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La bruciante sconfitta è di chi legifera e sparisce

Non ho sbagliato il pronostico sul referendum, come non l’avevo sbagliato da mesi sulle amministrative.  Gli evidenti segni di crisi di consenso nelPaese al governo Berlusconi hanno portato prima alla sconfitta in città simbolo come Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Novara e via continuando, e ora hanno riportato dopo 26 anni il quorum referendario di molto oltre il 50%. Non aver capito da mesi e mesi che questa era l’aria che tirava nel Paese verso il governo e il suo leader, oppure – ciò che è peggio – averlo capito ma non esser riusciti ad articolare un minimo di reazione politica per timore delle sue reazioni, è il segno ormai conclamato di una gravissima crisi politica del centrodestra e innanzitutto del suo leader. Per conto mio, qualunque sia la – ovvia – volontà di sopravvivenza del governo,  mi riesce assai difficile immaginare atti politici di portata tale da invertire il segno e risalire la china. Vedremo la Lega che deciderà, vista la protesta da mesi montante nella sua base. Di fatto, la mia sintesi a oggi è questa: Berlusconi è politicamente ferito a morte perché privo di reazione, e al suo fianco – come si vede dai quesiti e come si è visto nella campagna referendaria – la sinistra riformista di governo è politicamente sconfitta.  Il principio delle gare di evidenza pubblica nell’affidamento dei servizi locali – il primo quesito sull’acqua indebitamente e vergognosamente gabellato per privatizzazione – è entrato nella legislazione e nel dibattito italiano grazie ai riformisti del Pd, fin dai tempi di Giorgio Napolitano ministro dell’Interno. Ma il Pd su questo – come sul ripensamento in materia di no al nucleare che aveva avviato in primis lo stesso Bersani – è stato letteralmente travolto.  In nome del no a un  Berlusconi minaccia per la democrazia e soprattutto ridotto – autoridotto, verrebbe da dire – a barzelletta di sesso-dipendenza, e alla semplifgicazione radicale e antagonista di ogni scelta concreta, sintetizzata in parola d’ordine ideologica.E’ vero, Berlusconi in 17 anni ci ha abituato a resurrezioni successive a ogni sconfitta politica.    Ma questa volta la vedo molto dura. Non è una sconfitta alle elezioni politiche come quelle del 1996 e del 2006, non è la mare riproposizione alla lunga di azioni giudizioarie intentate nei suoi confronti a raffica. Da un anno e più a questa parte, è una ferita divenuta emorragia mai cauterizzata della sua figura personale, della sua capacità di leadership, del suo immaginario di italiano di pancia anomalo dalle ingessature politiche, ma al contempo capace di portare a casa qualcosa che alla pancia degli italiani piace.

Quanto alla sinistra di govcerno, vedremo. Della crisi profonda del riformismo molto mi dolgo, e temo che l’ondata radicalizzante resterà il segno predominante, delle alleanze alle politiche come delle scelte programmatiche concrete, dalla patrimoniale al no a ogni forma di flessibilità di mercato del lavoro come vuole la Fiom.

Qando al Pdl, o il suo dibattito interno si distingue nettamente dalla crisi di Berlusconi e del berlusconismo, oppure continuerà a vivere di luce riflessa, una luce che attualmente è quella delle prime ore di una serata estiva. Aver deciso di sparire del tutto davanti al Paese, invece di difendere nel referendum le leggi che il centrodestra aveva approvato su nucleare e servizi locali, è stata una vera e propria capitolazione, in termini di credibilità di governo e di capacità di interpretazione dello stato d’animo politico degli italiani. Hanno davvero pensato che il quorum non ci fosse. E allora o sono scemi – non ci credo – oppure non hanno coraggio di dire al leader la verità. Alcuni o molti di loro, hanno deciso in questi mesi di lasciare evidentemente che la crisi del berlusconimso avvenga, per poi decidere quale via politica e personale sia più conveniente intraprendere per il futuro.

La cosa non riguarda noi, però, la minoritarissima e intrepida pattuglia liberal-mercatista che – al di fuori di ogni appartenenza partitica e politica – si è battuta coerentemente alle proprie convinzioni nei referendum per il no sul nuclerare e per i no sull’acqua, perché scelte di questo impatto economico e civile in un Paese serio si dibattono e si assumono con serietà e non piegandosi alle semplificazioni demagogiche alle quali abbiamo assistito nei referendum.

