La bruciante sconfitta è di chi legifera e sparisce
Non ho sbagliato il pronostico sul referendum, come non l’avevo sbagliato da mesi sulle amministrative. Gli evidenti segni di crisi di consenso nelPaese al governo Berlusconi hanno portato prima alla sconfitta in città simbolo come Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Novara e via continuando, e ora hanno riportato dopo 26 anni il quorum referendario di molto oltre il 50%. Non aver capito da mesi e mesi che questa era l’aria che tirava nel Paese verso il governo e il suo leader, oppure – ciò che è peggio – averlo capito ma non esser riusciti ad articolare un minimo di reazione politica per timore delle sue reazioni, è il segno ormai conclamato di una gravissima crisi politica del centrodestra e innanzitutto del suo leader. Per conto mio, qualunque sia la – ovvia – volontà di sopravvivenza del governo, mi riesce assai difficile immaginare atti politici di portata tale da invertire il segno e risalire la china. Vedremo la Lega che deciderà , vista la protesta da mesi montante nella sua base. Di fatto, la mia sintesi a oggi è questa: Berlusconi è politicamente ferito a morte perché privo di reazione, e al suo fianco – come si vede dai quesiti e come si è visto nella campagna referendaria – la sinistra riformista di governo è politicamente sconfitta. Il principio delle gare di evidenza pubblica nell’affidamento dei servizi locali – il primo quesito sull’acqua indebitamente e vergognosamente gabellato per privatizzazione – è entrato nella legislazione e nel dibattito italiano grazie ai riformisti del Pd, fin dai tempi di Giorgio Napolitano ministro dell’Interno. Ma il Pd su questo – come sul ripensamento in materia di no al nucleare che aveva avviato in primis lo stesso Bersani – è stato letteralmente travolto. In nome del no a un Berlusconi minaccia per la democrazia e soprattutto ridotto – autoridotto, verrebbe da dire – a barzelletta di sesso-dipendenza, e alla semplifgicazione radicale e antagonista di ogni scelta concreta, sintetizzata in parola d’ordine ideologica.E’ vero, Berlusconi in 17 anni ci ha abituato a resurrezioni successive a ogni sconfitta politica.  Ma questa volta la vedo molto dura. Non è una sconfitta alle elezioni politiche come quelle del 1996 e del 2006, non è la mare riproposizione alla lunga di azioni giudizioarie intentate nei suoi confronti a raffica. Da un anno e più a questa parte, è una ferita divenuta emorragia mai cauterizzata della sua figura personale, della sua capacità di leadership, del suo immaginario di italiano di pancia anomalo dalle ingessature politiche, ma al contempo capace di portare a casa qualcosa che alla pancia degli italiani piace.
Quanto alla sinistra di govcerno, vedremo. Della crisi profonda del riformismo molto mi dolgo, e temo che l’ondata radicalizzante resterà il segno predominante, delle alleanze alle politiche come delle scelte programmatiche concrete, dalla patrimoniale al no a ogni forma di flessibilità di mercato del lavoro come vuole la Fiom.
Qando al Pdl, o il suo dibattito interno si distingue nettamente dalla crisi di Berlusconi e del berlusconismo, oppure continuerà a vivere di luce riflessa, una luce che attualmente è quella delle prime ore di una serata estiva. Aver deciso di sparire del tutto davanti al Paese, invece di difendere nel referendum le leggi che il centrodestra aveva approvato su nucleare e servizi locali, è stata una vera e propria capitolazione, in termini di credibilità di governo e di capacità di interpretazione dello stato d’animo politico degli italiani. Hanno davvero pensato che il quorum non ci fosse. E allora o sono scemi – non ci credo – oppure non hanno coraggio di dire al leader la verità . Alcuni o molti di loro, hanno deciso in questi mesi di lasciare evidentemente che la crisi del berlusconimso avvenga, per poi decidere quale via politica e personale sia più conveniente intraprendere per il futuro.
La cosa non riguarda noi, però, la minoritarissima e intrepida pattuglia liberal-mercatista che – al di fuori di ogni appartenenza partitica e politica – si è battuta coerentemente alle proprie convinzioni nei referendum per il no sul nuclerare e per i no sull’acqua, perché scelte di questo impatto economico e civile in un Paese serio si dibattono e si assumono con serietà e non piegandosi alle semplificazioni demagogiche alle quali abbiamo assistito nei referendum.
La visibilità che abbiamo ottenuto e l’esperienza che abbiamo naturato in questi referendum – per dire, il nostro Chicago blog è diventato il punto di riferimento inn poche settimane di tutti coloro che volevano controinformazione antiddemagogica basata su numeri e fatti, in materia referendaria – ci devono convincere che anche magari nostro malgrado abbiamo un ruolo crescente ed evidente. Un ruolo innanzitutto culturale, non penso a un ruolo partititico per la cui scelta ciascuno è giudice. Il grande compito di affidare a letture e scrittura, riflessioni e confronti, la difesa più energica e determinata della prospettiva liberale e di mercato: seccamente antistatalista in materia fiscale e di iniziativa economica; fortemente personalista in termini di diritto naturale, contro ogni riemergere nostalgico di collettivismo statuale; radicalmente garantista e non giustizialista in materia di ordinamento e procedura giudiziaria; per la sussidiarietà dal basso contro ogni centralismo dirigista; per la flessibilità liberamente contrattata contro ogni ingessatura del mercato del lavoro come dei servizi e delle professioni.
Se dopo 17 anni il centrodestra italiano appare liberale e di mercato solo nelle promesse che non mantiene, spetta a chi la pensa come noi tenere alta la bandiera di chi non confonde la lezione politica ed economica del Novecento e dell’ultima grande crisi con la difesa di posizioni personali.
13 giugno 2011 Acqua, Libertà , ambiente, energia, liberalizzazioni, liberismo, mercato, nucleare, referendum


(26 voti, media voti: 4,62 di 5)
Chiusa la parentesi.Si torna all’antico.La Grecia è piu’ vicina.Non si farà nessuna riforma.La nave rimane senza nocchiero ed in gran tempesta.Superfluo ricordare il bordello.
Gentile Dr. Giannino,
sono in media d’accordo sulle sue posizioni nel 90% dei casi ma questa volta ritengo che la sua linea “comportamentale” rispetto all’istituto referendario sia stata “suicida” anche se forse, a conti fatti, comunque ininfluente.
