Commenti a: Quarto conto energia: ecco il decreto /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/ diretto da Oscar Giannino Tue, 12 Jul 2011 21:52:18 +0200 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.4 Di: Gianni /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-15887 Gianni Mon, 06 Jun 2011 12:00:04 +0000 /?p=8915#comment-15887 FotoVolt...Una mangiatoia. FotoVolt…Una mangiatoia.

]]>
Di: Rinaldo Sorgenti /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-15024 Rinaldo Sorgenti Sun, 08 May 2011 10:03:43 +0000 /?p=8915#comment-15024 Davvero incredibili i commenti iniziali, alla luce peraltro degli inconfutabili chiarimenti che sono stati forniti nei commenti successivi (Giuppe, Riccardo e Giorgio). Ma come si fa a parlare di "sana occupazione" se questa si regge solo ed unicamente sul prelievo forzoso di ricchezza (per il quale non si chiede nessun consenso) dalle tasche dei consumatori, per alimentare un circuito finanziario speculativo evidente? Installare pannelli importati primariamente e massicciamente dalla Cina, non crea alcuna filiera industriale ne contribuisce in alcun modo a formare professionalità, se non dei comuni installatori, che avranno certamente lavoro anche per la manutenzione/sostituzione di quelli poco affidabili (che per ragioni di competitività economica arrivano dalla Cina e sono offerti sul mercato) e per lo smantellamente degli stessi a fine corsa. Ma questo è nei fatti ... "LAVORO SUSSIDIATO" come lo è stato quello dei ... LAVORI SOCIALMENTE "UTILI". Altra cosa sarebbe se gli incentivi si potessero dare SOLO ai pannelli costruiti in Italia! Infine, per dare davvero l'impressione che questo filone (FV) potrebbe auspicabilmente dare lo sviluppo ad un settore davvero "auto-sostenibile" (c'è chi blatera di "grid parity?" nel prossimo futuro), perchè non si obbligano i percettori di questi incentivi (pagati da tutti) a versare (trattenendoli) un 10% dei lauti introiti per finanziare i "Certificati Rosa" (nuova categoria di strumenti finanziari, dopo quelli verdi e bianchi), destinando i relativi proventi a finanziare la RICERCA per imprese italiane che si dedicano a studiare e sviluppare sistemi solari FV davvero efficaci per il futuro? Tali risorse dovrebbero essere liquidate a chi sviluppa pannelli FV con rendimento (certificato) di almeno il 20% al 2012; del 25% al 2013; del 30% al 2014, ecc. ecc.! Se questo non si verificherà, i soldi (Certificati Rosa) accantonati, li potremmo usare per finanziare la costruzione di un impianto convenzionale che è necessario per fare da "back-up") a tutti In tutti i casi avremo almeno stimolato davvero professionalità e fatto si che i soldi di tutti possano servire a dare una prospettiva incoraggiante per il futuro. Insomma, prendiamo in parola coloro i quali dicono che questo sarà il futuro a breve termine, unitamente a coloro che dicono che il costo dei pannelli è sceso drasticamente e continuerà a scendere nel prossimo futuro. Poi una riflessione di quanto incida il costo dei pannelli sull'installazione complessiva, sarebbe opportuna (20-30%?), perchè non credo che qualcuno immagini di tagliare gli stipendi a chi costruisce i telai ed agli installatori! Davvero incredibili i commenti iniziali, alla luce peraltro degli inconfutabili chiarimenti che sono stati forniti nei commenti successivi (Giuppe, Riccardo e Giorgio).

Ma come si fa a parlare di “sana occupazione” se questa si regge solo ed unicamente sul prelievo forzoso di ricchezza (per il quale non si chiede nessun consenso) dalle tasche dei consumatori, per alimentare un circuito finanziario speculativo evidente?
Installare pannelli importati primariamente e massicciamente dalla Cina, non crea alcuna filiera industriale ne contribuisce in alcun modo a formare professionalità, se non dei comuni installatori, che avranno certamente lavoro anche per la manutenzione/sostituzione di quelli poco affidabili (che per ragioni di competitività economica arrivano dalla Cina e sono offerti sul mercato) e per lo smantellamente degli stessi a fine corsa. Ma questo è nei fatti … “LAVORO SUSSIDIATO” come lo è stato quello dei … LAVORI SOCIALMENTE “UTILI”.