La visibilità che abbiamo ottenuto e l’esperienza che abbiamo naturato in questi referendum – per dire, il nostro Chicago blog è diventato il punto di riferimento inn poche settimane di tutti coloro che volevano controinformazione antiddemagogica  basata su numeri e fatti, in materia referendaria – ci devono convincere che anche magari nostro malgrado abbiamo un ruolo crescente ed evidente. Un ruolo innanzitutto culturale, non penso a un ruolo partititico per la cui scelta ciascuno è giudice. Il grande compito di affidare a letture e scrittura, riflessioni  e confronti, la difesa  più energica e determinata della prospettiva liberale e di mercato: seccamente antistatalista in materia fiscale e di iniziativa economica; fortemente personalista in termini di diritto naturale, contro ogni riemergere nostalgico di collettivismo statuale; radicalmente garantista e non giustizialista in materia di ordinamento e procedura giudiziaria; per la sussidiarietà dal basso contro ogni  centralismo dirigista; per la flessibilità liberamente contrattata contro ogni ingessatura del mercato del lavoro come dei servizi e delle professioni.

Se dopo 17 anni il centrodestra italiano appare liberale e di mercato solo nelle promesse che non mantiene, spetta a chi la pensa come noi tenere alta la bandiera di chi non confonde la lezione politica ed economica del Novecento e dell’ultima grande crisi con la difesa di posizioni personali.

13 giugno 2011 Acqua, Libertà, ambiente, energia, liberalizzazioni, liberismo, mercato, nucleare, referendum , , , ,

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  1. giancarlo
    19 giugno 2011 a 14:54 | #1

    stefano melloni.

    dove vedo il liberismo in italia?
    solo in italia?
    partiamo dal mondo? dove esite il liberismo nel mondo?
    non è importante rispondere a questa sola domanda.
    per esempio: negli USA esiste il liberismo? dovrebbe essere la patria del liberismo, giusto? tu ritieni che negli USA il liberismo abbia prodotto le migliori condizioni economiche per tutti? oppure anche li non tutti i concorrenti partono con uguali possibilità di successo? questo fa si che il paese più ricco del mondo abbia un enorme massa di poveri e derelitti ed esclusi. meno male che negli USA la meritocrazia esiste. davvero. adesso veniamo in italia. forse esiste una forma deviata di liberismo ma mancano la meritocrazia e molte regole fondamentali: quelle che stabiliscono le medesime condizioni per tutti. inoltre manca anche il senso del rispetto per le poche regole in vigore. questo significa che la ns situazione ex-post è peggiore che in USA. Non nego che in italia manchino tutte le regole: noi siamo pure figli dei borboni, esistono un’enormità di regolette e soprattutto per le cose poco importanti (se non erro nei comuni esiste ancora un ufficio per i pesi e misure!!!). le regole fondamentali in parte non esistono, ovvero, anche se non le rispettiamo, siamo classificati come ‘furbi’ e non come ‘scorretti’. abbiamo una enorme massa di avvocati ai quali non esitiamo a rivolgerci per tutelarci per questioni spesso improponibili. Per il resto accade che la moltitudine non rispetta regole basilari (sia scritte che non scritte) e di conseguenza il legislatore (dal parlamento al comitato di quartiere al condominio) emanano continuamente nuove regole che portano alla sensazione di imbrigliamento di cui parli. in realtà i furbi trovano sempre la scappatoia (non a caso in italia si dice ‘fatta la legge, trovato l’inganno’). gli onesti vivrebbero in pace anche senza l’ammasso di regole e controlli che conosciamo , un po come in inghilterra, dove addirittura resiste un coacervo di regole costituzionali non scritte. Gli onesti dunque vivono le regole con senso di oppressione (in quanto più che dare possibilità impongono dei limiti) e con frustrazione (quando vedono i soliti ‘furbi’ aggirare le stesse norme con procedure e sistemi che alla fine sono illegali).
    un esempio? spesso dobbiamo bisticciare in condominio per stabilire i criteri per poter parcheggiare l’auto negli spazi comuni. dopo aver stabilito la norma qualcuno la forza, la piega, magari pretendendo di parcheggiare il motorino in modo difforme ai criteri, solo perchè la regola appena data parla di auto e non di motorino. questo esempio, che con l’economia non c’entra nulla, la dice lunga sul come è fatto l’italiano medio. il tutto va poi applicato al mondo dell’economia: è lì che ci sono gl’interessi e molti sacrificano e vendono il prioprio onore (e quello di mamme e figli) per il soldo, guadagnato in modo che non posso definire ‘illecito’, ma con la furbizia sicuramente si. Per il resto anche io dico che lo stato non dovrebbe dirigere troppo l’economia. ma è proprio qui il punto: in questo blog molti parlano di un intervento si silvio e della politica per risollevare le sorti. ma come? anche chi si professa liberista? se si è liberisti non bisognerebbe cercare lo stato!!! io non nego che con finanze migliori avremmo potuto anche agire keynesianamente a fronte di questa crisi, a patto di non inneggiare contemporaneamente al liberismo.

