mi permetto di precisare che il mais è in assoluto la pianta più performante
basti pensare che 1 ettaro in un anno fissa tramite fotosintesi circa 3 vole la CO2 di una foresta, con conseguente immagazzinamento di energia
il problema dei biocarburanti e la loro insensatezza deriva dal fatto che noi prendiamo solo una parte della pianta (il seme) e da esso ricaviamo un prodotto di sintesi (bioetanolo). questo processo riduce a circa 1/10 l’energia che sfruttiamo rispetto a quella che sarebbe sfruttabile tramite altri processi
l’insensatezza è questa
aggiungo un osservazione personale; in un’ottica di produzione diretta delle fonti energetiche non si può pensare di raggiungere un livello decente di indipendenza dalle fonti fossili (esauribili) escludendo il settore primario, che per sua natura produce materie prime in cicli brevi
il problema è l’inefficienza di impiego delle risorse, e i biocarburanti di sintesi (biodiesel e bioetanolo) ne sono un esempio
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