Altra cosa sarebbe se gli incentivi si potessero dare SOLO ai pannelli costruiti in Italia!

Infine, per dare davvero l’impressione che questo filone (FV) potrebbe auspicabilmente dare lo sviluppo ad un settore davvero “auto-sostenibile” (c’è chi blatera di “grid parity?” nel prossimo futuro), perchè non si obbligano i percettori di questi incentivi (pagati da tutti) a versare (trattenendoli) un 10% dei lauti introiti per finanziare i “Certificati Rosa” (nuova categoria di strumenti finanziari, dopo quelli verdi e bianchi), destinando i relativi proventi a finanziare la RICERCA per imprese italiane che si dedicano a studiare e sviluppare sistemi solari FV davvero efficaci per il futuro?

Tali risorse dovrebbero essere liquidate a chi sviluppa pannelli FV con rendimento (certificato) di almeno il 20% al 2012; del 25% al 2013; del 30% al 2014, ecc. ecc.!
Se questo non si verificherà, i soldi (Certificati Rosa) accantonati, li potremmo usare per finanziare la costruzione di un impianto convenzionale che è necessario per fare da “back-up”) a tutti

In tutti i casi avremo almeno stimolato davvero professionalità e fatto si che i soldi di tutti possano servire a dare una prospettiva incoraggiante per il futuro.

Insomma, prendiamo in parola coloro i quali dicono che questo sarà il futuro a breve termine, unitamente a coloro che dicono che il costo dei pannelli è sceso drasticamente e continuerà a scendere nel prossimo futuro.
Poi una riflessione di quanto incida il costo dei pannelli sull’installazione complessiva, sarebbe opportuna (20-30%?), perchè non credo che qualcuno immagini di tagliare gli stipendi a chi costruisce i telai ed agli installatori!

]]>
Di: Riccardo /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-15023 Riccardo Sun, 08 May 2011 09:41:46 +0000 /?p=8915#comment-15023 <a href="#comment-15005" rel="nofollow">@Antonio Carnazza </a> Caro Carnazza, fra venti anni, come più o meno dice lei, i fini speculativi di questi anni verranno al pettine. Le sterminate superfici di pannelli fotovoltaici che sono obsoleti oggi, saranno da buttare e da smaltire (oggi nessuno ne parla), in compenso molti dei mutui trentennali oggi allegramente sottoscritti da sindaci e assessori ecocompatibili saranno ancora in essere. Le lascio immaginare chi finirà di pagare questi nuovi derivati. Convengo invece sulla distruzione dell'agricoltura del sud anche se le assicuro che anche quella del nord sta subendo bastonate tremende; diversamente non si spiega come possa essere redditizio coprire i campi di pannelli solari cinesi (confermo la provenienza) e non coltivare cibo. Oppure coltivarli per produrre biogas. Non intuisce la follia? Bruciare gasolio per coltivare mais, fermentare il mais per produrre biogas, bruciare biogas per produrre elettricità. Basta la terza superiore per afferrare l'assurdità, ma siccome viene dipinta come sostenibilità ambientale, va bene così. @Antonio Carnazza
Caro Carnazza, fra venti anni, come più o meno dice lei, i fini speculativi di questi anni verranno al pettine. Le sterminate superfici di pannelli fotovoltaici che sono obsoleti oggi, saranno da buttare e da smaltire (oggi nessuno ne parla), in compenso molti dei mutui trentennali oggi allegramente sottoscritti da sindaci e assessori ecocompatibili saranno ancora in essere.
Le lascio immaginare chi finirà di pagare questi nuovi derivati.
Convengo invece sulla distruzione dell’agricoltura del sud anche se le assicuro che anche quella del nord sta subendo bastonate tremende; diversamente non si spiega come possa essere redditizio coprire i campi di pannelli solari cinesi (confermo la provenienza) e non coltivare cibo. Oppure coltivarli per produrre biogas.
Non intuisce la follia? Bruciare gasolio per coltivare mais, fermentare il mais per produrre biogas, bruciare biogas per produrre elettricità.
Basta la terza superiore per afferrare l’assurdità, ma siccome viene dipinta come sostenibilità ambientale, va bene così.