  2. liberal
    20 giugno 2011 a 16:31 | #2

    Chi era Berlusconi era facile capirlo, fin dalla sua “discesa in campo”. Un grande imprenditore (sic) fattosi con l’appoggio della politica, e con troppe zone grigie nel suo curriculum, come l’iscrizione alla P2. Pieno di guai giudiziari ecc. ecc.
    Possibile che personaggi come Giannino e altri liberisti (mercatisti è una oscenità letterale, meglio soprassedere) non abbiano capito che quel signore, sarebbe stato un demagogo populista? Nessuno ricorda come è nato il partito di Forza Italia? Vi sembra che potesse essere un partito liberale? Roba da “lider maximo” alla sudamericana, altro che liberismo!
    Eppure, questo assurdo personaggio, è stato votato e rivotato e difeso oltre ogni logica.
    Dov’era Oscar Giannino e gli altri di questo sito, quando il Parlamento ha votato, a maggioranza, che Berlusconi, era in perfetta buonafede, nell’asserire che la sig.na Ruby era una nipote di Mubarak? Salvando così il Capo del Governo dai giudici per aver telefonato in Questura, ma nel contempo, “certificando” che a Capo del Governo siede un uomo non più capace di intendere e di volere?

    E un personaggio così, con la sua corte di nani e ballerine, poteva scendere in campo, per difendere le sue leggi, quando i sondaggi, magari, lo sconsigliavano a farlo?

    Adesso, che il berlusconismo stà per collassare, si rischia di perdere, anche quella parte della sinistra, che aveva aperto, molto + della destra, a determinate liberalizzazioni, e che voi avete sempre attaccato e mai difeso.

    La destra populista non è mai stata nè liberale nè liberista e speriamo che questo lo capiscano anche gli americani, quando andranno a votare, e che gettino in mare, questa volta, non il thè ma gli aderenti al Tea Party. Ennesima versione, riveduta e corretta, del becerume oltranzista ed antiliberale che, come sempre, viene incubato dalla destra.

  3. giobbe covatta
    20 giugno 2011 a 17:23 | #3

    @liberal
    la sx , checche ne dica non ha fatto nessuna liberalizzazione , ha solo voluto punire quella parte di elettori che aveva votato cd nel 2006 !
    Pertanto le sue critiche da COMUNISTA sono fuori luogo .
    I suoi eroi BERSANETOR , baffino e company hanno sostenuto e continuano a sostenere municipalizzate ( HERA , iride , etc ) che speculano sui servizi , in monopolio , offerti ai cittadini .
    Quindi di problemi dalla sua parte ne ha come chi sta’ dalla parte del cd .
    mediti , mediti , mediti !!!

  4. Gianni
    20 giugno 2011 a 21:58 | #4

    @giobbe covatta
    bè, la sx ha “liberalizzato” Telecom ai suoi sodali.

    Meditate gentes!

  5. giancarlo
    21 giugno 2011 a 18:05 | #5

    unicredit, intesa san paolo, eni. ti bastano queste 3 privatizzazioni che ha aperto la sinistra e che la destra ha solo completato? certo alcune sono andate in pancia ai furbetti. vedasi telecom comperata da tecnost ovvero la formica che si mangia l’elefante. mentre la destra che ha fatto? boooo!!!!!

