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La bruciante sconfitta è di chi legifera e sparisce

Non ho sbagliato il pronostico sul referendum, come non l’avevo sbagliato da mesi sulle amministrative.  Gli evidenti segni di crisi di consenso nelPaese al governo Berlusconi hanno portato prima alla sconfitta in città simbolo come Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Novara e via continuando, e ora hanno riportato dopo 26 anni il quorum referendario di molto oltre il 50%. Non aver capito da mesi e mesi che questa era l’aria che tirava nel Paese verso il governo e il suo leader, oppure – ciò che è peggio – averlo capito ma non esser riusciti ad articolare un minimo di reazione politica per timore delle sue reazioni, è il segno ormai conclamato di una gravissima crisi politica del centrodestra e innanzitutto del suo leader. Per conto mio, qualunque sia la – ovvia – volontà di sopravvivenza del governo,  mi riesce assai difficile immaginare atti politici di portata tale da invertire il segno e risalire la china. Vedremo la Lega che deciderà, vista la protesta da mesi montante nella sua base. Di fatto, la mia sintesi a oggi è questa: Berlusconi è politicamente ferito a morte perché privo di reazione, e al suo fianco – come si vede dai quesiti e come si è visto nella campagna referendaria – la sinistra riformista di governo è politicamente sconfitta.  Il principio delle gare di evidenza pubblica nell’affidamento dei servizi locali – il primo quesito sull’acqua indebitamente e vergognosamente gabellato per privatizzazione – è entrato nella legislazione e nel dibattito italiano grazie ai riformisti del Pd, fin dai tempi di Giorgio Napolitano ministro dell’Interno. Ma il Pd su questo – come sul ripensamento in materia di no al nucleare che aveva avviato in primis lo stesso Bersani – è stato letteralmente travolto.  In nome del no a un  Berlusconi minaccia per la democrazia e soprattutto ridotto – autoridotto, verrebbe da dire – a barzelletta di sesso-dipendenza, e alla semplifgicazione radicale e antagonista di ogni scelta concreta, sintetizzata in parola d’ordine ideologica.E’ vero, Berlusconi in 17 anni ci ha abituato a resurrezioni successive a ogni sconfitta politica.    Ma questa volta la vedo molto dura. Non è una sconfitta alle elezioni politiche come quelle del 1996 e del 2006, non è la mare riproposizione alla lunga di azioni giudizioarie intentate nei suoi confronti a raffica. Da un anno e più a questa parte, è una ferita divenuta emorragia mai cauterizzata della sua figura personale, della sua capacità di leadership, del suo immaginario di italiano di pancia anomalo dalle ingessature politiche, ma al contempo capace di portare a casa qualcosa che alla pancia degli italiani piace.

Quanto alla sinistra di govcerno, vedremo. Della crisi profonda del riformismo molto mi dolgo, e temo che l’ondata radicalizzante resterà il segno predominante, delle alleanze alle politiche come delle scelte programmatiche concrete, dalla patrimoniale al no a ogni forma di flessibilità di mercato del lavoro come vuole la Fiom.

Qando al Pdl, o il suo dibattito interno si distingue nettamente dalla crisi di Berlusconi e del berlusconismo, oppure continuerà a vivere di luce riflessa, una luce che attualmente è quella delle prime ore di una serata estiva. Aver deciso di sparire del tutto davanti al Paese, invece di difendere nel referendum le leggi che il centrodestra aveva approvato su nucleare e servizi locali, è stata una vera e propria capitolazione, in termini di credibilità di governo e di capacità di interpretazione dello stato d’animo politico degli italiani. Hanno davvero pensato che il quorum non ci fosse. E allora o sono scemi – non ci credo – oppure non hanno coraggio di dire al leader la verità. Alcuni o molti di loro, hanno deciso in questi mesi di lasciare evidentemente che la crisi del berlusconimso avvenga, per poi decidere quale via politica e personale sia più conveniente intraprendere per il futuro.

La cosa non riguarda noi, però, la minoritarissima e intrepida pattuglia liberal-mercatista che – al di fuori di ogni appartenenza partitica e politica – si è battuta coerentemente alle proprie convinzioni nei referendum per il no sul nuclerare e per i no sull’acqua, perché scelte di questo impatto economico e civile in un Paese serio si dibattono e si assumono con serietà e non piegandosi alle semplificazioni demagogiche alle quali abbiamo assistito nei referendum.

La visibilità che abbiamo ottenuto e l’esperienza che abbiamo naturato in questi referendum – per dire, il nostro Chicago blog è diventato il punto di riferimento inn poche settimane di tutti coloro che volevano controinformazione antiddemagogica  basata su numeri e fatti, in materia referendaria – ci devono convincere che anche magari nostro malgrado abbiamo un ruolo crescente ed evidente. Un ruolo innanzitutto culturale, non penso a un ruolo partititico per la cui scelta ciascuno è giudice. Il grande compito di affidare a letture e scrittura, riflessioni  e confronti, la difesa  più energica e determinata della prospettiva liberale e di mercato: seccamente antistatalista in materia fiscale e di iniziativa economica; fortemente personalista in termini di diritto naturale, contro ogni riemergere nostalgico di collettivismo statuale; radicalmente garantista e non giustizialista in materia di ordinamento e procedura giudiziaria; per la sussidiarietà dal basso contro ogni  centralismo dirigista; per la flessibilità liberamente contrattata contro ogni ingessatura del mercato del lavoro come dei servizi e delle professioni.

Se dopo 17 anni il centrodestra italiano appare liberale e di mercato solo nelle promesse che non mantiene, spetta a chi la pensa come noi tenere alta la bandiera di chi non confonde la lezione politica ed economica del Novecento e dell’ultima grande crisi con la difesa di posizioni personali.

13 giugno 2011 Acqua, Libertà, ambiente, energia, liberalizzazioni, liberismo, mercato, nucleare, referendum , , , ,

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  1. Gionata
    13 giugno 2011 a 17:13 | #1

    Egregio Giannino,

    da elettore del CD pienamente d’accordo, terribilmente preoccupato per la situazione politica se di tale possiamo ancora parlare, e convinto che nei prossimi giorni i non leader del PD e soci faranno a gara per dividersi le vesti dell’ex salvatore SB. Da giovane imprenditore sono assai preoccupato, e non nego la tentazione di andarmene all’estero.