In breve: da quando i referendum abrogativi vengono celebrati e il quorum viene raggiunto, le percentuali dei “vincenti”, siano essi i si o i no, sono sempre state “bulgare”, mai sul filo di lana.
Incaponirsi a voler votare a tutti i costi, solo per sacralizzare l’istituo del voto referendario (talaltro mai messo in discussione o a rischio da chicchessia), contribuendo così – pro quota – a far raggiungere il quorum, rispetto alla (remota) possibilità che anche per un voto mancante si potesse fermare l’infausto esito di (quasi tutti) questi quesiti, lo trovo un comportamento non lucido, più ideale che pragmatico, e onestamente mi ha un pò sorpreso propugnato da lei.
Personalmente non ho vissuto come una diminutio capitis il non essere andato a votare, anzi ho fatto quanto possibile per convincere quante più persone a fare lo stesso e.. ah, just in case, NON sono di centrodestra!
Con stima.
Carissimo Giannino,
la sua analisi è semplicemente perfetta, la condivido parola per parola. Mi permetto tuttavia, vista la travolgente votazione, di riservare una nota anche ai votanti: due soli sono gli infiniti, l’Universo e l’Imbecillità (Albert Einstein)
Cari saluti,
Pietro Barabaschi
Concordo con l’articolo. Devo tristemente notare, però, che sembriamo quella famosa barzelletta di chi per fare dispetto alla moglie si taglia ….. In effetti sono convinto che nucleare e acqua pubblica fossero indispensabili per il costo dell’energia e per la modernizzazione della rete. Mi sembra un prezzo caro per un segnale al governo. Luigi
@stefano tagliavini
Sono d’accordissimo col suo pensiero , in effetti tutte le liberalizzazioni che si sono fatte e ,che avrebbero dovuto portare benefici ai consumatori , si sono rivelate peggiori
delle gestioni pubbliche .
A parte la telefonia , dove effettivamente cis ono state riduzioni di prezzo , nell’energia sia essa elettrica o per il riscaldamento , nella gestine dei rifiuti , nei servizi bancari , pedaggi autostradali ; la privatizzazione si e’ rivelata un bluf con raddoppi dei costi per cittadini ed imprese .
Nei monopoli naturali , non e’ possibile assicuare la concorrenza se il regolatore non mette regole certe e condivise perche’ la conseguenza e’ creare rendite di posizione per pochi ( che oltretutto non effettuano gli investimenti promessi ) e maggiori costi per gli UTENTI .
@Pastore Sardo
Sono della tua stessa opinione , l’Italia deve andare in DEFAULT , solo cosi’ si potra’ ricominciare dalle macerie , come dopo la 2° guerra modiale .
Non ci sono alternative , ma non dovremo piu’ firmare cambiali in bianco a nessuno , NON DOVREMO PIU’ AVERE UNA CLASSE POLITICA DI MESTIRE , DOPO 2 LEGISLATURE A CASAAAAA , CI VUOLE SEMPRE GENTE NUOVA CHE NON SI ABITUI AL POTERE , QUESTI DEVONO LAVORARE AL SERVZIO DEL CITTADINO E NON AL LORO INTERESSE !!!
…ma l’idea che sia legittimo che la gente si stufi di qualcosa non viene nemmeno presa in considerazione?
Perchè chi oltre che liberale si riitiene, motivatamente, liberista non aiuta anche lui ad individuare e valorizzare qualcuno in grado di portare avanti certi punti di vista con competenza, sobrietà e dignità ?
Ci sono Tremonti, Mario Monti, per un certo periodo poteva sembrare che fosse ascrivibile ancora ad un centrodestra liberale ma non istericamente populista Bruno Tabacci… che è stato quasi cacciato verso il terzo polo non era abbastanza prono nell’esaltazione del Caro Leader. Di figure che sul piano economico non si rifanno certo al socialismo ed allo statalismo ce ne sono, sul mercato, basta caparle nel mazzo… ma proprio due vecchi bavosi, uno – poveretto – coi pesanti segni di un insulto vascolare ed un altro platealmente malato con seri problemi di rapporto con la propria sessualità debbono essere i campioni di un modello di società basato sull’accettazione del rischio di impresa e delle regole del mercato? A parte possibilità di acquistare consenso come patate grazie a molto denaro, cos’ha per voi di attraente quest’uomo, dopo diciassette anni di chiacchiere roboanti senza seguito alternate ad azioni pratiche per sé e per i propri asset finanziari?
Grazie sig. Barabaschi per la “dotta” citazione, ha dato degli imbecilli al 52% abbondante dei suoi concittadini. Mentre in democrazia, per concetto, la maggioranza ha sempre ragione. In Venezuela, invece, ha ragione il leader dopo adeguato plebiscito (Chavez si è fatto ratificare la possibilità di essere rieletto Presidente a vita, cosa che al Nostro non è stranamente passata per la mente).
Si ripassi un po’ di fisica; fra l’altro, Einstein diceva che sull’infinita estensione dell’Universo non era nemmeno del tutto sicuro.
Sig. Barabaschi, alle ultime comunali non ha affatto stravinto il centrosinistra. Ha perso la destra, per disaffezione dell’elettorato perché la sua “offerta” è sempre più inconsistente e parolaia. Come il giro prima, alle politiche, non era Berlusconi ad aver entusiasticamente convinto, era il centrosinistra diviso litigioso e contraddittorio, senza programmi ed incapace di unità programmatica.
La vita insegna a diffidare di chi testa l’ignoranza altrui senza accorgersi della propria.
Le leggi della fisica prestano poca attenzione all’opinione della maggioranza, dunque se l’Italia ha scelto di rinunciare all’energia nucleare dovrà affidarsi alle restanti fonti disponibili.
In attesa che venga risolto il problema più grande delle rinnovabili “classiche” ovvero la discontinuità e che si ovvi all’impossibilità attuale di immagazzinare miliardi di KWh, in attesa delle smart grid, del ripompaggio di mezzo mare adriatico, dell’aria compressa delle batterie avanzate (?) e di tutti i sistemi possibili, in attesa di tutto questo come procureremo i 60GW di potenza di picco alle 19 di sera? Bruciando combustibili fossili.