  6. giancarlo
    21 giugno 2011 a 18:15 | #6

    @giobbe covatta
    vedasi la mia risposta a gianni.
    la sinistra ha privatizzato alcuni carrozzoni pubblici che ho citato.
    bersani stava iniziando processo di liberalizzazioni che la destra ha bloccato.
    per esempio ricordatevi del minimo di legge per gli avvocati. cancellato dalla destra (sappiamo che in parlamento una casta nella casta sono gli avvocati. che interessi volete che tutelino?). oppure. stà per entrare in vigore un’analoga norma per i compensi notarili cche erano stati liberalizzati dalla sinistra.
    gli elettori di sinistra quando andranno a votare si dovranno ricordare di votare la destra: con tutte le ILLIBERALIZZAZIONI che hanno fatto sono peggio dei comunisti.

  7. Gianni
    21 giugno 2011 a 23:03 | #7

    @giancarlo
    Egregio giancarlo cieco dall’occhio destro: Telecom era nostra (e mia), aveva in pancia una riserva di lire incredibile, generava utili senza limite e valeva cento-mila-miliardi di lire.
    E’ stata REGALATA al solito noto (basta guardare chi costituiva l’azionariato rilevante del compratore, google:”azionariato rilevante tecnost” e poi subito dopo Azionariato rilevente Telecom”, ed il cognome dei consiglieri d’amministrazione ed amministratori delegati), gli azionisti sono stati liquidati in massima parte con le riserve di Telecom (cioè hanno pagato l’acquisizione coi soldi Telecom).

    E subito dopo, io sono sospettoso, si fece un’operazione sulla telefonia mobile in Brasile (c’è possibilità di rogatoria in Brasile?), pur essendo Telecom passiva in bilancio per sassanta-mila-miliardi, in Brasile dicevo, dove quattro-mila-miliardi furono dichiarati “crediti inesigibili”. Spariti.

    La sinistra ha tentato sì di privatizzarsi una banca, forse anche forte dei soldi usati per comperare Serravalle, già pubblica…, però io sono solo sospettoso, e queste sono solo fantasie

  8. giobbe covatta
    22 giugno 2011 a 8:00 | #8

    @Gianni
    purtroppo in Italia i ” giancarlo ” sono ancora in tanti !!!
    spero nella provvidenza , qualche volta i ciechi riaquistano la vista !

  9. giancarlo
    23 giugno 2011 a 6:10 | #9

    gianni. giobbe covatta.
    mi parlate di telecom.
    riporto la mia frase del post nr. 6:
    “certo alcune sono andate in pancia ai furbetti. vedasi telecom comperata da tecnost ovvero la formica che si mangia l’elefante.”
    da questa frase si comprende il mio giudizio negativo per la privatizzazione Telecom. L’azienda è stata pagata con gli stessi soldi della Telecom: l’acquirente la comprò dando i titoli telecom in garanzia alle banche e facendosi prestare da esse i soldi. Un obrobrio. Ho già scritto il mio giudìzio negativo. Gli occhi li ho già aperti da me senza che voi me lo faceste notare. E l’affare Telecom Serbia allora? oppure Unipol? il marcio c’è e si sente la puzza lontano un miglio.
    Ma torniamo alla questione PRIVATIZZAZIONI.
    Mi dite quale è la privatizzazione avviata (AVVIATA!!) dal dentro-destra? Ditemene una.
    Orbene non ce ne sono, ovvero sono di minore importanza rispetto a Unicredit Intesa Eni Enel ecc fatte dal centro sinistra. Le privatizzazioni in Italia sono state fatte dunque per volontà politica del centro sinistra (che non incarna il pensiero liberista) mentre il centro destra, che dovrebbe essere d’ispirazione maggiormente liberista rispetto ai post-comunisti, è stato meno attivo sull’argomento. Questo è innegabile.
    Lo stesso preciso discorso vale per le liberalizzazioni: vedasi le maldestre lenzuolate di bersani, che saranno state meldestre ma il centro-destra, tornato al potere nel 2008 ha ri-iniziato a smontarle (per esempio vedetevi un pò i tariffari minimi di avvocati e notai che stanno per rientrare in vigore, o lo sono già grazie a questo governo liberista). Vedetevi i tentativi pur malriusciti della sinistra di colpire gli ordini ed albi professionali.
    Allora anche gli elettrori liberisti di centro destra dovrebbero aprire gli occhi.
    Anzi gli occhi li dovremmo tenere ben aperti tutti quanti. L’anomalia italiana, dove il liberismo è di casa più nella sinistra che nella destra, è proprio una stranezza!!! Lo capite che io sono polemico rispetto ad un certo modo di privatizzare? (ahh dimenticavo: vedasi anche obrobrio della golden share). Ma quel che imputo alla destra è di essere stata del tutto immobilista: evinco che se fosse stato per loro, le privatizzazioni sarebbero al palo. Gianni, anche io sono sospettoso, come te e si comprende da quel che ho già scritto nel mio precedente post dove parlo di ‘furbetti’.
    Io non sono acritico nei confronti degli errori della sinistra. Anzi. ritengo che se la sinistra sia poco unita (e lo è sempre stata, anche nel periodo in cui era al governo) è proprio a causa della estrema libertà di critica a tutti i suoi livelli. Un iscritto o un simpatizzante può criticare l’operato del capo partito anche pubblicamente. Riconoscete a voi stessi che questa facoltà è TASSATIVAMENTE VIETATA nel popolo delle libertà (delle libertà!!! ma quali?) e ne abbiamo avuto vari esempi. Effettivamente l’esistenza di un capo assoluto in un partito di destra fa parte del background di destra. Lo stesso fatto nella sinistra sarebbe una cotraddizione in termini. ma ora stò divagando mentre ribadisco il mio interesse ad una vs risposta rispetto alle domande che vi ho posto. se non rispondete alle domande vuol dire che appoggiate l’operato dei partiti di destra criticamente senza un linimo cenno contro il capo.
    Coraggio. Ditemi un pò voi gli errori della destra