    La saluto a presto

    Gionata Belcaro

  2. 13 giugno 2011 a 17:17 | #2

    Dibattito interno del PDL ? perchè c’è mai stato? ho capito… vorresti dire tra Bossi e berlusconi! Ma quando la nave inizierà ad affondare ivedremo i primi topi scappare a nuoto…

  3. andrea61
    13 giugno 2011 a 17:21 | #3

    A me fa un po’ paura pensare che i referendum sull’acqua sono stati vinti con slogan apertamente neostatalisti con tinte rosse che non trovano piu’ posto in nessun paese moderno. Pensare che cosi’ tanta gente sia fermamente convinta che “Stato e’ bello” e che qualsiasi forma di profitto sia sterco del demonio mi fa letteralmente accapponare la pelle.
    Certo che se le armate pseudoliberali-neodemocristiane che stanno al Governo non mostrano neanche un briciolo di coraggio nel difendere leggi che hanno scritto e approvato, c’hai voglia a non perdere malamente.

  4. stefano tagliavini
    13 giugno 2011 a 17:35 | #4

    A me fa paura un paese dove una classe politica sempre più vecchia pretende di ipotecare il fututo dei giovani. Mi fa paura chi parla di mercato in un paese dove la logica del mercato spesso è quella dei furbi, sempre più imitati. La vittoria del si nel referendum nell’acqua rappresanta, forse, una sconfitta per migliorare un servizio fondamentale ma l’alternativa , sul piano pratico, non era un servizio migliore ma solo un ottima occasione per pochi di fare soldi a danno della maggioranza. Questo non è mercato. La FIAT, la Parmalat, la Cirio e mi limito a questi casi ma ne potre citare molti altri, non sono il mercato. Troppe volte il consumatore ci ha rimesso, probabilemnte ci rimettere anche stavolta, peccato che l’alternativa, come accade spesso in quiesto paese, non esista.

  5. Michele
    13 giugno 2011 a 17:43 | #5

    Adesso bisogna credere che l’italia è un popolo che non va d’accordo sulla politica ma ci va sicuramente sui temi importanti, indifferentemente dalla parte politica che li propone.
    Il prossimo passo? avere dei “politici” che rappresentino realmente il volere comune, possibilmente giovani, con molta voglia di fare e meno amicizie “importanti”.
    Prima cosa da fare?
    Sfoltire il groviglio di intrecci e caste creatosi dagli anni 80 ad oggi.
    Come? mandando a casa, con legge referendaria tutti i politici poco chiari dagli stipendi troppo alti e con troppi privilegi.
    Come valutarli? Qualunque politico abbia uno stipendio superiore al 100% della media degli stipendi nazionali deve essere espulso all’istante e senza pensione (tanto ci avrà già pensato).
    Tutti i beni accumulati per i quali venga accertato siano derivati da comportamenti poco leciti vanno confiscati e resi allo stato Italiano il quale li metterà a disposizione delle fasce deboli.
    Il nuovo politico potrà accedere alla politica dai 25 anni e dovrà uscirci indipendentemente dai consensi a 45 salvo parere contrario espresso dal popolo mediante referendum, la riconferma avrà valore biennale e potrà essere protratta sino ai 65 anni e non oltre.

    La politica deve tornare ad essere passione e non convenienza economica come è ora.

    Se qualche movimento politico lo propone io mi accodo!

    e cominciamo con il nuovo rinascimento
    SI PUO’ FAREEEE.

  6. marcello
    13 giugno 2011 a 17:52 | #6

    @stefano tagliavini
    Questo post mostra chiaramente a sfiducia di cui è oramai pervaso il nostro tessuto sociale: del privato non mi fido ma nemmeno dello stato.
    Non si capisce perchè poi uno stato che non merita la fiducia di regolatore (autority) possa godere della fiducia di gestore mah!?!?!?!?

    L’Italia oggi si ferma; tira il freno a mano;l’unico rimedio invertire il cammino:
    non crescita ma decrescita felice.
    Senza nucleare è possibile ma solo a patto di minori consumi!!!!

  7. Luca
    13 giugno 2011 a 17:55 | #7

    Questa ulteriore sconfitta è stata più che mai meritata: Un governo che dal popolo aveva ricevuto il pieno appoggio per governare e riformare questo paese (mi riferisco allo storico risultato con il quale era stata eletta la coalizione di centro destra), che si era presentata come un ”governo del fare” si è invece comportato come il più classico stereotipo della politica italiana con occupazione e moltiplicazione di poltrone, raccomandazioni, aumento delle tariffe etc etc, per non parlare poi dello scadente circo mediatico in cui è caduto il suo leader. Io sono sempre stato di centrodestra, ma è veramente impossibile appoggiare un governo che nulla ha fatto per l’italia pur avendone la forza alle camere, pensavo che gli ultimi due anni di governo prodi fossero stati il punto più basso della repubblica…bhè con questo governo forse son riusciti a fare peggio. Il problema reale è non tanto la crisi del centro destra, ma il fatto che non sarà di certo il Pd di Bersani che potrà cambiare le cose.

  8. Riccardo
    13 giugno 2011 a 17:59 | #8

    Caro Giannino,
    come si può pensare di vincere, se coloro che hanno varato le norme al vaglio del referendum non sono in grado di difendere pubblicamente, cifre alla mano, le loro scelte?
    Lega e Pdl dovrebbero difendere la liberalizzazione nella gestione dei servizi pubblici, peccato che sia pieno di società pubbliche, in perdita, gestite dalle giunte comunali, provinciali e regionali in cui loro stessi sono al governo.
    Per il nucleare ricordo che nella “trionfale” campagna per le regionali non un solo governatore del PDL_LEGA abbia avuto il coraggio di appoggiare la svolta nucleare.
    Per l’ultimo quesito, penso che sia chiaro, era come chiedere se sei a favore o contro Berlusconi.
    Ho votato 3 no e un si.
    Comunque visto che si è sancito per referendum che, come dice il fronte del SI, l’acqua non è una merce ma un bene primario pubblico, da domani proverò a non pagare la bolletta dell’acqua, dubito che potrò lavarmi nei prossimi mesi.
    Cordiali saluti,
    Riccardo.

  9. Luciano Pontiroli
    13 giugno 2011 a 17:59 | #9

    @stefano tagliavini
    Parmalat e Cirio sono stati due fallimenti in senso tecnico-giuridico, accompagnati da abusi nel mercato finanziario che hanno danneggiato gli investitori.
    Cosa c’entra Fiat?

  10. Luca Bagatin
    13 giugno 2011 a 18:16 | #10

    Condivido assolutamente !