Auguri a tutti
@CLAUDIO DI CROCE
Con chiunque.
le bugie hanno le gambe corte
http://www.reggio5stelle.it/2011/06/13/siiii-ora-fuori-lacqua-da-iren-spa/
“Ruolo culturale” un paio di balotas. Semmai profeta in patria, o Cassandra – dipende dai punti di vista. Gran bella prospettiva.
Penso che solo la fame ci farà apprezzare il liberismo, la libertà di impresa, il mercato.
NUCLEARE: Noto che quando si parla del nucleare e delle varie rinunce, come quella tedesca, nessuno parla mai del sostituto. La Germania non ha ancora detto realmente con cosa sostituirà il nucleare quindi o lo comprerà dalla Francia o potenzierà gli impianti a combustibile fossile che ci uccidono già oggi tanto quanto fukushima.
LIBERALI: Sarei anche io entusiasta di un movimento mercatista e liberale ma diffido sempre di chi dice “candidati che ti voto” come molti fanno con il povero Giannino, già sufficientemente vessato dal Milan ogni mattina
E’ la solita pilatesca lavata di mani italiota che osanna Mussolini in Piazza Venezia e pochi anni dopo ne prende a calci il cadavere a P.Loreto.
E poi Craxi. E Berlusconi. Prima o poi toccherebbe anche al nostro povero Oscar.
In questo atteggiamento liquame le anguille marce della politica italiana campano da sempre e sono sempre lì.
Ciò che manca ai liberali mercatisti è dire a Oscar: “noi stiamo facendo un programma liberale. Vieni a darci una mano?” Ma è molto più difficile.
l’incompetenza al potere?
Io sono coma forma mentis e come quotidianita’ un “molecular scientist” (l’equivalente termine italiano suona “esagerato”). Quindi perche’ uno come me attento al concreto ha vota si, pur avendo votato a favore ad i tempi di Chernobyl? Perche’ come tanti altri ha fatto 1+1.
1) il governo non ha scelto di difendere questa scelta energetica usando escamotage ridicoli pur di non confrontarsi con le legittime richieste di chiarezza della “base”.
2) Berlusconi, Bossi etc mi dicono di non andare a votare, perche’ e’ inutile. Praticamente siamo tutti cerebrolesi e solo loro sono in grado di capire cosa e’ meglio per noi… .
3) ci fosse stato un governatore dell’area centro-dx che si sia detto possibilista riguardo ad ospitare l’impianto (che io reputo piu’ sicuro di nella quotidianita’ di un centro di stoccaggio gas … ) nella propria regione!! Addirittura la Sardegna lo decide in modo programmatico. Questo faceva presupporre che i soliti volenterosi “idioti” lo avrebbero ospitato, ma poi l’energia sarebbe stata richiesta da tutti. Forse il federalismo energetico e’ l’unica strada da percorrere … .
4) Incapacita’ politica dei giornali di area (alla faccia dell’informazione) che scommettendo sull’assenza del quorum (NON su una base di discussione) dileggiavano i votanti. Il culmine raggiunto con il TG1 di Minzolini che invitava tutti a fare la gita visto che il tempo era ottimo (p.s. in lombardia pioveva bene!!).
5) perche’ si deve scommettere sull’effetto Leva del voto negativo (mediante l’astensione) ? Lo trovo profondamente sbagliato come concetto e da un punto di vista civile. SI o NO. Chi non vota decide di tirarsi fuori.
6) Chernobyl era il risultato di una gestione disastrosa prima e dopo. Conseguente ad uno stato disastrato. Fukushima e’ il risultato di eventi imponderabili in una nazione si tecnologicamente all’avanguardia ma un poco troppo ingessata (ed io ho frequentato i laboratori della ricerca Jap) per essere totalmente reattiva (sebbene qui i margini fossero risicati).
Da questo e altro e’ derivato il mio votare SI invece del forse atteso NO.
Con la classe politica al governo, un premier che fa “finta” autoironia sul Bunga Bunga, non in grado di fare una riforma liberista (acqua), energetica, etc e di difenderla sul campo, bene come posso io fidarmi della loro capacita’ di gestire non dico l’emergenza ma anche solo una situazione ordinaria come dove creare gli impianti in modo trasparente e non dettato da sondaggi?
Al governo ci vuole capacita’.
Come ha detto stamane Giannino: “basta con i buffoni e con i servi di un buffone”.
E chi scrive e’ un liberista convinto.
Peccato
Giannino, non montarti la testa. I liberali mercatisti sono una assoluta minoranza, e nessuno li stana dalla loro egoistica passività . Ci vuol altro per cambiare il paese. Occorre riprendere i discorsi di Miglio, delineare un profilo di Repubblica Confederale (non basta la bufala del federalismo alla Bossi). A dispetto della commedia nazionale patrocinata da nonno Giorgio il paese è articolato in tante realtà territoriali e culturali, è un paese fatto di ‘diversi’: l’unica uscita dal tunnel è il riconoscimento della realtà e la istituzionalizzazione delle diversità . Tutto il resto è commento.
Il Ministro Tremonti ha bloccato lo sviluppo del Paese, non spendere per avere saldi di bilancio stabili è una scelta che porta alla recessione economica. La riforma fiscale é possibile solo tagliando Enti inutili della politica e della burocrazia ridondanti e trasferire queste risorse al Cuneo fiscale per aumentare i consumi e alle tasse sulle imprese per stimolare assunzioni, innovazione tecnologica e produttività .
NUCLEARE
Continuo a non capire come mai si dipinga il rifiuto al nucleare come una scelta irrazionale, quando in realtà è la più razionale di fra tutte:
forse non sono i liberisti che in tutti questi anni ci hanno insegnato ad esternalizzare? ebbene l’Italia saggiamente compra dalla Francia (sottocosto per eccesso di produzione) un energia pregiata (leggi energia elettrica) lasciando ad altri la parte sporca… e non mi dilungo sui costi non immediatamente visibili del nucleare, quali scorie (stiamo ancora smaltendo le scorie delle centrali costruite negli anni sessanta), piani di campagna di 50 anni che poi rendono il sito inutilizzabile ed inabitabile dall’uomo, investimenti iniziali pazzeschi con il costo del denaro che oltretutto sale (8-9 mld di € per 2 GW, quando TVN di Civitavecchia a carbone ne è costata un quarto).