  10. giancarlo
    23 giugno 2011 a 6:38 | #10

    @giobbe covatta
    Ho scritto qualche giorno fa delle domande. Erano 2. solo 2.
    Non ho avuto alcuna risposta.
    Io la mia testa ce l’ho, funzionante e libera. Sono libero nel pensiero e nell’espressione di esso. Spesso (non sempre) vado anche a votare seguendo l’inclinazione del mio ideale politico. Non mi capita sempre. Più volte mi è capitato di non andare a votare non per dimenticanza. Nelle occasioni significa che non trovo nessun candidato (NESSUNO) degno del mio appoggio. Quando la puzza è troppa non riesco a trattenere il fiato sin dentro il seggio elettorale!!! Sono le volte nelle quali affermo a me stesso “non c’è nessun politico che mi possa rappresentare”; oppure “quel politico parla bene ma alla prova dei fatti è uguale agli altri”. Ciò che più mi infastidisce è sentire TG1 (o altri TG RAI) che intervista il politico di turno ponendogli domande sul rischio del ruodo dell’antipolitica!! Ma che antipolitica?? i primi antipolitici sono i politici che propugnano ma non pugnano. E la gente si allontana dalla politica. E’ colpa loro. In quelle occasioni non c’è un giornalista con gli attributi che abbia il coraggio di domandare a quel politico:”Cosa crede di aver sbagliato, lei e tutti la classe politica, per aver causato un tale distacco dalla gente?”. Quelli sono momenti nei quali salirei sul tetto per smontare l’antenna, domandando immediatamente la cancellazione dall’archivio abbonati, sicuro di aver fatto un grosso errore quando 15 anni fa ho pagato il primo canone.
    Dunque la mia libertà politica c’è. La mia testa ragiona e gli occhi vedono, le orecchie sentono, il naso sente. Torniamo alla questione: vediamo se, senza parolacce, è possibile rispondere alle mie due domande di cui al post di alcuni giorni fa. Vediamo se si può continuare lo scambio di vedute. Uno colloqui è fatto di domande e risposte!! Qui alcuni pongono critiche ma rispondono anche alle domande e critiche degli altri. Alcuni invece glissano sulle risposte e pongono nuove domande e o critiche. Troppo facile!!