  11. Lucio
    13 giugno 2011 a 18:20 | #11

    Spero che gli schiaffi che il governo sta prendendo in questi giorni dai suoi elettori servano a muovere qualcosa. Le promesse non bastano piu’, e non si illudano i “leader” dell’opposizione che gli schiaffi siano solo per il PdL: mi sembra chiaro che il popolo pretende risposte concrete su lavoro e fisco, e un’indicazione precisa sul futuro del paese. Chi sapra’ dare queste risposte avra’ il consenso, io penso aldila’ del colore e del simbolo sulla maglia.

  12. Andrea L
    13 giugno 2011 a 18:21 | #12

    Caro Giannino, quando leggo frasi come questa ” determinata della prospettiva liberale e di mercato: seccamente antistatalista in materia fiscale e di iniziativa economica; fortemente personalista in termini di diritto naturale, contro ogni riemergere nostalgico di collettivismo statuale” , non posso, pur esprimendo rispetto, non rilevare una sorta di ingenuità di fondo: il mercato, così come lo Stato, non sono entità astratte, immutabili leggi fisiche, ma un qualcosa che è creato e funziona a seconda del fattore umano impiegato.
    La voglia di Stato riemergerà sempre in presenza di un mercato inquinato da fattori altamente speculativi che non agiscono in maniera trasparente.
    Così come uno Stato che funziona non sarà manco avvertito dal cittadino, il quale, probabilmente, se ne dimenticherà.
    Ma siamo sempre noi, gli uomini, a determinare il risultato: non i modelli in se.

  13. Alfredo
    13 giugno 2011 a 18:24 | #13

    magari depoliticizzando questo referendum ci possiamo rendere conto che stranamente gli italiani stanno voltando pagina..stanno allargando le dita delle mani davanti i loro occhi e hanno paura che nemmeno le gare ad evidenza pubblica possano garantire ai politici di non rubare i contribuenti…
    ps: chissà magari a Cinquefrondi (VV) la SORICAL riaprirà i rubinetti e non moriranno più di sete…

  14. Schwefelwolf
    13 giugno 2011 a 18:24 | #14

    Condivido le considerazioni del dottor Giannino. Non si può continuare a vendere fumo pensando che l’elettorato si accontenti di promesse. Berlusconi ha perso – con le sue patetiche serate – anche quel poco di carisma e di credibilità che gli erano rimasti: penso che abbia scelleratamente buttato alle ortiche l’ultima grande “chance” che gli italiani gli avevano dato (col voto del 2008). E penso (da leghista convinto e delusissimo) che la Lega sia in condizioni ancora peggiori – con un Bossi che si rifiuta caparbiamente di capire le ragioni delle legnate che ha preso. Se pensa (come sembra) di recuperare consenso con qualche pagliacciata stile trasferimento di ministeri, le dosi di legnate andranno raddoppiando di volta in vota. Un paio di “giri” e tutto sarà finito, con una Lega al 3%.
    Peccato – anche il Carroccio: tante promesse, tante parole (a Varese) – ma (a Roma) niente fatti (anzi – fatti sí, ma in perfetto stile consociativista marca DC/PDL).
    Basta… A questo punto meglio un Grillo, meglio un marziano, meglio un Robespierre – purché tutti questi inetti riciclati ex-prima repubblica la smettano di parassitare la società.

  15. roberto savastano
    13 giugno 2011 a 18:33 | #15

    il mio timore è il passaggio da anni di berlusconismo inconcludente, come giustamente sottolineato da Oscar, ad altri di neo-Chavez “de noantri”. Di certo all’orizzonte non c’è traccia di alcuno capace di iniziare la rivoluzione culturale necessaria a questo Paese per potere pensare alle riforme necessarie per iniziare a correre spediti come dovremmo.

  16. franco45
    13 giugno 2011 a 18:36 | #16

    @andrea61
    Credo che tanta gente abbia iniziato a pensare in maniera più critica e forse anche ostile agli investimenti privati nei settori dei beni e servizi pubblici soprattutto perchè l’attuale classe politica/imprenditoriale ha dato una pessima immagine di sè, troppo interessata sempre a tutelare prima sè stessa e i propri interessi. Imprenditori con pochi scrupoli prestati alla politica, troppe volte pescati con le mani nella marmellata, hanno minato la fiducia nel privato. Tutto il mondo imprenditoriale pagherà le scelte di una classe politica poco credibile. Nucleare e gestione dell’acqua pubblica potevano essere una buona occasione, ma come si può dar torto alla maggioranza degli italiani che non si son fidati?

  17. gregori
    13 giugno 2011 a 18:40 | #17

    Interessante il punto relativo alla Fiom,che si oppone ad ogni forma di flessibilità;infatti il mondo dei giovani lavoratori,laureati e non,hanno tutti contratti a tempo indeterminato e realtà come le agenzie di lavoro interinale,da noi non esistono.
    Riguardo la gestione pubblica/statale dei servizi,faccio notare che a parte un operatore di banda larga in fibra ottica,tutti gli altri competitors dell’ex Sip,sfruttano ancora la rete da essa creata quando era a gestione statale;il digital divide che ancora lascia senza adsl ampie zone del paese,è dovuto alla mancanza di interesse economico a coprirle a fronte di cospicui investimenti.
    Se il mercato è questo,preverisco lo Stato.

  18. Gianni
    13 giugno 2011 a 18:42 | #18

    Egregio Dott. Giannino
    Bravo! Sono in tutto d’accordo con lei tranne su una cosa: Il Silvio non è morto per non aver fatto ciò che non gli hanno permesso di fare e che aveva promesso, è morto alla Craxiana, alla fine di una campagna diffamatoria planetaria (planetaria ora perchè al tempo del “Cinghialone”, mi creda detto con rispetto, i media non erano così planetariamente organizzati).

    Ora però che abbiamo stilato la requisitoria rendiamoci almeno conto che essa attiene al (fa presa sul) 3% degli elettori italiani. Il rimanente 97% vota per una percezione, per un sentimento. Gli hanno detto praticamente:”Quel porcone sessomane vuol prendersi l’acqua e darla ai suoi compari affaristi tangentari, è ora di finirla”
    Perfino chi ha firmato la legge (Bersani) ha fiutato l’aria e si è messo sopravento.

    E così per tante cose. Provi a dire coi dovuti eserciti mediatici: “Vuoi privatizzare l’energia, la benzina, la salute” e compagnia cantando otterrà lo stesso risultato, anche se sono già semi privatizzate.
    Oppure dica (sempre con la stessa armata) “volete eliminare le municipalizzate, fonte di perdite e di clientele”? Stessa cosa se chiede”volete mettere in galera i politici”?

