Sono almeno 40 anni che la letteratura sulla public choice insiste sul rent seeking, il parassitismo, le rendite politiche, i gruppi di pressione… non è che il mondo si è svegliato oggi a guardare le lobbies. Io ho citato analisi di Madison e di Bastiat sull’argomento che risalgono al XVIII e al XIX secolo, e nella prima metà del XX era tutto molto chiaro a Mises anche prima della Public Choice.
Il problema è che il realismo politico è considerato “brutto”, e illudersi che la politica sia una cosa bella e sana è considerato uno strumento efficace per renderla effettivamente bella e sana. Io preferisco il realismo e per fortuna è una tradizione di pensiero molto diffusa.
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