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L’Italia è nel fuoco, rispondere si deve: su-bi-to

Scrivo alla chiusura di Borsa di lunedì, ed è stato un nuovo bagno di sangue, con un meno 4% che è il peggio nell’eurozona. peggiore. Lo spread sui decennali pubblici tedeschi è oggi salito di 70 punti base totali rispetto a dove stava all’inizio della seduta di venerdì. Intesa e Unicredit si sono alternate tutto il giorno nella sospensione al ribasso. La Spagna ci ha risuperati nel differenziale sui Bund, zompando oltre quota 300 punti base. Ci siamo, c’è poco da fare. Per un anno e mezzo l’Italia ci era riuscita, a non entrare nella lista dei Paesi sfiduciati nell’euroarea, Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna. Tre grandi fattori internazionali, e tre circostanze italiane, in pochi giorni hanno fatto convergere i propri effetti. E’ il quadro è cambiato. Purtroppo per noi. O si risponde subito col massimod ella serietà, o è solo l’inizio di altri peggiori guai.

Quali sono, le ragioni che spiegano l’accelerazione dello spread italiano sul Bund in pochi giorni, e il crollo dei titoli bancari e a seguire dell’intero listino? E’ ovvio che non è successo nulla che abbia modificato i fondamentali. Non sono emersi ammanchi pubblici non rivelati al mercato, e restiamo l’euromembro che ha fatto in questi anni meno deficit pubblico subito dopo la Germania. Le banche italiane non sono state salvate dal denaro del contribuente né due anni fa né oggi, ma stanno ricapitalizzando con risorse dei propri soci. E allora?

Si è ufficialmente aperta una finestra molto succosa per il mercato mondiale: scommettere sulla sostenibilità del quarto debito pubblico al mondo (il terzo è quello della Germania, che per ammontare complessivo ci ha superato nel 2010, ma il suo Pil è ben maggiore del nostro). E’ un’opzione succosa, perché queste scommesse si vincono – cioè si fanno soldi a palate – giocando al ribasso, cioè con opzioni a breve su una certa soglia di Cds sovrano o bancario (il Cds è il derivato che stima il premio al rischio in caso di default del soggetto interessato, nel caso in cui gli si prestino soldi o gli si sottoscriva un titolo). Ed è un’opzione succosa per un’altra ragione.

Il linguaggio del realismo impone di dire e spiegare che la finestra è quasi del tutto indipendente dalla manovra finanziaria italiana appena presentata. Si voti o meno così com’è, la finestra resta aperta fino al 2013, quando scatterà la nuova cornice per il salvataggio degli euromembri in difficoltà visto che nessuno è riuscito sin qui a smuovere i tedeschi a “veri†interventi d’emergenza salvaeuro. E dunque, a meno cambio il quadro internazionale, è fino al 2013, che attualmente ritengono di dover essere ribassiste le forze potenti che scommettono sulla crisi dell’euroarea. Lo penso e lo dico a rpescidnere da quello che penso io, sull’euro e sulle sue attuali regole, perché non ha alcun rilievo di fronte a forze e processi di tale portata.

La prima grande molla internazionale che gonfia le vele alla volatilità al ribasso è dunque proprio l’errore europeo. L’errore franco-tedesco, ma germanico in primis. L’ho scritto e ripetuto molte volte. E’ una costosa e drammatica sciocchezza non voler dire da 19 mesi agli elettori tedeschi che occorrono strumenti straordinari, non previsti dal Trattato, volti non a salvare non la Grecia cicala o il Portogallo per la sua bilancia dei pagamenti o la Spagna per la sua bolla immobiliare, ma l’euro in quanto tale. Può essere che da tedesco sarei in prima fila a non volere gli aiuti: ma coerentemente dovrei dire allora che voglio un euro ristretto, insomma un marco rivalutato e travestito. Aver diluito gli aiuti condizionandoli a misure che strangolano i Paesi eurodeboli e rendono ancor meno sostenibile il loro debito può aver aiutato le banche tedesche e francesi a disfarsi della troppa carta pubblica greca che avevano in pancia, ma ha invogliato tutti i ribassisti del mondo a scommettere che entro il 2013 l’euro salta, se il Consiglio europeo non apre gli occhi. E come abbiamo detto mille volte, l’Italia vista la dimensione del suo debito pubblico sarebbe finita a lungo andare nel mirino, anche ad onta del suo basso deficit di questi anni.