    Un risultato del 97% contro chi voleva rubare l’acqua agli italiani la dice lunga, attraversa qualunque fede politica, è una risposta data dal panico. E su questo punta decisamente la fazione emergente.
    Una minoranza decisa ed agguerrita fa fare al popolo tutto quello che vuole (Volodia Ulianov) .

    E’ ancora sicuro che andare a votare NO era giusto?

    Come le pecorelle escon dal chiuso
    a una, a due, a tre e l’altre stanno
    timidette atterrando e l’occhio e il muso
    e ciò che fa la prima e l’altre fanno
    addossandosi a lei s’ella s’arresta
    semplici e quete e lo mperchè non sanno.

    Ma cosa vuole liberalizzare in questo popolo che a venti anni cerca la pensione, faccia il piacere. Vendola liberalizzerà? O Di Pietro che sta alla politica come le cavallette all’agricoltura? Ma per favore!

    Fine del film.

  19. paolo
    13 giugno 2011 a 18:49 | #19

    @Gianni
    Titoli di coda:
    Il popolo è saggio solo se incorona il suo Re!

  20. paolo mazzanti
    13 giugno 2011 a 18:53 | #20

    La politicizzazione dei Referendum, che ha portato a distorsioni sull’interpretazione dei due sull’acqua, l’ha voluta fortemente il governo. Ora ne paga le conseguenze (purtroppo anche noi). Per quanto invece riguarda il quesito sul nucleare sono stati fatti tentativi goffi di affossarlo (sempre dal governo), quando esistono le energie rinnovabili che ci possono tranquillamente aiutare ad avere energia e potenza a sufficienza e a ripulire progressivamente il mondo per i nostri nipoti.

  21. Pio Tacconelli
    13 giugno 2011 a 19:17 | #21

    Che dire , prendiamone atto, l’Italia è cosi’e gli italiani sono tutti signori “lo nacquero” Toto’!!! la nostra spocchia ci viene dai tempi del Rinascimento, intrighi veleni puttane a corte di re e papi ma l’estro e il Genio che ci viene in soccorso ci ha consentito di esprimere capolavori eterni. Noi vogliamo l’energia ma non vogliamo impegnarci per farla, non vogliamo rischiare col nucleare perchè è cattivo, anche il Pontefice la sconsiglia, accettiamo il traffico delle petroliere che sono bombe ecologiche e sono migliaia il 20% in Mediterraneo, le Kiribati e altri atolli del Pacifico affondano ma noi bruciamo fossili, che sono meglio perchè piu’ corretti politicamente ma riducono a brandelli l’atmosfera.
    che dire !! ci protegga lo stellone.

  22. Pio Tacconelli
    13 giugno 2011 a 19:20 | #22

    Che dire , prendiamone atto, l’Italia è cosi’e gli italiani sono tutti signori “lo nacquero” Toto’!!! la nostra spocchia ci viene dai tempi del Rinascimento, intrighi veleni puttane a corte di re e papi ma l’estro e il Genio che sempre ci soccorrono ci hanno consentito di esprimere capolavori eterni. Noi vogliamo l’energia ma non vogliamo impegnarci per farla, non vogliamo rischiare col nucleare perchè è cattivo, anche il Pontefice la sconsiglia, accettiamo il traffico delle petroliere che sono bombe ecologiche e sono migliaia il 20% in Mediterraneo, le Kiribati e altri atolli del Pacifico affondano ma noi bruciamo fossili, che sono meglio perchè piu’ corretti politicamente ma riducono a brandelli l’atmosfera.
    che dire !! ci protegga lo stellone. Ps A napoli vogliono di tutto e di piu’ e De magistris i napoletani li accontetentera’

  23. Rivi70
    13 giugno 2011 a 19:25 | #23

    Egregio Dott.Giannino,lavoro in una PMI dove praticamente sono tutti i giorni a rischio posto di lavoro,tutti i giorni la mia dignità viene calpestata da determinate vessazioni da parte del mio titolare,in busta paga,sostengo le stesse tasse che paga un pubblico dipendente con evidente differenze di tutele,allora io le pongo una domanda,come mai quando parlano vari politici,sindacalisti,ecc.non fanno mai questa differenza tra dipendente PMI e dipendente P.A.?ma parlano sempre di dipendenti in generale senza mai distinguere?la ringrazio,con stima Rivieccio Pasquale.

  24. roberto savastano
    13 giugno 2011 a 19:26 | #24

    se Berlusconi, al di là della campagna diffamatoria, avesse chiesto a Tremonti, al limite dell’imposizione, non tagli lineari ma meccanismi di premio per i virtuosi e punizione per gli spreconi, se avesse dato seguito alla cancellazione delle Provincie -come promesso in campagna elettorale- e avesse iniziato il taglio delle spese partendo da riforme a costo zero facendo vedere un percorso virtuoso per arrivare alla possibilità reale di un taglio alle tasse nessuna campagna mediatica lo avrebbe potuto affossare. la scusa della campagna mediatica (come per il centro sinistra quella delle sconfitte per lo strapotere delle TV Rai-set) è la scusa di chi non vuole guardare in facci la realtà. Se ti porfessi erede della Tatcher e di Reagan e poi strizzi l’occhio agli Scilipoti, quelli genuinamente liberali si schifano e, nulla per nulla, decidono di punirti. E’ giusto non credere alla possibilità di crescita, modernizzazione e liberalizzazioni con Di Pietro e Vendola ma 17 anni (di-cias-set-te!) di promesse al vento hanno contribuito a creare il successo di VEndola e Di Pietro. Ci fossero state riforme e quindi crescita, occupazione e benessere Di Pietro e Vendola sarebbero una spina nel fianco di un centro sinistra perdente e marginale. Invece 17 anni di nulla ci regalano questo bel passaggio dalla padella alla brace. Fine del film, e la musica dei titoli di coda è proprio brutta e triste

  25. Francesco
    13 giugno 2011 a 19:27 | #25

    Sarò ripetitivo: dott. Giannino io aspetto sempre che lei fondi questo partito di liberali liberisti e avrà il mio voto. Almeno sarà un voto convinto e non dovrò più pagare i biglietti per votare scheda nulla

  26. gianluca
    13 giugno 2011 a 19:38 | #26

    referendum 4 Oscar Giannino 0.

  27. Luca
    13 giugno 2011 a 20:11 | #27

    Sono Veramente deluso…, da Berlusconi in primis. Serve un Risorgimento liberale !!!!!
    Per il partito dei liberali e liberisti, CI SONO …!!!!!!!!!!!!!!

