Facciamo quattro conti. Ipotizziamo che siate nella fascia fino ai 30 anni. Che non siate un dipendente pubblico. E che magari parecchie tra voi siano giovani donne. Dunque più di uno su quattro tra voi è disoccupato. Mentre tra i coetanei europei meno di uno su cinque. Se siete donna e giovane, neanche una su tre tra voi ha un posto di lavoro. Mentre una vostra coetanea europea ha un posto di lavoro quasi in due casi su tre. Vi faccio delle domande, in giorni in cui tutti parlano di manovra finanziaria e riforma fiscale. Ci terreste a difendere una spesa pubblica corrente che da 793 miliardi di euro nel 2010 passa a 860 nel 2014, e a far aumentare le entrate di altri 93 miliardi da 722 fino a 815 miliardi, oppure preferireste tagli energici in cambio di più risorse da destinare alla crescita, allo sviluppo senza il quale il lavoro aggiuntivo per i giovani non c’è? Io, fossi in voi, avrei pochi dubbi. Faccio degli esempi. In Lombardia il costo procapite degli organi istituzionali è di 9 euro l’anno. Nella Regione più spendacciona, è di 199 euro. Il costo del personale dipendente pubblico locale procapite è di 21 euro l’anno per abitante lombardo, di 335 euro per i siciliani, di 2.207 per i valdostani. La spesa sanitaria procapite per cittadino lombardo è di 1763 euro l’anno, la media nazionale è di 1816. Le pensioni di invalidità in Lombardia riguardano il 2,6% della popolazione, contro Regioni in cui si tocca il 4,8%. La spesa in pensioni sul Pil in Lombardia rappresenta il 13%, in Italia complessivamente il 15%. La spesa per interventi e servizi sociali da parte dei Comuni in Lombardia vale in media 120 euro procapite, in Italia 126.
Eppure la popolazione a rischio povertà in Lombardia è il 9,5%, in Italia esattamente il doppio. Il debito delle amministrazioni lombarde vale il 4% del Pil regionale, nelle altre Regioni la media è dell’8%. Le esportazioni rappresentano il 26,5% del Pil lombardo, sono meno del 20% del Pil nazionale. L’intensità dell’evasione stimata dall’Istat è del 12,5% in Lombardia, cioè di 12,5 euro per ogni 100 euro d’imposta versata: in Regioni come la Calabria si arriva al 65%. Il tasso di occupazione lombardo è del 65,8%, quello nazionale del 57,5%. Il tasso di disoccupazione giovanile lombardo è del 18,5%, quello nazionale del 25,4%. Il tasso di occupazione femminile lombardo è del 56.1%, quello nazionale del 46,4%.
Avete bisogno di altro? In altre parole, non bisogna affatto essere leghisti, per capire che se si è giovani e svantaggiati, la richiesta dovrebbe essere che l’Italia prendesse dovunque esempio dalla Lombardia. E quando dico che non bisogna affatto essere leghisti, la penso esattamente come Luca Ricolfi: non sarà il cosiddetto federalismo fiscale in via di approvazione, a realizzare questo obiettivo, perché per ottenere il consenso di tutti esso è stato congegnato a parità di risorse attuali e riparametrando di poco i costi storici, anche se vi spacciano questo metodo come costo standard dei più virtuosi.
Ma come si fa in concreto, a immaginare un’Italia modello Lombardia? Faccio un solo esempio. Sul totale degli 800 miliardi di euro che vale nel 2010 la spesa pubblica italiana, circa 172 miliardi sono la spesa per dipendenti, sostanzialmente stabilizzata anche se ancora troppo rilevante. Circa 230 miliardi è il costo annuo delle pensioni, purtroppo in ulteriore crescita fino a quasi 300 miliardi nel 2014 ma di difficile compressione senza alzare l’età pensionabile più rapidamente del previsto (io sono di questa idea, perché i contributi ai giovani andrebbero abbassati e non alzati). Poi ci sono 70 miliardi di euro d’interessi sul debito, che diventeranno presto 80 e 90 perché i tassi salgono insieme agli spread sui titoli tedeschi. Infine ci sono 140 miliardi di euro rappresentati da ciò che la Pubblica Amministrazione spende in forniture. Una cifra che in 6 anni è cresciuta del 17% a livello di ministeri e amministrazioni centrali. Del 23% nei Comuni. Del 37% nelle Regioni. E del 50% nella sanità, che da sola vale più della metà dei 140 milirdi complessivi.
Ora la domanda è: c’è stata una pandemia di peste o colera, per cui le forniture sanitarie son o aumengtate di costo del 50% in 6 anni? E’ evidente, la risposta è no. E’ lì, che bisogna affondare con il bisturi, anzi con l’accetta, perché in quella somma si celano affari e compari, impropri connubi d’interessi e clientele locali.
Chi vi dice che non si può fare come in Lombardia, spendendo di meno e meglio per pensare al domani di voi giovani senza futuro, racconta solo balle.
In teoria potresti anche avere qualcuno che ti da’ ragione. Purtroppo però viviamo in un contesto in cui le grandezze di contabilità nazionale alimentano un sistema di aspettative che amplificano ulteriormente fenomeni quale crescita, rabbonimento delle agenzie di rating, mood di “affidabilità” del paese sui mercati internazionali.
Se ad esempio la crescita del PIL fosse in termini assoluti 10 (e in termini percentuali 1%) e il nero fosse in termini assoluti 10 (in termini percentuali un ulteriore 1%, semplificando) ecco che allora la crescita di PIL sarebbe 2%… e non un asfittico 1%, con tutte le conseguenze del caso.