  11. Paola
    23 giugno 2011 a 12:32 | #11

    Mi spiace vedere che i cittadini vengono usati per conquiste di potere e non per lotte di diritti.
    La presa in giro del referendum che ha fatto votare gli italiani all’estero su quesiti vecchi e gli italiani su quesiti nuovi fra l’altro mal posti e poco chiari, volutamente…. E’ una vergogna indegna di qualsiasi Paese che voglia chiamarsi democratico e civile!
    Perchè da chi di dovere non è stato detto che non era un NO al nucleare quello che si sarebbe andati a votare ma un chiaro si e per giunta con meno sicurezza rispetto a prima? Inoltre se qualsiasi futuro governo dovesse cambiare idea sulla materia, partirebbe da un gap terrificante visto che l’Italia rimarrà fuori da ogni progetto di studio e ricerca proprio grazie al quorum raggiunto.
    Perche’ si è taciuto che non era solo dell’acqua che si parlava ma di tutti i servizi pubblici che gli italiani non vogliono privati ma pubblici, salvo poi fare scorte al supermercato di casse di acqua minerale trovata in commercio grazie proprio a società private che la imbottigliano e la vendono….
    Che dire del fatto che il quesito sull’acqua faceva riferimento ad una norma che comprendeva anche il divieto per gli assessori comunali di essere eletti nelle società pubbliche di gestione dei servizi e che ora vede un’emorragia verso quelle cariche e quegli incarichi difficiili poi da revocare e ben più pagati con soldi che graveranno nelle tasche di tutti? Soprassediamo sul quesito del legittimo impedimento, inutile in quanto già regolato da organi ben competenti in materia che, piaccia o meno, sono stati delegittimati proprio dagli italiani.
    Una manovra ben studiata èagata dai contribuenti voluta da Di Pietro, Grillini e antiberlusconiani in cui gli italiani sono caduti.
    Ma hanno pensato questi votanti che hanno decretato la morte di migliaia di posti di lavoro? Perche’ ora il governo dovra’ ottenere quello che gli italiani chiedono: servizi a gestione pubblica. Per cui tutte le società private che sin’ora ne avevano gestione dovranno essere liquidate e i dipendenti dovranno essere mandati a casa.
    Per i piu’ fortunati si profila un posto nel pubblico impiego che ingrasserà solamente le fila dei pubblici impiegati, la cui resa produttiva da anni è come l’acqua: razionata e mancante in molte aree del nostro Paese.
    Ben fatto. Davvero un bel passo in avanti per lo sviluppo del nostro Paese. per la lotta alla disoccupazione!

  12. Gianni
    24 giugno 2011 a 21:53 | #12

    @giancarlo
    obbrobrio

  13. giancarlo
    25 giugno 2011 a 9:16 | #13

    @Gianni
    obrobio? sarebbe a dire?

  14. giancarlo
    25 giugno 2011 a 9:39 | #14

    @Paola
    in verità il fronte del NO è stato del tutto assente. In maggioranza hanno solo proposto il non voto. Il fronte del SI ha chiesto ripetutamente (ed inutilmente) che i massmedia si facessero carico dell’informazione. La RAI è stata assente per volontà di qualcuno. Su internet si è letto di tutto ed il contrario di tutto. Come poteva il cittadino aver contezza? Ho ascoltato su radio radicale (radio radicale) dei simposi variamente orientati, con conclusioni opposte che mi hanno preoccupato piu’ che convinto. e alla fine ha vinto l’antiberlusconismo (vittoria di Pirro, visto che tanto non è servito a niente). Ha vinto la paura dell’italiano medio per il cambiamento (e il nucleare era comunque un cambiamento, buono o cattivo che sia). Ha vinto la paura proprio per l’atomo. Ma poi chi dei sostenitori del NO vuole realmente una centrale atomica sotto casa? Nessuno. Le regioni italiane individuate per le 4 centrali erano solo tre: Lombardia, Veneto e Sardegna. Tutte prive di fenomeni sismici. Che sfortuna: fra l’altro tutte con governi di destra. Ma con le due del Nord forti sotto il profilo economico, contrattuale e politico pertanto l’unica regione destinataria sarebbe stata la Sardegna, che forse consuma il 3% dell’energia nazionale. Regione povera ed irrilevante come forza contrattuale rispetto alle altre 2. In più è scarsamente popolata e dunque presenta un altro importante requisito che non hanno Lombardia e Veneto. Ora e negli anni futuri ci si leccherà le ferite. e le ferite derivano comunque da autolesionismo causato dal mancato confronto delle ragioni del SI e del NO, voluto dai negazionisti, non certo dai favorevoli all’abrogazione. Del resto la politica energetica non è l’unica mancanza fra le scelte strategiche italiane. E’ sempre ancata anche la programmazione sulle infrastrutture, trasporti, ecc ecc.