ACQUA
Da bravi studenti di economia spiegatemi dove si ha la maggiore efficienza in un monopolio naturale quando il concessionario ha la facoltà di rivalersi sul consumatore, scaricando su di esso le proprie inefficienze (cfr. liberalizzazioni Autostrade).
@Mr. Gnaws
Non è questione di meschineria, ma di realismo.
L’opera divulgatoria e informativa di Giannino su questi referendum è stata preziosissima e meritoria, ma una volta aperti gli occhi a quanta più gente possibile, comunque sempre troppo poca in confronto alla massa oceanica dei disinformati, occorreva passare all’azione. Ora, l’unica, debole speranza di vincere era quella di “allearsi” con gli astensionisti. Deprimente? Sono d’accordo con lei, ma allora si cambino le regole, si levi il quorum e magari s’introducano anche le consultazioni propositive. Allora ci si confronterà in modo cristallino, No contro Sì, senza trucchi e sotterfugi.
Ma, CON QUESTE REGOLE, l’unica possibilità di prevalere per chi era a favore del No era di unire le sue forze a quelle dell’astensione. Perché era chiaro come il sole, e Giannino lo sa meglio di chiunque altro, che il fronte del No era una minoranza nel paese. A quorum raggiunto era CERTO che i Sì avrebbero stravinto, com’è infatti avvenuto (e come sarebbe avvenuto in ogni caso, dato che hanno la maggioranza assoluta, ma ancora non lo sapevamo).
Andare a votare No per affermare un principio astratto sarà forse un segno di sensibilità democratica. Sicuramente è stato autolesionistico.
Ho sentito questa mattina Giannino su Radio 24 inveire contro il Governo per chiederne le dimisisoni. Oltre a l’assenza totale di una onesta (mancava del tutto la storicizzazione degli eventi berlusconiani) e una corretta analisi politica sui perchè si è arrivati al fallimento (Giannino ha persino detto che a Lega è “solida”… roba da matti o meglio da incompetenti) ciò che mi ha dato sui nervi è il tono da oracolo usato dal Nostro… quando ciò che dice lui è ciò che vuole il 60-70% degli italiani. Giannino sei un Confrormista (e lo dico gridando e con il tono che Giannino usa certe volte). Ci vuol, più serietà e coraggio a raccontare che bene ha fatto B su molti temi (nucleare in testa) che sputazzarlo quando tutti fanno questo. Che tristezza!
Allora??… io insito perche’ non organizzare una sorta di “convegno” dei lettori-sostenitori del blog? Fosse anche e solamente con l’intento di disperarci collettivamente nella attesa della sorte, avversa, che ci attende nel transito dal Berlusconismo al Chavez ItaGlioTa come diceva, bene, qualcuno di voi…
Saluti a tutti e che “dio ce la mandi buona”!!
caro Giannino,
le faccio i miei complimenti per questa sua ennesima lucidissima disamina dei fatti. Mi permetto di aggiungere che il PD è ormai chiaramente in declino come forza liberale e sempre più ostaggio di Vendola (che si candiderà come possibile leader alle primarie “allargate” del PD) e Di Pietro (che mi domanda come faccia a definire il suo partito liberista e liberale, come sottolineato stamattina a radio24 da Donadi stamattina).
C’è bisogno di una vera rivoluzione liberale e io, da elettore più che deluso del berlusconsmo della prima ora, quello che, almeno nelle promesse, doveva essere il rappresentante popolare di questo liberismo, ho deciso che proverò, nel mio piccolo a fare politica attiva per cercare di migliorare questo nostro “ingrato” (perchè mal gestito) paese.
Spero soltanto di trovare una collocazione politica adatta; certamente non mi riconosco in nessuno dei due principali partiti (PDL e PD).
Sottoscrivo in pieno ciò che ha detto Giorgio rispondendo a Mr. Gnaws
… aggiungo solo che la “perfetta strategia” di coloro che erano per il No ma che hanno giocato la carta dell’astensione, era di recarsi alle urne non appena fosse stato certo che il quorum era raggiunto (cosa quasi certa già domenica sera). In queso modo si sarebbe abbassata la percenutale dei Sì (che invece ha raggiunto la soglia psicologica del 90%). Ma sarebbe stato un mero e inutile esercizio di “perfetta strategia elettorale”. Bene han fatto i contrari a puntare sul non raggiungimento del quorum. Male ha fatto giannino a condannare moralmente chi non andava votare. Bene invece ha fatto “lui” a spiegare le ragioni del No e corentemente ad andare a votare.
parlo di ciò che so, che per i teoremi generali c’è già l’inclito.
lo stato fa una gara d’appalto per i servizi di pulizia delle sue “locazioni” (nazionali.. locali).
La vince una società immobiliare (!) che ovviamente non dispone né di struttura né ha interesse a reperire personale. Appalta a sua volta in ambito locale (e tosa). Quella locale copre delle macro regioni e si mette a reperire delle cooperative che in ambito ancor più locale e polverizzato possa garantire il servizio (e tosa). La cooperativa può esser quella che operava precedentemente oppure una nuova, ma in ogni caso il personale esistente (pluriennalmente) lavora e svolge quell’attività con dedizione e competenza: perché non continuare? Si propone quindi, alla luce di ‘quanto rimane in tasca’ dopo i vari passaggi, alla persona di: svolger le medesime mansioni per meno ore (e meno soldi) mantenendo lo stesso grado di qualità di servizio.
Quanti mangiano indebitamente? quanti e quali ci rimettono sostanzialmente (lo stato in primis)?
Certi mantra di liberismo dovrebbero aver un giusto riscontro con quanto ne consegue, così come chi buca una strada per far della manutenzione poi la ricopre e se il lavoro lascia a desiderare ..che ci pensi qualcun’altro?
Si vuol uno stato leggero? libertà al privato? perfetto! ..e poi?
Il cittadino può affidarsi anche in modo improprio ai referendum (personalmente dubito) ma ai furbi che tanto cascano comunque in piedi e vengono a darci lezioni di come dovrebbe esser, chi li tien sotto tiro?
Giannino e gli eredi della scuola di Chicago?
Quello che riesco ad immaginare non strappa nemmeno un amaro sorriso..
@Roberto 51
si vede che lei o è un dipendente pubblico e il suo stipendio è pagato da chi lavora e quindi spera da questi figuri altri denari , oppure è un comunista che rimpiange i fasti dei tempi andati .