A questo punto quindi, cosa è buono e cosa è cattivo? Mi pare che l’evasione buona sia davvero una scusa, comincino tutti a pagare le tasse, poi vediamo…
@Luca Paolo
Vediamo un po’…….se il nostro tasso di crescita non è realmente quello che quotidianamente ci viene rimproverato, se non c’è realmente un problema di occupazione giovanile, se non c’è realmente un problema di spesa sanitaria ormai insostenibile, se..se..se..se tutta la triste realtà che sta avanzando verso il nostro paese è solo una fantasia catastrofista allora….sì, lo confesso stavo scherzando! Se invece fosse tutto vero allora continuiamo pure a custodire i gioiellini di famiglia mentre vedremo di giorno in giorno sempre più impoverire i componenti stessi della famiglia.
Sono un commerciante pensonato.
Una volta il denaro girava girava come un uragano.
Una volta c’erano i certificati di credito bancari e i titoli di stato al portatore.
Ora che non c’è più nulla tutto e inpaltanato e se quache cosa si muove và all’estero.
Io cosa propongo per auto finanziare le banche e lo stato in barba ai corvi internazionali e nazionali che giochicchiano col compiuter sulle spalle dei risparmiatori.
CTZ speciali al portatore scadeza 10 anni al 2,5 %.
Al 10 anno rimborsarli con CTZ normali nominali a 2 anni al 2,5 %.
Idem per i certificati bancari.
I soldi al 12° anno sono regolarizzati e sanati.
Pensate quanto deraro ritornerebbe nel giro……………….
Pensate il beneficio sul PIL…………..
Nei momenti estremi estremi rimedi.
Questo è un momento di guerra finanziaria e nei momenti di guerra ci sono morti e feriti.
Questa soluzione fà male a qualcuno?
Forse ai teorici illusi o alla propaganda demagogica.
Forse mi sbaglio….. chi lo sà…….. la vita è tutta un enigma…….e del senno di poi ne son pien le fosse.
Farci un pensierino non fà male………..
Distinti Saluti
Nella manovra finanziaria sono stati aumentati i ticket sanitari.
Quindi una tassa sulla salute che pagheranno tutti ( o quasi nel senso che qualche regione ben amministrata riesce ad assorbirne il costo )
Questo è una vergogna se si pensa che alcune regioni hanno un costo pro capite per il servizio sanitario enormemente piu’ alto di altre regioni ( in cui magari il servizio è anche migliore )
Quindi ,niente ticket ma tagli , inchieste, commissionamento per quelle regioni che hanno un deficit della spesa sanitaria oltre ogni limite .
E stiamo parlando di miliardi ….
da lombardo, non mi sentirei di sbandierare il miracolo lombardo quanto piuttosto citare gli unici dati che non sono stati espressi: la lombardia conta quasi 10mln di abitanti, il 15% della popolazione che genera oltre il 20% del PIL. É un piccolo stato, che potrebbe certamente competere con altri stati del continente, come il Belgio, l’Olanda, la Svizzera, e così via. In Lombardia (che pure ha le sue ombre e i suoi scheletri, intendiamoci) si realizzano delle economie di scala considerevoli, complice anche un sistema infrastrutturale più sviluppato di altre regioni (ci si impiega meno tempo sulla tratta roma – milano che bari – roma o milano – modena, paradossalmente, perdonerete le inesattezze) e un una folta presenza di aziende. D’altro canto si vede territorio logoro e consumato che ha subito una cementificazione impressionante, una fame competitiva che è terreno fertile per infiltrazioni poco trasparenti e affari non sempre chiari. Riflette, la lombardia, il tipico campanilismo italiano, un’area divisa in 1546 comuni, dei quali solo uno sparuto centinaio annovera un considerevole numero di abitanti, mentre la maggior parte dei comuni sono micro o piccoli, come le nostre imprese. Poi, nulla da dire se, a livello italiano riescano a mostrarsi capaci ed efficienti, forse più per il benchmark utilizzato per il confronto che per meriti veri e propri.
Allora, in questo blog abbiamo una mentalità imprenditoriale , proviamo a fare 2 conti…
Il residuo fiscale della Lombardia , cioè la parte di tasse che NON è usata in Lombardia, ma solo in altre regioni) è circa 47 miliardi €, secondo vari giornali (a memoria QN, Sole24h ), seppur mai son state fornite cifre ufficiali (chissà come mai eh? )
(comunque se qualcuno ha dati migliori ben venga)
La Lombardia fa circa 311 miliardi di € di PIL.
In italia l’imposizione fiscale è circa il 43% del PIL, quindi: Tasse in lombardia : 311*43% = 133 Miliardi.
—> Ovvero paghiamo 133 miliardi di tasse , e 47 se ne vanno altrove. <—
Ovvero se la Lombardia non fosse in italia si potrebbero abbassare a tutti in media le tasse di quasi il 40% (senza nemmeno considerare l'aumento di efficienza della PA dovuto alla gestione lombarda invece che romana) , continuando a mantenere lo stesso stipendio di adesso a tutti gli impiegati pubblici,stessi ospedali, gli stessi investimenti in infrastrutture, gli stessi servizi al cittadino, tutto uguale a ora!
Potremmo essere una specie di paradiso fiscale ed industriale in europa e gli investitori scapperebbero IN Lombardia dalle altre nazioni.
Ma NOOO, mai toccare l'unità , è scritto nella bibbia giusto?? -.-