  15. liberal
    29 giugno 2011 a 19:02 | #15

    @giobbe covatta

    I problemi sono da ogni parte e non esiste “il paradiso in terra”.
    Il fatto è che lei parla, parla, bla, bla bla, ma non risponde al mio commento. Solito commento sui “comunisti” e solite ciance berlusconiane, come un disco rotto.
    Avete portato l’Italia in fondo al pozzo, dovreste avere almeno il pudore di stare zitti, non crede?
    Lei fà parte di quella pattuglia, non sò fino a che punto in buona fede, che pensa che la destra debba essere Berlusconi o il PDL. Anche il dr. Giannino c’era caduto, quindi chieda lumi a lui e cerchi di chiarirsi le idee, perchè la vedo molto confuso.
    Mediti lei prima di “scribacchiare” facezie sui siti, solo perchè la cosa è gratuita e soprattutto anonima.

    Buona fortuna!

  16. liberal
    29 giugno 2011 a 19:16 | #16

    @giancarlo

    Mi scusi sig. Giancarlo, ma lei pensa che personaggi come Gianni o G.Covatta possano rispondere, nel merito, alle sue domande? Loro non rispondono e dileggiano. E’ una tattica (alla lunga perdente e si è visto) che i berluscones applicano in qualsiasi sito dove ci sono dibattiti o commenti.
    D’altra parte che cosa dovrebbero rispondere alle sue precise e reali domande? Che è impossibile difendere “questa” destra o ammettere che anche loro sono certi della sincerità di Berlusconi, quando ha creduto che la sig.na Ruby fosse la nipote di Mubarak?
    :-) ))))

    Lasci perdere, creda a me.
    I più distinti saluti.

  17. Toni Spinola
    2 luglio 2011 a 23:44 | #17

    Gli italiani si sono ridotti a scegliere tra partiti-prestanome delle due grosse concentrazioni affaristiche e imprenditoriali “discese in campo”: Berlusconi e De Benedetti, l’una rivestita di idee (più o meno) liberali, l’altra mascherata di intransigentismo repubblicano e antifascista.(Dino Cofrancesco su L’Occidentale). Generalmente, il lavoratore in proprio che crede di essere liberale vota per il partito di B, il pubblico dipendente che pensa di essere liberal per quello di DB. Ma entrambi alla fine vogliono solo uno Stato-badante, uno Stato che lo sollevi da ogni seria e impegnativa responsabilità, uno Stato che cancelli per legge le povertà e le disparità costi quel che costi, uno Stato che si occupi di tutto e di più, uno Stato caritatevole e solidale ma solo con i soldi degli altri… In Italia (vedi i recenti referendum sull’acqua), come in USA e negli altri grandi Paesi occidentali, i cittadini sembrano ormai volere sempre e soltanto più Stato. E allora? allora, l’incoerenza del partito B o DB non è che lo specchio dell’incoerenza tra la testa e la pancia di chi vota.

  18. gianni s
    3 luglio 2011 a 11:30 | #18

    Pur essendo della parte politica di giobbe covatta, devo, ahinoi!, sottoscrivere almeno il 70% delle polemiche di giancarlo.
    Sono nuovo di questo blog, ma permettetemi di dire due cose.
    La prima, finiamola di darci addosso reciprocamente ognuno per giustificare la propria “parte politica”, perchè ormail dx e sx non c’entrano più niente. Le parti sono sempre due ma diverse: cittadini normali e PRIVILEGIATI, gli ultimi dei quali a vario titolo sono quelli, ricchi o poveri, relativamente ricchi o relativamente poveri che vivono sulla base di proventi, utili ed utilità marginali superiori all’impegno che danno nella nostra società. Dovremmo smettere di guardare le varie tribune politiche o magari presentarci (basta un giobbe e un giancarlo alleati tra loro) per chiedere ognuno ai propri riferimenti di turno: quanto guadagni al mese? quanto prendi di pensione? che lavoro hai fatto dall’età di 20 anni in poi? tuo figlio dove lavora? quante case hai? dove vai in vacanza? facci vedere da chi hai ricevuto e a chi hai fatto le ultime dieci telefonate?
    Scommetto che giobbe e giancarlo non li fanno neanche entrare nello studio televisivo.

    Secondo, ma ragazzi, mi pare di ricordare che all’università quando mi hanno spiegato la concorrenza perfetta e tutte le sue belle parole, dopo un paio di giorni di spiegazioni alla fine il professore disse “non vi preoccupate di saperla bene, tanto la concorrenza perfetta ed il liberismo NON ESISTONO”. Il giorno che il nostro caro Oscar farà una trasmissione apposita per dimostrare o non dimostrare questo avremmo fatto tutti un passo in avanti.

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