La seconda potente molla si chiama America. Il 2 agosto si sfonda il tetto di debito pubblico autorizzato dal Congresso, 14,3 mila miliardi di dollari pari grosso modo all’intero GDP degli Stati Uniti. Manca ancora l’accordo tra Amministrazione e repubblicani che controllano la Camera dei rappresentanti, su come dosare tra tagli alle spese e tasse i 4 o 4,5 trilioni di dollari in un decennio che bisogna prevedere di minor deficit rispetto alle enormi spese aggiuntive accese dall’attuale Amministrazione, senza che per questo la disoccupazione americana scenda sotto il 9,2%, e il totale degli scoraggiati al lavoro sotto il 16-17% delle forze di lavoro complessive. E’ ovvio che ai fondi e alle grandi banche d’affari USA convenga con questi chiari di luna sul proprio mercato drammatizzare sull’Europa scommettendo sulla sua bassa tenuta, perché gli intermediari e gli investitori Usa sarebbero i primi a pagare invece i maggiori oneri di una crisi di credibilità della propria capacità di sostenere l’eccesso di debito.

La terza potente molla è quella del sistema bancario internazionale. In attesa venerdì prossimo dei risultati degli stress test europei – tra parentesi dico che questo esercizio è stato tecnicamente compiuto a mio giudizio coi piedi, consentendo alle banche tedesche di fare quello che vogliono o quasi e proiettando su tutte le altre lunghe ombre – l’interesse convergente del sistema internazionale ma soprattutto delle maggiori banche tedesche, francesi e britanniche – molte di loro in piedi grazie ai denari dei contribuenti – è a spingere verso il basso la capitalizzazione delle maggiori banche italiane. Unicredit e Intesa sono trattate oggi a prezzi ridicoli, rispetto ai fondamentali e ai mezzi propri. Non è leggenda metropolitana ma realtà, che qualcuno di molto forte in Germania pensa che così si spinga per esempio Unicredit – puliti nel frattempo gli attivi tedeschi e all’EstEuropa comprati anni fa a caro prezzo per come erano opacamente contabilizzati dai germanici – a ricederli agli stessi tedeschi a prezzi di saldo.

Attenti per favore. Io non penso e non sto affatto dicendo che l’Italia è vittima di una congiura. Lascio il complottismo a chi crede che il mercato sia guidato da pochi malefici gnomi. Il mercato è fatto da centinaia di migliaia di operatori che decidono sulle finestre di possibilità che vedono aperte. Ma la politica dovrebbe tenere gli occhi aperti, e sapere che nel mondo globalizzato meccanismi di questo tipo sono pronti a scattare sinergicamente, appena se ne creano le condizioni. Invece, la politica italiana non lo ha fatto.

Ed ecco i tre fattori interni. Si chiamano: dvisione verticale all’interno del governo dopo un anno e mezzo di polemiche laceranti, con diluizione della manovra originaria prima e durante il Consiglio dei ministri; le vicende giudiziarie di Marco Milanese, che lambiscono il Tesoro, con indebolimento conseguente di Tremonti anche per quanto Berlusocni ha detto su di lui a Repubblica; infine l’indebolimento ulteriore del premier, e quando dico ulteriore sconto che è di lungo tempo la perdita dells sua faccia nei consessi internazionali, per effetto della sentenza sul lodo Mondadori e del risarcimento di 560 milioni alla Cir.

Conclusione. Per realismo e se conosco i mercati, non basta affatto approvare la manovra com’è, cioè senza ulteriori diluizioni che erano annunciate, e il più rapidamente possibile in Parlamento. Onestà e serietà impongono oggi di dire che la danza macabra degli spread si interromperebbe solo per pochi giorni, rispetto all’attesa dell’eurocrac comunque entro il 2013. Occorre rafforzarla, la manovra, con almeno una decina di miliardi di euro di tagli aggiuntivi strutturali, e non di più tasse. Subito: per esempio ripristinando il tetto pensionabile a 65 anni per le lavoratrici private a cominciare dal 2012 e a pieno regime entro il 2018, non a cominciare dal 2020m fino al 2032 come hanno corretto la prima stesura. In più, aggiungendo privatizzazioni immobiliari per un paio di punti di Pil almeno. State attenti. Io vorrei sbagliare. Ma o si ha la forza di far così, subito, oppure di qui alla fine della legislatura sarà un calvario. E alla fine sarà patrimoniale.

