P. Tisbo :@PieroNo signori, non sono d’accordo. Non è la class action a intervenire sul mercato, ma la sentenza sulla stessa. Ma in cosa differisce una sentenza su una class action a una sentenza su risarcimento danni da parte di un singolo? L’unica differenza è che in una class action le spese legali vengono divise per piu persone, rendendola piu abbordabile economicamente. Non cambia i conti in tavola più di una sentenza “normale”.Infatti questo articolo parla della sentenza, non della procedura giuridica in sé.
se non capisci la differenza, in termini di efficacia reale, tra l’azione di un singolo e quella di un gruppo…. questo è un grave problema di comprendonio…
se fai finta di non capire perchè il divieto della class action danneggia ANCHE il libero mercato… questo è un problema di onestà intellettuale…
se fossi onesto intelletualmente e preparato potresti dire : bisogna regolare bene la class action x evitare abusi da parte delle associazioni dei consumatori e degli avvocati d’assalto..
]]>Un solo esempio: in tutto il mondo occidentale gli ovetti kinder si possono vendere, negli Stati Uniti no. Proprio per lo spauracchio delle class action e l’esistenza di legislazioni sulla sicurezza dei prodotti che ne sono l’immediata e naturale conseguenza. Stiamo parlando di un mercato potenziale di qualche centinaio di milioni di euro…solo per quest’ovetto…
quindi l’impatto sull’economia c’è eccome.
In Italia la class action non ci sarà mai finchè avremo queste cricche al governo, anzi all’anarchia sessuocentrica che contraddistingue questo governo.
E’ ora di mandarli a casa…gridando da destra, da sinistra e dal centro al Gran Buffone e ai suoi cortigiani: A casa ! Vergogna!
e poi andate pure a confessarvi che i preti vi leccheranno i piedi fino all’ultimo !
Il concetto alla base è sempre lo stesso. Il diritto/dovere del legislatore o di una qualsivoglia autorità ad intervenire per salvare chi sbaglia. Magari sono i fumatori, che – per il loro bene – vengono svenati da varie accise, tutte molto salutari in quanto limitano notoriamente il consumo delle diaboliche bionde. Magari invece sono i venditori di fumo a finire nel mirino – non sia mai che un venditore decanti i propri prodotti più del necessario. Vedi, caro Luciano, è una china molto pericolosa. Per due ragioni.
La prima – è che si dà per scontato che una parte della popolazione viva in uno stato mentale passivo, puerile ed emotivo. Tipo bambino su di giri che corre per la casa con un coltellaccio in mano. Se (piuttosto ingenuamente, a mio avviso) acconsenti ad una simile visione del mondo, prega che quelli in carica non decidano di metterti nel gruppo di quelli da salvare (infatti, è sempre il club con i gendarmi a libro paga a decidere dove assegnarti). Vedersi bollare le proprie convizioni come ciarpame è poco piacevole di per sé – figuriamoci se poi ci si mettono in mezzo gli agenti di pubblica sicurezza ad impedirti di fare quello che vuoi, con contravvenzioni o peggio.
E vengo alla seconda ragione, quella secondo me più importante. Anche ammesso che il bifolco che compra cornetti da stringere in tasca, oppure il vecchietto che dona i risparmi di una vita al parroco (anziché, molto più razionalmente, all’Agenzia delle Entrate) o il fumatore incallito siano OGGETTIVAMENTE nel torto – con che diritto tu, o chicchessia devi intervenire per salvarli? Sono forse i tuoi figli? Se non c’è violenza da parte di nessuno (in quel caso, sì che un’autorità di salvaguardia deve intervenire!), se queste persone si fanno i fatti loro e non ti sbuffano nuvole di fumo in faccia – lascia per carità che le persone se la sbrighino da sole. C’è una frase bellissima (secondo me) di Herbert Spencer – che diceva grosso modo : un paese che sottrae gli uomini dalle conseguenze delle loro cattive valutazioni, è un paese che si riempirà di stolti.
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