]]>
Di: Antonio Carnazza /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-15005 Antonio Carnazza Sat, 07 May 2011 07:35:08 +0000 /?p=8915#comment-15005 Ma a nessuno viene in mente che il conto energia può essere visto anche come un investimento per far rimanere l'Italia dentro un settore che nei prossimi anni/decenni sarà comunque strategico? E a nessuno viene in mente che anche se i pannelli vengono dalla Cina (io non lo so, ma se lo dite sarà così) il fermento degli ultimi tempi stava comunque contribuendo a formare delle professionalità nel settore? E non si tiene in conto il costo sociale che si sarebbe potuto evitare dando una nuova chance al Sud dopo che la sua agricoltura è stata distrutta da politiche miopi (o che forse, invece, ci vedevano benissimo)? Ma a nessuno viene in mente che il conto energia può essere visto anche come un investimento per far rimanere l’Italia dentro un settore che nei prossimi anni/decenni sarà comunque strategico?

E a nessuno viene in mente che anche se i pannelli vengono dalla Cina (io non lo so, ma se lo dite sarà così) il fermento degli ultimi tempi stava comunque contribuendo a formare delle professionalità nel settore?

E non si tiene in conto il costo sociale che si sarebbe potuto evitare dando una nuova chance al Sud dopo che la sua agricoltura è stata distrutta da politiche miopi (o che forse, invece, ci vedevano benissimo)?

]]>
Di: giuseppe tarantini /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-14997 giuseppe tarantini Fri, 06 May 2011 20:30:44 +0000 /?p=8915#comment-14997 non capisco perchè a parlare di rinnovabili debba essere Lei che è definito da Jacopo Gilberto "nuclearista di destra". tanto per sfatare sono anche io uno degli elettori da "rieducare" come sostiene Eco, qundi il "di destra" mi va bene, ma detto questo, uno degli arcani dei prossimi mesi sarà capire Chi La leggittima a venire a parlare a Verona a Solarexpo, a farci la lezioncina morale sugli "speculatori". Posto che sono conteporaneamente proprietario e amministratore di una società proprietaria di impianti carburanti (nel gergo "retista") e di un EPC per impianti fotovoltaici (solo nell'ultimo anno), non è che sono proprio in disaccordo totale con Lei, ma il fatto è che chi si inpanca da sempre mi sta sui bigoli, se non dimostra di averne titolo. Saluti. E non censurate, please... non capisco perchè a parlare di rinnovabili debba essere Lei che è definito da Jacopo Gilberto “nuclearista di destra”. tanto per sfatare sono anche io uno degli elettori da “rieducare” come sostiene Eco, qundi il “di destra” mi va bene, ma detto questo, uno degli arcani dei prossimi mesi sarà capire Chi La leggittima a venire a parlare a Verona a Solarexpo, a farci la lezioncina morale sugli “speculatori”. Posto che sono conteporaneamente proprietario e amministratore di una società proprietaria di impianti carburanti (nel gergo “retista”) e di un EPC per impianti fotovoltaici (solo nell’ultimo anno), non è che sono proprio in disaccordo totale con Lei, ma il fatto è che chi si inpanca da sempre mi sta sui bigoli, se non dimostra di averne titolo. Saluti. E non censurate, please…