  28. nicknamemadero
    13 giugno 2011 a 20:19 | #28

    Grazie al cielo, nonostante il disastro, c’è gente che non ha perso la testa e il raziocinio. E questo è non solo una – seppur magra – consolazione, ma una speranza per domani. Grazie Oscar

  29. giulio
    13 giugno 2011 a 20:22 | #29

    Egr.Direttore
    sono un ragazzo di 23 anni e volevo solo dirle che questo referendum mi ha indignato.Voglio puntualizzare che questo sentimento non è causato dalla vincita del sì (con la quale non mi associo ma che da buon moderato accetto) ma dal fatto che delle decisioni del genere vengano lasciate al popolo.Come pensiamo di decidere noi su argomenti del genere dei quali (anche economisti e ingegneri esperti) non hanno saputo mettersi d’accordo.In Italia,al posto di lasciare delle decisioni del genere a persone competenti le lasciamo a persone che non sanno neanche cosa sia veramente il Nucleare o cosa vorrebbe dire privatizzare l’acqua.Avrei preferito che decisioni del genere venissero prese da persone all’altezza(con questo non voglio dire che avrebbero fatto la scelta giusta ma sicuramente la più razionale).Credo che la colpa sia stata di chi ha voluto questo referendum.Ora,io vorrei che anche la nostra parte politica si attivasse per informare la gente e soprattutto i giovani;io personalmente ho avuto dimostrazione che la maggior parte dei votanti lo abbiano fatto per un semplice senso di aggregazione (sentimento normale nell’uomo).Le faccio alcuni esempi lampanti che rispecchiano il votante medio.Moltissime persone sono riuscite a dirmi che non volevano il nucleare perchè c’è già molta gente malata di tumore o che l’acqua è un bene comune di cui hanno diritto tutti!Ecco chi ha deciso per me..persone che neanche sanno che i tumori sono causati principalmente dal monossido di carbonio e dall’iniquinamento prodotto dell’energia derivante dal petrolio e non dal nucleare.Persone che neanche sanno che sì che l’acqua è un bene pubblico ma che le fognature e i rubinetti che permettono di fare arrivare l’acqua a casa sono un servizio e necessitanao di investimenti.Secondo voi è giusto che queste persone abbiano deciso il nostro futuro?Senza parlare dei moltissimi ragazzi che mi hanno detto che avrebbero votato orgogliosamente sì solo perchè avevano visto su facebook che tutti gli altri amici votavano sì.è normale?tutto ciò mi disgusta.Non sarà un avveninemto che digerirò facilemente e voglio ribadire che questo non accade perchè ha vinto il sì ma per come ha vinto.Come se un dottore nel dubbio di operare un malato terminale per salvargli la vita si rimette nelle mani del pubblico incompetente per decidere.NO!Siamo in un paese di finti furbi e falsi moralisti..e non un paese dove non ci sono opportunità.Io ho avuto mille problemi nella mia vita e ho avuto una infanzia tutt’altro che facile ma resto dell’opinione che se i giovani continueranno a credere che vannoa vanti solo i raccomandati andremo sempre verso il peggio.Chi ha qualità e le sa esprimere alla lunga viene fuori.Che poi i racomandati esistano è indubbio ma questa storia ormai è solo un alibi che forse attutisce la coscenza di chi nella vita non riesce a ottenere ciò che vuole.Ma per ottenere ciò che si vuole bisogna ricorrere a sacrifici,parola che NOI giovani conosciamo solo nei momenti di comodo.Ormai solo manifestazioni e serate in discoteca cosidette universitarie e come se non bastasse fanno pure i moralisti.Non ne posso più.Avrei altre mille argomentazioni da darle e mi piacerebbe poter fare qualcosa per informare i giovani ma per adesso spero solo che abbia tempo di leggere questa paginetta.
    Grazie e buon lavoro. Giulio

  30. prigodan
    13 giugno 2011 a 20:31 | #30

    Se ci fosse un vero partito liberale e liberista, che facesse in modo di tassare le cose in modo giusto ed equo e cercasse di far funzionare questo grande paese, sicuramente avrebbe il mio voto e di molti atriiche si basano (come dice giannino) sui fatti ed i numeri. Meno politica e più fatti, a questo serve.i voti a Ventola e tonino spariranno come neve al sole appena arrivarà il momento.
    In bocca al lupo a tutti e facciamoci forza perché il bello deve ancora venire. saluti

  31. CLAUDIO DI CROCE
    13 giugno 2011 a 20:31 | #31

    La cosa che mi stupisce è che i delusi di Berlusconi – tra cui ci sono anch’io – sono contenti di come vanno le cose perchè vogliono cacciare Berlusconi . Qualcuno di questi signori mi vuole spiegare con chi sostituirlo ?
    Con Vendola, Bersani, Rizzo, Pisapia, De Magistris , Di Pietro, e compagnia cantante ?Questi signori , Giannino compreso , si rendono conto di cosa dicono e scrivono ?
    Sperano in una maggiore stagione liberale dagli eredi dichiarati e nascosti del PCI ?
    Spero di ricevere una risposta , perchè sono curioso di leggerla.

  32. ermete
    13 giugno 2011 a 20:36 | #32

    Come non concordare con lei , l’analisi è correttissima forse quello che mi fa riflettere molto è che lo sapevamo già… Purtroppo in questo Stato esiste solo una politica tribale dove non conta mai il merito della questione ma solo l’emozione del momento. I risultati del referendum non fanno altro che dirci che noi liberali-mercatisti siamo sempre più soli in questo paese dove siamo rappresentati da falsi profeti che ci rubano le idee e mai le mettono in pratica e dove l’alternativa non fa altro che da segnali di voler fortificare uno Stato cattivo che vuole tutto per se e soffoca chi lotta per sopravvivere .In conclusione le faccio i sinceri ringraziamenti per essersi esposto come sempre in prima persona e di avere condotto nel modo migliore la campagna referendaria usando l’arma della vera informazione per contrastare il mare di demagogia di cui siamo stati accerchiati e che purtroppo ci ha affogato. Rimane solo il fatto che da oggi questa nicchia di informazione liberale,vera e controcorrente aggiungerà nuovi seguaci.

