violenza) di libertà ne vedo ben poca. Mercato Libero, significa che nessuno è obbligato a fare ciò che non vuole fare. Il lavoro coatto è invece tipico di ogni regime socialista (nazionalista o marxista, fate voi, per me si equivalgono)
Nel secondo (ricatto) gli immigrati sono esposti alle minacce di coloro i quali sono pronti a denunciarli alle autorità: sono infatti le leggi dello Stato che, relegando gli immigrati a “clandestini”, li mettono nelle mani di questi sordidi individui.
Un mercato del lavoro libero è tale quando non ci sono costrizioni o vincoli all’ingresso o all’uscita. Caporali e leggi dello Stato sono costrizioni e vincoli.
]]>vivono ammassati in magazzini putrescenti. guadagnano 10 euro al giorno. grazie al libero scambio e libero mercato
]]>- Aumenta ancora di più la regolamentazione
- Introduce un (altro) effetto distorsivo
Lo stato deve semplicemente piantarla di “correggere/incentivare/disincentivare” l’economia, il ciclo economico deve essere “responsabile”, i rischi devono essere a carico dell’impresa e dell’imprenditore, la contrattazione deve essere libera, l’influsso dello stato deve essere minimo. Solo così si formano le aziende migliori che cercano i lavoratori migliori e che puntano alle reali capacità del lavoratore e non agli sgravi fiscali che ottengono se assumano un ventenne piuttosto che un cinquantenne.
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