]]>
Di: Giorgio /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-14991 Giorgio Fri, 06 May 2011 15:33:39 +0000 /?p=8915#comment-14991 <a href="#comment-14976" rel="nofollow">@Giuppe </a> Mi pare che il commento del sig. Giuseppe sia quello che meglio descrive la realtà. Detto in altre parole, il business del fotovoltaico, più che energetico è un business finanziario. Infatti con gli incentivi finora esistenti gli introiti, per un impianto abbastanza grande sono in grado di assicurare un vero e proprio reddito da pensione, se così si può dire, senza rischi, salvo modifiche di legge a posteriori, sempre possibili in un paese come il nostro. Questo lo affermano sottovoce anche tutti gli operatori del settore. Se poi andiamo ad analizzare altri aspetti vi è uno fondamentale di cui poco si parla. I moduli/pannelli fotovoltaici sono ormai in grandissima parte di produzione cinese e costano quindi poco, come tutto ciò che da quel paese proviene. Insomma il gran business italiano del fotovoltaico ha creato molta occupazione in Cina, tanto per non cambiare. Se poi andiamo a vedere cosa si fa in Cina in questo settore possiamo dare tranquillamente la risposta: ben poco, visto che là i privati non hanno incentivi. Poi, come è noto, le energie alternative non potranno che dare un più o meno discreto contributo ai fabbisogni futuri, non certo sostituire le fonti tradizionali, ci vuole ben altro. @Giuppe
Mi pare che il commento del sig. Giuseppe sia quello che meglio descrive la realtà.
Detto in altre parole, il business del fotovoltaico, più che energetico è un business finanziario.
Infatti con gli incentivi finora esistenti gli introiti, per un impianto abbastanza grande sono in grado di assicurare un vero e proprio reddito da pensione, se così si può dire, senza rischi, salvo modifiche di legge a posteriori, sempre possibili in un paese come il nostro.
Questo lo affermano sottovoce anche tutti gli operatori del settore.
Se poi andiamo ad analizzare altri aspetti vi è uno fondamentale di cui poco si parla. I moduli/pannelli fotovoltaici sono ormai in grandissima parte di produzione cinese e costano quindi poco, come tutto ciò che da quel paese proviene. Insomma il gran business italiano del fotovoltaico ha creato molta occupazione in Cina, tanto per non cambiare.
Se poi andiamo a vedere cosa si fa in Cina in questo settore possiamo dare tranquillamente la risposta: ben poco, visto che là i privati non hanno incentivi.
Poi, come è noto, le energie alternative non potranno che dare un più o meno discreto contributo ai fabbisogni futuri, non certo sostituire le fonti tradizionali, ci vuole ben altro.

]]>
Di: Riccardo /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-14980 Riccardo Fri, 06 May 2011 09:11:35 +0000 /?p=8915#comment-14980 <a href="#comment-14976" rel="nofollow">@Giuppe </a> Sono d'accordo con lei, anche fare buche e poi coprirle crea occupazione ma il problema è tutto comunicativo. Tutto il sistema di informazione ha negli ultimi anni remato per far credere alla maggioranza delle persone, che non mastica fisica e scambia la potenza per energia, che il fotovoltaico e le rinnovabili fossero il futuro. Non lo sono. Anche Carlo Rubbia lo ammette a mezza bocca, aggiungendo che anche questo nucleare non è il futuro. Ma allora il futuro dov'è. Di sicuro nella ricerca, di batterie avanzate, delle foglie sintetiche, del biogas marino, del nucleare a fusione, tutto quello che si può. Il nostro presente è fatto di carbone, petrolio e gas. Il nostro presente è fatto di tre miliardi di persone che nei prossimi vent'anni cercheranno di consumare energia come facciamo noi. Auguri a tutti. @Giuppe
Sono d’accordo con lei, anche fare buche e poi coprirle crea occupazione ma il problema è tutto comunicativo.
Tutto il sistema di informazione ha negli ultimi anni remato per far credere alla maggioranza delle persone, che non mastica fisica e scambia la potenza per energia, che il fotovoltaico e le rinnovabili fossero il futuro. Non lo sono.
Anche Carlo Rubbia lo ammette a mezza bocca, aggiungendo che anche questo nucleare non è il futuro.
Ma allora il futuro dov’è. Di sicuro nella ricerca, di batterie avanzate, delle foglie sintetiche, del biogas marino, del nucleare a fusione, tutto quello che si può.
Il nostro presente è fatto di carbone, petrolio e gas.
Il nostro presente è fatto di tre miliardi di persone che nei prossimi vent’anni cercheranno di consumare energia come facciamo noi.
Auguri a tutti.