  33. Alberto Guastalla
    13 giugno 2011 a 20:45 | #33

    Come non essere d’accordo.
    La speranza che resta a noi liberisti è che questi “schiaffoni” sveglino dal torpore il presidente Berlusconi. La sveglia non deve però essere un nuovo “ghe pensi mì!” ma piuttosto un repulisti generale all’interno del PDL. Troppa gente all’interno del partito vive nella consapevolezza che “tanto ci pensa lui”. E anche la presunzione che ” se non voti noi per chi voti” sta venendo meno, come hanno dimostrato i risultati dei ballottaggi.
    Un fatto: 22 maggio 2011, Brescia, assemblea di Confartigianato Brescia, presenti tra gli altri il presidente nazionale Guerrini e il ministro Gelmini. Ad un certo punto del dibattito il presidente Guerrini ricorda al ministro che il 76% degli iscritti a Confartigianato vota centro-destra ma se il governo viene meno alle promesse fatte economia questa tendenza può cambiare; il ministro risponde ” se non votano noi, cosa votano?”.
    Credo che la risposta sia venuta la domenica successiva quando la partecipazione al voto di ballottaggio è calata rispetto alla tornata precedente. Gli artigiani, che governi la destra o la sinistra, la bottega devono aprirla comunque, non possono scioperare perchè se non lavorano non mangiano, quindi la risposta all’immobilismo del governo è stata l’astensione.
    Gli schiaffi, si dice, aiutano a crescere, se chi li riceve realizza il perchè gli siano arrivati. Mi ripeto, la speranza è che il presidente realizzi perchè li ha ricevuti e cominci ad ascoltare voci come la sua o quella del professor Antonio Martino.

  34. masalasa
    13 giugno 2011 a 21:25 | #34

    Bravo Giannino,hai interpretato perfettamente il nostro stato d’animo dopo questa bruciante sconfitta.E’ successo come nel primo referendum del dopo Cernobyl quando la DC e le forze di governo,per non essere coinvolte nella certa sconfitta hanno ribaltato le carte ed hanno invitato i loro elettori a votare anch’essi per il si;una vergogna.
    Mi rattrista pensare che dalla sinistra si è fatta una campagna demagogica e bugiarda,rinunciando anche a delle posizioni precedenti di quando si era al gopverno. Evidentemente da noi gli interessi di bottega o di partito prevalgono su quelli generali del paese.Non sono molto ottimista sul nostro futuro.

  35. Roberto
    13 giugno 2011 a 21:30 | #35

    Egregio Dott.Giannino.
    grazie per essersi battuto come un leone! Non tanto per convincere a votare sì o no, ma per cercare almeno di spiegarci cosa si stava votando, anche se poi ha trionfato alla grande la demagogia.
    Mi riferisco ai quesiti sull’acqua: spero proprio di sbagliarmi (o di aver capito male io), ma temo che pochi tra i votanti abbiano capito veramente le conseguenze di questi referendum.
    Premesso che l’acqua è un bene essenziale e un diritto di tutti (e, come dice lei, la legge non privatizzava il bene ma mandava a gara il servizio, cosa ben diversa ma purtroppo difficile da spiegare), l’Italia ha assoluta necessità di investire nel miglioramento delle proprie reti idriche e fognarie, ma ora chi mai investirà soldi senza alcun rendimento? quali banche presteranno denaro a tasso zero?
    Il rischio è che i privati porteranno via ogni capitale dal settore e dovrà quindi investire solo il pubblico, in perdita (perdendo cioè i nostri soldi), con fondi che non ci sono (se non alzando le tasse e quindi prendendo ancora i nostri soldi) e con tutte le inefficienze che lo contraddistinguono, soprattutto in Italia. Le reti rimarranno un colabrodo, la qualità dell’acqua pessima (per grande gioia dell’industria delle acque minerali, floridissima in Italia), le tariffe sottocosto non rispetteranno il principio europeo del “chi inquina paga” e favoriranno gli sprechi di un bene tanto importante.
    Credo che gli italiani abbiano votato quello che ritenevano giusto in buonissima fede, ma forse non si doveva portare gli italiani a votare su questioni che spetterebbero invece a politici tecnicamente preparati e in grado di spiegare e difendere le proprie decisioni, peraltro conformi alle normative europee.

    Un cordiale saluto
    Roberto

  36. gelsomini
    13 giugno 2011 a 21:36 | #36

    un’altra sberla per questi buffoni. Avranno capito che è ora di andare a casa ?
    Non c’è possibilità di dialogo con questo governo, a casa, a casa !

  37. MarcoM
    13 giugno 2011 a 21:46 | #37

    quote: E’ ancora sicuro che andare a votare NO era giusto?

    Direi che la risposta l’hanno data i numeri. Anche se tutti i votanti NO non fossero andati a votare il quorum si sarebbe raggiunto ugualmente e sarebbe solo servito ad avere un bel 100% di SI = vittoria ancora più netta

    Se si fosse fatta un po’ di informazione, tanto per cambiare, al posto di lasciare il campo COMPLETAMENTE libero ai vari lernersantorofaziogruberfloris ecc. forse non avrebbe vinto il NO (parlo dei primi due quesiti) ma perlomeno la vicenda si sarebbe evoluta in maniera più dignitosa e più utile a formare un dibattito su un argomento così ampio, non pura propaganda, della più deplorevole. O si pensa che il referendum si sia concluso con le abrogazioni proposte…

    Si può a questo punto pensare di votare per qualcuno che crede che si possa fare finta di niente fischiettando, sperando che la gente “magari non se ne accorge” (si tratta solamente di più di metà paese). D’altro canto gli avversari sono solamente i partiti di piazza per eccellenza…. Geniale.
    Come viene detto nei commenti precedenti, non si può pensare di avere vita eterna perchè non c’è nessun altro.
    Sono convinto che i referendum (ma anche le elezioni locali) non abbiano niente a che fare con colori o governi. Ma essendo lo spirito di chi le anima e spessissimo di chi esprime il voto questo, inevitabilmente ne ereditano il che fare e l’analisi che se ne può fare in seguito è di conseguenza quella da Lei proposta.

    Non posso ancora credere, ripensando ai giorni scorsi, che l’unica persona che nelle varie trasmissioni (solo alcune, manco tutte) ci abbia messo la faccia e abbia cercato di dare una spiegazione alternativa fosse proprio solo Giannino.
    Grazie di essere così diverso da me e grazie di continuare a scrollarmi col Suo Lavoro dal torpore della demoralizzazione.