@Marco Marchionni
Marco for president!
tutto giusto, ma vogliamo parlare di chi ha pubblicamente dichiarato ( e suggerito ad altri) di andare a votare NO, contribuendo così al raggiungimento del quorum? AUTOLESIONISMO?
e questo per quale motivo? perché volendo votare (ed invitando altri a farlo) SI’ al referendum sul legittimo impedimento, ha ritenuto troppo complicato spiegare che si potesse ritirare solo la/le scheda/e di interesse, non contribuendo al quorum per le altre?
e lasciamo pure perdere il fatto che il legittimo impedimento scadesse comunque ad Ottobre di quest’anno… quindi tanto rumore e tante vacue parole per una legge in scadenza fra pochi mesi!
@calipsom
condivido totalmente le sue osservazioni e non capisco queste posizioni di Giannino, che non vorrei si volesse atteggiare da “intellettuale ” .
Vorrei solo ricordare che dal 2008 ad oggi sono successe queste cose simpatiche :
- crisi economica mondiale , che non si vedeva da 70/80 anni: i governi di tutto il mondo colpito da questa crisi sono caduti in popolarità – Obama, Merkel, Sarkò, Zapatero in testa;
- terremoto all’Aquila;
- guerra alla Libia;
- disastro Fukuscima ;
pensate che questi simpatici eventi non abbiano influito sulla popolarità del governo ?
Cosa avrebbe dovuto fare Berlusconi per fronteggiare la situazione ?
Io penso che quello che è stato fatto sia stato positivo , tranne sulla Libia dove avrebbe dovuto tenere fuori l’Italia ,come la Germania, con un particolare : tutta l’intellighenzia , la stampa, i partiti lo avrebbero accusato di farlo perchè era amico di Gheddafi. Infine non ho ancora capito come tutti coloro che invocano riforme “liberali ” cioè sostanzialmente ridurre le tasse – Giannino compreso – spiegano i dettagli di come fare , cioè chi paga .Tutti dicono solo frasi generiche e demagogiche tipo : ridurre gli sprechi, tagliare le auto blu, ridurre i parlamentari, che non servono a nulla dal punto di vista economico. Se avete proposte concrete e non chiacchere , fatele pf. Giannino in testa.
a me pare di aver letto: “chiunque”.
che tradotto, se posso permettermi, sta a dire: al posto dello schifo attuale, anche uno a caso dei pretendenti (non necessariamente dello schieramento avverso) mi sta bene.
In merito poi ai pubblici con il posto garantito e stipendio ‘alle spalle dei contribuenti’ (che lavorano..), io che non lo sono lo dico forte: qualunquismo a piene mani.
Avanti così!
@ Claudio di Croce: “non vorrei si volesse atteggiare da ‘intellettuale’ ”
Per carità , intellettuale, che schifo!
Adoro questi risvolti maoisti nella base del PDL.
Mi sembra che l’approccio liberale non goda di buona salute in tutto l’Occidente, non solo in Italia.
Temo che sia il frutto della recente crisi: quando la spada del liberalismo (idealmente equa, perchè basata sull’efficienza) doveva colpire i più potenti (le banche ed alcuni governi), si è deciso di rinfoderarla sulla base del solito ipocrita “too big to fail”.
Così facendo si è persa molta credibilità .
Per quanto riguarda il centrodx italiano, sono anni oramai che il liberalismo è stato inghiottito dal berlusconismo. E la lotta anti-Berlusconi sta portando anche il centrosx sulla stessa strada, come fa giustamente notare lei.
E dunque, la soluzione è liberarsi il prima possibile di Berlusconi per aprire una nuova stagione, no?
@Cachorro Quente
non sono sicuro di avere capito la battuta non essendo un intellettuale . Confermo però che una cosa molto positiva fatta da Mao è stata quella di chiudere le università per mi pare cinque anni , mandare i professori e gli “intellettuali ” in genere in campagna a lavorare . Pensate in Italia quanti professori , giornalisti, scrittori, musicisti ,opinionisti, sociologi, politologi, ricercatori a vita e mai trovatori , saltimbanchi , buffoni ne avrebbero bisogno. E noi potremmo ridurre le tasse risparmiando i costi altissimi di questi personaggi.
Gentile dr.Giannino ,
posso dire di condividere la maggior parte del suo intervento. In particolare trovo assolutamente condivisibile la parte finale in cui parla di come “scelte ad alto impatto economico e civile siano da prendere in maniera seria e ponderata”; aggiungo io, non lasciate a uno strumento come quello dei referendum, che per la sua stassa natura si presta ad essere piegato alle semplificazioni demagogiche (come da Lei esemplarmente detto).
Personalmente ritengo che non sia ammissibile che chi, completamente all’oscuro di materie come lo sfruttamento dell’energia nucleare (per carenze di conoscenze tecniche) o la legislazione sulla gestione delle risorse idriche, manipolato da certa stampa e da certa politica, in balia dell’onda emotiva di fatti come quelli di Fukushima, possa decidere che per 5 anni in Italia non si possa studiare un piano energetico nazionale che comprenda il nucleare o che la gestione dell’acqua resti in mano a chi, per incapacità ed inefficienza, negli anni ha portato a dispersioni del 75-80% di questo bene dai tubi degli acquedotti italiani.
Ritengo che lo stumento referendario vada ripensato sia nella forma che nei “numeri”.
In Italia ci sono 50 milioni di elettori, basta la firma di una percentuale esigua di essi e tutto il corpo elettorale è chiamato ad esprimersi su cose di cui non è informata/competente oppure informata in modo fazioso e demagogico.
Senza contare che, nella stragrande maggioranza dei casi, il quorum poi non viene raggiunto, con costi inutili per i contribuenti, e quando viene raggiunto si ottengono invece disastri come quello dello scorso fine settimana…
Mi pare che qualcosa in proposito vada rivisto.
Gli italiani hanno votato contro il nucleare e la liberalizzazione dei servizi idrici perchè non si fidano di chi li governa! Per chiedere alla gente di fidarsi delle proprie scelte su questioni così delicate bisogna mostrarsi credibili, maturi, trasparenti, onesti oltre ogni ragionevole dubbio. Cioè il contrario di quello che questo governo ha saputo mostrare.
@CLAUDIO DI CROCE
Il Tg4 l’abbiamo già sentito, grazie.
