Romano Perissinotto :
Arrivato in prossimità dei fatidici 50 anni, pressato da una moglie medico cardiologo e da innumerevoli spot televisivi, sono stato “costretto” ad interessarmi di ..colesterolo. Mi sono armato quindi di vari testi sull’argomento ed ho letto molto sulle implicazioni che questo steroide ha sul nostro metabolismo e nei fattori di rischio cardiovascolare. Non volendo annoiare e non essendo un professionista, mi limito semplicemente ad una convinzione popolare: esiste quello buono e quello cattivo (in verità ne esiste uno solo, ma per comodità la prendiamo per buona…)
Ora, mi è sorto spontaneo un parallelismo con l’evasione fiscale nel nostro Paese. Probabilmente qualcuno inizierà a pensare che, data l’età, queste riflessioni sono dovute ad un progressivo decadimento delle facoltà cerebrali…vediamo se è così!
Recentemente, in più occasioni, noti esponenti politici e rappresentanti di Associazioni, pur ovviamente condannandoli, si sono espressi in maniera piuttosto “fatalista” sul alcuni fenomeni di evasione. Mi riferisco allo stesso Ministro Tremonti nelle sue esortazioni alla GdF a non voler infierire nei controlli alle pmi, al Presidente di Confcommercio, Sangalli, che in occassione dell’Assemblea Generale ha parlato con toni “compresivi” di quelle piccole Aziende che si vedono “costrette” ad evadere in parte per …sopravvivere.
I numeri ci dicono che l’evasione fiscale si aggira intorno ai 100 Mld/€ e ci riconducono ad un enorme volume di 300Mld/€ di ..pil sommerso! Sempre i numeri – intesi come rapporto tra debito pubblico e patrimonio delle famiglie italiane – ci pongono al secondo posto in Europa, distanzati di una sola lunghezza dal “paradiso” Germania.
Allora, può essere che una parte di questa “ricchezza sommersa” viene rimessa nel circuito economico nazionale, ovvero serva ai cittadini per i loro consumi? Probabilmente è così, sopratutto se diamo un’occhiata critica a ciò che ci circonda: auto, ristoranti, vacanze (a proposito di vacanze, gli Italiani non ci rinunciano se è vero che è aumentata a due cifre la percentuale di nostri concittadini che chiedono un finanziamento medio di 7mila/€ per farle…e le rate vanno poi pagate!), ect. Essendo un’economia reale basata sui consumi, ecco che questo fenomeno potrebbe definirsi come il “colesterolo buono”, ovvero “l’evasione buona”.
C’è poi l’evasione legata ai paradisi fiscali, all’esportazione di valuta, alle holding con sedi in Paesi dai sistemi fiscali benevoli, alle alchimie di bilancio che, guarda caso, si chiudono con utili ridicoli rispetto ai parametri patrimoniali ed economici, ect. Questa potrebbe essere definita “l’evasione cattiva”, …ovvero “il colesterolo cattivo” quello che porta all’infarto del sistema Paese intasandone le arterie dell’economia.
Va da se che l’evasione fiscale è uno, se non il principale, indicatore del senso civico di una Nazione. Ma i livelli raggiunti nel nostro sistema sono talmente elevati che possono definirsi endemici allo stesso ed occorrerà molto tempo per “rieducare” la popolazione. Qui sta il problema: l’attuale congiuntura macroeconomica ci consente di avere tempo? Al contrario, se il fine ultimo dello Stato è il maggior livello di benessere per i propri cittadini e data l’attuale impossibilità di una riforma fiscale che consenta un reale abbassamento delle aliquote – così come viene prospettata mi pare non porti nulla se non ad una lenta agonia prima della catastrofe tipo Grecia - non sarebbe opportuna una vera lotta contro il colesterolo cattivo ed una “blanda” terapia verso il colesterolo buono?
dedi :Caro Giannino,io non sono dotto come Lei ma mi risultano chiare le seguenti considerazioni.1. la manovra fiscale del governo e’ una solenne presa in giro sia degi italiani sia di Bruxelles.2. visto che come conseguenza sicuramente peggiorera’ le cose ( un punto di spread costa 16 mld piu’ della riduzione prevista dal ddl e per 13 e 14 nessuno la fara’) il governo perdera’ l’elezioni ed il debito pubblico aumentera’.3. tutti diverremo piu’ poveri ed in particolare milioni di appartenenti alle classi economiche basse passeranno sotto la soglia di poverta’4. costoro non staranno inattivi e quindi avremo eufemisticamente turbolenza sociale: i pericoli pubblici diverranno non piu’ i mafiosi ma i politici!Ora Voi che siete giornalisti, se la mia analisi e’ corretta, perche’ non sfidate il governo a fare di meglio,oggi,con titoloni in prima pagina e non con le ,mi scusi il termine, le puttanate da grande fratello?Mi viene un dubbio! Che nell’elenco dei nemici pubblici ,dopo i politici,ho scordato una categoria?con simpatia personale
Non v’è dubbio sull’esito.
io dico che i privilegiati fano i propri interessi. leggasi tutti coloro che sono garantiti dall’attuale sistema di norme (volute implicitamente anche da stò governo) professionisti, avvocati, impresari e corsari. Inoltre i politici e tutto lo stuolo di amici e compiacenti fra cui faccendieri pregiudicati e condannati a titolo definitivo, che IO non vorrei MAI avere come miei amici. Evidentemente altri si fregiano di tali amicizie, oppure le sfruttano.
Bene, tutti questi hanno interesse allo status quo.
Ma mi domando
I GIORNALISTI, il quarto potere? in italia, salvo rari casi (talvolta urlati) non esistono!!!
E’ uno schifo. ma comprendo che se uno è dipendente di berlusconi, come può prenderne le distanze? come può ribadire a se stesso (prima che ai lettori e agli altri) ogni sera prima di anddare a dormire “IO sono autonomo, libero e indipendente rispetto al potere politico che dovrei controllare e poi descrivere al mio lettore”???
Io comprendo che Repubblica possa essere faziosa. Lo può fare. non appartiene ad alcun politico. Anche se Berlusc (tessera P2) ha detto che debenedetti era tesserato PD sin dall’anno XXXX (quando non esisteva il PD). Ci vogliamo confrontare con le grandi nazioni occidentali? Bene. facciamolo. Cameron, Sarkozy, Merkel, Obama, o altri non posseggono giornali o TV. Magari influenzano a loro modo il quartop potere, ma non ce l’hanno in proprietà.
preoccupazioni superflue le sue, ci penserà il Vesuvio a creare il mitico milione di posti di lavoro, allorquando pur con modesti effetti collaterali (vittime e danni) darà una splendida opportunità di ricostruzione dopo che la soluzione finale, da lei prospettata in trasmissione, avrà risolto il problema della “munniezza napulitana”.
Le consiglio un libro: Alan Levy “Il cacciatore di nazisti”, che narra della vita di Simon Wiesenthal così potrà confrontarsi con l’idea nazional-socialista che distingueva tra il concetto di strage (che so io un centinaio di morti) e il concetto di statistica (6 milioni di vittime dell’olocausto). Evviva il suo pensiero liberale e dia retta a me, di persone come lei oggi si dovrebbe occupare la magistratura e forse un bravo medico, uno bravo però neh