  38. Gianni
    13 giugno 2011 a 21:50 | #38

    @roberto savastano
    Quando qualche amico viene a vedere le mie rose mi chiede immancabilmente “come le tagli?” perchè ha imparato da qualcuno che dalla potatura dipende anche la fioritura.
    Il giorno dopo, se è maggio, va in Giardineria e poi mi relaziona sulle cesoie che ha comprato. La mia risposta è sempre quella:”e di vanga, che tipo hai comperato?” Perchè se è vero che la potatura aiuta la fioritura, è certamente più vero che la salute della pianta dipende dalla vangatura del precedente anno.

    Dica lei chi si deve tagliare e poi si metta tra quelli.

    Si ricordi però, i movimenti in DARE vengono subito, quelli in AVERE forse tardi, e forse anche mai.

  39. 13 giugno 2011 a 22:17 | #39

    Bisognerà pensare ad inventare un nuovo nemico al quale addossare le colpe dei problemi che non sono stati risolti e che, con la crisi la cui fine non è prevedibile, rimarranno irrisolti; prova ne sia che nessuno leader politico si propone come nuovo leader, a destra, al centro,a sinistra. Solo roboanti, vuote dichiarazioni.Poi silenzio.
    AAA Cercasi Nemico.
    AAA Cercasi Leader
    O viceversa?
    Auguri a chi lo trova.

    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/ok-berlusconi-e-al-tramonto-avete-idee-il-dopo#ixzz1PBfIot62

  40. 13 giugno 2011 a 22:20 | #40

    Caro Giannino, vista la situazione assai “frustrante”, e pensando da “liberaldemocratico” come te ho deciso di consolarmi inviando una donazione via paypal a IBL. Spero che la cosa “tiri su” di morale anche te e… ti saluto con tanto affetto.
    Aldo da Parma

  41. prigodan
    13 giugno 2011 a 22:39 | #41

    @Gianni
    Caro Amico Gianni,

    giustamente bisogna potare e vangare ma al momento giusto. Come i fioni nel proprio terrazzo (o balcone) l’importante è fare il nostro meglio per avere un bel risultato.
    Ora lasciando perdere qualsiasi concetto di dx o sx io credo che questa volta il Nostro Presidente (e parlo da elettore di CD da anni) ed il suo entourage abbiano dimostrato incompetenza nello svolgere l’incarico. Pazienza se i fiori del balcone prendono la tempesta ma se nessuno pota, annaffia e vanga hai voglia che di veder qualcosa crescere.
    Credo che i 17 anni di mancate riforme si stiano materializzando come il più grande tonfo del Cavaliere.
    Personalmente lo ammiro molto come imprenditore (da imprenditore) e comunicatore ma come politico vale molto molto poco.
    La cosa che mi da amarezza è che la concorrenza è ancor peggio, pensiamo a Casini… Vendola…. per non parlare del povero Bersani, Donadi… etc.. etc..
    Per carità ….

    Armiamoci di pazienza e speriamo bene.

  42. trementina
    13 giugno 2011 a 22:39 | #42

    Giannino numero 1.
    Ma è vero quanto scrivono gli amici di Biotecnologie sul quesito nucleare?
    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2011/06/referendum-nucleare-ma-siete-sicuri.html

  43. stefano tagliavini
    13 giugno 2011 a 22:53 | #43

    @Luciano Pontiroli
    Ha ragione, la FIAT non è fallita sul piano tecnico-giuridico, ma le chiedo: nel 2003 come ne è uscita dalla crisi in cui si trovava? Dopo tutti gli aiuti che ha ricevuto economici e quant’altro, non ultimo la politica a favore del trasporto su gomma, quanto ha dato negli ultimi vent’anni al nostro paese quest’azienda ciclicamente in crisi? Ma le voglio chiedere un altra cosa, secondo lei è una sana regola del libero mercato avere un AD che guadagna dalle perdite della sua azienda?

  44. 13 giugno 2011 a 22:53 | #44

    Credo che il voto a questo referendum abbia dato tre risultati rilevanti: buchi legislativi notevoli, instabilità di governo e una forte spinta estremizzante. La moderazione ha perso e credo che ne pagheremo le conseguenze.

  45. calipsom
    13 giugno 2011 a 23:04 | #45

    Se i berluscones sono stati scemi oppure privi di coraggio nel pensare che il quorum non ci fosse, cosa è un Giannino il quale credeva che, con 4 numeri in croce seppure esatti e ben recitati in tv o in radio, il referendum sarebbe andato diversamente. Arrogante? Oppure anche lui ingenuo? Ma cose si fa a pensare che i No avrebbero potuto vincere? Come si faceva a non capire che per i quesiti (farlocchi o meno che fossero) sull’acqua privata e sul nucleare, la politica non c’entrava un fico secco… e che gli italiani – popolo di bestie che pretendono tutto ma non sono disposti a pagare nessun prezzo nè ad assumersi la minima responsabilità – avrebbe stradetto No No No… e che l’unico modo per tentare di vincere era puntare sull’astensione (fermo restando che ci voleva comunque una pattuglia di nobili kamikaze che spiegasse la truffa sottostante i referendum)? Curioso poi il Giannino che non fa sconti al Governo pure quando fa la cosa giusta: tener duro sui referendum sul nucleare… magari dicendo pure la vera verità su di essi (“Non cancelliamo il programma ma lo rimandiamo”). Restano le donnine da barzelletta… già, la barzelletta di veder cadere un Governo perchè va sì a mignotte però fa la cosa giusta (nucleare, acqua… ma pure il tenere a posto i conti a discapito della crescita, oppure il non taglio delle tasse perchè i soldi non ci stanno!). Questo governo dovrebbe essere elogiato per quel poco che è riuscito a fare nonostante: la crisi economica stile ’29, gli attacchi giudiziari, i linciaggi mediatici e i boicottaggi dei poteri più o meno forti… e invece siamo alle sogli dell’hotel Raphael se non di piazzale Loreto. Complimenti Giannino bella analisi da italiano medio che si appresta a tirare le monetine o ad orinare sul cadavere del porco!

  46. Andrea Ferrari
    13 giugno 2011 a 23:16 | #46

    Oscar, è ora che chi ne ha le possibilità e le doti (come te) ci metta la faccia.
    O si fa politica sul serio o continueremo ad attaccarci al fumo della pipa…

  47. Salvo Scarpulla
    13 giugno 2011 a 23:25 | #47

    Anche io aspetto il partito con giannino premier per dare il mio voto.
    mille anni di salute

  48. Pastore Sardo
    14 giugno 2011 a 0:20 | #48

    Il default ci vuole, il “mastro lindo” che sgrasserà un pò di diritti (furti) acquisiti di tanti privilegiati e vedrete che tanti non penseranno più all’acqua di tutti ma al pane proprio!!!

