Il motivo è la crisi economica ma in primis il fisco italiano, era reduce da un’ispezione della GDF, e come un uomo ed un imprenditore, si è fatto carico di tutto indebitandosi terribilmente.
Avesse fatto come fanno in molti, ossia fallisci, non paghi nessuno fai una SRL a nome di tua moglie e riparti da capo senza debiti e problemi, forse sarebbe ancora vivo.
La crisi della sua piccola impresa edile non tanto per il lavoro che aveva copioso, ma per i crediti insoluti, per i quali non puoi far nulla perchè la giustizia italiana e quel che è.
Ed una seconda visita della Guardia di finanza, l’anno fatto appendere ad una corda legata ad una trave di un suo cantiere.
Come può un’imprenditore come quello, che veniva da me in ufficio sempre sporco di cemento, con le unghie incrostate di polvere e malta, e sempre ad orari improbabili, perchè “noi si lavora fino a tardi” fare una fine del genere schiacciato negli ingranaggi del sistema italiano.
In cui prima ti danno una mole di adempimenti tali che anche volendo non puoi essere in regola, poi una pressione fiscale tale che chiunque ne avverte l’ingiustizia e se lavori 14 ore al giorno vorresti anche guadagnare qualcosa, infine ti controllano e ti ricontrollano trattandoti peggio di un assassino.
Infine la giustizia che non è tale, che fa si che sia il moroso a minacciarti l’azione giudiziale.
Con la crisi che tutto amplifica si sarà sentito solo (le banche non ti aiutano sicuramente ma d’altro canto non sono o non dovrebbero essere finanziate con le nostre tasse per cui fanno bene a fare il loro lavoro), abbandonato e schiacciato dai debiti è stato ammazzato da uno stato tiranno e ladro.
Si vergognino tutti i politici, per tutto quello che non hanno fatto e che avrebbero potuto fare, abbattere il debito pubblico e la pressione fiscale, la riforma della giustizia.
Sentano le mani sporche del sangue di chi si è suicidato come il povero G., tutti quei politici che intrallazzano e facendo affari sullo stato italiano e sulla nostra pelle si arricchiscono senza far fatica.
Cordiali saluti.
Marco
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