In sostanza hai capito benissimo la mia battuta, e hai dimostrato che era miratissima. D’altra parte stiamo parlando di qualcosa che rischiava di chiamarsi il Partito del Popolo delle Libertà , il nome più maoista (con sfumature nord-coreane) che sia mai stato proposto in Italia dagli anni ’70 ad oggi. Dalla Rivoluzione Liberale alla Rivoluzione Culturale.
Cari redattori del sito,
per quale motivi siete convinti che il sà é stato un voto ideologico, mentre le vostre posizioni non lo sono?
Le vostre posizioni si basano su una presunta scientificitá del modello econonico neoclassico, che io ammiro per eleganza e spesso uso per spiegare e capire. Ma cerco di non dimenticarmi che é anche esso basato su molte semplificazioni che non sempre sono quelle adatte a rispondere alle domande giuste. DImenticarsi di questo vuol dire essere ideologici nell´altro senso. e voi (quasi) sempre lo siete.
distinti saluti, Marco
Concordo pienamente con Giorgio e Calipsom, abbiamo visto che si stava attuando un voto politico-demagogico, andatevi a vedere l’inizio di Omnibus di oggi sul sito di LA7, dove è stato spiegato perfettamente la posizione di Bersani sulle municipalizzate di poco tempo fa e la posizione della regione Toscana.
A differenza delle elezioni amministrative dove alla fine il finto meno peggio te lo ritrovi a prescindere, il referendum era in questo caso una occasione per non votare e riuscire a raggiungere l’obiettivo di chi ha percepito una analisi di cervello e non della pancia della maggioranza degli italiani.
E invece cosa succede, l’obiettivo viene letteralmente cancellato dalla “opportunità di andare a votare”.
Baaaaaastaaaaaa, non ne posso piùùùùù di questo masochismo, già non contiamo una beata mazza in un paese liberista con il culo degli altri, poi ci mettiamo anche noi a predicare bene e applicare strategie suicide…. ma dove vogliamo andare????
A questo punto che venga il DEFAULT il prima possibile, alle prossime elezioni voto a sinistra, voglio il default il prima possibile, finiamo questa agonia il prima possibile, soffriamo ma ricominciamo il prima possibile …. questa lenta agonia mi fa soffrire ancora di più!!!!
Unico dubbio, mi hanno cmq detto che il referendum sull’acqua è un imbroglio perchè la legislazione europea sui servizi pubblici è praticamente normativa interna italiana e quindi l’esito del referendum sull’acqua non è applicabile … non è che Giannino lo sapeva e per quello ha detto di andare a votare?
Concordo pienamente con l’analisi di Giannino, purtroppo in pochi abbiamo capito l’mportanza di sostenere queste imporanti scelte per il futuro dell’Italia. Serve una vera spinta liberale ma mi riesce difficile immaginare da dove possa arrivare.
Escludendo il quesito sul legittimo impedimento, per natura politico, l’esito del referendum rappresenta una sconfitta per tutto il paese e, in particolare, per tutte le forze politiche.
Il governo ancora una volta non ha avuto il coraggio di essere coerente con un progetto politico (al di là del giudizio sul progetto) e ha preso misure improvvisate per paura di perdere consensi. Inoltre ha fatto poca campagna referendaria, per di più sbagliata, scommettendo sul “non voto†anche quando c’era sentore di quorum.
L’opposizione, in particolare il PD sull’acqua, ha perso l’occasione di proporsi come forza parlamentare matura e alternativa preferendo sfruttare l’impatto politico del referendum invece di portare avanti un confronto parlamentare per migliorare una legge che va, anche se un po’ zoppa, nella direzione già imboccata dal PD stesso.
L’informazione ha mostrato tutta la sua debolezza limitandosi, salvo poche eccezioni, a riportare slogan assolutamente demagogici che hanno finito per trasformare un referendum relativo a questioni “tecnicheâ€, che avrebbero meritato più analsi e approfondimenti, in un giudizio politico/ideologico.
Hanno perso anche i cittadini, almeno quelli che hanno votato fidandosi dei proclami dei politici e del comitato per il sì anche se con l’attenuante di un’informazione assolutamente non all’altezza.
Mi piacerebbe che il PD, invece di chiedere a gran voce le dimissioni, sfruttasse i risultati (referendum ed amministrative) per spingere il governo (sicuramente più debole ma comunque legittimato per 5 anni dalle urne) a intraprendere un confronto costruttivo per il paese, magari partendo dal suo disegno di legge sull’acqua.
grazie oscar! il suo sforzo per il no su acqua e nucleare non è bastato ma il suo impegno le fa onore e dalle sconfitte si impara di piu che da fortunose vittorie!
paolo barbato
@CLAUDIO DI CROCE
Sarei curioso di conoscere in che cosa consiste il suo contributo all’umanità . M’illumini, per favore.
Quello del suo Dux è chiaro: combattere il Comunismo con i suoi “liberi servi”. Peccato sia arrivato tardi sul tema. Il Maccartismo risale agli anni ’50. Sulla buona fede ho i miei dubbi. A suo dire, egli non sbaglia mai. Che vi abbia preso per una massa di somari!?
In università ho visto con i miei occhi prof e ricercatori spendere 7-8000 euro ( di fondi per la “ricerca”) per prendere Pc Apple ( che fa sempre “figo”)… che servono per scivere in word e mandare e-mail ….. e la chiamano spesa pubblica, e la chiamano ricerca ecc … ma fatemi il piacere io il pc devo pagarmelo con i miei soldi se voglio usarlo …ma io ovviamente non sono uno che fa il bene del paese..non potrei solo se sono pagato dallo stato(quindi da quelli che producono ricchezza) sei uno che è bravo buono e adatto allo sviluppo del paese…. bene il default è dietro l’angolo…anzi no prima un bell’esproprio per gli amici di Vendola così il default lo facciamo solo 7-8 anni dopo la grecia!!
Si, ha ragione nel fatto che questo blog ha molto verso chi cercava una controinformazione basata su fatti e numeri.
Ma allora si può anche dedurre che in qualche maniera ha influito un poco di piu il web in generale e un poco di meno la tv in generale?