    Tanto non ci vota nessuna, solo dopo un bel default si potrà cercare di costruire qualcosa.

    P.S. Caro Giannino, se per noi era importante non giocarci il futuro su acqua e nucleare si sarebbe dovuto puntare sul far saltare il quorum, l’opportunità di votare l’avrei messa sotto i tacchi.

  49. Valerio Ricciardi
    14 giugno 2011 a 1:05 | #49

    Mi permetto di quotare l’intervento di Roberto Savastano, sperando che non se ne adombri, perché mi pare l’unico degno della definizione di “liberale”. Gli altri, mediamente, confesso che mi appaiono gli sfoghi di tifosi di curva delusi dal risultato, che si ostinano a negare la realtà.

    A proposito di Province: la Lega per bocca di un suo influente adepto locale ha proposto la creazione della Provincia dell’Alta Val Brembana… ma certo, un nuovo centro di spesa, ci mancava, mai più senza. Presidente, Vicepresidente, assessori e consiglieri… sede da ristrutturare ed arredare possibilmente fatturando 25.000 euro un tavolo da riunioni e 9.000 un lampadario… ma certo. Roma ladrona, la Lega… la Lega vuole intingere il cornetto nel cappuccino dello Stato anche lei.

    Cito:

    “…se Berlusconi, al di là della campagna diffamatoria, avesse chiesto a Tremonti, al limite dell’imposizione, non tagli lineari ma meccanismi di premio per i virtuosi e punizione per gli spreconi, se avesse dato seguito alla cancellazione delle Provincie – come promesso in campagna elettorale – e avesse iniziato il taglio delle spese partendo da riforme a costo zero facendo vedere un percorso virtuoso per arrivare alla possibilità reale di un taglio alle tasse nessuna campagna mediatica lo avrebbe potuto affossare. la scusa della campagna mediatica (come per il centro sinistra quella delle sconfitte per lo strapotere delle TV Rai-set) è la scusa di chi non vuole guardare in facci la realtà. Se ti professi erede della Tatcher e di Reagan e poi strizzi l’occhio agli Scilipoti, quelli genuinamente liberali si schifano e, nulla per nulla, decidono di punirti. E’ giusto non credere alla possibilità di crescita, modernizzazione e liberalizzazioni con Di Pietro e Vendola ma 17 anni (di-cias-set-te!) di promesse al vento hanno contribuito a creare il successo di VEndola e Di Pietro. Ci fossero state riforme e quindi crescita, occupazione e benessere Di Pietro e Vendola sarebbero una spina nel fianco di un centro sinistra perdente e marginale. Invece 17 anni di nulla ci regalano questo bel passaggio dalla padella alla brace. Fine del film, e la musica dei titoli di coda è proprio brutta e triste”…

    Signori, mai sentito parlare di declino? Anche Wanna Marchi se l’è cavata tante volte, ma non è stata eterna, sul mercato. Con le parole non si governa troppo a lungo, e nemmeno insistendo su un mitico nemico comunista mangiabambini dietro l’angolo pronto a sbranarti se non voti per me, come che io sia.

    “Nulla per nulla, ti punisco…”. Esatto.

    E badate, quanto ai numeri…
    prendiamo il referendum che ha avuto il quorum inferiore (quello sul nucleare, 55,64% degli aventi diritto). Consideriamo la percentuale dei si (94,32%, di nuovo la più bassa).
    Se li rapportiamo risulta che il 52,479% di tutti gli aventi diritto ha votato contro le scelte del governo. Qualcuno vuol provare a dire che questo è il bacino elettorale del PD? Quanti elettori di centrodestra non hanno evidentemente creduto alla “sincerità” economica ed energetica della scelta del nucleare francese dell’AREVA?

    Il 52,47% non è la maggioranza relativa fra coloro che han votato.
    E’ maggioranza semplice fra gli aventi diritto al voto. Maggioranza assoluta.

    A questo punto o si sostiene che il popolo ha sbagliato perché non ha capito nulla di quel che uomini saggi e lungimiranti han provato a spiegargli, e allora smettete da oggi di professarvi liberali, perché se pensate di essere voi a sapere “cosa è bene per il popolo”, il vostro modello è lo Stato etico di Hegel che mi pare una discreta iattura;

    o accettate che democraticamente una maggioranza assoluta di cittadini non crede più ad un certo modello, e non siete stati – tutti, non solo Berlusconi che è un guitto occasionale ricattabile dall’ultima minorenne di passaggio, figuriamoci da poteri più forti di lui a livello di holding e di banche – capaci di rassicurarli sul fatto che un modello liberista sia in grado di autoregolarsi in modo virtuoso, e non solo impoverendo i poveri ed arricchendo gli speculatori.

    Se “libero mercato” viene percepito come “libera volpe in libero pollaio”, non è in definitiva colpa del popolo.

    Quanto alla campagna mediatica… Tre reti private, due di stato, i giornali del gruppo Monti, Libero, Il Giornale… mi pare che un TG che possa ignorare per tutta la domenica, sino a sera, il voto di Napolitano per i referendum per evitare che la stima personale di cui gode quel vecchio potesse produrre un effetto di trascinamento sull’elettorato… possa bastare.

    Che cos’è un uomo che dice “abbiamo modificato il decreto rinviando le decisioni operative ed attuando una pausa di riflessione per evitare il referendum, che in questo momento si trasformerebbe in un plebiscito antinucleare…” …Ma siete liberali? Davvero davvero? Allora per voi può un vero liberale ritenere che si debba chiedere il parere del popolo solo quando si sia abbastanza sicuri che il parere del popolo non intralci i nostri piani? Se un liberale può questo, allora io da adesso in poi non mi riterrò più un liberale.
    Si tratta di capirsi sulla definizione del termine.
    Non può far rima né con furbo, né con vile.

  50. Mr. Gnaws
    14 giugno 2011 a 1:28 | #50

    Giannino,
    giù il cappello senza remore.

    Il quorum si è raggiunto anche grazie a chi, come te, è andato a votare, per votare no. Credo che chi ha fatto questa scelta, pur sapendo quale sarebbe stato il risultato finale, abbia dimostrato coraggio e spirito sinceramente democratico, perfino superiore a coloro che hanno votato si, come il sottoscritto.

    Speriamo che questo permetta in futuro di evitare le posizioni un po’ meschine di chi, invece di battersi per far valere le proprie posizioni, invita i cittadini ad andare al mare …

    Mr. Gnaws

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