]]>
Di: Biagio /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-14979 Biagio Fri, 06 May 2011 08:13:15 +0000 /?p=8915#comment-14979 <a href="#comment-14964" rel="nofollow">@Ciccio Baiocco</a> Egr. signore, non è mio custume rispondere o polemizzare con chi non è d'accordo con quello che scrivo. Faccio un'eccezione per due motivi: 1) Lei scrive, "magnificandolo", di ciò che viene fatto in USA. E lei crede che in Italia si farebbe altrettanto. E se il cosiddetto privato fallisse chi si accollerebbe tutte le spese? Per cortesia, NON DIMENTICHIAMO che viviamo in Italia. 2) Non lo so se gli USA sono sull'orlo del collasso per colpa del nucleare. So, anche per averlo letto su questo sito, che gli USA sono sull'orlo della bancarotta. Controlli il valore del dollaro rispetto all'euro. Cordialmente @Ciccio Baiocco
Egr. signore,
non è mio custume rispondere o polemizzare con chi non è d’accordo con quello che scrivo.
Faccio un’eccezione per due motivi:
1) Lei scrive, “magnificandolo”, di ciò che viene fatto in USA. E lei crede che in Italia si farebbe altrettanto. E se il cosiddetto privato fallisse chi si accollerebbe tutte le spese?
Per cortesia, NON DIMENTICHIAMO che viviamo in Italia.
2) Non lo so se gli USA sono sull’orlo del collasso per colpa del nucleare.
So, anche per averlo letto su questo sito, che gli USA sono sull’orlo della bancarotta. Controlli il valore del dollaro rispetto all’euro.
Cordialmente

]]>
Di: giovanna /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-14978 giovanna Fri, 06 May 2011 07:48:27 +0000 /?p=8915#comment-14978 Ma dovete sperimentare dal vivo un terremoto come quello dell'Irpinia o dell'Aquila per capire che l'Italia è "tutta" zona sismica! Avete mai sentito parlare di un terremoto, anche non devastante, in Francia o Germania o comunque nel nord Europa? Ma dovete sperimentare dal vivo un terremoto come quello dell’Irpinia o dell’Aquila per capire che l’Italia è “tutta” zona sismica! Avete mai sentito parlare di un terremoto, anche non devastante, in Francia o Germania o comunque nel nord Europa?

]]>
Di: Giuppe /2011/05/05/quarto-conto-energia-ecco-il-decreto/comment-page-1/#comment-14976 Giuppe Fri, 06 May 2011 07:25:04 +0000 /?p=8915#comment-14976 X Pietro di Primo Lei dice che in Italia c'e' meno propensione al rischio negli investimenti ma in un impianto fotovoltaico non c'e' praticamente rischio. La resa dell'impianto e' praticamente sicura e calcolabile per 20 anni. Aggiunge poi che dopo anni la gente si era convinta che convenisse dotarsi di un impianto fotovoltaico. Ed e' vero ma solo perche' i cospiqui guadagni certi degli incentivi rendevano l'installazione molto conveniente. E chi glielo dice si e' messo sul tetto un impianto da 20kw, costato circa 70000 euro e da cui ricavero' piu di 250000 euro in venti anni pagati anche dalla bolletta che paga mia madre pensionata al minimo tanto per fare un esempio. Sul fatto che fosse l'unico a creare posti di lavoro mi sento di poter dissentire visto i dati macrooconomici e i vari studi dove si dimostra che i soldi spesi in incentivi per il fotovoltaico creano meno posti di lavoro che se dirottati su altri tipi di investimento. Io non sono affatto d'accordo con quello che scrive ma le auguro un felice e ricco futuro. Giuppe X Pietro di Primo

Lei dice che in Italia c’e’ meno propensione al rischio negli investimenti ma in un impianto fotovoltaico non c’e’ praticamente rischio. La resa dell’impianto e’ praticamente sicura e calcolabile per 20 anni.

Aggiunge poi che dopo anni la gente si era convinta che convenisse dotarsi di un impianto fotovoltaico. Ed e’ vero ma solo perche’ i cospiqui guadagni certi degli incentivi rendevano l’installazione molto conveniente. E chi glielo dice si e’ messo sul tetto un impianto da 20kw, costato circa 70000 euro e da cui ricavero’ piu di 250000 euro in venti anni pagati anche dalla bolletta che paga mia madre pensionata al minimo tanto per fare un esempio.

Sul fatto che fosse l’unico a creare posti di lavoro mi sento di poter dissentire visto i dati macrooconomici e i vari studi dove si dimostra che i soldi spesi in incentivi per il fotovoltaico creano meno posti di lavoro che se dirottati su altri tipi di investimento.

Io non sono affatto d’accordo con quello che scrive ma le auguro un felice e ricco futuro.

Giuppe

]]>