11 luglio 2011 Tremonti. Merkel, banche, debito pubblico, euro, finanza, ue , , , , ,

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  1. dedi
    13 luglio 2011 a 10:48 | #1

    sig.giannino lei ha ragione su tutto escluso il dubbio sulla patrimoniale: ci sara’.
    purtroppo ad ascoltare ieri d’alema anche un se pur necessario cambiamento di governo non cambiera’ molto: vedi il dalemiano pensiero sui costi della politica e provincie.
    Pero’.
    Le ultime amministrative e referendum mostrano che gli elettori giudicano con buon senso fregandosene dei partiti.
    I partiti manterranno il sistema elettorale attuale al fine di conservare il potere e difendersi dai cittadini.
    Pero’
    Nei limiti concessi i cittadini voteranno, secondo le loro tendenze, il SEL, IDV,FLI,UDc,grillo.
    gli altri partiti,sconfitti,si accoderanno almeno per conservare una parte di poltrone.
    piu’ presto di quello che pensiamo
    boh

  2. Maurizio
    13 luglio 2011 a 12:20 | #2

    che strano! possibile nessuno che metta in discussione questo sistema in cui “si gioca” (mi si dice anche senza soldi veri!!) mettendo l’incolpevole maggioranza nei guai ?
    Quale debito dovremmo avere io e i miei figli e con chi, visto che non ne ho nemmeno con mio fratello? con le banche forse? cosi’ severe con noi e che comprano il “mio” forzato debito?
    Se il governo ha la facolta’ di stravolgere un contratto coi suoi dipendenti e tutti i cittadini, perche’ non puo’ fare altrettanto con gli interessi da pagare alle banche?
    Devo proccuparmi di chi “gioca” in borsa senza curarsi dei “fondamentali” che sono diventati una favola scritta sui libri?
    Sono un marxista che non ha studiato abbastanza?

  3. Curzio
    13 luglio 2011 a 15:17 | #3

    Condivido in toto l’articolo, Sig. Giannino ha evidenziato magistralmente il problema.

  4. Andrea Bisso
    13 luglio 2011 a 16:46 | #4

    Carissimo Dottor Giannino,
    Le scrivo con l’esigenza di “sfruttare” le sue ampie competenze per aiutarmi a dirimere una questione che sta diventando per me davvero ansiogena. Vorrei capire, in maniera ovviamente scientifica, come potremo, noi nuove generazioni, risolvere, sistematicamente e con rigore, il terribile problema del mostruoso debito pubblico italiano. Ad oggi io non riesco a comprendere come si possa pensare di chiedere taglio delle tasse, promozioni dello sviluppo, rigore dei conti, quando ogni anno 80 miliardi di euro si “sprecano” per pagare gli interessi su un debito che abbiamo ereditato da decenni di follia politica, anzi, decenni di criminalità politica. Io come imprenditore quando ho sbagliato ho pagato, ad oggi sono segnalato al CRIF e quindi non posso richiedere neanche una carta di credito: come è possibile che lo Stato, a fronte di beni per 500 miliardi in “pancia”, si possa permettere di avere il 120% del suo fatturato (il pili) come debiti?? Qualunque società sarebbe fallita da tempo. Però la cosa che più mi addolora e non capisco proprio però è come mai nessuno, dico nessuno, sembra dare il giusto peso a questo “monstre”. Possibile che si possa davvero andare avanti così?? Da questo punto di vista mi chiedo: Amato e Capaldo, al di là delle loro divergenze teoriche, sono così fuori strada?? Oppure servono almeno 7/8 anni di controllata politica inflazionistica?? Insomma, mi aiuti Lei, la prego, anche se non sempre concordo con Le sue analisi, apprezzo la sua limpidezza di pensiero e la sua notevole onestà intellettuale. Mi dia una piccola risposta qui o via mail. La ringrazio

  5. laura bendel
    13 luglio 2011 a 17:52 | #5

    io sicuramente sono una grande ignoremus, ma perché nel mondo si permette che persone che non sono proprietarie, non posseggono i titoli ma possono scommettere sulle lor perdite.
    Per quanto capisco questi speculatori finanziari non sono considerati imprenditori e quindi
    non possono fallire. E voi pensate che l’essere umano, senza sanzione alcuna di contro a pregiudizi arrecati anche alla comunità in generale (USA docet) , agirà eticamente? io no!