E la tendenza mi pare proprio questa; lo dicono pure i flussi di invenstimento in pubblicitÃ
@CLAUDIO DI CROCE
SECONDO LEI E’ DEMAGOGIA CHIUDERE UNA VOLTE PER TUTTE GLI ENTI INUTILI , RIDURRE A NON PIU’ DI 30.000 LE AUTO BLU’ , TOGLIERE LE SCORTE AI POLITICI ( L’HANNO TUTTI ANCHE CHI NON E’ PIU’ POLITICO , E’ UNA SORTA DI STATUS SIMBOL ) RIDURRE I PARLAMENTARI ( SOLO NOI ABBIAMO DUE CAMERE , DUEEEE , CHE FANNO ESATTAMENTE LE STESSE COSE ) PAGARE PENSIONI DA 40.000 € AL MESE !!! TENERE APERTI OSPEDALI CHE HANNO 30 POSTI LETTO E 400 IMPIEGATI ! MANTENERE LE PROVINCE , CHE AVEVANO L’UNICO SCOPO DI DARE LE PRIME DUE LETTERE ALLE TARGHE DEGLI AUTOMEZZI , ORA NEMMENO QUELLO !
LA DEMAGOGIA LA’ STA’ FACENDO LEI ED IL SUO AMICO TREMONTIX , CHE NON HA ANCORA CAPITO CHE CON LA SUA CURA STA’ UCCIDENDO ANCHE IL CAVALLO , PER COMPIACERE DEI BUROCRATI EUROPEI CHE VEDONO SOLO I ” GELIDI NUMERI ” .
MA GLI ITALIANI NON SONO NUMERI , SONO FAMIGLIE , IMPRESE CHE HANNO BISOGNI DA SODDISFARE PER CONTUNARE AD ESISTERE , NON CI SI PUO’ ANNULLARE NELLA NECESSITA’ DI RAGGUNGERE UN’IMMAGINARIO PAREGGIO DI BILANCIO CHE CON LE RISORSE ATTUALI NON RAGGIUNGEREMO MAI !!!!!
SI SVEGLI !!! STA’ ANCORA SOGNANDO , COME STANNO SOGNANDO I NOSTRI MINISTRUE PIU’ DI LORO IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO .
LE ULTIME TORNATE ELETTORALI STANNOA SIGNIFICARE CHE IL POPOLO SOVRANO NE HA LE PALLE PIENE DI FARE SACRIFICI SENZA VEDERNE L’UTILITA’ !!!!
Sono un elettore di sinistra (riformista) ed ho votato 3 no per Acqua e Nucleare (credo sia un errore rinunciare ad un servizio gestito dai privati per l’acqua ed ad una tecnologia come l’atomo per lo sviluppo economico). Credo che la scelta strategica della maggioranza di centrodestra su questi referenda sia stata particolarmente sciagurata. Perchè su temi come questi le battaglie vanno combattute . Non si può sempre sperare nell’apatia delle persone. Bisognava combattere per il no (invece di inseguire trucchetti banali per evitare il voto). Questa destra ed il suo leader hanno dimostrato (forse irreparabilmente) di non credere nemmeno nelle idee che professano. E’ un bluff l’idea della destra italiana liberale e libertaria. Inevitabilmente gli elettori preferiranno la sinsitra statalista e kenesyana (la cosa non mi entusiasma); ma questo è un’altro degli effetti di venti anni di illusioni
Caro Giannino,
…ma le alternative dove sono? Non certo a sinistra che, al di la dei canti di vittoria, racchiude anime talmente divergenti da non poter razionalmente gestire il governo del Paese.
E allora? Forse se il Premier la smettesse con bunga bunga, barzellette e anatemi contro la Bocassini (peraltro facesse davvero il proprio lavoro) potrebbe davvero portare avanti quelle riforme promesse.
Bisogna che qualcuno dei suoi lo dica al Presidente: basta! Preoccupati di ciò che sai fare: organizza e gestisci, magari con le scelte impopolari che la situazione necessita, ma fai!
@Davide
Chiedo scusa Davide, ma il fatto che la strategia del centrodestra (che di destra non ha niente, ma ormai si usa chiamarlo così) fosse sbagliata, non significa che la tua sia stata corretta.
Come fai a dire dopo la ampia differenza percentuale tra i SI e NO, cosa nota anche a Giannino e immaginabile da tutti, che la strategia giusta era combattere e prendere posizione per il no DICENDO DI ANDARE A VOTARE?
LA STRATEGIA DI CUI PARLI TU, CHE E’ QUELLA ADOTTATA DA GIANNINO è PERDENTE.
La strategia che doveva adottare il governo doveva essere quella di dire le cose come stavano, niente di più MA NIENTE DI MENO, ovvero dire e spiegare con la stessa forza e impegno profuso dal buon Giannino:
votare SI è sbagliato per tutta una serie di motivi, ma siccome la gente voterà con il sentimento antigovernativo e sul nucleare sull’onda di quello che è successo in Giappone ci troveremo in una condizione di palese minoranza, DI CONSEGUENZA SIAMO COSTRETTI AD ASTENERCI DALLE VOTAZIONI PERCHè RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO E’ TROPPO IMPORTANTE PER QUESTO PAESE E NON FAR RAGGIUNGERE IL QUORUM E’ L’UNICA SOLUZIONE ATTUABILE. (punto e basta)
Caro Davide siccome hai cmq compreso che ormai siamo a combattere delle battaglie allora BISOGNA CERCARE DI VINCERE SENZA FARSI PIPPE MENTALI E CLASSIFICARE UNA STRATEGIA VINCENTE COME UN TRUCCO, NON POSSIAMO PIU’ PERMETTERCELO.
CordialitÃ
Le tragedie italiane finiscono spesso in farsa.Infatti il declino di B si dipinge di toni tipicamente “italianiâ€: anche i fedelissimi, al declinare del padrone munifico, ricordano di sapere quello che tutti abbiamo sempre saputo: Galli della Loggia ammette che il partito del padrone proprio non funziona, Ferrara suggerisce che il padrone non ha combinato nulla, cominciano i distinguo…perfino sallusti sembra avere la tosse.
Eppure tutti sapevamo la verità …facciamo quattro esempi su quattro fandonie facili facili :
IL GRANDE COMUNICATORE: chiunque analizzi la comunicazione di B politico ha ben chiaro che non sa comunicare : non è in grado di sostenere un contraddittorio televisivo; non accetta domande in conferenza stampa; comunica con monologhi in video e per telefono : mai stato un comunicatore, solo un enorme bluff.
