“Art. 1 : Sono abolite tutte le licenze di qualsiasi genere”.
Sono perfettamente d’accordo !!!
Abolire subito gli Ordini professionali e lasciare campo libero al mercato e alla concorrenza.
Abolire subito licenze, abilitazioni, patentini e altre fuffe simile per elettricisti, idraulici, manutentori vari e lasciare campo libero al mercato e alla concorrenza.
Abolire le licenze ai tassisti e lasciare campo libero al mercato e alla concorrenza.
Si avrebbero sicuramente meno professionisti, elettricisti e tassisti milionari ma si creerebbe da subito qualche milione di nuove partite IVA di altri professionisti, elettricisti e tassisti che oggi non possono esercitare.
La decadenza dell’ Italia e dell’ Europa dipende dall’eccesso di protezionismo, di regolamenti e prescrizioni, di tutele igienico-sanitarie e ambientali “pelose”, di norme di sicurezza e via dicendo.
Se si vuole crescita, occupazione e benessere crescente la regola e’ una sola : derelogolarizzare, deregolamentare, liberalizzare !
]]>La domanda piuttosto è: perchè non guardiamo al futuro, ma al presente o al passato come tempi migliori o persi?
E qui la risposta credo sia naturale: perchè crediamo che il futuro non ci riservi niente di meglio, perchè sappiamo di avere moltissimo e il confronto con il futuro ci offre la prospettiva di un ridimensionamento. E quindi la paura del cambiamento e la volontà di mantenere le mille ingiustificate posizioni e rendite privilegiate e di casta (che cadono a cascata nei mille piccoli benefici di ognuno per mantenere il sistema) che ci sono in Italia bloccano qualunque possibilità.
E’ stata citata la politica: la politica è strenuamente impegnata solo in questo. E dietro a lei le mille caste che da qualunque passo verso in futuro possono solo pensare di poter perdere proprio i mille ingiustificati privilegi.
In questo clima di pessimismo, anche chi potrebbe guadagnare dal guardare ottimisticamente al cambiamento non è stimolato a farlo, proprio perchè il clima creato da chi dovrebbe guidare il cambiamento è in realtà di decadenza.
Insomma, credo che le cause vere siano la mancanza di leader che siano disposti a guardare al futuro come opportunità (di cui l’età è un segno importante: una classe politica da ospizio non stimola il cambiamento) e la mancanza di coraggio nell’affrontare una delle più forti e radicate paure dell’uomo, quella del cambiamento.
]]>Si e infatti ci schianteremo, attualmente le visione strategiche di innovazione tecnologica hanno come fondamenta la “cultura ICT del grillino” e non rendono più efficienti sia la PA locale/centrale che deve supportare le aziende e sia le aziende stesse.
Prendiamo come esempio l’ente Regione Autonoma della Sardegna (R.A.S.), che deve disperatamente spendere i fondi comunitari perchè buttare i soldi a mare è politicamente meglio che non spenderli, tanto i cittadini non lo capiscono e non lo capiranno e quindi, wi-fi e banda larga per tutti:
- “@ll-in” e “SurfInSardinia”, volti rispettivamente alla realizzazione di centri pubblici d’accesso ad
Internet presso Enti e Associazioni ed alla creazione di una rete di hot-spot per la navigazione
in wi-fi, aumenteranno ulteriormente la domanda di servizi online della pubblica
amministrazione da parte dei cittadini;
CIRCA 7 MILIONI DI EURO
- – BUL, Grande Progetto per la realizzazione di una grande rete telematica pubblica con tecnologie di nuova generazione da implementare in sinergia con l’infrastrutturazione della rete del gas in Sardegna e da destinare al collegamento del maggior numero di uffici pubblici o esercenti servizi pubblici o di pubblica necessità nel
territorio regionale :
82 MILIONI DI EURO, FINE PREVISTA DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DICEMBRE 2015, SE VA BENE.
Ma anche se può sembrare strano, il problema principale non è il periodo temporale, ma il fatto che i comuni e le aziende lavorano ancora oggi senza controllo totale e integrato dei processi (anche dematerializzandoli nel caso dei processi amministrativi), LA cultura ICT del grillino regna sovrana!!
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