  6. leo
    15 luglio 2011 a 22:56 | #6

    mi sono sempre chiesto se lei scrive per difendere la verità o altro/i. ma essendo lei un giornalista di professione, mi auguro la prima ipotesi…
    mi perdoni l’incipit brutale ma sono stufo di sentir raccontare “fregnacce” da fior di intellettuali e opinion makers che raccontano cose cui non credono nemmeno loro.

    Tremonti ha detto che la crisi attuale è “europea”, non dell’euro o dei parenti poveri dell’area mediterranea: sotto attacco è l’Europa in quanto forza economica potente e probabilmente prima nel mondo, in un futuro prossimo nemmeno troppo lontano. le domando: è davvero troppo difficile difficile comprendere chi stia attaccando le borse e le banche europee in questo periodo (le ricordo che in Europa prevale il modello cd. “renano”, che comporterebbe un crollogenerale delle economie continentali…)? non nota similitudini fra questa situazione e i sospetti crak finanziari di Russia, East Asia, Giappone, Argentina e Messico che si sono susseguiti a partire dagli anni ’90, ovvero appena dopo la fine del bipolarismo mondiale?

    in conseguenza, va detto che la motivazione di questo attacco sta nell’apprezzamento troppo forte della valuta Euro rispetto al Dollaro e alle altre monete globali. l’idea di voler alzare il tasso di sconto Bce, se da un lato dovrebbe permettere di contenere l’inflazione (ma ricordo che stiamo parlando di teorie, per quanto abbastanza provate dai dati statistici…), comporterà senza dubbio un maggior interesse per i titoli emessi dall’Ue o dagli stati membri, con maggiore apporto di capitali verso l’Europa ma pure un conseguente aumento degli interessi relativi da pagare. senza contare l’aspetto negativo del minor vantaggio a chiedere credito privato o prestiti industriali. quindi, dove sta il guadagno per l’Ue? perchè mantenere una valuta a livelli da superpotenza mondiale (modello Triffini, le ricorda qualcosa?), per pagarne lo scotto in termini di export e di interessi da pagare al resto del mondo? perchè l’Europa vuole andare a pestare la coda al cane che dorme, ma che ora si sta svegliando di soprassalto, visto che si trova sul ciglio del burrone chiamato “default”?

    infine, davvero si vuol far credere che l’attacco all’Italia dipenda dal governo e dal suo presidente? ricordi con precisioni la sequenza dei report di Moody’s e S&P e le speculazioni borsistiche internazionali. cose già viste, peraltro, con la Grecia e gli altri paesi in crisi. ma dicono che non è il caso dell’Italia… di cosa stiamo parlando allora? dei continui attacchi dei giornali economici inglesi a Berlusconi? dell’offesa all’onore del paese da parte del Brasile nel caso Battisti? o del raggiro politico-diplomatico del Presidente francese Sarkozy all’Italia nel conflitto libico? spiace ammetterlo, ma la delegittimazione del nostro paese all’estero ha origini lontane ed è stata accresciuta negli ultimi vent’anni dal masochismo antipatriottico di certi ambienti politici italiani, che inconsciamente e incoscientemente hanno creato un danno d’immagine enorme all’Italia nel consesso globale. e la assurda e ridicola multa appioppata ad un’azienda solida e prospera come Fininvest, dopo un processo ventennale che ha visto continui ribaltamenti della verità e furbizie giuridico-processuali degne di una repubblica delle banane, dimostra come la giustizia italiana sia davvero malata e ancora più la nostra Repubblica. non serve a nulla la solidarietà delle opposizioni per un voto accelerato della manovra salva-Italia… quando un attimo dopo si chiede la caduta del goveno nel pieno di un attacco speculativo sul paese! vogliamo avere dei dubbi?