IL GRANDE IMPRENDITORE : dove sarebbe il successo imprenditoriale senza corruzione,evasione fiscale, distrazione di fondi ? Dalla fondazione delle 24 Holding Italiana 1-24 con 24 teste di legno, tutti sapevamo che senza scambi con Craxi non vi sarebbe stato alcun impero televisivo.
IL GRANDE CONQUISTATORE : uno che paga le donne è un grande conquistatore ? dove ? quando ? nel paese dei latin lovers lo sanno anche i sassi che il conquistatore non paga cash ragazzine decerebrate e prostitute professioniste.
IL GRANDE POLITICO : non ha combinato nulla, non ha mantenuto un impegno, non aveva un progetto, solo chiacchiere. Ha portato in politica i peggiori cialtroni mai visti grazie al disimpegno ed alla imbecillità della gente perbene.
Se passasse di nuovo in tv “IL GRANDE STAVISKY†di Alain Resnais qualcuno potrebbe riconoscere finalmente il maggior riferimento storico-culturale di B: il grande truffatore francese degli anni trenta, interpretato da un Belmondo bello e affascinante .Guardate come B si veste , come si trucca ,a quale immaginario si riferisce : una simpatica canaglia …quello che avrebbe voluto essere, quello che disinvoltamente afferma tutto ed il contrario di tutto, soggetto a mille ricatti, mantenendo tutto immobile per poter galleggiare…e gli italiani l’hanno preso sul serio: una nazione intera ha dilapidato un decennio.
caro giannino, ma lei ha davvero scambiato per liberali e addirittura liberisti una allegra brigata di cialtroni (ex dc, ex psi, ex p2, cl), assortiti con mafiosi,camorristi ed evasori vari , con l’aggiunta di montanari leghisti (quasi tutti ex pci ex dc) ??? Non posso crederci.
@giobbe covatta
mi dispiace di non essere stato chiaro: sono convinto che siano necessari tagli rigorosi alla spesa pubblica che è composta all’ 85% di : spese dell’apparato pubblico, interessi sul debito pubblico, pensioni.Se si riducono le entrate senza ridurre le spese aumenta il deficit e quindi aumenteranno i tassi di interessi sul debito pubblico. Io sono convinto che si devono ridurre le spese . Da dove iniziamo ? Io voglio solo specificare che quanto da Lei scritto è utile, necessario, ma non sufficente a ridurre il deficit e quindi aumentare le spese .
Quando si dice abolire le province significa anche licenziare i dipendenti che sono l’80%dei costi ? Io sono d’accordo . e Lei ?
Io propongo anche :
licenziare il 30% dei pubblici dipendenti
elevare l’età della pensione a 70 anni per uomini e donne.
Ridurre del 30% la gratuità dell’assistenza sanitaria
Abolire il valore legale dei titoli di studio
Chiudere il 50% delle università e dei corsi di laurea
Aumentare i costi dell’istruzione pubblica del 30% dopo i primi 8 anni e portare a 30 il numero di alunni per classe licenziando gli insegnanti eccedenti
concedere sgravi fiscali alle imprese che assumono
proporre ai giovani disoccupati italiani i lavori che attualmente sono svolti dagli immigrati e togliere qualunque sussidio dopo il secondo rifiuto
Quali commenti faranno i giovani e vecchi sinistri ? ( si offendono se li si chiama comunisti ?
Qualcuno ha bollato come neostatalista la vittoria nel referendum
sull’acqua. Piuttosto era neostatalista la volontà di imporre, da Roma,
direttive cogenti (rigide e alcune tecnicamente discutibili) per gestire
situazioni differenti. Insomma, alla faccia del federalismo, si è costruito
un grosso piccione governativo che era facile impallinare e che adesso non
volerà più invece di favorire mille esperienze diverse da cui sarebbero
potuti sorgere esempi interessanti da estendere ed imitare.
Quello che mi stupisce sono i fessacchioni della Lega, spesso
sopravvalutati (ma bastava guardarli in faccia). Preso il potere a Roma si
sono scordati dei loro ideali mettendo in riga i mille campanili italiani a
suon di decreti del Regio Governo.
secondo me è una vittoria di pirro.
a bocce ferme formulo il mio pensiero sul referendum e quello che mi ha mostrato: la grande sconfitta di un popolo intero. secondo me abbiamo perso tutti, perchè nessuno di quelli che ha “vinto” l’ha fatto con pulizia e veridicidità e in più, è stato permesso questo grazie, all’apporto di gente che ha votano, no. nell’altro caso, con l’astensione, sarebbe stato lo stesso perchè si sarebbe vinto grazie all’apporto di una larga fetta di non votanti. ci troviamo di fronte ad un controsenso di dimensioni bibliche e chepochi vedono. ci si attriubuisce vittorie alle quali si danno interpretazioni fantasiose e lontane dal vero. questa è una vittoria di pirro e tutti siamo passati sotto le, metaforiche, forche caudine. nessun vincitore è stato tale per i propri meriti. proprio nel 150° dell’unione del nostro paese abbiamo dimostrato quanto siano effimere le tematiche ce ci tengono uniti. gli italiani hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere incapaci di valutare, scienza, economia e benefici, con spirito scevro da fantasmi di ogni genere. evviva l’ignoranza che regna sempre più sovrana a scapito, della libertà che regaliamo al sistema. un sacrificio che ci fà precipitare sempre più in basso in un’ipotetica scala evolutiva. credo sia sempre più vicino la fine del pasto e, digerire sarà un affare assai complicato.
Non sono andato a votare e non sono pentito (sarebbero stati 4 no). Dott. Giannino non credo che la discesa in campo con determinazione del centro-destra avrebbe modificato il risultato. Non mi interessano tutte le considerazioni filosofiche e di alta politica (le sole!)che hanno seguito i risultati referendari. Possiamo FINALMENTE fare i conti ? Dott. Giannino Lei ha competenza per raccontare ai sognatori quale conto ci toccherà pagare non solo quantitativo ma (forse soprattutto) qualitativo per le scelte sciagurate che la mala fede e l’incopetenza di questa classe dirigente (si fa per dire) ha reso possibile. Cominciamo a dibattere su questo perchè credo che a breve ci toccherà combattere una nuova battaglia per ciò che verrà proposto per riempire il vuoto prodotto da questa demenziale consultazione.