    cordialmente

  7. DPzn
    16 luglio 2011 a 9:24 | #7

    @Carlo Forse Lei non è ben informato. L’alternativa è quella di diminuire la percentuale di stipendio con la quale si va in pensione (come già previsto negli anni futuri). A ciò si aggiunga che l’adeguamento automatico delle pensioni al costo della vita è risibile e quindi dopo una decina d’anni una pensione che inizialmente era accettabile diventa del tutto insufficiente. Lasciamo stare le pensioni integrative, perché è inutile farsi rapinare. Andando avanti con l’età (ci auguriamo tutti di diventare ultra novantenni!) è normale avere acciacchi di varia natura. Adesso mi dica come si fa a pagare il ticket di una tac urgente con una pensione da fame. Ecco perché ci conviene andare in pensione il più tardi possibile.

  8. Claudio Di Croce
    16 luglio 2011 a 9:35 | #8

    @leo
    condivido al 100% quanto da Lei scritto : le opposizioni – e tra loro comprendo ovviamente una parte degli impiegati pubblici pagati dai contribuenti per l’applicazione delle leggi – se ne sono sempre fregate del Paese a loro interessa solo far fuori Berlusconi . Se il presidente della repubblica invece di essere un vecchio comunista fosse di area opposta sarebbe stato stoppato nei suoi interventi – peraltro giusti -per approvare subito la manovra. Sarebbero spuntati subito decine di ” costituzionalisti ” che avrebbero scritto fior di articolesse sui loro giornali di area politica – e cioè quasi tutti -per spiegare al poppppolo bue quali orrendi misfatti si stavano commettendo contro la Costituzione nata dalla Resistenza.

  9. giancarlo
    16 luglio 2011 a 11:07 | #9

    Caro Sig. Giannino, come sempre i suoi articoli sono di una chiarezza e logicità esemplari. Mi è particolarmente piaciuto come lei abbia ben reso il concetto che purtroppo questo governo (che io ho sostenuto a spada tratta fino a questa finanziaria, ma oggi e per sempre disprezzo profondamente), abbia minato alla radice la credibilità di tutto ciò in cui io ho creduto per i 60 anni della mia vita.
    E’ vomitevole vedere che chi è andato al governo con la promessa di abbattere la spesa pubblica e, per es. eliminare le Province, oggi dica che ciò sarebbe inutile (il PD, che pure lo aveva in programma, fa però lo stesso). E’ vomitevole vedere che mentre si bloccano le pensioni cosiddette alte (ma io ho versato contributi in quantità tale che oggi non prendo neppure gli interessi e se csamperò più di altri 20 anni… sono stato ora informato che devo arrivarci da povero!!), il Premier si fa una legge per risparmiarsi una multa!! (ero anche abbastanza generoso in merito, ritenendo che sui tre giudici ne fu corrotto uno ma tutti e tre avevano aqpprovato l’operato berlusconiano, però è inaccettabile un comportamento così irrispettoso della decenza!).
    Ho parecchi risparmi investiti (obbligazioni, bot, fondi, tutta roba che seva bene rende il 3,5%-4,5% di interessi), cosaconsiglierebbe??? E’ possibile portare legalmente denaro in altro paese europeo???
    grazie per la sua attività, cordiali saluti . giancarlo

  10. Marco M.
    16 luglio 2011 a 11:34 | #10

    Perfettamente d’accordo (come sempre), a parte la patrimoniale: ci sarà e molto prima di quanto si creda.
    Un pensiero all’euro: come tutte le unioni solo monetarie non avrà futuro. Le nazioni deboli, dopo essere state spolpate, saranno scaricate e con il ceto medio azzerato.
    Come diconon i nostri amici spagnoli: malo de todos consuelo del tontos.

  11. dottpaolini
    16 luglio 2011 a 14:03 | #11

    mi chiedo continuamente come si possa ancora credere che le stesse facce che ci governano da 40 anni i vari Dalema Berlusconi Prodi Fini veltroni .bindi che in qualche modo sono stati artefici di tutto questo possano ora prender decisioni veramente salvifiche .
    Non vedo se non un forte cambiamento un cataclisma generale con quattro cittadini che sedendosi tranquillamente attorno a un tavolo prendano le decisioni che vanno prese nell’interesse generale ma non si speri che cambi qualcosa fino a quando le solite facce saranno in questo enorme parlamento .
    Probabilmente quatro neolaureati della bocconi farebbero decisamente meglio.

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